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Hare Book & Sport» * 

CoJlec+ions Librar^ 



.1 




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University of Illinois Urbana-Champaign 



http://archive.org/details/saggiosopraivene01fili 



V 



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V > * VAA 



vKwjO 



S A 





I 




SOPRA 



I VENETI PRIMI 

TOMO PRIMO. 



t ■•„ 



Singuli decipere ac decipi pojfunt : nemo omnes , 
neminem omnes fefellerunt . Plin. 




IN VENEZIA, MDCCLXXXI. 



Appreflb Pietro Savioni 

Stampatore e Librajo fui Ponte de' Baretteri 3 all' Infegna 
della Navh. 



CON APPROVAZIOHE , E PRIVILEGIO 



e>4 5.3l\ 

'5 AGGIO 



V, 



S OPRA 

I V & N E T I 3? m I M 1 * 



co 

£ PARTE PRIMA. 

' &mmm tmmmi i n n i < i i .^wmmmmwhwwwm»ì i ii ni i n r > un i i ■ .' 

r^ ... 

rQ ^{otf e/? contemnenda erudnìo , ##oi ita' quihuf darri vide ai tir t quivi potius 
ìnfu/fii & preSpoflerr babendi funi qui hoc exijlimant 3 omnefque fui jimiles 
tptarint i ut privata ignorantia communi s ignorantìde tenebri* obtegatur , me 
quifquam ìpfortim ìnjciiianf prodat Ò* coarguat . 

Greg. Naz. Orat, XXX. in Baf. 



CAPITOLO PRIMO. 

Si i Calli abbiano' dato l'origine a Veneti d' Italia. 

^^#^ ii I ^ ove tfàeffero l'origine i Veneti primi , qual pae'~ 
Mtf'Vx K ^ e * n ^ ta ^ la abitafTero 5 quale fìa fiata la ftoria lo-- 
IP» m^È ro atìtica * brevemente in quefto Saggio cerco ef- 
I|\JL^iJl P orre ' credendo non vera' tanto l'opinion comune, 
2^^~^g. che tenebre impenetrabili coprano ogni antica me- 
WppgjpaiC morra dieflì, così che im potàbile fia il dirne alcuna 
Cofa che in parte almeno Soddisfaccia fé per intiero non perfuade « 
E* veriffimo per altro che il Tempo divoratore , e la Favola 
deforme Figlia di quefto , o cancellarono d annebbiarono ogni 
secchia memoria de nofìri ; pure chi fa fé alcun mettendofi con 
erudizione e con critica a frugare entro a pochi lumi che negl' 
antichi fu d' e (fi ancor ci reftano i nori ne potelTe avere un certo 
numero dì fatti e di con jet ture che balìe voli follerò a telTerne 
una Storia che forfè quefto popolo renderebbe illuftre quali e 
noto , come l'Etrufco od altro Italico , fopra di cui impiegaro- 
no le loro dotte ricerche tanti uomini infigni e ne* palTati e ne 8 
'preferiti tempi ? 

Per fare una qualche ricerca oV primi ed antichi Veneti , è 
neceifario internarfi ne' tempi più lontani, e per confeguenza più 
tenebrofi, incerti, e confuti , ne' tempi delle favole , e neil' epo- 
ca più intralciata che ci prefenti la Storia del genere umano * 
Per viaggiare in confeguenza cautamente in mezzo a così ignote 
e pericolofe Regioni > non ifmarrire ii retto femiero , non pren- 

À ?, dere 



4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

dere l'ombre- per corpi, vedere e noti fognare , rendei! neceiTana 
una piena cognizione e fondata , dell' antica floria , un' erudizio- 
ne eflefa, ma corretta e guidata da una faggia critica, infine fi 
rendono indifpenfabili que'lumi, quelle cognizioni, que* talenti, 
che mancano certamente a chi feri ve . 11 folo desiderio di qual* 
che cofa dire intorno a' primi Veneti, de' quali poco fu fcritto , 
e T idea che ebbi fempre che di effi avara sì , ma non fterile 
affatto fia fiata l'antica floria , mi fpinfe a tentarne un Saggio , 
e congetturare alquanto fopra codella antica gente , efaminando 
gì' altrui fentimenti in tal propofito , ed aggiungendovi alcun mia 
proprio penfiere, ma lo ripeto, folo per via di confettura ed an-^ 
che leggiera, e detta fol di paffaggio e dubbiamente* 

L'Italia, lieta parte d 3 Europa , fu affai per tempo popolata 
e conofeiuta dagli uomini, e popolo fi fparfe per le die contrade 
che illuflre e celebre fi refe fino ne* giorni più lontani , e molta 
oprò e fece molto parlare di fé anche prima che il nome Roma- 
no ogn' altro diflfuggendo ^ folo per gi' Italici campi regnaffe ,• 
e folo delle anteriori Nazioni occupalTe e il paefe , ed il nome » 
QuefV Itali primevi fecóndo la più ricevuta opinione dall' Orien- 
te emigrarono in varj tempi , ed a varie ri p refe vennero in Ita- 
lia e vi fi flabiiirono. Troppo facili erano in que' femplici feco» 
li le mutazioni , i viaggi ^ i trafporti de' popoli ^ non ancor co- 
nofcendofi V immenfa fornirla de' bifogm fittizj ed ideali , che 
or tanto aggravano le focietà ; e Paflori , Agricoltori , e Solda- 
ti infieme non conofeevano le profeflìoni che dalla fatica difpen- 
fano , e quel che e peggio fono credute flimabili perchè oziofi 
rendono gì' individui . Di fatto numero grande di popoli trovia- 
mo ricordato dagli Storici ( i ) , che emigrarono da varie parti 
dell' Afia , e della Grecia , che approdarono chi prima e chi 
dappoi in Italia , dove flabilironfi col nome di Umbri , dì Sicu- 
li , Enotrj , Opici i Aurnnci i Etruschi j Ofcbi , Veneti , ed altri 
molti , che or unifeono gli fiorici , or difgiungono , or i mede- 
fimi e di patria e di origine volendoli 5 ora diverfiffimi e dell' 
una e dell' altra < Furono ideate varie ipotefi per conciliare fu 
ciò gì' antichi , ma in tanta difìanza di tempi , e in tanta fle* 
rilità di memorie, parmi fia difficile il potere feorgere il vero dal 
fallo , la floria dalla favola . Non so fé folle tanto improbabile 
il fupporre che una fol gente in più partite divifa , abbia una 
Volta e in principio abitata 1' Italia , e la diverfità de' nomi 

da 

( 1 ) Ear fedes ( Italia ) perpetuo Qua quìdern cónfufio riominum nm 

tenuìt idem genus homìnum mutatìs mìnus quam alibi in li alici s fuìt gen* 
tantum appellaùonibus * Strab* U 5. tibus . Dionyf. 1. u 



Parte Prima* 5 

da tutt 3 altra cagione fìa provenuta che da diversità ài orìgi- 
ne (a). Sia fi però come fi vuole 5 gì' Itali primi formarono , 
almeno in certi tempi una gente, una foriera affai celebre- nu- 
mero fa , e colta ; della quale per quanto la noncuranza , o for- 
fè F invidia Greca e Romana , abbia evitato o non voluto di- 

feor- 



(a) Tutti gli antichi che hanno 
parlato degl'Itali più volte oiTerva- 
rono che fomma fu la confusone ne* 
nomi di quelli . Si può offervare 
quanto Strabone ila incerto e coii- 
fufo nel feparare e difìinguere le gen- 
ti antiche „ Dionifio Siracufano , gì* 
t,4urunci , Opici , Sìculi , ed ^Aufonj 
contonde inficine * Dionifio Alicar- 
nafeo, /. 1.5. fa derivare i Sabini da- 
gli OLhi , e dagli Umbri. I Telaf* 
gì fecondo etto aveano dato a vec- 
chi Enotrj l'effere , e quelli Pelafgi 
fi incontrano in Ada , in Grecia i 
iielT ifole , nella Venezia , e cogli Um- 
bri , e cogl* Etruf : hi confuti : Thynenos 
Hit poji reliólam patriam pajfim vaga* 
bantur mutato nomine dìBos Velafgos - 
Ellanic. ap« Dionyf. Tbyrrenis Tela/- 
gis . Strab. I.5. Eas Jedes ( Italica ) 
perpetuo tenuit id genur &c. Id. Qu<e 
quidem confufio nominum in Italici* 
non minus quam alibi ipc. Dionyf. 1. 1. 

Sdepius 1& nomen pcjuit Saturnia 
tellus » 

Virg. JEn. I. 8. Varie caule pòtfb* 
ho aver prodotto una tal confutìq- 
ne . L* ignoranza de' fatti amichi 
negli Storici Greci j e ne'Latini che 
tollero quali l'otto da quelli : 1' in* 
giuito difpregio che aveano fpeffe 
volte d* ogni gente che Greca noi! 
forte o Romana : la cìarlatanària de' 
Greci che volea la Grecia fUfierrore 
in antichità ad ogni occidentale Re- 
gione , e finalmente ¥ ignoranza in 
cui erano e Lai ini e Greci dell' an- 
tiche lingue ufate da' popoli che de- 
fcriffero, può avere aumentato il di- 
fordine . Le lìngue prime , ed antì- 
chijftme , io fon d' avvifo che pove- 
re bensì fodero 9 ma efpre(five al 



fommo , é non molto diverfe una 
dall'altra . Voci morte per così dire 
non conofeevano , che nacquero al- 
lora quando più fuddivifi i popoli fi 
fuddivifero ancora più le generali fa* 
velie in particolari dialètti, e quefH 
fi mefcolarono e rimefcolarono più 
volte infieme. In tal cafo perdette- 
ro infinite voci la vera e primiera 
lignificazione , che analoga era lem-* 
pre e rìgorofa mente alla co/a efpref- 
la , rimanendone folo i* ufo . Roma , 
per efempio , dinotava queir aggre- 
gato di abitazioni che coilituiva la 
Città così detta . Ma la voce in fé 
ftelTa il perche di tal voce, e noi 
ed i Romani medefimi Pignorarono . 
Già il celebre Mazzocchi fembra a- 
ver provato, che una lingua fimile 
a'gi' orientali dialetti regnava in Ita- 
lia innanzi alla Latina; perciò Ro- 
ma , o Ruma come la differo i più 
antichi , Città del Rumon vuol di- 
re, e Rivnon chiama vafì il Tevere ^ 
o le paludi che egli colà formava . é 
Hìc ubi fora funt uda tenue re pala*, 
des : 

Onne redundantis feffa manehat 
a q nrn: 

t^il prdster /alice s , crajfaque cani- 
na fuìt : 

Et pede velato non adeundapalus « 

Così dicea Ovidio di Roma ari* 
tica ; e ciò ferva di efempio per 
vedere come le antiche g.nti ufa-- 
Vafto Tempre di imporre rltmvi x àdaU 
tati alle qualità , e circoli a^ze dt 
luoghi , e di ciò pure efempj con- 
tinui ci pfefentarto I* antiche lingue 
d'ogni Nazione. Se è vera la foni» 
ni a antichità che. cointftie rn ènte vie, 
ne M trifa vita agl'Itti primi , q\: 

ar- 



6 Saggio iòpra i Veneti Primi. 

fcorrerne , e n' abbia il tempo diftrutto quafi ogni memoria ? 
pure ne rimafe ancor tanto onde formarne un' altra idea , e crede- 
re che T antica Italica gente una delle più celebri Ila fiata ne' 
Verd 1 anni del mondo. Platone, Teofrafto , Dionifio , S trabone, 
Ateneo, Diodoro e tant J altri Greci non folo ,- ma Latini an- 
coraci); grandi cofe fcriffero di quefta focietà ,. molta parlarono 
del luffo,< delle ricchezze, dell'arti,- navigazione, e fetenze, che 
in effa fiorivano, e già da quelli fappiamo che quali tutta la fa- 
era; civile e militar difciplina Roma ebbe da quefta , e quefta 
confiderò lungo 4 tempo come fua maefira nell 5 arti e nelle feien- 
ze . Sembra che gY Itali? antichi avellerò delle' giuffe idee fopra 
la Divinità , fopra gli fpiriti , conofcefTero V Aftronomia , la 
Navigazione f V Architettura , la Fifica, e unta che forfè forfè 

arrivarono qui iti tempi affai prof- ffanze di fferentfy fieno poi flati prev 

fi in progreffo, come dinotanti mol- 
te genti. Ebbero pure in ufo gli an- 
ti chi popoli di videi fi in Tribù dipin- 
te ognuna col proprio nome ; perciò 1 
chi fa mai quante di' quefle furono pò - 
feia préfe per popoli o nazioni dr- 
verfe> La confimilità degP Itali vec- 
chi forfè fi potrebbe anche dedurre \ 
dalla confimilità degl'avanzi che df 
eilì fi fonofeoperti ,- come medaglie , 
iscrizioni ec* che tutte quafi fi fo- 
migliano in qualunque luogo d* Ita- 
lia fianfi trovate «• Credo perciò che 
una fot gente in principio occupa ffe ; 
quefta Regione fuddivifa poi in prò. 



fimi a quelli, ne' quali una foia fo- 
cietà formavano gì' uomini * Le va- 
rie Separazioni perciò di quefta , do- 
yeano molto ancora affomigliarfi, e 
f varj popoli da quefte Separazioni 
provenuti erano in fondo una ftefla 
gente . I paefi di do Ve fi deducono 
comunemente i primi coloni d' Ita- 
lia erano tutti vicini , e contermi- 
ni ^ come l'^jfiria, Lìdia, Fenicia? 
Egitto ec, perciò la diftanza del tem* 
pò e de* luoghi non era ancor così 
grande 5 che fomma diverfità d v ufi 
e di lingua doveffe mettere tra quel- 
li . Ma l'antiche voci che efprime* 
Vano de' popoli inomij fovéntemoU gretto ec 



tiplicavanfi fecondo 1 varj acciden* 
ti , che accadevano a medefimi . I 
Giudei* lfrae/itiy edEbrgi furon det- 
ti ,* i Tofcaniy Etrùfchi , e Tirreni ; 
Eh e 'ni y *Àchei s Danai , i Greci. Se 
ài quefle genti ogni memoria ora 
foffe perduta , facilmente per tanti 
popoli diverfi Ct prenderebbero f mètfy 
tre non furono che diverfe appella- 
zioni date ad una fola gente > a in 
memoria de' fuot Eroi , o per acci- 
denti memorabili ad effo avvenuti , 
ù per la fituazione e qualità de* pae- 
fi che abitava . E' per tanto proba- 
bile che nomi diverfi 3 - dati ad un 
popolo fletto i in tempi * o in circo- 



(i) Tbyrréni Imperatore s m eiris ef- 
fetti. Dionyf. 

Statuas primutn in Italia Tbufci 
referunt . Cattìod. 1. 7. 

liane vitam ohm veteres coltiere' 
Sabini . 

Virg. feniorque Galefus . 

Quis futi aufoniifque olim dìtijfi" 
mus arvis 

Quinque gréges iìlì halantum qui» 
ria reàibant 

jLrmenia fa* terrani centum verte* 
bat aratris . 
Virg. I. 7. 

Uanc olim Sabini eoluete vitam* 
Idem a 



Parte Prima. j 

pare cognizion aveflero dell' Elettrieifmo fulmineo ^ e de'iuoi ef- 
fetti {a) . Virgilio ora tanto apprezzato per la dolcezza de'fuot 
quanto per le preziofe memorie che dell' antica Italia ci 
, rammenta la ftima che godea V agricoltura preflb gì 8 

• »%<«< *% 1*1 (-tr>a «t/»Ha tonfo fln<ai**i Ar>riH-£* /ti <•/>! .-» *.,-*. .» ^ C. «. _ 



verfi , 
moftra , 

Itali pn«ii > e in fine nelle tante Opere fcritte fu tal propofito 

fi può 



(a) Mai non feppi comprendere 
perchè noi foli abbiamo ad eflfere la 
grand' opera del/ a natura , parlando 
colla frafe de' Chimici, e perchè que- 
lla fevera Madre abbia voluto tace- 
re co'fuoi Figli per feffanta fecoli , 
a noi folo riferbando Ja cognizione 
e fpiegazione delle fue opere . Con 
quale difpregio non fu a noflri tem- 
pi trattata la povera antica focietà ? 
benché non fieno fcarfe né inferme 
le congetture onde fupporla non co- 
sì barbara e felvatica come pur la 
vorrebbono molti moderni Scrittori. 
Parlando degi' Itali antichi in Livio, 
Seneca, Plinio, Cicerone ed altri fi 
trovano più traccie dell'arte da lor 
conofciuta di evocare o fia attrarre 
dal Cielo la folgore , e Seneca dice 
che avevano offervato che urtavanft 
le nuvole perchè ne ufcijjero i ful- 
mini , come fé dir volefte che fof- 
pettavano lo fcarico del fuoco elet- 
trico da nugoli di etto pieni in quel* 
lì che n* eran privi . Tulio Re di 
Roma volendo ufare di tal arte, e 
non effendone pratico , fi attirò un 
fulmine che 1' uccife come il Web' 
mann a Peterbourg anni fono . In 
fine dalle parole ufate dagl' antichi 
pare che conofeeflero 1* Elettrica mac- 
china , benché molto di fu perdizione 
e di miftero ci entr/fle. Senec.qu.nat. 
/. 2.32. Tlin. /. 2«(C/V. Dìvìn. L 1. ec. 
Già in molte a h renco fé ] furono ver- 
fati gl'antichi forfè quanto i moder- 
ni , benché dileggiati e difprezzati 
da tanti leggieri Scrittori de' noflri 
tempi. Alla pofterità per altro è ri- 
ferbata la vendetta . Avranno ben 
da divertirti* i futuri Saggi quando 
leggeranno le fperienze progettate 



iull' anima coli' Oppio ; la feoperta 
dell* Economia vitale ed animale nel- 
la calamita , e ne' fajfi ; i Cemeteri 
di petrificate pffa umane lunghi due- 
cento e più miglia ; le gravidanze 
de'Tianeti primarj per generare \fe* 
condar) ; l'anima noftra d' elettrica 
fiamma formata; gli feimiotti primi 
padri degli uomini ec. ec. ec. 

Gl'Itali primi inventarono il Tem- 
pi ice e maeftofo orditi? Tofcano , e 
gl'Atrj per i Templi. Nella Statua- 
ria erano tanto avanzati che fappia- 
mo da una fola lor Città (Fu'finium 
o Bolfena ) aver rapite t Romani 
prefTo a 2000. ftatue di bronzo , e 
di marmo . Dovettero da effi pren- 
dere i Romani gli architetti per erì- 
gere il Tempio a Giove in Campi- 
doglio, e le cloache forfè, opera ce- 
lebre che fuperò ogn' altra pofterio- 
re degli Imperatori medefimi . Pli- 
nio ( lib. ij. ) ci afficura che innan- 
zi a Romolo la Pittura fioriva in 
Italia , ed è notabile che al tempo 
di Nerone , e in un fecolo che il 
bello certamente conofcevafì , furo- 
no levate alcune pitture etrufche vec- 
chitfìme e trafportate a Roma per 
la loro bellezza . Ebbero Teologi , 
Fifici, Filofofi , come Tajete che fi 
dice avere fcritto full* anime de' Mor- 
ti, e che Cicerone chiama quafi un 
Dio. Seneca ed altri raccontano che 
conofeevano un Nume Facitore unì- 
verfale degl' Eflferi , e credevano il 
Mondo creato in più tempi, e l'ani- 
me immortali . Pare che avellerò 
una qualche cognizione d* una futu. 
ra diflbluzione univerfale . Rappre- 
fentavano gli Dei per lo più alati , 
e certi Genj dì Morte o d' Inferno 

tufo 



8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

fi può vedere a diffufo trattata e difenda tal cofa , e come in 
fiore durò per molti fecoli quella gente , finché perì a poco a 
poco per le continue proprie difeordie , e per le perpetue oflilità 
de* Galli, de' Greci, e de' Romani. 

Ora con quello celebre popolo vanno comprefi anche gli anti- 
chi Veneti , i quali perciò confiderà re fi devono come una delle 
j)i\x vecchie nazioni d' Italia , poiché Livio ( i ) in un cogli 
Etrufchi fi (Tati in effa li deferive, e il dotto Polibio (2) li qua- 
lificò coir epiteto di nazione antic biffi ma . Già fino da più remo- 
ti tempi li troviamo ftabiiiti e dimoranti nella eli rem a parte deli' 
i^clriatico , e non mai da colà efpulfi ; ma ài dove venùTero e 
quando , incerto e tutf ora e dubbialo . 

V; rie cole differo gì' antichi , varie opinioni ebbero ancor I 
moderni , e quelli e quelli in due di ver fé fentenze dividendoli , 
alcuni infieme cogli altri Italici li traile ro dall' Afia , altri all' 
i;to ii vollero originar; .dal Settentrione, o almeno da'paell 
l'alpini 9 e dalle Regioni abitate da' Celti . Diffi già che co- 
iiìunejxicme viene creduto che dall' Alia e dalla Grecia veniifero 
i primi abitatori delia noftra pcnifola , Greci fcrittori è Latini 
unti dal ù al meno in ciò convenendo , e più moderni fiorici 
con immeufa fatica e vaila erudizione , comprovando un tale 
iilorico punto > Certuni però produifero nuova Ipotefi , ( 3 ) e 
dallo flerile Settentrione pretesero trarre i primi ìtali , dando a 
quel barbaro fuolo V onore di aver dato i primi coloni a quella 
fertile noftra Regione (a) .. Quei!' opinione prcfentemjente da 

mol- 



tatti neri . In alcune gemme a min- 
iar; trovate entro a iarcofaghi & 
videro i-ncifé le figure d' Orione , e 
lo Scorpione punteggiati di Rei- 
e. V. Dempfter. Maffei Diifert. 
Cortona e. 

( 1 ) Eihri'fcls qui trans Vadum 0- 
tnnia loca tenebant excepto Veneto» 
rum a'gulo. Liv. 1. 5. 

(2) Ttopuius longe antiqui ffimus oh* 
tìntbat , Venti os vecant . Polib. I. 2, 

($) y* Eccarcfc de Celtib. Barde*- 
ti. Orig. hai. Bailli. Grig. dell'afa. 

(a) Ci fono alcuni i quali penfa- 
no èffere fiato così rozzo e felvag- 
gio il genere umano da principio , 
che credono imponibile tutto cièche 
la Storia ci racconta di antichiffimi 
viaggi intranreC fui mare per popo- 



lare la Terra ~. Ma troppe diftinté 
traccie V antica Storia ci fommini- 
llra , per non acquietarci così facil- 
mente a tal opinione. Una Società 
numero fa come deve eflìere (lata la 
primitiva innanzi che accadere la 
feparazìone de' dìfeendenti di Noè 
non può eiTere (lata felvaggia . Of- 
fervo che tutta la profana Storia 
conviene nel racconto di pofTenti Im- 
peri efiftenti in tempi affai profTìmi 
alia difperfione. Si dibatta pure quan- 
to in tali racconti vi può aver ag- 
giuntoli tempo, fempre .feguito dal- 
la favola , o ila dalla alterazione 
de' fatti , e la propendane al mara- 
vigiiofo naturale negl'uomini, fem- 
pre negar non fi può il fondo de* 
fatti txsedefimi , fé non rovefeiando 

tut- 



Parte Prima* 



9 



molti e molti viene, ed approvata e creduta, ma ella pare con- 
traria a quafi tutti gì' antichi e non {ottenibile fé no n da per- 
ione prevenute » Comunque però fi penfi in tal propofìto per gli 
Veneti , tanto egli pero è certo che tra gli antichi fteftì ebbe luo- 
go quefta credenza , che li faceva venire da oltre i monti , e che 
il Greco Strabone nella fua Geografia lo dille fchietto 3 benché 
innanzi avelie penfato diverfamente . Brevemente però esamine- 
remo quefto punto di patria ftoria prima d* ogni altro , e ve- 
dremo , fé pur non m' inganno , che egli è dubbiofiffimo 3 fé 
non anche infoftenibile e falfo . 



Tomo I. 

tutta quant' è la Moria . E f e a ciò 
fi vuol aggiungere gl'avanzi o mo- 
numenti che ancor ci refìano de' tem- 
pi antichi, di que' tempi che vanno 
più in là di quel che fi penfa , la 
cofa fi fa ancor più certa. Le Pira, 
midi Egizie durano ancora, e ancor 
forprendono , come pure le fuperbe 
ruine fparfe per ilSaid. Né il tem- 
po né il fanatifmo né la barbarie 
poterono atterrarle • A' giorni d'Ero- 
doto tra gli Egizj medefimi fé ne 
ignorava l'autore, ed Erodoto vivea 
due mila anni prima d'ora. Eflenon 
fon opere certo né di fcarfa né di 
rozza focietà . Gli avanzi di Perfe- 
poli , affai più vecchi forfè di quel 
che fi crede , le cofe operate dagli 
Etrufchi ec. fono pur tante prove 
di tal cofa . Lo fteffo Montefquieux 
tratto da innegabili autorità. (/. 2r. 
e, 6.) era perfuafo che a giorni di Se- 
miramide il commercio ed il lutto 
follerò fon? mi tra gli Aflirj , poiché 
quefti, ei dice , non potevano ede- 
re così ricchi fé non aveffero fpo- 
gliate altre ricche e floride genti che 
prima di loro elidevano. Dunque la 
focietà primitiva non può effere (ta- 
ta fcarfa , e rozza o felvagia come 
la fi vuole: e poi PefTere felvaggio 
non è naturale nell' uomo ; le circo- 
llanze tale lo fanno, non la natura. 
Un tale fiato è in efio occafìonale , 
fattìzio, fortuito . Qua! fomiglianza 
ora vi é mai tra i Copti e gli Egi- 
zj vecchj ^ tra i Bar bar efebi ed i Car- 



li 



Stra- 



taginefi K tra gP Inglefi ed i Titti ì 
Che mutino le circoftanze, e nuovi 
Sefoftri ed Annibali appariranno tra 
i primi , come pure nuovi bevitori 
in cranj d* uomini torneranno tra i 
fecondi. Se l'antica focietà conobbe 
Parte di erigere edifizj che ancor ci 
forprendono, anche Parte di paffeg. 
giar full' acque potea pur conofeere. 
La Navigazione di fatto la vedia- 
mo ufata a.Tai per tempo. GP Edo- 
miti navigarono il Mar Roflò in 
tempi ignoti. Bcrofo racconta che i 
Caldei ebbero i primi rudimenti da 
un Oanes ( cioè firaniero ) animale 
ivi arrivato per acqua. I Tirreni pu- 
gnarono fui mare con Bacco per il 
pofTeflfo dello fteffo , Bacco forfè il 
più vecchio de'Conquiftatori. E' per* 
ciò ben più probabile che dall' Afia 
partiffero, e per mare gì un gè fiero in 
Italia ì primi uomini e non per ter- 
ra e dal Settentrione ; di ciò fanno 
prova le più vecchie Memorie de* 
medefimi Itali antichi . Già in que- 
fli è ben oflervabile che traccie vi 
11 veggono di molte cofe a noatici 
tempi fpettanti. Gl'Umbri fi crede- 
vano avanzi d' inondatrice pioggia , 
falvati^ fulla vetta de* Monti , e così 
pur gli Aborigini . ( THn. L 5. Vah 
F/ac. L %. ) Celebre preffo di loro fu 
un Re un Eroe un Dio Jori oj avari 
Jano detto. Egli portò la vite in I- 
talia , ne colfe il primo frutto , e 
fu uccifo da una truppa d'ubriachi . 
Japhet Japsto il più antico degli 

Dei, 



io Saggio fopra I Veneti Primi. 

Strabone replicatamente parla de' Veneti nella fua Opera £ 
fembra in prima acquietarli al fentimento di quelli che Aliatici 
li volevano , riporta in tal propofito le diverfe cofe dette da 
altri , poi tutt' in un tratto in altro luogo parlando de* Galli 
fcefì in Italia , in un con ,effi comprende anche i Veneti , e con 
quelli fa che quefti fìano venuti dalle Gallie a ftabilirfi in Ita- 
lia . Lungo T Oceano Occidentale ( nelle Gallie ) flava la Re- 
gione Armorìca , che corrifponde in parte all' odierna Brettagna, 
e colà un Celtico popolo avea foggiorno , Veneto chiamato , d.a 
Tolomeo, e più da -Cefare ( i ) ne'fuoi Commentar; ampiamente 
defcmto. Abitavano quefti Veneti Gallici ne* contorni di Vanne s , 
di Brefl , e d' altri luoghi prellb il mare; erano marina; di pro- 
feffione , ed eccellenti fopra tutti i Galli in tal cofa . Il Sanfon 
nella iu&Gallia antica fece ogni sforzo per convincere che da co- 
ftoro provennero anche i Veneti d'Italia; ed altri Oltramontani 
penfarono pure in confimile forma , e tra i noftri Italiani quelli 
feguitò e in ogni modo foftenne il noto P. Bardetti , ed altri 
che nominare non ferve. 

Il Sanfon fuddetto fa riflettere (2) che la pofizione d'ambi I 
popoli perfettamente fi affbmigliava . Cefare ha fcritto che il 
paefe di quelli oltramonti due volte alla giornata era in parte 
coperto dall' acque marine, e le peni/ole, e le punte fulie qua* 
li flanziavano gli abitanti in tempo dell' alta marea , rimaneva- 
no divife dal continente , e a modo d' ifole ridotte , flcchè 
egualmente che i Veneti Itali in mezzo .all' acque abitavano ( 3 ) . 

Oltre 

pei, fecondo Luciano , fu neVcara- affai più difficile che non è quel di 
pi Italici , e vi oprò molte cofe . mare confederando i tempi, i luoghi; 
Ma tutti gli Storici antichi dicono le circoftanze . Quippe Janus etiam 
pure che Jano qui venne per .mare, mari Italiam appulit .. (Plutarc.) oib 
i Romani ciò pur fapevano , e le altera navìgli pupìm aut proram io- 
più antiche monete Etrufche portano fculptam inhonorem Saturni qui navi 
una Nave improntata infieme , coli' Italiam venit . ( Macrob. ) 
effigie di colui. Gli Etrufchi ftefìì fi Et bona pofteritas pupìm fignavit 
batterono fui Golfo di Venezia con in <ere, 

gli Argonauti, e quefti Etrufchi com- Hofpitis adventumteftìficatafuì&c. 
merciarono e corfero il mare affai ( Ovid. V.& Dionyf. Alicarnaf. Scra- 
per tempo , e forfè quando ciò pur bo. Diod. ec. 
facevano iFenicj. Perchè dunque ne- (1) Tolom. Geographt 1. 2. 8. 
gare le vecchie navigazioni? Perchè Csefar. Comm. I. ?. 
dedurre dal Nord i primi Itali e far- (2) Remarques fur la Gaule an- 
Jj viaggiare per terra? Dall'Afta do- cienne .... 

vettero forfè quefti pattare prima al O) Travet babent Veneti plurì. 

Polo per poi calare a'paefi meridio- mas . . . & feientia atque ufu nau. 

nali ? ma ^ueftq farebbe un viaggio tìcarum ceteris antecedunt . Caefar. 



Parte Prima « tt 

\ 

Oltre ciò Polibio offervava (egli dice) che vedi ed ufi confimi- 
li a confinanti Galli aveano gY Italo- Veneti , il che unito' alla 
precifa verità di Strabone che deve anteporfi ad ogn' altra 3 trop- 
po dimoftra , che da Galli aveano avuto 1* origine anche quelli , 
e con effi erano fcefi ad abitare F Italia » Altri poi aggiunfero , 
edere ftrana cofa , che mentre un torrente di Celtiche genti 
innondò e fommife' tutta Y Italia tranfpadana , fpenfe o cacciò 
via Umbri e Tofchi che quella tenevano 5 il folo Veneto popo- 
lo abbia potuto refi fiere , e contro così podenti e feroci invafori 
fermo mantenerfi nel proprio paefe * Oltre ciò perfetta edere la 
fqmiglianza- ne 3 nomi tra i Veneti Francefi e gì' Italiani ; men- 
tre" Eneti chiamavanfi gli Afiatici fuppofti Autori di quefti fe- 
condi . Così la' difeorrono in lor favore que' Francefi^ i quali in 
altre' circoftanze i loro Nuncj inviando al noftro Senato ( i ) 5 
ricordavano con' politico complimento nelle loro concioni la co- 
mmi origine di ambi ipopoli. Ma fenza anche contare che Stra- 
bene (2) è quafi il folo tra i vecchj che adolutamente dica 
Galli edere fiati gli antichi noftri , ( benché però una così afib- 
Juta affé rzione di eflb non fi pofia aderire) la pofizione fimile di 
quelle due genti nulla prova per V identità d' origine ; troppo 
facil cofa efiendo di trovarli tali fomiglianze' tra i popoli i più 
difparati della Terra; e dicafi lo fteflb del genio marinarefeo in. 
ambedue oflervato , poiché ciò dipende dalle locali circoftanze 
in cui trovanfi i popoli cht Paftori li rendono in un fito , ma- 
rinai o mercatanti in un altro .■ Se 1' efatto Polibio diffe che i 
noftri Veneti veftivano come i vicini , o Infubri o Cenomani o 
Boj che foffero , aggiunge però fubito che parlavano una lingua 
affatto dfaerfa , e fé ben è tradotto, fi vede che gente confiderà- 
vali differenti , poiché terminata la definizione de' popoli Italo- 
Galli , dice (3): e dopo quefti altra Nazione affai piti antica fi tro- 
va fino al mare efiefa y Veneta chiamata. Già quefio paffo fu dal 
Maffei ofiervato , allorché cercò provare , che' i fuoi Veronefi 
nulla aveano avuto mai che fare co* Brefciani Cenomani ; er 
per verità non pajono equivoche le parole del Greco Storico . 
Plinio medefimo (4) ci fomminiftra una prova che diverfamen- 
te favellavano Veneti e Galli ; dicendo che quefti Alo chiamava- 
mo certa pianta che quelli dicevano Cotone a ; e vedremo in ai- 
fi- 2 tro 

(1) Tignoria. Orig. dì Vedova. (i) Deinde quod fupereft fpatìum 

( 2 ) Hos ego Venetorum in Italia ad ^Adriaticurn finum , alius populus 

exijìimo effe auclores ad Jldriaticum lon gè antiqui ffìmus obtinebat : VENE- 

finiwi Quando etiam Gal- TOS toc ani . 1. 2. 

ti* * (4) L 8. e. 20. 



it Saggio fopra i Veneti Primi, 

Ito luogo come pare che Greca fia quefta voce ; perciò non de* 
rivata dalla Celtica lingua . Parlava Polibio degli uni e degli al* 
tri come erano al fuo tempo, vale a dire dopo più fecoli che i 
Galli fi erano domiciliati nelle padane contrade , ficchè per lo 
continuo trattare cogli Itali , per la lunga feparazione da loro 
compagni rimarti oltramonte , e per la divertita del fuolo e del' 
clima, potevano avere affai alterato le patrie ufanze , aiterata la 
favella , e dimeffa non poco la prifca rozzezza , e in un con ef- 
fa le vecchie ufanze e coftumi . Certo la leggerezza e V inftabi* 
lità formarono fempre il carattere de* Galli antichi , come 
ora pure ne' moderni Francefi s 3 offerva . Polibio ( i ) poi noti 
dialetto diverto diede a noftri , ma lingua diverfa da 3 confinanti 
barbari ; e linguaggio diverfo prova certo diverfità d' origine » 
Egli pure racconta, che rozzi, tumultuanti , privi quafi d' ogni 
arte erano i Galli ; dormendo fulla terra , abitando in cafolari 
di paglia (2), ed ignorando affatto le fcienze : dunque non af- 
fomigliavano ad effi i Veneti , tra' quali fappiamo effervi fiate 
ricche e commercianti Città , che non efiftono tali , fé non in 
mezzo a popoli colti e civilizzati . Di fatto anche Livio lafciò 
detto, che in Borgate abitavano i Galli prjve di mura, ed offer- 
vo confermarti tal cofa da Strabone, dal quale pur lì rileva che 
le medefime Città ne 5 loro paefi efiftenti e floride diventate fot- 
to i Romani, femplici Caftella erano da prima e fotto i Galli > 
come Brefcia , e Milano ( 3 ) . 

Non devonfi poi prendere le cofe così per aria e dire , che da 
tutto il paefe trafpadano gì' Itali furono efpulfi da' Galli , men* 
tre fcorfero due fecoli quafi prima che ciò otteneffero per intie- 
ro ; e poi fecondo V offervazione per altro oggetto già fatta dal 
Maffei (4) , e da altri ancora, folo dell 5 aperto paefe e delle 
pianure fi impadronirono i barbari , ma non poterono mai pe- 
netrare ne' paefi montuofi o per natura forti > dove fi erano af- 
forzati gì 1 Itali , e dove intatti fi mantennero fino al tempo de' 
Romani . Per verità io offervo che le fteffe Città in fito affai 
forte fituate non mai eaderono , oppur caderono ultime , come 
Mantova e Spina (5) . Offervarono già gì' antichi che i Galli 
ignoravano V arte degli affedj > e fé vorremo confiderare quel* 
Io di Chiufi , e del Campidoglio da effi intraprefo , vedremo 

che 

(1) 1. i. (4) Ver. III. 1. 2. 

{2) In Vicìs babitant. Lìr. Amati dei Rubicone p. 80. 

Ò) Medìolanum pagus olimi nani (5) Mantua Tufcorum trans T*a. 

ta temperate univerfì pagos b abita- dum fola relìqua • 

&ant s nunc Vrbs preclara. $irab>L5.^ Plin. 1. 17* 



Parte Prima # 13 

che bloccavano e niente più la Città che voleano prendere- Dun- 
que i Veneti che come oflerverò in altro luogo, flavano in una 
Regione tutta interfecata da grofli fiumi , e da canali infiniti > 
laghi j e flagni immenfì coperta , non è maraviglia che abbiano 
potuto refiftere e tener lungi dalle proprie terre la barbarica pie- 
na . Aveano anche alle fpalle i popoli Alpini , gran parte de' 
quali erano Etrufchi , come è noto ; perciò potevano anche ef* 
fere foccorfi da quefti, e poi eglino medefimi formavano un po- 
golo ragguardevole e numerofo , come lo dimoftra il citato Stra- 
tone , dicendo cìiq una fola lor Città , che fu Padova , avea 
potuto un tempo armare venti mila uomini . 

La diverfità in fine che viene addotta nel nome degli Eneti 
Afiatici , non Veneti detti come quelli di Francia , fu già fciolta 
dal Maffei, dal Pignoria e da altri , offervando che Terenziano 
Mauro (i) antico Grammatico avea precettato che quando EygTcy; 
travafi in Omero , Venetos , leggere dovevafi in Latino; ed appun- 
to anche il Guarnacci (2) rimarcò che tutti gli antichi e buoni 
traduttori dal Greco fempre pofero Veneti per Eneti . Sicché la 
Latina pronuncia fu quella che fcambiò quefti nomi , come pur 
fece di Hefla in Ve fi a , di Hefpzr in Ve f per _, cofa già dal citato 
Maffei offervata. Ognuno che fia alquanto iniziato nello ftudio 
delle lingue antiche fa quanto facilmente mutavanfi alcune let- 
tere , mutando favella ; e Prifciano ( 3 ) ofiervava a tal propo- 
sto , che alcuni Itali non avevano F O, ma ufavano 1" U per 
effa : perciò Y H afpirata in V pure fcambiarono i Latini, come 
.già fecero non folo in quella , ma in altre greche voci ancora . 
§e allafomiglianza de' nomi aveflimo aliare, [Veneti che ftavano 
colà full' Elba , e che in Jornande (4) parmi alcuna volta Ve- 
neti fiano chiamati ; li Veneti della medefima Gallia da Plinio 
(5) ricordati, i Venet ulani del Lazio, e che fo io , quanti po- 
poli famigliarono al noftro nel nome , di elio avrebbono potuto 
effere autori . A ciò potrei aggiungere che nulla troviamo ne' 
primi Veneti che di Gallico o per dir meglio di Druido culto ci 
faccia fofpettare , ma da quel poco che or ne fappiamo , reli* 
gione appare in quelli niente confona ad effo , e niente forni- 
gliante » Così pure i' Agricoltura fu da noftri Veneti primi rif- 

p et- 
ti S&0* Homerus flixìt Evi-vy; Verf. 11!. I. 2. 
Uh Venetos autumat . ( 5 ) alìqutf Italia Civitates non 
(2) Venetorum domìtrìx Equòrum habebant teflè Vlintò , & loco ejus 
Euripid. Ippolita aH % 4, \n fin. ponebant V. De litt. 1. 1. 

Cuarnacci T. $* (4) Jornand. de Reb. Geticis* 

Pigaor. I. z. (5) 1. U. e. j$, L ìì c. 5. 



24 Saggio ibpra i Veneti FnmL 

pettata e coltivata , ed in quello pure fi diftinguevano da' Galli 
che la negligevano e forfè V odiavano ; e finalmente i nomi an- 
tichi della Venezia ancor durevoli , o di Città o di monti o d* 
altre cole fimili , odorano tutti o di Orientale o di Greca, ori- 
gine , non mai* di Celtica o Gallica che vogliam dire . 

Si aggiunga poi che Catone 5 tanto avuto in pregio dagli an- 
tichi , Scimno , Ariano , Y antico Erodoto , Giuftino , Curzio , 
Livio, Cornelio , e tant s altri ( i ) , tutti traggono dall' Afia i 
Veneti, benché difcordino alquanto nel raccontarne" le circcftanze r 
e varianti; fieno< in allignarne il modo e il tempo .- Sopra tutti 
a mio intendere è da apprezzarli T autorità di Erodoto y perchè 
più antico 5 e quella di Catone perchè fi conviene che' informa- 
tiffimo foffe egli delle antiche ftorie d' Italia .- Giuftino ancora 
che compilò la Storia di Trogo ,. non avrebbe tralafciato di far 
moto di quefta cofa ,- cioè dell' ufcita de' Veneti da quelle ,- ma 
egli al contrario infieme cogl' altri li fa oriundi dell' Afia . Il 
Mafìei ancora (2), litigando come ho detto c& Brefciani , per- 
chè prefumevano la fua Verona da' Galli loro autori fabbricata , 
fece a quello propofito un faggio rifleffo , che mai o quafi mai 
fi veggono i Venetf andar d' accordo con i Galli in Italia r fa- 
pendoli da Livio 5 come quelli infettavano di continuo le terre 
di quelli , ed i primi veggendoli uniti a Romani ( nemicf fem- 
pre collanti de' Galli ) guerreggiare e far ogni danno' a barba- 
ri . Perchè tal avverfione- fé tutti formavano- una tal gente ? E 
fi offervi 5 che anche quando già crefciuta la potenza Romana 
vedeafi chiaro che foccombere doveva l'Italia tutta , ed ogni più 
vigorofa difefa facevano i Galli per fottrarfi alla fchiavitù, i Ve* 
neti contro ogni buona politica ftavano femprc a Roma uniti ,■* 
e con quefta cooperavano alla totale' depreftìone di quelli . 

Il P. Beretta (3 ) nella nota fua defcrizione d' Italia , e Geo* 
grafia di elTa ne' tempi barbari , parlando* d'elle Venezie falta 
tutt' in un colpo a s tempi mitologici ed all' origine 1 de'' Veneti , 
ed a tutti 1 patti Galli li vuole o dalle Gallie venuti a flabilirfi 
In Italia. Egli confiderà (4) una vergogna nazionale , fé' dalla 

Pà- 

( 1 ) Venetos Trojana Jììrpe órtos l vìdemus capta Trojcf ^Antenore Duce 
Cat. in Dionyf. 1. 2. Henetos adjich mifit * 
*ì^epos a quìbufdam in Italia ortos Juft. in Trog. 1. 20; 
eognomine eórum credi poftulat . Henetos unde quidam Veneto; tra* 

Plin. 1. 6. bere originem credunt . Curt. I. 2» 

Henetos Taphlagones in ìt aliarti (2) Ver. 111. 1. 2. $. 
tranpveBi moie Veneti appellati funt (3) Geogr. Medii JÉvì. 
Polift. 7. 45. ( a) Et Veneto* T aphl agone s ? ab* 

Fenetos quos incoiai rnafis fuperì f\t% id* 



Parte Prima- j^ 

jPafiagonia Afiatica dedurre fi vogliono quelle genti , dalla Pa- 
tagonia che Coftantino Profirogeaito ( i ) deferi ffe come abitata 
da gente vile , infame -, e feoncettata preiTo ogni nazione . Se 
climoftrato folle che gl'antichi noftri diicefero da codefta gente, 
buona o cattiva ella fia fiata -ci vorrebbe pazienza , la verità 
benché umiliante , e non T errore benché onorifico dovendo uno 
florico feguire . Coftantino viveva intorno al 920. dell' era cor- 
rente , forfè venti fecoli dopo il tempo che efiftevano in Afia 
or Eneti Paflagoni , perciò potevano avere ben cangiato e il co- 
fiume ed il carattere que' popoli in così lunga ferie d 3 anni , e 
dopo le tante mutazioni colà avvenute, e le tante , e così varie 
genti colà filiate. Affirj , Perii, Greci, Romani, Saracini, Tar- 
tari , Turchi fucceffivamente conquiftatono ed abitarono quelle 
contrade {a) , in confeguenza non il può Affare fui carattere 
de' Paflagonj efiftenti al tempo del Porfirogenito , per credere 
che tali pur fodero e fimili tanti fecoli prima , e quando troppo 
dovea da per tutto affomigliarfi il genere umano . Sarebbe lo 
fletto il voler dedurre il carattere degli AfTirj antichi , da quello 
de' Kurdì odierni . Pare anche troppo caricata la pittura che fa 
quello Greco de' Paflagonj del fuo tempo , ftolidiffima , fpregie- 
voliffima gente dicendoli , celebre per nequizia e impudenza , 
.autrice di nefanda azione , ludibrio e rifiuto del genere umano . 
Qualunque fia fiata la caufa di tanta colera Triboniano , che 
viffe innanzi ad elfo, e per ordine di Giuftiniano raccolfe le fpar- 
fe leggi Romane formandone la raccolta che ancor ci regola ed 
opprime, in tutt' altro modo parlò de' Paflagonj . Egli chiamol- 
li antica gente e non ignobile (2) , che grandi colonie un tem- 
pò aveva altrove inviato , e fpecialmente nelf Italica Venezia , 
confermando così ancor elio V antica opinione che dall' Oriente 
credette eflere ufeiti i Veneti noftri e non dal Settentrione , e 

£nal- 

(1) Ouod vero 'Paphl agoni am The- al fuo tempo la Patagonia aveva 

ma dicitur fio/idijfima &> contemptif- frequentemente mutati padroni : ejus 

Jima gens efl , impudentia & nequi* quantumvis exiguds multi fuerunt an- 

tìafamoja: cujus etiam Homerus me- te nofiram atatem Domini, L 12. 

minit in catalogo T^avium .... quo Si vegga poi quanti di più neeb* 

circa Mularum genus inde primus be in progreflo per il corfo di nove 

ortum dìctt 3 manifeflum pravitatis fecoli da Strabone fino al Porfìroge- 

eorum & nequiùds argumentum . ... nito. 

funt enim Taphlagones ALgyptii gè- ( 2 ) Taphhgonum gens antiqua ne* 

nere ... funt etiam TVytf fdefl ludi- que ignobilis olim extitit: in tantum 

brium , probrum , is*re}eclaculum gè» ut magnas colonias deduxerit , at fé* 

neris buman'u Coft. Porph.Them.7.1.1. des inVenetiis Italorumfixerit . Prsef. 

(a) Sino Strabone oflervava che ad Novell. 2^. 



i'6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

finalmente anche Omero medefimo a Paflagonj diede il titolo di 
magnanimi ( i ) , Omero che il Porfirogeniro ( 2 ) cita come 
quegli che memoria ci lafciò di nefanda azione inventata da 
quelli . 

Certuni fuppofero che i Veneti originari fottero dagli Scita- 
Ceti o da qualche popolo da quelli difcefo . Già Sciti, Geti , 
Celti, Galli, e firn i li ; limili pajono effere flati ed i medefimi ne' 
più lontani tempi , genti tutte o nel!' Afiatico o nell' Europeo 
Settentrione filiate , genti tutte emigranti di fpeflb , e dedite al- 
le incurfioni . Moderno autore diiTe , che i Veneti avendo ori- 
ginariamente un nome finonfmo a quel degli Slavi popolo Scitico 
che lignifica Glori ofo , ( così forfè ei penfando perchè Eneti , lo- 
devoli o nobili fu detto da alcuno lignificare ) eglino avean dato 
la denominazione alla Venezia molto prima , che nuove irruzioni 
di Sciti veniflero a (turbarli , e del loro arrivo non fi sa il tem- 
po . Egli è però ( continua egli ) di molti fecoli anteriore allo 
ilabilimento de' Venedi fulle colle dell' Oceano , e de' Windi al 
confine della Liburnia . Le Scitiche emigrazioni non cominciano 
là dove comincia la Storia , ma molto più in su . Cofa s' inten- 
da dire con tali ofcuri detti io non lo so ; come non so pari- 
menti dove abbianlì ad allogare nella nota ferie ( dal più al 
meno ) degli avvenimenti , quelle Scittiche fcorrerie nella Vene- 
zia o in Italia , che più alto della Storia cominciano , e quella 
lor venuta e difcacciamento da quella noitra Regione . Ma lo 
fpirito di novità che tanta confullone in quello fecolo pofe in 
tutte le fcienze , quello fpirito che quanti fono gli amatori del- 
le medefime tanti vuole che fiano i fittemi ifolati e novelli che 
fabbricano e dillruggono alla giornata , quello fu pure che non 
rifparmiò né meno la Storia : e intollerante e ambiziofo gode 
mentire alla tradizione , all' antichità , e da fé folo creare nuo* 
va Storia per illuminare le future generazioni ( 3 ) . 

Veggo però che per quanto abbiano fatto i più dotti che 
fcrilfero de' popoli Settentrionali ( non badando a quelli che 
non ifcriffero llorie ma fogni ) mai non convìnfero che quelli 
maggiore e più dittante principio contatterò de' meridionali , come 
gli Egizj j A (Tir j 3 Fenicj , e fimili , e tutti gli Scrittori antichi, 
e tutti i più celebri paffati Storici che fu quelli fudarono , fem- 
pre confideranno V Oriente e non il Nord come la più vecchia 

e la 

( 1 ) Trìncìpem Taphlagonum ma* rum genus agreflium . 
gnanìmoYum Clypeatorum 1. 5. \ Id. I. 2. 

(2) Ek Henetis arvìs unde Mk!o>- (5) Bailli bift. de l'Aflronon, 



Parte Prima. 



i 7 



e la prima dimora del genere umano . E come per verna far 
altrimenti , fé tutta la facra e profana Storia in tal cofa con- 
corda e vicendevolmente fi foftenta ? Neil' Afia fola troviamo le 
più antiche civilizzate Nazioni , i più antichi lmperj , i più vec- 
chi Tiranni, e dell' Arti e delle fcienze le prime e più lontane 
nozioni. Si può fognare a talento , ma fatto fi è che in Orien- 
te folo appajono tali cofe , e d' ogni cofa in fine fol colà il prin- 
cipio fìmoftra. I paeiì per tanto più proifimi a quefta parte del- 
la Terra , faranno anche flati i primi conofciuti , o fia da quel- 
la parte avranno avuti i primi coloni. L' Afia Minore dove ila- 
vano gli Eneti , comunemente voluti autori de' nafta Veneti , è 
porta accanto alle Mefopotamiche contrade , dove fi ftefero le 
prime genti , e dove troviamo di fatto anche dalla profana fto- 
ria allogati i primi Tiranni o Regnanti e i primi Regni . La 
Grecia è contigua ali 1 Afia Minore, ed alla Grecia 1' Italia; gìk 
accennai la portabilità della navigazione ne' più rimoti tempi ( i), 
per cui non è imponìbile che gli uomini abbiano fatto tragitto 
dall' Afia in Grecia , e da quefta in Italia , ed anche diretta- 
mente alcuna volta dalla prima all' ultima . I Mari che difgiun- 
gano quefti paefì non fono né vafti (tf), né folitar;, ma d' Ifo- 
Tomo I. G le 



( i ) Quia nec Terra olìm fed ciaf, 
fibus adbevebantur qui mutare fedes 
qu&rebant . Tacit. de mor. Germ. 

(a) Anche concedendo che gì* uo- 
mini pofdiluviani fodero così ignari 
e barbari quanto gli Eskimaux o i 
Caraibi o qualunque altro felvaggio 
popolo oiierno , pure tanto e tanto 
avr ebbono potuto paffar il mare e 
p?r mare venire in Italia . Non te- 
mono ì felvaggi di intraprendere non 
brevi trag'tti entro alle Canoe , e 
fptflo fanno maravigliare V Europeo 
Marinajo colla deprezza con cui ma- 
neggiano tali informi navigli. L'Huf- 
don fu forprefo d-lla facilità e bra- 
vura con cui sfidavano V orridezza 
del tetro Oceano che li circonda i 
bàrbari abitanti di quei paeiì che da 
eflò prefero il nome . L' Anfon ftu- 
piva della forma giudiziofiflìma colla 
quale fabbricano la lor Troe alcuni 
ifolani Orientali . Meritarono quelle 
barche d' eflere imitate in Inghilter- 
ra . In generale tutti i fdvaggi che 



abitano le fpìagge del Mare oflervo 
che fanno furEcientememe paleggia. 
re fu quello . Gli uomini primi fa- 
ranno fiati anche più barbari de* me- 
defirni felvaggi ? Lo creda chi cerca 
per autori dell' umana famiglia gì 1 , 
Orang-Outang , i Vongo , i Joko , e 
tutti quelli che ad un'idea così vile 
fanno adattare il loro intelletto • A 
tragittare per tanto dall' Afia in 
Europa baftava folo che conofcefTe- 
ro gP uomini primi tanto la navi- 
gazione quanto la conofeono i 7^£- 
gri ed i Selvaggi odierni. Se cattivo 
generalmente è tutt' ora il foggior- 
nare al Polo vicina , più ancora lo 
doveva eflere ne* f col? lontani . Il 
Nord Afiatico ed Eurcpeo uri tempo 
da feive, da paludi, e da Jtag-i era 
coperto . La Tartaria tre parti deli' 
anno dal vento proceliofo , dalle ne- 
vi e da' geli è vietata . Alla latitu- 
dine di 4*. gradi circa , o per la 
fomma elevatezza del fuolo , o per 
i* abbondanza del nitro in effo , o 

per 



i8 Saggio fopra i Veneti Primi, 

le e di terre frequen ti , per cui facile fi rendeva il navigare, o il 
tragittare da luogo a luogo, ancor che affai rozza poteffe effere 
la navigazione in allora . Perciò pare difficile , che prima gli uo- 
mini da contorni dell' Eufrate abbiano viaggiato ver le dittanti 
terre fettentrionali, da una parte e dall' altra lafciando vuoti e 
deferti tanti e tanti ottimi e fertili paefi , per poi feendere di 
nuovo a popolare le Grece e T Itale contrade. L* Afia Minore, 
la Grecia, V Italia , e le Regioni pofte a pari latitudine , go- 
derono fempre ottimo aere ed ubertofo fuolo , Gli uomini , fé 
pur natura cogli anni non cambiano come mutano fpeflb opinio- 
ne , fcelgono fempre (quando neceflìtà o forza non richiede altri- 
menti ) il buono a preferenza del cattivo , il comodo all' inco- 
modo. Perchè dunque lafciate tali ottime Regioni , vollero piut- 
tofto marciare verfo Y orride piaggie Aquilonari , e ne' freddi 
campi di colà fiflare il loro foggiorno? Sterili, nebbioli, da nevi 
e dai vento percofiì , e forfè più un tempo che non in prefen- 
te , orme d* uomini facilmente non avranno conofeiute fé noti 
quando introdotti i Tiranni , accrefeiute le violenze , e gli altri 
difordini nella focietà , fempre più fi dividero le Nazioni , ed i 
più deboli, o più intolleranti, opiù perfeguitati, cercarono i più 
lontani foggiorni per trovar fìcurezza infieme e pace . Di fatto 
tutte le antiche Storie ci rapprefentano gli Sciti, i Geti , i Cim- 
meri , i Celti vagabondi per lo più, privi A' agricoltura , ignari 
dell' arti ,-ed inquieti . Gii Affirj al rovefeio , gli Egizj e gli al- 
tri vicini , pieni di luffci , di ricchezze e di traffico , abitanti 

va- 

per la grande diftanza dal mare , o più baffi tempi molerò, alquanto il 
per l'alte montagne polle al Sud a rigore , ma la Germania ftelTa al 
catena dal Cafpio mare sW sr mìglio ^ tempo di Tacito fi fa quanto fotte 
oper la quafi totale privazione di effe fredda, e leGalfie ancora a! tempo 
per cui Aquilone vi loffia impetuofo di Giuliano V Ape-fiata . Qu e* paefi 
quafi fempre, e carico d'acute mole- perciò non poterono effere flati abi- 
cule glaciali, l'aere v'è così freddo , tati i primi e innanzi a' migliori e 
che almeno cinque mefi la neve co* meridionali. In quelli le antiche Sto- 
prei monti, e- la terra non vi produ- rie ci fanno vedere fino ne* giorni 
ce che fcarfi e poveri raccolti. Que* piò dittanti gl'effetti di numerofa e 
luoghi abitarono le varie tiibù Sci- ricca popolazione che eftende leni- 
tiche erranti e barbare. Il Nord Eu. pre i talenti , e fa operare g!' uiii- 
ropeo non è per verirà così afpro ; vidui ; ivi celebri Città , com a Te- 
sila latitudine di Stokolm fi femina be. Menti, Ninive, e Babilonia a- 
e fi raccoglie. Ma egli però non fu vendo efiflito ne' primi anni pof- 
così una volta . Il mare forfè e le diluviani , mentre ne' paefi p : ù fet- 
paludt certo , ed i bofehi lo copri, tentrionali folo instabili Borgate le 
royio preffnchè tutto , ed il freddo medefime Storie ci additano, 
v'era intollerabile • Svelti quelli ia 



Parte Prima. tg 

vafte Città , e coltivando fommamente le terre da elfi abitate . 
Dunque ciò addita in quefti una Società da lungo tempo rifia- 
ta , regolata e (labilità; nuova in quelli e per confeguenza inama- 
bile , povera > ed infermiccia . I popoli primi coltivatori dell' Ita- 
lia , ( tra i quali cerco contarono* fempre i Veneti , ) per ami- 
chiifimi concordemente ci vengono deferì' tti da' vecchj Storici , e 
benché ofeura fia la memoria de J loro antichi fatti , pure in 
fatto di vecchiaia ella forpaffa certo ogni memoria più antica 
de" popoli dimoranti al Baltico > come i Venedi o VViniii che 
dall' autore già citato ( probabilmente filile traccie del Bailli ed 
altri limili) abbiam veduto fupporfi autori de 3 Veneti . Qucfti Ve- 
nedi fi confondano ed V Vandali ^ co* Longobardi (i) ed altri di 
que' luoghi barbari abitatori , neffuno de" quali può contare cer- 
tamente una vecchiaia affai rimota o almeno da potere ilare al 
confronto con quella de* Pelafg* , de' Tireni > e limili , coNjùà- 
li quafi fi confondono i Veneti noftri . 

Mallet (2) ed altri che trattarono degli antichi abitatori de! 
Nord , non fi avvifarono certamente di concedere ad em* un' an« 
tichità tale che le Memorie medefime delle Nazioni oltrepaffaffe ? 
ne fi fognarono mai che alla Venezia in tempi ignoti dall' Ode- 
rà e dalla Viflola fodero derivate le prime colonie {a) * Con 
ragione rifero in paffato di quel Svezzefe ( 3 ) che nella Svezia 
appunto ad ogni patto volea porto 1' Eden ridente : ma ora a 
tutta forza cercali vendicare V ombra di elfo da M. Baili! , che 
al Polo pretende già efiilente non folo la deliziofa fiorita ed 
ubertofa Atkndide di Platone (4) , ma la gente o il popolo 
più dotto e colto che mai abitafTe la Terra 3 dal quale tutri gì' 
altri in progreiTo ricevettero ed arti tutte e feienze . Lo Aerile 
nevofo agghiacciato Aquilone perciò d' ora innanzi confiderai* do* 
vremo come la culla del genere umano 5 il centro delle Nazio- 
ni , e la Regione un tempo la più felice del Globo . Sarà vero 
tutto quello ; ma vorrei pur fapere perchè mai T antiche Can- 

C 2 zoni 

(1) V. Olaus , & Jornand. &cv tefi moderne mutale propofito. Veg- 

(2) Mallet. Stor. della Danim. ga quefta follecita la luce, e fecon- 
da) Sì fpera che l'erudito e dotto di le brame degi* Amatori dell* Ità- 

Sig. Ab. Giangirolamo Carli Segre- liana Storia * che conofeono ed ap- 

tario della R. Accdd. dì Mantova , prezzano e la gloria della propria 

fia per pubblicare una lua Opera in- gente, ed il merito dell' Erudito fud- 

torno gli antichi Itali» la quale cer- detto* 

tamente non potrà che mettere in (j) Rudbek# 

maggior lume un tale dorico punto, (4) Lettr. a Mr. de Voltaire fut 

e forfè dimoftrerà mags;iormjnt~ V 1* Atlantici* 
nifuffiftenza e fallacia di molte Ipo- 



%o Saggio fopra i Veneti Primi . 

zoni de* prifchi Scaldi Scandinavi e Goti , e la mitologia degli 
avi degli Islandefi , Norveggi e Svezzefi -, allogavavo air Auftro 
la beata fede degli Dei) il lucido palagio degli Spiriti 5 il Para- 
diso in fomma de' buoni , mentre al Settentrione Affavano Y ofcu- 
ro abiffo, V abitazion di dolore , o la penofa fede degli fpiriti 
malefici e de' protervi ( i ) ? Non farebbe quella la pura Natura 
che parla , e que' buoni Sciti che nulla fapevano di lettere , 
più ragionevoli de' loro fucceffori , non feppero perciò meglio 
ideare il Paradifo fé non che preffo il Sole . Crede il Bailli che 
r Aftroiiomi-a foffe invenzione di quefto popolo Boreale, dal quale 
paffaffe agli altri tutti ma alterata . Mi fa tal cofa fovvenire 
di aver letto in qualche parte de' Commenti del Calmet fopra 
la Scrittura , che tra le varie Idolatrie de' popoli Orientali era- 
ci anche quella che adoravano le Stelle della parte meridionale 
del Cielo . Se i popoli più vecchj d' Oriente fodero derivati da 
quefto Settentrionai popolo e da effo la fcienza de* Cieli aveffe- 
*o apprefa ; perchè non adorar piuttofto V Orfa coftellazion sì 
ben marcata al Polo , che fui capo de* loro antenati avea fcin* 
tillato per tanti anni , e che avea anche la prerogativa di non 
mai tramontare ? Ma lafciamo tali dotti delirj che troppo impu- 
gnar] potrebbonfi col confronto de' dati fiorici e degi' antichi 
Scrittori fé qui folle il luogo , e palliamo ad efaminare l'altre 
opinioni fopra gli antichi Veneti , che certo pare abbianfi a pren- 
dere dall' Afia e non da' Celti o dagli Sciti , avendo già procu- 
rato di far vedere che l'affetto di Strabone in tal propofxto non 
fembra fgftenibile ? «è v«ro. 



(O II rilucente Atrio del Sud..: 
dalle cui porte efcono fiumi di Iu- 
te . . . del Sol più chiaro . . . do- 
ve dimora Odin poffente ec. . . all' 
©iairo Nord abiffo orrendo s le cui por. 



C À- 

te ftanno aperte verfo il Settentrio* 
ne ... . orride ferpi fono iu i mu^ 
ri ec. 

Edda o Teologia de* Scandinavi è 
Goti ec. Mallo. 



Parte Prima. 21 

CAPITOLO IL 

Se l'origine de* Veneti da Livio raccattata pojfa effere la vera 



^umquam ita quifqnam bene fubduèla ratlone ad vitam fuh 3 
Ouin opinio , atas femper aliquid adportet novi , 
Jlliquid moneat , ut ili a qua te fare ere da s nejcias ; 
£t quee ubi putaris prima , in experiundo ut repudile* * 

Terent. Adelph. 5. 



SE come ho detto quafi tutti gì 1 antichi vollero i primi Vene* 
ti venuti dall' Oriente in Italia , difeordano però moltiflìmo 
nel raccontarne il modo, e imbarazzato non poco fi trova quegli 
che cerca tra tante contrarietà , e incertezze un qualche lume 
onde feoprire il vero , troppo nafeofto dalla diftanza de' tempi ., 
e dalla mancanza delle Memorie . Credo neceflario prima di ef- 
porre gì 5 altrui pareri {opra tal cofa -, efaminare V afierzione di 
Livio , che fu ed è ancora la più nota , ed anche feguita , ma 
che a me fembra dubbia però alquanto e da non fegui tarli per 
intiero . Livio per verità fu Veneto , e in confeguenza delia 
Storia del fuo popolo più d' ogni altro dovea edere intefo ; ma 
anche al tempo di Livio fopra le vecchie cofe regnava i* incer- 
tezza , T ofeurità e la contradizione . Egli è dettino degl 1 nomi- 
si in tutto T aver fempre d' incontro quefti tre oftacoli che la 
verità circondano , e affai difficilmente lafciano feoprire . Livio 
fcrivendo la Storia di Roma , ieguì la comune , ( e più for- 
fè da' Romani medefimi ambita opinione ) e 1' origine di 
elfi agli efuli Trojani affegnando , a' Veneti pure un così bei 
principio volle concedere ( 1 ) . Due de' più celebri Eroi Trojani 
cogli avanzi di lor gente prefer la via d' Italia; I' uno, che fu 
Enea , verfo il Lazio rivolfe il camino ; 1' alfe , cioè Antenore , 
folcato T Adriatico approdò a noftri lidi e fi fifsò nel paefe 
Scacciandone gli Euganei dianzi di quello padroni dall' AIpì fin© 

al 

(1) Jam fatis confi at Troja ca~ re alpefquetncolehant y pu?fis , He veto r 

pta .... Jintenorem cum multitu- Trojannfque eas tenuiffe terras ; is* 

dine Henetum, qui Jeditioue ex Ta- in qitem pnmitm egreijl funt locum 

pblagonia puffi & fedes & Ducetti Troja vocatur ; pagoqv.e inde Trcjano 

Rege Tyfómene amijfo ad Trojam nomen ejì , gens univerfa VENETI 

quderebant , venijfe in intima m^idr in- appellati, lib. h 
tici/t-num: Euganeifque qui interim- 



22 Saggio fopra i Veneti Primi. 

al mare . Eranvi tra gli aqfiliarj di Troja , gì' Eneti Paflagoni , 
i quali il proprio Re in quella guerra avendo perduto , e tor- 
mentati effendo da dimeftiche difcordie , fcielfero feguitare An- 
tenore j ed a' Trojani uniti qui vennero , e fabbricato un Ca- 
ftello , cui Troja differo , nel luogo dello sbarco , tutti infieme 
abitarono il conquiftato paefe , e tutti Veneti furono chiamati . 
Catone y le cui origini degi' Italici a ragione compiangono" per- 
dute > vien detto che foffe dello fieffb fentimento di Livio in- 
torno F origine Trojana degli abitatori della Venezia (i) : co- 
sì pure Giufiino , Solino ed altri ancora . Strabone però come 
abbiamo veduto ne dubitava > e Plinio ancora con alcun altro 
de* vecchj Storici . Ma più di tutto fa fenfo che molti di elfi 
niente dicono dell' unione de' Veneti con li Trojani , benché 
fùpponghino f origine loro Afiatica ; ed altri , come Virgilio , 
raccontando il viaggio d' Antenore a quefta parte d' Italia , tac* 
ciano poi affatto de' medefimi Veneti e 1' unione e V arrivo . 
Virgilio per verità affai fi vede iftruito delle antiche Italiche 
Storie 3 ed egli pure a' Veneti apparteneva fé a Macrobio ed a 
Servio diamo fede ( i ) ; perciò quanto Livio fteflb egli doveva 
effere informato delle antiche favole e Storie del fuo popolo . 
Non pochi Dotti lo apprezzano quafi più per le filmabili trac- 
eie che ci confervò de* primi Italici 5 che per la bellezza de' fuoi 
veri! y e per queflo merita egli pure d' effere afcoltato quando 
fa menzione delle cofe a quelli appartenenti » 

Egli dice che Antenore or per mare ed ora per terra s' inca* 
minò verfo V Italia , e dopo avere fuperati varj pericoli potè 
finalmente pajfare il Timavo , entrare in quefta Regione , fab- 
bricarvi Padova , ed ivi in pace finire la vita (3) * Niente ei 
dice di quella novella Troja ricordata dallo ftorico Padovano ; 
neppur nomina gli Euganei , niente i Veneti che pure più dì 
tutto doveano intereflarlo , egli che così intimamente ad elfi 
apparteneva , e che fé in parte da efuli Trojani difendevano , 
propinqui e confimili divenivano in tal guifa a' Romani . Si 

trat- 

( 1 ) Venetos Trojana ftìrpe Mài l ll/yrfcos penetrare ftnus , atque in- 

Cat. in Dionyf. 1. 2. Inft. 1* 20. tìma tutus \ 

Curt. 1.2. Soiin. 1. 7. Plin. 1, 6. ec. Regna Lìbutnorum & fontesj fupe. 

( 2 ) Mantua {?» a Thufcìs > & a rare Timavi . 

Venetis venti. Serv. ad J. io. iEneid* Hic tamen Ulte urbern T? atavi [e- 

Veneta Mantua. Sid. Ap. 1. 5>. 15. defqus locavh 

Vìrgilìus ....Venetus . Macrob. I. 5. e. %, Tevcrorum^ ingenti nomen dedit* ■ 

(?) Jtntenor potuti mediìs elapjus JEncid» 1. h 
\Atbivh 



Parte Prima, 23 

trattava di ricordare V origine d* una illuftre Nazione , e perciò 
fembra che Virgilio dovette impegnarvi!! , avendolo fatto alle 
volte per altri popoli Italiani che niente aveano a fare con ef- 
fo . Il conciliare quefti due antichi , ( oltre gli fiorici Padovani 
( 1 ) a* quali troppo premeva la cofa ) fu pure tentato da altri , 
tra i quali il Guarnacci (2) cerca accomodar la faccenda col 
fupporre i Libami , di cui parla il Poeta come oppoftifi al viaggia 
d' Antenore, i medefimi cogli Euganei mentovati dallo Storico; 
una fol gente con due diverfi nomi , uno Italico V altro Greco. 

Se la cofa folle provata non ci farebbe che dire , ma pur 
troppo in fatto di erudizione fi propongono molte cofe ma fé 
ne provano poche • Lo sforzo deli* Opera fua tende principal- 
mente a inoltrare che niente ebbe in principio V Italia dalla 
Grecia , ma bensì in gran parte quefta da quella , e ad un tal 
punto tende egli quali fempre , per verità con fomma erudi- 
zione ed ingegno . Ma prima di tutto tali quiftioni pajono a 
me fempre intralciate ed ofcure , perchè voglia o non voglia 
conviene appoggiarfi fu dati ofcuri ed intralciati e contradittorj . 
Sarà vero che i Greci abbiano alle volte tradotti i nomi de* po- 
poli in loro favella , e che gli Storici fianfi fervito de' nomi 
originar) e de* tradotti qualche fiata feparatamente , o per igno- 
ranza | o per altra ragione : ma che precifamente ila tal cofa 
accaduta anche a' Li burnì che Euganei di fopranome foflero det- 
ti , potrebbe elTere , ma parmi che egli noi provi . Offervo an- 
cora che Virgilio avrebbe fempre pallata fotto filenzio la venuta 
de' Veneti col Duca Trojanc , e non gii avrebbe né meno men- 
tovati ; e poi panni chiaro che il Poeta niente parli dell' efpul- 
fione di quefti Liburni dal loro paefe , come avrebbe dovuto 
fare fé folTero flati gli Euganei , e fé fi ha da accordare collo fto- 
rico ; ma dice folo che quel Trojano potè con forte più fortu- 
nata d' Enea fvolgerfi dalle Greche inhdie , penetrare i ferii lllu 
vici , e [alvo pajfar ( non conquistare ) gli interni regni Liburnici . 
Poi dopo fuperando del Timavo le fonti , e fabbricando Padova 
in effa in pace terminare la vita . 

Non parlano ckinque mai unifoni quefti due antichi , come 
vorrebbe il Guarnacci cogli altri, non badando poi che egli mol- 
to s' imbroglia intorno alla Geografia di quefti noftri luoghi , 
ponendo il Timavo vicino ad Adria , e alle Folle Filiftine , 
mentre quello refta tanto difcofto da quella e da quelle ; e fe^ 

con- 

( 1 ) Pìgnor. Orig. dì Padov. ( 2 ) Origini Ital. T. I. è IH. 

Qrfato . Storia ec. 



2 4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

condo il vecchio errore le fonti di quello mutando in tante foci , 
in fine confondendo molto ogni cofa per convalidare la fua {lo- 
rica ipotefi . Per verità non so che mai alcuno fiafi avvifato 
di eftendere i Liburni , che fi (lavano verfo Triefte , fino alle 
foffe Filiftine che fotto di Brondolo erano ai Pò vicine. 

Potriafi anche aggiungere , che fé i Veneti d* Italia aveìTero 
avuto Antenore per loro condottiero in quefti paefi , qualche 
cofa forfè ài più fapreffimo o dalla ftoria o dalla favola intorno 
ad eflb . Egli è certo che varj Scrittori danno ad eflb molti 
figliuoli , ed Eufebio ( 1 ) racconta che ebbero lo fcettro della 
Frigia dopo la partenza de* Greci , fino a tanto che i figlj d* 
Ettore ne gli Scacciarono ; e Pindaro (2) in una fua Ode ri- 
membra il regno di uno di -elfi nella Libia . I popoli refero 
fpeflìflìmo divini onori a' loro più celebri Eroi , e fpecialmente 
fé quefti erano flati in certo modo gli autori della Nazione . 
Forfè furono i primi a ciò fare gli Afiatici , come gli Affirj 
Belo , gì' f dumei Ccfe , creduto Mosè , ed altri moiri de' quali 
nota è la ftoria . Ufciti i Veneti da un paefe , dove forfè era 
in ufo tale coftume , facilmente ad Antenore avrebbero renduti 
divini onori le il loro Condottiero foiTe flato in Italia , come 
già fecero molte Colonie Greche co' loro antichi Duci , molte 
Genti Etrufche , ed i Romani medefimi con Enea da loro Giove 
Indigte chiamato , e qual Dio culto in progreflb ( 3 ) . Anteno- 
re doveva avere pretto i Veneti altrettanto merito quanto Enea 
e Romolo prello i Romani ; pure niuna traccia abbiamo né di 
Templi né di Selve né di facrifìcj a quefto Troiano deftinad , 
mentre fappiamo che piavano i noiìri tutte quefte cofe col Gre- 
co Eroe Diomede , appunto perchè pretendevano eflere ftati dal 
medefimo beneficati (4) . Di fatto il feno ora detto di Triefte 
era Diomedeo chiamato , ed al Timavo facro bofco e particolari 
facrific; queft 5 Eroe poffedeva . 'I ali ufanze e comuni e generali 
furono nell* antica focietà . 

So che Tacito rammenta certi giuochi Scenici che in Padova 
annualmente fi celebravano , e credevanfi inventati da Anteno- 
re (5) : ma non dice però che i Patavini li ufaflero in onore 
del morto Eroe , ma folo che efeguivanli perchè li credevano da 
quello ritrovati . E poi che Antenore abbia in Padova {labilità 

ima 

( 1 ) Praeparaf . Evangel. 1. 8. Deum de Deo natum Regem ec. 

Phyt. OJ. 5. id. 1, r. 

(2) Ihyt. Od. 5. (4) Cui i/le benefecit . 
(l) Mnóds ficus efl , Jovem indi- Scilax. in Periplo. 

getem appettant* hi. (5) Ann» 1. $> 



Parte Prima; 25 

una colonia forfè fia vero , ma che dedotti abbia feco dall' Afia 
i Veneti , quefto è quello di che fi dubita per le ragioni fino 
ad ora recate . Sembra quafi che Livio abbia cercato di far cre- 
dere limili ed i rriedefimi d' origine i Veneti fuoi , co' Romani . 
Enea arriva nel Lazio , vi fcende a terra , ed una novella Tro- 
ja colà fabbrica : fi unifce a Latini , e fa deporre a' fuoi fegua- 
ci il nome di lor Nazione per affumere quello del popolo Sud- 
detto ( 1 ) . Tutto ciò fuccede pure ad Antenore come abbiamo 
veduto . Il fatto di Troja pofe in fermento gì' antichi popoli ; 
e convien dire che nella prifca focietà foffero molto celebri i 
Frigi Trojani , poiché tante genti ambirono avere V origine da 
effi ; e tal cofa fu quafi generale 3 poiché veggiamo fino i Fran- 
chi nel Nord effere onorati con fimil fola da un rozzo Scritto- 
re , e Antenore fecondo alcun altro aver viaggiato anche in Ba- 
viera , e colà avervi erette alcune Città ( 2 ) . Pare che V ori- 
gin Trojana fia fiata Y ultimo apice della nobiltà de* popoli , 
come di quella delle famiglie lo era un tempo il derivare da 
qualche Gigante , o da un qualche Imperatore . 

Certo che molti grand* uomini (3) dubitarono affai del raccon- 
to Liviano intorno sl Veneti , e poi è offervabile che tra gli 
antichi Erodoto (4) , un de* più vecchj Storici certamente , 
niente dice di tal cofa , anzi ne parla in tutt* altro modo . Pli- 
nio ne difcorre dubiofo (5) , Dion Crifoftomo fchietto dice 
che innanzi dell' arrivo d' Antenore erano già quivi fiffati i Ve- 
neti (6) , ed Ariano racconta che non con effo , ma foli dall' 
Afia partirono per le violenze degli Affirj . Anche in Strabonc 
(7) medefimo fi poffono vedere varie altre opinioni in tal prò* 
polito , per cui unendo infieme i dubbj de' moderni all' incertez- 
za degli antichi , pare» che abbiali a diffidare affai di quanto ci 
racconta Livio intorno a' Veneti . Già fitte tenebre circondano ^ 
quando fi vuole penetrare alcun poco nell* ofcuro paffato , quafi 
così ofcuro come è V avvenire fteffo , per cui ben fi vede effere 
noftro dettino di ufar folo del prefente . Ma forfè Livio non 
isbagliò che in parte , e diffe il vero quando fcriffe che una co. 
Ionia Frigia o Trojana a quelli lidi fi trafle e ftabilifli; ma non 
Tomo I. D con 

( 1 )ALneam abfimili c/ade domo prò- (4) Veneti librici, Erod. 

jugum .... claffem Laurentem a* ( 5 ) *A quìbus in Italia ortos co» 

grum tenuìffe ....Troja 4?> buie loca gnomine eorum credi poftulat. 1. 6. 

nomen e/?. Liv. lib. 1. (O <Antenor autem fibì fubjech 

(2) Tredegar. de Reb. Francor. Venetos ipoptimam terrai» circa AAU 

Otto Frifìng. 1. 1. 25, cem . Orat. de III. 11. 

(5) Panvin. Dempfter ce. (7) 1. 1. & n» 



%6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

con effa i Veneti ancora che già ben prima erano qua ventiti e 
fiflati . Virgilio più verace di quel che foglia effere un Poeta , 
tacque perciò un tale evento , e folo fé' parola della venuta, d* 
Antenore , il quale a quefta parte può avere diretto il fuo viag- 
gio , appunto perchè fapea che amico popolo vi abitava , non 
Greco né a' Greci alleato o amico . Si offervi che Virgilio non 
ricorda alcuna guerra da queft' efule intraprefa dopo il paffaggio 
del Timavo ; folo Servio antico comentatore di effo ne fece pa- 
rola nominando anche il Re degli Euganei ( i ) vinto o fcac- 
ciato , ma dì fua tefta e fenza che abbia T appoggio di neffun 
vecchio Scrittore • Chi fa che egli non abbia così operato per 
conciliare fé poteva lo Storico col Poeta ; e bafta fcorrere quel 
pezzo per vedere quant'egii trovavafi imbarazzato fopra tal cofa • 
Non fi comprende né meno perchè lo Storico Padovano ab- 
bia tacclu to la fondazione della propria patria , fatta dall' efule 
Frigio , quando non voleffe far credere che la novella Troja da 
elfo ricordata abbia poi a Padova dato 1' effere. Gii Storici noftri 
antichi , le vecchie noftre Cronache , feppero ben in progreffo far 
rivivere quella Veneta Troja ., ed anche a qualche parte della 
ftefla Città noftra diedero 1' onore di effere ftata fabbricata da 
gente Trojana • Potrebbe Livio ( più allettando che iftruendo i 
fuoi lettori ) aver feguitata 1' opinione in progreffo abbracciata 
e creduta dalla fteffa fua gente , che amava crederli difcendente 
da Trojani refidui , come anche i Romani credevano per fé me* 
definii , per boria e per il luflro che apportava una tal origine . 
Così fupponendo i Veneti diventavano compagni , e in certo 
modo parenti a Romani , che a giorni di Livio erano già fcorfi 
degli anni tanti che fovrafìavano a tutti gì' Itali , e per tutta 1' 
Italia avevano drftefo il loro Impero . Dico quello folo per con- 
gettura ; ma quafi pare che la Storia medefina lo provi , non 
effendovi memoria che mai i Veneti con li Romani abbiano guer- 
reggiato , mentre non ci fu popolo un poco potente in Italia, chs 
non fi fia oppofto alla divoratrice ambizione di quelli . Vedre- 
mo altrove che la gente Veneta non fembra effere ftata tra le 
minime in Italia , perciò non è da prefumerfi impotenza in 
quella per difendere la patria e la libertà . In prefente la più 
parte degli Eruditi convengono che Roma non fia ftata fabbrica- 
ta da Romolo , ma ella ci foffe affai prima > e folo da co- 
fttii probabilmente ampliata . La più parte degli Scrittori La- 
tini ^2) o ignorarono , o non vollero fapere tal cofa , e Li- 
vio 

(i) Et Rege Vekb vi$o. ad 1.S-. (2) Grev.Differt.Gronov.inPIutarc. 



Parte Prima* 

via pure feguì la più aggradita opinione , non dirò perchè fapea 
corteggiare i fuoi padroni , ma perchè prudentemente non volea 
trovar brighe, né difpiacere a quelli, de' quali aveva intraprefo a 
trattare la Storia . Quelli erano in allora padroni quafi di un 
terzo del Mondo noto , dunque troppo era di onore per i fuoi 
Veneti ie fcrivea egli che da un Trojano ancor etfi come i Ro- 
mani erano difcefi ; e poi come dico , la comune opinione di 
fua gente era forfè quella , caufata dall' arrivo della Frigia colo- 
nia a quelli lidi ( i ) ,, benché quelli fodero per avventura già 
poffeduti da' Veneti anteriormente arrivati . 

Gli Euganei da Livio allogati nella Venezia tra il mare e V £u£ané 
alpi , fé forfè non è vero che da Antenore follerò di là efpulfi , 
vero è nulla ottante che in un qualche tempo , e in un qualche 
fìto di quel paefe abitarono . Gli antichi ci dcfcrivono varj po- 
poli Alpini ( 2 ) come Euganei d 3 origine f e quelli ncftri luoghi 
bene fpeffo /piagge Euganee ^ terra Euganea da vecchj Poeti e Sto- 
rici fono chiamati (3). Ditte Plinio aver gli Euganei infieme co ? 
Reti fabbricata Verona ; ed i celebri colli Padovani ancor con- 
fervano di Euganei il nome (4) . Fu già detto che coftoro for- 
tiffero da una porzione dell' Efercito di Ercole rimafta full' Alpi 1 
noftre , quando queiV Eroe dalle Spagne tornava in Grecia „ 
Ma quefV Ercole che in fé folo probabilmente comprende le 
azioni di più uomini , e in più luoghi feguite , è un ente così 
ofeuro e dalla Favola così malmenato , che impoffibile riefee il 
dirne qualche cofa di preci fo . Il nome di Euganei fi vuole Anonimo^ 
a quel di Veneti , tutti due glorìofi nobili lodevoli fignificando 
( 5 ) : perciò e per altri motivi ancora il Dempftero , Panvinio, Maf. 
fei ed altri (6) non li diftinfero da' Veneti . Queft , ultimo fof- 
petta che un nome o fopranome poteiTe effere , dato da' Greci 
Etrufchi , o Veneti a quelli di quelli due che (lavano più prof- 
fimi al mare , giacché fembra che alcun antico promifeuamente 
ufi il nome <T Euganei e quel di Veneti . Certuni li vollero ve- 
ri Greci (7) e diverfi affatto da' noftri , ma il fatto fi è che 

D % un 

( 1 ) Euganei/que qui Inter mare al* Rhótorum > & Euganeontm Verena* 

pefque ec. PI in. I. 5. 

( 2 ) ^Alpini populi multi fed Uhi- ( 5 ) Vraflante/que genere Euganeos- 

Jìres . Plin. inde tratto nomine id. 1. 5. 

(5) Tellure Euganea» Euganeus Evyswoo E?>gf«s. 

lacus. Mart. (6) Antichit. Verones. I. 1» 

Mìttunt in Euganeis Vatavìna vq. JEtrur. Regal. I. 5. 

lumina ebartis . Sid. A poi. Ver. 111. 1. 1. 

\ (4) Rh<eros Tufcorum prolem ar* (7) Alelfi. Stor. di Eftc."- 
b'itrantur Duce Rktfto. 



28 Saggio fopra i Veneti Primi • 

un popolo ofcuro molto fi è quefto , e di cui niente di certo 
credo fi poffa dire fé non che abitò una parte della Venezia un 
qualche giorno . Che Greci foflero non pare , poiché non so fé 
in età tante rimote fi pofla foftenere , che la Grecia abbia pò» 
tuto dare tante colonie , e cosi numerofe , perchè certo è che 
Tucidide e Strabone ( i ) tutti due Greci dicono fchietto che 
povera e fcarfa di abitanti era efla ne* rimoti tempi , ne* tempi 
anteriori di molto alla guerra Trojana . Non nego io già , che 
molte traccie di Greco non fi trovino negli antichi nomi della 
Venezia , ma derivò forfè quefto , e perchè ne* rimondimi tem- 
pi ufavano i Greci una lingua poco diverfa da quella de' Frigj , 
Paftagonj ed altri popoli dell' Afia Minore , da' quali ed i Veneti 
ed i Trojani fortirono , e perchè una florida Colonia di Pelafgi 
Teffali flette già lungo tempo e fiorì fu quefto lido come dirò 
altrove . Se in Efle o ne* proflimi colli alcuna Greca ifcrizione 
trovofli (2) , non fi può dire per quefto che Greci fodero gli 
Euganei , e Greci colà abitaffero prima de' Veneti . Mai non fi 
dirà che Roma fia fiata una Città Greca perchè Greche lapidi 
in efla fi difotterrano , baftantemente conofcendofi divenire tal 
cofa dal reciproco commercio de' popoli fpecialmente fotto i Ro- 
mani . E poi le lapidi Eftenfi fopra alcuna delle quali fu fcritto 
altre volte ( 3 ) 3 con inganno credendole appartenenti agli anti. 
chi Veneti , moftrano un Greco troppo moderno , un Greco 
fimile a quello che ufavafi al tempo di Cicerone , mentre fé fof- 
fero in cosi rozza , e fem i-Or ien tal foggia fcolpite come lo è la 
celebre Sigea ifcrizione , la Colonna di Milo o altro vecchiffimo 
pezzo di Greca anticaglia , allora fi che inoltrerebbero un* età 
rimota, e queir età appunto di cui abbifognano per crederle ap- 
partenenti agli Euganei . 

Le Greche voci ed i nomi Grecheggianti dell' antica Venezia 
ponno anche effere derivati dalla fteffa Colonia Frigia o Trojana 
che vogliam dire condotta da Antenore , poiché non è forfè fuo- 
ri del verifimile che ufafle un dialetto poco diverfo dal Greco 
antico . Certo che gì' Eroi ed i foldati Troiani e Greci veggonfi 
liberamente e fenza interprete parlare infieme neir Iliade , e vii- 
laneggiarfi reciprocamente ali' Omerica ufanza . In fine io azzar- 
dare! quafi di fupporre che una gente Etrufca fodero flati gli Eu- 
ganei piuttofto che Greca , poiché fappiamo di certo che per 
buona parte d* Italia ftefero i Trojani il loro potere , e che 

ognu- 

(1) Tucid. de Beli. Pelop. I. 1. guì, Strab. 1. 7. 
Enim ver* prìfch temporibus pò. (2) Stor; dì Efte I. 3. 
pulì Gracile effent igmbìles i& exì. O) Garofol. & Silveftri . Di/Tert. 



Parte Prima. 29 

ognuna delle dodici Tribù in cui dì vide vanii oltre Appennino 7 
mandò una Colonia ài qua da elfo che fi ftefe ampiamente per 
le circompadane pianure da Torino fino al mare , e vi fondò 
dieciotto Città fecondo Plutarco . Adria , Mantova , e fors* an- 
che Verona furono tra quelle , la prima avendo anche al prof- 
fimo mare comunicato il fuo nome , Tanta certo fu la forza ed 
il potere ( i ) di quello popolo , che fino a* Stretti Siciliani dila- 
tori , e fabbricò a quella parte Capua e Nola , e la gloria di 
elfo fall tant' alto che dittero concordemente gì' antichi aver la 
fama degli Etrufchi ampiamente per terra , e per mare battuto l' ali . 
Oltre ciò e Livio e Catone e Plinio a' medefimi Tofcani at- 
tribuifeono V origine della più parte de* popoli che Y Alpi abi- 
tarono a Settentrione polle della Venezia , e che tutt' intorno mu- 
rano quella regione , e dove pure vkn detto abitalTero gli Euga- 
nei ( 2 ) . Ricovraronfi in quelle balze i Tofcani alla venuta 
de* Galli in Italia, e per effe ampiamente fi lìefero. \Cammnni > i 
Triumpilini che V odierne valli l'rompia e Camonica tenevano , 
altri popoli Alpini che ne 1 monti Verone!! , Vicentini , Friula- 
ni , e Trentini llavano , da Plinio fono tutti confiderati , oJn 
gran parte almeno , di Euganea razza , e di illufìre ( fi noti ) 
origine , e così ifreffamente i Reti che tanto di quella montane 
regioni poffedettero (3) . Pare perciò che Greci in quel luogo 
non ci avellerò ad edere . Non è noto che quando codefti Etru- 
fchi ricovraronfi in que' monti fcacciaffero da quelli alcuna gente 
per lo innanzi colà fllfata , come farebbe fucceduto fé gran trat- 
to di quelle Alpi tenevano i Greci-Euganei , fecondo Livio colà 
fpinti da' Veneti molto tempo avanti T irruzione de' Galli . Pa- 
re perciò che que' monti dagli fieni Tofcani foffero tenuti anche 
prima ; benché probabilmente poco li abitalTero , poffedendo elfi 

fen- 

(1) Tufcorum tinte Romanum Im- ^Adriatico mari terminar} diximus , 

periu m late terra marique opes pa- ehm Thyrreni occupavere , quo tem- 

tuere mari jupero inferoque . ... a/terum por e Tblegreos quoque campos circa 

Tufcum^aherum sAdrìaticum ab lAdria 'Holam tenebant . Polib. I. 2. 
Tufcorum colonia Italica gentes vo- ( 2 ) Deinde verfo in Italiam xAl* 

cavere i Gr t £cieademTbyrrenuM,..qu<* pium latini juris Euganei gentes . 

trans Tadum omnia loca escepto Ve- Plin. l.j. Incolte illuftres . id. Rbdstos 

netorum angulo qui finum circumeo- Tufcorum prolem arbitrantur .'.Rba 3 * 

lunt mari occupavere ufque ad jiL to. id. 1. $. 20. 
pes . /. 5. Quamquam tanta opibus {$) Incoiò sAlpium multi populi 

yEtruria erat ut jam non folum ter- [ed iìluflres . Plin. !. $. 
ras , fed mare etiam per totam Ita- ^Alpini* quoque ea gentibus baud 

lì<e longitudinem nominisfui impleffet dubie origo eli , maxime Rb<etis > quos 

fama ufqug ad f return ftculum. Cam* loca ipfa efferarunt » Liv. U 5. 
pos omnes 3 quos ^Apennìnìs atqug 



3° Saggio fopra i Veneti Primi. 

fenza contratto fertili e fpazioie pianure • I Reti erano certe> 
mente d y origine Tofcana come è noto , ed effi fecondo Plinio» 
unitamente agli Euganei fabbricarono Verona ovver T ampliaro- 
no ( J ) . Anche tal cofa fembra provare che foffero un popolo 
a quefli amico o alleato o congiunto , cofa non credibile fé 
Greci foffero flati , poiché per quel che fembra poco accorda- 
vanfi i veri Greci cogli Itali antichi , come fi vede da molti 
vecchj fautori . Anche fuppofta vera V opinione del Guarnac- 
ci ( 2 ) , già riportata , che gli Euganei ed i Liburni foffero una 
fol gente con due nomi ; Servio avendo detto che i Liburni 
erano gli fìeffi con li Reti (3), quelli fenza dubbio effendo To- 
fcani , quelli ancora pertanto erano medefimamente Tofcani • 
Ma fenza ciò fappiamo già che fopra Verona (4) nella odierna 
Val Pollicella , abitò la gente Arufnate che pare certo effere fia- 
ta Etrufca , e più ancora ne' medefimi colli Euganei o fia ne 3 
monti Padovani trovarono delle memorie Etrufehe (j) come- 
dio in altro luogo , ficchè pare che que' fertili colli coltivati 
foffero da quefli medefimi Etrufchi , che già poffedevano certa 
la non molto lontana Adria , ed altri luoghi preffo le lagune y 
ed il Mare. 

GÌ' antichi Tofcani furono in fomma flima preffo i Greci (6)> 
9 di effi parlarono Ariftotele , Platone , Teofrafto ed altri mol- 
ti . Li confederavano come gente illuflre e nobile , perciò il fo^ 
pranome di Ululivi (7) poffono i Greci aver dato agli Euganei f 
appunto perchè di Etrufca razza erano o Tofcana . Offervifi che 
Plinio fcriffe- molti effere i popoli Alpini ma illufori (8) , forfè 
perchè di Tofca difeendenza : popolo Alpino ed illuflre effendo 
pure gli Euganei , popolo Tofcano potea egli pur effere , come 
a me pare . Se i Tofchi il diffufero per tutte quefte piane e 
montu©fe regioni innanzi a Galli , fé per effe fi divifero ( come 
è probabile y poiché così consumavano , e di ciò cenno fa pure 
alcun antico ) in varie Tribù , come lo erano anche di là dall'' 
Appennino; quefte doveano certo nominarfi ognuna diverfamente 
dall' altra , ovvero confervare il nome della Tribù dalla quale 
eranfi diftaccate oltre gr Appennini, della Tribù Madre che una 
colonia avea inviato di qua da quel giogo come fi vede in Li- 
vio 

( 1 ) Rfratorum i?» tuganeorum Kfr (?) Mufeum Veronenf. 

yona. lib. 5. (6) V. Mazzocchi , Guarnacci , 

(2) Orig. Ita!. T. 1. e % Gori ec. 

(3) Quia Rhatii Vìndelicì ipji funt ( 7 ) Tr<eftantefque genere Euganeos 
Lybumi, f<evì filmi admodtm populi • inde trafilo nomine, 

Serv. ad 1. 8. (8) Multi /ed Wufim . 

(4) Ver. 111. 1. 2. e 5* 



Parte Prima « %i 

vio (1) : potè dunque V Euganea gente efTere una tribù Etrufca 
con quello nome dillinta, che infieme coi Veneti abitò un tem- 
po una parte di quello paefe . Da Marziale e da Silio parmi 
che fi poffa raccogliere tale notizia ; poiché il primo allo fteffo 
Timavo diede il nome di Euganeo , ed il fecondo Frigio chiamol- 
lo (2) : quegli allufe probabilmente a queir Etrufco antico po- 
polo abitatore di quella, regione , e quelli alla colonia Trojana 
( o Frigia che è lo Hello ) ivi pure o feparata o congiunta con 
quello elidente . Vedremo altrove come anche il Benaco fu detto 
Lidio da Catullo (3) , appunto perchè Etrufchi vi abitarono d* 
intorno , e dalla Lidia fi credevano ufciti que' popoli in princi- 
pio . Anticaglie Etrufche nel Padovano , nel Veronefe , nel Po- 
lefine , e nella Gamia fleffa furono trovate , ficchè ripeto fi a 
probabile che non Greche ma Etrufche fiano Hate quelle Euga- 
nee genti rammentate dallo Storico Padovano , e fé erano Etru- 
fche , fembra difficile che pochi efuli vagabondi potettero tac- 
ciarle dal paefe pollo tra F Alpi e il mare , fuperando una Na- 
zione così forte e potente , come era appunto la Tofcana . 

Sappiamo da Dionifio (4) e Strabone (5) che una Greca 
colonia venne a llabilirfi fopra quella nollra fpiaggia e vi fabbri- 
cò Spina e Ravenna . Ma gli Etrufchi guardarono fempre con 
occhio bieco quelle due Città , poiché (i legge nel fecondo di 
quelli autori che tanto fecero che dall' ultima di effe collrinfero 
fuggir via gli abitatori , e cederla agli Umbri . Si vede perciò 
che odiavano i Greci , e fé durarono quelle due Greche colonie 
lungo tempo j chi fa che non ne foffero debitrici alla fituazion 
loro in mezzo ad ampli flagni polla : ma così non era de' Ve- 
neti che oltre le lagune la regione intera tenevano fino air Alpi 
come dice Livio . 

Io non faccio che leggermente fcorrere e toccare tali materie , 
poiché trattandoli di così antichi fatti e così ofcuri e dubbj , ci 
vorrebbe troppo lunga ed erudita difcuffione per bene cribrarli , 
e ciò non conviene ad un femplice Saggio come è quello , e non 
è compatibile né meno colla poca efperlenza che ho io degli an- 
tichi autori . I primordi delle Nazioni furono troppo malmenati 
dagli anni per poter ora parlarne con qualche certezza , e il fi> 
lito fine dell'opere che di tal cofa trattano fi è quello di faziare 
il lettore, lafciandolo incerto ancora e dubbiolo come prima. 

CA- 

( 1 ) Duodeczm incoluere Vrbìbus ( 2 ) Euganei Tìmavi . ; . Thr^ii 

terram , prìus C'is jLpennìnum , pò- Tìmavì. Sii. & Mart. 

ftea trans <Apebrimum 3 totidem quot (3) LydìdS lacus und<2* 

capita orìgtnìs erant colorili* mìjjìs • (4) I. 1. 

1. 5- ( 5 ) 1. 7» 



3 2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

CAPITOLO ni 

Altre congetture fopra l 9 origine de 3 Veneti . 



Sit apud te bonor antiqui tati , fit ingentìbus faftìs , fit fahutis quoque 

Plin. 1. 8. ep. 24. 



-fcjON so fé le addotte cofe per rigettare T opinione di coloro , 
JLn che da' Galli vogliono difcefi i primi Veneti , e le conget- 
ture riferite per dubitare , almeno in parte , della Liviana fen- 
tenza fopra F origine di quelli, pollano convincere i fautori dell' 
una e dell' altra . Probabilmente io mi farò meritato il rimpro- 
vero già fatto dal Satirico a ce-rt' uno , tanto per tutto ciò che 
fin' ora dilli, quanto per quello che dirò in progreffo , 
■ ■ Jed enim dum libas -plurima curfim 

Undique defeSiis , miflifque fine ordine rerum 
Fragmentis , mens obruitur , medioque fit ingens 
In capite Artocreas , rudis indigeflaqne majja (1). 
Ma nulla meno io ora brevemente efporrò due opinioni da 
vecchj Scrittori avanzate intorno air origine della noftra gente , 
le quali fé pur non m' inganno , fembrami che efaminate e di- 
feuffe con quel fondo di erudizione che ricercano tali cofe, forfè 
riufeirebbono più d' ogni altra probabili . 

Già Strabene nel lib. 1, e 12. delia fua Geografia diverfe co* 
fé riporta da varj dette intorno V emigrazione de' Veneti dall' 
Afìa , tra le quali e' è quella , che da tal Regione partiffero un 
tempo in compagnia de' Cimer; , e dopo aver vagato in varj 
luoghi finalmente full' Adriatico fi follerò ftabiliti (2). 

I Cimerj dì certo furono un popolo de' più antichi che ci 
rammenti la ftoria ; popoli da alcuni moderni Dotti confufo co* 
medefimi Gomeriani Sciti , o fìa co' difeendenti di Gomer , che 
neir Afia Settentrionale , ma più veramente ne' paefi polii al 
Nord del Cafpio fi fuppone flabilito . In Pezron ( 3 ) ponno ve- 
derfi le imprefe antichiffime di coftoro , e le traccie di lor di- 
mora ne' paefi pofti tra il Cafpio fuddetto e l'Eufino , da quali 
pare , che in qualche tempo difcefi , abbiano abitato alcune del* 
le pianure Frigie che poco affai dittavano da' luoghi dove i Ve- 
neti 

( 1 ) L. Seftan. Serm. 4. excidìffe. 1. 12» 

( 2 ) .Alti fentem quamdam effe Cap- ( $ ) Antiquitè rotabile . Tempo* 

padocibus comerminam ferunt > expe- rum antiquiif. inveft. 
anione cum Cimmeriis fatta in Sidriam 



Parte Prima. 33 

neti Paflagonj avevano il loro foggiorno . Stratone certo e Pli- 
nio rammentano una Città Cymmeris detta colà in Frigia ( i ) , 
ma dubbio poi non e' è che abitato npn abbiano la coda Set- 
tentrionale dell' Eufino, per cui improbabile non fi rende che co- 
municazione avellerò e commercio co' Veneti che ne abitavano 
le meridionali fpiaggie . E fé tra i Frigi o Brigi ^ una parte di 
quelli erafi poi fiffata , tanto più facile con quefti era la cono- 
feenza e la pratica . Omero medefimo ricorda i Cimerj e full 1 
Eufino li alloga (2) , ed è gik noto come in tempi ignoti e 
lontani feorfero e depredarono l'Afia Minore dove ftavano i Ve- 
neti fittati . Giuftino ( 3 ) tra gì' altri riporta tre feorrerie di co- 
ftoro , delle quali però è difficile fegnarne il tempo vero ..Senza 
però ricorrere al Pezron e Bochart che i medefimi fuppongono 
quefti Cimerj con gli antichiffimi Titani , i quali certo in età 
ignote , e molto anteriori alla guerra Trojana , depredarono o 
fi ftabilirono in molte parti dell' Afia , fi può offervare che il 
citato Giuftino racconta aver una fiata i Cimerj feorfi que' paefi 
regnando Sefoftri in Egitto. 

Quello Egiziano conquiftatore diede molto che dire a' Crono- 
logi per fidare il vero tempo in cui vifle , ma fé difeordano tut- 
ti in fidarne 1* epoca , pare però da più reputati che egli abbia 
efiftito prima della guerra Trojana . Io non dirò col Newton 
che egli fia il medefimo favoleggiato in Bacco ed Ofiri dell' Afia 
conquiftatore (4) , ma baftami che comunemente fi creda elTere 
flato anteriore ad Antenore fuppofto conduttore de' Veneti in 
Italia . Il Perizonio ( 5 ) alia diftruzion di Troja lo crede cent* 
anni circa anteriore, altri ancor più ; ficchè potrebbefi efaminare 
fé foiTe probabile queft' ufeita dall' Afia de' Veneti unitamente a 
Cimerj , poiché pare che 1' antichità , i fatti , e V epoche di 
quefta gente non vi fiano tanto contrari . 

In Euftazio e Plinio e Strabone abbiamo che una Cimeria 
colonia fu già anticamente in Italia prello Cuma (6) , e favo- 
leggiavafi molto di eiTa ; perciò fi vede che quefto popolo certa- 
mente fu vagabondo in antichiftìmi tempi , cofa da Strabone an- 
cora rimarcata più volte nella fua Geografia , dove egli fcrive 
che feorfero più volte la deflra parte del Ponto , la Frigia prof- 
Tomo I. E fima 

(1) Plin. 1. 9. Et avermts juxta quem Cymmerium 

(2) V. Odiflea." oppidum quondam, id. I. 5. 

(3) De Amazon. 1. ir. 4. Et Cymmerios ibi fui jf e indicatum 

(4) Newton Chronolog. habitare . . . . pofiea d&letos . Strab. 
(5 ) Oria. iE?,yptior. 1. 5. 

(6) Euftaz. 1. io. Plin. 1. 8. 



34 Saggio fopra i Veneti Primi. 

fima a' Veneti , e la Paflagonia medefima , dove quefti abitava- 
no o Egli dice ancora ( i ) che in Adria poi pervennero quelle 
due genti , ma non fi penfi che predo alla Città di quello nome 
intenda egli che fi fiflaflero in prima ; tale efpredione certamen- 
te ufando egli per le fpiaggie dell' Adriatico in generale , cofa 
più volte praticata da vecchj fiorici e Poeti (2) . Io anche ri* 
marco quefta cofa , perchè forfè il più vecchio degli fiorici Ero- 
doto , Jllirj chiamò i Veneti (3) „ perchè efiì innanzi di arri- 
vare air intimo feno del Mare Adriatico fletterò fermi alcun 
tempo nelP Illirio che refta appunto fopra V Adriatico , Dallo 
fìefib Strabene fi può quafi dedurre tal cofa , riportando •egli co- 
me alcuni aveano creduto che dall' Afia ufeiti fodero I Veneti , 
poi paflati in Tracia, e dopo varj giri fidati nella Venezia (4). 
La Tracia da picciol mare refta divifa dall' Afia Minore , ed 
efla non folo flava prodìma all' Illirico , ma fovente con edb 
viene confufa dagli antichi .. Scilace , Mela ed altri (5) eftefero 
quefta Regione fino a Tomi , cioè fino alle foci del Danubio ; e 
Scimno gli Aedi Iftri alla Venezia confinanti e all'Adriatico vici- 
ni Traci li chiama (6) ; cofa già ad altri popoli di que' contor- 
ni accaduta . Appiano pure fembra ciò confermare dicendo , che 
i Veneti ftavano prodimi a' D ariani ^ i quali è noto come abita- 
vano 

( 1 ) jtc Cymmerii , quos Jf> Tre- 
rones appellarti , aut quidam eorum 
natio fdspe incurfiones fecerunt in de» 
xteram Tonti partem & ììs .contigua , 
modo in Tbrygiam erumpentes , alias 
in Tapblagoniam . . . S<spe Cymme- 
vìi ac Frares ejujmodi fecerunt in* 
curpones .... Deinceps efi Tartbe- 
nium fluvium .... jequìtur Tapbla- 
gonìa & Heneti . . . neque nunc in 
tota Illa regione Henetos invenìffe 
iifunt : alii dicunt pagum effe in lit- 
tore Schcenis ab Jimaftri di flit um , 
qui Zenodotus ex Heneta legìt , at* 
que urbem notarì qui nunc xAmifus 
dicitur . <Alii gentem quandam Cap- 
padocibus effe conterminam , qui ex 



fiefiam pervenerint . Sunt qui sAnte» 
norìetìam ac filìis ejus focios peregri- 
nationi fuìfje perbìbent , & ad intì- 
mum lAdrià Ì3rc. . . . Probabile efi 
ergo y bac de caufa in tota Tapbla- 
gonia Henetos defeci ffe .... Mean* 
drius Henetos e Leucofyris profetlos 
ah y inde cum Tbracibus avefias fe- 
de s pofuiffe in lAdriam Eoi 

Henetos qui expeditionì non interfue» 
rint Cappadoces effe fatlos . Strab» 
1. 1. 5. 7. 12. 

(2) Iracundior lAdria 
Sonat Jonio vagus *Adria ponto . 
Iflro in lAdria confluente &c, 

Plin. Mart'. Juv. dee. 

(3) Veneti lllyrici . 
pedit ione cum Cymmeriis faci a ferunt (4) In Tbraciam abierint vagatU 
in Jldriam excìdìffe . là maxime in que deinde Venetiam pervenerint . 
confeffo ed , primari am Vapblagraum Strab. 1. 12. 

gentem fuìjfe Hsnetos y e qua fuerìt (5) V. Celiar. Geograph. vet. 1. 
ViUmenes y.quem ut plurimi ad bel- 2. 15. 

lum fecuti y quieverja Troja in Tbra- (6) Tofi Veneti funt TbraceSy qui 
cìam abierint , vagatique dzinde Ve- Hyflri vocantur* Scimn. Chius. 



Parte Prima * 25 

vano tra V Illirico e la Macedonia , per confeguenza al Traci 
contermini e vicini : e deve notarli che quefti fìeflì Dardani dì 
Afiatica anzi Tro/ana origine fono fatti da Solino ( i ) , e ve- 
dremo più avanti che i Traci con li Trojani ebbero affai che fa- 
re , e furono parenti ed alleati fino da più remoti tempi , come 
dicono Omero e Strabone . Potrebbe!! perciò credere che Erodo- 
to avendoli pofti nell' Illirio foffe lo fteffo come fé nella Tracia 
avelie intefo dire che foffero flati . 

E' pure offervabile come Strabone tra le varie Tribù in cui 
erano divifi i Traci ricorda quella de' Ciconj o Cantoni , che pur 
in Paflagonfa efifteva a detta del medefimo proflìma a quella de* 
Veneti , e di più non didima da elfi , anzi da quefti Canconi 
Pafiagonj egli deduce quelli di Tracia , e da quel paefe li crede 
venuti . 

Qiiefto Greco Geografo già i Cantoni rammenta in varj luoghi ; 
ed è offervabile che una fiata egli dice averli di Scitica origine 
fuppofti r e che in più luoghi deir Europa e dell' Àfia trovavanfi 
fìffati r Sembra per tanto che ciò pur provi V emigrazione de ? Ve- 
neti infieme co' Cimerj in qualche tempo feguita , poiché già 
fi sa che quefti gli antichi confondevano con gir Sciti, ed i Cau- 
coni come vedremo non diftinguevanfi da' Veneti . E' parimenti 
notabile aver effo detto che più a fuoi dì non efiite vano in Afia, 
né Veneti né Ciconj ; dunque erano andate altrove quefte genti : 
e di fatto fi badi che il fuddetto Pelafgì anche dice averfi chia- 
mato alcuna volta i Cauconi , nome fommamente antico, che er- 
rante y ftraniero y vagabondo rifuona fecondo il medefimo , e Dio- 
nifio ancora , dato perciò a' varj popoli vaganti per molte terre, 
prima di averfi fiffato in alcuna Regione particolare (2) . Molte 
furono le genti che di Ciconie ebbero il nome , cioè i Meffenj > 
i Carj , oltre 1 Traci , ed altri ; co fa che fembra indicare efferfi 
difperfi coftoro per molti luoghi , e per molte Regioni aver va- 
gato , per cui appunto tal volta Pelargi o Pelafgì quafi erranti 
Cicogne furono detti ($)* 

E 2 Cer- 

( 1 ) Homines ex Trojana prof api* Tofi Tarthemum Ueneti fequumur ; 

in mores barbaro »/ efferati Sol. . . . \. u.Cauconibus qui nunc nulli funt $ 

( 2 ) Cauconibus in Tbracia varia cum ante" diverfis in terris habitave- 

de iìs narrantur r . J^am arcadica w rìnt 1. 7. Cauconum vero genus om- 

catur natio , fteut & Tela/gica , (2 1 nino ìnteriit . 1. 12. 

fimi/iter vaga . Unde vero ve neri nt ( 3 ) Velafgi qui cum inlìar\Avìum 

nil fané prodidit y vìdentur prof eòli quo fors vocaret . . . errabundi com- 

ex Vapblagonia . 1. *. Caverni e tre a migrarent ■ , Pro V elargì Velafgi , idefi 

Tejum ufque Vartbenìum amirem r Cìcmì* vocaremur • \. 1. & $* 

Te- 



30 Saggio fopra i Veneti Primi - 

Certa cofa fi è , che in quelle ri mote etadi quafi in un con- 
tinuo movimento erano le genti , efpulfandofi a vicenda tal voU 
ta , e tal altra di propria volontà o per particolari caufe toglien- 
dofi da un luogo , ed emigrando in un altro , e ciò reiterata- 
mente e con frequenza talora . Prima che prendeltero un piede 
ftabile le antiche focietà , dovettero paffare degli anni tanti , per., 
che divife in una quantità di piccioli Stati quefti a vicenda (tur- 
bavanfi ? e i foccombenti amavano meglio andarfene lontano in 
traccia di nuove abitazioni , che fottoporfi per ordinario a' vin- 
citori che troppo per lo più feveramente ufavano de* diritti del- 
la guerra in allora . Pollono per tanto edere accadute in uh 
qualche tempo quefte emigrazioni de' Veneti e de' Giconj dalla 
Paflagonia infìeme co 5 Cimerj prima in Tracia , poi neir Illi- 
rico , indi in Italia ; e le accennate de 3 Ciconj potrebbono pren- 
derli per le ftelTe de' Veneti , e perchè , come diffi , Pafla- 
gonj erano ambedue , e tutti due al tempo di Strabone. erano 
dalla Paflagonia fpariti , con tutto che egli pur dica che i Ve- 
neti di quella Regione erano il popolo primario o il più poffente . 
Non so per tanto fé fi sbagliafTe dicendo che i Paflagonj , fe- 
guendo Y ufo comune affai tra gi* antichi , fi dividettero in va- 
rie Tribù ognuna avendo il proprio nome , e il proprio paefe , 
come gìk fecero gli Ifraeliti , gY Arabi , i Cananei , gl J Etru- 
fchi pure in Italia , e perciò tra le diverfe Paflagonie Tribù la 
Veneta , e la Ciconia effervi pure fiate , le quali poi per caufe 
particolari dovettero , o vollero abbandonare la propria patria , 
ed irfene altrove in cerca di altro paefe . 

Non fono rari nella ftaria gli efempli di popoli conquidateli , 
o fcorridori, per meglio dire 3 di gran tratto di tèrra , che pre- 
fero {eco alle volte altri popoli incontrati per via , or di volon- 
tà de* medefimi , ora colla forza coflringendoli , e aumentate 
£osì le forze loro , più danni fecero ed a maggior diftanza por- 
tarono le loro feorrerie . I popoli del Nord che più lungo tem- 
po confervarono T antica rozzezza , dimoftrarono tal cofa anche 
in fecoli meno da noi rimoti , come ne abbiamo efempio nelle 
Unniche irruzioni condotte da Attila , e nelle celebri de 3 Tarta- 
ri nel XI. fecolo feguite per quafi tutta Y Afia e buona parte d' 
Europa . Così i Cimerj (a) 7 che più volte rubbarono 1" Afia 

fé- 

Telafgt quadam alìtum Ciconìarum (a) 1 Cimerj ordinariamente fo. 
ideft Telargorum fimìlìtudine , quod no creduti uri popolo Scitico . Ora 
iìgmìnatim oberrent per Oracas re- il dirfi in queflo Saggio che infìeme 
giones atque ùarbaras * Ellanic. ap. con elfi anticamente pattarono in 
Dionyf. 1. té Italia o almeno in Tracia i Vene- 

ti, 



Parte Prima 



5? 



fecondo Strabene e Ciurlino , potrebbero nel loro paffaggio per 
que' paefi aver prefo feco gli Eneti Faflagonj per forza , ovvero 
quelli efferfi volontariamente congiunti per defio di preda o di 
mutar foggiorno , ed unici poi , ovver ieparati , averfi {labilità 
in altre e lontane Regioni . Il vecchio Geografo Scimno Clio 
( I ) traendo egli pure i primi Veneti dalla Paflagonia , dice in 
generale che ver 1' Adriatico fi pofero ; con che pare che accen- 
ni la loro primiera dimora neir Illirico fatta , prima di paflare 
nella Venezia, e da Erodoto motivata Illirici quelli chiamando. 
I vecchj Storici fcriffero pure che fama correa anticamente aver 
ufato il nero ne' loro veftiti gli abitatori della Venezia intorno il 
Pò (2) , e quelìo in memoria del tragico fine in queir acque 
feguito del celebre Fetonte . Di quella favola ora non ferve di- 
feorrere , ma fi rifletta che il nero fu affai ufato da molti an< 
tichi popoli Sciti , e ufato collantemente nel loro veftiario ; ora 
pure i noflri Morlacchi e Schiavoni che da' Siavi Sciti diretta- 
mente difeendono , Y ufano collantemente . Ora fuppoila qual- 
che verità in tale racconto , potrebbefi dire che dalla union loro 
co' Cimerj in antico ; e dalla dimora fatta in Tracia e nel!* 

Illi- 



ti > potrebbe far credere che non fof- 
fero poi così ftrane le congetture 
di quelli che tratterò dal Nord i 
primi coloni e dell' Italia e della 
Venezia, le qmli congetture in que- 
llo Saggio medefimo così di paflfag. 
gio Ci fono riprovate . Ma bifogna 
diflinguere le cofe . Neflun niega 
che gli Sciti non fiano d'una remo- 
ta antichità. Ciò è incontrafiabile, 
la profana e facra Moria lo dimo- 
ftrano . Ma quella moRra pure che 
non figurarono mai né per ricchez- 
ze , né per arti , né per coltura 3 
anzi barbari , erranti , e poveri fu- 
rono lempre . Dunque non effi po- 
terono dare a tutto il mondo la po- 
polazione e T arti e le feienze . I 
Cimerj poi abitavano quel tratto 
dell' Afia che al Nord ed air Efl: 
rimane dell' Eufìno , e tra quello il 
Cafpio, e le Settentrionali contrade 
della Media ,. e de' vicini paefi . 
Quelle Regioni erano perciò profiline 
anzi contermine a' paefi che vantar 
poflbno con ragione il più antico 



abitato nella Terra, par confeguen- 
za elle ancora da antico tempo do- 
vettero conofeere gì* uomini ; tanto 
più che non fono poi né cattive , 
né intollerabilmente Iterili ed ag- 
ghiacciate come 1* altre più fopra fi. 
tuate nella Tartaria o Scizia Afia- 
tica. Ma altro é il credere che que- 
llo pezzo d'Afia foffe anche ne' più 
rimoti tempi abitato , e perciò da 
elfo abbiano potuto emigrare altro- 
ve de' popoli j ed altro il dire che 
fotto il Polo £te(To e nelle lontane 
e fredde contrade del Nord Europeo 
ed Afiatico fu la più antica e pri- 
ma popolazione , e che da quella 
fiano ufeite le genti che popolaro- 
no in feguito le meridionali Regio» 
ni. Troppa di verfitàpa (fa, comeb*r> 
fi vede , tra quelle due fuppofizio- 
ni; perciò ec. 

( 1) Tranfgreffos e Vaphlagonia a- 
junt regione veniffe circa ^Adriani . 
Int. Geograph. Minor, Edit.Hudonii * 

( 2 ) V, Poiib, 



3 8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Illirico prima di arrivare nella Venezia avellerò una tale ufanz* 
i Veneti apprefa , e defla in qualche modo provaffe V opinione 
fin' ad ora addotta full' antica e primiera loro emigrazione dall' 
Afia in Italia . 

L 3 altra opinione tratta pure dagli antichi che potrebbe!! pren- 
dere come a me pare in efame , quella fi è di Arriano riferita 
da Euftazio fopra Dionigi Periegite (i) . Diceva queiìi che gli 
Affirj furono quelli i quali con oftinata guerra coftrinfero i Ve- 
neti ad abbandonare V Oriente , e pattare in Europa . Per veri- 
tà gli Affirj uno de' più antichi popoli dell' Afia fi conta , e de* 
più poffenti e turbolenti infieme neli 3 età più verde del Mon- 
do (2) . Sino da Afbur di Nemrod cugino V Affira Monarchia 
fi fa cominciare 5 e comunemente fi crede che al tempo de' Pa- 
triarchi avellerò già Ninive fabbricato , ed efeguite diverfe im- 
prefe fopra i loro vicini * Io non entro ad efaminare più adden- 
tro tali ofeuri fatti , badami folo effer vero , e comunemente 
creduto che gli Affirj furono un popolo de 3 più formidabili nella 
rimota antichità , benché ora non fé ne fappiano con chiarezza 
le circoflanze , ciò eflendo appoggiato ed alla Scrittura ed a pro- 
fani Storici ancora . Fecero pertanto gli Affirj delle conquide e 
portarono la guerra a 3 popoli Orientali , o fia a quelli rifpetto 
ad effi pofli oltre Y Eufrate in giorni lontani , in que 3 giorni che 
precedettero di certo la guerra Trojana , e che tanto antichi fi 
ricercano onde credere la venuta de' Veneti in Europa e in Ita- 
lia , anteriore ad Antenore , e ad ogni flabilimento di Frigie 
genti nella Venezia . Il cafo mi fa incontrare in un paffo di 
Platone a quello propofito , dai quale rilevai! che il Regno de* 
Frigi Trojani era tributario agli Affirj ( 3 ) , e già in Omero me- 
defimo (4) pare che fi legga aver quelli a' Trojani preftato foc- 
corfi , nella celebre contefa con li Greci . Troja flava come è 
noto nella Frigia , e quefta pochiffimo diftava dalla Paflagonia . 
Chi sa per tanto che dicendo Strabene effere flati i Veneti li 
primar] tra, tutti i popoli di quella Regione (5) , eglino perciò 
in tempi ignoti refifteffero fino all' ultimo alle imprefe degli Affirj ; 
poi inutile veggendo ogni oppofizione , piuttoftochè cedere amaf- 
fero meglio abbandonare il paefe , come in que 3 tempi hanno già 
fatto tante altre Nazioni ? Sulle uaccie poi di più antiche colo- 
nie 

(1) Soliti» e. 45. Orat. de IH. (4) IlliacL 

(2) Stor. Univerf. T. I. e IV*. (5) ld maxime in confejfa $fi prh 
O ) o£(firiorum emm principati^ mariam Vapblagonum gente m fuffi 

pmicula quidam Troja J uh , HenetQi -, 

I?lat. de leg. dialog. $. 



Parte Prima. 



19 



nie ver l'Europa dirette paflaffero gli Stretti Aliatici, e nella Tra- 
eia e ncH* Illirico alloggiaffero fino^ a tanto poi che a poco a 
poco s' innovarono fino alla Venezia . 

Comunque fia , certo Dion Crifoftomo difle , e 1' abbiamo 
già ancora detto che prima di Antenore ftavano in Italia i Ve- 
neti ( i ) > cne furono dallo fteiTo foggiogati ; ed Erodoto Illirici 
facendoli non diffe niente che quel Troiano feco li aveffe con* 
dotti , perciò , e pel filenzio di Virgilio , e per tutto quello che 
abbiamo offervato neir altro Capitolo pare che dubitare ù polla 
del racconto Liviano fopra tal cofa . Siano poi venuti infierne 
co' Cimerj in Europa , o dagli Atfìrj fcacciati abbiano da per 
loro viaggiato , lo feiegliere e il decidere fupera le mie forze, e 
troppo ci vorrebbe di cognizioni e di tempo per fvillupare cofe 
tanto ofeure ed incerte. 

E* da oflervarfi ancora come il citato antico Erodoto (i) in 
altro luogo dell' opera fua dice che i Veneti chiamavano* coloni 
de' Medi , e racconta poi certo coftume a loro ed a* Babiloneft 
comune . Efclude per confeguenza tal cofa ogni Gallica origine , 
e ancor più ne prova V Ah>tica , fembrando certo che Erodoto 
doveffe effere delle antiche genti tanto quanto Strabone infor- 
mato . Ma fé de'Medi eglino dicevanii coloni , dovrebbe tal cofa 
riguardare quel tempo quando ancor in Alla o in Paflagonia fi 
ftavano : in quella eflendofi trasferiti forfè in ancor più vecchia 
etade dalla Media , che t originano paefe in confeguenza e la pri- 
miera lor fede farebbe ftata . Ciò congetturo perchè il popolo di 
Madain ( 3 ) o il Medo fu affai in Alia poffente ne* tempi ofeu- 
ri , ed abitò una Regione poco difeofta dalle pianure Caldee do- 
ve primi nacquero i Regni , e primi apparvero gl'uomini , non 
so perchè, dominatori degl' altri uomini . L'Afia dall'Eufrate al- 
l'Egeo , in rimote età fu fconvolta da torbibi , e da guerre , in 
confeguenza ancora di tale novità introdottali ; poiché forti que- 
gli fpiriti orgogliofi ed inquieti , che cercarono opprimere i proprj 
fratelli per il piacere di dominarli, uomini che imaginaronfi tut- 
ti gì' altri creati per ubbidire , eflì foli per comandare , que' cac- 
ciatori di belve divenuti , come dicea 1' Inglefe Poeta , (4) op- 
preffori de' loro fimili, 

Trop heureiix le mortels! vainqneurs des Bètes 

H* euffent pas jnfqn à V homme etendti fes sonquètes 

Hen- 

(1) ^intenar autem ftbi fubjecìt JWvpuCv $vsr*?. 
Vevetos & optìmctm terrarn circa J&* id. 1. 5. 

drìam. Orar, de III. 11. f (5) Stor. Univerf. T. IV. 

(2) «">«>* M/s-fwy ^g'xj-Kva^a^ x(- (4) Mentor. Moder. T. 5. p. ij* 
v*?t* 1. 1. 2. 



4° Saggio fopra i Veneti Primi. 

Heureux ! fi fon courage a ces mèntres bornès , 
A r efolavages des humain ne /' èut pas entrainè . 
Allora s'eflinfe la paterna autorità fol prima conofciuta , o il do- 
minio de* vecchj prima folo ubbidito, e nacque il Defpotifmo Mo- 
narchico, l'intero potere di un folo, la totale fchiavitù di molti. 
Dovettero di certo tali novità fommamente intorbidare le fo- 
cietà di que' tempi , e eaufare infinite divifioni ed emigrazioni , 
fciegliendo piuttofto molte genti efpatriare che fommetterfi a' Ti- 
ranni . La Media dunque che per la fua vicinanza alla Mefopo- 
tamia deve effere fiata uno de' paefi in prima popolati , potrebbe 
aver inviate colonie ne' paefi polii all' Occafo di eiTa , ed una di 
quefte efferfi usabilità nelle pianure di Paflagonia , dalle quali ufcì 
poi di nuovo , o per la prepotenza degli Affirj , o per la forza 
de' Cimerj . Calmet dice ( i ) che una nazione Meda chiamata 
abitò nella Macedonia preffo la Tracia , in luoghi per tal ragio- 
ne appunto detti i Campi Medi, Anche gl'Inglefi autori della vo- 
luminofa -Storia Univerfale penfano nello fteffo modo (2), quefti 
Medi Europei originari facendo da quelli dell' Alia , e in Tracia 
e Macedonia paffati in un qualche tempo. Se diamo fede a Cte- 
ila gli Affirj alTalirono i Medi fino da tempi di Nino o Semira^ 
mide ( 3 ) ; potria per tanto effervi alcuna cofa di probabile iti 
quefti diverfi dati , ed una colonia di Medi effere fiata la Vene- 
ta gente in prima origine pallata in Paflagonia , fé Medi erano 
pur quelli in Tracia, e in Macedonia fittati. Certo moltiffimi fan- 
no cominciare da Madai figlio di Saffeto (4) la popolazione del- 
la Media , ed anche Giuftino dice .{5) aver cominciato queflo 
Regno fino da' tempi più vecchj , ficchè quella parte dell' Afia de- 
ve certamente effere fiata popolata in rimondimi tempi. 

Si può anche fare un altro rifleffo . La Media è una Regione 
afpra di monti ed elevata affai ; la Paflagonia al contrario baffa 
in gran parte e piana (a), e vicina al mare . I popoli più anti- 
chi , o per dir meglio la porzione del globo più anticamente abi- 
tata , io direi che foffe fiata la montuofa , la elevata , e prima 
ma molto della pianura , forfè del tutto coperta dall' acque ne' 
giorni primi delle Nazioni , e ne' tempi proffimi alla difperfione 

del- 
CO Calmet. Differt. in Gerì. Paflagonia fi trovavano fotterrade* 

(2) Stor. Univerf. T. IV. pelei fottìi i .• Eudoxus foffìles pìfees 

(3) Stor. Univer. T. I. e V. effe inTaphlagonìds ficcìs locìs dìcens 

(4) Genef. Gap. X. Strab. 1. 12, Indizio era queflo dell* 

(5) Juft. in Trog. % 42. acque odel mare che in più vecchj 
(a) Gli antichi ile (Ti avevano of- tempi aveala innondata. 

fervato che in alcun luogo della 



Parte Prima; 41 

cielli difendenti di Noè. Quefti dimorarono nelle montnofe con- 
trade dell'Armenia e della Media pure a quella contermina ; per- 
ciò m la prima popolazione deve effervi fiata ., anteriore a quel- 
la de' baffi piani di Sennaar , dove a' giorni di Faleg fuccefTe la ce- 
lebre fepavazione de' popoli e delle genti . Quando le piene dell 1 
acque ebbero formati , ed innalzandoli aflòdati que' piani , e gli uo» 
mini furono accrefciuti in numero; fcefero allora da' monti adat- 
tare inerti, e di là poi a mano a mano il ftefero per le felici con- 
trade che Lidia, Mifia, Caria, Patagonia 5 e Frigia furono det- 
te dappoi . Ciò ftippofto; i Monti innanzi a* piani , avrebbono avu- 
to gli abitatori, e la Media , l'Armenia, e le vicine contrade tra 
ì paefi deir Afia prima d' ogn' altro ( fpecialrnente di quelli che 
formavano 1' Jfnx propria degP antichi ed erano le indicate ) fa- 
rebbero fiate abitate dagli uomini. Da quell'alte montane Regio- 
ni che difcefi fiano i primieri coloni della Paflagonia non è for- 
fè imponìbile , e in confeguenza i Veneti con ragione , fecon- 
do Erodoto , Medi fé medefimi chiamavano , e di elfi per tanto 
la primiera e più antica origine farebbe quefta . Ben fi vede però 
che per femplice congettura io avanzo tal cofa , e folo perchè fi 
veda che non ignota gente fu la Veneta tra gli antichi , e che 
di effa tanto ancora ( benché informe ed ofcuro ) fi trova detto 
nelle vecchie Storie , • che fé come i Tafcani un Dempftero , tra 
Guarnacci , avene avuto ne' moderni tempi , avremmo ara forfè 
de' lampi di luce che alquanto diradarebbono le denfe tenebre che 
coprono la noftra Storia . 

Per altro con tutto che io fofpetti eiTerfì dair Afia tolti i Ve- 
neti e in Italia palTati prima della guerra Trojana , pure è in- 
contrafiabile che Omero ( i ) li moftra ancora efiftenti nella Pa- 
flagonia , allora quando Troja fu manomeiTa da' Greci . Ma chi 
sa che in prima non emigraffe una porzione fola di efiì , e fi of- 
fendi anche come il Poeta non li diflingue per niente daParlagonj, 
perciò con quelli fé formavano una fola gente , non è imponìbile 
che in parte andafiero via in più vecchi tempi , in parte rirrianef- 
fero . E col dire che Veneti e Paflagonj erano tutt' urio , fi confer- 
ma che una tribù di quefti efiì erano, diftinta col nome d\Eneta % 
come un 9 altra n' era pur la Ciconia fecondo V offervazione fatta 
più fopra . Già molte genti così fecero ne* paflari giorni , cioè 
emigrarono in parte, e in parte fi fermarono nel primo loro fog* 
giorno , e cento efempj di tal cofa fornminiftrano le Storie » 
Tomo I. F Po- 

(i) Illiad. 1. 2. & 1. 5. & alib. ex Henetìs arvis Tytemenen 

v. 4. 429. ec. Trincipem Taphlagonum ec. 

Tapbtagonibus prarat Tifamene* .... 



42 Saggio fopra I Veneti Primi. 

Potrebbe darli che in que' tumulti e in quella guerra quegl' E- 
neti e Ciconj che ancora efiftevano in Paflagonia , lìanofi in par- 
te difperfi e frammifchiati coir altre Tribù, perciò ivi non fu più 
udito il nome loro, e parmi che Meandrio citato daStrabone (i) 
confermi un tale penfiero . Potrebbe pur darfi che come veggia- 
mo in Omero alcuni Ciconj ( che mal diftinguonfi dalli Veneti 
come vedemmo ) combattere pe' Trojani, mentre altri ftavano per 
i Greci , difcordi perciò follerò tra di loro le varie Tribù dà* Pa- 
flagonj , e in tale occafione alcune fé ne perdeìTero o altrove emi- 
grando o coir altre confondendoli ; e forfè diffe Livio il vero in 
tal propofito , che per caufa di inteltine difcordie abbandonarono 
l'Afia gli antichi Veneti e feguirono Antenore (2). 

Supporto per tanto che già molto innanzi verfo 1' Italia il fof- 
fé diretta una Tribù di Paflagonj , gli altri rimarti nel paefe veg- 
gendo Antenore dirizzarli a quella volta , e non effendo più quie- 
ti inCafa, rifolfero iftradarfi con elfo verfo la Regione dove fa- 
pevano che abitava gente ad erti connazionale e propinqua . Cer- 
to che come Enea ebbe i fuoi motivi , fecondo alcuni (3) , per 
rivolgerfi verfo il Lazio (a parte gli abbellimenti fatti a tal cofa 
in progreffo ) , così anche Antenore ed i fuoi feguaci avranno 
avuto il loro fine per incaminarfi verfo quella pane piuttoftochè 
ad un'altra dell'Italia: e di fatto lì badi come Virgilio racconta 
aver molti oftacoli , fatiche , e pericoli quell'Eroe incontrati nel 
viaggio (4), i quali celiano fubito che egli è arrivato nella Ve- 
nezia, per cui pare che egli tra gente amica foiTe venuto, e non 
oftiie , e flraniera . Abbiamo a quello propofìto in Dionifio Ali* 
carnafleo (5) l'efempio degli antichiflimi Pelafgi , 1 quali efpulfi 
da altri popoli fuori dell' antico loro paefe , corfero a ricovrarfi 
pretto i Dodonei che erano loro affini e congiunti , e di querti 
fatti , molti ne conta la Storia antica . Sembra pur quello che 
nella Venezia flette una gente alli Trojani amica , la quale altro 
che Ja Veneta non poteva effere . E perciò fcriiTe Dion Crifofto- 

rao 

(1) Meandrius Henetos e letico- danus ortus* Virg. 1. j* 
fyris profefìos art Troianis in bello V. Guarnacci . T. IL 

focìos fuijfe , inde cumTbracibus ève- . (4) -Antenor potuit mediis elapfus 

fios fedes pofuiffe in .Adria . Eoi He* \Acbivis 

mtos qui expeditioni non znterfue* lllyricos penetrate ftnus , atque intU. 

rinì Cappadoces effe faèlos . Strab. ma tutus 

1. 1. 12. Regna Liburnorum , & fontes fu* 

(2) Sedìtione ex Tapblagonia puffi, per are Timavi. 
Liv. 1. 1. Virg. 1. 8. 

(2) ltalìam (5) Dicnyf. Allear. 1. 1. 

Ha nobts propria fedes : bine D#r~ 



Parte Prima. 4j 

ma che innanzi di Antenore qui la iuddetta efifteva ( i); e Giù- 
fìino ed altri diflero bensì che quefV' Eroe con i Trojani che lo 
feguivano approdarono in quella Regione, ma niente diflero che 
intoppi e guerre eflb vi incontraiTe ,, né che alcun popolo {cac- 
ciando nelle terre di elfo egli fi allogafTe . 

11 falfo Catone, o ila Annio da Viterbo , racconta che i Ve- 
neti erano difcefi da Fetonte, e che poi in feguito con eflì fi era» 
no mefchiati de' Trojani . Non fi ftupifca che io qui riporti un 
tale impoflore ,. poiché fembrami aver ragionato a dovere lo Scrit- 
tore nelle Diflertazioni Voflìanj (2), dimoftrando che Frate An- 
nio tutto non fnfe ( non farebbe flato creduto in tal cafo ), ma 
pieno di erudizione e di lettura mefcolò il vero col falfo, e que« 
fio pure feppe così ordinare che non intieramente un affé l'antica 
Storia, ficchè in generale fi può avergli qualche riguardo, quan- 
do però ei non parli de' Tuoi Tofcani , o della fua Patria, per fu- 
blimare la quale inventò r origini già perdute di Catone . Ora 
Fetonte fi é uno delli più antichi perfonaggi della Favola , mol- 
to anteriore alla mina di Troja , ed abbiamo poi traccie e 
non dubbie ,, che appunto in quella noftra Venezia era egli con 
divini onori coltivato , poiché una facra Selva col fuo nome efi- 
fleva fopra qusfte lagune , come vedremo in altro luogo , ed al- 
trove pure nella marittima Venezia il fuo culto era eitefo . Qual- 
che principio dì tal cofa di certo deve elicivi fiato , poiché le 
medefime favole da fatti certi ebbero fempre 1' origine ; e chi sa 
quale dorico evento ora rimane nafcofio fotto le tante aggiunte 
fatte d'agi'' anni e dalla fempre inquieta immaginativa degl' uomi- 
ni , alla ftoria di Fetonte , che certamente come dico fu uno de- 
gli Eroi più antichi che contino le Favole ? 

E v offe r va bile, come appare, che Polibio il quale celebre è cer- 
to per l'efattezza di fìorico , antichijjìmi abbia chiamati i Veneti , 
e ciò dopo fubito che ebbe deferita i Gallo-Itali vicino a quelli 
abitanti , aggiungendo che di eflì molto avevano favoleggiato i Tra- 
gici Poeti ( 3 ) ,, ficchè non folo i primi egli intefe da' fecondi di- 
stinguere , ma era ancor perfuafo che quelli una antichità lonta- 
na e celebre già godettero , la quale appunto fembra uniformarli 
ed alla favola di Fetonte , ed a tutto ciò che fi è congetturato 
fino ad ora intorno* alli viaggj con i Cimerj intraprefi , o alle 
contefe cogli Aflìrj , oppure alla primiflìma origine tratta, da' Medi . 

Qffervo che: il Guarnacci trattando degl' Itali primi riportò un 

F % paf- 

( 1 ) Venetos fuhegìt . ( j) Longe antìquìjftmus . . . . de 

(2) Diflertaz. 2. T\ IL bh multa jabulamur, 1. 2, 



44 Saggio fopra i Veneti Primi. 

fatto di Luciano che quali addita effervi Hata una gente Aufo* 
nia , appunto fulle fpiagge del Mare Eufino , preffo a Sinope ( i ) , 
vale a dire nella Regione medefima de 5 Veneti Paflagonj . Non 
avendo alle mani V Opera di Luciano niente poffo dire fopra tal 
cofa , ma egli è noto che li Aufonj tra le più antiche genti d' 
Italia] e tra le più celebri vengono computati , che {lavano nel 
Lazio dove fi dice che erano arrivati per mare „ Offervo pure 
che Silio Italico Aufonie chiamò V acque x del Pò che correa tra 
i Veneti , i quali da' tempi più lontani fletterò fulle me fpon- 
de (2) . Qualche ragione per tanto vi deve effere fiata per cui 
cosi fcriveffe Silio ; e fé il paffo di Luciano potelTe mai far cre- 
dere che nella Patagonia ftavano gii Aufonj e nelle terre de* 
Veneti , fé quelli efiftenti in Italia vicino ai Tevere fono fempre 
flati fuppofli originar; dell* Afia > potrebbefi quafi fofpcttare che 
dalla Paflagonia medefima foffero da prima forti ti > e in fondo 
foffero una medefima gente con i Veneti o Eneti con nome di- 
verto , come vedemmo già eflere flato anche de" Ciconj , e per 
queiìo Aufonie chiamaffe Silio V acque del Pò, come Lidie ave- 
va detto quelle del Tevere Virgilio , e Lidie quelle del Benaco 
Catullo (3) : quello perchè fapeva che una vecchiflìma Lidia 
Colonia aveva una volta ivi abitato ' 7 queiìo perchè fapea pure 
che dalla Lidia credevanfi fortiti gli Etrufchi , i quali di certo 
parte della Venezia abitarono un tempo» 

Se una Gruteriana ifcrizione è genuina , fembra che ne* mon- 
ti vicini ai Benaco fleffo un picciolo popolo ci folle chiamata 
Latino , ma io non mi afficuro di quanto fcriffe fopra di effa il 
Guarnacci (4) , e fpeciaimente perchè il Maffei lalciolla affatto 
in filenzio . Ma anche non curando tal eofa , pare che fé in 
qualche parte e* entra il vero nelle addotte cofe , quelle accenni- 
no tutte la grande antichità de* Veneti in Italia , e fors* anche 
la loro anteriore venuta in capo all' Adriatico innanzi Antenore 
C la Frigia Colonia dallo fleffo condotta * E fé elfi cosi vecchf 

fono 

(1) jtt perditijftmi UH Taphlagv- wrttnt tnfògends . CIuv. 1- 8. xS» 

WS repertum efl aliud or aculum quafi .Antiqui ^iufon'ù, 

Sibili* pr nevi di franti s quod fio dicit : Virg. 

<Ad Maris Euxini littus juxtaqut Aquarum ^iujonìdum . Sii. 5^ 

Sinopem (5) UbiLpdius arva Igv't fluit flg- 

Infida erit quidam eufonia de g$m^ mine Tybrim, 

f$ facerdos . Virg. 1* 2. 

Lue. in Alexand. pfeudaruantes» Ladies iacus unda. 

Erafm. Rhoterod. Xnterpret. Catul. 

Guarnacci. T. 3. (4) Orig, T. £. in fin* 

( 2 ) ^iufonii Itali* primi b abita* 



Parte Prima ♦ 45 

fono fiati in Italia , debbonfi per confeguenza comprendere con 
que' celebri Itali primieri che tanto figurarono prima di Roma ,.. 
e de* quali femmo qualche cenno in principio . 

Ho detto in allora, che quefti Popoli Italici fi poffbno forfè 
ridurre a-podiì, fuddivifi poi in diverte e moltiplici focierà , prò* 
babilmente confirhili , propinque- , e poco diverte una dall' altra : 
benché varie nel nome ( i ) . Tal cognazione te non isbaglio ap- 
pare anche nelle genti Àfiatiche dalle quali gli Itali ebbero ori- 
gine , o dalle quali di tee fero . In Omero ( 2 ) fi trovano de* 
Ciconj combattere pe' Troiani, degl'altri per i Greci j- e con tut- 
to che portino Jo fteffo nome , pure fi fanno venire da paefi di- 
verfi , Plinio confiderà i Cari gli fteflì con li Meonj (3) , e 
Strabone ne fa i medefimi i Licj ed i Mifi (4) . I Traci diftinti 
in tanti popoli ebbero ed unione , ed alleanze , e comunanza, 
con gli antichi Greci , e molto ancora con li abitatori dell' Afia 
Minore , e cogli Itali rnedefimi te a Servio preftiam tede (. 5 ) . De* 
Traci fi Affarono anticamente preffo a Troja fteffa come oflerva- 
va< anche Strabone ; ed egli perciò notava che molti e molti no^ 
mi di fiumi di monti ed altro erano comuni\ed a' Trojani ed a* 
Traci. Vediamo perciò- in Omero g! f ultimi foccorrere i primi, e 
gif e fuli Antenore ed Enea portarli in Tracia prima di pailare in 
Italia , e fcrivere Virgilio che focj- erano i Penati di ambedue f 
popoli, ed antico il gius ofpitale tra loro (6). In fine nulla più 
certo della promifeuità fomiglianza e confimilità delle vecchie gen- 
ti , quando né la- diftanza de' luoghi , né la ferie de' tempi aveva- 
no ancora alterato o refo vario quel primo colore crtQ tingeva 
univerfalmente l'umana famiglia. 

Se nell' Afia tanto di fomiglianza avevano quelle genti antiche , 
e quella anche in Italia fi vede ne 3 primi tempi e ne' primi popo- 
li., per confeguenza qui pure a lungo dovettero eonfervare- i terni' 
di odio o di amicizia, tra loro prima contratti in Afia o in Gre- 
cia , ed i riguardi di parentela o da alleanza antica colà già pri« 
ina cominciati . Per quello Virgilio fa tempre inrendere al lettore 
che Enea veniva in paefi dove già in antico e' erano fiate anco- 
ra le fue genti , e che in certo modo tornava a rivedere la prima. 

pa- 
CO Sape & nomea pofui? Satur- ampeclensMeoma ante appellata. 1.5.29. 
ma tellus . (4) Lydi ac Myfi tamquam fratres 

Virg. participant . Strab. 1. 14. 

Confufio nominum . . , . in Italìcrs ( 5 ) Samothraces cognati Romana* 
gentibus . Dionyf. 1. 1. rum effe dteuntur . Serv. 1. 8. 

(2) Illiad. 1. 2. v. 4. (6) Hojpitìum ctntiquumTrQJcC f<r- 

($.) Lydia meridiana parte C^iam àique ptnatzs . Virg*. 1. r. 



4^ Saggio fopra i Veneti Primi. 

patria di effe. Anche Antenore dunque perchè Trojano, e perchè 
della flirpe di Dardano ancor effo come Enea y e conduttore di ce- 
lebre Colonia Trojana , può avere ( indrizzandofi verfo V Italia ) 
fcielto il camino e la Regione oppofti a quelli d' Enea , perchè 
fapeva che a quella parte vi abitavano i Veneti antichi amici ed 
alleati dei fuo popolo e della fua famiglia . Dico amici ed allea- 
ti y e per tutto quello che abbiamo già riportato della loro unio- 
ne co 5 Traci i quali avean molto che fare con li Trojani come 
già vedemmo 4^> y e perchè in Omero ancora fi trovano Meflle 
ed Antifo figli del Duce Veneto Pilemene (a) effere flati condot- 
tieri de* Meonj abitatori del celebre ed ameno monte Timolo , e 
che pur Frigi fi chiamano (2) , e Pilemene medefimo or Duce 
de'Paflagonj ora condottiero de' Veneti non fòlo il Poeta deferì'- 
ve , ma intimamente amico ed alleato elio lo moftra de* Frigj 
Trojani. 

In Dionifio , Strabone a Virgilio , e in tutti quelli che degli 
antichi Itali trattarono certamente fi vede che grande affinità ave- 
vano effi infieme come ho già detto ( 3 ) , ma oltre quello fi co- 
nofee pure che in un continuo moto erano fempre , e che conti- 
nue rivoluzioni per particolare caufe agitavano . Nafceva quella 
dalla moltitudine di piccioli Stati indipendenti e divifi , e di con- 
tinuo da boria di ingrandimento y e da gelofia di dominio fom- 
raoffi ;, ma le continue guerre che facevano quafi mai li portava- 
no alla difiruzione degl' uni o degl* altri 'l Ma non cosi però elfi 
trattavano i Galli che fempre riguardavano come flranieri ed in- 
*afori delle loro terre * notabile effendo il difeorfa fatto una vol- 
ta 

(1 ) Cum Thrctcìbus aveclos . ', ",l dove aver Ietto che fa nota Terra 

Capadoces ejfe fattoi . Strab. dì Mellre fulle Lagune da quefto 

(a) 11 Timolo fu uno de' p\h ce- Meflle potrebbe aver avuto il no- 

lebri monti dell' Afia verdeggiante me. Ma quelle fono le lolite fcap- 

fempre per i bofehi di Mirti, e per paté degli antiquari , ed il Cielo 

le copiofe viti che lo coprivano , la mandi buona ancora a noi . 
ferace di zafferano e di piante aro- (2) Illiad. 2. 
manche , e di fiori .. Dionif. Ferie- Lydi ac Myft tamquam Fratres 

gete lo chiama ventola , e i Poeti participant . Strab. 
lo celebrarono a gara. li fiume Ptf- Croceus Tmclus odores . Vìrg. 

Bolo o Criforoas r detto così per V ( 5 ) Umbri ac Tbyrrenì ante Ro- 

arena lucicante ed aurea che mena manorum lmperìum de priorìs loci 

feco , nafee alle falde di effo . Ad dìgnìtate certabant . Strab. i. 7. 
onta della Turca barbarie ora è pur Bellum .... faclum eft ficut an~ 

celebre per amenità . Stava nella tìquìtus mos erat . Trulla urbe capta % 

Frigia Minore , e fi noti che da que* nulla cremata . Sed agros depopula- 

contorni ufeirono i Tirreni , ed ivi bant , \sn ad ultìmum capti permu. 

pure fon podi de* Pelafgi . Non sa tabant . Dionyf. 1. *. 



Parte Prima. 47 

la a quello pròpofito da un Generale Romano a' fuoi Legionarj 
prima di azzuffarfi con i Galli, Diceva egli a* foldati che badaffe- 
ro bene che non con un nemico Sabino o de* Latini avevano a 
fare; vinto il quale di nuovo focio o alleato diventava ; ma con- 
tro feroci belve impugnavano il ferro , per cui o togliere doveva- 
no a quelle il fangue o il proprio tutto verfare ( i ) . Se i Vene- 
ti non degli antichi e veri Itali foffero fiati , ma dagli inva- 
fori Galli difcefi , e con quelli entrati in Italia , colla forza di 
una parte di quella fi follerò fatti padroni , non farebbero fiati 
veduti così di buon occhio da' Romani , ed elfi come già fi è det- 
to non avriano procurato fempre la mina de* loro compatriota , 
cioè de' Galli fuddetti . # 

Dall'altra parte potria darfi beniflìmo che l'ambizione di fard 
credere originari da que' medefimi celebri Eroi che fupponevanfi 
aver dato 1' edere al popolo Romano facefie a' Veneti obbliare 
il loro vero principio , o lo faceiTe alterare da' loro Storici . Io 
credo che farebbe difficile il decidete , fé più la fetenza o l'igno- 
ranza alterino il vero tra gli uomini . Certo che una qualche ra- 
gione deve eiTervi fiata per cui li Veneti non abbiano mai contefo 
con i Romani . La ftoria ci mofira che in qualche cafo doveva 
obbligaceli la vera politica o il nazionale ìntereiTe . Ogni focie- 
tà polìtica cerca rattenere e fermare F accrefeimento troppo fol- 
lecito e grande *di un' altra {ocieth poco difeofta che aumenti di 
continuo colla diftruzione de' corpi intermedi . Etrufchi , Umbri , 
Liguri , Sanniti , Greci e Galli , la propria libertà , la patria 
loro difefero a lungo , contro la divoratrice ambizion Romana, 
mentre all' oppofito vediamo i Veneti aver tal volta cooperato 
alla oppreflìone de' vicini per favorire i Romani . Non è per al- 
tro imponìbile che una Colonia di Frigi arrivarle a quefti lidi e 
vi fi fìabilifTe ancora . Dilli già che tra gli antichi fu afiai efte- 
fa V ambizione di voler difeendere dalli Trojan! . Se una Colonia 
di quefti venne dunque e fìfsò F ambizion fua fopra il Veneto 
Lido , poiTono i Veneti in progreffo aver voluto quefti medefimi 
Troiani per fondatori , appunto perchè così elfendo fi imparenta- 
vano con i Romani, e troppo quegl'efuli erano fiati illuftri nel- 
la vecchia etade . Dal grande al picciolo i pregiudizi di famiglia 
fono anche quelli di nazione : il folletico di difeendere da illu- 
ftri Principi tanto fconvolge la fantafia di pochi quanto di mol- 
ti . Mi fa fovvenire tal cofa de 5 Cute* e dell' altre ftraniere gen- 
ti 

( i ) Quid ftas miìesf non cumLa» luas ftrìnxìmus ferrum : hauriendus 
tino Sabinoque res efi : quem v'iBum aut dandus- efl fangui s . Liv. 1. 7» 
armìs focium ex bofle facias . In bel- 



48 Saggio fopra i Veneti Primi. 

ti da' Re di Affina condotte ad abitare le vuote terre già prima 
tenute da' figliuoli d'Ifraele , che dopo molti anni più non vole- 
vano effere difcefi da quelle, ma pretendevano direttamente venire 
da quefti , appunto perchè gli Israeliti erano itati un popolo ce-» 
lebre , la cui memoria vigeva tra tutte le proflime genti . 

Per ultimo {uppofta qualche traccia di vero in tutto ciò che 
fin' ora fi è detto, ne verrebbe in confeguenza la verità di quan- 
to pur diffi altrove , cioè che una gente affai antica fi fu la Ve- 
neta , e forfè da comprenderò con gli Aufonj , Tofchi , e tant' 
altri che fiorirono per le Italiche contrade ne* giorni lontani ed 
ofeuri . Non feci altro però che feorrere affai leggermente fopra 
i fuppofli in quefto capitolo accennati . Il profondarli , troppo 
lontano ci avrebbe Condotti . Chi sa nulla citante che fé da dot- 
ta penna foffero con critica giuda difeuffi , non poteffero acqui- 
fere un qualche grado di probabilità , per quanto almeno fi può 
fperare da cofe tanto lontane ed incerte* Almeno per ora fipof- 
fa dedurne, che appunto perchè in tante e diverfe maniere T ori- 
gine de' Veneti fi trova deferitta , ella affai vecchia e celebre fia 
Irata, picciole focietà ordinariamente picciole traccie di fé mede* 
fime lafciarjdo nelle Storie , e il favolofo delle circostanze , e la 
confufione de 8 fatti fovente non derivando che dalia fomma di- 
ìtanza de* principi , e dalla origine celebre de* raedefimi* 



Fine della .Parte Primi ♦ 



SAG- 



49. 

SAGGIO 

SOPRA 
PARTE SECONDA. 



^os primi Gallorum motui Cimhrùmque ruentem 
yiàimus y & Rb<etos immanes , Camumque furorem 
Unnica rabies y Ghotorum & Settica fiamma 
yaftatrix . Quoties Roma fortuna /acejftt , 
H<ec iter efi bellis* 




CAPITOLO PRIMO. 

Storia della Venezia e de' primi Veneti , dalla prima loro Epoca in 
Italia fino al tempo della irruzione ae* Galli . 

ON è forfè improbabile che acquetata V orrenda pro- 
cella che la Terra feoffe e fortemente agitò da imo 
a fommo , V acque innondatrici lafciati i Monti 
{coperti , abbiano per qualche tempo copeite e na- 
feofte le pianure , finché quefte fi fiano in progref- 
fo innalzate , colle terre , fabbie , ed altro , di 
continuo giù dalli monti rapite dalie pioggie e dalie nevi fciol- 
te e liquefatte . Quando V alzarfi de* piani fu giunto a certo fe- 
gno , e certo declive ebbe egli acquietato verfo il mare , allora 
de* tratti afeiutti cominciarono a efiflere qua e là , fu i quali 
fcefero gì* uomini giù da' monti ad abitare e coltivarvi il pin- 
gue fuolo dalle fpoglie de' monti poco alla volta formato. Certo 
che molte di quelle genti più antiche che negli annali del Mon- 
do fi trovano ricordate , veggonfì aver abitato i monti ne' gior- 
ni loro primieri ( i ) , e gli Italici fteffi primi fopra le balze fel- 
vofe dell' Appennino veggonfi efiflere ne' tempi più lontani che 
la floria d' Italia ricordi . Pare per quello che la montana parte 
ò! Italia prima fi abitafle della piana e bajfa , e perciò la Vene- 
zia conoide gli uomini dopo che quelli fi erano già fidati nella 
Tomo I. G me- 

( i ) jLbor'igines a e acumi ni bus Mon- Indocile genus fa* difperfttm mon~ 
tìurrn Vai. Flac. tibus altU* Virg. 



5° Saggio fopra i Veneti Primi. 

meridional parte di quella , e nelle altre fue parti elevate e 
montuofe. L'Italia fetterrtrionale dove refta ] a Venezia contiene 
vafte pianure , e folo alla fchiena^tien V Alpi , ed oltre ciò 
quefU fuoi pian] furono Tempre in gran parte coperti da acque 
abbondanti • 1/ Italia auftrale al contrario pochi piani , ma col- 
li , e monti t>offiede, i quali con moltiplici diramazioni anche 
preffo il mare e fino a* lidi di quello fi (tendono , e nelP onde 
mettono il loro piede , Non così la Venezia che i monti fuoi 
tiene dal mare lontani, fuorché nel!* Orientale eftremità a' con- 
fini della Liburnia e Giapiggia , e la piana parte di effa fu già 
fempre baffa e foggetta a piene maflìme , da grandi fiumi 
caufate . 

Supporto dunque che i primi terreni po/diluviani abitati , fiano 
(lati gli elevati e montuofi , capriccio che altrove fpiegherò un pò 
meglio , da due parti poflono eiTere arrivati i primi abitatori del 
noftro paefe , o da quella dì Oriente appunto per i monti Giap- 
pigj al Timavo profumi , o da quella di Mezzogiorno fcefi dagli 
Appennini a noi più proffimi, come farebbono quelli di Bologna. 
Ciò farà fucceduto quando il piano , che da quefti comincia , ver 
noi fi innoltra , e termina all'alpi contrappofte, fu fgombro dall' 
acque , o marine o fluviatili , che vi (lagnavano fopra . Se i mon- 
ti Liburnici Giapiggj e Camici chela loro catena innoltrano ver- 
fo Auftro per le Illiriche terre fino in Grecia, furono prima del- 
l'Italico Appennino abitati (i) , da tal parte poffono effere di- 
fce.fi in quefti piani li primi primiffimi coloni de'medefimi, ed ali 1 
oppofto da Mezzodì debbono coftoro effere venuti fé l'Appennino 
innanzi dell' Alpi Illiriche fu abitato dagl' uomini . Il faper ora 
fé prima la Grecia o l'Italia meridionale fia fiata conofeiuta da- 
gli Afiatici è forfè imponibile; ma gli antichi dicendo che la più 
parte delle Colonie arrivate in Italia vennero per mare , fi può 
perciò credere che quafi contemporaneamente ambedue riceveffero 
Orientali Colonie ; ma appunto così credendo indecifa rimane la 
via prefa da quefte per feendere la prima volta nella Venezia . 

Se lice però congetturare fopra cofe tanto dubbiofe , offerrar 
fi potrebbe che la grande pianura che dall' Alpi Savoiarde , fino 
all'Adriatico fi (tende, di cui è parte la Venezia , e che tutt' in- 
torno tiene altiffimi monti che la ferrano e da fettentrione e da 
mezzodì , doveva per certo in que' rimoti tempi effere un vafto 
(lagno , dove fi raccoglievano l'acque tumultuofe che rotolavano 

giù 

( i ) Quìa nec Terra olim , fed ciaf- Janus etìam mari Italiani appu. 
fibus advehebantur qui mutare fedes Ut . . . navìgli puppìm in honorem 
qutfrgbant* Tacit. de mor.b. Germ. Saturni. Plutarc. 






Parte Seconda. 51 

giù dall'Alpi e dagli Appennini , e dove pur forfè fpingeva i fuoì 
fiotti lo fletto Adriatico . Gli uomini dunque iu per Je Illiriche 
montagne arrivati fino al Timavo , non potevano fcendere al pia- 
no per tal ragione, e tanto più che que' gioghi Camici poco dal 
mare eflendo difcofti , e giù da e Gì non fcendendo acque copio- 
fé , a piedi di effi , e più tardi , e più malamente , dovette la 
pianura formarli , che per verità pure in prefente breve è deffa 
ancora a quella parte , e poco eftefa , particolarmente fé la fi 
confronta col piano occidentale e aufìrale della Venezia ver l'Al- 
pi diretto o l'Appennino, Ma quefto piano incontro all'Appenni- 
no era foggetto a fpelTe e grolle correnti , a quelle correnti che 
formarono il Pò, olia alli groffi e frequenti fiumi che in quefto fi 
verfano , li quali continuamente fopra di elfo deponendo le ma- 
terie feco tratte giù dalli monti che occupano que' paefi ora di 
Bologna e di Parma chiamati , e gì' altri fituati al Nord ( da' 
quali pure fcendevano altre acque abbondantiffime e cariche di 
terre e fabbie rapite da' Retici e vicini paefi ) , dovette perciò 
follecito innalzarli ed interrarli, e più prefto, e più in ellefo che 
alla parte dell'odierno Friuli verfo quell'Alpi per noi Orientali. 

L' Alpi generalmente fituate fotto rigido Cielo , F Alpi pò- 
fte più addentro terra , di nevi troppo fpeiTo e troppo a lun- 
go coperte , lontane dal mare , forfè da pie umano non furono 
calcate fé non che tardi , e quando già tutta abitata la noftra 
penifola , gli uomini poco alla volta fi erano innoltrati fino alle 
falde di quelle . Chi sa che la loro popolazione ( m' intendo uni- 
verfale e ftabile ) non abbia cominciato fé non quando sbuccati 
da' Monti Occidentali i Celti , corfero numerofi gì' Itali a rico- 
vero ne' greppi dell' Alpi Retiche , Camunne ec. che tali nomi 
appunto da quelli acquiftarono • Certo le emigrazioni de' popoli 
Tevytoni e Galli , de' quali molte partite qua e là fi pofero nell' 
Alpi medefime , non pajono molto antiche (a) , mefle al con- 

G a fronto 

(a) In prefente pretto gli Storici dita Opera in vero fopra Y Edda o 
Oltramontani è un* Erefia pura il Mitologia antica degl* Scandinavi , 
credere che i popoli fettentrionali Goti ,Venedi, Vandali ec. nella quale 
debbano cedere agli Afiatici e meri- prova che la Divina Rivelazione o 
dionali in fatto di antichità . Oltre Legislazione fu rivelata ed accor- 
aceli' autore che afforzato fopra la data a quefti ugualmente che agli 
feoperta fattafi ultimamente del raf- Ebrei , elfi veri Ebrei del Nord ih 
freddamento della Luna, al Polo Ar- confeguenza dovendoli confiderare . 
lieo la prima fede degl'uomini, la Altro Autore Irlandefe mife fuo- 
prima culla delle feienze , la pia ri una Storia della fua Patria, nel- 
felice terra foftenta eflere fiata: al- la quale ci fafapere che la regnan. 
tro autore a Berlino pubblicò eru- te famiglia d' Inghilterra dìfeende 

da 



S 2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

fronto della vecchiaia che ponno vantare molte Italiche genti . 
Ma V Appennino colle fue diramazioni più umili , di monti e 
colli ubertofi formate , e perchè men afpro in generale e felvag- 
gio dell' Alpi , fuori che in alcune parti e nel mezzo , e perchè 
cT ogni intorno circondato dal mare , da quel mare che dritto 
dall' Egitto , dalla Siria , dalla Grecia potea condurvi i primi 
abitatori , e perchè in fine non circondato alle fue falde da pia- 
ni limacciofi , da fpeflì fiumi e torbide correnti formati } è ben 
probabile 5 che i primi coloni d' Italia abbia ricettato , e da et 
ìb perciò fiano fcefi i primi coloni della Venezia . La grande pia- 
nura ftefa da Torino alle noftre Lagune, non tanto larga quan- 
to è lunga , da Oriente , da Settentrione , e da Mezzogiorno 
terminata viene e chiufa da alte montagne , da frequenti pioggie 
percofle , e da copiofe nevi a lungo coperte , così che centro 
ella fi è di tutte le torbide che precipitano giù da quelle , ed è 
per queflo che fé il mare coprilia un tempo , V interramento di 
ella dovette effere follecito , e in confeguenza poi I' abitato del- 
la medefima fempre antico e rimoto . Non eflendovi poi fuolo 
ordinariamente più ferace di quello che viene formato da fluvia- 
tile belletta; quefta valle fi farà ben pretto inverdita, e di folte 
piante coperta , per cui atta diveniva ad alimentare gli uomini 
che abitarla voleflero nelle parti più afeiutte e rilevate . Quando 
dunque ella fu ridotta a tale flato , e quando forfè già di popo- 
lo ripiena 1' Italia Meridionale , più fpefle e più grandi erano le 
brighe e le contefe tra le varie colonie per quella difperfe , allo- 
ra i primi abitatori ebbe pure V antica Venezia (i). 

Io direi ( ma folo così per congettura ) che quefti follerò fla- 
X'mbrì. ** fi'* Umbri . Non pochi Eruditi fuppofero quefta gente la più 
' antica tra tutte le Italiche , e forfè la prima d' Oriente in Ita- 
lia venuta a fidarvi foggiorno. Eglino abitavano certo un tratto 
di paefe non tanto difeofto dalla Venezia , ed arrivavano fino all' 
Adriatico (2) • L'Appennino Bolognefe entrava nella loro por- 

zio- 

da un uomo poco lontano da Noè, la geometria e colf algebra, il tut- 
fe che un efercito di Iperborei fu to ben mefcolaio e infieme confa. 
quello che affediò il Campidoglio > io , ci obbligherà andare al Capo 

e diftrufle Roma al tempo di Ca- della Circoncifione a ricercare Ada- 

millo > nel quale molte truppe 5 fé mo * Noè 3 TAflronomia , la Ke- 

tton tutte, erano d* Irlandefi ; e ci- ligione. 

ta Plutarco . Speriamo che fi avvi- ( 1 ) Vofiea de locorum Imperio per 

cini il giorno nel quale anche il Po- fuccejftones propugnante* multa* co. 

lo Antartico metterà fuori le lue Icnias òv. Strab."!. 7. 
ragioni , e colla erudizione , coli' (2) Umbri gens antiqui '[fima non- 

efame de* falli e delle grotte 9 e col- nulli* exiftimantur itali* , ut quofr 

Qm~ 



Parte Seconda, 



n 



zione (a), ed una loro Tribù detta Sapinia quali fino a Raven- 
na fi (tendeva , e Ravenna anche abitò alcun tempo dopo aver» 
ne veduto partire i Pelafghi . Erano gir Umbri li più poffenti 
tra gli antichi Itali , innanzi che da' Tirreni , o Etrufchi foriero 
difturbati ; ed oltre ciò parmi offervabile che abitarono affai da* 
predo a* confini della Auftrale marittima Venezia , dicendo P1I - 
nio , che Butrio , pofto fecondo T Itinerario fei miglia fopra Ra- 
venna verfo le noftre Lagune e fopra il ramo o da vicino al 
ramo più meridionale del Pò , era un Cartello di quelli ( i ) . 
Parmi pertanto non improbabile che gli Avii^ouGi di quefto 
paefe fiano itati coftoro , e tanto più che fparfi prima fu per i 
monti Bologne!!, quefti affai poco dalla marittima Venezia o dal- 
le paludi Àtriane dittavano . Dalle parti dunque più afcìutte e 
rilevate de' colli Euganei così poco difeofti dal mare e dagli 
Eftuarj , in una età ora ignota perchè affai lontana , gli Umbri 
forfè furono i primi coltivatori , ed i primi che il felvofo terre- 
no o folitario riduceffero colto e popolato. 

Potrei a tutto quefto aggiungere i } autorità di Dionifio e di 
Strabone , (2) il primo de' quali, benché tal volta diicordQ con 
fé medefimo, pure quafi gli Aborìgini a Italia vuole gì' Umbri , 
perciò a quella volta poffono primi efferfi incaminati ; ed il fe- 
condo feri vendo de' paefi circom padani diceva che più colonie a 
quefte noftre parti inviarono gl'Umbri degli Etrufchi, perchè più 
vicini a noi erano quefti di quelli . Tutte quelle congetture fi va- 
lutino però per quel che vagliono e nulla più . 

Gli Etrufchi, Tirreni o Tofchi , ci vennero ancor eflì o dopo i TofcanV. 
primi, o infieme, o quelli fcacciando, o pure infieme abitando, 
come fi vuole in fomma , poiché tutto è ofeurità e dubbiezza in 
tali materie. Il ricercare maggior dilucidamento , e l'epoca pro- 
babile di tali eventi fupera di troppo le mie forze , ed una tale 

ri- 

Qmbrios putent a Crete ìs dìBos quod ( 1 ) Ravenna Sapìnorum Ùppidum ... 

ìnnundatìons Terrarum imbrìbus fu- nec procul a marìUmbrorum Butrìum . 

perfiuìjfent . Plin. J. 7. id. ). 5. 

Vmbrios inde exegere antìqiiitus Ravenna . Butrio . M. P. VL 

Tehfg' 1 , bos Lydi. I.3.& l.n. e. 5. Tab. Peuting. 

(a) Quando dico che gli Umbri T^am a Ravenna Umbri propìnqua 

occuparono li monti Bolognefi m' tenent . . . Vmbrlam ufque ad Ra* 

intendo ciò dire in generale ^ non vennam protendi in confejfo ejì . 

con preci fiona locale . Balta efler Strab. 1. 5. 

probabile che una qualche Tribù. Dionyf. Alicarnaf. 1. 1. 

Umbrica abitafTe una parte deili (i)V Iure s t amen Umbrorum ', nani 

Monti Romagnuolì verfo il noftro hi propìores erant . 

paefe. Strab. L 5, 



§4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

ricerca forfè poi farebbe del genere di quelle , le quali trattando fi 
perde il tempo e non fi periuade neffuno. Nulla di meno fi può 
offervare che molti degli antichi Storici parlando degl' Umbri e 
degli Etrufchi molte volte pare che non gli diftinguano gli uni 
dagi' altri, e chi sa forfè che non fodero una medefima gente , 
benché diverfi nel nome . Si rammenti quanto ho già detto in- 
torno alla promifxuità e fomiglianza degl'Itali primieri. Comun- 
que fia da un pattò di Strabone pare , che intorno al Pò vi 
fofle altra gente innanzi de'Tofcani , ma quefta non poteva ef- 
fere l'Umbra, poiché egli fteflb dice che quefta venne unitamen- 
te a quelli in quefti luoghi , ed ecco perciò che in certo modo 
elfo pure ce li moftra confimili e quafi un folo popolo, (i) La 
nazione poi anteriormente (labilità alla deftra del Pò , qualun- 
que ella fi fofle, fi può credere che non fi ftafle in quella parte 
da quefto bagnata che Venezia fu poi detta , ma molto più fo- 
pra e lungi dal mare, e in confeguenza fofle una qualche Tribù 
di Liguri popoli che non pare fiano flati de* Tofcani molto ami* 
ci . Quefti occuparono anticamente il paefe fino all' Alpi Occiden- 
tali eftefo , perciò le battaglie da Strabone accennate poflòno ef- 
fere fuccedute non nel piano della Venezia , ma molto più alto 
verfo Ponente , e dove la pianura tra l'Appennino e l'alpi chiù- 
fa più ftretta fi trova e più lontana dal mare , per cui più pre- 
ito interrata ed alzata, ed abitata in confeguenza dovetteEeflere, 
della Venezia più bafla , più vicina al mare, e più foggetta all' 
acque e di quefto e de' fiumi . 

Checché però fia di tal fatto certo fi è che la celebre Etrufca 
gente fi fparfe per tutta la Venezia antica per tutto dov' era 
abitabile , vi fabbricò diverfe Città , come Adria ( 2) fui mare e 
vicino alle Lagune che diede al mare medefimo il nome . Pro- 
babilmente fcielfero un tal fito perchè dediti come erano al na- 
vigare opportuno era elfo per tal cofa avendo il mare di fronte, 
ampie lagune alle fpalle , e groflì fiumi vicini , che coir interno 
paefe comunicavano . Chi sa che Aitino pure ed altre antiche 
popolazioni non ftabiliflero intorno agli Eftuarj noftri , ma di 
tal cofa altrove . Se diamo retta al Maffei ( 3 ) dentro terra for- 
fè 

(1) Tufci adverfum incoiai Ta- multas colonìas partimTufcorum par. 

di ad dexteram barbaris exercitum timVmbrorum effecerunt . Vlures ta- 

emittentibus > ac re bene gefta cum men Vmbrorum , nam hi propiores 

non longe quidem per quamdam mei- erant . 1. 5. 

ìitiem rurfits fufi fugijfent , alterum ( 2 ) .Adria Tufcorum colonia . 

adverfus ejeclores exercìtum mife- Liv. 

runt . Toftea de ìocorum Imperio per (5) Ver. IH. I. 1. & 5. 

fuccejfionem quandam propugnante! Mufseum Veron. 405. 51. 81. 4. 



Parte Seconda. 55 

fé Verona fabbricarono, che nuovamente poi col nome di Reti Y 
accrebbero quando i Galli vennero ad affalirli in Italia . Col no- 
me di Euganei forfè eglino abitarono una parte della Venezia 
come ho detto , e ne* monti fopra Verona una parte di elfi fi 
ftabilì col nome di Arufnati nella odierna Val Policella fecondo 
l'Erudito fuddetto. E fé ben congettura il Mazzocchi altra Tribù 
o Luoimonia Etrufca al piano allogoùì in mezzo alle Lagune e 
verfo le foci del Pò che degli Affaci o AJJagi era chiamata ( i) . 
Servio parimenti fece fattura de' Tofcani anche Mantova > (2) 
ma in tale imprefa vi unifee anche i Veneti , ed a ciò parmi 
che alluda lo fteffo Virgilio parlando di effa in que' veri! 
Mantua dives avis , fed non genus omnibtts unum . 

Se in tal tempo i Veneti erano anch' effi arrivati nel paefe , 
moftra tal cofa che con gli Etrufchi andavano d' accordo , loc- 
chè non farebbe flato fé quelli origine Gallica aveffero avuto . 
Nel Padovano furono diflbtterrate quattro ifcrizioni di ignote let- 
tere incife , le quali Tofcane furono credute , ed efiftono ancora 
in parte nel Mufeo Veronefe . In una fi vede fcolpita una Biga a 
quattro Cavalli , ( 3 ) ed è notabile efler ella di marmo proprio de' 
colli d'Efte , cofa che fembra comprovare quello che dilli altro- 
ve 5 cioè che gli Euganei annidati fopra i colli medefimi un po- 
polo foffero Etrufco , o fia una Locumonia una Tribù di effo . 
Così pure V altre trovate ne* campi Padovani ci fan vedere gf 
Etrufchi fparfi anche per quelli , con tutto che ivi fi collochi la 
principal fede degli Euganei , fuppofti Greci , efpulfi poi da An- 
tenore . Una curiofa moneta riporta il Guarnacci , (4) non fo fé 
trovata o portata in Tofcana , che da una parte tiene una tefta 
ricciuta con intorno tre pefei , e dall' altra un uomo coperto di 
elmo ed armato di lancia che corre a cavallo . Attorno a quello 
ftà fcritto in lettere orientali ed in pofitura parimenti Orientale 
ZTt(i> PATV. cioè , come dir vorrebbe in caratteri ed in pofi- 
zion Latina da finiftra a dritta . Sofpetta lo fteifo Guarnacci , 
che a Padova queiV antica moneta forfè appartenga . 

Già fono più anni che e la favella e lo fcritto de* primi Itali- 
ci fi crede eiTere flato Orientale , prima che fi formaffe la lingua 
Latina, e primeggiaiTe e fi difFondeffe per tutta l'Italia. (5) Le 
più vetufte monete Umbre , Sannite , Etrufche , portano in con- 
seguenza orientali lettere fcolpite , come fi vede in tante e tante 

mo- 

(1) Mazzocchi Diatrxb. 3. (4) Origini Ital. T. III. 

jlffacìs f ecere Tufcis . Plin. (5) V. Mazzocchi. Vofìf. in Plut. 

( 2 ) Et a Tufcis & a Veneùs . Serv. & Varr. ec. 

( 1 ) Orfat. Stor. 1. 4. Gori Mufaeum Etrufc. 



$6 Saggio fopra i Veneti Primi • 

monete ancora efiftenti di parecchie antiche Città Italiane • Po- 
rrebbe perciò effere quello il nomeantichiffimo, il nome primo di 
Padova , prima che fi foffe latinizzato , e divenuto Patavivm . 
Cofa fimile fi può offervare in non poche monete appartenenti 
ad altre Città le quali anteriormente a' Romani il nome di quel- 
le prefentano in forma diverfa da quella che ufarono poi al tem- 
po de* Romani medefimi . Gubbio per un dato vecchiffima Città 
Umbra JttfòV?// Jkuvini , fi trova -detta a Capita CAPV. nel- 
le più antiche medaglie . Cosi Populonia POPLVh. così in altre 
die riportare non ferve , tra le quali potea aggiungere il Guar- 
nacci la noflra Adria che Ij&tRX , cioè HATRI. chiamano te 
fue più antiche monete . Se dunque foffe mai probabile che a 
Padova appartenere quella moneta , dir fi dovrebbe che ella .efi- 
fteva molto prima dell' arrivo de 5 Frigi Trojani a quelli lidi, dal- 
li quali foffe folo ampliata , come Roma da Romolo ebbe pro- 
babilmente aumento ma non origine . Se vere follerò le fcoperte 
fatte da un Erudito Napoletano di moltiffime anticaglie , alcune 
bielle quali egli attribuisce a' noftri Veneti , farebbe quali ancor 
più certa tal cofa cioè l' efiftenza di Padova prima di Antenore . 
Ne podìede egli varie, ed una in particolare con lettere orienta- 
li, ma non compofizione orientale, vale a direchrdritta afmiftra, 
tiene ferino V°AtA$ cioè PATAV. Parrebbe pertanto che quella 
foffe pofteriore affai di tempo alla prima , facendo perciò vedere 
come a poco a poco fi venne formando la definenza latina e il 
nome di Patavis o Patavio , così offervandofi in più medaglie , 
che haiino H nome delle Città Etrufche , quefto in puro carat- 
tere e pofizione orientale effere nelle più vecchie , e in caratte- 
re che più fi accoda al latino e in pofizione noflra cioè da man- 
ca a dritta nelle più moderne e posteriori di tempo. Ma 1' indi- 
cata medaglia ad uom appartiene eruditiffimo in vero , ma oc- 
cupato tal volta da troppo originali idee , perciò dubbia rimane , 
ma non imponibile , e fé egli provaffe a dovere la verità delle 
lue feoperte , fi farebbe più probabile il fuppofto altrove che Etru- 
schi foffero gli Euganei , e non Greci* 

I Tofcani fidati nella Venezia marittima fappiamo da Plinio 
( i ) che pofero mano a regolare Y acque copiofe per quella {la- 
gnanti , e tagli , e foffe , e lavori molti fecero fu quefte , come 
pure fopra T Eridano o il Pò per divertirne la piena nelle paludi 
Atriane . Forfè intraprefero sì fatti lavori per rendere più afeiut- 
to e fano il paefe che ora comprende parte del Polefme , e deU 
le terre Ferrarefi ♦ Il celebre Mazzocchi (z) giudica cosi antica 

tal 

O) Plin. 1. r>. e. 16. (2) DiflerttE. di Cortona T. III. 



Parte Seconda. $j 

tal opera che a' giorni Israelitici egli la colloca ; ma fenza {otto* 
Scrivere a tale opinione, foinma vecchiaia certamente può vanta* 
re un tal lavoro, e non vi ha dubbio che elio de' fecoli varj fu n> 
traprefo innanzi al tempo che i Romani qui dominaffero . Era 
dunque anche in que' giorni lontani il paefe bifognofo della ma- 
no degl' uomini per regolare la quantità ed il corfo dell' acque 
alle quali era di troppo foggetto . Alcuni di quelli antichi canali 
ebbero il nome di Foffe Filijìine , parola pura Orientale come dirò 
altrove , e ronfimi le a quelle di Olane Capmjta ed altre che in 
que'medefìmi (iti già efiftevano , il che pure fembra efcludere o- 
oni Gallica origine • Ivi anche una Città fabbricarono i Tofcani 
detta Sacis fecondo Plinio, che viene ricordata dalla Tavola Peu- 
tingeriana . Sì potrebbe fofpettare che quella da un popolo o 
o da una particolare Tribù Ètrufea abbia prefo il nome , fem- 
brando che la correzione fatta dal citato Mazzocchi ad un paflo 
di Plinio ( i ) fia ragionevole e probabile . Egli vuole che gli E- 
trufehi ivi ftabiliti Saci o Sagì od Affagi fi chiamaffero , e fé è 
giuda una tale correzione , quelli Tofcani con tali nomi cono- 
feiuti, inoltrano non improbabile che anche gì' altri più fopra li- 
mati potettero appellarfi Euganei , come già Arufnati erano det- 
ti quelli fopra Verona a* quali appartenevano le Arane e locali 
Deità in que' monti feoperte e dal MafFei pubblicate , le quali 
certamente , com'egli diceva , né Greche pajono , né Romane . 
Vien detto che fino nella noftra Gamia fiano fiate in altro tem- 
po feoperte delle monete antichiffime appartenenti gik forfè agi' 
Euganei, cht una volta alcuno di que 3 luoghi abitarono; e quelle 
monete come tant' altre di molti primevi Italici avevano Etrufchi 
caratteri fopra, con la doppia effigie di Giano (2), il che fem- 
bra dimoftrare che anche nelle montagne polle a Greco delia Ve- 
nezia fi flefero i Tofcani non forfè i Greci . 

Dopo gli Etrufchi altra gente venne a flabilirfi nella Venezia 
vicino* alle Lagune ed al mare , cioè la Pelarga o Pelafga , anti» Tetygi 
ca affai e celebre , ma dal tempo ora affai ofeurata e ìefa diffi- 
cile a conofeerfi . Quello popolo nelle età più rimote errò mol* 
tiffimo , e grandi rivoluzioni causò nelle focietà antiche , e fi con- 
fufe con molte nazioni da effo diverfe , fé pur diverte nazioni 
non ebbero lo fteffo nome con effo . Somma perciò è la confu* 
Tomo I. H fìo- 

(1) Omnia flumina foffafque pri- Sacis ad Tadum. Tabul.Peutlng. 

mi Ujfacis fecere Tufcì's ( ai. pri- (2) Jamna. Cuslano 

mi a Sacis fecere ec. ) egeflo amnis Sgnna . 

impetu per tranfverfum in Striano- Ver. III. 1. r. $. 

rum paiudes. Plin. 1. $5» e, 16. Guarnacci. T. %. 



58 Saggio fopra i Veneti Primi. 

{ione degli Storici intorno a quefta gente , e come dico forfè fia 
più ragionevole il fupporre che molte e varie genti avellerò un 
tal nome o fopranome di Pelargi cioè di Cicogne , ( i ) perchè 
fcorfero come quefti uccelli da un paefe air altro , poiché in al- 
tro modo non fi sa come raccappezzare quanto di effi ora in Afia , 
ora in Europa fcriflero gli antichi . Di fatto e li Tofcani , e va- 
rj de' Greci, e molti Afiatici ancora, e Traci, ed altri portano il 
nome di Pelafgi prefTo i vecchj Storici, e già vedemmo come an- 
che alcune Tribù Paflagonie fimi.le denominazione ebbero pure u- 
na volta, 

I Pelafgi però de' quali lo Storico di Alicarnafìb ci lafciò di* 
flinta notizia e ci defcrifle Y arrivo nella Venezia furono Greci , 
o almeno di Grecia partirono , e la venuta loro a quefta parte 
ci darà il modo di fupporre in qualche maniera l'epoche, e con- 
tar gì' anni de' principali avvenimenti nella antica Venezia fucce- 
duti . Già delia fcefa da 3 monti degl' Umbri o altri che foffero i 
primi abitatori di quello paefe , e dell' arrivo o con effi o dopo 
accaduto de* Tofcani , niente io credo che fi poffa dire di preci- 
fo o almeno di probabile . Si può folamente credere che quefte 
genti già vi follerò innanzi air arrivo delli Pelafgi , poiché fi cre- 
de comunemente che gli Umbri e gli Etrufchi dominaffero in I- 
talia in giorni affai lontani ed anteriori a quelli ne' quali appro- 
darono ad effa le colonie Pelafgi che , fpecialmente Greche o di 
Grecia partite , poiché di altre forfè così non fi può dire . Ora 
di Cronologia io altro alla mano non tengo* che quella adotta- 
ta , e feguita dalli Storici Inglefi autori della nota Storia Uni- 
versale , che è la Samaritana. Di quefta intendo però fervirmi fo- 
lo per porre con un certo ordine i fatti e le cofe , fenza però 
pretendere di foftenerne il calcolo, confederando io i computi de' 
cronologi quafi così ficuri come que' degli Aftronomi rifpetto alle 
precife diftanze degl'altri tra loro, e con noi, 

II noto e celebre diluvio Deucalioniano quegli Storici allogano 
all'anno del Mondo 2788. (2), e Deucalione fu appunto un Re 
Pelafgico che abitava nella TefTaglia , dopo il quale i Pelafgi fu- 
rono fcacciati da quella da' popoli Lelegi e Cureti , e vennero ad 
abitare l'Epiro o fìa l'odierna Albania full' Adriatico, vicino alli 
Podonei loro affini e parenti • Pare che con quefti abitafìero due 

ge- 

( 1 ) Thyrrenos poft re lì Barn pa- Strab. 1. 1. 5. 

triam ..... dièlos Velafgos quaàctm Tbyrrenìs Velafgìs . Sophocl. ec. 

cìlìtum Cìconìarum idejì Telargorum • Caucones natio VeUJga. 

ftmi/itudine ec. Dionyf. 1. 1. Strab. 1. 12. ec 

TroTelargiTehfgi, ideft Cicoria. (2) Stor. Univ. T. I. e XXVI. 



x 



Parte Seconda. SP 

generazioni intere ^ dopo le quali vennero hi Italia •■ Due genera^ 
zioni fecondo il noto tecnico conteggio de' Greci importano anni 
feffanta , i quali aggiunti alla indicata Epoca di Deucalione por- 
tano all' anno 2840. del Mondo , tempo nel quale dovfebbono 
quefti avventurieri eflere approdati alle fpiagge della Venezia , e 
che preffo poco corrifponde (fermandofi alla fuddetta cronologia) 
al tempo che gli Ifraeliti vagavano per il Diferto , tre mila du- 
gento e quarantanni circa prima d'ora < Se non altro , epoche 
così vecchie della abitazione del noftro paefe conciliano al mede- 
fimo un grande rifpetto * perciò fi farà grazia di crederle , e fé 
mai fi ftentafle, fi chiami in foccorfo l'amore patriotico che que- 
fti facilmente feioglierà i dubbj e fpianerà ogni difficoltà. 

Comunque fia 3 Strabone e Zofimo ( 1 ) Teffali chiamano anch' 
effi quefti Pelafgi > perciò Greci li confiderano i e Dionifio (2) 
poi racconta che troppo numerofi veggendofi penfarono di cerca- 
re nuova abitazione e nuovo paefe 5 e vollero confili tare sii que- 
fto T Oracolo famofo di Dodona * Quefti rifpofe che verfo 1' Ita- 
lia dovevano incamminarfi (3)5 ed effi apparecchiata una flotti- 
glia lì pofero in mare drizzando il viaggio dalle fpiaggie d'Epiro 
alli oppofti e vicini Lidi d' Italia . Ma arrivati nel mezzo del 
nonro Golfo , rozzi come erano nel navigare 3 trovarono i venti 
Scirocchi che così forte lo diminano e così fpeflfo , da' quali cac- 
ciati all' in su verfo il Settentrione pervennero al lido dove la 
più meridionale foce del Pò fi flava . Quefta era detta Spina o 

H 2 spi- 

( 1 ) Strab. fé J. eum fìnum accolentibus ufi fortuna , 

Zofim. I. 5. Ì5 1 divìte maris potiti Imperio , Del- 

(2) Dionyf. I. r. phot Deo decimas ex mctritimis prò* 

( $ ) Or acuto moniti fé navigare in ventibus fi qua alia dvitcis magnifi* 

itàliam qua tunc Saturnea diceba- cas miferunt . 

tur . . * tunc parata ci affé mare Jo- Dionyf. Alicar. 1. i. 

ftium trajiciunt cupientes oram Ita- Jlpud Dodoneam reddituni eis re* 

Ha fibi proximam contingere : fed fponfum , qttod L. T^umius vir non 

flante ^Auflro & locorum ignari prò- obfcurus ah fé vìdiffe in Tempio Jo* 

ve èli longius applicuerunt ad unum vis antiquis Utteris cuidam Jacrato 

Tadi ojlìum Spineticum dillum t ibi- Tripode infculptum fic dicens : 

que Tiaves reliquerunt , (s* turbam Verghe quarentes Siculum Satur* 

laboribus ìmparem , non fine praft* nia rura 

dio ut refugìum haberent fi res non Jltque aboriginidumCotylen ubi Je 

Juccéderent profpere . . . . Hi eo loco infula veèlat 

mdnentes claffem cinxerunt manibus , Quas mìfta decima clario tranf- 

navibus ferentes neceffarìa vièlui .... mitthe Thcebo. 

& cum eis ex voto cederent omnia , *Atque Jovi capita p & tranfmit» 

condiderunt urbem , cognomine Oftio the lumina patri , 

fiuminis > & profpera pra cunèlis Id* 1. i. 



do Saggio fopra i Veneti Primi. 

*A.M. Spinette a ) e dentro ad efla fpinfero le loro canoe, e non fapendo 

284 o. dove foffero fi fermarono e fcefero a terra . Temendo però di 

p . ». odile forprefa unite infieme tutte le barche neir alveo, le cinfero 

q^ 9 di deccati e ripari ( era dunque abitato il paefe ), e fulle ripe 

1 +6 perette Capanne e Cafe diedero principio ad una Città che dal 

p . ..nome del fiume vollero chiamare Spina . Ma la turba giovanile- 

óra " colà non volle fermarfi , e prefa la marcia verfo V Italia interio- 

5 2 4 5, re allora Saturnia chiamata , pervennero neir Umbria da portento 

'ed antico popolo, come dice Dionifio , abitata, incontrando varie 

avventure che nulla hanno che fare colla noftra doria . 

I vecchi e la truppa non atta alle fatiche , rimafe nel luogo 
dello sbarco difefa da prefidio , perchè ivi fi poreffero ricovrare 
gì* altri fé non incontravano favorevole la forte , ed ivi fi anni- 
dò dabilmente provvedendo*! di vettovaglie per mare . Crebbero 
poi in tale poffanza quedi Pelafgi Spinefi che il proffimo mare 
dominarono foli o colla pirateria o con il traffico. AfficuraS tra- 
bone , e Dionifio pure lo dice , che ricchidìmi Doni inviarono a 
Delfo in progredb per memoria , e votiva riconofeenza delle il- 
ludri vittorie che avevano ottenuto fopra 1' Adriatico , ed affici;- 
ra il Geografo che quefte ancora vedevanfi a fuoi giorni nel Tem- 
pio di Apollo . ( 1 ) Dionifio poi aggiunge che li Spinefi fopra 
Qgn' altro de* vicini popoli prevalfero , ed il ricco dominio dei 
mare (2) in fé foli ridrinfero , e Spina così di fatto crebbe di 
popolo che potè inviare una feconda Colonia a fidarli più baffo 
verfo Mezzodì nell'ultimo termine de' nodri Eduarj dove fabbricò 
Ravenna tanto celebre in altri tempi . Così almeno crede poter 
fupporre il moderno Erudito Savignanefe colle autorità di Sera- 
bone, Zofimo , e Servio che non fembrano equivoche in tal pro- 
pofito ( 3 ) . 

OiTervo io che quedi Palafgi non diedero un nuovo nome al . 
la nuova Città , da efli fabbricata , ma diedero alla medefima 
quello che già portava il fiume fopra il quale era fabbricata . Si 
vede da ciò che quel luogo era per confeguenza abitato e cono*- 
feiuto da altra gente anteriore alli Pelafgi , e di fatto fi oifervi 
come Dionifio dice che t ut f intorno ogni cofa aveva ceduto alla 
loro fortuna ed al loro valore . Da tali efpreffioni pare che quel- 
li conteudeifero colle vicine genti abitatrici del paefe , prima di 

bc 

( 1 ) Spina & in De/phicos Spine* Serv. ad iEneid. 

tìcum thefaur.os monjlratur. (5) Amati del Rubicone. 

Strab. 1. 15, Appena. 7. 

(2) Plin. 1. 2©. 35. Fertur etiam Ravenna a Tbeffath* 

Zofim» I. 5. fwjfe condita. Strab. I. 5. 



Parte Seconda. 61 

feerie flabilirfi nella nuova colonia , ed aggiungendo egli pure che- 
di vettovaglie pur mare dovevano provvederli , per confeguenza 
fi conofee che non avevano amici quefti vicini , dando fino da 
que' rimoti tempi Tefempio di ciò che avvenne alli fecondi Vene- 
ti quando fi tratterò neHe Lagune ed erano infidiati e moietta t? 
da tutti i circonvicini abitatori della Terraferma . La filiazione 
di Spina , che forfè ftava nell' odierno Ferrarefe come dirò in 
altro luogo , doveva renderla fi-cura dalli nemici che la inquieta- 
vano , poiché vicini aveva i duplicati rami del Pò , e le istria- 
ne Lagune formate da quelli , e dal mare . Quefti nemici poi 
non potevano edere che gli Etrufchi o gli Umbri fu quello ftefib' 
lido fittati particolarmente nella vicina Atria o Adria , e che il 
mare etti pure folcavano ed ambivano . Potevano però li Spineir 
aver nemici del loro commercio anche r barbari Liburni ed Illirici 
(i) dall' altra parte del rnare ftabiliti • Con alcuna di quelle 
genti feguir dovettero le battaglie e le vittorie loro mentovate da 
Strabone e Dionifio ; giacché i popoli vecchi non potevano cer- 
tamente mirare di buon occhio quefti nuovi avventurieri podi fii 
quella fpiaggia ;- i quali come abbiamo veduto felice fortuna go- 
devano più di ogir 5 altro popolo intorno a quefta fiflato . Forfè 
che da tali cofe fi potrebbe dedurre che diverfe erano e molte le 
genti dell' adriatico , o per dir meglio V ultimo receflb di elio 
abitavano r già le prifche focietà occupando poco fpazio , e uà 
q nette chi sa che pur non vi folle anche la Veneta in allora . 
Ma fé vogliamo feguire P ipotefi fopra indicata , cioè che li me- 
defimi fiano partiti dall' .'Afia in compagnia de' Cimerj-, e que- 
iìi Cimerj abbiano feorfa quella regione cent' anni circa innanzi 
alla ruina di Troja , non vi potevano perciò eiTere ancora arri- 
vati . E* però da rifletterci che quefta gente può benhlimo aver 
depredata V Afia minore anche prima di una tal epoca .Comun- 
que fia fopra le fpiagge dell' Adriatico ftavano come dico tante 
diverfe genti , che per neceffità dovevano di fpeffo contendere in- 
feme, tanto più che fi trattava del primato e del commercio fo- 
pra di quello &c. 

Dopo dunque i Pelafgi arrivarono i Veneti forfè , e dico Pèrni 
forfè perchè fono tanto- incerte tali cofe che nulla più . Se t ufci- 
rono da' paefi Orientali infieme co' Cimerj ; quefti come ditti 
credono alcuni che quelle regioni infeftalTero ai tempo di Sefoftii 
Rè di Egitto ,. fé pur quelli è il VeJJbre nominato da Giuftino-, 
che fi attirò contro 1' armi degli Sciti . Sefoftri a detto del Pèrizo.- 
nio circa a cent' anni prima dell' epoca Trojana viveva , perciò- 

i Ve- 

(0 Gente s ferite* latro-c-mis mari* fmìs ■ infaiws * Liv. 1. t<H 



et Saggio fopra i Vèneti Primi. 

i Veneti farebbero partiti dall'' Afia intorno al tempo che I fra fi- 
lo era crudelmente oppreffo da molti popoli confinanti , e prima, 
che Debora il ìiberafle i cento feffant'anni circa dopo che i Pe- 
lafgi fi erano (a) riabiliti nella Venezia . Ma fé furono gli Af- 
firj quelli che coftrinfero i Veneti a mutar paefe 1' epoca allora 
falirebbe più alto , ed in tal cafo non dopo , ma prima de' Pe- 
lafgo-Greci , effi farebbono qua venuti . Il fatto però fi è che 
niente fappiamo di certo in tal propofito , perciò meglio farà il 
tacere che il dire indovinelli < Effendo però ftata TÀfia da fe- 
roci fconvolgimenti difturbata affai per tempo , non è incredibi- 
le che una parte de' Veneti Paflagonj abbandonale la patria , e 
valicando li Stretti Afiatici, o foli o in compagnia * pafTafTe pri- 
ma in Tracia e da quefti poi nella Venezia prima di Antenore 5 
e de' Trojani, come fi è detto altra volta* 

La Patagonia primiera fede de' noftri Veneti confinava ad 
Oriente col celebre fiume Halis , al Settentrione con 1* Eufino o 
Mar Nero* all'Occidente col fiume Partenio fulle cui fponde fe- 
condo Strabone abitava quella Tribù di Paflagonj > che propria- 
mente portava il nome di Eneta o Veneta vicina all' altra detta 
Cauconia « ( i ) Fu celebre il Partenio preffo gli antichi per la 
limpidezza delle fue acque > e per il placido corfo che prendeva 
in mezzo a vaftiffime praterie le più verdi * le più morbide , le 
più olezzanti % e gemmate di fiori' di tutta Y Afia Minore * (2} 

Tutt' 



(a) Sefoftri fu V unico Re coti- 
quiftatore che abbiano avuto gii E- 
gizj come è noto : in qualunque 
tempo egli fia Rato . GiufHno ab- 
breviatore di Trogo racconta che 
un Re degli Egtfzj chiamato VefTo- 
re fu il primo che ardiflfe movere 
guerra agli Sciti 9 mz vinto da effi 
fi falvò nel fuo regno dove fu dif- 
fefo dalle paludi, e dal Nilo . Ora 
pare che quefto Vettore altro non 
fia che il nominato Sefoftri . Giù* 
(lino purè, confiderà quefto fatto co- 
me P epoca prima delle irruzioni 
Scitiche nel!' Afia < Sia però come 
fi vuole egli è certo che gli Sciti o 
Cimerj abitatori delle ripe orien- 
tali dell* Eufino depredarono e feor- 
fero T Afia alcune volte innanzi al- 
alia guerra Trojana , 1' Afia m' in- 
tendo Minore i che quella fu de- 



predata ancora o foggiogata dagli 
Affili in un qualche tempo ma Tem- 
pre lontano e rimoto ; in fine che 
quella vecchia ed illuftre parte del 
Mondo fu da vetuftiffimi giorni feof- 
fa ed inquietata da grandi rivolu- 
zioni , perchè popolata affai da an- 
tico i perchè contermina a'paefi pri- 
mo foggiorno dei genere umano > £ 
perchè vicina a* luoghi dove li più 
vecchi Regni, ed i primi I m per j fi 
formarono , come la Religione , la 
Storia profana , la tradizione, 1' u- 
nanime confentimento di tutti fino 
ad ora dimoflrano* V.JufL exTrog. 
li 2. Erodot. 1. 2i Strab. I. 1. & 6. 

( 1 ) Tofi Tarthsnium Heneti fé- 
quuniur . * . . Caucenes circa Tar* 
tbejtim ec Strati 1. iti 

(2) LìmpìdiJftmQ curfu per florida 
labens loca* id. 

Tar* 



e 

ra 

efee 



Parte Seconda. 6$ 

Tuttora fono tali ad onta della barbarie e indolenza Ottomana, 
e forprendono gli Europei viaggiatori per la bellezza , per l'aere 
balfamico , che vi fi refpira , e per la grande e varia quantità 
di fiori che producono . Al tempo di Scimno era navigabile il 
Partenio , nome che Virginio fuona in Greca lingua , che Par- 
tenide chiama una Vergine , Credo che quefto fiume acquiftaffe 
un tal nome per la limpidezza dell'acque, e per la fioritura del- 
le fponde *, ed effo era affai celebre appreflo quelle genti , ve- 
dendoli ancora Medaglie di M. Aurelio , coniate in Amaftri , 

he portano fui rovefeio la figura fimbolica di quefto fiume, (i) 
pprefentato in un giovane lèduto fopra erbofo faffo , dal quale 
...ce filando V acqua per mille fiori , ed egli avendo ¥ Afiatico 
Pileo o Frigia beretta in capo , fopra la quale ( come in molte 
immagini de* Diofcuri ) ila fofpefa una ftella . Io perciò credo 
che ad effo fi rendeffe un qualche culto in quel paefe . Qiie' po- 
veri opprefli Greci ivi abitanti , tutt' ora feguono a chiamarlo 
Parthenis % ma i Turchi Dolap o Gederesù Io dicono (2) . Amajìri 
(2) celebre Città flava fulla foce di effo , dove molto traffica- 
cavano un tempo li, fecondi Veneti allora Marni/ira effendo det- 
ta • Sinope era un poco più oltre ; Andra ora Angora chiamata 
non tanto lontana , come pure altre Città , e luoghi rinomati 
nelle Storie Greche e Romane, 

Quella antica fede de' Veneti è ora per la più parte compre- 
fa nel Sandfciato di Angora cioè Andra , dove elidono 4e più 
celebri ifcrizioni ad Augufto dedicate , e tanto note fotto il no- 
me di marmi Ancirani , e dove vivono quelle celebri Capre ve- 
fìite di pelo fetaceo conofeiute dall' inftabile luffo Europeo col 
nome di Capre d' Angora . L' interno paefe poffedeva de' monti 
celebri per la loro amenità , con Citoro lodato da Virgilio per 
gì' Alberi di buffo (4) copiofi fopra di effo , che ondeggiavano 
al foffio de' venti , ed altri che non ferve rimarcare . Sembra 
rilevarfi da Strabone , che cita Meandrio in tale propofito , che 
una Borgatta o Città ci folle in Paflagonia detta Enetas , che 
in tal cafo la principale Città degl' Eneti potrebbe effere fiata . Do- 
pò ella fu chiamata Leucqfiri 3 poi Amifo fotto il qual nome fu 
nota affai alli Greci e Romani , come pur Greco-barbari , e Sa- 
racini . Efifte tutt'ora col nome di Amia . La più vecchia fede 

ne' tempi più vecchi de* Veneti ella forfè farebbe fiata fé vero 

è il 

Vartbenìus amnìs navium capax (2) Tournefort.Voyag.To.2.Ep.i6. 

fluento labitur màis placidiflìmQ . (?) Bufching. T. 25. 

Scimn. Chiuf. (4) Et J uvat unàantem Buxo fp$* 

( 1 ) Martinier . T. 6, Bare cytorum . Georg. 2. 



64 Saggio fòpra i Veneti Primi. 

è il detto di Meandrio . Un paefe fornito poi di cosi feccclenti 
pafcoli doveva alimentare a modellare degli animali che foflero 
pregevoli , e di. fatto ne vediamo la prova nelle nominate Ca- 
pre che pur ora fi conducono a pafeere lungo il Partenio , e già 
fino Omero rammenta le Mule o i Cavalli veloci de' Veneti P&- 
ilagon; ; 

Pilemene di cor virile intrepido 

Dal paefe degl'Eneti lodevoli 

Che alimenta le Mule veiocifTime ' 

I Paflagonj alla battaglia guida . 

Quelli Citoro , Sefamo e le belle 

Città che adornan le fiorite fponde 

Della Vergine acqua limpidiffima 

PolTegono , con Cromna ed Egialeo 

E le rupi Eritree fui mare ondofo. ( i) 
Cert'uni degli antichi di quelli verfi dell' antico Poeta fi fervi- 
rono , per provare Y identità di origine tra li Veneti Afiatici e 
quelli d'Italia , quelli pure ufando fomma cura nelP allevare fcel- 
ti deftrieri come vedremo a fuo luogo . Tale fu il paefe da cui 
nfeirono gì' antichi nofiri , ma fi badi che varie delle nominate 
Città non efiftevano in quello ne' tempi vecchiiTimi , ne' tempi 
cioè che gl'Eneti colà fi fìavano , ma in tempi più baffi e più 
fiorici quando TAfia a* Perfiani ed a 5 Greci ubbidiva. 

E' ben prefumibile che abbiano impiegati degl' anni diverfi pri- 
ma di arrivare nella Venezia , poiché abbiamo già detto che più 
cenni fanno gli antichi di loro anteriore dimora e nella Tracia, 
e nell'Illirico. A poco a poco e lentamente fi faranno innoltrati 
verfo quella parte , e chi sa quante rivoluzioni caufarono , e 
quante guerre (offrirono ne' vari paefi pe' quali pacarono, o flet- 
terò fermi per alcun tempo . In que* verd' anni del Mondo era- 
no fpeffe le guerre e le emigrazioni , poiché in allora quello che 
noi chiamiamo politico intereffe , era tale di tutta la nazione , 
non del folo capo della nazione come in prefente . Direi quali 
jt. M. c ^ e Più m Tracia che altrove fi follerò trattenuti, e per la iòm- 
5022. ma unione tra i popoli dell' Afia Minore , ed i Traci, e per un 
'Prima di™' 10 f°*P etto ^°P ra 1' antichiffimo culto refo da' Veneti a Diome- 
Q t Ct de colà al Timavo di cui farò parola in progreffo . Arrivati nel- 
1 2 8 6. la Venezia , o fi unirono con gli Etrufchi , e con gì* Umbri , o 

Trlma d* P er ** orza v * ^ ann ^ arono : ni en * e dirò fu quello perchè niente 

ora ne poffo dire . E' però probabile che al piano o alla marina fi 

S o 6 6. fìabiliiTero da principio , e il lembo orientale del nofiro paefe 

fofife 
(2) Iliad. 1. 2. 






Parte Seconda. 6$ 

foffe la prima lor fede , cioè vicino al Timavo , ed alli monti 
del Carfo . Così fembrami che fi poffa credere , riflettendo alle 
parole di Dion Crifofìomo che dice avere effi poffeduta un' otti- 
ma terra, innanzi all'arrivo di Antenore , preffo il Mare Adria- 
tico ed alle efpreffioni pure di alcun altro antico che affegna 
a Veneti Y intimo recejjb di quello mare ed il confine cogl'IAri . 
( i ) Ora 1' intimo receffo di elio è appunto quel feno Japidio e 
Diotnedeo chiamato altre volte ed ora di Triefte . La fpiaggia 
Auftrale verfo il Pò era certo dagli Etrufchi e Pelafgi polTedu- 
ta ed i primi di quefti fotto il nome di Euganei fi fendevano 
affai più fopra ver li Medoaci ed il Sile , perciò è naturale il 
credere che fopra di quefti fi allogaffero i Veneti , cioè verfo V 
indicato Timavo , e que' monti (2). 

Livio medefimo , benché da noi fi fupponga che abbia errato 
circa al tempo dell' arrivo , pure anch' elTo in un angolo pofe i 
Veneti , mentre tutto il rimanente tenevano gli Etrufchi ; e fé 
dall'Illirico erano elfi venuti in quefto paefe , dalla parte del 
Timavo vi debbono certamente effere entrati . Oltre ciò come 
diffi li più vecchi Geografi li fegnano projfimi e contermini agi' 
Iftri , che (lavano oltre quel fiume , e poi generalmente fu forte 
de' popoli arrivati fecondi in un paefe bagnato dal mare , il fif- 
farfi in prima fulle fpiaggie di quello ripulfando in dentro i vec- 
chj e primi abitanti . Anche Ammiano Marcellino dice che i' 
Alpi in progrello chiamate Giulie , che danno appunto all'Orien- 
te della Venezia di là da Aquileja r Venete era folita chiamarle 
T antichità (3); perciò io crederei che fopra le Foffe Fili fti ne in- 
torno le foci dell'i Medoaci , della Livenza e del Sile abitafTero 
i primi Veneti e fino al Timavo , fé pur fi può credere che di 
tutto quefto abbiano potuto impadronirfi da prima tacciandone 
gli Etrufchi che pur erano tanto poffenti . 

Chi sa che le brighe continue x che pajono effervi fiate tra i 
Pelafgi ed i vicini popoli abitatori di quefto feno , non abbiano 
facilitato 1' ingreffo nel paefe a' Veneti , e data occafione a' me- 
defimi di ftabilirfi . Certo il dirfi da Polibio che molte cofe di 
tal gente avevano detto li Tragici Poeti , moftra che molti fatti 
ed avventure aveva ella provato che data aveano occafione a que- 
gli antichi Cantori di tramandarle a' pofteri ne' loro .componi, 
menti . Chi può fapere in prefente quanto in antico quefte no- 
Tomo I. I ftre 

( 1 ) Antenot Veneto* fubegh , & (2) Excepto Venetorum angulo qui 

optimum terram circa ^Adriam . firtum e rcumcoìunt ec. Liv. J. 5. 

Henetu finitimi funt Tbraces , tlìflri ( 3 ) Venetas appgllaòat antìquitas , 

ditti. Scilax. / !• io. 



66 Saggio fopra i Veneti Primi» 

ftre Lagune fiano Hate Hagl* uomini praticate , e quanto sii di 
effe e per effe fino ne' giorni ofcuri e favolofi fia fiato contefo ? 
Spina , Adria , Aitino , fopra delle medcfime fabbricate , in un* 
Epoca ignota , e forfè da nazioni diverfe di origine e di ime- 
reffi , rendono ragione di un tale fofpetto. Forfè entrarono i Ve- 
neti nelle frequenti difcordie de' popoli qui intorno fiffati , poi- 
ché tra gì' antichi Itali erano continue le brighe in confeguenza 
del gran numero di picciole Repubbliche indipendenti e feparate 
in cui erano divifi , e del genio guerrefco ed avido d* imprefe , 
e di gloria di que* fecoli barbari per verità , ma rerto non mol. 
li ed inutili come il prefente ; e poi il contendere , e il diftur* 
barfi a vicenda fu fempre proprio degl'uomini . Dionifio però ci 
racconta che di rado eran crudeli quelle guerre , e quanto facili 
ad accenderli , altrettanto facilmente fi fmorzavano ; confiftendo 
per lo più il guerreggiare d* allora in dare il facco a' ricolti , e in 
•far prigionieri 5 che liberi tornavano alle lor cafe finita la guerra. 
Forfè più ferocia vediamo ne' Greci antichi, in Omero dì certo 
un macello perpetuo ed una guerra firn ile a quella de' Caraibi 
offervandofi; ma qualunque foffero quefte vecchie Italiche guer- 
re , le fleffe cosi continue e poco fanguinofe tornarono a ri- 
vederi! allorché feoffo lo firaniero giogo le Città Italiane fi re- 
fero a comune , e libere fi regolarono per vario tempo, ma per 
iciagura loro non confervato a lungo, 

Non feorfero molt'anni che dalla parte del mare nuovi avven- 
turieri fi approffimarono alla Venezia . Già Y antica focieta fu 
fempre in continua agitazione , come ho detto , girando fpeffo 
i popoli , or per capriccio , or per forza , in cerca ora di quie- 
te ora di pane . Intorno a due fecoli perciò dopo V arrivo de* 
Veneti a quefta parte ( feguendo V indicata cronologia di .avvi- 
to ) una truppa di Greci Teffali che poflono chiamarli i primi 
Cavalieri erranti , feguendo il celebre Giafone pervennero nel no- 
itro mare' . Tali però li fece diventare la vivace fantafia delii 
Greci che ebbe fempre in ufo di fubiimare ogni cofa ed ofcurarla 
%A*M. con cento maraviglie . Quefli avventurieri furono i famofi Argo* 
$ ° 5 9* nauti , che in una Nave , forfè la prima veduta in Grecia , che 
Prima dibxtona. foffe a lungo tragitto, e che ora viaggia la su tra le del- 
G- C. le in compagnia di beftie non poche , veleggiarono verfo la Col- 
1 2 6 7- cbiie che Y odierno Imirette e felvofa Georgia e Mingrelia in 
Trzma d* parte comprende colà fui Mar Nero . Volevano rapire il Vello 
ora d'Oro , che sa il Cielo cofa egli (offe , e Io rapirono di fatto 
3046, coir>.ffiftenza di Medea figliuola del Rè de' Colchi che fuggi via 
con efli. Infeguiti perciò con furore errarono per varie regioni , 
finché pervennero nell'Adriatico , del quale toccarono varj luoghi, 

tra 



Parte Seconda, 6y 

fra ì quali le code de' Monti Cara-Ani , 1' ifole Apjìrtidi ora di 
Cherfo ed Ofero chiamate , non molto difcofte da quefti ìloftrì 
lidi . Ma coftretti da quelle a fuggirfi , drizzarono il loro cami- 
no verfo i Lidi Veneti prima 5 poi a quelli Etrufchi , o Pelafgi 
intorno alle foci del Pò . Pare che Marziale ricordi aver co- 
fioro (atta, una qualche difcefa al Timavo , vicina al fito dove 
poi fu fabbricata Aquileja i poiché dice aver Cadore figliuolo di 
Leda e uno de' Diofcuri abbeverato a quelle fonti il fuo cavallo 
Cillaro i che pur tra le coftellazioni pofe poi il romanzefeo cer- 
vello de' Greci ( i ) . Chi sa per tanto che coftoro una qualche 
imprefa non faceffero in que' luoghi contro i Veneti , giacché 
Ledeo era dettolo fteffo Timavo fecondo il Poeta (2)* Forfè que' 
predoni Greci fi erano internati su per lo fiume dove gìk fèmbra 
che i Veneti averterò una dimora diftinta tra 1' altre , poiché ivi 
uri Tempio celebre ed un bofeo elidevano dedicati a Diomede 
loro Nume primario * Ributtati forfè , riprefero il mare, ma af- 
fali ti nel feno Giappidico d;;gli Etrufchi ebbero fiera mifchia con 
quefli . Sarebbe quella la prima odile invafione che i Veneti fof- 
frilTero in Italia , almeno da noi ora faputa , ma ella è troppo 
ìnalmenata dalla favola . Forfè gli Etrufchi ingelofiti di quelli 
nuovi Greci che potevano alli Pelafgi di Spina e di Ravenna y 
TeiTali ancor e(Ti i elTere di foccorfo , o degli sbarchi fatti fulle 
cofte irritati 3 li affalfero con tal furore che feriti tutti gli Argo- 
nauti fu nece ili tato il Dio Glauco a porre la tefta fuori dell' ac* 
que per rianimarli , e ajutarli % a fuggire da quefti luoghi, (#) 

Tale finzione moiira il mafTìmo pericolo corfo da Greci in ta- 
le incontro * Crede il dotto Lucio nella fua Storia della Dal- 
mazia che gli Etrufchi pofledeffero alcune dell' ifole Liburniche 3 
per dominare fui Golfo , e quefti follerò appunto gli Adriefi , 
effendoll trovati de y vafi Tofcani in LilTa e in alcun 3 altra ifola 
vicina. Ciò elTendo , di mal occhio dovevano riguardare ogni ar- 
mato ftraniero che navigalTe per quefto mare , e molto più £e 

I 2 con- 

(i ) Et tu LediCó jelìn ^Aquileja tore certo per via dì erudizione non 

Timavo > folo , ma con prove ancora tratte 

Hic ubi jeptenas Cyllarus bibit a* dalla Storia Naturale , o dall' efa- 

quas * me fifico de' luoghi, far vedere che 

89- 4« un ramo dell' Iftro correva beniflìmo 

(2) Tìbi yAmycldsì domitUs T?ollu* in tempi rìmoti per le terre Libur- 
na babttvis. niche ed Idi iane nel l'Adriatico. Mol- 

Cyliarus , &» quorum Gr<sci memi* ti antichi di fatto dittero tal cofa 

nere Tostò . fcrivendo che quello ramo del Da- 

Virg. Georg. $. nuòid sboccava nel mare in faccia 

(a) Ultimamente un dotto Scrit* alle foci del Pò . Plinio però non 

volle 



68 Saggio fopra i Veneti Primi. 

continua gelofia tormentavali de' Pelafgi ftranieri e forfè anche 
de' Veneti (a). 

Qualunque però fofse lo fiato vero de' popoli qui intorno allo- 
ra Affati 5 fi deve riflettere che quefta floria degli Argonauti qui 
folo accennata 7 non puro Greco Romanzo o favolofo racconto 
fi deve credere , ma fatto vero e celebre in antico , benché poi 
fconvolto ed alterato da mille aggiunte e favole . Troppo circo- 
flanziata tale Storia fi trova in Apollonio , Diodoro Siculo , e 
da Ateneo , Poffide Magnefio , Strabone , Seneca , Plinio e fi- 
no dall' antichiffimo Orfeo defcritta, ed altri ancora vecchi Scrit- 
tori , e Poeti . Strabone ( i ) ne parla come di fatto certo , ed 
afficura che al fuo tempo intorno all'Adriatico in luoghi diverfi 
rimanevano memorie di tale peregrinazione , e nomina tra gl'al- 
tri i Monti Ceraunj ora detti della Cimara nella baffa Albania , 
tanto noti nelle noftre guerre co' Turchi , e pare anche dica che 
vicino ad Adria ed alle foci del Pò fé ne vedeffero , e già an- 
che Apollonio tal cofa aveva rimarcata . Pare perciò che più 
sbarchi aveffero coftoro tentato o ^feguito , intorno a quefte 
Spiagge , fopra gli Etrufchi ed i Veneti . Io fono di avvifo che 

co- 



colle crederlo . Egli è però fatto 
vero che quel paefe a Triefte ed al 
Timavo vicino , fofferfe in tempi 
ignoti un orribile cataclifmo, e che 
r edema fuperfizie, e l'interna brut- 
tura del pasfe iltuato all' oriente di 
quel fiume mette in penfiero chiunque 
ha Toccafione di ofTervarla.Io però non 
dico che colà V Iflro corrette , ma cer- 
to le cofe furono affai di verfamente di- 
fpofle in antico da quel che ora lo fono. 
(a) La favola di Medea io ofTer* 
vo che dipinge il carattere efatta- 
mente delle Donne Colchidi limile 
in que' lontaniffimi tempi a quello 
delle Mingrelliane e Georgiane, in 
prefente di que* luoghi medefimi abi- 
tatrici dove ftavano li Colchi . Me- 
dea era bella , era difonefta , era 
vendicativa b e crudele tutt' infieme ; 
e le Georgiane fono belliflìme , ma 
fono impudiche , volubili , crudeli 
e vendicative fommamente pur ora. 
Ci fono de* punti fiffi nel coftume 
de' popoli ed inalterabili quando vi 
concorrino le circofìanze 9 come vi 



fono de' punti fìflì ed inalterabili nei 
Fi fi co da' paefi . 

( i ) Quidam enim apud Ceraunios 
Montes , te» in Tojfidoniate ftnu , cir- 
ca ^Adriani , & in inju/is ec* . . . * 
errantium ^irgonautarum moflrantur 
veftigia- . . . extant utrìufque ( Tbri- 
tei & Jafonis ) navìgettionis moni* 
menta .... J afoni s paffim in ^Ar- 
menta , Media & fiyìtìmis locis . . . 
tum Jafonis & infequentium eum 
Colchorum ufque ad Cretam Ì3* Ita- 
liani atque Àdriam : quorum non. 
nulla Calimachus notavit .... Qui- 
dam etiam bonam ìflri pattern ad- 
ver/o fumine fubveclos Jafonem au- 
tumant .... nonnulli ufque ad ^A» 
driam .... navigai io ili a fuit in 
locis nobìlìbus & ubi prtffiantes in- 
colerent . Strab. 1. i. 

sArgo J^avis fumine in adriati- 
co dejcendu non procul a Tergefte > 
me jam confatolo fumine 3 hic ma- 
rti traveclam ec, 

Plin. 'l.j. Vid. Flacc. 4. Ciod. Si- 
cui* 1. 2, Orph. Theog. v. r©5« ec. 



\ 



Parte Seconda. 69 

come è indubitato in Fifica non darfi effetto che non abbia cau- 
fa , né quello efiflere fenza di quetta ; così pure nella Storia non 
darfi alcun fatto fia pur quanto fi voglia ftrano ed incredibile , 
che non fi appoggi, e derivi da un qualche principio di verità * 

In Giuftino fi legge pure la Storia degli Argonauti e di Giafo* 
ne , che egli confiderà come celebri conquida tori , ed è notabile 
il diri! dallo fletto , che in più luoghi dell' Afia vicino alla Col- 
chide aveva Giafone de' Templi , eretti al culto Tuo ed alla fua 
memoria , i quali poi da Parmenione uno de' capitani di Alef- 
fandro Magno furono tutti atterrati (i) per fecondare la pazzia 
di quello che voleva eiTere un Dio; e così fece acciocché in Oriente 
fi perdette la rimembranza d'ogni antico Eroe, e il nome di Alef- 
fandro folamente fi veneraffe . Lo fletto Strabone racconta che 
irà li Medi, eranvi de' Templi a Giafone eretti ed altre memoria 
di queft'Eroe , per cui fi vede che in molte parti fu conofeiuto , 
benché una dall' altra affai lontane e difparate ; ed è pure per 
quefto che quafi fofpettar fi potrebbe che egli uno de' più celebri 
ed azzardofi viaggiatori fia flato nella remota antichità , e ne 5 
tempi che troppo difficile e pericolofa era tal cofa per quelle cau- 
fe troppo note ad ognuno che qualche cognizione abbia della Sto- 
ria . Perciò io volli accennare quefla venuta degli Argonauti al- 
le fpiagge della Venezia , perchè fé non altro ella ci fa conofee- 
re quanto da antico tempo ella fia fiata conofeiuta dagli Eroi più 
vecchi, e celebri della Favola e della Storia. 

Seguendo Y indicata Cronologia ( Io ripeto folo per dare un Fr l& f ~ . 
qualch' ordine a* fatti ) ottanta o novant* anni dopo 1- irruzione ro J anu 
degli Argonauti , nuovi avventurieri qui vennero ad accrefeere pro- 
babilmente i Veneti , da poco più di cent' anni qui pure inabili- 
ti . Verfo i giorni che Tolah giudicava Ifraello , prefa da' Gre- 
ci T antica Ilio o fia Troja , dettino fu de' vincitori e de' vinti 
errare vagabondi per varj luoghi , e dare in tal maniera origine 
a nuove Città , ed a nuove genti . Antenore uno de' primarj tra 
li Frigj, della ftirpe regale di Dardano, trovò pietà pretto i cru- A M 
deli vincitori, o perchè tradì la Patria, o perchè era fempre fta- - I * 2 2. 
to di parere che rimandar fi dovette la rapita Donna . Riuniti . 
que' Troiani che poterono falvarfi dalla ferocia de' Greci, o ixù!iP rt ™* 
efempio di più vecchie nazionali emigrazioni , o per la parente- l /§', 
la che correva tra li Traci ed i Frigj , verfo la Tracia appunto 
drizzò il fuo viaggio, dove fi trattenne alquanto , poi fi avviò ver Trimct * 
i Regni abitati da^li Illirj feroci , e da' Liburni . Con pericolo 2 °™ 6 fc 
e ftento pafsò incolume per mezzo a quelli 3 e dopo varie avven- 
ture 
( i) Suet. In Trog. 1. 6. 



jò Saggio fopra i Veneti Primi. 

ture arrivò finalmente falvo deve da cavo monte con più fonti 
efee romoreggiando ilTimavo* L'efferfi. primamente Antenore ri- 
volto alla Tracia del cui Rè era figlia la fua moglie Teano, pare che 
confermi in qualche modo il più antico viaggio delli Veneti a quella 
parte, e ciò in confeguenza di quanto altrove offervammo intorno 
alla parentela ed amicizia continua ad antichiffima che pattava tra 
i Paflagonj ed i Frigi ,- tra quefti ed i Traci , e tra li medefimi 
Traci e gì 3 Eneri o Ciconj. Ditti già come quefti fecondo S trabo- 
ne erano dalla Paflagonia in giorni ofeuri paffati nella Tracia , 
( i ) , e che quefti Ciconj Paflagonj non bene fi diftinguono da- 
gì' Eneti pur Paflagonj < Abbiamo anche offervato che una ragio- 
ne ci fembra feoprire perchè Enea ed Antenore dopo avere la- 
fciata l'Alia fi portarono in Tracia e Macedonia (2); cioè per- 
chè ivi trovavano popoli amici ed alleati ; così pure che una 
ftefTa ragione doveva effervi perchè Enea ad una parte , ed An- 
tenore ad un* altra nell' Italia arrivaiTe , dopo avere trapalati i 
Liburni e gl'Illirj, e ciò perchè fapeva quefto che all'ultimo re- 
ceffo dell' Adriatico abitava un popolo de' fuoi Trojani amico * 
come efferlo dovevano li Veneti fé dalla Paflagonia erano ufei- 
tì ,• e prima in tal luogo arrivati e ftabiliti . Molto più facilmen- 
te doveva egli rifolverfi a viaggiare verfo quella parte fé con- 
duceva fece un' altra porzione di Veneti rimarti in Alla , come 
già fofpettai in altro luogo di quefto Saggio- 

Vediamo certo in Omero che de' Veneti elìdevano ancora nel* 
la Paflagonia nel tempo della guerra di Troja , e vedemmo già 
come il nome e la memoria di elfi fi eftiiff^^talmente in quel- 
le parti i e più non efifteva al fecolo di Augufto o fia al tem- 
po di Strabone . Chi sa per tanto che malmenata l'Eneta Tribù 
in quella guerra * e nel proprio paefe difturbata da fazioni e di- 
scordie 3 fapendo che Antenore volea partire verfo 1' Italia , gli 
avanzi di quella Paflagonia Tribù non rifolveffero di feguitarlo , 
appunto perchè ftavano già fiffati degl'altri Eneti a quella parte* 
Troppo mi dilungarci riportando efempj di popoli che emigraro- 
no in più tempi , e g? ultimi ufeiti dal paefe andarono ad unirli 
a' loro vecchj colà dove quefti efiftevano 3 e poi non ferve re- 
plicare il già detto . Strabone diceva che cert' uno aveva ferina 
che de' Veneti molti erano diventati Cappadocj , dopo la guer- 
ra, 

( 1 ) Troindé xAntenorem cUm jì. Thracibus adveSlos fedes pofuiffe 

fui IsnHenetìs fibiadjunftis inTbra» in *Adrìa. Id. L 12. 

Ciani evafijje ; indeque in Penetiarn, (2) Trimo in Macedoniam venif* 

qu<e nunc dicitur apud Adriam pef* fé. Liv< h 1* 
tteniffe . Strab. 1. \$ e 






Parte Seconda. 71 

fa , cioè come pare eranfì mefcolati con quefti e poi era fvani- 
to il loro nome(i). Chi sa dunque, cheuccifo il loro Capo co- 
me raccontano ed Omero e Livio , ( 2 ) non fodero entrate del- 
le difcordie tra quelle Tribù , e fpecialmente tra V Eneta , per 
cui una porzione abbandonaffe il paefe feguitando Antenore, e V 
altra rimafta fi confondeffe colle vicine, e per così dire confimili 
nazioni , ficchè lo Storico Padovano peccale folo nella trafpofi- 
zione de' fatti , e nella alterazione de* tempi per accrescere il 
luftro alla fua gente , e non urtare la comune credenza . VirgN 
nio meno fcrupolofo , o più fincero , perchè in tal cofa necefia- 
ria non vedeva l'adulazione , notò i travagli dell'Eroe Trojano 
(offerti nel viaggio (3) » rna di quefti non fece più motto dopo 
che quello ebbe pafTato il Timavo , perchè era egli allora arri- 
vato tra popoli amici , a* quali conduceva anche nuova partita di 
Cittadini , e così ne accrefceva le forze . Di fatto il Poeta in- 
troduce Venere a lagnarfi con Giove che mentre Enea non in- 
contrava altro che pericoli e fatiche , Antenore avea fuperato ogni 
oftacolo, e trovato ripofo,^ 

Pilemene Duce de' Veneti o Regolo , lo veggiamo in Omero 
padre di due figliuoli che erano pur eflì capi di alcune Tribù 
Meonie ; ma lo ftefìo Poeta (4) in altro luogo ricorda un fe- 
condo Pilemene Duce come egli dice de* magnanimi Paflagonj 
che ufavano andare coperti di feudi . Il dotto Clarke nella fua 
verfione dell' Iliade , crede che il fecondo figlio foiTe del primo 
già uccifo da Menelao , e che egli pure rimaneffe eftinto in quel- 
la 

( 1 ) Eos Henetos qui expeditioni Regna Lìburnorum & fonte r fupera» 

non interfuerint Capadoces efle fa- re Timavi: 

flos. Strab. I. 1. 12. Vnde per ora novem vafto cum mur» 

(2) Sedutone exTaphlagonia pulfì , mure montis 

& rege VyldSmene am'tjfo . Liv. J. 1. Jt mare praruptum & pelago pre* 

(5 ) .... qui res hom'mumque mìt arva fonanti. 

Deumque Hic tamen ìlle Vrbem Vatavi fedef- 

/Eternis regis Imperiis i? fulmine que locavi t 

terrei , Tevcrorum y & genti nomen dedit , 

Quid meus ALneas in te committere armaque fixìt 

tantum Trojó : nunc placidus compofius pa- 

Quid Tross potuere? .... ce quiefeh . 1, 1. 

.... Ouem das finem Kex magne (4) Vaphlagonum veroprdseratTy- 

laborum ? Itfmenis animofum cor 

jlntenor potuit mediis elapfus <A- Ex Henetis arvis unde.mularum gè- 

chivis nus agreftium, 

Illyricos penetrare finus , atque intu Qui Cythorum tenebant , & Sefamum 

ma tutus incolebant 



7 1 Saggio fopra i Veneti Primi. 

la guerra . Tal cofa però dal noflro Pignoria ( i ) e da -altri fu 

rimarcata, i quali anche credettero che un tal nome non foiTe pro- 
prio di perfona, ma bensì di tutti i Regoli oCazichi come chia- 
mar fi poffono di quefta Tribù , appunto come già ufarono Egi- 
zi, Bitinj, Fili (lei , e tant' altri Afiatici popoli. 

Sembra che Virgilio dica foffe coftretto Antenore ad aprirti 
il paffo coli* armi al Timavo , impedindolo forfè o Giapidi o Li- 
burni o Euganei-Tofchi per que' monti difperfi , e chi sa ivi ri* 
pulfati da' Veneti nel primo arrivo in quelle parti. Forfè T oppo- 
sizione da eflb ivi trovata potrebbe in progreflb aver dato origi- 
ne alla credenza che Antenore da tutto il paele pollo tra il ma- 
re e T Alpi aveffe fcacciati gli Euganei , confondendo per avven- 
tura ciò che era in prima accaduto nell'arrivo de' Veneti con quan- 
to intravenne dopo al fuddetto ed a' Trojani . Virgilio pur dice 
che in feguito fabbricò Padova , inde appefe i' armi Trojane , e fé 
tale è il fenfo di quel verfo fi vede che in amica terra egli era 
arrivato e più di nemici non aveva timore . L'appendere 1' armi 
ad un qualche Tempio terminata una imprefa azzardofa , fu co* 
ftume dell' età più rimote , come vediamo aver fatto anche David- 
de, e Plutarco ^armi che racconti che in Sicilia, in certo antichif- 
limo Tempio vedevanfi ancora a'fuoi giorni , l'armi di rame ar- 
pefe di alcuni vecchi Eroi ( 2 ) . 

Benché partiflero di Frigia Antenore ed Enea infieme , pure 
quello arrivò prima tra li Veneti che quello nel Lazio , come ac- 
cennano Virgilio ed Ovidio ( J ) , ed il primo racconta come il 
nome impoie alla fua gente , ftabilito che fu nel paefe , ii nome 
cioè di Veneti (4) , appunto come fece Enea feeio che fu nell* 

agro 

Ctoaqui Vartbenmm fiuvìum inch- non confixit Homerus , fed ex bis bh 

tas domos babebant fìoria memoravit . 

Cromnamque jEgialumqus {?> excelfos Clark ad II. I. 5. v. 576. 

Erithixos . 1. 2. v. §\o. (1) Orig. di Pad. I. $. 

Meoniìs 'vero Meftbleque & lAnti- ( 2 ) Veianis armis Herculi ad 

pbus Duce* erant portam fixis . 

FitirPy/tmenhyqiiojGigìapeperitpa/ufy Adnot. in Virg'l. Schreveliu 

Quos etiam Meonios ducebant fub ( j) *4djice Trojan* Jua/orem ^An» 

Tmolo natos . 1. 2. v. 570. tenore pacìs , 

Tunc Tytemenem interfuerunt parem Et genere JE*ngadum *Apule Datine 

Marti lUum . 

Trinàpem *Pa?blagonum magnanimo- Serur ab ìliacis & pofl *Antenora 

rutti ciypeatorum , fiammh 

Hunc utiaue.iAtrides hafla inclytus *Attulit ALneas in loca noftra Deos. 

Menélaus. 1. 5. v. 5; 6. Faft. 1. 4. 

Eortaff* bujus pater ut Barneftus (4) Gens univerfa Veneti vogati. 

non male .... nomina ergoHeroum Lir. L 1» 



Parte Seconda. yj 

«grò Laurente. Unj^e politico tratto pare diretto a cattivarli l 
animo del popolo ciré lo avea accolto , poiché di quefto aveva 
bifo^no ; perciò qual efule e non come conquiftatore doveva tra 
quefto effere Antenore arrivato. Enea pur così fece (i), perchè 
nella fituazione medefima di quello {i trovava " ma fé Antenore 
tutta la Veneta gente aveffe feco condotta come vuol Livio , efu- 
le , raminga , di paefe , e di Duce priva , non fi comprende per- 
chè volerle lafciare il nome ceL-bre e gloriofo della propria gen- 
te , e imporre a quefta quello di un popolo fiiggiafco e per gra* 
zia feco condotto . 

Enea che godeva la protezione di una Dea poffente perchè era 
giovane , fece parlare molto di sé gli Storici e più i Poeti , ma 
il povero Antenore privo di tale privilegio perche vecchio , rima- 
fé ignoto , e niente ora fappiamo di lui dopo il fuo arrivo nella 
Venezia . Solo da un cenno di Tacito (z) fappiamo che i Pa~ 
dovani ufavano certi annui giuochi: Tragici che credevano fofTero 
fiati iftituiti da effo forfè in ricordanza del fatto di Troja . Non 
fi sa bene cofa fofTero , ma certo fommamente ferj e gravi do- 
vevano effere fé vi intervenne una fiata lo fteffo fevero Trafea 
Peto . Ne parlerò altrove . Secondo poi V efpreflione di Virgilio ( 3 > 
pare che Antenore poco dopo arrivato nella Venezia , finiffe di 
vivere , e prima anche dell' arrivo di Enea nel Lazio . Si dice 
che quefti girò due anni prima dì arrivare in Italia; dunque an- 
che Antenore dovette certo impiegare del tempo nel non breve 
viaggio che aveva intraprefo , e in confeguenza poco affai vifle 
dopo il fuo arrivo nella Venezia . Anche per quefto non fembra 
vero il racconto di Livio che fa guerreggiare e fcacciare dallo 
fteffo gli Euganei poffenti , ftabilire la nuova colonia , e fabbri- 
car Padova il tutto così in breve fpazio di tempo . Forfè quefta 
vi era, ed egli può averla ampliata abitandovi con li fuoi Troja* 
ni , e tanto in ella quanto nelle circonvicine campagne . 

Quattro popoli pertanto ftavano nella Venezia , gii Etrufchi 
con i quali ho già detto che fi poffono comprendere ed unire an- 
che gì' Umbri (4) , e forfè confiderarli così diverfi come i Ro- 
mani ed i Latini ; poi li Pelafgi , i Veneti , e li Frìgi-Trojani . 
I primi tenevano tutto Y interno paefe fotto varj nomi di Euga- 
nei , di Arufnati , di Affagi con una parte probabilmente delle 
Tomo I. K La- 

(1) dìneas adverjum tanti beili (O Hift. 1. 2. _ 
terrorem ut anìmos ^Aboriginum fibi ( 3 ) 'Hunc placidi** compojlus pa» 

conciliaret .... Latino* utramque gen* ce quiefeit . 

tem appellavh . ( 4 ) 'H** procul a mari Vmbrorum 

Liv. I. 1. Butrio. PJin. 



74 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Laguna e della fpiaggia marittima intorno y foci dell'Adige e del 
Pò, dove pure molte timbriche popolazioni éi'ìftevano , come Butrio 
ed altre, ora ignote. Al di fotto pur filila {piaggia, e in mezzo 
agli ftagni , e del mare , e del ramo più auftrale del Pò , fiavano 
li Greco- Pelafgi fino a Ravenna eftefi , che Spina poffedevano fo- 
pra il ramo fuddetto, ma poco o niente, come io credo, dentro 
terra fi innoltravano . Sopra gli Etrufchi Adriefì verfo il Nord , 
e di là dalle Fofle Filicine , e dall' Adige abitavano i Frigi e 
verfo le foci delli Medoaci e verfo il Sile forfè arrivavano , do- 
po il quale lungo il Lido e fino al Timavo flavano i Veneti * 
Almeno così m* immagino , ma per verità nulla più facile che 
immaginare , e niente più difficile che il rendere tal forta di idee 
fufficientemente probabili . Tale difpofizione di popoli nella Ve- 
nezia antica, fé mai qualche probabilità in fé contenente , non so 
fé poteiTe {piegare o rendere più facile la fpiegazione di que' verfi 
di Virgilio ( J ) fopra di Mantova , ne' quali certo pare che il 
Poeta (a) voglia dire che popoli diverfì abitarono I! antico fuo 
paefe cioè la Venezia . 

Comunque fia , fé al medefimo Poeta poifiamo credere , F arrivo 
in Italia de' Trojani pofe il fuoco della difeordia tra gF Itali . 
Molti de' popoli abitatori del Lazio , molte delle Tribù Etrufche 
fi dichiararono contro Enea colà arrivato ed accolto da uno di que* 
Regoli . Altri popoli però fi collegarono con elio , la guerra fi 

ac- 

(i) Me etìam patriis agmen ciet zardate ed incerte , ma in fatto di 
ócrus ab oris, Erudizione quefta è una cofa che 
Fatidica? Mantùs , & Tufci filius non fi può evitare fé non che dal 
amnis; pia al meno. Forfè efaminando li 
Qui muros , matrifque dedit tibi fuddetti verfi di Virgilio, ed al com- 
Mantua nomen: mento di Servio e ad altri dati a- 
Mantua dives avts : [ed non genus vendo riguardo , fi potrebbe parlare 
omnibus unum* alquanto più probabilmente fopra 1* 
Gens illi trip/ex , popuii fub gente efiftenza delli quattro popoli indi- 
gnatemi, cati nella antica Venezia, rifletten- 
Ipfa caput/ popuii , Tufco de fan- do anche a que' verfi di Silio Itali- 
guine/viies. En. 1. io. co, dove parlando delli foccorfi da* 
(a) Sì/ vegga l'Opera di Monf. Veneti dati alli Romani contro Anni- 
Guarnacci fopra gP Itali primi , do- baie dice, Veneti que ex ordine gen- 
ve parlair-molto dell' arrivo di Enea tes : atque jLpono gaudens populo • 
in Italia , e della guerra perciò fu- Ma tali cofe ci condurrebbono affai 
feitata tra le varie e diverfe genti lontano , e richiedono poi troppa 
di quefta che fi cerca provare una erudizione e troppa conoscenza de- 
guerra civile , In queft* Opera vi è gli antichi Scrittori , la quale non 
una profonda erudizione, benché va- è sì facile a pofledere. 
rie cofe fembrino un pò troppo az> 






Parte Seconda- 75 

accefe , e guerra di partito e quafì civile divenne « Se la verità 
e* entra in tale racconto è naturale il credere che li Trojani à 
quefV altra parte fittati avranno cercato di {occorrere i loro com- 
patrioti , ed i Veneti antichi loro' alleati faranno pure entrati in 
tale querela . E di fatto Virgilio nomina i popoli da quefta par- 
te moflì per affiftere i Trojani del Lazio , ed il fuo antico Com- 
mentatore Servio 3 ditte che tutta la Venezia diede ad Enea foccorfo * 

(1) Ma tali cofe potnano nonfoloeffcre fiate adornate ed aggran- 
dite dal Poeta, ma create anche di pianta come il folito: nulla 
ottante però offervando la cognizione ed il polTeflfo che aveva il 
medefimo delle antiche Storie Italiche , fi può anche credergli fi- 
no ad un certo fegno . Tanto è viziofo il non creder niente quan- 
to il tutto credere , e fé figlio dell' ignoranza è il primo , dall' 
ignoranza pure e dall'orgoglio proviene il fecondo. 

Poco prima o quafì contemporaneamente air arrivo de' Frigj 
nella Venezia, un altro avventuriero, ma Greco , caccioftì fu per 
il Golfo e venne a ftabilirfì in Italia . Fu quefti Diomede Etolo 

(2) uno de' più accaniti allo fterminio de' Trojani, che dopo va- 
rj errori sbarcò in Puglia , e dicono vi fabbricale Arp , e defìc 
il nome dìDiomedèe all' ifole di Tremiti vicino al Promontorio 
di Gargano . Virgilio ricorda coflui in più luoghi dell' Eneide , 
e moftra com' egli fu ricercato acciocché fi collegaffe con i Rutu- 
li , contro gì' antichi nemici , cioè li Trojani che volevano fif- 
farfi nel Lazio . Io credo che tutti gli antichi abbiano fcritto * 
che quefto Diomede daffe il nome al feno Giapiggio , perchè i 
Veneti avevano eretto ad effo al Timavo un Tempio , e lo ado- 
ravano con particolar culto . Ma come ciò fé egli era Greco ? 
Sembra di certo che in que' tempi non molto gì' Italici vedeffero 
di buon occhio i Greci , ( 3 ) perciò io molto fofpetto , che an- 
che quefta , come tant* altre , fia una Greca impoftura , ed un 
Diomede ben diverfo adoraffero i Veneti , dal quale il proffimo 
feno ebbe anche il nome . Altrove dirò qualche cofa fopra tale 
fuppoflo , quando fi parlerà de' coftumi e della Idolatria de* Ve- 
neti antichi . 

Per lunghiflimo fpazio'di tempo che interi fecoli comprende , ed 
è per verità un pò troppo lungo, profondamente ignoriamo qua- 

K 2 li 

( 1 ) Omrìis Fenetia JEnx<s prójìat j^unc iterum ab *Arpis furget in Teu* 

auxiliurn . Ad 1. io. cris Etolus 

(2) Mittìtur fe-» magni Venulus Tydìdes? 

Diomedis ad urbem > Virg. 1. 8. & io. 

Qui pe\ at auxi/io , 4^ Latio confi fiere ( 5 ) Effuge , cunBa malìs habitantur 

Teucros. mesnia Crucis % Id» 1. $. 



jó Saggio fopra i Veneti Primi. 

li avvenimenti abbiano agitata la Venezia ed i Veneti . Qiiefto 
fpazio di tenebre comincia dalla venuta de' Frigi, e fi ftcnde fi- 
no all' arrivo de* Galli in Italia 7 vale a dire per cinquecento e 
più anni . In così lunga ferie di tempo fi può per altro presu- 
mere che molte e varie rivoluzioni fiano fuccedute nella Vene- 
zia , e che i Veneti abbiano avuta- la loro parte nelle brighe che 
naturalmente agitavano le varie genti di effa abitatrice. Tal cofa 
lì potrebbe anche dedurre da Strabone e da Polibio . Il primo 
parlando di Padova oflervava come ella era (tata popolata e ric- 
ca ne' vecchi tempi , ne' quali inviava groffo numero di fuoi cittadi- 
ni alle guerre . ( i ) Il fecondo diceva , che molto favoleggiato ave- 
vano i Poeti Tragici fopra li antichi Veneti , e molte cofe di 
quelli avevano dette (2) . Le guerre e le vittorie de' Pelafgi di 
Spina poffono edere fuecedute in quello tempo ; forfè eontefero 
molto i Veneti con gli Etrufchi e con gl'Umbri; forfe con i Pelafgi 
medefimi per lo dominio del mare ; forfe con li proffimi Illirj- , 
popoli fempre feroci , e fempre infetti , e che oltre il Timavo 
abitavano; forfe tra loro medefimi ebbero delle difcordie, perchè 
potevano dividerli m varie Tribù ,. come già tutti gì* antichi (lìmi 
popoli fi dividevano ; divifione che pare a me abbia ad effere de- 
rivata da 5 più antichi Capi di famiglia come già tra gli Ebrei, e 
che prova fé non m 3 inganno , che tutte le nazioni retrogradan- 
do fi riducevano a poche perfone , e per confeguenza quelle po- 
che perfone retrogradando ancora ad un folo . Dunque tutte le 
nazioni da un principio folo e da un' unità di origine discenda- 
no, vale a dire da un uomo, vale a dire da Adamo, non eter- 
ne, non fempre fiate , non efifìenti full a Terra da una fiorfa 
perpetuità di tempi. 

E 5 pure probabile , che in quelli ignoti fecoli la Veneta focie- 
tà ora folle in decadenza, ora primeggialTe fopra V altre , come 
fuccedeva di frequente tra le Italiche genti, che 1' une fopra Tall- 
ire ambindo il primato , fempre per quello ruzzavano infieme , 
come faggiamente ora il Denina (3) colla feorta di Dionifia , 
Strabone , e Livio dimolìrò nelle fue Rivoluzioni d' Italia . Per 
ultimo ebbero forfè a foffrire i Veneti o lipulfare elterne irruzio- 
ni di popoli lontani ed emigranti , de' quali ora il nome , e F 
imprefe fi ignorano v ma la poiTibilità delle quali può dcdmfi 
dallo flato vario e fluttuante delle antiche genti che durò molti 

fe- 

( 1 ) Tdtavium l 7 • 1 \rt ctntiquìs De bis Tragìrt Toetde muhcim men. 

temporibus ad bella mittebat XX» tìonem fecerunt multaque fabulantur* 

mìllìa milìtum . Strab. 1. 7. Polib. 1. 2. 

(2) iAntiquìJfimos Fenetos . . . * ($) Rivoluz. T. 1. p. zu 



Parte Seconda^ ff 

lécoll particolarmente nelle regioni Occidentali . Tali cofe ,; che 
poffono effere fuccedute in tempi diverfi e feparati r poflono an- 
che aver dato luogo e porta occafione alli Veneti di iìenderfl a 
poco a poco fuori della loro antica fituazione lungo il mare dal 
Timavo alli Medoaci , e fpingere il loro dominio più addentro 
terra oltre Padova ancora e fino al Mincio , fé è vero che a 
quella parte abbiano fabbricata Mantova infieme con gliEtrufchi . 
Ignorandofi però totalmente i fatti d' allora, niente più che con- 
getture azzardare fi poflono % e quelle per verità affai deboli 3 e 
leggiere . 

Si termini dunque per ora la Storia- de* Veneti oflervando di 
nuovo , che il dirli da Polibio ( i ) avere affai favoleggiato i Poeti 
antichi fopra quella gente , fa non folo vedere che illuftre popò- 
lo furono effi affai prima della Romana potenza , ma che avven- 
ture e Urani fatti erano fucceduti tra loro degni d' effere cele- 
brati e rammentati con i Cantici , e con i Poemi . La Poefia 
negli anni verdi del Mondo feria , facra ,, e ma e (lo fa , cantava 
folo lodi- agli Dei , ed Inni agli Eroi . Depofitarj i Poeti di 
quanto avea di più facro la Teologia , di piùjutile la Fi-fica , 
di più venerando la Religione 3 di più gloriofo alla Nazione la 
Storia ; fi doveva ricorrere ad effi? per effere iftruiti e addottri- 
nati intorno a' doveri ed alle cognizioni pubbliche e private . 
Gli Eroi più celebri erano fovente pur celebri Poeti 3 ed il me- 
rito di effer tali equivaleva a quello d- effere bravi foldati . Ve- 
diamo Mosè 3 e Davidde aver compofli de* Cantici fublimi ; co- 
sì pure Orfeo e Lino ; e tra gli antichi popoli del Nord ne* Io» 
ro Bardi e Scaldi abbiamo una" prova ancora di quella cofa ben- 
ché il clima afpro avelie i loro coftumi affai imbarbariti . Più 
che furono celebri le Nazioni ,' e più fi efercitarono gii antichi 
Cantori in com-porne Poetici annali , e più meraviglie col tem- 
po fi introduffero nelle avventure di quelle . Si potrebbe perciò 
fofpettare che la gente Veneta abbia affai figurato nella primiti- 
va focietà degl-' Itali , e in corifeguenza abbia operato più cofe 
nello fpazio di tempo fopra indicato . Già lo fi replica , le ilef- 
fe favole ebbero fempre origine da cofe vere in lontaniffnni tem- 
pi avvenute , ma che per fé mede fi me o per le conseguenze fe- 
cero ftrepito , e balìa dare una icorfa a' tempi mitologici delle 
più celebri Nazioni per credere una tal cofa . 

Sino ad ora altro non feci che congetturare e fupporre , ma 
non c'era altro mezzo per ifcrivere qualche cofa fopra Y antica 
nolìra gente * Più cofe ancora avrei potuto dire , ma il tempo 

ed 

Ci)L. 2, i 



7$ Saggio fopra i Veneti Primi. 

ed il comodo neceflario manca vami , e poi altro che accrefcere 
le congetture non fi avrebbe fatto , e quelle forfè troppe fono 
anche in prefente . E' vero che tutta la fcienza noftra in altro 
non confitte che in fuppofizioni , pure è neceffario rendere que- 
fte meno zoppicanti che fia poflìbile, almeno perchè durino fino 
a tanto che altre congetture , non nuove , ma maneggiate in al- 
tra forma le fcaccino e prendino il loro porto ufque ad tempns , 
Oltre ciò le fuppoflzioni fin' ora addotte credo che divcrfe fiano 
in gran parte , o contrarie a quelle da altri in tal propofito 
fcritte ; comunque però fiano le fi danno folo per quel che val- 
gono , per fogni fé fi vuole , o per sfoghi di fantafia tormenta- 
ta dall'ozio. Ora paffiamo a defcrivere il paefe abitato da' primi 
Veneti , continuando poi dopo in fuccinto la Storia de' medefi- 
xni dall' Epoca de 5 Galli che nuovo ordine di cofe introduce In 
Italia , fino a quando diventarono prima Sudditi , poi Cittadini 
di Roma» 




C A, 



Parte Seconda. 7P 

CAPITOLO IL 

Dell* antica Venezia Tenebre e Marittima . EJìenJtone di ejja, 

e Prodotti* 



Illa ubi laetis intexìt Vìtìbus Vlmos , 

Illa ferax Qle<s efi : ìllam experìare colendo 

Et facìiem pecorì > & patientem vomerìs unci . Georg, ti 

Veneùa quo fere traffu Italia mollitfìma efi. Fior. lib. j.eap. j, 



01 fiamo così vani che ogni cofa ci offende per ideale e fan- 
tattica che fia purché fi fofpetti che ella poffa detrarre alcun 
poco a quanto ci appartiene , fia pur anche quefto immaginario 
quanto fi vuole e di neffuna importanza . Si contefe alcuna vol- 
ta tra li Dotti per limitare 1 confini antichi di un popolo g\k 
eftinto , e di cui né meno il nome più rimaneva , con quello 
fteffo impegno col quale avrebbonfi difefe le proprie campagne 
contro un Ricco prepotente che averte voluto ufurparle . Ma e i 
Dotti ancora ion vani , e forfè forfè crefce la dofe dell' amor 
proprio in proporzione di quanto fi sa , o Ci crede fapere . Non 
è lontano quel tempo nel quale alcune Città di Romagna, o gli 
eruditi figli di quelle , menarono un rumore terribile , e fino a 1 
Tribunali ricorfero , ( i ) niente più che per il nome di un anti- 
co fiumiciatolo , che a niente ferviva , e che da più fecoli è già 
dimenticato . Così T erudito Maffei ebbe a piatire non poco al 
fuo tempo con gli Eruditi Brefciani per fi (Tare i limiti occiden- 
tali dell' antica Venezia , o per dir meglio dell 1 agro fuo Verone- 
fe . Lafciando a parte però ogni idea di partito in tal propoli- 
to , pare a me che egli da fuo pari abbia trattata la quiftione , 
e per quefto io qui riporterò alcune delle fue rifleftìoni fopra 
tal cofa , aggiungendovi alcuna congettura che a me pare poiTa 
ancor meglio decidere la quiftione per elio . 

Non fi penfi però che io creda o voglia foftenere avere i Ve- 
neti ne' più rimoti tempi , o di poco inferiori al loro arrivo oc 
cupato in Italia tutto quello fpazio che forfè tenevano dopo la 
icefa de J Galli in quefta . Troppo irragionevole farebbe tale pre- 
tefa , pkciol tratto avendo accolto ne' vecchi tempi ogni più ce- 
lebre popolo , ed al rovefeio di ciò che veggiamo a* noftri gior- 
ni numerofiftìme fi ftavano in angufti confini le genti antiche . 

Per- 

( i ) V. Bianchi , Amati ec. fopra il Rubicone . 



8o Saggio fepra I Veneti Primi. 

Perciò io direi die forfè folo ài Timavo e da cpueflo fino affi 
Medoaci , o fino a' colli Euganei , fi llendeffero da prima i Ve- 
neti . 3 ma poco fempre dentro terra ; che però il folo angolo vi- 
cino al mare abitaffero anche quando erano i Galli padroni di 
quafi tutta T Italia tranfpadana , io non lo credo . Se furono 
gì' timbri e gii Etrufchi gli abitatori primi di quella Regione , 
e fé i Veneti furono fecondar] e vennero. dopo , quelli avranno 
occupato fol tanto paefe quanto o ne avranno potuto togliere a 
<que' bellieofi popoli, o da quelli ad effi ne farà flato ceduto co- 
me avveniva alle volte tra le vecchie nazioni . E fecondo T ufo 
poi di frequente feguito -dalle genti arrivate dopo in un paefe già 
abitato , fi faranno polii nella parte piana dello flelTo , ritiran- 
dofi invecchi abitanti nelle parti più interne e mediterranee . Do- 
po l'arrivo de 3 Galli , e dopo che effi fi fìirono lìabiliti in que- 
lla parte d' Italia , più non fi nominano Umbri , -né Etrufchi 
nella parte della Venezia al mare proffima , né in quella più in- 
terna , e verfo occidente fituata j per cui pare che a poco a pò* 
co e nel lungo fpazio di tempo corfo dalla venuta de* Frigj a 
quella de* Galli , crefciuti i Veneti abbiano Coperchiato molti del- 
li vicini , e lentamente abbiano eflefo il loro potere fulle proffi- 
me Provincie polle al loro Occidente . Si potrebbe anche fuppor- 
re che quando arrivarono le terribili ^Galliche Orde ( e ciò forfè 
fia più probabile ) innatefe in Italia , vinti da quelle e fugati 
al Ticino gli Etrufchi , e da tutto il paefe efpulfi , dai timore 
addottrinate e dal pericolo le varie genti che abitavano la Regio- 
i:r detta poi Venezia , polle in obblio le antiche gare , tutte 
infieme faceffero caiifa comune , onde refiftere al comune ne- 
mico . 

Certamente odio ed avverfione pare che ci fia fiata quafi fem- 
ore tra gli Itali ed i Galli folo talora operando di concerto quan- 
do li Romani diventarono comuni nemici di tutti . GV Itali in 
progreilb di tempo iì potevano confederare grimi con gì* altri qua- 
fi come connazionali , ma i Galli erano riguardati come invafo- 
ri , come llranieri , e barbari , temendofi molto il loro numero , la 
loro ferocia , e la lor arditezza . Egli è perciò facile che una le- 
ga comune uni (Te infieme Umbri ^Tofcani y Pelafgi , e Veneti per re- 
filiere a' barbari prima fatti padroni di tutto Y odierno Piemon- 
te , e Milanefe , poi a poco a poco così innoltrati anche oltre 
Pò, che chiufa aveano la Venezia da ogni parte , divifa , e ta- 
gliata fuori dagr altri Itali rimalìi liberi di là dall'Appennino « 
Ma fé il nome de' Veneti prevalfe agi' altri e rimafe folo , per- 
duti quelli e dileguati del tutto , dir conviene che quelli i più for- 
ti foffero ed i più eflefi ; e fé Seryio confiderò. Mantova come 

fat- 



Parte Seconda; §r 

fattura in parte de' Veneti; e fé Plinio diffe che fola tra le tran£> 
padane aveva frappato il giogo Gallico ( I ) , pare che fino & 
quella Città fi follerò innoltrati i Veneti anche prima delle irru- 
zioni Galliche , -e perciò ben addentro e ben lungi dalla primiera 
loro filiazione. Se Mantova non era de' Galli , né meno Vero- 
na lo farà fiata , e fé il Mincio per la prima fu forfè il termine 
delle conquifte de* Celti -, il Chiefio per la feconda avrà pure divi- 
io da quelli i Veneti e -gì' altri popoli con etti rimafti liberi fi. 
no al mare Adriatico. 

Premetti quefii generali rifletti vediamo cofa abbia detto il Maffel 
(2) per provare che al fiume Chiefio terminaiTero le conquide de* 
Celti, e perciò la fua Verona a quefii mai fia fiata foggetta . Pi;, 
nio , egli dice (3), che certo aveva veduto quegli autori che noi 
ora ignoriamo, de' Veneti riconofee Belluno, Afolo, Oderzo A* 
dria , Padova , Efte , Vicenza , tutte Città mediterranee dettratz 
Adria 1 Ma che Plinio attribuisca le Città fuddette a' Veneti for~ 
fé con ragione riflette moderno Erudito che non prova gran co- 
fa , poiché può egli aver parlato fecondo erano le cofe al fuo 
tempo , quando altra divifione di popoli e di provincie erafi gìk 
introdotta in Italia . Più per quefto è da apprezzarli il pattò di 
Polibio riportato dalMaffei, il quale raccontando come difeed in 
Italia i Galli avevano fcacciati gli Etrufchi , nota poi il paefe 
dove ogni Gallica gente fi era riffa ta cominciando da Torino e 
profeguendo verfo 1' Adriatico . I Lebecj , dice egli, fi allogarono 
ne' primi piani alla parte Orientale del Pò ; dopo di etti fi p fe- 
ro gli Infubri i più poflenti di tutti; poi UCenomani prejjb il fiume: 
ma i paefi che fujfeguono fino al mare da altra gente più antica che 
Veneta chiamano , inabitato (4). Dunque egli non folo da tutti i 
Galli diflingue i noflri , ma moftra ancora che non abitavano 
lungi dalli Cenomani che fabbricarono Brefcia , e che il fiume 
divideva quefte due genti . Quefto fiume poi crede lo fieffo Maf- 
fei che fotte il Clefum o fia Chiefio , che feendendo di Val Sab- 
bia e pattando al Ponte di S. Marco , dieci miglia di qua da 
Brefcia , e trenta di là da Verona , corre neir Olio ♦ 

Tomo I. L Sem- 

( 1 ) Mantua Tufcorum trans Ta- Venetorum autem ^itefle , .Adria * 

dum fola reliqua. Plin. *Afolum , Tatavium, Opìtergìum >Vi* 

Et a Tujcis & a Veneti* venìt . cetia , Bellunum . I. $. e. 18. 

Scrv. (4) Mcolunt Cenomani ; de Inde 

Mantua dives Avis ,fed non gè- quod fuperefl fpatìum ad\Adriatìcum 

nus omnibus unum. Virg. finum alius populus longe antìquìf- 

Q2) Ver. III. 1. 1. 2. fimus obtinebat $ Veneto/ vocant \ 

( 3 ) Rhoetorum &* Euganeorum Ve* 1. 2. 
Tona* Plin. 



S.z Saggio fopra i Veneti Primi. 

Sembra che lo fteiTo Polibio ciò confermi , .dove in altro luo- 
go racconta , come i Romani in una delle lor guerre contro i Gal- 
li , avendo levato il campo dalla foce dell' Adda in Pò , dopo 
di.verfe marcie , e contramarcie , valicato il Chiefio vennero nsl 
paefe de* Cenoni ani ( i ) , poi da 3 luoghi proffimi a* monti calarono tra 
o.l * Inftibri . Neil' agro Cenomano entravafi come pare pafTands 
quefio fiume, perciò oltre il medefimo , verfo Oriente ed il ma- 
re , il paefe apparteneva a' Veneti , che lo fteffo Polibio aveva 
già deferirti come proffimi al fiume (2) . Tale fuppofizione viene 
confermata dal moderno Storico Eftenfe , olTervando egli , che le 
marcie ed i giri che fecero le truppe Romane in allora , e dopo 
che avevano fofferte varie percoffe da' Galli , erano dirette a por- 
tarfi in paefe amico per trarne foccorfi , ( ed amico appunto era 
quello de' Veneti ) e poi precipitare , come fecero , nuovamente 
adoffo a' barbari . In tale occafione le Legioni fi pofero al Min- 
cio , perciò pare che fino a quello , più bado cioè verfo Mez- 
zodì , arrivaffero i Veneri , come più a Settentrione fino al 
Chiefio ? Altra giudiziofa offervazione fa il Maffei , cioè che 
quando balenò l'Evangelica luce fopra la Terra , li fucceffori de- 
gli Appofloli , i Vefcovi pofti in ogni Città , tanto per lo più 
eitefero la loro ipirituale giurifdizione quanto eftendevafi il ter* 
ritorio civile di quelle ; ed è per quefio che ora tanto diverte 
fono le giurifdizioni Ecclefiaftiche dalle civili , che quali mai ac- 
cordano infieme fé fono antiche le prime , perchè quelle di fpef- 
ib , e quelle ài raro , andarono foggette alli vpraci capriccj de' 
Principi , ed alle difeordie de' popoli . Di confimile offervazione 
fi fervi pure non è molto Y Amati (3) intorno alli confini di 
alcuni popoli dell'Umbria , e vie più comprovolla con autentici 
fatti . Ora la Diocefi Veronefe fiendefi fino al Chiefio , e da 
ignoto tempo fino a queir acqua fi eilefe . Altri argomenti poi 
riporta lo Scrittor Veronefe con i quali cerca ribattere quanto 
dicono o fembrano dire in contrario Tolomeo, Livio > Guidino , 
il primo de' quali evidentemente prova effere a noi arrivato cor- 
rottiffimo » 

Ma lafciare non devo la prova che egli trae dalla fomma di- 
verfità delle lingue, che palla tra le genti fituate di là e di qua 
dal Chiefio , tra li Brefciani ed i Veronefi , i primi parlando 
in afpro fuono come gl'altri Lombardi 3 li fecondi pronunciando 

come 

(1) là. U 2, Conful Cornei* caflra pofuìt ., inde 

(2) Infubres cum Cenomanis fu- mit tendo in vìcis Cenomanorum ec* 
per amnis Mincius rìpas confederunt: Liv. I. 45?. 

infra eum locum quìnque M» P. i?> (5) Del Rubicone. App. 7. 



Parte Seconda • 



% 



róme i Veneziani , cioè tifando il dialetto di Vicenza 1 ? p dt Pa- 
dova , e di Venezia < Probabiliftìma cofa fi è che tutti i cosi 
var/ odierni dialetti Italiani , ed i diverfi modi di pronunzia- 
re le voci di quelli ,< derivino e fieno nati dalla diverfa foggia 
di parlare e pronunziare il. Latino , quando egli era eftefiy e fi^ 
gnoreggiava per tutta l'Italia o E ciò pure non da altro ebbe ori- 
gine che dalla natura diverfa delle lingue , nelli diverfi cantoni 
Italici ufate prima che univerfale 5 e fola diventale la Latina . 
Certo è che Umbri i Tofchi , Liguri 3 Greci , Veneti 3 e Galli 9 
e fant* altri diverfi popoli fpaffi per la Pènifoia noftra ,- diverti 
dialetti ufavano * e mi ricorda tal cofa avere Prifciano dopo Pli- 
nio ( i ) ofiervato i che nelle varie Città d' Italia variamente fi 
pronunciava il Latino . L' afpro fuono pertanto , gli oltramon- 
tani dittonghi, le cupe confonanti ufitatiffime tanto da Brefcian? ^ 
che dagl* air ri Lombardi abitatori di que' paefi che già furono 
de' Galli f ignorati affatto dalli Veronefi , rnoftrano certo diver- 
iìtà di origine 3 Celtica vale a dire ne' primi e Veneta ne' fe- 
condi . E per verità ilGallicifrno fecondo l' offervazione del Maf- 
fei, fi manifefia nello ftefib nome di Brixia colla definenza in iti 
così famigliare a' Galli, come lo dimoflrano , fé non erro, i no- 
mi dì Beorix i Vivcìngetorix ed altri da loro tifati» Pare per quello 
che fopf a Verona mai non poneflero quefti le griffe , e in confeguen- 
za mai non paffaiTero il Chiefio . Dal citato Armati (a) fu fatta 
la fielTa offervazione anche in Romagna , dove generalmenre i 
montagntioli delle Diocefi di Sarfina , Montefeltro ed altre pro- 
nunziano, e parlano come i Tofcani , mentre nel Cefenatico } Ri- 
minefe , ed altri vicini Luoghi accentano come in Lombardia « 
Ma appunto per quefti piani , fino al mare fletterò Boi e S enoni $ 
e ci fletterò lungo tempo 5 ma non mai fcacciarono dall'interno 
montuofo paefe gl'Itali che vi fi mantennero fempre , fino al tem- 
po de* Romani < Così la parte fteffa dell' odierno Brefciano rivol. 
ta al Nord non fu da Galli occupata 3 ma in effa fi ritirarono 
gli Etrufchi e vi fi ftabilirono col nome di Reti , Breuni , Ca- 
mmini , Triumpilini ed altri , e fino ài tempo di Livio quefti 
mantenevano ancora, benché corrotta , 1' antica lingua , (J) la 
quale poi fi perdette affatto col mefcolarfi che fecero con popo- 
li Tevvtoni e C^\ ti ci , benché per altro ancora confervi della dì- 
verfità da quella nella Brefciana pianura coftumata < 

Fu pure in antico dalli Romani porla un' iicrizione pretifo al 

L 2 Ghie- 

(i) 0, a!ìqu<eCivìtntés Italia noti ' (2) App- 7* p* 4$. 
habebànt y tede Viìrìio \ & leco ejus (3) r Hih?l pr<eterr fonum litigati 
ponsbant V, de litt. I. i# nèQ ipfum incorruptum . liv. I. v 



$4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Chiefio , ed a nome di tutta la Venezia fu quefta innalzata in 
onore degli Imperatori allor regnanti , che efifte tuttavia nel- 
la Chiefa di picciolo villaggio detto Mondamfa fotto Bedizoh fi- 
tuato , poco lungi dalla regia via che corre, e Tempre corfe an- 
che ne 1 paffati fecoli , tra Brefcia e Verona . 

DoD. NN. V A L E N T I N I A N O 

ET. FL. VALENTI. DIVINIS . 

FRATRIBVS. ET. SEMPER 

AVGVSTIS. DEVOTA. VENETIA. 

CONLOCAVIT. 

Riflette II Maftei ( i > che per edere quefta lapida ftata poiT& 
nel primo Vico, che fi prefentapaffandoil fiume, a nome di una 
intiera provincia, fembra indicare appunto che colà foffe il prin- 
cipio della provincia medefima {a). 

Al Chiefio dunque pare fecondo le addotte ragioni , che il Ir- 
mite foffe della Venezia antica verfo Y Occidente , e più baffo 
poi (tendendo verfo Mezzogiorno : io direi che il Mincio abbia 
continuata la divifione , e fegregato ¥ agro Veneto da' campi 
Gallici . Che Mantova foffe de* Veneti già lo diflì colla feorta ài 
Servio e di Plinio , (2) a s quali fi può aggiungere anche Clau* 
diano (3) che il Mincio pure pofe se* Veneti , e Sidonro Ap- 
pollinare ancora » Per quefto cert* uno dice in Macrobio (4) , 
che Virgilio era Veneto , ma più che tutto quefto mi perfuade 
¥ offervazione che fi può fare da ognuno fulla coftituzione e na- 
tura del paefe intorno di Mantova . Dal Lago di Gardo o più 
veramente dal piede di quelle colline alTauftjro finiate di effo, e 

che 

(x) Ver. 111. L i< fotto 1* indicata Scrizione vi è pure la 

(a) Nella nuova Edir, del Buf- feguente ; 
thing fatta in Venezia 9 fi dice che 

D.D. NN. VALÉNTINIA'NO 

VALENTI. ET. GRATI ANO 

PERPETVIS. PUS. FELICIBVS. SEMPER. AVGVSTIS. 

Parmì Imponibile che ella fia fcap- allora ricevuta la Venezia , per cui 
pata al MafTei. Forfè ella fu un'ag- grata erette fopra una delle prima- 
giunta fatta da* Veneti alfa prima rie vie d* Italia le lapidi traferit- 
quando Panno $67. Valentiniario di- te. 
chiaro Graziano fuo figlio Impera- (2) Plin. 1. 5. e. 15). 
tore , coficchè tre Principi fi pofero Sidon. 1. 5*. Ep. 15. 
allora nelle pubbliche ifcrizionì. Dir O) Claud. IV. Conf. Hon* 
conviene che delli benefici aveflfe (4) Macrob. in Saturn. 



Parte Seconda. % 

che nel Mantovano fi innoltrano un poco , fino al Pò è proba- 
bile che vaftiffimi (lagni , paludi , ed acque copiofe e fparfe di- 
vagaffero in que' lontani tempi dal piede de' colli fuddetti fino al 
fuddetto fiume , e ciò effendo una naturale trincera avevano' i 
noftri a quella parte contro 1' impeto de* barbari . Tra il Ghie- 
fio ed il Mincio fotto il Benaco , è alquanto afpro come dico il 
paefe , per le colline di Montechiaro , Lonato , Pefchiera : r 
e Valeggio . Tra il Mincio ed il Chiefio, e fopra di quefti col- 
li eravi 1' eftefo Benaco fino dentro 1' Alpi , e fotto quefto do- 
po i colli , le paludi , e V acque fparfe dal Mincio , e dair 
Olio fino ai Pò ; per confeguenza dall' Alpi Ketiche fino a 
quefto fiume , era la Venezia rinchiufa e difficile ad invader- 
lì da' Galli , da que' Galli che erano bensì intraprendenti , ma 
che difficilmente refiftevano in faccia agii oftacoli , ( i ) e 
non aveano pazienza per fuperarli . Abbiamo di fatto troppi in- 
dizi nella baffa , e difuguale coftituzione del terreno tra le col- 
line Mantovane , ed il Pò comprefo , e troppo vifibili avan- 
zi di antichi laghi ancor rimangono in quello fpazio da una 
parte all' altra del Mincio fino a Governolo , ( z ) per ren- 
dere probabile quanto ora congetturo . Correa anche quefto fiu- 
me in età lontane per via diverfa in parte da quella che tie- 
ne in prefente T non fcaricando la lenta fua corrente nel Pò a 
Governale », ma colà intorno piegando a Levante fi verfava in pa- 
ludi indefinite , avanzo delle quali fono ancora le vaftitfime valli 
Veronefi di Cerea e Legnago . Qiiefte paludi fecondo uno Scritto- 
re Mantovano avevano comunicazione colle paludi Atriane , e 
prima di arrivare a quelle , il Mincio confondeva forfè le fue 
acque con quelle del Tartaro , ed ecco perciò come da per tutto 
i Veneti erano afiicurati e difefi. 

Si potrebbe anche aggiungere , che i Mantovani , avvegnaché 
da più fecoli feparati affatto dalli Veneti , e commifehiati e con- 
fufi con i Lombardi, pure ancora ufano un dialetto men' afpro e 
rozzo de r proffimi Brefciani , Parmegiani , e Milanefi , non han- 
no tanti fuoni acuti , o voci fifehianti come quelli, così che ìem- 
bra confervino ancora alcuna traccia dell' antica origine Itali- 
ca o fia Veneta , e non Gallica . A ciò potrei unire anche una 
rifleffione dello Storico Eftenfe (3) , la quale quafi dimoftra che 
pur dopo la celebre giornata di Canne Mantova nulla avea che 
fare co' Galli . Egli volendo dimoftrare che i Veneti non fi fiac- 
carono dalla Romana alleanza né meno dopo quella fatale feon- 

fit- 

(1) V. Polrb. 1. 24 Governolo. 

(2) Bertazzolo del foflegno di (?) Aleni pag, 60. 



Bó Saggio fopra i Veneti Primi. 

fitta da 5 Romani {offerta , mentre tutti i Gallici popoli qui into- 
no favorivano Annibale , offeiva leggerli in Livio (i) che vaif 
prodigi fucceffero in più luoghi , i quali toflo furono fatti fapere 
a Roma fecondo il coftume . Tra quefti , due fi dicevano acca- 
duti uno in Mantova ¥ altro in Adria . Come quefta da' Galli 
certo non eran poffedufa , nemmeno quella lo doveva effere , poiché 
così non effendo, neffun penfiero fi avrebbero prefo i Gallici fuoi 
cittadini di far fapere a' Romani tal cofa ,- e quefta anche intefa 
per altra via da quelli, non avrebbe fatto alcun colpo i né avreb- 
bono procurato di efpiare folennemente il miracolo, come dice Li- 
vio che fecero , anzi ne avriano goduto come di un malagurofo 
prcfagio contro i 'loro nemici < Sembrami pertanto che le mie 
congetture a quelle del Maffei unite appoggino alquanto quelle, e 
pollino rendere fufficientemente probabile che il Lago di Garda , 
il Chiefio i ed il Mincio foffero i termini della terreftre Venezia 
In antico 5 cioè al tempo de' Galli , ma fempre venti tre fecoli 
prima d 5 ora < 

Ma i Breiciani Eruditi fdegnati contro il Maffei , in vendetta 
prolungarono i limiti de 3 loro Cenomani quafi fino a Padova , ap- 
jpoggiaiìdofi fpezialmente fopra uri paffo di Livio che per verità 
è precifo e difficile da ribatterli - Quefti per altro oggetto parlan- 
do delli fuoi Patavini racconta, come dovevano fempre ilare ali* 
erta ed armati per tema de projjìmi o confinanti Galli (2) . Que- 
llo paffo di uno Storico nazionale fu in paffato affai dannofo a 
poveri Veneti, che fi vollero in confegnenza confinare in ftrettif- 
fimi limiti , togliendo loro Vicenza e Verona e le profiline regio- 
ni , e dandole a barbari * Il Maffei a dire il vero non troppo fé* 
licemente fi fciolfe da un tale intoppo f ed io non so fé po- 
trò feiogliermene meglio di lui * Nulla oftante fi offervi in prima 
che Livio dice Galli in generale, non nominandone neffuna gen- 
te o Tribù in particolare , che già è noto che erano molte e di- 
verte . Si offervi pure che egli fteffo i Galli Cenomani confiderò 
come i più piccioli tra tutti i Celti difeefi in Italia * dicendo che 
Una fola fqtiadra di efiì aveva l'Alpi paffàte , e che col favore de* 
primi venuti fi era ftabilita in parte del Brefciano e Cremonefe 
(3). Come dunque coftoro poterono innoltrarfi per tanto tratto, 
ed arrivare qùafi fino alle Lagune ? Dal Chiefo a quefte lo fpa- 
zio non è picciolo , e poi fpeffi e frequenti fono i fiumi e rifpet- 
tabili 3 che io tagliano , e canali 3 e correnti , ed acque in forn- 
ica 

( ì) Lib. Ì. 4U (3) Mìa jub'mde manus C enoma* 

(2) Semper auterrt eos in atmìs norum Elitovio Duce *veftigia prio<* 
Mcoló Galli Unebant * Liv# 1. io. rum feruta ec. id. 1« ?. 



Parte Seconda. %y 

ma copiofe, le quali allora più libere e divagate correndo, dove-* 
vano facilitarne la difefa a'iuoi abitanti , ed impedirne l'ingreffo 
agi' efterni nemici . Sappiamo che generalmente da* luoghi di ac~ 
ceffo difficile gì' Itali non furono efpulfi . I Veneti erano certo li- 
mati in modo che affai difficile fi rendeva Y affalirli nei proprio 
paefe , oltrecchè nelle montagne che alle fpalle ftavano del loro 
paefe abitavano i rifugiati Tofcani , da' quali è probabile che in 
principio ritraeffero foccorfi contro il comune nemico . Il nome 
delli Cenomani fi eflinfe per intero dopo che il paefe fu da' Ro- 
mani occupato , come offervò pure il Maffei , non così fucce- 
dendo agi' Infubri , e ad alcun' altro Gallico popolo , per cui fi 
conofce che picciola era quefta gente , e forfè fu per tal caufa , 
che al rovefcio de' loro compatrioti alcuna volta fi veggono ob- 
bligati da' Romani ad agire contro gl'altri Galli , per territorio ? 
e per ricchezze poffenti . Ma fempre farà vero , poffono rifpon- 
dere , che lo fteffo voftro Livio allogò in un cantone proflimo 
al mare i vofìri Veneti . ( i ) E' più che vera tal cofa , ma egli 
tali li deferive in un tempo anteriore ad ogni Celtica irruzione 
in Italia, quando tutto l'interno paefe era tenuto da Tofcani . 
E poi egli flefìb avendo prima detto , che gli Euganei avevano 
fcacciati dal paefe pofto tra il mare e V Alpi , anche prendendo 
tale fpazio dall'Alpi Baffanefi , le più vicine al Padovano , da 
quefte al mare , ed al Timavo il tratto non è così meschino da 
dirfi un cantone. Non avrebbe egli forfè intefo per l'angolo del 
mare , tutto il feno che quefto forma dalle foci delli Medoaci 
fino al Timavo ? Oltre quefto non Veneti ftavano , come è no- 
to , ma Giapidi ed Iftri : fotto quelli non più Veneti abitava- 
no , ma Tofchi in Adria (2), e Pelafgi in Spina; perciò il folo 
lido chi sa non abbia intefo deferivere V antico Storico dalli Ve- 
neti tenuto , fenza poi impacciarti di quanto quefti dentro terra 
fi dilatavano ? Se egli aveffe preveduto che i pofteri fuoi non fi 
degnavano di aver de' Celti per Avi , egli che forfè n' era al- 
trettanto fchivo , fi farebbe (piegato più chiaramente. In fine la 
più forte rifpofta che fi può fare a quella obbiezione Liviana fi 
è , che 1' autore parla è vero di Galli proffimi a Padova , ma que- 
fti non erano Cenomani, ma bensì Senoni , o Boi, o Lingoni . 

Qiiafi duecento anni durarono le guerre tra gì' Itali e Galli , 
e quefti non tutti in una volta , ma a varie riprefe calarono in 
Italia e vi fi ftabilirono . Dopo che ebbero acquiftata la regione 
rifpetto a noi Cifpadana , e fi furono ftabiliti nel paefe da Tori- 
no 

(1) Omnia Tufcis .... Excepto colunt mari, Lìv. 
Venetorum angulo qui finum cìrcum* (2) jLdriaTufcorum colonia . Lì*/, 



88 Saggio fopra i Veneti Primi. 

no al Chiefio, vennero a cercare pane e terra, prima 1 -Boi, po- 
icia i Lingoni , i quali trovato già occupato lo fpazio fuddetto 
paflarono per la prima volta il Pò , e fi fidarono al fud de' Ve- 
neti, nell' agro Bolognefe , e fu ciò che di afeiutto poteva eflervi 
allora nell'odierno Ferrarefe . Vennero in feguito i Senoni ultimi 
di tutti (i), ed ingroflarono oltre Pò il numero de* primi , con 
i tjuali fi fermarono alcuni anni prima di tentare nuove conqui" 
Ile anche dentro V Appennino , dove fi erano ritirati gli Italia- 
ni . Ora quelli Galli per noi transpadani , furono quelli appunto 
come vedremo che difìruffero Spina ed abballarono Adria , con 
feorrerie continue infettando il paefe tra i rami del Pò compre- 
fo. Dunque è chiaro che affai vicini fi erano fatti all' agro Pa- 
tavino ,, o a quella parte di elfo fotto li Medoaci polla , poco 
diflante fé non contermina all' agro Adriano , perciò di quando 
in quando potevano fare o tentare beniffimo delle incurfioni fopra 
del primo , feguendo il loro colìume • Si deve anche notare , 
che li Boi e Senoni erano delli più poffenti tra i Galli d'Italia., 
all'oppoflo i Cenomani corneggia dirli non furono mai tali , ma 
lo farebbono bene flati fé daBrefcia fino a Padova il foiTero elìe- 
C. Quelli lungo il mare quafi fino ad Ancona tutto il paefe pof- 
ledevano , e dalla parte di Adria avevano perciò facile il paffo 
adoffo a' Veneti ; poiché con tutto che ci foflero i moltiplici ra* 
mi del Pò 3 v'era dell' afeiutto ed eflefo terreno, ferace, ed abita- 
to, come fi dirà parlando di que' luoghi in particolare, e poi le 
Spina ed Adria rovinarono , potevano per confeguenza moleftare 
anche li Padovani a quella vicini , e con il loro territorio pro- 
babilmente uniti . Parmi dunque che quella Ila la più naturale 
fpiegazione del .paffo di Livio , e che ella tolga i dubbj più vol- 
ti eccitati fopra di elfo . Dovetti allungarmi alquanto fopra tale 
quiflione, non potendo fare altrimenti , per dilucidare il limite oc- 
cidentale dell'antica Venezia; ma per gl'altri farò più breve, 

A Mezzogiorno io credo , che in parte le paludi Mantovane 
e Veronefi , indi il Pò fino al mare foflero i naturali confini di 
quella regione . E' da oflervarfi avere alcuno pretefo che la foce 
Limite di quello fiume ne' tempi lontani o in quelli della edificazione 
\Aujìr«k.ài Spina potefle effere nel fito dove ora il Taro fi fcarica in e£» 
fo . Supporlo così per ora ; effendo calati in Italia i barbari cir- 
ca a fei fccoli innanzi all'Era corrente , è probabile che a queft* 
epoca per gli interramenti ed altre- caufe il fiume aveffe prolun- 
gata la foce fino alla Secchia , o fia che intorno a quello luogo 
egli ,terminafle il corfo fuo innalzato , e dopo fino al mare di- 
ra- 
di) Reewtìjfimi ftdvenarum* id. 



Parte Seconda, %> 

♦vagaffe per mezzo ad immenfi Ragni , che tratto tratto occupa- 
vano quanto afciutto terreno ora efifte da quello punto nel Du- 
cato Mantovano, fino all' Adriatico . Ecco perciò come da ogni 
parte la Venezia rimaneva chiufa e difefa da fìranieri invafori^ 
ad Occidente e Mezzodì avendo paludi e fiumi e laghi grandit 
fimi , all' Oriente il mare ed i monti , e quefìi al Settentrione 
ancora . Quanti popoli non vediamo noi nella Storia in grazia, 
della propria fituazione rimanere intatti e liberi in mezzo a po- 
tentiffimi e civilizzati Imperj ? Non fi {accia dunque cafo che i 
Veneti ifteffamente abbiano potuto tali confervarfì in mezzo a' 
Galli , giacché le locali circoftanze del paefe rendeva facile ad 
elfi tal cofa . Che fino al Pò arrivafle V antica Venezia lo ab- 
biamo anche dal vecchio Geografo Scilace Cariambdeno, il qtfa- 
le fcrifle che tra Veneti correva 1' Eridano ; e fi offervi come egli 
pure dopo i Galli mette quelli , confiderandoli per confeguenza di- 
vertì . Strabone , Claudi ano , Properzio , e fino ne' baffi tempi 
Caffiodoro -, tutti pongono quel real fiume nella Venezia ; cofa 
pure accennata da Tacito quando dille che Oftiglia ( grolla Bor- 
gata fui Pò ) era un Vico de' Veronefi , e tute* ora dipende da 
quefti neil' Ecclefiafìico , benché nel politico fia a Mantova fog- 
ge* t a per cambio o vendita fatta in altri tempi . Finalmente ba- 
di il dire che Silio quafi Padre delle Venete genti chiamò t 
Eridano ( i ) . 

Dalla parte di Levante probabilmente Y antica Venezia arriva- £• - 
va al celebre Timavo , fino da tempi rimoti e primieri , ed ^n^Orkntakl 
teriori ài molto a quelli ne a quali fi «eftefe fino al Chiefio ed al 
Mincio . Che i Veneti fi fletterò da prima al Timavo lo fuppofi 
altra volta colla feorta di va rj autori , tra i quali Ammiano Mar- 
cellino diceva che Venete foleva V antica età ( 2 ) chiamare le 
montagne , che terminano a quello fiume , e da Levante, e da 
Greco chiudono V odierno Friuli , Giulie poi dette al tempo de* 
Romani . Strabone medefimo , almeno come vien tradotto da 
Caufobono , fino a Pola , perciò oltre il Timavo allunga de' pri- 
mi Veneti , e degl* litri il tenere , e Venanzio Fortunato deferi- 
Tomo L M ven- 

(O Voft Callos gens efl Veneti ex ordine gentes . Sii. Italie. 

rum amnìjque Eridanus in ipjìs . Veneto Eridano . 

Scilax in Periplo. Claud. 

Ergo qu<e trans V aduni funt Ve Quantum 

netì incoimi & Ijìri ad Volam uf Hìfpanis Venetos dijjìdet Eridano ì 

que. Strab. 1. 5. Sic Veneto /lagnante Vado . 

Veneti^ predicabile; . . . ad </£u- Propert. 

jìrumKavennam l&Tadum contingunt . ( 2 ) Radices *.4lpium Julìarum .... 

Cafiod. 12. 24. Venetas appellabat antiquhas. 

Huic pater Eridanus Veneta qua I, 51. e. 16. 



5>o Saggio fopra i Veneti Primi, 

Tendo i monti inferiori del Friuli Venete balze li chiama ( j) , 
Ma già molto prima di quefto facro Poeta nativo di Valdobia- 
dene nell'alto Trevigiano , o di S.Salvadore fecondo altri , Sa- 
lace , e Scimno da Chio, facevano i Veneti confinanti con gì' 
Miri , e Marziale Euganeo aveva chiamato il Timavo , e Fri- 
gio lo avea detto Claudiano , il primo forfè alludendo come difìì 
ancora alla dimora ivi fatta dalli Tofchi-Euganei , o prima o 
infieme con i Veneti ; il fecondo alli Frigj-Trojani dopo arriva- 
ti . (2) Per ultimo fé in tempi ignoti i Veneti poffedevano al 
Timavo un Tempio celebre , ed una Selva dedicata al loro Dio- 
mede , e in effa avevano particolari riti , e cerimonie di religio- 
ne come vedremo altrove , a quel fiume dunque arrivava il loro 
paefe, e nel loro paefe era quel fiume. 

Sembra però che in un qualche tempo ( di cui è perduta ora 
la memoria ) i Carni popolo Alpino e feroce fulle proffime bal- 
ze ftabilito , aveffero efpulfi i Veneti da tali luoghi , oppure rè- 
io il paefe proffimo al Timavo disabitato e folingo perchè {og- 
getto a continue depredazioni. Plinio di fatto parlando di Aqui- 
leja fabbricata aliai dopo dalli Romani non lungi da quel fiume* 
e di qua da effo , dice che fu eretta fopra il terreno de' Carni ; 
(3) Ed anche Strabone fcriile lo fteffo . (4) Fu contefo molto 
anche fopra tal cofa , rria fenza perdere il tempo , fi può vede- 
re da quanto accennai brevemente fin' ora che alli Veneti certo 
appartenne quefto tratto di paefe , e folo può edere flato tolto 
ad efli in progrello da' Carni , Iflri , o altri Alpini , come me- 
glio in progreffo avremo occafion di vedere . Agl'Alpini poi lo 
tolfero i Romani , che vi fabbricarono appunto Aquileja per op- 
porla alle irruzioni de' barbari , e dopo fu di nuovo ricongiunto 
alla Venezia <> e nel baffo Impero la Città fuddetta divenne in 
certo modo Capitale di tutta quella regione. 

A Settentrione fé folo a pie dell' Alpi che dividono l' Italia da' 
r- Lmute popoli Germanici arrivaffero i Veneti , o fé entro anche a que* 
^/e. m gioghi fi foiTero innoltrati io non faprei decidere . Credo però , 
che in qualche parte vi fi foffero introdotti , non fopra Vicenza , 
e Verona , o .almeno affai tardi , ma dalia parte dell'Alpi Sel- 
limeli 

( 1 ) Wc Venetus faìtus campeftrìa Tlnygìi numerantur jìagna Timavì. 

perge per arva Man. I. ij. Claud. I.16. 4. C. Hon, 

Sub montana quidam Cafi.ella per Toft Veneti Junt Rìfirì , &> fkt* 

ardua tendens <vius Ijìer, Scilax. 

Stcut ^qwfajenfem fi f "erte acce/* Veneti JeqttunturTbracesHifìridìBi , 

feris Vrbem . ( 3 ) ^Aquileja colonia , Carnorum 

Verunt. Fort, in yit. Ss, Erma- hìc regio, J. 5. 

gorge & Fort. ( 4 ) Sita efl ^Aquileja extra Ve- 

(2) Euganei ora Timavì, netorum fines , Strab i. 5. 



Parte Seconda. $i 

lunefi , Feltrine , e Cadorine • I popoli Alpini furono in grar^ 
parte originari dagli Errufchi , e da principio poterono effere 
amici de' Veneti > ma in progreffo inferociti dalla natura de' luo- 
ghi , e fors' anche dal mefcolarfì con genti difcefe dal Settentrio- 
ne Celtico o Teutonico , e fatti poveri , e mezza felvaggi dalla 
interrotta comunicazione con gì* altri Italici 3 divennero ai fom- 
mo barbari , rapitori >. ed inquieti . Più volte fi aftraiTero con- 
tro tutta la Romana potenza finché Augurio ir volle ad ogni 
patto foggetti . Eglino danneggiarono perciò fommamente i Vene- 
ti ed a lungo , per cui io penfa ch^ quelli non fi eftendeflero 
né fopra Vicenza né fopra Verona impedindolo quelli, o fé vi fi 
eftefero ciò non fuccedeffe che dopo avere i Romani del tutta^ 
diftrutta la prepotenza de' medefimi ,, e forfè i loro monti afte- 
gnati alle Città più vicine. 

Ma fopra i monti Belameli e Feltrini forfè così" non fuccefTe , o 
perché in quelli penetrarono i Veneti innanzi al tempo de' Galli „ 
o per altra ora ignota cagione . Si può così congetturare offer- 
vando quale diverfità di favella fi trova fopra l'Alpi indicate , da 
quella che fi parla negl' altri monti vicini che quelle circonda- 
no . Nelle montagne al di là della Piave fituate , e ben adden* 
tro nelle provincie Cenedefe , Feltrina -, e Beiluneie il dialetto fi 
mantiene in più luoghi Veneziano quafi o non molto- alterato , 
mentre tutta intorno gì* altri montagnuoli o borbottano ii rozza* 
Friulano , o eruttano 1' afpro Tedefco <, 

Anche il veflito di quelle montane provincie non così barba* 
ro fi moflra come quello dell! montagnuoli Friulani , che molto 
fomiglia in più luoghi a quello delli Maria echi o Dalmati ; e V 
indole pure f vegliata e dolce de' Pago ti , Bellmefi ec. niente fi 
accorda colla cupa ed afpra maniera de* Furiant montanari , o 
colla gravitazione de r Tedefchi , o colla natura vendicativa e 
fanguinaria delli così detti Sette-Comuni , tutti vicini ad elfi e 
contermini . Per verità Belluno- da Plinio è pollo tra li Veneti , 
ed altri vi mettono anche Ceneda , ( i ) ed è graziofa cofa come 
quelle genti quafi fi adirano fé battezzarle fi vuole per Furlane . 
Anche i nomi di alcuni monti verfo Feltre porli , fembrano ave- 
re del Greco , e niente dei Gallico o Germ- n'co : ma di ciò 
parleremo altra volta . Ecco preiTo poco V efteraione diell* antica 
Venezia , probabilmente poco dopo al tempo della feeia de' Gal- 
li , e quanda in un fol corpo o focietà fi riaufìero le varie gen- 
ti nella fleiTa fìiTate . Nel tempo corfo tra quei! 5 epoca e quella 
del dominio Romano in quelle parti 3 in alcun luogo potè el- 
la perdere la prima eilenfione per le imprefe de 3 Galli e degli 

M 2 Ai- 

( i } Pìin* L $» Chivero. ItaL ara. 1. 2. 

V 



9 2 Saggio fopra i Veneti PrirnL 

Alpini ' 7 ma dopo efTere diventata Provincia Romana furono' mol- 
to eflefi i fuoi confini , e grandi appendici vi furono aggiunte 
da più parti. AlF Oriente Giapidi , e Carni in parte furono in ef- 
fa comprefi y Cenomani da occidente , e fino a Ravenna da 
Mezzodì fu prolungata . A Settentrione forfè pure fonimeli! i 
Reti j i Camunni ed altri Alpini , molte dell' Alpi al Benaco 
fuperiori furono comprefe nella Venezia , e forfè per quello fi 
ellefe ben addentro ai Trentrino il dialetto Veronefe o Venezia^- 
no come ora lì vede , ed i termini della Venezia dopo tal epo- 
ca furono all' Adda ed a' confini della Pannonia come fi vede 
negli fcrittori de' baffi tempi ( i ) , e tak rimafe , benché patiffe 
qualche alterazione alle volte , fino alla caduca dell'Impero Ro- 
mano , 

Divenne perciò una delie primarie Provincie d* Italia, e fu di- 
vifa m due, una fuperiore detta l'altra inferiore, da cui ne ven- 
ne 1' ufo di chiamarla in plurale , cioè le Venezie nelle lapidi e 
biella Storia . Tal ufo fi mantenne anche tra li Veneti fecondi 
dopo che ii ritraffero dentro le Lagune , le Venezie chiamando 
quelle , ed egli ancora rimane parlando o fcrivendo in Latino 
ciella noftra Città , come pure nel titolo che ufa darli H Doge 
in tutti gì' Atti pubblici di Duca delle Venezie . Alcun crede , 
vile tal cofa abbia cominciato intorno al IV. fecolo , riportando 
il Grutero (2) alcuna lapida dove fono ricordate le Venezie-, e 
forfè fu allora che fi formò a poco a poco il nome di Venefìci 
per Veneti , col tempo poi mutato ancora in Vini&lani o Ve- 
neziani , giacché il tempo non lafcia mai intatta del tutto nef- 
luna cofa. Curiofo fatto è per altro, che dopo aver fofferto per 
dieci fecoli circa varie e moltiplicate rivoluzioni ; dopo elfere fia- 
ta quella Regione fucceffivamente de' Romani , degl' Eruli , Go- 
ti , Longobardi , FraEchi , e Tedefchi , dopo eiìérfi tolta una 
gran parte de' fuoi abitatori e ricovrata negli eiluarj ; dopo ei- 
fere fiata a lungo foggetta a molti piccioli Sovrani , ed alle con*- 
tinue difcordie di quelli ; per ultimo abbia veduto fortire di nuo- 
vo dalle Lagune qua' vecchj fuoi abitatori , que' veri Veneti in 
effe ricovrati , e rioccupare preeilamente in quafi tutta la prima 
fua ellenfione V antico loro paelè dal Timavo all'Adda . Curio- 
fo Fenomeno florico è pure, che liberi da' Galli , volontariamen- 
te folo , o almeno fenza guerra foggctti per alcun tempo a' Ro- 
mani , afflitti , ma non dillrutti dalli barbari dominatori dì tut- 
ta l'Italia , efiflaho tutt' ora nel loro antico paefe , e fi gover- 
nino 

( 1 ) 1A Vannonla ufque ad *Ad- Veneùó pródìcabììes quondam pie. 
to fiuvìum protelatur . PauI.Diac. n$ nobìlibus ab Pulirò Havennam 
(2) Grut. 455. 4*- Tadumque ec. Callìod. iz. 



Parte Seconda *- $'£ 

nino eolle proprie leggi 3 ed ufanze \ Ebbe pèrcia : gìiifìò motivo 1 
di fcrivere il recente Autore delle Rivoluzioni d'Italia (i) fèfs 
il paefe de' Veneti parve deflinato fino dalle età piti rimote ad aver? 
forte diverga dall' altre provimele dell' Italia e del Mondo'.- 

Diffi che fino all'Adda fu prolungata la Venezia dalli Roma- 
ni unendo ad effa Cenomani ed Or oh) , cioè Brefciani e Bergama^ 
fchi . Ora nella- provincia' di quelli nell'ultimo confine del Mila- 
nefe poco dall'Acida difeofto in una Chiefuola* ftà murata la fa- 
gliente- ifcrizione fecondo- il Maffei: (2). 

VA LE NT INI ANO, 

ET. FL. VALENTI. 

DEVNIS . FRATRIBVS. 

ET. SEM-PER . A VGVSTIS 

DEVOTA. VENETIA. 

GONLOCAVIT.- 

Si vede che molto fomiglia quefta lapida a quella di Bedizoio 
ed ella rimane a Verdel Maggiore l'erra polla fulla via ; che dà 
Bergamo patta a Caravaggio e Crema . Pare che fegni la pro- 
lungazione dall'antica Venezia fino all'Adda , e che onorifica o 
grata memoria fi abbia voluto^ porre airi medelìmi Principi nello 
flefib tempo 3 e dove era il termine della vera Venezia, e dove 
ella finiva colle fue appendici . Pattando da quel luogo pofr 
mente che Verdel rimane circa tre miglia dì qua dàlia Canonica 
dove pafla la via maeflra che conduce a Milano , ed effo reità 
fopra l'altra via fuddetta , ch'è bella, larga, ed a filo corrente 
per lungo tratto , come pure dalli campi \lc\m più elevata . Ta- 
li indizj mi fanno credere che ella ila un' antica iìrada Romana , 
Già tutti fanno quante vie infinite a ve va no* formate i Romani-, 
parte maelire , e parte fecondarle o traveriali che da'/ano comuni- 
cazione alle prime , una con l'altra , o mfiemre univano le Cit- 
tà ,- o da quelle menavano lino alle vie principali fe n' erano di- 
feofte . Poteva pertanto quella via unire Bergamo alla* Colonia 
Cremonefe , e faceva così anche comunicare la via maeftra da 
Aquiieja per Verona diretta a Milano , colla più baffa che per 
Mantova e Cremona correva verfo ics Gallio .- Vegganfi gli Itine-» 
rarj antichi . Óra pure benché non fia ftraàa primaria , Stradone 
la chiamano li paefani , *e come fulk» via maeftra pofèró i Ve- 
neti la prima ifcrizione in onore degli Augnili , così pure mife> 
ro quella fopra l'altra via che attraverfava il paefe loro , nella 
ultima fua eftremitò . Per altro quantunque io fia di avvifo chz 

il 

(7) Denina- I r r, e. 2* (2) Ver, III. in aJi-lt, 



9 i Saggio fopra i Veneti Primi • 

il Mincio ed il Chiedo non abbiano mai oltrepaffati i Galli , 
pure le due riferite ifcrizioni non provano tal co fa per quanta 
a me pare. Non so vedervi ragione perchè li Veneti avellerò fi- 
no a' tempi di Valentinianol. ad avere tanta premura di diftin- 
guere la vera e vecchia Venezia dalla nuova aggiuntavi prima di 
quefto Imperatore ; e parmi non impedibile che eflendo di fre» 
quente pafTaggio ambedue gli indicati luoghi ,. aveffero perciò in 
tutti due innalzata una' pubblica ed al patfaggero vifibile teftimo- 
niaza del loro affetto,, o della loro gratitudine alli regnanti Im- 
peratori . Piuttofto dalla parola devnis . polla in luogo di di- 
vinis. parmi poter dedurre altra prova della diverfità delle gen- 
ti di qua e di là dal Benaco o dal Mincio porte - Dico quefto 
perchè quafi fofpettarei che non per errore dei Lapidario fia fuc- 
ceduto lo fcambio delle lettere , ma per il Gallicifmo confervato- 
fi ancora in que' luoghi anche dopo che il Latino vi fu intro- 
dotto , e vi fi parlava comunemente . Già come ho detto que- 
fto fi pronunziava fecondo la natura dei linguaggio prima ufato 
nel paefe , e fpezialmente dal volgo , e tute* ora colà i ditton- 
ghi in eti e gli v confonanti comuni fono tra Bergamafchi , e 
Milanefi . Oltre ciò non è nuova cofa il trovarli ifcrizioni anti- 
che , nelle quali le voci Latine fona fiate florpiate alla foggia 
del paefe dove furono fcolpite ,. perciò lo fcalpellino può avere 
incifo un e per un i a feconda delia pronunzia propria del luogo . 
Onaììù e* Non è difficile il comprendere che irt molte e molte cofe Y 
"prodotti Italia Settentrionale è preferibile a quella feconda porzione dief- 
d&lt"\ fa che verfo TAurtro fi eftende * Quella benché fotta più tepi- 
anttea j Q e ridente Cielo fituata ,. in pieno fembra atta più a genera- 
Venezia * re f a p nte frutta , e fiori olezzanti ,, e prodotti di voluttà , che 
derrate di neceffità prima , e generi intrinfecamente agi* uomini 
ed alli paefi neceffarj eCbiiognofi . Annibale arrivato nella Cam- 
pania ( i ) rimafe in prima fòrprefo dalla bellezza di queir ame- 
na regione, ma in feguito fi accorfe che l'efercito penava a fuf- 
filiere t perchè più di fiori e di frutti che di biade abbondava * 
La Sicilia per altro-£ì deve eccettuare, la quale con felice unio- 
ne in fé fola raccoglie quanto la Natura fuol produrre ne' climi 
temperai^ per il bifogno > e per il piacere degi' uomini . 

Polibio che viaggiò molto per iftruirii y anteponeva le tranfpa- 
dane pianure ad ogn' altra regione, e con elio in ciò fi accorda 
anche il Greco Geografo (.2). Tutti due oflervarono la ftraordi- 

na- 

( 1 } xAnnìhal hyhernìs locum eh' nis quetm necejfariit fruBìbut * 
cumfpeffaret : quia ea regio prafen- Liv. 1. 22* 

tis erat copi* non perpetua > arbufla (2) Polib. L 2. 
vmetfquei? confata omnia magi s amo? - Quanta Jtt ejus regioni s prafaanùa 

1 * 



Parte Seconda. 95 

naria abbondanza de' vini , e di ogni forte di biada fempre per- 
ciò a vii mercato, la copia degl' alberi ghiandiferi che nudava- 
no flerminata quantità di Porci per li Magazzini militari , e per 
lo mantenimento di Roma ileffa che ne ritraeva quantità di car- 
ni falate, oltre lo fpacio che ne veniva fatto in altri paefi . Po- 
libio ricorda che in ogn' altro luogo pattuivano a parte a parte i 
viaggiatori d'ogni vivanda negl'alberghi 3 ma qui per una piccio- 
la moneta avevafi tutto il necefTario cibo • Ricorda pure Strabo- 
ne che il pòpolo era copiofo , grandi e ben formati gì' uomini , 
Ji Cittadini Romani fuperiori in ricchezza a tutti gì' altri d' Ita- 
Jia , feraciffimi d'ogni frutto i campi , fpeffe grandi e ricche le 
Città, le lane nel paefe raccolte (limate affai negl'altri luoghi ; 
così pure che molta pece fi faceva in quella regione lo iteffo Geo- 
grafo ricorda: cofe tutte che confermate vengono da Plutarco ( i) 
°e da altri antichi Scrittori . Il fuddetto Strabone racconta che- 
affai copiofo nafceva per quelli campi il miglio , grano fano e 
durevole come egli dice , e buono mancando altra biada , e per- 
ciò rariffìme erano le careflie in quella regione . Tacciono però 
gl'antichi intieramente il prodotto del rifo , che pure oggi tanto 
abbonda in tutta l'Italia Tranfpadana , e ciò perchè quella efo- 
tica pianta ancora dall' Oriente non era (lata portata in Europa 
con danno forfè più che con utile di que' paefi de' quali quali 
tutta la fuperfizie ella ora copre. Dica pure ciò che vuole in di- 
fefa del Rifo 1' avidità particolare , V Italia Tranfpadana in pre- 
fente più non è quella in molte cofe che era ne'fecoli Romani . 
L' aere elemento di prima neceffità all'uomo è ora perfettamente 
nocivo in più luoghi di Lombardia , e poco fano da per tutto , 
perchè paludi putenti ora efiftono dove prima era il fuolo afciut- 
to e fruttifero , acque trilli ed impure dove innanzi erano limpi- 
de , nebbie fedentarie dove chiaro antecedentemente era il Cie- 
lo . Così quegF uomini da Strabone e Polibio defcrittì per robu- 
fii e ben formati una volta , ora Impiccioliti e mal fatti (2) > 
innoperofi e lenti vivono poco fani in più luoghi , e men nume- 
rofi anche di quel che erano, non de' Romani al tempo, ma tre 
o quattro fecoli indietro nelli fletti paefi . Con ragione pertanto 
a tale coltivazione troppo diffufa , unitamente a quella de 5 prati 

di 
judicarì poteft ex incolarum frequen- cui/quelita , atque irrìgua fium'mì- 
tìa, urbium magnitudine ac opibus , bus , incedebantur urbibus oEtodenis 
quìbus rebus Romanis ìftbìc habitan- infignibus atque amplìs ad rem ifi- 
tìbus omnibus alììs praftant ltalis .... dujirìa parandam & ad luxum vite 
vini copia doli a arguunt , qudS ex li- par iter comparai is : has Gal li s Tu~ 
pno <edìbus majora conficiunt . fcis ejellìs ec. Plutarc. in CamiL 

* Strab. 1. 5. ( 2 > V. Caffè. T. I. & II. 

(1) jlrboribus regio $mnìs paf- 



>fj$ Saggio fopra i Vcnefi Triml . 

4i marcita , ; ed acquato*'] fi attribuisce la caufa prima della Tpr>' 
polazione della , Lombardia , e della quantità di febbri , fluffiqni , 
ed altri malanni in ella riabiliti , come pure dell' inerzia che fi 
fuol rimproverare agli odierni abitatori di quella. 

La Venezia comprefa in quefto tratto d' Italia partecipava per 
intiero a tutti i pregi della medefima , ma oltre ciò gli antichi 
fecero menzione di molte cofe ad effa particolari e proprie . Scim- 
no Chio antico Greco Geografo della Venezia parlando , e in 
un tempo lontano , diffe , che un milione- , e mezzo di abita- 
tori ella contava. 5 e numerava cinquanta Città, ed era così uber- 
tofa nelle fue praterie, che gemini parti come in Egitto davana 
qgn' anno le Pecore . I Veneti, egli dice, dalia Paflagonia parti- 
ti ftanno difpofti a guifa di circolo intorno al mare ; e fi noti 
qome egli li chiama barbari , dunque non li considerava Greci ; 
continuando poi a dire che vario e tempeflofo avevano il Cielo , 
abbondanti le pi.oggie , fcarfe e di poca durata le nevi, che in efta- 
te a fubitanee procelle era foggetto il paefe (i) , fpeiìb il tuono 
rpmorQggiando ed il fulmine . ; Veriffimo è tutto cjuefto fpezial- 
mente intorno alle lagune nofìre , e nel continente ad effe vici- 
no ed al mare (a.) . Qui né frequenti né durevoli fono le nevi 
nel verno , fé non in cafi itraordinarj , ma bensì frequenti e irti- 
petuofi fono i Nembi eftivi , il lampeggio affai forte, e T annua- 
le mi Cura dehV pioggia fupera di molto quella che. cade nelle più 

in- 

(i) . J e . , . , . , Sìnum ferunt Uenetorum vero funt ad quìnquagìn* 

Hadrìatìcum ta 

MuJtitud'mem barbarorum cìrcumcolere Vrbes in ìlio fìta ad finum ; 

Centum fere myriadibus quinquagin- Quos tranfguffos ajunt ex Tapblago* 

ta quinque ni a regio 

.Regìonem optimam incolentetn aefru* Habìtajfeque circa Hadrìam, 

clìferam. Henetis finìtimi funt Thraces Wftrì 
Qemellos enim ajunt parere fe* pe~ dièli, 

cora, lllyrica poft bdec porrtela terra ec. 
sAer vero dìferepans circa Tontieum Sciirmj Chfj. Orb. defeript. interp. 

mare Erafmo J/inding. P. E. inter Geogra- 

Et fuper ìllos quamvìs exìjientes vi- phos Minores.. Qxoniae ex Theatro 

cinos , Theldoniano ec. 
2fy» enìm nivojus neque va /de fri- (a) Alcun moderno feguendo co- 

gidus , me io credo il Lucio nella fua Sto- 

Humidus vero ajftdue manet . ria della Dalmazia applicò agPIIli- 

Subìtus turbulentufque exìftens admu* rj tali verfi di Scimno . Tutti fi 

tatioh-es più noti e celebri Eruditi , come il 

Maxime JEflatis 5 igneorumque Tur» Pignori a , Maifei , gli Editori d^lla 

bìnum antica Geografia , Cluveiio fteflb e 

Et ja&us fulmìmim , dtclofque] iltic Cellario Principi della fteìTa Geo- 

Tbypbones. grafia vecchia 5 ed altri tutti Tem- 
pre 



Parte Seconda; 



97 



Interne e, medi terranee Regioni della fletta Venezia • Dice il Gre- 
co autore che vario e pronto alle mutazioni era 1' aere , e più 
incollante clima del noftro e nel verno e nella fiate non & può 
trovare : e dicendo egli pure che Tiffoni gli abitanti chiamavano 
le fubitanee eflive procelle , quefla Greca parola che defcrive un 
turbine violento , e infìeme ventofo , pare che accenni le furiofe 
e improvvife procelle eflive dette da noi Garbinate , perchè da Gar- 
bino, o dalla quarta proffima a quello vento fi fogliono diflaccare . 
{a) Pur troppo anche la folgore flrepita di fpeflò , fpecialmente 
Tomo I. N ne' 



pre intefero che Scimno parJatfe de* 
Veneti . Il Lucio uomo dotto sì 
ma non da metterli con quelli, è il 
folo che parli in contrario . Parmi 
anche che badi folo il leggere l'O- 
peretta di Scimno per avvederti di 
tal cofa. Egli prima parla dell ì Oe- 
notrj e degl* Ombri popoli certo d' 
Italia; poi defcrive l'Adriatico, ful- 
le cui fpiagge egli alloga quelli ,* poi 
feguita fubito dicendo finum ferunt 
ec. come fopra ; deferi vendo per- 
ciò i Veneti , barbari da eflò chia- 
mati , che certo (lavano fopra gì* 
Umbri come abbiamo veduto e fui- 
la medefima coda dell'Adriatico che 
egli era dietro a descrivere. Perchè 
aveva egli da faltare di là dal ma- 
re e dopo gì' Umbri discorrere degl' 
Illir) ì Se. volefllmo ora deferive- 
re le code del golfo cominciando 
dalle Napolitane, dovrefllmo certo 
palfare in feguito alle Romagnuo- 
le , poi alle Venete che toccano 
quelle , indi alle Idriane , e dopo 
quelle alle Dalmatìne, ne altrimen- 
ti fi potrebbe fare fe v non rovescian- 
do ogni cofa. E di fatto come dico 
Scimno parla degl' Umbri , poi ac- 
cenna il vicino Mare , deinde e(i 
xAdrianwn mare dicium , injulas con* 
tinet multas ec. indi ricorda le gen- 
ti Italiche ed i Veneti, de' quali a- 
vendo dette le indicate cofe termi- 
na dicendo che agi' Iftri Traci era- 
no vicini , come dì fatti così era ; 
poi fubito aggiunge, Illirica poftb<e e 
porretla terra gentes contimt mul- 
tas ec, dagl' Iftri agli Illirj de qua- 



li aggiunge , che , marìtìmam oram 
intra obtinere ^Adrian : come era 
di dovere , e fecondo la naturale e 
vera politura de' luoghi e de' popoli. 
( a ) Benché fempre fi canzonino- 
gli antichi e fi trattino d' ignoranti 
e difattenti e particolarmente ndlù 
Fi fiche , fé per altro fi efaminina 
le Opere loro fi conofee che fape- 
vano oiTervare con efattezza . Ari- 
dotile nella divifione e proprietà 
degli animali fi modra un' eccellen* 
te Otfervatore ed attento e idruito: 
ed a " propofko de* TifTonì di fopra 
mentovati io ofTervo che feppero di- 
feernere molto bene le diverfe fpe-' 
zie di tem pedeo procelle , poiché 
le notarono didinte e con nomi prò» 
prj e adattati • Tiphon } turbolento- 
vorticofo fuona . Tr<sjìer , infiam- 
mato , igneo . Exbidrìas , acquofo 
largamente o innondatore . Ecne* 
pbias , da nube prorompente e giù 
tutto in un colpo precipitante ec. E 
tutte quelle diverfe procelle alli Me- 
teorologici fono troppo note , o di 
folo vento, o di fola pioggia, o dì 
fuoco folo , o di tutti tre infieme , 
o di nubifraggio , o di altre circo- 
ftanze compofte , quando la natura 
monta incollerà. Meno orgoglio ed 
un pò più di vero ftudio e non fu- 
perficiale ci farebbe de' vecchi pen- 
fare diverfamente. Io poi faprei vo- 
lentieri perché all' Indie Orientali 
comunemente fiano chiamati TifTo- 
ni que' turbini dannofiiTìmi che alle 
Occidentali Indie fono poi detti U- 
ragani , e che imperverfano fulle 

co* 



5>8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

ne* mefi di Maggio e Settembre , quando efcono dal rsare graffi 
nuvoli di tuoni gravidi e di baleni * Ma le Garbinate fcoppiano 
per io più folo nel maffimo eftate , e fono vorticofe e fubitanee . 

Scimno efalta poi la feracità dell'antica Venezia , e in ciò fi 
accorda coir abbreviatore di Stefano 3 però di tal cofa avremmo 
occafione di parlare più avanti ; perchè io credo , che molto 
di ciò che egli racconta più appartengali alla Venezia marittima 
che alla mediterranea . Le cinquanta Città che egli alloga tra li 
Veneti 5 oltreché non fi debbono prendere per tante Metropoli , 
o Città primarie , non devono né meno rigettarli come troppe , 
poiché già fappiamo non effere raro il numero affai grande di 
quelle nelle antiche focietà , molti efempj dandone la Storia in 
PaleAina , in Creta , e in tanti luoghi della Grecia a dell'Ada, 
e dell' Italia : perchè in allora popolo numerofo alloggiava in po- 
co fpazio , difcrete erano le Città per lo più e \non grandi , e 
quefle fervevano al comodo delli territori ad effe foggetti : e non 
come in prefente tutto dalli territori prendendo e niente mai fom- 
miniflrando ad effì , la mina 3 e la de popolazione fono de' ter- 
ritori medefimi . Certo che Tacito , Patercolo , Cicerone , Fio- 
ro, ed altri florida, e deliziofa, e ricca differo la Venezia (i), 
e l'ultimo particolarmente chiamolla una parte delle migliori d' 
Italia , per cui non è ftrano che poteffe poffedere tante Città , 
moltiffime delle quali io credo ora ignote, perchè da rimoto tem- 
po diftrutte , e prima che Roma qui ftendeffe il fuo potere . Noi 
ora ignoriamo le avventure antiche di quello paefe , per quelle 
caufe fteffe che ignota quafi ci rendono la ftoria d' Italia fé non 
In quanto o male o bene ce ne hanno detto i Greci vani e men» 
daci per lo più, ed attento i domani . Un palio di Plinio che 
fi riporterà più innanzi ci farai vedere ^he alcune Città ora igno- 
te ftavano nella Venezia Orientale non lungi dal mare , e /opra 
quell'arco che forma la fpiaggia dell'Adriatico dalle foci del Pò 
fino a' monti dell' Iftria . 

Ma anche dentro terra Città celebri e grandi contava la Vene- 
£Ìa, delle quali a diftefo volendo parlare non fi finirebbe sì pre- 
tto. 

colte Malabaiiche 3 Cìnefi , e nelT che annualmente* navigavano a quei- 
ifole dell'Arcipelago Orientale , e- la parte, o per dir meglio dalli Gre- 
galmente che in quelle del Arci- ci fuccefTori di Aleflandro che dall' 
pelago Americano e falle fpiagge Egitto e dalle terre all' Eritreo vi- 
vicine . Saprei dico volentieri per- cina mandavano navigli a commer- 
cile in Oriente fia inufoquePca vec- ciare nell'Indie, 
chia parola Greca , e fé ella vi fu (i) Venetìa quo fere traélu Italia 
portata da'noftri , o forfè derivi da mollijfìma ejl . Fior. 
quegli antichi viaggiatori Aliatici 



Parte Seconda. $<y 

ilo * Uà qualche cenno farò folo di effe pertanto cominciando 
dalle più interne verfo occidente, ed il confine de* Gallio 

Mantova fi può dire la più mediterranea Città della Venezia *pmfova< 
dalli Tolcani unitamente a' Veneti fabbricata come fi fuppone 
colla fcorta di Virgilio e di Servio , e di Plinio . ( J ) E' della 
commendabile per i' antichità , e forfè per la refiftenza fatta a 7 
Celti anche per caufa della fua pofizione ; fé però nel centro 
della palude fi penfarono fabbricarla gli antichi fuoi fondatori • Se- 
condo il Mantovano Virgilio ricchi e diverfi popoli , Veneti cioè 
ed Etrufchi, abitarono quella in principio, e come Padova van- 
tava Antenore per fondatore , cosi pure Mantova voleva per tale 
riconofcere cert' Geno > Etrufco Eroe , che fé è lo fteiTo che Bianore altro 
Eroe da etto mentovato nelle Bucoliche r ne moftravano il fepolcro 
quelle genti , e forfè il veneravano anche molti fecoli dopo * li 
noto Epigramma di Catullo ( colonia colonia ) chi sa che non 
parli di quefta Città come pur credette il Oliverio , benché il 
MarYei non ne fia perfuafo . Certo la vicinanza a «Verona , il 
lungo Ponte , (2) V acque fangofe e torbide dove a capo in giù de- 
fiderava il Poeta gittare cert' uomo , pajono circostanze più ad 
effa adattabili , che alla picciola ed ignota Terra del Vicentino 
detta Colonia . Mantova però ne* tempi Romani non fece gran 
figura {a) . 

Dalli Tofchi- Euganei 3 da 3 Tofchi-Reti , e da 5 Veneti forfè co- 
me credea il Panvinio , Verona fu fondata, o ampliata , e qua-^™^' " 
le rifpettabile efiftenza anche in antico godeffe , lo provano le 
maeftofe ruine , che ancora conferva , la tetti monianza de' vec- 
chi fcrittori , e Y opera tanto pregiatole del fuo cittadino Maf- 
fei . Di fatto Strabone mafjima chiamolla , grande Marziale, ric- 
ca Tacito . ( 3 ) Nafcevano nell' alto fuo territorio le rinomate 
uve Retiche , tanto care a Catone , e lodate dal Greco Geogra- 
fo , da Virgilio, e da Plinio , e fornmamente da Caffiodoro. Il 

N 2 vi- 

(i ) Ocnus . progreffo, che al detto di quello an- 

tatidicó Mantus & Tu/ci filìus tico • Così pure non s' intende dire 

amnis in fénfo affilato che ella da Galli 

Mantua dives avii , fed non genus non fia (lata occupata in principio, 

om -lìbiti unum, (3) Verona quoque Urbi maxima: 

l^amque [epuicrum incipit appare- bis minerei Mantua ec, 

re Bianoris • Sirab. I. 5. 

(2) Detuoìongum mietere Tontem» Tantum valet fuo magna Verona 

(a) Anche 1' autorità di Servio Catullo * 

intorno a Mantova Veneta io prego Quantum parva fuo Mantua Vir~ 

che fi prenda in fenfo difereto e gilio. 

più fi appoggi a quanto altrove dif- Marciai. 

fi ' ed ceca (ione verrà di dire in Tacir. [lift. 1. S. 



ioo Saggio fopra i Veneti Primi. 

vino di effe dopo il Falerno era da ceri' uni confiderato il mi- 
gliore , e forfè nel vino odierno di Val Pollicella conferva!! delio 
fteffo una memoria . ( i ) Lavoravanfi anche nel Veronefe delle 
coltri pregiate , probabilmente colle lane del territorio medefi- 
mo, Marziale dice che quefte lane fortivano dalla Regione chia- 
mata Elicaonia (2) 3 perciò pare che una qualche parte del Ve- 
ronefe portaffe un tal nome ; e fé ciò è vero , un nuovo argo- 
mento le ne può ritrarre per efcludere i Galli dal paefe , poiché 
voce pura Greca ella fi è quella e propria anche di certa parte 
del Padovano come vedremo . Greche voci trovanfi foventi nelli 
nomi dell' antico paefe de' Veneti, e mai contefo ad cffi fin' ora 
da neffuno che io fappia . E' però vero che alcuni Padovani Scrit- 
tori il appropriarono tali verfi , al più concedendo che con le la- 
ne Patavine o Eilenfi lavoravanfi poi le coltri nel Veronefe , il 
che potrebbe effere , ma non avendo Dato alcuno per credere il 
Veronefe affatto privo di un tale prodotto , fi può fenza teme- 
rità fupporre che di luogo Veronefe e non Patavino , o Ateilino 
parlò il Poeta . Il prodotto delle Lane conviene oifervare che 
era univerfale per tutta l'Italia in allora , perciò non veggo ra- 
gione per privarne i Veronefi , che poffedevano terreni propriif- 
Timi per elfo , fpecialmente verfo il Pò . Pare che Silio Italico 
accenni eifervi ilate nell'agro Veronefe delle denfe e belle ielve di 
Pini (3) ; e già fappiamo da Polibio e S tra bone che frequenti 
Querceta coprivano tutti quelli paefi interrotti da campi , e da 
prati , che abbellir dovevano il paefe rnedefimo fenza danneg- 
giarne né l'aere , ne la coltivazione . Se riforgelTero vedrebbero 
le felve degl'Acerri , de' Cerri , e de' Pini mutate in bofehi di 
ìalici paluftri .Anche il mele era copiofo nella pianura Verone* 
fé vicina al Pò ^4) , ma di tal cofa dovrò parlare in altro luo- 
go . Io accenno e non più tali fatti , e lafcio del tutto in 11- 
lenzio le prerogative proprie di quella e dell'altre Città riguardo 
a fabbriche 3 e cofe fimili , perchè a diffufo fi poflbno vedere 
ne' proprj autori , e folo noto fuccintamente i pregi campeilri 
per dare un' idea-di ciò che in paffato fece tanto ftimzre la Ve- 
nezia e metterla al pari delie migliori Provincie d'Italia. Vicino 

al 

( 1) Et quo te Carmine dicam (2) Ccdices mìttit ubi docla ter* 

Abietica i ^ ra C attilli 

Vìrg. ^os Elicaonia de regione fumus • 
In Veronenft Rhaiica Falerni* tan- Mart. 8^. 

tura a Virgilio poftbabit a. Plin. ($) Tum Verona jìtheft circum* 

Var. J. 12. Ép. 12. fiua undique folers 

| In radicibus Montium Vinum 2\/;^- oìrva coronantem nutrire favent'ra 
ticum quod laudati s Italia vi vis non Tihuht. 

videtur cedere. Strab. 1. 4. (4) Vìin. il io. 



Parte Seconda, 101 

al Benaco eravi tin Borgo affai groffb Ardelica chiamato , dove 
abbiamo memorie di un Collegio Nautico ( i) o fia di barcaiuoli 
in effo efiftente , che navigavano il Lago , come pure di una 
felva vicina detta Litana , il qual vico , e la qual felva {lavano 
proffìmi alla moderna Peschiera . Più alto , e fopra Verona fta- 
vano gli Arufnati montane genti della Val Polliceli a , che stili 
proprj e terranei Dei avevano dedicate le vette di alcuni loro 
monti . 

Antica sì , ma piceiola anche in antico fu Vicenza , in un y im i$^ 
territorio però fondata affai ferace in ogni raccolto , ed in frut- 
ta così faporite che non cedono a quelle de' colli Napolitani , 
( 2 ) La pietra tenera che ora ff adopra molto nella ftatuaria , 
pare che folTe nota anche a Plinio ( 3 ) , ed ora pure nelle Colline 
di Vicenza fi offervano antiehiflìmi fcavi di quefto marmò , che 
formano volte ed antri tanto fpaziofì , e da così grotti pilafìri 
foftenute che meritano FoiTervazion de' curiofi . Cerere e Bacco 
e Pomona regnano poi fulla fuperficie di que' colli > e di que' 
piani . 

Una delle più celebri , e delle più popolate Città non folo fu 
Padova de 3 Veneti , ma di tutta l'Italia. Non folo fu ella tslcfóffrnrfr» 
a' tempi Romani , ma molto più alto ancora in giorni ofcuri , 
e rimoti . Di effa parla due volte Strabone (4) , e con termini 
tali , che dobbiamo di neceffità averne un' alta idea , e dedurne 
in confeguenza che i Veneti ne' quali ella era comprefa forma- 
vano in Italia una {ocietk ricca e numerofa . Dice il Geografo 
che opulente fu Padova e commerciante, piena di popolo e fioren- 
te per le bell'arti , e quel che è più per il buon cofìume . Mol- 
to trafficava con gì' efìeri e con Roma di panni , vefthi , pre- 
ziofi tape ti , e ganfapc credute effe re le nofìre Felzate moderne 5 
il tutto lavorato colle lane proprie , e territoriali . Sappiamo già 
che ilimatiflìmo era il vello delle Pecore Patavine , come lo era 
pure quello delle pecore Adriefi ed Altinati proffìme all' agro Pado- 
vano *. Già tutti gli Italici antichi badavano attentamente alla 
coltura dell'Ovile, di modo tale che le Itale lane fi anteponeva- 
no alle Afiatiche ffeffe . Le Venete e quelle delle Regioni prof- 

fime 

(1) Ver. I!!. 1. io. miliìum mi Illa . Mukìtudo etìammer- 

(2) Etenìm modico Municìpio vi- cium quas Roman* mìttunt Vatavini 
res . Tacit. I. 8. ad mercatum > tum aliorum velìimen- 

(3) Venetìa albus lapis forum, oj! '2 ndunt quantum {91 viri : s &> 

dentata ferra fecatur . Plin. òpibus ea Vrbs polkat r Pata* 

(4) Vatavìum omnium ejus re* vìum e» qUct fiunt pretiofi tapetes , 
gionis urbium excellens , in qua ajunt id genus ve/ utraque fuperficie villo* 
nuper cenjosfuijfe jo.viros equeftres • fa vel unica, 

& ar^i quit us ad bella mittebat 20. Strab* 



io2 Saggio fopra i Veneti Primi, 

fime generalmente venivano lodate per la bianchezza , e tal une 
per la mollezza , come quelle proffime al Tanaro per Y ottime 
nero naturale, che inoltravano . Tanta attenzione avevano a ta- 
le prodotto , che Varrone rammenta T ufanza de' Tarentini di 
pafeere le loro greggi coperte , e veftite , perchè la lana non fi 
firacciaffe negli fpinaj , non perdeffe il morbido , né fi fporcaffe . 
(i) La quantità di eftefi prati , che in confeguenza di un gufto così 
generale ( ignota aiiora effendo o troppo rara la feta ) doveva 
eiXervi per la Venezia tutta, già piana per la maggior parte , e 
ferace in erbe fuccofe come lo è pur ora , rendere doveva van- 
taggi maffimi alla medefima , vantaggi per avventura defiderabili 
anche in prefente . Oltre il rendere anche più ameno il paefe col 
verde fmalto^così agl'occhi amico, e di così grata fenfazione al- 
lo fpirito , più fano 1' aere indubitatamente dovea fare , e la 
bellezza accrefeere delle campagne , ch^ rifalto prendevano dal- 
la interpofizione delle felve che tratto tratto le adombravano to- 
gliendo l'uniformità che tanto annoja (2). 

Ceno che la confufa e denfa piantagione che ora copre ed 
ofeura in più Provincie ogni campo, ficchè fembrano quafi con- 
tinuate felve , e la mal intefa diftruzione de' prati non folo tol- 
gono parte della fecondità a' terreni , troppo fucco eftraendo , 
troppa umidità apportando , e poco Sole animatore concedendo, 
ma più non permettono che 1' aere fia così ventilato come è ne- 
ceffario , e di vapori , e di aliti caricandolo più del bi fogno , 
in confeguenza meno puro egli diventa e meno elaftico . Dica 
pure ciò che vuole WPriefleley in favore della denfità delie piante 
intorno le cafe ? che di grandi eccezioni io fon di avvifo che 
abbifogni una tale opinione. 

Qiiefte lance manifatture degli antichi Patavini è da notarli*, 
che fi mantennero in riputazione, o per dire più giufto riviflero 
dopo più fecoli allora quando fi rimifero in libertà gì' Italiani 
dopo ceffata l'autorità degli flranieri in Italia. Furono (limate 
dopo il mille . le fabbriche di panni in Padova , ed ottime leggi 
aveva fatto quel Comune in tale propofito , e tutt' ora le poche 
Pecore di quel territorio fono belle , e fono coperte di bianco 
vello, dimoftrando tal cofa che ora pure fi avrebbe colà un co- 
sì utile prodotto fé ingorda brama di più prefìo guadagno non 
avelie generalmente diftrutte le praterie » Pare a me che lo ftef- 
fo Virgilio accenni nelle Georgiche la generale coltura del greg- 
ge 

( 1 ) SimUtter facìendum in Ovibus ( 2 ) Cìans quam larga copia in 

pelliiìs y qu<£ propter bonitatem lana! Ouercetìs provenire qitds totis illìs 

pelfibus tnteguntur ne lana inquìne» e ampi s per varia intervalla cernun- 

tur. Varr. 1, 2. e 2. tur. Polib. 1. 2. 



Parte Seconda; 



103 



gè per tutta quanta la Venezia e piana e montuofa , colà dove 
deferivo orribile peftilenzà che aveva difertate le mandre , e gli 
Ovili al fuo tempo per tutta quefla Regione fino alTimavo (f>. 
Per altro anche Giovenale chiamò molliffime le pecore Patavine , 
( 2 ) e Marziale lodò la denfità de s drappi , che così forti 3 e da 
triplicato filo erano tefluti , che appena colla forbice potevano 
tagliare (3) . Il Latino Geografo Mela ricca pur egli ditte Pa- 
dova (4) , e l'altro Greco Geografo già citato fcrivendo , che 
venti mila fuoi cittadini aveva ella potuto antìcamante inviare 
alla guerra , ci mofìra quanto il fuo territorio ed effa anche pri- 
ma de' Romani doveva effere popolata. 

Non fembri Arano un tal numero ( che con alterazione 
manifefta in molti Codici è fcritto per cento e venti mila ) 
tratto da un paefe che per dire il vero non doveva effere molto 
eflefo , fé da una parte aveva le lagune , e dall' altra V agro 
Aitinate, Ateftino , e Vicentino , poiché lo devo ripetere , noi 
ora non abbiamo idea della popolazione antica di cui la prefen- 
te non è che un' ombra . Innanzi de' Romani nudriva 1' Italia 
tutta uno (terminato numero di abitatori , numero che la fteffa 
più fcrupoloia critica non potè mai rigettare , né la prefente fof- 
fiflicheria mettere in dubbio . Divifa in moltifììmi Stati oguno 
di effi formicolava di uomini , poiché il vitto frugale , la vitalabo- 
riofa , 1' ignoranza^ di infinite profeffioni diftruttive perchè ozic- 
fe ed inutili , la 'hcììltk ne a matrimoni perchè non gravofi , le 
Donne attive , tutte cafalinghe , tutte laboriofe , tanto le Prin- 
cipelTe quanto le villanelle ; l' ignoranza di quella Maffima , ora 
tanto feguita , che il non far nulla fia onorevole , e chi nien- 
te fa fia nobile ; lo flimarfi più un coltivatore che un togato , 
anzi il coltivatore , il togato , il nobile , il capitano , effere 
una perfona fola , e così pure villano , o per dir meglio citta- 
dino e foldato effere tutt'uno , e la vanga e la fpada non ma- 
neggiarfi da perfone diverfe , né quella dover faziar quefta , e 
queftà opprimere quella come in prefente : il non effervi alcun 
Regno o Stato troppo eftefo , né immenfi tratti di terreno , 
adetti , e poffeduti da una fola Famiglia (5), la ragione , l' in- 

tereffe 

{1 ) Tum f dai aerias aìpes ... (5) Veliera cum fumant Tatavi* 

. . . . isn Japìdum arva Timavi na multa trìlices 

^unc quoque pofl tantum vìdeat , Ut pingue sTu ni cas ferra fecare potes. 

defertaque regna Mare. I. 14. Epigr. 14$. 

Vatorum , {?> 7onge faltus lateque- (4) Urbiumqu opro cui a maribabU 

vacantes : tantur opulentSmafunt , ad finìjlram 

Hic quondam morbo .... Tatavium K 4ntenoris . Mei. I. u. 

(2) Euganea quamtumvis molllor ( 5 ) Latifundia It ali am verdi derunt . 

ji&na. Juv. 1. 8. Plin. 



ic4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

tereffe di Stato r non di un folo , non di pochi, ma di tutti , 
la religione v il coftume , la morale rifpettata^ ubbidita, prati- 
cata , favoriva non folo la popolazione , ma ¥ accrefceva ed au- 
mentava di continuo , e metteva fovente in neceflità di inviare 
altrove Colonie in cerca di altre terre, (i) Polibio, 1* efatto Po- 
libio , ci lafciò la raffegna diftinta delle truppe dagl* Itali una 
Volta adunate per caufa di un Gallico tumulto ; raiTegna , il 
cui numero viene confermato da Fabio Pittore che fu contempo- 
raneo , e da Plinio , e che afcende a più di 700. mila uomini 
fenza i Romani con i quali parlavano li 8oo* mila foldati (2)- 

E notar fi deve che tutta quella vafta porzione d' Italia tra ¥ 
Appennino e l'Alpe chiufa , e da Torino fino a Mantova efte- 
fa , cioè T odierna Lombardia e Piemonte , con buona parte 
della pianura Romana fino ad Ancona, non entrava in quefta di* 
numerazione perchè occupata da' Galli nemici . Di fatto Polibio 
fteffo ftupiva che Annibale con foli 20. mila uomini aveife ardi- 
lo affalire tanta moltitudine in Italia Affata ; ma Annibale f pe- 
lava tutto ne' foccorfi de' Galli , e nella mala contentezza degli 
Itali riguardo a' Romani . Qual numero d' uomini non perdette- 
ro i foli Etrufchi contro dì Roma ? Quanti il Sannio e l'Italia 
meridionale ? Le Greche Colonie di quefta armarono tal volta 
tanta gente che venti delle maggiori noftre Città non potriano 
ora farlo , ed i Tiranni di Siracufa , che neppur tutta la Sicilia 
avevano, ciò non ottante mantenevano più truppa di quante po- 
trebbero mantenerne ora molti Principi odierni che quattro volte 
più paefe poffeggono . Finalmente nafta offervare che quelle arma- 
te colle quali i Romani foftennero guerre così lunghe e mortali 
con li Àffricani, e rovefciarono i Regni Macedoni , Aliatici , e 
Je Greche Repubbliche , e ,v infero gii Spagnuoli , i Galli , ed i 
Germani , ed Illirj , e Pannonj , tutte di Itali ^rano formate , 
benché ¥ Italia a Roma fatta loggetta probabilmente doveffe ef- 
fere decaduta affai nclF antica ma popolazione . Si può vedere 
in àììotti Autori tale materia difenda e nazionali , e ftranieri ; 
ma da quel poco detto fin' ora fi può anche comprendere non 
efiere né Arano né imponibile che una fol gente de' Veneti abbia 
potuto armare venti mila foldati , in un tempo nel quale ogni 
uomo era foidato perchè ogni uomo era cittadino . 

Ma in Strabone abbiamo altra prova della grande opulenza e 
popolazione di Padova , raccontando egli che cinquecento dell' 
ordine Equeftre fi numeravano in effa , numero di nuovo con- 

fer- 

(ì) Et aufus efl Hnnnìbaì ec. PTiii. xìlììs , atque etìam fine tranfpadanis 
( 2 ) Hddc eft Italia Diis facra , qudS Equitum So. mi/Ha , peditum 700. miU 
Gallico tumulti* fola firn externh au- Zìa armavìt* P/in. I. j. e. 20, 



Parte Seconda; 105 

fermato là dove parla di Cadice nelle Spagne , numero che egli 
fteffo confetta che neffuna Città d'Italia poteva contare , e che 
dopo Roma rendeva Padova tra tutte le Città di Italia una del- 
le maggiori e delle più rifpettabili (i). Plinio dice in una fua 
lettera che per effere Cavaliere Romano fi richiedeva uno flato 
di 400. mila fefterzj . ( 2 ) Non ho che 1' Hotman ( 3 ) il quale 
tratti del valore delle antiche Romane monete, e fecondo il di 
lui computo la fomma fuddetta equivalerebbe a 3571. oncie di 
argento 3 le quali valutate fecondo l'odierno noftro valore , da- 
rebbero circa 25600. Ducati correnti . Città per confeguenza, la 
quale conteneva cinquecento famiglie poffedenti una tale facoltà , 
doveva certamente effere ricca molto e facoltofa. Abbiafi poi ri- 
guardo al valore del metallo in allora , e all' altro ordine di 
perfone che in ogni città efifteva , ed era detto de* Decurioni , 
per effere de* quali era neceffario un patrimonio di cento mila 
fefterzj , e fempre più fi conofcerà che Padova era affai rifpetta- 
bile , e perciò rifpettabile doveva pur effere la nazione dove effa 
efifteva . 

Ricorda Marziale V agro Patavino tutto di viti coperto e ri- 
camato di pampini (4) come lo è pur ora , e tal cofa mi ri- 
corda il detto di Strabone , ch^ tanta era la copia del vino a 
quelle parti, che nelle cantine le Botti parevano Cafe per la gran- 
dezza . Pare che deferivi quelle vafte Cantine che oggi pure ed- 
ltono nel Padovano e Vicentino . Aveva anche Plinio offervato 
ufarfi ne* campi Tranfpadani Botti cerchiate di legno(5), mentre 
era ufo delle meridionali contrade il porre in vafi dì terra o di 
altra materia il Vino . Ufavano pure in quefte per trafportarlo 
Otri di intere pelli di Capra formate , tale ufanza mantenendoli 
ancora in più luoghi del Regno , e della Romagna , e tutte 
quefte cofe dimoftrano la diverfa quantità che fé ne raccoglieva 
da una parte e dall' altra . 

Opitergio ora Oderzo chiamato fu Città fufficiente ancor eiCàOpitergfo 
nella terreftre Venezia, e fi refe celebre per la disperata fedeltà de* 
fuoi Cittadini verio di Cefare . Pare anche che al marittimo traf- 
6co foffero dediti gli Opitergini anche per la vicinanza alli eftua- 
Tomo I. O rj, 

(1) Vrbìum earum mulùtttdine cU (j) Hott. de Re Num.Pop.Rom. 
nsiurn non videtur ulli cedere . jLu* ( 4 ) Tiflaque pampineis vìderas 
divi igitur nojìra atate cenfu h abito arva jugis . 

acquando cenfos fuijft ii.vìros Eque* Mart. 

ftres Gadhanos : quod nullius vel /• Polib. 1. 2. 

'talìcdc urbis cenjos fuijfe proeter Va. (5) Circa *A!pes tignili vajts con» 

tavìnos ♦ Strab. I. 3. dunt chctilijque cmgunt , 

(2) Plin. Ep. 41. Phn. 1. 14. 



io6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

rj , ed un tempo la Città loro doveva edere adorna di fabbriche , 
poiché frequenti marmi ed altre anticaglie li diiìbtterrano nelli 
fuoi contorni . Fertile agro la circondava , e fuddite ad effa , 
credo che fodero r Alpi vicine (i), poiché, almeno ne* tempi Ro- 
mani , portavano il fuo nome . Una volta fu trovata nelle fue 
macerie una flatu'a di Balbino affai grande e di fino marmo, ed 
una ifcrizione efifle ancora in cfla , che ci moftra in Opitergio 
efiftente, come forfè lo era in tutte le Città, l'ordine rispettato 
delli Auguftali. (2) 

DECK. AVGVST. 
OPITEPvGINOR, 
T. ENNIO. PL 
ANCO. (3) 

Concorm Non m °J t0 J un gi <*a quella eravi Concordia affatto ora diftrur- 

dia," *a , ma che Città di qualche riguardo deve eflere fiata e per V 

ifcrizfoni molte che di effa efiftono , e per la fertilità del fuo 

picelo, territorio , e per la vicinanza delle Lagune che farla potevano 
commerciante . Più da vicino a' monti Tauri fiani eravi Acelo no- 

Fe/tn/t. m [ nsito da Plinio, ed oraAfolo chiamato, dove pure fi diffbtter- 
rano alle volte antiche memorie , e dentro i monti poi {lavano 
Ceneda , Belluno , e Feltre . La feconda di quelle da Plinio è pò- 
Mellunum&z nella Venezia , (4) ed effa infieme con V altre due da alcu- 
no (5) fi crede fattura de' Reti Etrufchi ; Feltre , e Belluno fi 
riportano come de' Veneti per 1' offervazione altrove fatta fopra 
il dialetto ufato in que' monti , ma quella è una congettura , e 
nient' altro. Fu trovato in Belluno un antico Sarcofago, fopra il 
quale oltre effervi fcolpita la caccia di Meleagro , eravi poi in- 
cifa la feguente ifcrizione (6): 

C. FLAV. HOSTILIO, PAP. 

SERTORIANVS. LAV. LAV. PE . Q^. R.M. 

SIBI. ET. DOMITIAE. T. F1L1AE 

SEVERAE. CONIVGI. INCOMPARABILI. 

V. F. 
rPIirOPEI, XAIPE. OPELICIAEI. MNHMaN. (7) 

che 

<t) F lumen Liquentia ex monti» (4)Fenetorum„.Bellunum* Plin» 

bus Opìterginis* Piin. (5) Cluver. Ital. antiq. 

(2) Boaifac. Stor. di Trevig. (6) Bonifac. Stor. p. 17. 

(3) Extat in pariete Monialium (7) Vigila fatare Montìbus Jem. 
Opiterg. per memor . 



Ceveta 



Parte Seconda. zoj 

che fi riporta perchè ella ricorda il piacere della caccia Tempre 
vivo in que' luoghi . Niente per ora io poi dico ne di Aquile/a ,. 
né di Aitino , e d* Adria e Spina , perchè quefle Città più api 
partengono alla Venezia marittima , che alla Terreftre , e nien- 
te pure di Efte, perchè di efla fi farà ricorda parlando de' Colli 
Euganei . Niente in fine di alcune Città difìrutte , e che forfè 
appartenevano a' Veneti , perchè anche fopra quefte poche paro- 
le faremo del Timavo parlando » 

La Venezia fu anche celebre prefTo gli antichi per li molti rTitrmr.La^ 
e grandi fiumi che affai commerciante e ferace la rendevano ,. e le ghK 
mediterranee Città fue facevano comunicare con egli eftuarj e 
con il mare , e perciò un vivo traffico dovevano mantenere in 
tutte le diverfe parti della medefima , e tra li popoli tutti in ef- 
fa fiifati . Dicea Virginio che amene per le alte Querele che le 
adornavano erano le ripe dell'Adige, della Livenza * e del Pò; 
(i) cofa da Ovidio, da Sidonio , e da altri pure notata > (2) 
alcun de* quali rimarcò il canto e Io ftrepito degli uccelli in mez- 
zo agl'alberi- denfi e verdeggianti che bordeggiavano i fiumi del- Mhefts « 
la Venezia (3) - Io mi immagino perciò che lungo a quelli vi 
fodero delle felve frequenti fé non continue , e macchie , e ro- Pa(ium * 
vi , e fpinaj predo alle fponde più ba(Te , tra le quali dovevano £/ ^ m ;^ 
fpanderfi e rigirare Tacque delle piene , e con ciò rompere la 
corrente , e men frequente danno arrecare a' campi coltivati , eFilìaven- 
più interni . Forfè per tale oggetto Ci volevano imbofehite le vi- tum, 
cinanze de' fiumi ,. (4) e per non avere con elfi il difpendiofo . 
e femore incerto contrailo degl'argini . Lucano ricorda il Pò là Sl!iS ° 
dove ei dice che per ordine le Veneti genti marciarono al foccor- ^^^ r } 
{odi Roma, (5) efpreffione che fembra indicare che diverfi e divifi 
non folo di abitazione , ma fors' anche di nome foffero i popò- Tana* 
li che la Venezia abitavano , benché in quel tempo tutti Veneti rwa~ 

O z chia- 

( 1 } Oualis aerió Lrquentia fiumi- Ceru/eus , & Velox ^ithefu } tar* 

na ciTCUm dufque meatu 

Sive Tadi ripes , jLthefim fmi prò- Mincius , inque novem confurgens 

pter amdenum ora Tìmavì 

Confurgunt geminò Ouercujr inton- Infuhant omnes profugo. 

faque Còlo Caud. vi. Cònjf. Hon. 

jLttQllum capita. Ò* J ubi 'ime ver- (5) . . * . rìpas viride* y amnem- 

tice riutant . que quereli* 

Virg. Georg. JLridanum impkrat , fiìvamque fé* 

(2) 6*r fatus Ligure s Venetofque roribus aucìam* 

eryffior amnìs (4) Quorum ripa torique fajfint 

Magna voce ciei t frondentibusumì- Oiternis Acermfqm ISletwr/àus ve- 

da rìpis . jtiebantur . Sia. A\ ui. !. 1. ep. 15. 

Colla levant pulcberTicinusìsn >Ad- (5) Huir 'PfiSer Eridanus \Venet*- 
dita vi/ti que ex ardine gentes . l'harfeir 






ioS Saggio fopra i Veneti Primi. 

chiamati , e quefto fofTe derivato dalla varietà delle colonie iù 
prima ftabilite nel paele come congetturai altra volta * Laghi 
eftefi e noti elidevano pure in quella Regione , tra i quali il Be- 
naco ora detto di Garda , Tonde del quale da Virgilio furono af- 
tomigliate a'flutti frementi del mare (i), e le cui acque da Ca- 
tullo furono Lidie chiamate per caufa degli antichi popoli , che 
intorno ad elio fi (lavano . La coltivazione degli aranci e de* ce- 
dri fulle fponde occidentali di quefto lago che tanto celebre ora 
lo rendono , io credo che fia ben vecchia , poiché veggo che fi- 
no del quattrocento ella era in fiore , riportando il Maffei una 
lettera fcritta da perfona di quei fecolo , nella quale fi parla di 
quelle piante colà fiorenti fino da quel tempo, perciò molto pri- 
ma introdotte . Non fono però niente iflrutto fopra tal cofa . 
Per ultimo troppo fi dilungareffimo fé di ogni cofa aveflìmo a 
parlare che notabile fi era nell' antica Venezia ; perciò parlando 
a dire alquanto de' Colli Euganei e del Timavo termineremo 
con quefto la definizione fuccinta che di quefta legione fi è pro- 
curato abbozzare . E que' colli , e quefto fiume credo bene de- 
feri vere , perchè mi pare che abbiano molta corellazione coli 1 
antichiflìma ncftra ftoria come fi vedrà in progreiTo. 
Co"* m Se il baffo piano di quefto noftro paefe, anzi di tutta la Lom- 
Botanti* Cardia , il piano m' intendo dell' Alpi al mare diftefo foffe una 
volta profondamente fepolto fotto Y acque marine o fluviatili , 
come io m'immagino che fia ftato ; allora i primi abitatori di 
quella parte della Venezia fi faranno fidati fopra i colli che ih 
tffo efiftevano > fopra i colli agl'antichi noti col nome di Euga- 
nei • Mi venne alla fantafia alcuna volta che i primi Ahorigìni 
di quefto tratto di paefe comprefo tra la foce delli Medoaci , e 
dell'Adige, dopò effere difeefi dalli monti più elevati e più lon- 
tani , cioè dagli Appennini , quelli colli innanzi ad ogn' altra 
parte abìtafTero> e follerò Umbri o altra vecchia gente qui pene- 
trata . La Regione d' intorno bada già di tua natura , troppo 
ne' tempi rimoti doveva elle re ingombra dall' acque come dico 
del mare , e de' fiumi non regolati > ma nello fteflb tempo ave- 
va quelli monti per Angolare pofizione fituati fotto tepido Cielo, 
e chiufi intorno da fkagai , e kghi , e da g'roffi fiumi , come 1' 
Adige che certamente in antico ne lambiva le falde, lontani dall' 
Alpi fredde e nevofe , prosimi al mare , e feraci ed ubertofi al 
fommo ; perciò fernpre limili effóndo flati gl'uomini , e fempre 
il buono e l'utile ricercando , fé un trattò di paefe come que- 
llo efilteva benché forfè da acque per buona parte circondato , 

non 

(i) fh&ìbits , ifr fremita affìur- Lydia latus undó* 
gens Btnace marino* Georg. 1.2. CatuK 



Parte Seconda* xop 

ìion lo avranno certamente negletto que s primi popoli che la Ve- 
nezia abitarono. Il nome di Euganei che tuttora portano quefli 
colli dopo tanti fecoli che gli Euganei fono fpariti, fi può confi- 
derare come uno di que' piccioli trionfi che alle volte fi danno 
nelle terrene cofe fopra il tempo che ogni cofa diftrugge. 

Alle falde occidentali di elfi flava antica Città Atefìe chiamata, *€t$04 r 
che ora pure non f pregevole efifle col nome di Erte r Si ignora- 
no i veri fondatori della medefima , Euganei-Tofehi , Veneti , o 
Frigj che fiano flati . La voglia di venire dal fangue Trojano 
fece fcrivere delle belle cofe agl'antichi fcrittori di queflo paefe , 
a' quali premeva troppo un tale onore . Le lapidi , i marmi , 
le diverfe anticaglie ivi difotterrate e non di rado , moflrano y 
che non fu mica picciola Città una volta , benché fempre infe- 
riore a Padova, a Verona , ed all'altre Città maliìme della Ve- 
nezia . Aveva il diftinto fuo territorio protetto da Pomona , da 
Cerere 3 e da Bacco , ed una parte de' colli dominava , come in 
altro luogo avremo occafìone di oiTervare . Sembra dimoftrato y 
che il fiume rifpettabile Adige detto correiTe a pie delle fue mu- 
ra , benché in oggi lontano , e tal cofa dovea renderla più ame- 
na ancora e più ricca col traffico per la comunicazione che dava 
ad ella con le Lagune e col mare . Qiiefto groffo e rapido fiu- 
me dodici fecoli prima d' ora dopo Verona , e in certo fuo del 
territorio di quella correva non come in prefente verfo il Forte 
di Legnago , ma verio Montagnana , poi dritto incontro a' colli 
Euganei , ed alle mura di Efte, dove fi divideva in due rami , 
uno de' quali penetrava dentro i colli formandovi la palude Ca- 
lama , 1' altro maggiore portando la piena alle Lagune , ed al 
mare . 

Il Conte Silveftri pofe in chiaro tal cofa anni fono ( i ) , ma 
meglio ancora l'Aleni (2) nella moderna Storia di Efte, e l'or- 
ribile diluvio accaduto il giorno diciottefimo di Ottobre nel 589, 
al tempo de' Longobardi ( 3 ) , del quale parlano più Storici, causò 
una tale mutazione . Quella rovina fu così grande che maiTimi 
cangiamenti e ftrani fece n:l baffo Padovano e nel Polefine , de' 
quali veggonfi ancora gli avanzi, come pure dell' antico letto dell' 
Adige in molti luoghi delle grafie eftenfi campagne . La via cor- 
riera e fabbioniccia che conduce da Montagnana ad Èlle è in 
gran parte il letto antico del fiume , ed ahrove vidi io fteflb 
in que' contorni lotto la terra fpugnofa e fattizia trovarli la fab* 
bla e la minuta ghiaja di fiume . 

Alcuni Storici Padovani 5 tra i quali ilPignoria (4) uomo pei 

ve- 

{1) Palludi Atriarie. Silveftri. (3) Paol. Diac, de reb. Long* 

(2) Aledi * Stor* di Efte» (4) V. Pignoria ed Orlato* 



no Saggio fopra i Veneti Primi. 

verità affai dotto , ofifervarono che la più parte de' colli Euganei 
portano nomi Greci , e nel fuono , ed ancora, almeno alcuni, nel 
fignificato , che alle volte è analogo beniffimo alla natura o qua- 
lità del Monte medefimo . Non Tempre 1' etimologia che portano 
è felice del tutto , e fembrami che molte ve ne fiano di gratis 
data come già fpeffo fuccede in tali cofe : pure avvene anche dì 
naturali . Pare a dir il vero che i nomi di quefti monti abbiano 
molta fomiglfanza alii nomi di fiumi, di luoghi , di monti fteiìi 
nella antica Grecia o nell'Ada Minore elidenti ; di certo radice 
Celtica o Teutonica non credo che moftrino , il che prova che 
tali genti fu quelli mai furono , poiché ne' paefi dove elle abita- 
rono forfè qualche Gallica voce fi può trovare alle volte benché 
latinizzata in progreflo . Eccone però alcuni dal Pignoria e da 
altri offervati , alli quali ne aggiungerò alcun* altro di cui non 
parmi improbabile la Greca origine . 
Cal/awe* Un colie aguzzo ed appuntito, veduto a certa diftanza , Callaa- 
ne ora è detto, poco difcofto da Erte e producente fcelte uve e 
fquifite grofliffime caftagne . Elicaon era il vero antico fuo nome 
co^ne fappiamo da Marziale , che ci fa pur conofcere la proflima 
pianura ad elfo fottopofta , tutta ricamata di orgogliofi tralci ed 
Elicaonia pur detta . Elia è tale anche in prefente . Pare che ( i ) 
egli accenni effervi (tata fu quella coda la villereccia dimora del- 
la Eftenfe Sabina ( 2 ) di cui loda i verfl ora perduti . Dilli che 
un ramo dell' Adige internandoli ne' monti , fi impaludava nella 
valle fulfurea ora Caiaona chiamata , che traccia come fi vede 
conferva fchiettiftima dell' antico nome dato alla pianura Elicao- 
nia * Paffavano poi 1' acque di quei fiume attraverfo i colli ad 
unirli nel Padovano con altre acque . Vedemmo che anche nel 
Veronefe eravi forfè un luogo Elicaonia (J) iftefTamente chiama- 
to - Le caftagne di cui in prefente è ferace quel colle , e così 
note in Venezia , dovevano pur effervi anche in antico , poiché 
Plinio racconta che un certo Correlio Ateftino e Cavaliere Ro- 
mano fu il primo che infegnò ad inneftare i caftagni nel!' Agro 
Napolitano , per cui prefero colà il nome di Carrellane, ftimate 
affai e pofte del pari colle Tarentine , fpecialmente quelle di do- 
pio innefto , fperienza poi fatta da un Liberto erede del medefi- 

y^~l mo 

( 1 ) Sì prìus Euganeas Ckmens He* Vt rofa deleftat , mstìturque poti- 

Ucaonis orai ce primo 

TtBaque pampineis vìderis arva Sic nova s nec mento , fordida cbar- 

jugis , t a juvat . 

Trófer *Ateftin<e nondum vulgata 1. io. E. 93. 

Sabina (2) Atetti, p, 61. 

Carmina purpurea r,ec t amen futa ò) T>{os Elicaonia de regione fu- 

Toga. mus. Marc. 



Parte Seconda. 



in 



mo Correlio (i) . Quelle voci di Elicaon e di Elicaonia troppo Cerro. 
bene fentono il Greco, ed Elicon , e Elicaon furono notiffimi Mon- 
ti di Grecia e dell' Afia . Vicino al fuddetto colle vi è ì* altro 
detto Cerro il più elevato forfè degli Euganei .' Alcuni da nèpxg 
che corno od altra elevata cofa fignifica deducono quella voce ( 2 ) . 
Il Pignoria crede che F antico Dio Cerro fotTe adorato fu queflo 
monte , Dio che 1' Occafione o V Opportunità del Tempo fi era. * ( 

Trovo per verità che Ktf'pos Kvp ( 3 ) , fors , fatum dir vuole , e 
che i monti dagli Idolatri follerò a preferenza kdti per il culto 
de* Numi è ballantemente noto (4)0 

Un colle ferace e deliziofo non difcolìo da quefti il nome por- Cimo. 
ta di Cinto , per cui lo vorrebbonò ad Apollo Cintio un tempo 
dedicato . Si fa che in Delos eravi celebre monte così detto , e 
fpezialmente a tale Divinità facro (5) . Ma tutte quelle dedu- 
zioni ed etimologie le fi danno però così in pattando , efolo per 
dire qualche cofa di quella diftinta parte dell' antica Venezia . 
Per altro è cofa certa che T alte cime de' monti , e de 1 colli * 
neli' antica Idolatria dedicate erano quali fempre ad un qualche 
Nume , e tal foggia di culto fu antichiiTima ed univerfale . Pof- 
fiamo oflervare che li Prigj appunto , da 1 quali fi fuppone eiTere 
ulcita la colonia in quello paefe venuta con Antenore., folevano 
adorare i loro Dei in particolar modo dentro le folte bofeaglie 
che adombravano i loro monti , (6) e le ofeure Frigie monta- 
gne furono celebri nella lloria antica , per le molte fuperflizio- • 
ni , e cerimonie religiole fopra di elle praticate . Da quelle Re- 
gioni appunto fono derivate le molte pratiche di religione fegui- 
te da' Greci in progrelfo , ed apprefe anche dalli Romani , co- 
me 



( 1 ) Correlius Eques Homanus J.. 
tefte genitus inferuit Caftaneum Juo- 
met ipjam jurculo in ^eapolitano 
agro . Sic fatici eft caftanea , qua ab 
ipfo nomen accepìt Inter laudatas . 
Toftea bóres ejus libertus Corre- 
lianam iterum inferuit . H<ec eft In- 
ter eas differenti a : il la copiofior : 
hòc Correìiana melior . I. 17. e. 17. 

(2) Alerti. Stor. d'Erte. 

( $) Lex . Scbrevell. 

(4) Vnde eli hic plafles ? Sicyo- 
nius . Ede age nomen 

Lyftppus . Tu quis es ì Cerus ego 
omne domans . 

Cur fummis inftas pedibus ? Jem* 
per rotor, ^A/as. 

Cur plantìs gefias ? Ut levis aura 



feror. 

Dextra & non eli inferta novacu* 
la? Signum bomint hoc eft. 

Cur coma fronte jacet ? Fznientem 
ut prendere pojfts . 

Tane eft cur caput pofteriore ca» 
putì 

Quod poflquam levi bus pr&ceps ef* 
fugero pennis , 

l^e va/eat tergo qui revocare vel- 
ie?. 

Talem voi propter me plafles Jìn- 
xerat bofpes 

Tro foribus pofitus quod documen- 
ta darem . 

( 5 ) Intonjum pueri diche Cinthm . 
Horat. 

(6) Stor. Univerf. T. V. 



ii2 Saggio fopra i Veneti Primi . 

me il rito della gran Madre o Cibelle , ed -altri che non ferve 
riportare . Io dico quello per giuftificare in qualche modo le co- 
fé qui riportate , e che riportar devo in progrelTo . Se non fi 
vogliono ammettere fi faccia di meno ; ma fi badi che egli è 
imponibile parlare del pattato fenza congetturare , e che antica 
ftoria e congettura vanno del pari, henchè però non la ftoria fo- 
la e(Ta accompagni , ma quafi tutte le umane fetenze fé fi eccet- 
tuano le matematiche . Per altro fappiamo dalla medefima Scrit- 
tura che generale era nelT Afia V ufanza di celebrare fopra i Mon- 
ti fegrete religiofe cerimonie , perniciofiflìme alle volte ed anche 
barbare . E l'adorare la Divinità dall'alto delle montagne , dai* 
le vette elevate che dominavano intorno fpaziofo e aperto oriz- 
zonte , e tutta intera vedevano la {Iellata ed azzurra volta de a 
Cieli a' quali pareva avvicinare , io veggo che ebbe fempre gran 
forza falla fa Mafia degl' uomini , e chi sa , che allo fletto vero 
Nume non abbiano da tali luoghi elevati indirizzati i voti loro 
gì' uomini primieri ♦ Noi fiamo così fatti che gli obbietti grandi 
ed eftefi ci fermano 5 ci impongono , filenziofi ci rendono , e ci 
animano ad eftendere le noftre idee al di là del materiale , e 
vifibile * Chi per la prima volta T indefinito folitario Oceano ri- 
mira , chiunque in mezzo a grande e folta felva fi trova , o 
dentro a montagne akiflime hi parte biancheggianti per la neve 5 
e in parte fatte nere da' bofehi , nafeondendo Y alte punte entro 
alle nuvole agglobate intorno a quelle , può far fede dì tal cofa . 
Pare che lo Ipazio in certo modo eftenda e dilati lo fpirito , lo 
porti a riflettere a quello che è ^ o pur s* immagina che fia ol- 
tre la sfera degli oggetti vifibili . Gli Ebrei erano anch' e (li tan- 
to inclinati ad adorare fopra i monti e luoghi elevati , che trop- 
po fono noti i loro trafeorfi in tale propofito , ed è notabile 
il rimprovero, £he dava Soffonia a quegli apoftati , che le Stel- 
le andavano ad adorare fopra i tetti ( i ) , quafi che più da 
predo a quelle così fi facefTero . Di più , quando fu ordina- 
to , che il folo nunte Sionne folle luogo ài adorazione fi penò 
fommamente a togliere al popolo Tufo di adorare Io fteffo vero Nu- 
me dalle cime de J colli j e mai intieramente fu eftirpata tal cofa di 
cui troppo fi temevano gli abufi in gente materiale , ed inclinata 
fempre all' idolatria (z) . I Gentili pertanto fopra ogni monte 
particolarmente felvofo ( Plinio confelTando che lo ftefiò filenzio 

delle 

( i ) Et eos qui adorant fuper Te- Bsrem frondofam i$* fuper omnes col* 

$a militìam Cestì. hs excelfos . 4. Reg. 24. s» 

Sophon. e. 1. iAfa .. .purgavitque . . . unìverfas 

( 2 ) /Edi he aver unt enìm pbi ip/t fordes Id hrum .... exce/fa autem 

ftatuas & lucos , fubter owiem cir* no:i ehftul.. • Zi. 14. 24, 



Parte Seconda. iij 

delle felve adoravano ) collocarono una qualche fuperfiizione , e 
fpeffo vi fabbricarono un Tempio , tratti come dico dall' altezza 
e dalla tacita ofeurità o del monte o del bofeo, che fopra fanta- 
fie preoccupate operando, caufava timore e meraviglia , fonti ferii- 
pre fiate della fuperfiizione tra gli uomini . Que* primi Afiatici 
qua venuti non è dunque improbabile che la più parte di quefti 
colli ad un particolar Nume dedicaffero, il fito, la bellezza, la 
particolar poliziotte degli fteffi potendo aver molto influito a tal 
cof a „ 

Forfè più elevato di Cerro è il colle Venda chiamato che di Pini* 
quel gruppo fi alza in mezzo , ofeuro e gibbofo . À Diana Ben- 
dia lo credono dedicato (i). BivSeixv . Sinnefio dice che con tal 
nome ella adoravalì in Tracia; e ciò fuppofto, vero proverebbe 
in qualche modo quanto diflì altrove intorno la dimora fatta già 
dalli Veneti in quella Regione prima di venire in Italia , dove 
notai pure V antica ed intrinfeca unione che pattava tra li Greci 
ed i Traci, e tra quefti e li Veneti ancora e gl'altri Afiatici ad 
elfi vicini . Note fono le BevSàtH degli Ateniefi in onore di que- 
lla Dea * Nulla a meno io quafi ardirei avanzare un' altra con- 
gettura , cioè che da BevS-os , profunditasLz ) quello colle aveffe trat- 
to il nome. Egli tiene delle buche e delle fpaccature in qualche 
parte della fua colta, ed il più alto forfè eflendo di tutti , dal- 
la fua vetta fi domina il fondo delle valli da etto e dalli prosi- 
mi colli formate. Comunque però fia , in picciolo bofeo pofto fili- 
la china di effo , fopra una rupe ftà incifa a grandi lettere Ro^ 
mana ifcrizione che ivi fegna V antico confine tra gli Ateftini ed 
i Patavini . Al piede vi è poi una valle Agria chiamata ; ed of- 
fervando il Pignoria che Diana Agrotera adorava!! nelle folte fel- 
ve degl' Arcadi , da tal principio egli deduce il nome della me- 
defima valle felicemente e fenza fatica come fi vede . Anche vi- 
cina ad Elle ( 3 ) fi trova una picciola valletta Andria chiamata, 
che T Aleflì vorrebbe dedurre da ay£<pp« quafi valle degli uomini. 
Eravi Andros pure nell'Arcipelago , ma balla così fé pur non è 
troppo . 

Il celle ofeuro a Venda vicino detto Rua dall' Orfato fi dona S**« 
a Rhea che adoravafi fpecialmente fopra i Monti per cui n' ebbe 
il nome di opeócu , o fia montana (4) . Aggiungerò io ( poiché 
niente valgono le congetture erudite , fé con un poco di erudita 
aggiunta non fi puntellano ) che i Frigj contermini e parenti cer- 
to delli Paflagonj erano pazzi per il culto diCibelle, la quale non 
è forfè da Rea diverfa ; perciò quello colle , fopra il crine del 
Tomo I. P qua- 

(1) V. Pignor, & Orfat. O) Alerti . Stor. d'Ette. 

( 2 ) Lex» Schreveiii . ( 4 ) Fornut. de Natur, Deorum . 



ii4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

quale fi innalza bella e folta lélva di Pini ed Abeti vifibile fino 
da Venezia , a Cibelle , a Berecinzia > a Cubebe o fia Rea pote- 
va effere dedicato , o come la conobbero i Romani alla gran 
Madre delli Dei . E già Cibello , Berecinzio , e Dìnàimeno erano 
4 Monti felvofi e celebri della Frigia fopra i quali coftei con foni* 
ino culto veneravafi , ( i ) e dove i bofchi echeggiavano fem- 
pre per lo ftrepito de' Cembali , e de* Tamburini , e per le gri- 
da fanatiche de* devoti , cofa dallo fteffb Virgilio rimarcata là 
dove introduce il feroce Italo Turno a rimproverare alli Trojani 
il molle loro coftume , e la ftrana religione (2) . Vuole il Bo- 
chart che Dindum in Frigio dialetto folte chiamato il Cembalo , 
in Siria lingua detto Zìnzum , per cui Dìnàimeno diflero uno de* 
Frigj monti dove grande era 1 ufo di tale finimento , e lo ftre- 
pito di elfo continuo fu per i gioghi dì quello. Per verità gene- 
ralmente V invenzione de* Cembali a' Frigi viene attribuita (3).. 
Ma tutto .quello a che ferve ? fi dirà e guidamente : fervirà in 
progreflb quando per tutt' altro oggetto dovrò di nuovo parlare 
di quefto flrumento antichiffimo. Il Cielo guardi ognuno dal fol- 
letico della venerabile antichità , che quando s' impadronifce di 
noi trafporta la fantalìa in fogni affai Poetici , anzi in veri Poe- 
ti , ma ftuchevoli , trasforma gli Eruditi , appunto in quella gur- 
fa fteifa che la mania di comprendere la fabbrica della Terra tras- 
forma gli amatori della Storia Naturale in uomini più meravi* 
gliofi di Merlino e di Alcina . 

De s exces de fagejfe ont pour nous l'air bizzarre, 
PIhs on fé croit au but , & plus V efprit / ègarre , 
Et fante d* embrajfer un pian vafte & total 
On ne fait qu en panie , & /' on decide mal . 

Caton de SvvifFt. 
^vqìom. Vicino a Rua fi alza Revohne , che tra i più alti Euganei fi 
può anch' eflb contare . Da Po/3?uo o Po/3\w (4) che fuona fof- 
fiare con ijlrepito e romoreggiando può aver tratto il fuo nome . 
Di fatti cotefto monte è pieno di cavitadi , di buche , e di of- 
curo afpetto fi moftra per la macchia che in parte Io copre . Di 
Eftate poi prefenta alle volte un fenomeno limile , fai va la prò- 
porzione , a quello che offervafi colà all' eftrema punta dell* Af- 
frica al Capo di Buona Speranza fulla Montagna della Tavola, 
fenomeno così dannofo alle prime navigazioni de* Portoglieli , 



'fa- 
ma 



( 1 ) Diod. Sfcuf. !• $. recyntia matris 

( 2 ) .... Ite per alta Ue<s .... 

Dyndima ubi ajfuetis bìforem dat Virg. 9. JEneid. 
tibia cantum. (3) Bochart. 

Tympana vos 3 buxufqm vocnt 3 Be.~ ( 4 ) Lex . Schreve'lii 



Parte Seconda. ir 5 

ma non mai di danno sì grande quanto quelle furono al commer- 
cio de'noftri Padri . Dico ùmile y non avuto riguardo al maggio- 
re o minore effetto , ma folo alle circoflanze del fenomeno che 
fi fomigliano molto , benché forfè la caufa fia varia . Scende tal 
volta da quefto nero colle , un vento forte e burrafcofo per lo 
più colla direzione di N. VVr o Maeftro . Da prima appare fuila 
vetta o fulla china un nugolone agglobato , che fi ftende a im- 
provvifa , fi allarga , fi (lacca dalla cofta , fpira vento gagliar- 
do , e verfa pioggia o grandine . Sia effetto df elettricifmo , o 
di più alto vento, la nube prima di fcoppiare non fi muove, ed 
immobile fé ne ftà affilia al monte , come fi offerva appunta 
nelle tempefte dette Occhio di Bue alle montagne del Capo , del- 
la Guinea , ed anche altrove . Quefto fenomeno di Revolone fu 
già offervato anche da alcun vecchio Storico Padovano, ed ulti- 
mamente ne fece ricordo i' Ab. Toaldo noto Autore di nuovo 
Meteorologico Sifìema . ( i ) Sopra Revolone , o Rovolon come 
il chiamano , corre collante tradizione anche notata dagli Stori- 
ci del paefe (2), checifoffe un Tempio, una Selva, e un Ora- 
colo di Plutone . Per verità vicini , ed a' fianchi tiene due col- 
li uno AltOYYo , T altro Liforo detto , e V Orfato offervava dopo Mtorrj 
S. Agoftino (3) che Attor o Lufor era flato chiamato Plutone 
dagli antichi . Sorge a quefti vicino un terzo ed umii colle det- Ll f oro "* 
to Fiorine , di nero e tetro afpetto ancor egli , il quale al- ~- .. . 
le Dee dell' Èrebo compagne a Pluto potrebbe edere flato dedi- 
cato che Furine o Forine furono ancor dette » 

Il monte Lezzo chiamato non potrebbe forfè avere il nome 
tratto da Ao%òg a, Loxos , (4) che obbliquo dir vuole •■ Suppongo que- Lozz0t 
fto perchè la fua figura veduta alquanto da lungi rapprefenta una p Jr ,, ; 
piramide , ma con uno de* lati fenfibilmente curvo , e figurato 
a guifa di parabola. Oltre quefto fi alza Pereo che è il più orien- Lerìm 9 
tale de' colli d* Efte , al quale vicino flà altro colie detto Leri- 
no , da \9ipiov , che fiore , Giglio , Narcifo dir vuole come credo- 
no ( 5 ) . Di fatto le verdi fue falde abbondano di fiori , e di ùl~ 
veftri Narcifi in più luoghi» 

II colle Baone è feracHfimo di uve fquifite , (a) come dal più jg a0ìlgm 
al meno tutti li colli Euganei 3 e interamente vetìito di tralci do* 
vevano dedicarlo a Bacco ; ma vollero piuttofto da Bxvnòs trarre 

P 2 il 

(1) Influflb degli Altri . p. 4SL Marzremina chiamata in que* verfì , 

( 2 ) Orfat. Stor. di^ Pad. ^Affervanda nigerrìmis dilicatìus 

(3) De Civit. Dei* I. 4. uvis: 

(4) Lex. Schrevellii. come peri fa il MafFei . Quell'uva è 

(5) Orfat. & Pignoria. uno delli prodotti più fcehi di que- 
(a) Chi sa che Catullo non ab- ftì Colli. 

bia intefo lodare T uva nera da noi 



u6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Z'ons* ì* fuo nome, che delicato gujlofo vuol dire. Zoom che è tutto co* 
perto di verdi macchie e di fioriti cefpugli lo vorrebbono dedica- 
to agli Dei femi-animali , Fauni, Silvani, Satiri ec. 

Li notati in margine , ed altri , che lungo e nojofo farebbe 
Boccone. H descrivere a diftefo , formano con li già defcritti quel gruppo* 
ameno, ferace, ed ifolato che fi conofce^fotto il nome di Euga- 
£ nofie 'nei monti pur ora . Li nomi -di ognuno potriano efaminarfi da 
S olone, perfona iftrutra , ma lo ripeto che ben conofco quanto fallaci , 
e infuffiftenti fiano fpefle volte le etimologie , che per moderni 
Qnone. nomi , moderni autori traggono da vecchie lingue . Ma né pur 
quefta via per erudirfi e per ifcoprire vecchie cole affatto rigetta- 
cene. re fi j eve ? perchè il Tempo non tutto fempre diftrugge : i no- 
-. ^ mi delle cofe che ufiamo , ma non intendiamo non fono cer- 
° r *tx> noftri , e le antiche lingue alle cofe davano- fempre nomi 
Teofo. pi'oprj alla qualità, natura , o circoftanze delle medelime . Co- 
munque però fia io principalmente riportai alcuni nomi de* colli 
Padovani , perchè avranno effi correlazione con quanto penfo al- 
trove fcrivere fopra V antica Veneta lingua . Sembra certo che il 
fuono di quelli nomi abbia in sé del Greco , e fomigii moltifli. 
ino a quelli di Perion , Pellion , Anton , Qnhon ec. comuni in Gre- 
cia , e propriamente anche neir Afia Minore a quefta vicina. SI 
noti che in noflra favella tali nomi fi pronunciano Callàon , Re- 
volòn , Baòn , Ortòn ec. : ma non più di quello , e di cole trop- 
po air errore foggette. 
•Abano ^ on ^ deve però lafciare di far un qualche cenno delle cele- 
' bri fonti di Abano in quelli colli appunto efiftenti . Aponus li Ro- 
mani di fiero un tal luogo, voce di chiara origine Greca non folo , 
ma del tutto analoga alle mediche qualità di que' Bagni . AXIONON 
fcnza fatica , fenza male o dolore , rifuona ( I ) . Cafiìodoro medefi- 
mo così penfava come fi legge nella lunga defcrizione che fece di 
quelle fonti . Abano rimane vicino alle più umili collinette Eu- 
ganee verfo oriente fituate, ed il paefe per circa a tre miglia in- 
torno pieno è di rivoli , di erbofe paludi , dì forgive , e piccioli 
laghetti, altri tepidi, altri caldi, ed altri bollenti, e tratto trat- 
to da denfo fumo coperti. Ve rd filimi prati , amene vallette, pic- 
cioli colli e grazicfamente figurati , campi feraciffimi e piani , co- 
perti da viti , da ulivi , e da alberi fruttiferi , formano un paefe 
de' più deliziofi delio Stato . Sovente V aere è ripieno di un te- 
nue e grato odore fulfureo , prodotto dagl'aliti invifibiii che incap- 
pano continuamente dal fuolo e dall'acque, che vellica dolcemen- 
te e dà piacere . Somiglia molt'ifiìmo quello paefe alli verdeggian- 
ti colli Puteolani, ed alli deiizrofi contorni di Napoli, ma il fot- 
ter* 
(0 Beneficìalis nominavìt antiqui- t*s. Var. 1, 2. Ep. 1^ 



Parte Seconda. iiy 

terraneo igneo fermento in quelli così forte , fa queftr è infinita- 
mente più mite , per cui utile e piacere fempre cagiona e nor> 
mai timore di ruina o di danna . Alcune fonti fona faline e 
danno fale al marino limile , cofa non rara nelli paefi vulca- 
nici : altre veftono i corpi in breve tempo di una erotta tar- 
tarea e lapidea , così grolla e dura alle volte che la fi deve rom- 
pere con ordigni di ferro , perchè non turi i fori da' quali elio- 
nò Tacque e tolga il corfo a quelle. Così la fonte di Abano ol- 
tre ellere tanto abbondante da una parte ferve a' bagni , e da un 3 
altra a movere le ruote di un mulino , una terza porzione corre 
altrove e fi difperde ; ed ella così prettamente^ particelle tarta- 
ree , le ruote vette del molino come pure il condotto per cuL 
fcende P acqua, che di quando in quando dall' urto e dair altre 
togliere fi deve l' incroftatura con pichi di ferro (i). Dove l'ac 
qua cade fuori dell'imbuto, fi alzava al tempo del Vallifnieri un 
montieello duri (fimo e petrofo che fempre crefeeva ► Bolle quella 
fonte con forza , fa un fordo romoreggiare , ed è così calda che 
fpiuma il volatile, cucina l'Ova in pochi minuti , le patte anco- 
ra follecitamente ed i legumi . Il Vallifnieri fuddetto fece varie 
fperienze in tale proposto, e Plinio fletto aveva otter/ara tal co- 
fa (2) , per cui fi vede che conviene andare adagio in tacciar- 
lo di bugiardo. Di tale Cucina lenza fpefa fi fervono i villici &' 
intorno * 

Vicino a S. Pietro di Monf Agnone da Abano poco lungi, for- 
ge altra bollente polla , vicino a cui altre fgorgono tepide , le 
quali benché impregnate di fall e di zolfi , abbondano di pefei e 
di infetti, alcuni de 5 quali furono fuppofli particolari a quefV ac- 
que , dal tepore allettati che itirvrre ne tiene lontano ogni rigor 
di freddo . Gli animali tuffati vivi nel fonte di Abano muojono 
pretto , e dove V acque danno fale vi nafte i' erba Gbali folita 
ad allignare vicino al mare : ma qnì non è il luogo di maggior- 
mente diffondere nella Stona naturale di quefto vulcanico paefe ; 
perciò patteremo a dirne alcuna cola fpecruite dia antica ftoria 
di etto , perchè potrebbe ella forfè darci uh qualche lume fopra 
P antico flato della Venezia e de' Veneti * 

Che gii antichi aveffero in grande opinione quefte forni è in- 
dubitato , poiché troppo lo provano le Memorie grancttofe che per 
gran tratto di paefe cola intorno il fu no firoperte , e fi' feo prono 
tutt' ora , oltre il ricordo che eli Scrittori e Poeti Latini ne bag- 
lio fatto più volte . Chiaro G feorge da quelle , chj largamente 
intorno la pianura e le colline per miglia non poche , erano uà 

tem- 

(O Vallifmeri . Opufculi e Let- (2) Qbfonia q'uque firctqttmì • 
tera in fin* U $:, 



ii8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

tempo coperte di Portici , di vafche , di edifizj varj infervienti 
alle Terme Aponie , e già alcun vecchio Padovano fcrittore ave- 
va ciò rimarcato ( I ) , ma dagli fcavi dopo fatti ella fu refa an- 
cora più manifefta . Sorprende per verità il vedere quanto colà 
doveva eflervi una volta di fabbricato, ma già fappiamo da Caf- 
fiodoro (2), che nelle miferc vicende dell'Italia e della Venezia 
Teodorico che ambiva la gloria di mantenere intatti li monumen- 
ti grandiofi degl' antichi , tra gli altri fparfi per 1' Italia che egli 
volle rimettere dalle ingiurie patite , vi furono anche le fabbri- 
che di Abano. Quefle non perirono affatto fé non quando il Lon- 
gobardo Agilulfo prefe Padova . Speffo tubi di piombo e di me- 
tallo , monete , ifcrizioni fi trovano , e marmi fini fpecialmente 
Parj , capitelli , cornici , embrici , e non è molto una itatua in- 
tera di Efculapio che ora è ripofta nella Libreria di S. Marco . 
Ella è alquanto corrofa e bucata dall'acque minerali che per va- 
rj fecoli vi corfero fopra, ed è di pietra del paefe. Si crede che 
una via felciata ci foiTe che conduceva da Abano a Padova dif- 
cofta otto miglia. Ultimamente in diverfi luoghi fifeoprirono al- 
cune fotterranee camere , incroftate di marmi fini , con pavimen- 
ti a mofaico , e con volte dipinte . Anche a Monte Ortone ed a 
Mont' Agnone groflìffime fondamenta di grande edifizio furono 
trovate, e macerie molte fepolte, ed urne , e anelli , amuletti y 
piccioli Idoli , ed altri limili avanzi * Vafche pure in alcun fito 
o lavacri di marmo fi trovarono, ed anni fono fi vedeva in una 
fonte alquanto lungi da Abano il fondo tutto laftricato di pie- 
tra . Così pure a Monte Greto mine e fondamenta di non pic- 
ciole fabbriche fi fono difot terra te pochi anni addietro , con al- 
cune ifcrizioni , quantità di embrici , pezzi di pavimenti lavorati 
di piccioli pezzetti di vetro colorito , e prefentemente in fine mol- 
to fi trova in nuovi fcavi colà intraprefi , da' quali forfè nuova 
lume fi potrà ricavare per V antico flato di que' luoghi . 

Sappiamo da Suetonio che a quefle fonti eravi un celebre Tem- 
pio dedicato a Gerione con Oracolo ancora , il quale fu confuta- 
to dairambiziofo Tiberio (3) per fapere fé all' Impero farebbe 
mai arrivato , ed il Nume da bravo Politico fenza parlare gli 
rifpofe a fuo modo . Sì avevano le rifpofte col mezzo de' Talli o 
Dadi gettati nella fonte , e dal punto che davano fi deducevano 
le medefime . Tiberio ve li gettò di oro , e non di rado fé ne tro- 
varono vicino ad Abano , ma di metallo però folamente . Dove 
ora è la Chiefa di S. Pietro di Montagnone corre inveterata tra- 
dizione vi fteffe il Tempio di Gerione , colà preffo molte mace- 
rie 

(1) V. Orfat. Stor. (*) Svet. I. ^. 

(2) h 12. Ep. $% £ 



Parte Seconda* np 

rie effendofi fcoperte , ed anni indietro nel togliervi la terra da 
una prateria vicina , fi vide che di marmo al di fotto ella era 
felciata , come fé altre volte fiata folle una Piazza . In un colle 
allaChiefa proffimo fi trova un ofcuro fpeco nel quale eravi una 
polla d' acqua bollente che efalava putente fumo . U Antro un 
tempo era flato praticato , perchè apparivano alcuni avanzi di 
muraglie da lati e qualche incroftatura nella volta , e qualche 
pezzo di felciato in terra . Vedeva!! pure che penetrar dovea ben 
addentro nel monte , ma non era permeilo internarli gran trat- 
to , perchè denfo fumo l'ingombrava > e fpeflb , e tenace e puz- 
zolente fango ributtava ognuno che avelie voluto entrarvi. 

Correva anni fono una tradizione tra i villani di quel paefe , 
che li Carrarefi già Signori di Padova ( i ) per paura delii Vene- 
ziani che vedevano accaniti alla loro ruina / aveffero colà den- 
tro nafcofti immenfi tefori , e gli aveffero difefi con introdurre 
a bella pofta nell'antro il rufcello bollente che ne toglieva l* in- 
greffo . Ne' principi di quefto fecolo pertanto alcuni paefani per 
folletico di arricchire , fuperarono ogni ribrezzo e di fuoco e di 
Diavoli , e tolta via la terra che quafi otturava la grotta , con 
fatica fi fecero flrada per il fango profondo e tepido penetrando 
ben innanzi in quella . Non videro in quel bujo né acque bol- 
lenti , né Demonj avari , che per fé ^oii fenza adoperarli vo- 
leffero I tefori , ma videro farli più fpaziofo lo fpeco quanto 
più fi innoltrava nel monte, e dividerli più innanzi in due vie ofcu- 
re che andavano ancor più fotterra , e preffo al bivio ftare una 
porta con due cancelli o ferrate parte per parte , e nel muro a 
quella vicino un Vafo grande di piombo a forma di Conca com- 
metto di large e grolle laure di quefto metallo . Credette fubi- 
to r avara gente che in quello follerò chiufe le ricchezze , e non 
curando d' ire più avanti a colpi di piccone fpezzò la plumbea 
vafca, ma d* impròvvifo ecco forti re da nafcofto tubo (forfè non 
conofciuto o ofTervato ) fubitanea copiofa acqua bollente , che 
con tal precipizio fi fparfe full' fuolo , e di così denfo fumo in- 
gombrò la caverna , che furono coftretti ad abbandonare T im- 
prefa e ben di fretta falvarfi e fuggire . 

L'acqua medefima poi divagata per il piano dell' antro causò 
tanta poltiglia tenace e fetida , e nuova terra caduta dall' alto 
refe più malagevole ancora il penetrarvi, e non so fé più alcuno 
in progrefib abbia tentata l'imprefa . Il Vallifnieri (2) che di 
tal fatto volle confervar la memoria , crede che gli antichi facef- 
fero quella vafca di piombo , perchè ferviffe di bagno a lepro- 
fi , credendoli allora riufeiffero più efficaci 1' acque termali rin- 

chiù. 

(1) Vallifnier. Opufc, k (2) Opufc. ed Glìervaz. ec 



i2o Saggio lopra I Veneti Primi. 

dhiufe in taf metallo conte© un male affai comune «in qae' tem- 
pi , creò? io per il grande commercio che aveva fi con gli Afia- 
rici . A me fembra che Claudiano nella lunga defenzione , che 
fece dell^ fonti di Abano forfè abbia fatto cenno di quel? antro 
e del plurnbeo vafo in effo .efifteate . Così pure V Orlato fé .ben 
mi ricordo , fembra dire che alli iuoi tempi foffe {lata veduta 
da alcuno quella grotta , perchè fovienmi .che qualche cofa egli 
racconta di un Sotterraneo , che aveva .alcuni cancelli di fer- 
ro ec. 

Nel Mufeo Veronefe fi trova un* ifcrizione difotterrata proba- 
bilmente vicino ad Abano , di cui già 1' Orfato medefimo fece 
bicordo, e male interpretò il Reinefio. Ella così dice.: 

Q, MAGURIUS . Q. F. FEROX . 

LVS. EPJDIXIB^S. ET. CETAES. 

I. II . III. 

IN . GREOE . VETVRIÀNI . QVAE . ET . IVN 

ORVM. A. A. DICAVIT. EVRAS . Vili. ET 

PERT . VNCXN . XII. N . GCLIX . ( i ) 

Imbarazzò moltiffimo quella pietra gli antiquari prima che il 
Maffei la fpiegaffe , ed ella è affai premiabile per le Greche voci 
colle Latine confufe in effa ? ma di quello altrove avremo occa* 
fione di dire. Perciò che fpetta ad Abano impariamo da effa che 
truppe di Giocolieri e Comici colà fi {lavano, il che prova l' af- 
fluenza ed il concorfo che ivi era in antico . La razza di cofto- 
ro dalla ifcrizione nominata era fecondo il Maffei quella che com- 
ponevafi di improvifatori , recitanti eflemporaneamente . Io cre- 
do che recitaffero come ora fi fuol fare le così dette Commedie 
dell'Arte (a) . <£. Magurio Feroce Padovano , era uno di quelli 
Comici che fece porre la lapida . I Romani chiamavano Greggi 
quelle compagnie, forfè perchè di effe non penfavano così bene., 
come i Greci che affai le (limavano , e noi per imitarli tutti due 
trattiamo con i Comici come trattavano i fecondi , e penfiamo 
de' Comici come penfavano i primi . La truppa , che ad Abano 
efercitavafi era detta il Gregge di Veturiano , forfè perchè così era 
chiamato il Capo di effa , e I' ifcrizione ci fa vedere che de* 
Portici ftavano intorno a quelle fonti per comodo della gente , 
che in qualche parte di quelli vi erano affidi degli uncini per 
appendere forfè i Saj di coloro che vi fi bagnavano , e che il 
Comico Magurio a proprie fpefe aveva fatto porre o riporre moL 

ti 

(i) Jyi u fe um Veron. is/. 4. Epìdixibus . Eir/J*?** rmtatio ad 

(2) tufor Attor pompam. Id. 



Parte Seconda; 121 

ti di quefti uncini ed altre cofe pur fatte per divozione a' fonti 
di Abano che così efprimono le Sigle AA. , cioè (a) aquìs Apo* 
nis dicavit . Merita leggerli tutto intero lo fviluppo di quefta ifcri- 
zione fatto dal Maffei . 

Avevano per verità religiofo rifpetto pe' fonti medicinali gli an- 
tichi , ed univerfalmente fi credeva che a' fiumi ed alle forgentf 
precedettero Numi , Genj , o Demoni cuftodi , e qua fi immedefi- 
mati con V acque di quelli . L' acque termali poi con maggior 
culto ancora erano venerate per le falubri qualità che ftimabiii 
le rendevano , offervando Plinio che a caufa di quefte fi erano 
moltiplicati gli Dei , ed accrefciuto il numero delle Città fabbri- 
catevi dal concorfo delle genti ( i ) . Perdute le antiche traccie 
dell' unica e vera religione, i {enfi decifero foli di quefta, e fi 
adorò ogn' ente che moftrafle avere una forza qualunque o un 
qualche potere , e tanto tale manìa fi eftefe per mezzo agi' uo- 
mini che le paffioni ftefle ed i vizj furono anch' adorati . Di ciò 
per altro non è da meravigliarfi , poiché come oiTerva il Bofluet 
(2), forza e potere più inevitabile e tirannico di quefte non tro- 
vafi , e 1' uomo accoftumato a credere Divino tutto ciò che ad 
eflb fembrava poffente , fentendofi ftrafcinato per un forza invin- 
cibile al vizio , credette che quefta fofTe fuori di lui , e perciò ne 
fece un Dio , come l'amore, il furore ec. 

Un' altra ifcrizione ivi trovata e votiva ancor cfla conferma la 
fpiegazione data dal Maffei della prima:, 

VELLEIA. P. L. 

CHRESTE . 
F. S. V.L. M. (3) 

il Salomoni ed il Selveftri con ragione fpiegarono Y ultime figle 
per Fontibus . folvit . votam . libens . merito . o , libero manere . for- 
Tomo I. Q. mo- 

(a) Il Zabarella e V Orfato prò- pretazione dell' Orfato , ma fembra 
duflfero altra ifcrizione di certo Caf- che le ragioni addotte per tal cofa 
fio Severo , detto Miffus ex Troviti- non fianonè convincenti , ne per. 
eia Specuìator , dove l'ultime Sigle fnadino niente . V. Orfat. p. 257. 
A A. V. S. L. M. fpiegarono a ino- Zabarella» p. 69. 
do loro e fenza far motto di Aba- (1) jiuBum fuiffe Deorum nume* 
no . jipud lAgrum vivens [ibi loca- rum ex aquìs medicati* , & earum 
vìt monumentum s uno ditte che quel- celebriate , conditas Vìtes &> Oppi- 
le lettere lignificavano. L'altro, au~ da. L. 8. 

rum. argentum. votofo/utoec.ma. la (2) Difcours fur l'Hifloir. Uni- 

ipiegazione del Maffei è più natu- verfelle. p. 205?. 

rale e più giuda. Non è molto nuo- (5) Salom. Agr. Pat. J05. 

vamente fi volle difendere V inter. Vallifnieri. p. 93. 



1.22 faggio fopra i Veneti Primi. 

mola fempre tifata in tali circoftanze da' devoti „ Altre lapidi pro- 
vano pure T opinione del V^roneie Scrittore, e moftrano la cele- 
brità che godevano in antico -que' .bagni . Di quefti per verità Pli- 
nio, Lucano, Suetonio, Silio Italico, Agricola, Claudiano, Caf- 
iiodoro , ne parlarono tutti , e Lucano offervo io che li ricorda 
come cola che rendeva celebre la Venezia ed i Veneti . Claudia- 
nò poi ne fece come ditti intera defcrizione come pur Caffiodo- 
ro , notando tutte te fingolarità di effi , molte delle quali tutt' 
ora fi incontrano , molte o non bene fi intendono o fono efage- 
rate e favolofe .Offervo io die il Poeta dice che tra l'altre co- 
fe colà fi moftravano i fegni di certa imprefa di Ercole di cui 
non so fé nulla abbiano detto gli antichi Mitologi .Si vedevano 
i folchi impreffi nella rupe dall'Aratro di quefto Eroe (i) , ma 
niente più fpiegandofi , niente perciò polliamo raccapezzare fopra 
tal favola . Ella nacque forfè dall' antica tradizione che Ercole 
paffaffe per la Venezia tornando di Spagna dove aveva uccifo il 
celebre moftro Gerione • Gli Etrufchi ., per quello che veggo rac- 
contato da Marrcbio , ufavano vomeri di bronzo quando fegna- 
vano il circondario di nuova Città ( 2 ) , forfè pertanto da qual- 
che Etrufca floria potrebbe effere anche derivata la tradizione di 
que' folchi , giacché .abbiamo veduto che quefti colli furono abita- 
ti da Etrufchi , ma niente fapendo di più precifo , è meglio tace- 
re che avanzare cofe ideali e niente fondate. Parmi pert> che un* 
altra cofa da quefto Poeta raccontata meriti offervazione , poiché 
ella ferve fé ncn isbaglio all'antica itoria di quefto paefe . Dilli 
già che gittavano nella fonte i Talli per averne la forte, e que- 
lle colà rimanevano , poiché Svetonio dice, che a' giorni Tuoi fi 
vedevano ancora quelli gittati da Tiberio . Ma nella fonte fteffa 
anche altre cofe ufavano immergere o per divozione o per rito , 
e Plinio racconta che nel fondo della celebre fontana di Clitum- 
no (3) fi vedevano le monete buttateci dentro . Ora dice Clau- 
diano (4) che quando il vento feopava via il fumo dalla fuper- 

fici e 

( 1 ) Vraterea grandis effejfi mar* ex are cultros , quibus facerdotes 
more Julci tonderentur . Macrob. Sai. 1. 5. 

S ancia longinquo limita faxa fé- (3) PI in. Ep. 105?. 1. 8. 
cent. (4) Jllto colie minor parvi s ere* 

Herculei , Jìc fama refert 9 mon- Bior arvis 

flrantttr aratri Confpicuo xlivus jnolliter orbe tu* 

Semita vel cafus vomere reg'tt opus . met « 

(2) Se A Carminis curioftjftmi {?» *Ardentis fcecundus aqua quacum* 
doElì verba ponam : qui in libro de que caverna* 

Italia fecundo ftc ait : Trìus itaque & Terforat effenfo t rudi tur ig ve latex . 

Tufcos aneo vomere utì , cum con- -Spirat putre folum > conclufaque 

derentur U>bes ^fo/itos in trajetlitiis fubter anhelo 

eorum facris inverno , Ì5" in Sftbinis Turnice ri mof a s perforai inde vias . 



Parte Seconda* %ij 

fide dell'acqua ,. l'occhio vedeva il fondo della;vafca , e dlfcerrre- 
re poteva i doni fommerfl , trìi i quali rilucevano antiche lamie 
che erano fiate regali donativi . Fif gik ufanza antichiflima e prati- 
cata nelle più rimote età del Mondo, che i Rè , oCapi» o- Du- 
ci delle nazioni portavano fernpre ita»; mano una lancia in fegno 
di comando , di potere , e di dignità . In Omero fé ben mi ri- 
cordo c'è qualche cenno di tal cofa , e la fi vede poi nelle pit- 
ture o baffi rilievi Ernifchf ( i ) , dove gli Dei ,, gli Eroi , ed i 
Re fi figurano per lo più con V afta ia mano , Dalla medefima 
Scrittura un tal coftume è dimoftrato y quando ella dice che il 
primo Re degli Ebrei fedeva fopra il colle in mezzo a* fuoi uffi- 
ziali appoggiato alla fua lancia , e quefta alle menfe ed al let- 
ta aveva fempre vicina (2) . Giuftino pofitivamente aflìcura che 
negli vecchi tempi i' afta ufavano i Re in luogo del Diade- 
ma, e che letamiche genti l'afte medefime avevano adorato , per 
cui ne venne 1' ufo dì mettere in mano alle ftatue de' Numi una 
lancia (3 ) . Ufano così tutt' ora i Capi di varie Tribù America- 
ne come è noto . 

Fu pure ufanza vetuftiffiina il deporre o lardare quelle lancie 
alcuna volta ne' Tempj , quafi memorie di valore o di voto per 
pericoli' fuperati , né di ciò ferve riportare efempj , perchè mol- 
ti ne dà la Storia ,. e la favola . Un tale coftume però 
non ebbero i Romani per quanto io credo, ed egli appartiene in 
generale a popoli dì effi più vecchi , e de' Greci pure C de' Greci 
però m'intendo de' tempi fiorici non mitologici o favolofi ).. Sem- 
bra perciò che qiufti regali voti o doni , queft' afte antiche ve- 
dute da Claudiana , appartenghino a Capi di gente alla Romana 
anteriore, più antica di quefta, che abitò o dominò il paefe pri- 
ma della medefima . Chi sa pertanto che non veniflero dagli an- 
tichi Lucumoni Etrufchi , o dalli Capi de' Veneti , o de' Frigj , 
cofa che fé mai fotte farebbe conofcere la grande vecchiaja di 
quefti Bagni riguarda all'ufo de' medefimi , o per dir meglio alla 
loro celebrità ne' tempi più ìimoti . Certo che in que' giorni fem« 
plici un' acqua bollente e fumante dovea di certo attrarre 1' at- 
tenzione de' popoli , e far credere che in ella rifiedelTe un Princi- 
pio Divino 5 uno Spirito, un Genio poffente e grande. Fatta poi 
nota la virtù medica di quella , maggiormente ancora doveva cre- 
fcere il vifpetto e la venerazione . Il più difficile però è il poter 
credere che quelle lancie così antiche avellerò potuto durare fotr 

Q. % ac- 

(1) V. Cori, e Paflfen. Saul propini ab at in medio domus, tt* 

( 2 ) Saul autem cum ejfet in Ga~ nebafque lanceam . . • Sedebat Saw 
Baa , {<» efet in femore quod efl i^ habebat lanceam . I. Reg. e. 15- 
in Rama , haftam manti tenens , cunBi- iS. 19. 

que fervi ejus cìrcumfiarent et . » . ( 3 ) Ter ea adhuc tempora Tteféi 

ha* 



1 24 Saggio fopra i Veneti Primi . 

acqua fino al tempo di Claudiano , confervandofi intatte per tari* 
ti fecoli . Ma fi può ben credere che farà fiata cura delli Cufto- 
di del Fonte e degli Interpreti dell' oracolo di rimetterne tratto 
tratto di fimili per confervare la memoria di così antichi doni , 
e della infieme antichiffima venerazione al luogo avuta , che di- 
moftrava ed accrefeeva in tal guifa il merito del loro Nume e 
de 5 loro bagni . Naturalmente quell'oracolo e quelle fonti doveva- 
no ben effere lucrofe alli Sacerdoti^, ed agli abitanti , e quella 
era ragione troppo forte per far sì che penfaffero a tutto ciò che 
ne poteva mantenere la fama viva fempre e fempre grande . O- 
gnuno sa quali e quante furbefche traccie furono feoperte ne' Tem- 
pli degl' Idoli particolarmente Oracoli , quando gli Imperatori Cri* 
fliani Ji diftruffero^ e il dirfi da Claudiano cherifplendevano fot- 
t'acqua queir afte antiche forfè può indicare una qualche frode , 
fcenchè poetica efpreffione polla ella effere fiata e non altro. Ti- 
berio andatovi a pofta , e la traccia che ci ha in CalTiodoro di 
qualche fabbrica a quefti Bagni fatta da Nerone , moftra che i 
Cefari fletti avevano cura di elfi , e perciò che affai celebri dove- 
vano effere . Anche Pfutarco rammenta certo Tempio in Sicilia 
dove fi conservavano t afta e la celata di Uliffe e di Merione co- 
là lafciate da quefti Eroi , e che forfè fi aveva avuta cura di 
mantenerle per l'oggetto medefimo per cui le lande di Abano fi 
-erano confervate. Claudiano perciò che al tempo di Teodofio fu 
•a vifitare quefto luogo potè vederle ancora belle e lucicanti , ma 
tutto quefto per altro io prego che fi prendi come una fuppofizio- 
ne affatto femplice che non fi pretende foftenere per niente, e che 
fi lafcia del tutto all' avventura . Lucano medefimo però diceva 
che la Veneta gente godeva di poffedere il fumigero Apono (i), 
efpreffione che moftra la fomma ftima e venerazione che quefto 
popolo aveva per quefto luogo e per quelle fonti in effo efiflenti. 
Diffi che Nerone qualche cofa aveva fatto fabbricare ad Aba- 
no fecondo Caffiodoro , il quale di fatto racconta che ivi efifte- 
ya una Vafca o Pifcina Nermiana chiamata , dove l'acqua era fred- 
da , perchè tale diventava per li tanti giri che doveva fare prima 
di entrarvi . Claudiano poi ricorda il fale che raccoglievafi anche 
allora a quefte fonti , ma lafciare non devo la fola raccontata 
dal primo, cioè che così cafte erano quell'acque, che fé una Don- 
ina bagnavafi in quel bagno dove fi tuffavano gli uomini , rimane- 
va 
hafla prò diademate utehamur , quas ( i ) *Atque Jtponus gaudens po- 
Grtfcì feeptru dixere . T^am & ab pulus • 

erìgine rerum prò Dìis immortalìbm Colle fedens terris ubi fumiger >Aì 
veteres hafias co/uere , ob aijus me- ponus exit* 

morìam adbuc Deorutn fimutacris ha- Lucaru 
fl<e adduntur, L. 4J« 



Parte Seconda. 1 1< 

va abbmcciata (i) . Tale iloriella io direi che a porta fi inven- 
tafle e fpargeffe perchè non fuccedeiTero a que' bagni certe mei avi- 
glie che accadono tal ora alle moderne Terme y e che così gra- 
ziofamente dipinge l'Àdiffon parlando de s fuoi bagni di Spatb in 
Inghilterra . Pare a me che quello racconto di Caffiodoro dia la 
vera fpiegazione di quei verfo di Marziale : Nec fontes Aponìs ru- 
dss fuetti j , che dal Pignoria fi volle intendere come dinotante la 
fomma verecondia delle Donzelle Patavine , che così autiere era- 
no che mai bagnarli volevano in quelle fonti . Ma il Poeta fe- 
condo io credo alludeva alla fama che queir acque follerò alle 
Donne nemiche , come diceva Caifìodoro , e V origine di quella 
voce dimoflra il genio degli abitanti come avrò occafione di of- 
fervarc in altro luogo . Diceva il Vallifnieri che la tepidezza ed il 
volatile di queir onde poffono eccitare in chi vi fi immerge tutt' 
altra fenfazione che di oneftà , ed a ragione fofpetta che anche 
Claudiano tal cofa avelie ofTervata (2) , e di fatto ciò che alle 
volte fuccede ora a que 5 bagni giuftifica la congettura del Vallif- 
nieri , ed il ritrovato degli antichi abitanti . E' credibile che fé 
tolta folle la comune e libera converfazione folita ad ufarfi a 7 ba- 
gni ed alle fonti mediche 3 quelle perderiano due parti almeno 
della loro efficacia , e non guarirebbono ne pure la m.età degli 
ammalati . 

Io non feci che fcorrere leggermente fopra la ftoria di quelle 
antiche fonti , e. tanto più che non ho cognizione ancora delle 
ulteriori cofe ivi fcopertein quelli ultimi tempi : volli farne ricordo 
giacche parlavo delli Colli Euganei a' quali effe appartengono, de' 
Colli che forfè la parte più anticamente abitata furono della Vene- 
zia quando tutto intorno ad elfi era il piano coperto dall' acque 
come io fofpetto . La pianura da Mezzodì , e in parte ancora da 
Levante , e da Occidente fi può offervare eiTere per la maggior 
parte orizzontale , ed alcuna volta declive piuttoflo verfo il pie- 
de de' colli medefimi che all' op polio. Sembra quafi che in molti 
luoghi li Colli fi alzino tutto in un tratto dal piano , poiché fi 
arriva a toccarne il piede fenza fenfibile antecedente falita , e fein- 
pie camminando per fangofa pianura . Di fatto V Adige un tem- 
po incontro a quelli Monti correva , anzi penetrava come ho det- 
to 
{ 1 ) Sed ut ìpfum quoque lava- crederei habuiffe , unde plurima lar- 
crum mundfus redderetur ftupenda giretur t fi uterque fexùs uno munere 
nìmis quadam contìmmìa difeìplìna, commun'iter uteretur . L. 2. ?£. 
in undam qua vtrirecreantur , fi fa- (2) jLmìffum lympbis reparat ?nt* 
mina difeendat inc&ndhur : propterea pune ngorem , 

quod iy ipfis altera exhìbìtìo decora Tacaturque agro luxuriante dolor, 
co/lata efi ; f e ilice t ne aquarutn ar- Claud. 

Pentium frcundijjimum locutn non 



12(5 Saggia fopra i Veneti Primi. 

to dentro di' effi. per fcendere alle Lagune , ed ora pure f acque 
che- fcendona dal Vicentino , e che vengono dal Veronefe, for- 
mando il nuovo fiume che paffa per Elle , corrono veloci contro 
quefti monti verfo i quali il piano va declinando in luogo di ac- 
cendere . Di più il ferace piano che li circonda intorno- non co- 
nofce ne ghiaja , né ciottoli;, è coperto da profondo graffo e. fpu- 
gnofo terreno ; moftra in più. luoghi molti tratti di palude ; è 
ingombro da foffe , abbondanti di acque ferme e (lagnanti;: i poz- 
zi di effo danno acque groffe e poco buone , e tutto ciò non lun- 
gi da' monti ma proprio fino alle falde di effi 3 per cui certo fem- 
bra che fofpettare fi poffa ne* giorni andati pofaflero quefti colli 
il loro piede fopra paludi ed allagati terreni : e di fatto fi offervi 
che effi fono ancora affai vicini alle vaili eflefe di Vighiz&olo nel 
Padovano ed a' baffi terreni del Polefine , e che l'aria non è af- 
fatto pura e viva in molti luoghi de' medefimi verfo la pianura di 
mezzodì e di ponente .. Sia flato il fuoco il fabbricatore di quefti Colli 
o qualunque altra caufa che fi voglia fupporre , fi può credere che 
gli aborigini Umbri o Tofchi di quefta parte della Venezia o per 
acqua o per li pezzi di terreno affodati veniffero dagli Appennini 
ad abitare quefti monti , i quali fi badi che dalle FoJJe Fili/line , 
dalli rami del Pò, dall' antichiffima Adria , da Spina e da tutti 
que' luoghi che di certo fappiamo effere flati da rimotiffimo tem- 
po abitati, fono poco lontani. Di fatto dagli Appennini Bolognefi 
Sede forfè degl' Umbri verfo il Nord-Eft fi veggono e fi fcoprono 
chiaramente i colli Euganei , e ne' giorni del Mondo pofdiluvia- 
no , e ne' viaggi antichi delle nazioni i monti io penfo che fiano 
flati le prime e più antiche abitazioni degli uomini. 

Per ciò poi che fi è detto intorno all' effere flati un tempo 
quefti Colli (acri per la più parte ad un qualche Nume', devo ag- 
giungere che corre tradizione in molti luoghi di quelli di efferfi 
trovati in varie parti de 5 marmi infranti e delle pietre coperte dal- 
la macchia e lungi dair abitato , i quali forfè furono avanzi di 
Templi antichi eretti fopra quelle cime dagli Idolatri . Ma egli è 
per altro neceffario il diftinguere e feparare que ite mine da mol- 
te altre che pur eiiftono quafi fopra ogni vetta di que' monti , e 
cherefidui fono di Roche e Caftelli colà su fabbricati da' vecchi Si- 
gnorotti difcefi dalli Longobardi e che a lungo dominarono in 
que' luoghi , come pure dalli Principi della Cafa di Modena 
che pofieaevano un tempo que'pacfi. Quefta parte dell'antica Ve- 
nezia fu fernpre celebrata pei l'amenità e per l'abbondanza e fqui- 
frtezza de' prodotti ricercati fino da lontane contrade , e termine- 
rò la descrizione della fteffa con 1 elogio già fattone dal celebre 
Epico Italiano in quel fuo Arano Poema e fantaftico e troppo 
noto dell'Orlando Furiofo. 

Tra 



Parte Seconda* xzj 



Tra l'Adige e la Brenta al pie de' colli 

Che al Trojano Antenor piacquero tanto, 

Con le fulfuree vene e i rivi molli 

Con lieti folcili e prati ameni a canto, 

Che con l'alt' Ida votontier mutolli , 

Col fofpirato Aicanjo^ e 1 caro Xanto ( i ) . 
Il fiume Timavo conofciuto fino da' tempi mitologici è più ce-Tìm^o 
lebre per avventura per le Arane cofe che di elio furono dette 
benché ci ftia tra piedi , che per li naturali fenomeni che in ef- 
fo fi offervano . Poco al di là della diftrutta Aquileja forge faf- 
fofo fcoglio bucato e fedo , dove per molti fori efcono acque ab- 
bondanti con iftrepito , e tutte infieme formano diverfi canali che 
dopo breve corfo fi unifcono in un alveo folo , entro al quale 
corre veloce la piena fino al mare perdendofi in quello dopo uno 
fcarfo miglio di corfo • Quefto è il Timavo del quale io dubito 
che quafi più del Nilo ila flato ferino . Da quando egli è ufeito 
fuori del Monte fiume è gìk divenuto ricco d' acque mai fempre 
e navigabile dallo fcoglio fino alla foce . Non di rado prefenta il 
fenomeno di crefeere e gonfiarfi a Gel fereno fenza che pioggia 
bagni il paefe d' intorno , e ordinariamente allor che annotta efee 
da' buchi del Monte una craffa e denfa nebbia che fopra 1' alveo 
fi fpande , e lo nafeonde e copre fino al mare . Un fot terraneo 
fragore , uno ftrepito fordo fi ode alle volte vicino alle fue fon- 
ti , e quando per lunghe pioggie quefle fi ingroffano , efcono $ 
acque allora flrepitofe dal fallo che ne rimbomba al di dentro , 
e ne trema al di fuori . Fredde intollerabilmente fono effe tanto > 
che fpezzano i vetri nella calda (ragione , e vedove pur fono f 
per quanto dicono di pefee (2), 

Quefto fiume come ho detto ebbe la forte di eiTere deferitto , 
amplificato , lodato , maltrattato , fpinto da luogo a luogo , cre- 
duto non vero né efiftente , dagli Storici , poeti , eruditi , Geo- 
grafi ed altra fimiìe inquieta generazione , cominciando da" tempi 
anteriori a Polibio e Strabene fino a' prefenti • Egli fu oggetto 
di brighe letterarie tra nazionali e tra foreftieri , ed è per quefto 
che io diffi forfè più del Timavo che del Nilo effere flato fcrit- 
to , fecondo il lodevole ufo noftro di perderfi e contendere più 
fopra le cofe picciole che fulle grandi . La maggior parte di co- 
loro che ne parlarono , non fi accordarono in prima fopra il nu- 
mero delle fue fonti ; dopo non più fonti ma foci diventarono 
quefle : in feguito per uno (torto verfo di Lucano fi tolfe dal 
Friuli quefto fiume e dalle vicinanze di Aquileja , e lo fi trafpor- 



to 



( i ) Arioft. Cant. 8. Timavo 

(2) V. Bianchini . Ditfertaz. del 



128 Saggio fopra i Veneti Primi. 

tò a Padova facendolo diventare il Medoaco ; poi non badando 
anche quello , il Tagliamento e la ftefla Piave fi battezzarono 
per il Timavo , e le fette fue fonti da Virgilio cantate, pacaro- 
no a tramutarfi ne' fette Mari , o fia nelle Paludi Adriefi o fia 
gli {lagni del Pò verfo Adria e Ravenna polli ; finalmente per 
giunta mille belle cofe di quello fiume fi fpacciarono , mille mi- 
racoli fi dittero delle fue grotte , delia fua origine, delle fue acque 
di modo tale che cerio llraniero Erudito citato dal Pignoria non 
volea credere che ne pur mai fulla Terra avene efiftito il Tima- 
vo.. Ecco gli elìremi umani. 

O come fono i buon giudizj rari 
Come fpeflò la turba dotta apprende 
L'eftremo, in ogni cofa , o infegni o impari (i). 
Polibio fecondo Strabone diffe che falfe fuorché una erano del 
Timavo le fonti ; altri che pativano il flutto ed il rifluiTo come 
il proffimo mare ; alcuni fcrittero che le buche di quello erano 
ofeure fìanze di Cocodrilli ; che f acque erano mortai veleno agli 
uomini ed agii animali ; altri altre confimili cofe pubblicarono 
che inutile farebbe il traferivere . Siamo noi tutti così propenfi 
al mirabile che lo vogliamo introdurre anche dove ei non e' en- 
tra, e poffo dire di non aver qui riportato che una picciola par- 
te di quanto fu fcritto fopra quello povero fiume e ne' lontani 
e ne' vicini tempi . Badi però che egli non folo fu trasformato 
per colpa di Lucano nella Brenta , e poi per colpa non so di 
^uale deAino e nei Tagliamento e nella Piave come ho gik det- 
to , ma trasformato fu ancora tutto il paefe d'intorno , le palu- 
di di Grado, e di Caorle avendo avuto V onore di efiere battez- 
zate per le ilole Brigeidi o Affìttiti che {lavano neh" illirico , e T 
ifolette medefime di quella noflra Città ( manufatte la più par- 
te ) come S. Chiara, S. Margarita e fimili , deferitte per l'anti- 
rhiffime Eletridi ilole , che fé pur efifterono , {lavano alle foci 
del Pò verfo Adria , niente meno che alli giorni di Fetonte . 

Si deve credere che Lucano vaneggiale quando al Medoaco 
Padovano diede il nome di Timavo , oppure che come Spagnuo- 

10 pratico non fotte di quelli luoghi (2) , e già che elio pren- 
dere degli abbagli e non piccioli , fu altre volte ancora offervato . 

11 Timavo Friulano è l'antico Timavo , e di quello e non d'al- 
tro fiume intefero parlare gli antichi Poeti e Storici . Si arrab- 
biarono in tra loro e fi dicervellarono per tal cofa gli Eruditi 
de 3 Icorfi fecoli , e nel fecolo prefente pure fu rinovata la quiftio- 
ne , ma fenza entrare nelle prolifle loro quiftioni , il nome che 

/ q ue - 

(1) Frane Sanfov. • . . . fidos magìs quam fcìtos . 

(2) Horurn hcorum mìnus gnams -Cluv. Ital. antiqu. 



Parte Seconda. 12^ 

quefto ancora conferva di limavo , e che mai né mutò né per- 
dette , la defcrizione tanto chiara fattane da Strabone , da Vir- 
gilio , da Livio , da Marziale , da Plinio incompatibile affatto 
con qualunque Padovano fiume, e del tutto analoga, propria, e 
adattata al fiume Friulano , fembra rendere la quiftione bella e 
finita , e pare che ridicolo fia il contendere fopra cofa così pie* 
dola , e r oftinarfi fopra uno sbaglio di alquanti Poeti . Qua! 
fiume della Padovana provincia ? Qual delli due Medoaci ( Bren- 
ta e Bacchiglione ) precipitai! dopo breve corfo nel mare ? dun- 
que il Timavo del Friuli avendo precifamente tutte quefte circo- 
ftanze , ed i più claflìci antichi avendo intefo parlare di quello 
proflìmo ad Aquileja , con quefte circoftanze , egli folo però è il 
vero Timavo, e Lucano con alcun altro fcrilTe malamente e pre- 
fe uno ftrano sbaglio . Non finirei così prefto fé vole (fi riportare tutti 
gli argomenti e fiorici e naturali che abbondano in favore di quan- 
to io dico, ma bafti il detto fin' ora per non dilungarci di trop* 
pò . E le medefime circoftanze , e le autorità fteffe troppo chia- 
re degli antichi che impedifeono il tramutare nella Brenta il Ti- 
mavo , impedifeono pure il mettere in luogo di quella per que- 
fto la Piave ed il Tagliamento. 

Riguardo poi all' altra queftione delle fue fonti mutate in tan- 
te foci da alcuno , per cui fu data non poca tortura alli verfi 
di Virgilio che pur chiaro dille ora non oflia ( i ) , baftava folo 
che alcuno fi prendeffe V incomodo di portarfi fopra luogo e ve- 
dere con li proprj occhj che nafee bensì da più fonti il fiume , 
ma non con più foci fi fcarica nel mare . Il numero poi di que- 
fte fece pur gridare, e gittare il tempo a* letterati, perchè Virgi- 
lio dille che erario nove , Marziale fette (2) , moltiflìme alcun* 
altro , e chi voleva dar torto al primo, chi agl'altri, e neffuno 
a fefteflb , finché il celebre Cluverio tratto dalla fama di quefto 
fiume volle vederlo , e andovvi a pofta per darne ragguaglio alla 
Accademia di Lipfia . Egli fifsò le fonti a fei ( 3 ) , e con tutto 
lo ftudio cercò di conciliare gli antichi , tra di loro e con fé 
medefimo . Pare per altro che meglio di tutti abbia ragionato il 
Bianchini che fu colà pochi anni addietro , e ne fcrilTe una Dif- 
fertazione (4). Egli offerva che ognuno può aver ragione , per- 
chè ftabile non è Tempre il numero di quelle fonti , che poifono 
crefeere o feemare fecondo la quantità delle pioggie che cadono 
vicino e lontano da effe . E per verità ciò può effere beniffimo, 
fé pur non è di certo , avendo il medefimo offervato che il faffo 
da cui fgorgano T acque , tutto è bucato , fello , e di fragil 
Tomo I. R pie- 

( 1 ) Uvde per ora novem . Virgi!. ($ ) Cluv. It. antiq. 

(2) Septenas aquas, Marc. (4) Ditferuz. del Timavo. 



130 Saggio fopra i Veneti Primi. 

pietra comporto. Quando dunque iì aumentano l'acque imprigio- 
nate nelle cavità di quello , fi accrefce la loro preffione ( e lo 
dinota il tremito della rupe) contro le pareti interne, per cui fi 
aprono nuove ufcite e con effe nuove forgenti . Quefte fonti nuo- 
ve correndo arida ftagione poffono mancare rimanendo folo le 
primarie , come di fatto due ne vide di perdute e che erano ap- 
parfe folo nelle grandi piogge del 1752. come pure ne vide al- 
■jtrt due vecchiffime 5 una delle quali fi era a poco a poco riftret- 
ta , T altra afciugata del tutto per nuovi fori apertili vicino al- 
le feffure dalle quale ufcivano effe . Nel 1757. tempo in cui fu 
egli a vedere quel fiume , fette erano le fonti che negli anni fe^ 
guenti per le piogge aumentarono ? ed ora non io quante .effe 
:fiano, 

Quefto fiume come fi vede efce già bello e formato dal feno 
della Terra , ed egli certo da più lontana parte trae la Tua ori- 
gine , correndo lungo lpazio per cieche ed ofcure vie , indi rive- 
ndendo la luce ,nel.r indicato modo poco .lungi dal mare . Più vol- 
te fi tentò fcoprirne l'origine, e forfè ancora non ben chiara 
ella fi conofce . Cert' uni fi penfarono che il Timavo traeffe il fuo 
principio dal celebre Kzirnik~fee o Lago di Kzirnik in jGarniola , li 
cui Jftrani fenomeni fono fiati da molti pubblicati , e che forfè 
gli antichi nominarono Palude Lugea . Ma egli è troppo dittante. 
Il Cluverio credette yeniffe il Timavo da altro fiume che tutto 
intero fi profonda e dilegua fotterra, vicino al borgo ài S. Can» 
ziano non lungi dalle fonti del Timavo. Altri dal picciolo Lago 
di pietra Roffa proffimo ancor cffo al detto fiume . Altri , come 
ilKirkero (a) per trarli d'imbroglio fabbricarono fotterranei Lam- 
bicchi e chiufi fuochi (1) che alzavano in vapori T acque del 
proffimo mare fecondo la favorita in que' tempi ed ora negletta 
opinion Cartefiana . Altri altre .congetture idearono e fcriffero. 

JEgli è certo che tutto quel tratto di paefe che fino alla Car- 
niola ed air Iftria fi (tende è in ftrana foggia coftrutto , ed in 
modo affai offervabile formato • Pare che quel fuolo abbia fof- 

ferto 

(a) Livio chiama due volte il nana fegna il fiume ed il Iago , e 

Timavo col nome di Lago . Che tutti due, -fonti chiama del Timavo , 

egli non fapefTe la Geografia del Liv o perciò potè efprimerfi in que. 

fuo paefe non fi può crederlo . Si fto fenfo , perchè forfè anche alio- 

ofifervi che vicino a quefto fiume ra fi penfava che il lago medefimo 

vi è il Iago di Pietra rofla , ed al- dafle origine al fiume. Anche Clau- 

eun* altro ancora . Quefto Iago an- diano diede il nome di ftagni alle 

cunr credono che dia origine al Ti- fonti del Timavo probabilmente a 

mavo ; egli forfè in allora poteva caufa di quefti laghi ad etto vicini, 
avere lo fteflfo nome del fiume, ed (1) Kirker. Mund.fubter. miraci*, 

jo ofTervo che la Tavola Peutinge* la aquarum. L 8. 



Parte Secónda * iit 

(erto firane ruine , e mutazioni affai grandi, apparenza io {Irata 
efterno di elio tutto fconvolto e per così dire fobalzato • So Che 
vicino alla via raaeftra che dal Timavo conduce a Triefie , of~ 
fervanfi da un lato ammaifi enormi di pietre che fembrano colli- 
ne , e pa/ono a mano d' uomini colà adunate , poiché nuli' altro 
prefentano che rottami e fcaglie ammontichiate , fimili quafi a 
quelle che ingombrano le officine degli Scalpellini . G ; à tutto è 
montuofo ed aipro il paefe, ed i Tuoi monti iterili fono, aridif- 
fimi f fcrepolati, e feofeefi . AridMìnii come dico nella fuperficie , 
e tratto tratto ingombri da ruine e fommofTe rupi , ma fpeffi han- 
no gli antri , le buche , ed ì profondi pozzi , dove V acqua fi fen- 
te fommamente fepolta - Frequenti poi fono i groffi rivi, e le ab- 
bondanti forgive che sbucano à' improvvifo fuori di quegli aridi 
greppi romoreggiando , e fpefto pure i grotti rivi anzi li fiumi in- 
teri fi imbucano di nuovo e feppeliifconfi in profonde voragini , 
al mare incogniti correndo per ofeure fotterranee grotte * Quan- 
to perciò appare afeiutto quei fuolo al di fopra , altrettanto fot- 
terra è pieno di groffe acque concenti nafeofte . Se a tutto ciò 
fi aggiungono gli ftrani apparimenti ed annui difparimenti delL?~ 
godi Kzirnik, che per alcuni mefi d'acqua pieno e di pefei fi mo- 
li ra , e per altri meli quefìe fparifeono e quelli , ingojate da! fuolo, 
cioè fotterra andate per molti fori che fparfi efiitono nel letto 
del lago , da' quali a filo tempo tornano ad ufeire , fi vedrà ef* 
fer vero che quella Regione per grande tratto retta per così dire 
vuota al di fotto ed appoggiata a marmoree volte fotto le quali 
feorrono interi fiumi . Ed è per quefto che V Ab. Fortis ( i ) cre- 
dette vero il racconto di alcuni antichi , che un ramo dell' Iftro 
o Danubio dittero che veniva a gettarfi nell' Adriatico per que' 
luoghi , perduto , difalveato , o fepolto , per un qualche fiero ca- 
taclifmo da quel paefe fofferto . 

Quefto è iicuro che il Timavo deriva da un fiume fotterraneo 
(qualunque ei fiafi e da qualunque parte ne venga ) di cui forfè 
T origine fi potrebbe feoprire fé lunghe ed efatte oiTervazioni 
fopra luogo fi faceffero . Potrebbero però acque diverfe e da ài. 
verfi luoghi vegnenti ad etto fommi ni (Ira re il principio % il prin- 
cipio m J intendo ai chiaro giorno , colà dove egli sbucea da ter- 
ra incontrandofi e unendofi tutte , poiché come ho detto tutto 
l'interno paefe abbonda di quefte . Per altro gli antichi medefi- 
mi anche innanzi a Strabone avevano offerv.-na la bizzarra fitua- 
zione del Timavo , poiché egli riporta che Poffidonio diceva na- 
feere da' monti il Timavo più lontani, poi feppellirfi fotterra cor- 
rendo nafeofto per 130. ftadj * finché ufeendo di nuovo precipi- 

R 2 ta» 

( 1 ) Ofiferv» foprà Cherfo ad Of- fero. 



I 3 2 Saggio fòpra i Veneti Primi. 

tavafi in mare ( i ) . Plinio pure del corfo fotterraneo di quefto 
fiume fece difcorfo (2), e da ciò fi comprende effere imponibile 
alla Brenra, alfa Piave, al Tagliamento , l'attribuire quanto que- 
fti e gì' altri antichi fcriffero in propofito di tal fiume . Quefto 
fiume defcritto daPoflìdonio, il quale dava origine poi ai Tima- 
vo, fé ben non fi fcopre in prtfente , forfè da nuove mutazioni 
colà feguite , ciò deriva , per terremoti , ignee materie contenen- 
do pure quel fuolo , oppure come io credo per il lavoro delle 
medefime acque fepolte , e delle nafcofte copiofe correnti , che 
poflbno aver rafo in qualche luogo il terreno , e fattolo abiffare 
rivoltando così Y antico fiftema di quel fuolo . Un certo indizio 
che a lungo fotterra camina ilTimavo è la freddezza intollerabi- 
le delle fue acque , e Y intorbidarfi e gonfiarfi a Ciel ferenp e 
fenza piogge locali, fé il vero fi racconta . Sarebbe dunque da in- 
formarfi quando ciò fuccede , a quale diflanza ed in qual luogo 
fia piovuto e così fi avrebbe un dato per ifcoprire Y origine di 
quefto fiume . Bevendo di quell'onda in eftive giornate e rifcaU 
dati , danneggia non vi è dubbio , per la fua freddezza , e fé ella 
fi alza nelF alveo in tempo della marea alta , ciò fuccede perchè 
di breve corfo effendo il fiume F azione del mare può alle volte 
beniflìmo farfi fentire ben avanti dentro di quello , particolarmen- 
te quando lo fcirocco gonfia tanto ed innalza il noftro Golfo . 
L' acqua in tal cafo non potendo liberamente fortire rallenta il 
fuo corfo, e fi alza , e retrocede ancora verfo la foce alle volte, 
finché venendo il rifluffo ella fcorre e in confeguenza fi abballa 
come fuccede ad una data diftanza in tutti i fiumi che fi fcari- 
cano in mare che foggetto fia alli flutti e rifluftì . Ma fenza ac- 
corgermi troppo mi fono eftefo intorno la Storia naturale del Ti- 
mavo : finifcafi pertanto e fi pani alla floria di elTo antica , che 
troppo è unita a quella della Terreftre Venezia . 

Strabone defcrifle affai bene e con precifione quefto fiume ( ? ) , 
mettendolo neir intimo recefìb dell' Adriatico , e dicendo che da 
fette fonti egli ufciva e per largo e fpaziofo alveo fubito fi pre- 
cipitava nel mare . IlPignoria (4) deduce il nome del Timavo dal 
Greco T/jiaa>/>iav , che può.valere per onorifico , o onorato . Potria tal 
nome pertanto effere in qualche modo analogo o derivato dal 
«ionie de' primieri abitatori di quel paefe , gli Euganei Etrufchi 

ed 

( 1.) Tofftdvmus tradìt Tìmavum e Lìcus . . . &> in *Aquilejenfi Tima- 

morttibus delatum voragine terra ab vus . Plin. I. 2. 

fcrberi 3 fub qua per cxxx. Jiad. ubi (3) In ipfo adriatici finus intimo 

decucurrerh eum in mare affiuere * recsffuTìmavus efi , & fontes feptem 

1. 1. potabilìs aqufi ftatim in mare a/to& 

(2) Quidam 'vero odio ìnarìs jub. iato amne excìdentes . Strab. 1. 5. 
eunt terras z rurfufque reàeunt , ficut (4) Orig. di Pàdov* m fin. 



Parte Seconda. 133 

ed i Veneti , che illuftrì , lodevoli , gloriofi ( i ) ve demmo chiama- 
ti . Ma dappoi che il celebre e dotto Mazzocchi (2) con fom- 
ma erudizione oflervò, che le lingue Italiche antiche alla Latina 
antecedenti , più afTaporano del Greco ; fi cominciò a difcoftarfi 
alquanto dall'ufo primo di' ogni cofa pefcare nel Greco, come fé 
i Greci ogni gente avellerò prodotto , ed ogni lingua in Italia . 
Egli efaminò moltiflìmi nomi di Città , di fiumi , di popoli , ed 
ni tra -dagli ftelfi Latini tifati, che però in loro lingua neffun fen- 
fo avevano , e pronunziavanli fenza intenderli , come pure nel 
Greco fovente non aveano né radice né fignificato . Ne dedufle 
però in confeguenza che derivavano da diverfo fonte ; o fia da 
un qualche Orientale dialetto , perchè in alcuno di quelli aveva- 
no naturaliffima fpiegazione e vera il più delle volte . Il vivente 
Autore delle DiiTertazioni fui Rubicone e delle dotte Appendici 
delle medefime feguendo le traccie del Mazzocchi prefe ad efa- 
minare per altro oggetto il nome di alcuni fiumi Romagnuoli , 
e ciò facendo ebbe occafione di offervare anche il nome del Ti- 
mavo ( 3 ) , e parvegli che quefto ancora foflfe Orientale al pari 
di tant' altri , che fcorrono per l' Italia . 

Pare a me che molto probabili fiano le fue rifleilìoni in tal 
propofito , offervando egli che Im-an (4) Fiume mare vuol dire , 
e che da quella voce alterata alquanto ne potè venire quella di 
Tim-au latinizzata poi in Timavum . Ofiervabile poi fi rende che 
tale etimologia viene affai convalidata da un paltò di Varrone , 
e reciprocamente ferve ella a giuitificare e fchiarire il palio ftef- 
fo , che efifte ne' frammenti preffo Nonio . Si legge dunque in 
quefto che li paefani di quel luogo in lingua loro chiamavano 
Mare il Timavo ( 5 ) , e tal cofa mi fa fovvenire che in Strabone 
fi legge qualche cofa di limile , dicendo quefto Geografo, che il 
fiume fuddetto fonte e madre del mare era detto dagli abitanti ( 6 ) . 
Quante volte fi canzonano a torto gl'antichi perchè non s'inten- 
dono , e quanto ingannafi chi vuol giudicare di quelli fulla fedo 
de* moderni ! Vidi dileggiarli in certo Scritto il povero Varrone 
per avere dicevafi confufoilmare col fiume, e creduto quefto ma- 
dre di quello; infieme confondendo il detto di Varrone con quel- 
lo di Strabone, e tacciando il primo di un errore che non è fuo, 
mentre egli altro non fa che riportare l'opinione de' villici del luo- 
go . À me fembra che lo ftefTo Virgilio in qualche modo alluda 
ad un tale fignificato del nome di Timavo , quando Pelago lo 

dif- 

(O Eu?wio~ . Ayetvo" (4) Lex . Edmond. Gattelli. 

Evywtùì . Ev8T#ì/* ( 5 ; Farro enim dìcit Timavum fu* 

(2) DiiTerr. di Cortona T. 4. vìum ab incoìis Mire appettar}. 

O) Del Rubicone, Diflert. 2. Ap- (6) Et quidem ìncolas l*cumbunc 
usila* 7. p. 15? j. f*9tem(& matHmnvmi appellare, L%< 



*34 Saggia Capra i Veneti Primi .- 

diffe ( i ) , e forfè anche Aufonio fece lo flefTo in un fuo ver*- 
fo ( 2 ) . Il perchè poi di tale denominazione , non fo poi fé m* 
ingannarli prendendolo dalla natura del fiume medefrmo . Egli ap- 
pena nato viene afTorto dal mare , perciò Fiume-Mare , quali 
Fiume in mare lo differo . Mille efempj abbiamo che le antiche 
£entl davano alle cofe nomi che giuftamente fignificavano la na- 
tura e TeiTere precifo di quelle . Comunque fia tale Orientai de- 
nominazione > pare a me che fia da preferirfi alla Greca fé pur 
nonisbaglio; ma o 1' una o l'altra che fi prefcielga provano fem- 
pre tutte due la rimota antichità delle genti ivi abitanti , e non 
ammettono la Gallica origine delle medefime; e Io dille pertanto 
a ragione Clàudiano Frigio fiume (3), e Marziale Enganeo ( 4 ), 
ambedue alludendo alli primi Afiatici abitatori delle lue fponde . 

Di fatto quello fiume fu noto agli uomini anche nell' età mi- 
tologiche e favolofe, poiché diffi già altrove che sbarcarono pref- 
fo al Timavo gli Argonauti 5 e Cillaro deflriero di Cadore be- 
vette a queir onda 5 per cui Marziale Ledeo lo dille ( 5 ) da Le- 
da madre di quello e di Polluce 5 celebri fratelli nella Mitologia 
antica . Egli pure felice confiderà Aquileja perchè profilala ad ef. 
fo ; cofe tutte che additano l'antichità e la fama del luogo i 
poiché le favole altro già non fono che vecchie e rimote verità 
coperte e nafcofie dalle velli mefTevi indollo dal tempo , dalU 
ignoranza 3 e dalla fuperflizione * Offervo io ancora che Silio Ita- 
lico [acro lo diffe ( 6 ) 5 e gli antichiffimi Poeti come Efiodo , 
Omero e fumili davano alle volte un tal titolo a' popoli ed a* luo- 
ghi vecchiffimi e celebri. Seguirono tal ora quei! 5 ufo li Poeti po- 
fterioiij perciò fembra che queflo fiume ne 5 più lontani tempi fia 
flato cortofciuto 5 ed abitato da celebre popolo < Gli Euganei , i 
Veneti che queflo luogo abitarono in giorni ignoti erano pertanto 
genti illuftri , ed anche i popoli contermini e vicini Sapidi , Tra- 
ci , edlllirj, tutti furono adorni di remota antichità come è noto* 

Per effere poi fìtuato al termine Orientale della Venezia e prof- 
fimo a' monti forfè fu la prima dimora de' Veneti come fi è detto, 
quando dall' Afia o per dir meglio dalla Tracia e dall' Illirico 

paf* 

(1) Et font erti fup€r are Ttmavi Tìmavì. Claud. 

Vnde per ora novem vajfo cum mut* (4) Euganei Timavt* Mart* 

mure montis ( 5 ) Et tu Ledóo felix ^Aqu'tlejct 
It mare ptdéruptum & pelago pré- Tnnavo , 

mit arva fonanti è Virg, I. S. Hk ubi feptenas Cy//arus bìbìt a» 
( 1 ) Vurior equoreo noti plenior a* quas * 

mné Timavo* là* 8. 18. 

Aufon. de Clar. Urb* (6) Sacroque TimaVo* 
{ j ) Thrygii numerantur ftagnà 



Parte Seconda* 135 

^affarono a quefla parte « E di fatto in tempi affai lontani ivi 
elfi piantarono un bofco elegante, ed un Tempio ereffero a Dio* 
mede loro Nume particolare ( I ) di cui parlerò a fuo luogo. Fu 
ufanza de* popoli vecchi il confacrare agli Dei , ed agli Eroi fel- 
ve e Templi in luoghi dittimi nel paefe . A Vertumno , a Clitu- 
mno , alla Ninfa Marcia , alla Dea Feronia fopra il monte So- 
rate (2), gli altri Itali dedicarono le felve più belle ed i monti più 
ameni o celebri delle loro contrade , e così pure vediamo aver 
fatto tutti gli antichi di molti delli più celebri e delizio!! prò* 
montorj della Grecia, dell'Affa ^ e dell'Italia . Può dunque il li- 
torale ameno , l'abbondanza dell'acque , e la comoda fituazione 
al mare , aver fatto fciegliere quel fito a' primi Veneti per eri- 
gervi un tempio che come pare tra loro fu celebre, e chi sa non 
efiftefTe in alcuna di quelle zone di terreno , ora in parte meffe 
a giardino dalli Co: della Torre padroni del luogo , che divido- 
no uno dall' altro li varj rami del fiume , innanzi che formino 
un fol canale . Chi sa poi la mutazione colà fatta dal tempo 9 
ed i cambiamenti provati da quel fuolo , che certo troppo fono 
manifefti nell'edema ed interna conformazione di elfo. 

Quando il paefe andò a* Romani foggetto , pare che non più 
folle abitato come dirò altrove, ma dopo che quelli fabbricarono 
Aquileja , ritornovvi la popolazione , come io prova la frequente 
menzione fattane dalli Poeti Latini , e lo moftra la fìelTa Carta 
Peuntigeriana ( 3 ) per quanto a me pare , poiché lo fegna con 
diftinzione e lo fa vedere adorno di fabbriche . Ed è perciò che 
alcuna volta fcayaronfi anticaglie in quel luogo ora quali difer- 
io , come leiferizioni feguentidalGrutero e dal Bertoli riportate ■ 

SPEI . AVGG, 
SAVONIUS . VARRÒ 
TRIBVN. COH. I. MIL1ARLE, 
DELMATARVM (4) 

S. A. I. PROSAI. 

AQVIL1NI 

VILLICI. AVGG. 

ET. TITI. IVLI. 

AQVILINI 

IVLIA 

STRATONICVS. (5) 

La 

( 1 ) Timavum gfl Dìomedis Tem- Bergerium . 
pio memorabile* Strab. 1. 5«J (4) Grnt. 104. ^ 

(2 ) Sub monte (5) Grut. 115. 7, 

(l) Fontes Tìmavì . JLez» 5. in Bertol. nu 8, 



i%6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

La prima è riferita anche dal Lucio (i) ; 1* altra dal Bertoli 
nelle Aie Antichità A^quilejefi . Parmi che quefta moftri col no* 
me di Villico degli Augufti che fi dà ad Aquilino, che poderi o 
giardini ivi allora vi follerò appartenenti a qualch' uno degli 
Imperatori , e la vicinanza della celebre Aguileja rendeva facile 
tal cofa. 

I . I . I . 
VÒTVM, 

L 

TILIA 
MAT. (2) 

Anche quefta il Canonico Bertoli e Monf. della Torre oltre il 
Grutero , riportano , ed appunto quefti due Friulani Scrittori a 
Diomede votiva la credono , il quale perciò anche al tempo de* 
Romani avrebbefi continuato ad adorarli al Timavo . Oflfervo io 
però che vicine erano a quello fiume delle fonti calde , e de' Ba- 
gni riputatiflimi quando Aquileja efifteva \ i cui cittadini ne ave- 
vano come pare gran cura, e Galeno (ledo dicono averli lodati * 
Le antiche fabbriche che li adornavano rovinate dal tempo e dal- 
li nemici dell' Italia , furono da' Veneziani in progrefìb rifiorate > 
finché caduto quel tratto di paefe in mano delli Tedefchi periro- 
no intieramente , riè più ne rimane veftigio . Non vorrei pertan- 
to che quella votiva ifcrizione a quefte fonti fofle diretta e non 
a Diomede già dimenticato al tempo de' Romani . Toccai di fo- 
pra cosi in pattando la fornirla venerazione che avevano gli anti- 
chi per tutte le fonti in generale , ma particolarmente poi per 
quelle che da' malori guarivano. Sacre e Sante di fatto veggonfiie for- 
genti chiamate in lapidi moltiffime ., e Fefto accenna che alcuni 
giorni dell 1 anno erano dedicati a queft' acquee Deità , chiamati 
per quefto Fontimìia (g). Notabile è pure il lagnarfi che fa Gio- 
venale in una Satira della decadenza di tal culto a* giorni fuoi 
così negletto che li bofchi facri e facre fonti appaltavanfi agli 
Ebrei (4). Per tali ragioni adunque non è inverofimile che quelle 
iscrizioni apparteneffero air acque Termali piuttoftochè a Diomede , 
£ così pur la feguente pur colà ritrovata e a grandi lettere Scol- 
pita fopra una fittola di piombo. 

AQUA. 
^\ 

(1) Lucius. finis ex voto. Beo Sanclo Issilo ec. 
Stor. di Trau. Grur. Banduri ec. 

(2) Grut. 150. 7. {4) TS^unc /acri Fontes Tiews , 
Bert. 112. 5>. ^ Delubra locantur 

Turre. p. 319. Judóìs. 

O) Vmùbus (^ ^ìmpbìs fanBìf* Sat. 13. 



Parte Seconda. 137 

AQVA . DRc . ET • VITAE < 1 ) . 

Io come dico credo colà perduto il culto di coflui ne* gior- 
ni Romani , ma di ciò avremo occafione di parlarne ancora quan- 
do un qualche riflelTo faremo fopra quefto antico Eroe da' Vene- 
ti adorato. Plinio fa menzione di quelle calde fonti , e dice che 
Porgevano in picciola ifoletta profuma al lido , ed il Rutto e ri* 
fluito pativano come il mare d'intorno (2) . Anche ora piccola 
Ifola trovafi in faccia alla foce del Timavo detta Belforte ài Ve- 
neta ragione , ma in effa non efiftono calide forgenti . L' ifola 
Pliniana non fi deve ricercare nella fuddetta , poiché di certo dal- 
le torbide portate giù dalli monti ella fi è congiunta al conti- 
nente collo fcorrere degl' anni , ed anche il Candido, vecchio e 
buono fcrittore delle cofe Friulane ciò conferma ne' fuoi Com- 
mentari Aquiiejefi ( 3 ). U citato Bianchini, trovò in Duino Ca- 
ftello pofto oltre il Timavo una lettera MSS.^del 1500. circa , 
efiftente nel Monaftero de' Serviti , dove fi parla molto e di que- 
fto , e de' Bagni , i quali dice 1' autore che al fuo tempo erano 
difcofti dalla marina circa cento paffi ( 4 ) . Quella lettera fu 
fcritta da certo P. Impurati al celebre Aldrovandi come fofpetta 
il Bianchini . Credettero pure alcuni che nell' itola di Belforte 
fotte già il Tempio dell'antico Diomede , ma parmi che la def» 
crizione del luogo fatta da Strabone non permetta di ciò credere « 

Dilli già che Virgilio contò per una delle maflìme imprefe di 
Antenore il paflaggio del Timavo . Forfè per 1' afprezza de* luo- 
ghi , forfè anche per l'oppofizione incontrata dagli abitanti Euga- 
nei . Egli anche nelle Bucoliche accenna 1' afperità di quefto luo- 
go difficile a fuperarfi ( 5 ) . Oltre il ricordato Lago di Pietra 
Rolla, alcuni altri ma piccioli pure ivi efiftono (ed ecco fé non 
isbaglio perchè guidamente Ciaudiano abbia nominato gli ftagni 
del Timavo ) ( 6 ) *, perciò fi può credere che ne' tempi più ri- 
Tomo I. S moti 

(1) Bertol. p. ut. tanta eorum celebrltas , quippe in 0- 

( 2 ) Comra Timavum amnem in* mnìbus pene morbis fanandis c<spìt 
fui a parva efi cum fonti bus calli di s , ìmminui . Tandem ieprofis belepban* 
qui pariter cum <zftu maris crefcunt tiacis prò lavacro & balneis illos 
minuuntque . 1.2. Clava miante oftia dedere ^Aquilejenfes . Balnea penitus 
Timavi calìdorum fontìum cum ajiu diruta faecu/o elapfo refi aurata funt . 
maris crefcentium . id. 1. 5. Ò° ad debitamformam redafia Pene- 

(5) V. Comm. Àquil. Candidi . tum fo/ertia , & non dum mettere fato. 
p. 18, (5) r« mibi feu magni fuperas 

( 4 ) Tlufquam mille pajftbus a jam faxa Tìmavi, Virg, 
Timavi oftiis diflant fontes callidi , (6) Vbrygii numerantur flagna Ti. 

pajftbus fere centum a mari . Hi fin* mavì y 

tes bodie pariter ac olim <sfiu maris /Equoreo dukes cum fate pafìits a» 

crefcunt ac minuunt . C aleni estate quas . 1. 13, 8^. 



||8 Saggio fopra l Veneti Primi* 

«noti da itogli , da acque , e da bofcaglie fofle tutto ingombro 
quel paefe , e dopo particolarmente , che li Carni , e gV IftJ 
via ne cacciarono i Veneti , Cofìoro ivi pure molti fecoli dopo 
batterono i Romani; ma ridotti a dovere* quefìi vi eoftruflero 
militar via che da Aquileja partendo conduceva in più luoghi a 
Levante , e che fi vede fegnata anche nella Tavola Teodofiana . 
Marziale in uno de' fuoi infiniti Epigrammi loda molto il pefce 
Lupo^che alla foce del Timavo pefcavafi( i), dove V acqua fe- 
mi'dolce era ancora o come noi diciamo mefiiizza. Si pefca ivi 
ancora ed a Venezia fi porta . Plinio parla di quefìo peice £ 2 ) 
e preferisce la fpezie lanca chiamata per la bianchezza della fua 
carne , ed è già quella ancor qui chiamata col nome di Lovo . 
Marziale in altro epigramma ricorda le lane che raccoglievano 
nel paefe intorno al Timavo (3), prodotto mentovato anche da 
Virgilio nelle Georgiche (4) • 

Eravi oltre Aquileja e profUmo a quello fiume un groffo Vico 
chiamato Pucinum , ed ora Cartello di Duino , fopra fallo fo e 
Aerile maffo fabbricato i cui piedi sferzano con iftrepito Y onde 
.del mare. Celebre fu il luogo al tempo delti Romani per T otti- 
mo x vino che in picciolo fpazio produceva quello pietrofo Colle . 
Livia Augufta avendone forfè guftato quando fu col marito in 
Aquileja più non volle lafciarlo , e fempre bevette Pucino che 
€òà dal nome del luogo era chiamato . Fij creduto che V ufo co- 
lante , e continuo dello ftefTo » vivere la faceffe fino air età 
di ,82. anni (5) . Io credo certo che fia lo fteffo vino che ivi 
ancora fi raccoglie e Reffòfco fi chiama e qui fi porta : Ottimo, 
delicato , fubacido alcun poco , e faniffimo . Ora parimenti in 
poca quantità fé ne raccoglie , poiché poche fono le viti , che 
allignano fopra que' greppi aridiffimi . OfTervo io poi , che da 
Plinio fi può rilevare effere quefto vino (lato noto molto innan- 
zi de' Romani agli antichi Greci che PiBanon Io diifero , partico- 
lare air intimo recedo dell'Adriatico e da coftoro celebrato con lau- 
di 

(i) Laneus Euganei Lupus exch S. 28. 

pit ora Timavi , (4) . .. Et fapidarva Tintavi , 

'^Equorea dulces cum [ah paftus ì^unc quoque videat deferta regna 
aquas « Taflorum. Virg. 

i£. 89. (5) Livia ^Augufta 82. annos vi* 

( 2 ) Lupus pifcis Luporum lau* t<£ Vucino retulit acceptos non alio 
Jaquitijfimi appellantur /anati a can- ufa . Oignitur in fwu ^Adriatici ma. 
$cre mollitieque carnis . ris non procul a Timavo fonte . . . 

Plin. 1. 8. 28. faxeo colle nec alìud aptius 

O) Et tua multifidum numeravit jnedicamentis judicatur: hoc effe ere- 
lana Timavum , diderim quod Gr&cì celebrantibus mi- - 

Quam prius afirìfero Cyllarus ore ris laudibus Tyèlanon appellaverunt. 
bibita ex ^Adriatico finu . I. 14. e. 6, 



Parte Seconda* i^ 

• 

di infinite . Dunque quel luogo fu coltivato òo. affai antico .tem- 
po da' Veneti forfè -, poiché vediamo -, che Ovili e vigneti ivi 
elidevano da tempo rimotiffimo . I Galli fi sa che poco affai 
badavano all' agricoltura . Ora Duino è un povero luogo ,, 
e dopo che pervenne fotto nuovi padroni e dal Friuli fu di- 
fiaccato andò in decadenza infìeme col paefe £ intorno . Egli 
è però ancora -celebre preffo i Fifici per T antichiffimo elettri- 
co fenomeno colà da immemorabil tempo fenza iaper di Fiiìca 
offervato ; fenomeno che manifeftafi collo fcintillar d'antica lan- 
cia porta fopra la maggior Torre quando ftà per ifeoppiare co- 
là à' intorno Eftivo Nembo . Più curioil vi furono apporta parti- 
colarmente quando vaine alla moda V elettricità fulminea ( i ) ^ 
terra-motrice , piovofa, vegetatrice , animale ancora , ed univer- 
sale in fine . Ma quefto fenomeno per uno ftrano deftino ^ a cui 
dir bifògna che vadano foggetti que'luoghi -, ebbe la forte ftefta 
del Timavo accertato e negato in un medefimo tempo y e in pal- 
la to e in pretende . 

Ciò è quanto credei neceffario raccorre intorno a quefto .fino 
Halli più remoti tempi antichiffimo confine della Venezia , e fiume 
e luogo tanto rinomato predo gli antichi <. In qnefti xorttorni «.e 
fopra i monti proffimi Plinio ed altri allogano varie genti come 
Norici -, T.aurifci , Carni , Simbri , Medoaci ed altri molti che 
full' Alpi ftavano ('2 ) . Niente avevano però che fare con i Ve- 
neti , ed erano forfè in parte dì Etrufca origine , ed in parte di 
Gàllica Germanica ed Illirica venuti da più fettenrrionali contra- 
de come fchietto lo dice Strabone (3) . I Tanrifcì che li mede- 
fimi fi vogliono con li Taurifiani pare che abitaffero ne' monti 
fuperiori al Bellunefe e al Cadorino (4). Da qualche partita forfè 
di còftoro alloga tafi ; al piano può aver tratta origine Trev i fo ., 
Città però a qualche cola ridotta folo n?' baffi tempi . Li Me- 
doaci ftavano forfè 'fopra T alto Vicentino e Ballane le , e dall 5 
atìtico nome della Brenta -, e del Bacchigliene ^ponno av^r tratto 
il nome ,o pure a' fiumi medefimi poffono averlo donato . Co- 
munque fia piccioli popoli fermavano come dice Plinio, che non 
meritavano rifletto (5 ) , ed ora è difficile i' affegnanrr la vera 
fituazione . Dopo li Medoaci 3 erano i Reti full' Alpi Veronefi 3 
-indi i Breuni , CamunnL, e Triumpilini fopra le Brefciane tutti 

. S .'2 - di 

( 1 )' V. Nollet , ' ToàlJo , ' Bian- ( 3 ) "Jaòides quoque permìxta nunc 

chini ec. Ulyrìcìs & Celtìs gens < id. 1. 7. 

(2) Plin. L'ir. (4) VlumenSrlu ex MontibusTau* 

Super tfenetos fui funt Medoaci , rìfianis . Plin. I. 7. 

Sìmbrì ^Cenomani , Carni . (5) Qiios fcrupulofe dicere nam 

Mrab. 1. 5. ^aUiwat. id. I.51. 



140 Saggio fopra i Veneti Primi. 

di Etrufca razza colà faliti per timore de' Galli . I Carni però , 
li Giapidi, che tenevano l'Alpi della Carintia, Carniola , e Friu- 
li infieme con altre genti compofero una gente (a) indomita , e 
feroce , e tutti infieme quefti Alpini popoli furono inquieti ed a 
lungo nemici de* Veneti . Io dico quefto perchè Plinio nomina 
varie Città pofle nella Orientai Venezia di qua dal Timavo , e 
che come fembra neir odierno piano Friuli erano già perite al 
fuo tempo . Egli dice che più non erano Atina , e Celina Città 
de' Veneti (1), la prima delle quali chi sa mai dove foffe fitua- 
ta , ma la feconda dovrebbe effere fiata vicina al rovinofo tor- 
rente anche in oggi Celina chiamato , e che feende nella Me- 
duna , vicina perciò al monte, e dentro terra fituata . Potreb- 
be forfè tal cola provare la congettura altrove propoli a , che la 
prima abitazione de* Veneti in Italia fia ftata nella orientale Ve- 
nezia al Timavo , da cui pofeia a poco a poco fi abbiano eftefo 
verfo occidente per tutto il reftante della Provincia . 

Altre due Plinio poi ne nomina parimenti diftrutte Ocra e Se- 
gefla , le cjuali però attribuifee a' Carni , come pure Noreja , che 
egli dona a* Taurifci . Ma quefte ftavano fulla montagna, o prof- 
iline alla montagna, come appare anche da Strabone . (2 ) Più 
baffo però vicino alla marina, o come pare ne* contorni di quel- 
la pianura dove poi forfè Aquile ja altre tre Città già pur diftrut- 
te egli fegna 5 Tramine , cioè , Pellaon , e Palfatium , ma niente 
più egli dicendo , nulla perciò portiamo raccogliere , né fapere in 
qual tempo , da qnal gente , e in quali guerre follerò rovinate • 
Se però vorremo riflettere che quefto tratto di paefe da quanto 
abbiamo raccolto era già molta popolato , e che effo appartene- 
va come pare a' Veneti , per quanto appare da Strabone, Scirn* 

no, 

(a) Forte che pure in preferite dall'Alpi Vicentine feroci, vendica- 
negli abitatori dell' Alpi ai Carfo fi tivi al fommo , e burberi . Dopo 
può offervare una fomma diverfità, coloro che (tanno nell'Alpi Trevi- 
che da vecchia diverfìtà di origine giane. Feltrine ec* buoni, femplici, 
fi potrebbe ripetere. Li montagnuo- e pacifici affai. Seguono fubifo qne* 
li dell' Alpi Savojarde e Piemontefi , dell'Alpi Friulane fino al Carfo bar- 
non fieri tantofono e induftriofi an- bari, inculti, Teveri e rullici alfòm- 
cora . Quelli dell' Alpi Milanefi verfo mo. Lafjio làdìverfa foggia di ve- 
i Grigioni induftrìofi/fimì \ laboriofj ftire, e di parlare in tutti quefti che 
al fómmo , fvegìiati , pacìfici , ed farebbe curiofa cofa 1* offervare , e 
umani . Quelli dell' Alpi Bergama- che prova pure quanto ec» 
iche e Brefciane fìfcri e laboriofi , (1) Interiere per oram tramine y 
ma ruftici e collerici , e rozzi al Tel/aon , Taljatìum . Ex Venetis ^A- 
iornmo . Subito dopo que* dell* Alpi fina & Celina . Taurìfch T^oreja . 
Veronefi e Trentine melenfi, accor- Carnìs Segeflas & Ocra. id. I. 28. 
ti ò ed induftriofi , e non tanto of- (2) Ocra pars eft bumìUìma oli-' 
piiaiieri . Saccedono a quefti quelli pium non longe ab ^Iquueja . Strab. 



Parte Seconda* 142 

no, Marcellino , e gì' altri tutti riportati ; non Ci potrà dire T 
che dalli Romani nelle loro lunghe e fanguinofe guerre cogli 
Alpini foflero diftrutte perchè fé appartenevano a' Veneti con 
quefti non ebbero mai guerra e discordia . Avranno bensì rovina- 
te quelle che alli Carni e Taurifci appartenevano , ma non quel- 
le cinque che erano de* Veneti , cioè Atina , e Celina che fchiet- 
to lo dice Plinio, e Tramini , Palfazio , e Pellaon, perchè la 
marittima loro porzione induce a concederle a quefti i popoli 
venuti fecondi nel paefe, ed anche perchè i nomi loro Grecheg- 
giano fé non m' inganno . 

Li Carni , Giappiggj , Iftri , Illirj erano tutte genti feroci , 
predatrici , e turbolente : ftavono contermine e vicine a J Veneti di 
là dal Timavo , e fopra i monti intorno : poflbno dunque co- 
ftoro aver diftrutte quelle cinque Città in qualche antica ed ora 
ignota guerra chi sa poi quanto prima che i Romani alla Vene- 
zia dominaflero . Plinio nominò altre Città antiche rovinate io 
Italia per guerre prima de' Romani già fiate , come Melpo che 
flava in qualche parte della Lombardia , e la nortra Spina già 
da' Galli diftrutta . Strabone medefimo ( 1 ) replicatamente ram- 
menta le continue incurfioni , e danni che quefti montagnuoli 
facevano alle pianure , ma Livio poi ben chiaro moftra quefte 
antiche guerre contro i Veneti , e V aver quefti in alcuna di ef- 
fe perduto una parte del piano Friuli verfo il Timavo , quando 
racconta avere appunto i Romani eretta Aquileja in tal fito per 
frenare V incurfione de* barbari , e non conducendofi ordinaria- 
mente colonie ne' paefi focj , amici , e pacifici , ma folo nelli 
paefi conquiftati , e fofpetti , e non avendo neffuno traccia di 
guerra de* Veneti contro i Romani per cui meritaffero di avere 
una guardia , ed un freno nel paefe , fi conofce che quefto pae- 
fe più Veneto non era , ma di altra gente . E di fatto Plinio 
ditte che quella Città fui tenere de' Carni fi flava , (2) e non 
quel de* Veneti , e Strabone ancora ditte lo fletto , ( 3 ) aggiun- 
gendo anche che un fiume colà limitava di quefti il paefe , il 
quale potrebbe effer flato il Tagliamento . Non era dunque più 
de* Veneti tal luogo al tempo de' Romani , ma lo era ben pri- 
ma , come abbiamo potuto veduto , poiché un Tempio poflede. 
vano etti fopra il Timavo , e lo prova ancora V autorità dello 
fletto Livio; il quale racconta che una partita l\ì Galli fcefa da* 
monti nella Venezia fi pofe e nell'agro poco dif colio dal fito ove or.i 
fià Aquileja (4) . Egli dunque confiderava a' Veneti ancora ap- 

par- 

( 1 ) L. 4. ( $ ) Sita efi Jiquìhja extra Vene- 

(z) aquileja Colonia » Camorum forum fines . Strab. 
b&c regio, Piin. 1. 25. (4) Eodem anno Galli in Fe?z 

$':am 



142 Saggio fopra i Veneti Primi. 

partenere il paefe per gius probabilmente di antico pofllfTo; e tan- 
to più che egli fìefib riporta come difetto e innabitato era quel fi- 
to , il quale cosi non era certo una volta , fé come dico e* era 
un Tempio celebre , e nazionale e varie Città lungo la colia . 
Da più antiche e rovinofe guerre era dunque flato ridotto in 
un tale flato s da guerre e da moleflie forferte dalli Veneti pel- 
parte de' barbari Alpini proifimi ad elfi . 

Da quanto fin 3 ora ho epilogato lì può comprèndere fé notì 
isbàglio che dell'Italia una delle più cthbxì parti deve effere fia- 
ta la Venezia . La qualità del Tuolo , la vicinanza al mare , i 
molti e grofiì fiumi che la bagnavano , la fua pofizione partico- 
lare per facilmente aver traffico con li paefi Settentrionali , e con 
tutto il Levante Europeo -, anche fotto il Romano Dominio *la 
refero ripiena di popolo , ed adorna di Città ricche e ragguarde- 
voli. Parvemi alcuna volta olTervare che quando era già in» gran 
parte decaduta l'Italia , la Venezia in confronto dell'altre parti 
di elTà fi manteneffe popolata e florida . Quando Roma pofe H 
tutti il fuo giogo né più rivali ebbe a Superare , Roma divenne 
centro comune d' infinite genti diverfe ed oppofte , che vi conduf- 
fero ognuna li proprj vizj , e le proprie fuperiliziòni . Quanto di 
cattivo fparfo fi trova , per il Mondo ( diceva Tacito di quella 
Città parlando ) qui tutto fi raccoglie e fi iinifce . ^L'ozio -, là 
voluuà , ogni cattiveria in fine vi dilatarono il loro potere , e da 
eifa fi fparfero a poco a poco per tutta T Italia . La libidine 
sfrenata , il ludo , e le conféguenze di tali vizj fecero orribile gua- 
ito , così che T Italia divenne troppo diverfa da quella che pri- 
ma era fiata, e quanto crefeeva la Capitale, tanto fee ma vano le 
Provincie in abitatori ed in ricchezze . La Venezia eia fituata 
più lontana da Roma perciò men : fcggétta al cattivo efempio ed 
alla avidità de Grandi , e poi ella era interfecata da molte di 
quelle primarie vie , oper^ fi spenda de Romani che 'facevano co- 
municare T Oriente celi' Deciderne , F Europa con T Afia , Roma e 
•l'Italia con tutta la Germania , e li paefi firuati verfo il mar Ne- 
ro . Dovea tal cofa pertanto mantenervi continuo e vivo commer- 
cio , ed un paiTaggio cosi grande che difhcilmente ora fi può 
comprendere . 

La ricchezza ed il traffico della fola Aqiiikja tanto celebrato da- 
gli antichi , quello di Padova pure ed altri dati che forfè altro- 
ve fi riporteranno , provano tal cofa . E quella fia forfè la caufa 
per cui efiendo ella fiata tante e si TpelTe volte feorfa e predita 

dalli 
tìam fine populatione aut bello qua 'procul inde ubi n un e Àquile) a eft > 
ìnculta per folitudinem viderent , ec. &c. Id. i. 41. 
Liv. 1. 39, Calzi Oppidumin agro 'qui nume 

Galli tranfgrejft in Veneùam , : ' baud jtquilejsnfu' efl 3 dsdìficabant . Id. 



Parte Seconda « 143 

dalli barbari , pure fembra. offervarfi che ella rimetteva*! ben pre- 
tto niente che averte di tregua , manifefto fegno pertanto à' in* 
terno vigore e di forza propria e nazionale . E' ben vero però 
che anche il coftume anima di ogni focietà e caufa prima del 
buon effere di quelle , più intatto fi mantenne nella tranfpadana 
Italia che altrove ; perciò anche quefto può avere contribuito al- 
la più tarda decadenza della medeiìma . Vedremo altrove un po« 
co più a dirtelo tal cofa . Ma che quefla Regione foffe fomma- 
mente apprezzata dalli Romani infieme colla vicina Gallia Infu- 
brica dopo che tutte due furono refe ad etti foggette lo fi vede 
in Cicerone che chiamolla il fiore del Romano Impero, l'ornamento 
e il fofiegno del Popolo Romano ( I ) ; da Claudio pure che diffe 
folo allora effere la Repubblica aumentata in potere quando in effa 
comprefi furono i Tran/padani , e da Floro che fcelto tratto ditte Ja 
Venezia (2). Soggiacque però in ultimo anch' effa alla forza mu- 
tabile degl'anni, ed all'urto delle procelle che atterrarono l'Im- 
pero , più di ogn' altra Italica contrada patendo lo sfogo delle 
barbariche genti , perchè la prima ad effere affalita da quefte per 
farfi flrada a diftruggere quefta più beila parte di Europa già Don- 
na de 5 popoli un tempo , poi fatta preda e parto d' ogni più ra- 
pace ftraniero. 

L' antica Venezia fu parimenti di moltiffimi illuftri uomini fe- 
conda in ogni fona dì fcienze , molti de' quali falirono a' primi 
onori della Repubblica, o furono celebri per virtù e per coftumi e 
Di tutti un breve cenno farò altrove , bafti ora folo 1' offervare 
che Veneto fu il Principe dell'Epica Poe fi a , Veneto uno de' più 
celebri Storici antichi , e che la Venezia ne' fecoli Romani pro- 
duffe un numero tale di uomini rinomati che difficilmente un fi-. 
raiile vantare ne poffono l'altre Italiche contrade. 

DELLA VENEZIA MARITTIMA ANTICA. 

LA parte proffima al mare dell' antica Venezia fu celebre fina 
da' fecoli più lontani , ma molte incertezze e contradizioni , 
molte ofcurità e molti errori parimenti fi trovano allorché fi vuo- 
le della medefima teffere una qualche descrizione . Quefta che in 
progreffo raccolfe nel fuo feno i popoli fuggitivi dalla terreftre 
ed a queftl diede un afilo di pace e di fierezza contro 1' ira ed 
il furore delli diftruttori d'Italia, quefla fu pure centro mai ferri* 
pre di tutte l'acque che irrigano e fcoprono quant' è 1' Italia tra 
gli Appennini e T Alpi comprefa e limitata . Fu per quefto fog- 

getta 
(t ) Illa flos Italia .... populi (a) Venetia quo fere trafili Italia, 
Roman} ec, Philip. 5. mollijfìma ejl . Fior. 



3 - 



144 Saggio fopra i Veneti Primi. 

getta a grandi mutazioni ., fu per quefto foggetta a cambiare fu- 
perficie più volte., ora l'acqua alla terra togliendo, ora donando, 
ora il mare , ora i fiumi lo fteffo terreno coprendo., per cui dif- 
ficile è il difcorrere di effa con giufiezza riguardo all J antico fuo 
eflere, refo anche ofcuro ed incerto dalla mancanza di buone me- 
morie , e dalle varie opinioni degli uomini fempre tra loro più 
degli elementi medesimi in .difeordia e in conflitto . 

Se io pavento di avere azzardate congetture poco foftenibili iti 
paffato, molto più temo di avventurarne di tali anche in prefen- 
te che di quella antica Regione devo parlare, ma quelle procure- 
io certo per quanto faprò convalidarle con fatti, e non fon lem- 
plici fuppoiizioni , e ognuno poi penfi come vuole , le rigetti, le 
impugni , che niente ciò ferve , dandole io per pure congetture 
•e fiappofli, per femplici idee oziofe e nient' altro. Parlerò prima 
in generale delle antiche paludi dal Pò e dagli altri fiumi for- 
mate ben addentro verfo Occidente a verfo 1' odierno Piemonte e 
fino al mare eftefe come fi crede ; dirò in feguito qualche cofa 
di una parte di quelle più al mare vicina e verfo Auftro diretta 
cominciando dalle foci del Pò fino a Ravenna e dove ftavano 
Adria e Spina ; finalmente m' ingegnerò di fare uno llorico efa* 
me dell'altra parte delle medefime al Nord ellefa , cominciando po- 
co fopra le foci medefime e interrottamente correndo fino a Gra- 
do • Quella fu propriamente la fede de* Veneti fecondi , dove 11 
fidarono e crebbero di nuovo ne'fcorfi tempi . Ma volendo alcu- 
na cofa fcrivere fopra le primeve antiche lagune che tanto in^ 
gombrarono dell' Italia Settentrionale verfo V Occidente noflro , 
mi fi permetta in prima Y efporre un mio penfiero fopra la pri- 
mitiva formazione delle pianure fopra le quali ilavano quelle vec- 
chie lagune , penfiero che forfè farà però relativo allo fiato anti- 
co delle lagune medefime. 

In qualunque maniera fofìe difpofta la fuperficie della terra 
innanzi all' univerfale cataclifmo che tutta e per tutto la fconvol- 
fe e la rovefeiò , in Aiverfo modo coftituendola da quel che era 
prima., io, quali direi che pianure grandi non efifìeiTero in nefflia 
Juogo , ma folo Monti ed acqua , ed ecco ài tal cofa le ragioni 
tratte da qualche naturale oitervazione , e dalla Storia ancora fé 
fi vuole . Io mi rapprefento la fuperfizie deJ Globo ne' primi gior- 
ni pofdiluviani occupata folo da montagne e da Colli , e cheque- 
ile afprezze , ed elevate terre conili tu iffero in allora Y afeiutt a par- 
te ài effo, il mare poi occupando tutto il rimanente, e mancan- 
do affatto i piani orizzontali o poco declivi e vafli che da' monti 
principiando ora al mare terminano , o da quello fono intorno 
circondati largamente ed a grande diftanza . Quelli forfè fi for- 
marono col tempo e con gPanni, accrefeendo cosi Y afeiutta par- 

te 



Parte Seconda. 145 

te della Terra , ma la più antica porzione di quefta , e la prima 
abitata dagl' uomini fu folo lamontuofa, perchè effe fola era feo- 
perta . Flagellati poi di continuo i Monti dalle pioggie , e dalle 
Nevi, quelle precipiti feendendo giù dalla china , colie terre , e 
colle arene feco rapite, cominciarono fecondo i luoghi più 9 me- 
no follecite ad interrare i feni di mare da monti chiufi , e il mare 
ancora aperto che i piedi batteva di quelli , facendolo in confe- 
guenza allontanare dal monte a poco a poco , e ritirandoli lafcia- 
re a [ecco un tratto del fuo fondo già colmato al pie de' monti. 

Un tale interramento più pretto e più follecito potè feguire in 
certi luoghi come ne* feni di mare già accennati , e chiufi tra 
non difeofti filari di montagne , da cui ne nacquero le valli , e 
più prefto colà dove i climi voleano follecitare tal cofa , colie 
più fpeffe e più copiofe pioggie che fopra li monti cadevano co- 
me in tutta la Zona Torrida fuol avvenire, (a) Così effendo , le 
prime grandi pianure e più antiche del Mondo colà dovrebbon ef- 
fe re , e per l'indicata caufa , e perchè le più alte, più e (le fé , e 
felvofe montagne ivi pure elidono . Le terre , le fabbie , le ghia- 
je , i falli , rapiti dalle pendici, e rotolati al baffo, per la gra* 
vita loro doveano fermarfi poco lungi dal monte, e col continuo 
feendere di nuovo materie continuamente ancora innalzarli, per 
cui a poco a poco dovea venirne un piano fopra 1' acque folle va- 
to dei mare , ed alle falde del monte congiunto . Quefto piano 
per molto tempo piuttoflochè allungarli , doveva fempre crefeere 
in altezza ( almeno per la maffima parte de' luoghi ) colla con- 
tinuata depofìzione della lavina, e formare un pendìo rapido ed 
inclinato affai ( come tale fi offerva effere molte volte la pia- 
nura a canto il pie degl'alti monti ) , fopra il quale pacando di 
nuovo le torbide che continuavano a feendere dal monte veloci 
bene fpeffo e impetuofe , urtando effe in quefto primo piano pote- 
rono coi tempo fenderlo efcavarlo ne' fiti di minor refiftenza , for- 
mandofi un alveo o canale , entro al quale meno veloci che per la 
colla del monte e unite correvano al mare . Ciò fuppoito , tale 
farebbe flato il principio di quafi tutti que' lunghi corfi d* acque 
rijìrette e chiufe che Alpeggiano fulla Terra , e che gì' uomini 
chiamano Fiumi . incanalate Tacque, i piani declivi ( che fi pò- 
trebbon dire primieri , ) più non lì alzarono , appunto per que- 
fta ragione , ( almeno per molto tempo ) ma continuando effe 
a correre e condur feco e terra e ghiaja , deponevanle a pie di 
quefli piani , dove la foce aveva il loro alveo , e così più lungi 
rifpingevano il mare, e nuovo e fecondo piano a poco a poco for- 
Tomo I. T ma- 

(a) Andes . Mont. della Lana o nia, Tauro ec. 
di CarTreria , Moaomotapa , Abilfi- 



i4<* Saggio fopra i Veneti Primi. 

mavano al primo congiunto e meno di quello declive e inclinato . 
Dove locali circoftanze facevano più frequenti e più abbondanti 
le piene , quefto piano allungava]* maggiormente , e guadagnava 
maggiore fpazio fopra il mare , ed un terzo piano col tempo for- 
mava unito al fecondo , meno declive ancora , anzi orizzontale fé 
troppo innanzi Y acque fluviatili o montane fpingevano e lungi 
dal monte deportavano in mare le loro torbide . Ma quefti effet- 
ti dovettero variare al fommo , fecondo la qualità , quantità , du- 
rata , e circofianze diverfe delle caufe che producevanli ; cioè a di- 
re della altezza , porzione , e/ienfione , qualità de* monti ; del 
declivo di effi ; della quantità e durata delle pioggie fecondo i varj 
climi; dei fondo e del moto locale del mare. 

Tutto ciò ed altro che tralafcio , potè per confeguenza ( an- 
zi dovette ) caufare mille variazioni nelle pianure, caufare in fi- 
ne quanto di vario fi vede fulla piana fuperfizie della Terra, per 
i altezza , per la declinazione , per la eflerna ed interna compofizio- 
ne ec. Ma per reflringerci alle pianure majfime , a quelle per lo- 
cali <:aufe più lungi dalle montagne continuate , quefte fi allunga- 
rono tanto perchè l'acqua fcefa per gl'alvei da fé medefima efea- 
vati nel primo piano declive , arrivando a correre fopra il fecondo 
meno declive doveva allagarlo nel principio in tutte le maffimc 
piene, ed allagandolo in tale occafione innalzarlo col tempo, ed 
innalzandolo, per mezzo ad e fio efeavarfi un fecondo alveo o ca- 
nale per la forza de' filoni correnti , entro ad effò correndo a 
fcaricarfi nel mare, e così allungava Y alveo o fia il Fiume , ed 
alla foce di quefto andava fabbricando un terzo piano fempre più 
difeoflo dal monte , e fempre meno inclinato . Effondo poi dove 
maffima , dove media la combinazione di tutte quelle circoftanze 
Fifiche che caufano le grandi intemperie , e che accrefeono alle 
volte quefte anche regolari in certi paefi riguardo alla ftagione ed 
alla durata ( come avviene in tutta la Zona Torrida ) , quando 
fuccedevano maflìme innondazioni fopra il fecondo o il terzo pia- 
no l'abbondanza e l'impeto delle correnti poteva mutare la dire- 
zione dell' alveo entro al quale effe correvano , e formandone un 
nuovo diverfamente diretto , allargare così quefti piani da più la- 
ti , aumentandone perciò in larghezza lo fpazio . Ed è per que- 
fta che nelle vafte pianure s' incontrano le fluviatili depofizioni 
tanto lontane dal fiume , che feorre in qualche parte di effe al 
prefente . 

Non poffo più eftendermi fopra tal cofa , che rimane avvalo- 
rata dalla comune offervazione , che quanto più fi accollano a' 
monti le pianure , tanto più falgono , generalmente parlando , e 
falgono rapidamente bene fpeflbverfo di quelli, evic^verfa quan- 
to più al mare fi accoftano (fé fono grandi), tanto più orizzon- 
tali 



Parte Seconda. 147 

tali fi fatìno. Così pure che tutti li majjimi piani fi trovano do- 
ve efilìono majfimi fiumi , cioè dove coirono più abbondanti V 
acque montane , oppure dove quefte benché minori , moltiplicate 
però e vicine, eguagliano uno de* grandi nella quantità dell' ac- 
que benché divih . Ed è vifibile tal cola nelle vaftiffi ne pianure 
attraverfate dall' Vragnay , dal Rio della Piata , dal Miffipipì , dal 
Negro , dall'Eufrate , dal Danubio , e dai Pò . Se quefte pianure 
fi eliminano veggonfi contenere a grandi diitanze e fopra la fu- 
perfizie e fotto di quella , quelle terre , e quelle materie medesi- 
me che feco di continuo portano V acque de* fiumi iuJdetti , e 
cavandofi il terreno come dico anche a grande lontananza dai 
prelente corfo del fiume , s'incontrano difporte a (irati le antiche 
deposizioni dei fiume medefimo che corfe ora per una parte ora 
per l'altra dì quel piano che da lui ebbe la prima origine. Così 
pure i piani al monte vicini fovente (mo coperti da pietre in- 
formi , e da copiali ciottoli rotondi , e var] in figura ed in foftan- 
za . Sq quelli ciottoli e pietre fi eliminano , limili fonoaili mar- 
mi che formano le fchiene de' monti fuper/óri , e troppo chiaro fi 
vede che da quelli furono a forza fiaccati dall' empito delle lavi- 
ne ♦ Più crefeono in groffezza quelli falli e in quantità , più che 
al monte fi va vicino , e minorano dell' una e dell' altra di ma- 
no in mano che da quello allontanafi ; coficchè più lontano gbia- 
je folo s'incontrano , e fé la dìfhtnza va crefeen io , quanto più 
al mare fi approffnna più fittili li fanno le ghiaje , e foia arena 
e beletta copre alora le pianure . Cosi per la general legge del- 
la gravità deve effere , rimanendo le più pefanti materie rapite 
dall'acque vicino al luogo dove furono tolte, più predo precipi- 
tando per il pefo , ìe più leggere p.ù tarJi e più lontano come è 
naturale . (a) ole fcavi fi fanno negli piani più proffiini a' mon- 

T 2 ti, 

(a) Perle eminenti ed eftsfemon- tkiaja e centinaia di miglia le vafle 
tagne che tanto ii alzano colà in pianare fcotfe JalMiflipipì fono tut» 
America , Colà pure ehltooo fVrfe i te fòr nat- dalle deposizioni dello 
fiumi più grandi della Terra. Nevi ftèflo, pò o itimo antiche a mifu- 
e grandini full' alto fempre le co- ra che fi fair* verf) l'interno ed ai- 
prono, ed acquazzoni rosi impetùo- io pa^fe . Qua i tutta la batta Lui- 
fi le flagellano per mefi 'meri eh' 5 giarta da $ \. a 2y. g adì di Ut. p - e- 
non abbiamo niente di fimile. Cosi tende fi tutta a poco d poco da que- 
r alte montagne del centro deil' <i Ho fn'me formata. Le prime bafTe 
frica e dell' Ada danno origina a colline potte al Njrd fono piene di 
grandinimi fiumi ed a*i i Jungh: eh? O Iricfce in quantità immenfa , ed 
appunto formano i vali; p:«ni e fai- \ 'Hacch toebet ndle loro Storiche 
to eftefi delia IV'aria , deiìa Me Caiizonira al mentano 1 tempi quan- 
fopotamia, del Ziara , de a N gn- d<> il mare u tavain q-xt* colli, An- 
sia, deila Luigiana , del Paraguaj . che qui in I alia le grandi pianare 
Nell'America SetUiiirionale per cea- accomodano i g:\iaAi fiumi , e 

dove 



Il 



148 Saggio fopra i Veneti Primi. 

ti, trovatili profondi (Irati di grotti ciottoli, e di arene , li quali 
troppo indicano faccettivi accrejcimenti , da fucceffive e replicate 
alluvioni prodotti . Così pure per lo più nelle pianure eftefe 
affai lontano da' monti la fuperfizie delle medefime moflra effere 
formata da terra fpugnofa e vegetabile , fé però al di fotto di 
quefta fi fcava , o fabbie o marino fondo fi incontra , la prima 
erotta avventizia effendo e formata dallo fciogli mento e putrefa- 
zione di cento corpi diverfi , e dalla mano coltivatrice degl* uo- 
mini . Si vuol anche offervare che la parte montnofa , è maggiore 
affai della piana fulla Terra . 

A quefte comuni offervazioni altre fé ne poffono aggiungere 
fatte fulle montagne medefime , ma effe troppo fi dilungavano 
dall' oggetto principale di quelìo Saggio , perciò patteremo a ri- 
portare alcuna offervazione (lorica che fembra indicare effere fia- 
te le montagne il primo abitato delle nazioni . Mosè molte vol- 
te neir accennare i paefi abitati dalli Discendenti di Noè fi fer- 
ve , ed ufa Tefpreflìone di Ifole delle genti . So che molti credo- 
no aver egli intefo parlare deirifole nell'Arcipelago e Medi terra* 
neo pofte ( quando fegnò i paefi verfo Occidente dove fi pofe la, 
poflerità di Jafetj, e di Javan), ma accordano però che oltre V 
ifole fuddette , che poche poi fono e picciole per nominarle con 
così efpreffa diftinzione , li paefi fi devono comprendere dalli fud~ 
detti mari bagnati. Pare a me oltre quello che Tefprettìone del- 
la vulgata : Divife furono V ifole per le loro Regioni : e la verdo- 
ne pure di Pagnino che dice anch' effa : Furono feparate V ifole 

delle 
dove quelli fcarfeggiano , o fono o arenofi , uniti, o difgiunti, più o 
piccioli , ovvero V acque montane meno declivi , più o meno vediti 
frappano per fetterranei cunicoli , di piante ec. L' iftria ed il Carlo è 
mancano ì piani , o. brevi fono e quali privo di piani perchè manca 
riflretti . L* Italia Settentrionale che di fiumi che corrono fotterranei in 
riceve l'acque tutte dell' Alpi e deli* que* luoghi. In principio però a pre- 
Appennino poflìede le pianure più cipizio e follecitaonente V interra- 
ampie . La Meridionale piena dì mento del mare al pie de' monti do- 
rnonti che per particolari caufe man- vette farfi, e fuori di etto apparire 
dano piccioli e fcarfi fiumi, piccio- i primi piani ben pretto , ma non 
li e brevi piani perciò poifiede, che così preflo abitatili dovettero però 
per lo più non fono altro che vai. farfi. 

li colmate in mezzo a* monti . De- Lo fcrofta mento ds' monti contì- 
trarre però fi deve i luoghi baffi dell' rua fempre , e in confeguenza i r 
Arno, e del Tevere che fono li fiu- innalzamento de' piani come lo prò*. 
mi più grofiì dì colà e la pianura va il vederfi fcavando in antiche 
Pugliefe . In generale dipende mol- Città fucceilìvi piani dì abitazioni 
to anche ciò dalla maggiore o mi- orafeppelliti . Per quefto alcuni ma- 
nore diflanza delle catene montuofe ri alzano il proprio letto, fenza pe. 
una dall'altra , dalla natura e qua- rò diminuire la mafia la quanti- 
lità degli fieffi monti, o marmorei , tà delle Ior acque ec. 



Parte Seconda* ì}f 

delle genti fecondo le terre di quelle : ( i ) alle quali preflb poco fi 
uniformano anche T altre Verfioni ; importi un fenfo più affai dif- 
fufo e grande , e che lo Storico Sacro abbia intefo parlare di 
paefi affai maggiori ed eftefi , di quel che fiano le picciole ifole 
Greche, o le poche , benché grandi , del Mediterraneo . La pa- 
rola pertanto cVifola ufata da Mosè per efprimere le vafte Ra- 
gioni Occidentali o fia l'Europa intera , può egli averla ufata ,. 
onde efprimere lo fiato della medefima ne' giorni diFaleg y o uà 
al tempo in cui fucceffe la difperfione degl' uomini , cioè come 
ella poteva effere ancora in gran parte un aggregata $ ì folate ter- 
re rìnchiufe dal mare , e confitenti ne gruppi delle montagne Gre- 
che 3 Italiche , Ifpankhe ec. che le radici loro ancor bagnavano in- 
mare . Forfè che pure la Storia profana accenna tal cofa , offer- 
vandofi che Efiodo ed Omero ufano alcune volte F epiteto dare 
d J ifole alli paefi lontani, che pur ifole non erano al tempo loro 
(2). Non avrebbono forfè così parlato, fecondo l'antica tradi- 
zione dello flato primiero delle Regioni ne' tempi ad effi anterio- 
ri [? Chi sa che tante cofe che ora non fi capifcono , e pajono 
inflittemi nel!' antica defcrizione del viaggio Argonautico fatta 
dall' antico Orfeo , e da altri, non fiano vere, ammeffo l'efpofto 
principio che ne' giorni rimoti più fuperfizie del Globo copriffero 
Tacque marine di quel che abbian fatto ne' fecoli pofteriori nelli 
paefi fettentrionali? 

Chi sa che dall' immenfa e più continuata antica eftenfione deli* 
Oceano non fia nata l' antichrffima venerazione per effo , e V Ido- 
latria così vecchia , che Sacro , e Padre delle cofe lo confiderava ? 
Chi sa pure che da confimil caufa non abbia avuto origine quel- 
l'idea così univerfale di rendere facre le vette de' monti alti, di 
orare fu quelle, benché da altro principio poffa effere venuta co- 
me ho detto altra volta ? Sovente la Scrittura fteffa , io offer* 
vo , ufa dare il nome di eterni a'monti ed a' colli , e indifferen- 
temente li chiama eterni ed antichi (3) . Perchè aili foli monti 
una tale denominazione ? E' vero che in fenfo attratto e profeti- 
co 

( 1 ) Hòc Tribus filìorum J^oe Je- 21. 22, & alib. 

cundum generatane s ab bis Qui fané procuì in receffu Infida* 

dìjperfe Junt injuló genùum fuper rum Jacrarum otnnes Thyrrenis vai* 

Terram. Sept. de ine lìti 's imperabant . Helìd. Theog» 

x/Lb bis feparató funt lnfu!<£ gen- in fin. ec. 

tium fecundum terras Juas . (3) De vertice antiquorum mon. 

S. Pagnin. tìum , de pomis collium aternorum « 

. Vilii Japbet . . , . ab bh divìfó Deut. 3$. 15. 

funt lnfulae Genùum in regionibus Dome vsniret deftderium collium 

fuis . Vulg. Genef. x. <esernorum . Genef* 49. 2*. 

(2) Lon° in qua s Infulas , Ho ai. il. 



150 Saggio fopra i Veneti Primi, 

co tali efpreffioni fi poflbno prendere , ma (laudo al fenCo lette- 
rale potrebbero effer nate ed eiìere fiate ufàte perchè i monti la 
prima e più antica abitazione erano flati degl'uomini . L'Italiano* 
flra è indubitato che in lontaniflimi tempi ebbe abitatori, ma que- 
lli la (loria ce li rapprefenta erranti prima (opra i flvofi monti 
di quella ( 1 ) , per cui dir conviene che piani ancor non vi fot 
fero, o fé vi erano già formati in parte al loro arrivo ( come è 
più credibile ) , innabitabili follerò ancora per V acq»?e f parie e 
(lagnanti fu quelli ; e tali dovettero rimanere per lungo tempo . 
Veggiamo coftoro in giorni ignoti ( perchè aliai lontani ) aver 
fabbricate fopra alti monti varie Citta in Umazioni (2) certa- 
mente difadatte , ed incomode , che non è prefumibile avef- 
fero fcielto , fé fertili ed agiate pianure avellerò poffedute . Di 
fatto tal cola fé' dire ad alcuno, che il timore di un fecondo Di- 
luvio portalle gì' antichi a così fare , poiché moltiffime genti ri. 
mote ebbero quell'ufo di allogare le Città fulle cime de' monti , 
e non de' piccioli o fia fopra i colli , ma tal' ora fui crine di di- 
fadatte montagne. 

Finalmente fembrami che la Scrittura medefima tale congettu- 
ra di nuovo confermi allora quando racconta che V Arca fermof- 
fi lulle Armene Montagne feemato che lù 1' empito del Diluvio • 
Scorfi circa quattrocent' anni dopo un tale evento li Difendenti 
di Ncè riiblfero erigere il celebre Monumento; ma prima, dice 
lo ò torìco Sacro, fi mojjero , fi partirono , e trovato un campo una 
pianura ivi abitarono (3). Dunque gl'uomini ancora uniti, (lava- 
no in luogo diverfo prima che fcendtjf->ro in quello piano , cioè in 
campo : e quelìo luogo altro pacit non potrebbe effere flato fé 
ron che 1' alto e wontuofo paefe appunto dalle Armene montagne 
coupato fepra le quali fi fermò Noè prima con i figli , e dopo 
i difendenti loro per alquanti fecoli ; non ancora etTendof! for- 
naio , uè affidato il piano lui quale (telerò dopo , e dove Dia 

li 

( 1 ) Truncis & duro robore nata riente inxene<unt Campum in terra 

Indocile genus & djperjum mon- òtuhaar 9 i$» babitaverunt ibi . 

t.bus altis . Vuig Genef. e. xt. 

V'ire Et jaèlum efi cum moverent ipfi 

(2) lAborìgìnes acacuminibus mon~ ab Oriente mve*&runt Campum. 

tìum Oeron ge>-os Montani te* Jupr. Sepruag. ibi. 

Mont. fixi qui primum m Montiius Et fu t cum profifeifeerentur ec. 

p affi m fine n>oen bus vicatim babita- S. Pagnini. 

bant .... Oppida in montibus ut Et jaclum cum proficìfeerentur in 

tum erat mos P\terum. principio (f> invenijfint Campum in 

Val. FUc. & Dionyf. Tèrra Baby Ioni s . 

O) Erat autem Terra labi* u- Paraphr. Chald. ibi. 
nius . Cunigue prcficjcerentur ab G- 



Parte Seconda. ijr 

li difperfe e divife in progreffo. Stanno appunto arNord-Eft del- 
la Mefopotamia quelle montagne verfo il Cappio , e eia effe comin- 
ciano Je valle Regioni comprefe e che fi eftendono fino alle fo- 
ci del Tigri e dell' Eufrate . Quefte nello fpazio di tempo cor* 
fo dal Diluvio fino all'epoca nella quale fu divifa V umana fo- 
deri, poterono formarfi coir acque difcefe giuda que'nevofi mon- 
ti , le quali in progreflb fi [cavarono nelle proprie depofizkmi que- 
gì' alvei, che Eufrate e Tigri dopo differo gì* uomini , entro a' 
quali fi fcaricarono in mare. Certo in quella pianura non abita- 
va l'antica umana famiglia prima dell' epoca di Babele , poiché 
in tal cafo non avrebbe la Scrittura ufato V efpreffione , fi tnojfero 
di unanime ed universale confentimento , viaggiarono partirono per 
colà arrivare , ed effa parla degli uomini non ancora divifi ma 
Itamente abitanti e fermi in altra Situazione , o luogo , che altro 
non può effere fé non che il montano paefe che circonda da Set- 
tentrione le baffe pianure eftefe fino al golfo Perfico , nel quale 
Noè in principio avea pofta la fua dimora , e la fua fede . 

Forfè la tradizione degli Orientali in qualche modo tali con- 
getture avvalora , poiché anch' efla su que' monti appunto alloga 
i primi uomini pofdiluviani , ed oltre ciò è cofa nota che le an- 
tichiflìme pianure di Senaar erano e fono v^fte , arenofe in più 
parti , pendenti verfo il mare di Perfia , poiché colà rivolgono" 
tutte l'acque di effe , ( come in quefte noftre Padane ) verfo il 
mare terminano in paduli, e fommerfi terreni. IlKirker (i) rac- 
conta di aver vedute vecchie carte Arabe , le quali dicevano che 
il mare in tempi rimoti aveva coperto tutta la pianura e il di- 
fetto , chiufo tra il Mar Roffo ed il feno Perfico ; ed il noto 
Arabo Geografo Abuffeda conferma tal cofa raccontando la vec- 
chia tradizione di que' luoghi che il fuddetto mare Perfiano arri- 
vafle una volta fino a Kiuffa (2) . Ma è ormai tempo di por 
termine a tali congetture , le quali folo in confufo qui fi fono 
riportate lafciando altri dati che potriano far credere effere flati 
i foli Monti la prima fede degl' uomini, che fopra i piani non 
fcefero fé non che allora quando innalzati dalli fluviatili fedimen- 
ti collo fcorrere degl' anni fi affodarono ed afciugarono , e quan- 
do crefcìuti di numero fi accrebbero le caufe naturali e fifiche 
che li forzarono a fepararfi e dividerli . Il detto fin' ora avrà 
per altro correlazione con quanto ora fi dovrà dire intorno a' 
piani Veneti e Lombardi , ed alle ftagnanti acque in antico fo- 
pra di quelli efiftenti . 

Formano le pianure Venete , e Lombarde la parte maggior 
deli' Italia Settentrionale di qua , e di là dal Pò , verfo Torino 

co- 

(1) Mund. fi.bterr. e. 2. (2) Bufching. T. 26. p, 170. 



I 5 2 Saggio fopra i Veneti Primi • 

cominciarfdo e fino all' Adriatico venendo , oltre il braccio che 
eftendono per fopra il Golfo fino ai-li monti di Gorizia e del Car- 
io , ed un altro fimile che fi diffonde al Sud , lungo i monti Ro« 
magnuoli e lo fteffo mare fino oltre Ravenna . Tutto quefto pia- 
no terreno al Nord rimane limitato e chiufo da alte nevofe Mon- 
tagne , e così pure al Mezzogiorno , air Occidente , e in parte air 
Oriente ancora. Suppofìa vera la congettura fovra efpofta in prin- 
cipio ., il mare avrebbe coperto tutto quefto fpazio , e fovra di 
elio Tacque ondeggiando un fé no avrebbono formato le cui /pen- 
de farebbono ftate i monti deferitti . L' Alpi eftendono molto le 
gibbofità lor nelle regioai dentro via fituate , abbondano di ne- 
vi , e pioggie fpeffe vi cadono fopra . La loro pofizione proffima 
al mare , e l'andamento arcuato , ed oppofto dell' alpi medefime 
riguardo al mare Adriatico e Mediterraneo , fa sì che che arre- 
cano i copiofi vapori che di continuo fi follevano da tutti due , 
€ i venti Auftrali ( generalmente autori delle pioggie) accrefeono 
ancora tal cofa , poiché portano fempre contro di effe quelli va- 
pori che fcappano via da' mari , e ve gii ammaliano , finché fi fciol- 
gono in nevi o pioggie abbondanti fecondo laftagione. Ed è per- 
ciò che full' Alpi iettentrionali , più forfè che fopra gli Appenni- 
ni , abbondano le pioggie, e certo poi le nevi ( e per quefto più 
groffi fiumi feendono da quelle fopra di noi ) le quali .continue 
e rovinofe me 3 giorni rimoti rotolando giù dalle cofte trafeimavano 
feco tutto ciò che dalle medefime rapivano , e deponevanlo tutto 
in quefto chiufo feno di Mure 9 le cui fponde formavano V Alpi e T 
Appennino • 

L' acque lungo i greppi dell 3 Appennino correnti lo fteffo far 
dovevano dall' altra parte , cioè condurre nel feno fuddetto fab- 
~bie, faffi, e terre , e ghiaje, e quefto feno che poi non era (co- 
me non lo è pure in prefente la pianura forta da effo ) fomma* 
mente largo, ( poiché in più luoghi ftando full' Alpi fi veggono 
gli oppofti Appennini ) , dovette a pie de' monti interrarfi ben pre- 
ilo , e generalmente nelle Umazioni pedemontane apparire folle- 
citi i primi piani sl quefti anneffi . Le aride e fallenti pianure di 
copiofi ciottoli e pietre rotte coperte , che veggoniì in tanti luo- 
ghi predo i monti Friulani , Trevigiani , Veronefi , Milanefi , e 
dalla eppofta parte ancora nel Morìanefe , Parmegiano ec. i pia- 
ni primi e li più antichi fi potriano quafi confiderare dell' Italia 
Tranfpadana. Continuando poi l'acque a feendere copiofe e ror- 
bìdt , fopra di quefti piani , in effi fi faranno fcavati de' canali o 
degli alvei) deponendo k materie al pie di effi , e nell'acque ma- 
rine fempre più li andavano allungando , e col allungarli inter- 
rando la più ad effi vicina parte di mare . Così fempre avanzan- 
do e dz Settentrione e da Mezzogiorno gli interramenti , cioè la 

prò- 



Parte Seconda* 153 

prolungazione del pie degl' Appennini da quarta e dell* Alpi d& 
quella parte , fi andavano avvicinando gli interramenti medefimi 
uer incontrare nella più baffa porzione tra quefte due catene di 
monti comprefa, nel centro cioè del marittimo feno , ( dove ora 
corre il Pò ) e rifpingevano Tempre il mare a Levante , poiché 
verfo quefto punto egli avea sfogo e non era chiufo da' monti. 

Sulle proprie deposizioni allungavano Tempre l'acque i loro al- 
vei entro a 1 quali coftanti e incanalate correndo formarono 
Trebbia , Adda, Ticino , Qglio , e quanti dal Nord e dal Sud „pre- 
cipitano nel punto più baffo dì quefta valle, oltre t Adige, li Me* 
doaci , e quegi' altri tutti che più in là verfo Oriente fi trovano. 
Chi prima , chi dopo , fecondo le locali circoftanze e del monte r 
e del nuovo piano avranno depofitate le loro torbide ne' luoghi 
più baffi di quefto feno o di quefta valle tra i monti rinchiufa z 
ma incontrando/* poi col tempo Y acque di tutti quelli fiumi nel 
l'addetto più baffo centro della medefima valle , confufamente ivi fi 
faranno mefcolate , e fìagnando entro alla fteffa ; ma ritroce- 
dendo però fempre più il mare a Levante , effe pure a quella 
parte dovettero moverfi e verfo tal parte prendere il loro fgolo , 
Crefcendo fempre il ritiro del mare, e le montagne e le torbide 
aumentando le depofizioni , e colle depofizioni in quefta baffa 
parte ( direi quafi centrale tra le due catene de* monti ) alzan- 
doti fempre più il fuolo , V acque fempre a Levante fcolando 
( perchè a Levante ritirava!! il mare ) col tempo e con gì' anni 
anche qui fi e/cavarono un alveo comune a tutte , ed un comune 
canale fi fecero , entro a cui V acque Alpine e quelle dell' Appen< 
nino corfero verfo Oriente nell'Adriatico. E queù.' alveo allungato^ 
rei tempo , ed a più unito corfo ridotto , ebbe un nome dagli 
abitatori de luoghi diverfo forfè fecondo che diverfi furono i me- 
defimi , Eridano cioè , Bodineo , Vado , o fia Pò . Egli in se folo 
raccolfe Tacque tutte degl'altri fiumi, e le conduffe al mare per 
un alveo così allungato col tempo, che un fiume ne derivò affai 
grande ed il maffimo tra quelli che bagnano l'Italiche contrade. 
Tale in fuccinto è il mio penfiero fopra il primiero fiato e con- 
dizione di quefti piani tranfpadani , e cifpadani , penfiero che mi 
fi affacciò alla mente in leggere certa Differtazione dell' Amati fo- 
pra il Rubicone , dove fi parla a lungo delie antiche Padane pa- 
ludi (1). 

Fu già detto che in lontaninomi tempi la foce di quefiV alveo, 
che io dico comune , o fia del Pò , foffe ne' contorni di Breffello nel 
Modonefe, e da colà fino a noi, ( fino all'ifole Venete ) detto 
Tomo L V Ma- 

(1) V. Muratori. Diflfertaz. Med. Amati del. Rubicone App. 7, p.5>e. 
sev. T. ?. 25. 



£54 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Marc. Ma fé confiderà r vogliamo che dopo un tal luogo, e ver* 
io la noftra parte mafiìmi e fpeffi fiumi fi trovano , Adige cioè , 
Brenta, Bachigliene, Piave, Livenza ed altri, quelli certo dalle 
non difeofte Montagne avranno fino ad una certa diftanza con- 
dotte le loro depofizioni ; ed oltre ciò , che dalla parte ancora di 
Mezzogiorno tra Berfello e noi altri fiumi efiftevano , come Cro- 
ffolo, Secchia, Panaro ec. che giù venendo dagli Appennini pre- 
cipitavano nella pm baffa parte ài quello tratto ( comprefa tra 
la fuppofta prima foce del Pò verfo il Taro , fino a noi ) non 
bene fi comprende come quefto fpazio poteffe eiTere un mare a- 
ferto o un' ampia Laguna come dicono edere elfo flato intorno a' 
tempi che i Pelafgi fabbricarono Spina , tempi ne' quali la foce 
del Pò flava proffima al Taro fecondo cheeffi pur dicono. Le tan- 
te materie feco tratte da tanti fiumi dovettero certo occupare di£~ 
fufo fpazio , dal piede de' monti fino al centro della valle, e for- 
mare per mezzo a quefla dell' ifole , de* doffi , per cui f^mpre al- 
zandoli il fondo , de' laghi , delle paludi , e degli flagra qua e là 
ve ne dovevano venire ; e non perciò un vailo efìuario ma- 
rittimo colà efiflere , e folo da falfe acque innondato in tal 
epoca. L'acque fluviatili (lagnavano forfè in varj luoghi, ed oc- 
cupavano grandi fpazj per tutto , ma le marine, o fole, o colle 
dolci mefehiate , folo più baffo , o fia più a Levante fi trovava- 
no, folo da vicino al mare rimafto libero e netto , al mare m* 
intendo fituato di qua ( rifpetto a noi ) degl' interramenti o de' 
piani caufati dall' Adige , dalli Medoaci, e dagl'altri più orienta» 
li fiumi, che flavano preffo poco dove ora pur flanno l' ifole no- 
ilre e li noftri lidi . 

Che il Mare abbia una volta coperto tutta quefta pianura e 
dai pie degli Appennini arrivaffe fino a quello dell' Alpi io ben 
lo credo , e già lo diffi da prima . Abbiamo vifibili legni di tal 
cofa nelle fpoglie marittime {coperte in più luoghi dell'Italia pia- 
na , affai profondamente feppellite fotterra . Tutti conofeono li 
celebri Pozzi di Modona (i), fcavando i quali trovanfi alla prò. 
fondita dLiS. piedi circa varj Arati fovrapofli uno all' altro or 
di fabbie e di ghiaje formati , ora di palufiri piante , e di offa 
d'animali e di pietre lavorate, midi e confufi , che moftrano il 
fucceflìvo rialzamento di quel fuolo formatofi collo feorrere de' 
fecoli e coli' opera dell'acque montane . Quelli che verfarono fo- 
pra T acque correnti convengono che quefle col continuo deporre 
interrano a poco a poco V alveo loro , e lo rialzano nel fondo , 

per 

(i) V. Ramazziti! T. a» Valifnieri. p. 56. 

brandi . p. ,.8o« 



Parte Seconda r *$$ 

per cut viene il tempo nei quale V acque in effo chiufe più non- 
ci ftanno , e devonfi perciò ipandere fuori del letto 3 innondare i 
campi d'intorno , e ftagnare Copra quefti ( i) . Se fupponiamo 
fuccedere reiteratamente tal cofa in paefi o in circoitanze tali che J 
gli uomini non vi mettino riparo, le fucceffive piene , e torbide 
fuccelfivamente fi fpandono fopra le campagne , e deponendo su 
quefte le rialzano di nuovo fino a tanto che la corrente maffi- 
ma fiia for&a non fi fcava nuovo alveo > entro al quale ri toma- 
unita a correre per molti anni fino a nuovi cangiamenti . In tal 
guifa in vario fpazio di tempo e con fucceffive allagazioni e de- 
pofizioni fi formano diverfi ftrati o varj piani uno fopra l'altro, 
a mifura poi delte locali circoftanze che infinitamente accrelcono 
o diminuifeono tali cofe . Così pertanto fi può dire chefianfi for» 
mati gli Arati Modonefi e tutti quelli che altrove pur fi offerva* 
no , e tale collante operazione de' fiumi fé' a molti f apporre che 
non fi dia altro modo di prefervare quefte noftre fattizie pia- 
nure dalla prepotenza di quelli , che togliendo gì' argini agli 
fletti e lafciando che corrano liberi per un dato fpazio ; e per ve- 
rità in malìima hanno ragione. Ma ritornando a' pozzi Modonefl 
vien detto efferfi una volta trovato un intero covone di fpiche e 
de' Nocciuoli , 24, piedi fotterra , e di più fi aftìcura che mai ac- 
qua o fonte s'incontra fé non fi cava 30. ed alle volte 40* piedi 
profondo . Quando fi arriva a quello fegno incontrali uno Arato 
cretofo e duriflimo , il quale forato con lunghe Trivelle , fubito 
che quefte fi eftraggono dal buco , fpiccia all' in su l'acqua impe- 
tuofa mente ed in breve riempie il pozzo fino ad una data altez- 
za . Si deve offervare che alle volte nel forgere V acqua dal foro 
quella (eco porta dal fondo rena , e minuti [affolìni che infieme 
con V acqua Hanno fepolti [otto lo /irato cretofo . Si olTervi pure 
che non di rado colà giù fi trova e nel più baffo , uno Arato 
più o meno denfo di [abbia groffa me/colata dì nicchj e Chiocciole 
marine infieme con Ciottoli rotondi alle volte fcantonati e [pezza- 
ti . Finalmente fecondo l' offervazione di molti quefte Fonti Mo- 
donefl ,. o fia il fondo da cui featurifeono rimane più baffo alcu- 
ni piedi dell r attuale livello del noftro Mare. 

Ora da qiiefti dati li può raccogliere , che in tempi ignoti e lon- 
tani il mare arrivava al di là da Modona verfo Occidente , poi- 
ché li corpi marini tanto [otterrà colà efiftenti moftrano che egli 
ondeggiava fopra un piano altrettanto fepolto . Così pure il li- 
vello di que' pozzi più baffo dell' Adriatico moftra ancora come 
quello liberamente poteva fpingere li fuoi fiotti fino a quei luo- 
go , tanto più facilmente quanto egli va foggetto ad un fluffo e 

V % gon- 

(O V.Beilom Differì full' Amo* 



i$6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

gonfiamento che quafi tré predi ordinariamente lo innalza • Vidi* 
in cenoOpufcolo fcritto nel fecolo pattato da un Ingegnere Man- 
tovano ( 1 ) , che {cavandoli profondamente vicino a Governolo 
( picciol Villaggio dove ora efce il Mincio in Pò ) per fare le 
fondamenta di quel Soflegno ,, fi trovò affai fot terra- un fondo du- 
ro e compatto, fopra il quale eranvi delle marine fpoglie efpecial- 
mente dell' Alga * Mi viene detto che a Sermide e in altri luo- 
ghi del Mantovano ,• poflo oltre Pò , nel cavarfi alcun Pozzo fi 
trovò dell' Alga , e per ordinario colà 1' acque anche fono peffi- 
me e non potabili y perchè il fondo de' Pozzi dal quale fgorgano , 
è formato di una creta dura e pregna ancora di fali 5 la quab 
refta feppellita fotto fabbia confimile a quella che trae feco il prof- 
fimo Pò . Anche nel Friuli corre inveterata tradizione benché con- 
fufa , che in certi luoghi il Mare arrivaffe una volta fluo- al pie- 
de de' monti di quella Provincia. Serva il poco detto fin' ora per 
faggio onde comprendere effervi flato il mare fopra il piano tut- 
to che forma l'odierna Lombardia e Veneziano una volta . Ma 
come io credo beniffimo che il mare vi fìa flato in qualche tem* 
pò, così non mi pare probabile che ne' tempi più vicini, ne' tem- 
pi de' quali la JStoria comincia a dirci qualche cofa di quefti pae~ 
fi , egli ancora fpingeffe i fuoi fluffi ad innondare quefto piano,- 
ed una falfa laguna formarne fino alle foci del Taro innoltrata r 
Fu fcritto come diffi più fopra che la foce del Pò quando Spina 
Jtmt * u fabbricata dalli Pelafgi poteva flare da pretto a quefto fiume 
'Prima d'-Q fia nell' odierno Parmigiano verfo Cafal Maggiore . Tutto il 
ora baffo Parmegiana perciò , Modonefe , Regiano , Fcrrarefe , Cre- 
3 > 4 ©• monefe , Mantovano , Veronefe y Polefine ec. era un falfo Eftua- 
.... rio fimile affatto al noftro , nel quale fi Scaricava il fiume fud- 
Trìmad'^^' * n ^ e § UIto > dicono , le torbide verfate de effo prolungarono 
óra. cogli interramenti la foce ben lontano a Levante , di modo tale 
1790. che poco prima dell'Era corrente quefta poteva ftare ne' contor- 
ni di Sermide groffa Terra Mantovana poco difeofta dal Ferra- 
'Anni re { e e Finalmente continuando 1' acque di quefto fiume ad affoda- 
^rtmad re ^ intorno la vafta marina palude, prolungò ancora l'alveo e 
l l o' 0# la foce fino al punto prefente, verfando le piene non più nell' e- 
fluario ma nel libero mare , e di quefto efìuario medefimo altro 
non rimafe che la Laguna di Venezia 5 e quella di Comacchio 
dalla parte meridionale . 

Tali cole faranno vere , -ma a me non fembrano tali , o pure io 
credo che fi confondino i tempi ne' quali poffono effere fuccedn- 
te . in giorni direi quafi primitivi dei Mondo pofdiluviano che 
da Venezia fino a' primi colli Piemontesi yerfo Occidente il ma- 
re 

(i) Bcrtazzolo > del Soflegno dì Governolo* 



Parte Seconda, %^f 

re ci folle , perciò ben 1 al di' là del Taro , io non lo nego , ed» 
efpofì già come pare a me che il mare medefimo cedeile il po- 
llo alla Terra in quello tratto d' Italia. Ma quando ( e ciò do* 
vette accadere in più luoghi foliecitamente ) quello fpazio fu-in*> 
gombrato fparfamente dalle terre, fabbie, ed altro giù da' monti 
portato dall'acque, non tardarono guari , oltre [primi piani e- 
levati al pie de' colli , e de* monti , ad apparire qua e là de* 
banchi , de* Joffi , e delle fé celie , per mezzo alle quali doveano' 
feorrere le piene fluviatili, fpanderfr, (lagna re ne' fui opportuni ^ 
ed impedire perciò il rimonto de' flutTr marittimi , che più tanto 
verfo Occidente efpanderfì non poterono. Dal Taro fino al Tito 
dove T antica Adria ora elìde benché non più fopra ih lido dei 
mare fituata , efiflevano certo non pochi e non piccioli fiumi 3? 
che in quello (iippoflo Stagno marittimo da Mezzodì , e da Set- 
tentrione conducevano 1' acque con tutto ciò che full' Alpi , e fu 
gli Appennini aveano rapito. Gravidi di belletta e dì arena,. Par- 
ma, Lenza, Crollolo, Secchia , Panaro , Reno, Sanremo cow 
tutti i loro confluenti verfavano dal Sud 1' acque loro in quella 
fpazio , mentre dal Nord maggiori acque facevano la fletto , T 
Oglio cioè con tanti confluenti , Mincio , Adige turbolento , q 
più verfo noi li non piccioli Medoaci , la rapida Piave , e tan- 
t' altri ricchi di acque tutti copiofì di terre ed arene , e fallì r 
rapiti dall'alto e da tanto tratto di paefe quanto dal punto di 
loro forgente fino a quello eftu a rio Padano era comprefo. 

Parmi per quello che in cambio di edere una vaila conca- d s 
acque marine il tratto tra il Taro ed il noilro Lido compreso r 
dovelTe anzi edere una palude fluviatile, uno llagno d'acque dol- 
ci ( fuorché più in giù verfo Levante ) ingombro dalle depofizio- 
ni di tanti fiumi, ognuno de' quali doveva interrare incontro al- 
la fna foce , e fi agno ivi delle proprie acque formare , e quelle 
poi a quelle degl' altri vicini fiumi unite correre a limarli nel 
centro più baffo, nel mezzo cioè, ed ivi in comune alveo e cor- 
fo unite feendere verfo Levante in mare . Così pure 1' acque più 
ad Oriente polle , quelle cioè delli Medoaci , Piave ec. in mez- 
zo alle proprie depofizicni incanalate aliai per tempo- , e quelle 
depofizioni avendo pure affai per tempo fpinte lungi da' monti , 
correre e feendere dovevano ai mare per una foce non forfè tan- 
to lontana da quelli noflri lidi , e non tanto proffima a' monti 
fleflì come fu ferino altra volta , e più a diftefo vedremo ben 
predo . Ma per quanto riguarda il Pò le depofiziont come dico 
e la malia fìefla dell' acque dolci difperfa , tra il punto delle fo- 
ci del Taro , ed il fito deli' antica Spina 5 che flava preilo a po- 
co verfo il bailo Ferrarefe y e Ravennate , togliere dovevano al 
mare ogni mezzodì penetrare tanto indentro, e perciò io direi) 

che 



158 Saggio fopra i Veneti Primi. 

che al tempo degli Spinefi Pelafgi non più Tonde di quello fino 
al Taro fi fpingeffero , impedendolo ancora T innalzamento del 
Aiolo caufato , e continuato fempre , dalle alluvioni fuddette per 
tutti i fecoli anteriori ad una tal Epoca . 

Di più fé a Dionifio dianV retta , Spina fu fabbricata vicino 
alla foce dell' Eridano Spinetico , ( 1 ) non molto lontano da 
Adria che ancora efifte ; perciò come dire che il Pò allora avea 
fua foce tanto addietro e tanto lontano , quanto il Taro appun- 
to lungi refta da quelle due Città ? Credo bene che il flutto ma- 
rittimo montafTe ancora fu per la foce e per l'alveo Spinetico fi- 
no a qualche diftanza dietro Spina , e fi faccffe fentire in molti 
luoghi fuperiori a quella ; ma non innondava egli certamente 
tutto il fuperiore paefe , perchè in tal cafo detto non avrebbo- 
no Strabene (2) e Dionifio che ella flava fopra la fponda e fili- 
la foce di un fiumi , ma avrebbono fcritto che ella era fabbrica- 
cata fopra un femplice banco o ifola circondata da acque marit- 
time . Certo che Dionifio fcriiTe che i Pelafgi approdarono ad 
una delle fóci del Pò allora detta Spinetica f per cui fi vede che 
fin da allora arrivava quefto fiume al fito indicato dove flava 
quella Città , cioè al baffo Ferrarefe tra Adria e Ravenna . E 
la foce di effo un nome avendo, dal quale Spina defunfe il fuo , 
quefto da altra gente anteriore alli Pelafgi farà flato impofto al- 
la fteffa , dunque anche prima riufeiva ivi il Pò in Mare , pri- 
ma cioè che quefti ftianieri approdaffero nella Venezia , il che 
porta affai indietro nella ferie de' tempi. Tanto lungi ed al Ta- 
ro non fembra perciò che in una fol epoca eftendere fidoveffero 
Tonde del Mare, ma molto prima. 

Sopra tutto poi olia a tale fuppofto 1" altezza del piano in- 
terno , nel Parmegiano , Modonefe ec. ( 3 ) altezza che di con- 
tinuo fi aumentava certo per le depofizioni fluviatili fopra cui fé 
nel flutto dovevano fpanderfi Tacque dell'Adriatico, quelle tanto 
alte dovevano farfi, che più baffe e piùverfò noi, ad Adria cioè 
e Spina, o nel Polefine e Ferrarefe e Ravennate , avrebbono e- 
forbitantemente coperto e fepolto il fondo o il terreno , per cui 
luogo non c'era a poterfi abitare . E pur lappiamo che Adria , 
Spina, Ravenna erano popolate nel tempo che fi vuole condur- 
re T onda marina fino al Taro . Così viceverfa io fofpetto che 
ad una flrana altezza avrebbono dovuto anche innalzarli T ac- 
que fluviatili in tal cafo , foftentate e rifofpinte dal fluffo , per 
cui rifluendo indietro avrebbero in Arano modo allagato ogni luo- 
go 

(1) nAppVtcuerurìt ad unum Ta- (2) Strab- 1. 5. 
dì oftium Spingticum di8um* ($) V. Amati del Caftro Mutilo * 

Dionyf. 1. 1. 



Parte Seconda* 159 

go al di là diBerfello o del Taro. Oltre ciò neflurta precifa (lo- 
rica traccia noi abbiamo di quefta immenfa marittima Laguna 9 
poiché quegli autori antichi che fi fogliono citare come compro- 
vanti una tale congettura , fé ben fi esaminano fi vede che parla- 
no di luoghi da effa coperti non tanto lontani e in dentro , ma 
più vicino a noi ed al mare di Adria . Io direi pertanto che le 
paludi e gli ftagni dietro Spina fituati e fino al Taro eftefi flu- 
viatili foriero e non marittimi nell'epoca indicata , per mezzo a* 
quali correva ora inalveato , ed ora vagante il Pò , comme con- 
duttore dell'Alpi e degli Appennini^ 

Di fatti fappiamo che quando Annibale venne a percuotere i 
Romani in Italia , efiftevano ancora vafle paludi colà fui Par* 
migiano (0; ma non c'è ragione, come ho detto, di credere che 
d* acque ialfe foiTero formate, ma fluviatili doveano effere , co- 
me pur quelle delle quali tanto vifibili fono tutt' ora gli avan* 
zi nel baffo Modonefe , Cremonefe , Mantovano oltre Pò, e le 
Veronefi Valli che ingombrano tanto paefe verfo Oftiglia . 

Di (fi che nello fcavarfi i Pozzi a Modona F acqua che fpiccia 
impetuofa dal foro , porta feco tal volta rena e minuti ciottoli ; 
e tali materie che dal profondo portano su le polle d' acqua pa- 
re a me che indizj ed avanzi fiano delle antkhijjime e quafi pri- 
meve alluvioni o depofizioni montane fatte full' antico fondo di mare 
e fcefe giù dal proffimo Appennino . I ciottoli rotti e fcantonati 
( 2 ) , moftrano pure , fé non m' inganno , l' empito di quefte pri- 
me correnti antichiflìme , entro alle quali rotolando i faflì fi in- 
franfero e fi rotondarono come tutt* ora ne' torrenti fuccede . Ciò fup- 
poflo fi vede che a forza V antico mare fufeacciato da que' luoghi 
colle continue ed immenfe depofizioni portate giù dall'acque mon- 
tane , in alcun fito furono o così abbondanti , o così frequenti , 
che innalzarono gli ftrati delle depofizioni fino a 56. piedi fopra 
T antico fondo marittimo . E tali oflervazioni variate sì , ma in 
fondo unifone , pare a me che fi pollano fare in altri luoghi del- 
la Lombardia , avendo veduto tal volta che fé niente fi fonda 
uno fcavo nelle baffe e marcide Milanefi campagne, fotto la ter- 
ra grafia , e fpugnofa , fi trova la fabbia fluviatile con rotondi 
fafiì mifta , che moftra aver colà corfo un tempo acque veloci e 
torbide che or più non efiftono , o altrove corrono , perchè pro- 
fondamente incanalate nelle proprie depofizioni più non poliono 
fpanderfi e divagare . Se fi cavafle ancor più fotto , potrebbero 
incontrarfi per avventura delle marittime fpoglie come abbiamo 
detto efferne fiate vedute a Governolo . Ma tra i luoghi della 
Lombardia ne* quali offervai manifefti fegni di antiche tumultua» 

rie 

(1) V. Amati del Caflro Mutilo. (2) V- Ramazzini. 



&6® Saggio fopra i Veneti Primi. 

rie alluvioni , nelfimo forfè : , è tanto rimarcabile quanto il così det- 
to Seraglìo ài Mantova .^ picciolo fpazio che quella fino a data di- 
ftanza circonda , e circonda pure il Lago o palude in cui è ..fab- 
bricata quefta Città. 

Quefta algofa palude tiene all' intorno alte fponde , ed. alte af- 
fai y che terminano in elevate ed afdutte campagne , così varie 
nella loro faperficie , e così bizzarramente difpofte , che fermano a 
prima villa . In certi luoghi tanto fi innalzano con eftefe gibbo* 
lìti , chepajono picciole colline ., i dorfi delle quali fovente.fi 
eftendono buono fpazio, ma altre volte folleciti terminano in ra- 
pido pendìo benché ritornino a falire in poca diftanza * Li tratti baffi 
compiei! tra quelle motte vallivi fono alcuna volta , umidi fem- 
ore, ed all' acqua foggetti .Quelle fponde , quefte campagne , e 
quefte alture difperfe , moftrano in moltiffimi luoghi anche full-a 
luperfizie La rena ed i faffolini ., ma fé Tacque le fquarciarono in 
cualche luogo , <o.!a mano degli uomini vi aperfe grandi fcavi , ap- 
paiono allora i (irati diverjt e fovrapofti chele formarono in antico . 
e che fono affai offeivabiliconlidcrata anche la diftanza dell'Alpi 
da una parte 5 e più ancora quella.deli' Appennino dall'altra . Que* 
ìli fimi fono di fabbia fluviatile più o meno groffa , ora bian- 
chiccia ed ora giallaftra , e tra uno (irato e 1' altro vi li trova 
bene fpeffo una mano o ftrato di ciottoli ora più ed ora meno 
fot terra polli . Vidi in uno fcavo di circa .20. piedi no Uri , ap- 
parire in prima la terra fatticcia e graffa , dopo la quale veni- 
va una . mano., di fabbia fonile , poi una più groffa., feguita da 
tuia o due confimi li , le quali contenevano pure alquanta terra 
fcflai gialla meicolata colla fabbia degli lira ti ; poi fi trovava uno 
ilrato di groffa rena , o piuttofto di minutiffima ghiaja , frani-» 
mefchiata di ciottoli perfettamente rotondi 5 e di pezzi o fcaglie 
o frantumi di marmi di varia groffezza , e di diverfa foftanza e 
colore. Alcuni erano di vulcanica fpecie ., altri nò e V'erano de* 
ha fai ti , del porfido , della breccia , de' pezzi in fine di marmo d' 
ogni colore . Seguivano dopo altri (Irati di fabbia , tra i quali 
apparivano de' pezzi di argilla, piccioli e duri , i quali più baffo 
crefcevano di mole e formavano de' globi ben groffi fepolti nello 
ftrato arenofo , il quale più fotto ancora fi appoggiava fopra un 
duro e compatto ftrato di quefta medefima argilla , groffo circa 
a, due piedi (1). Quefta argilla era molle lotto e di color gial- 
lo ufcuro e sfogliofa . Tratta fuori e lafciata afciugare diventava 
bianca e più dura . Rompendo uno de' rognoni o globi argillofi , 
come pure togliepdcne un pezzo della medefima dallo ftrato con- 
tinuato , fi vedeva ella edere macchiata internamente con un co- 
lore 
.( * ) M**g* fluvìatitis. Volta, Marga argillacea grifea. Wall. 



Parte Seconda. $0% 

lore più ofcuro 5 il quale in mezzo a* sfogli formava delle mac- 
chie cT ogni figura ., e che alle volte affai famigliavano ad 
una impronta che lafciata vi averte un qualche corpo già Cerni- 
to o marcito dentro dì quelli . Nocciuoli , od altro frutto confi- 
mile pareva vederli improntato. Fatto rompere anche quello (Ira- 
to argillofo, quando fi venne a due terzi circa della fua grolTez-. 
za più non riufeì tanto fitto come prima, non più sfogliofo, ma 
cominciò ad eflere più facile e granellato , ficchè pareva che fé 
più fotto ancora fi avefle potuto fcavare , egli tornaffe a diven- 
tare arenofo , ma non permifero le circoftanze di poterli aiTicu- 
rare fu quello . Quelle cofe io le olTervai poco lungi da Man- 
tova , e nello fcavarfi una motta il cui piede termina nel Iago . Vi 
farebbe da congetturare alquanto fopra tali flrati arenofi ed ar- 
gillacei , fopra i ciottoli , e più ancora fopra le fcaglie o frantu- 
mi di marmo, ma troppo alla lunga andrebbe la cofa , e qui fa- 
rebbe anche fuori di luogo . Riporterò dunque folo alcun* altra 
eiTervazione colà fatta, la quale fembra più confermare che gran- 
di acque corfero un tempo fopra que' luoghi e diedero ad etti I* 
efTere probabilmente» 

OlTervai in altri fcavi variare bene fpeflb i ciottoli , ed i 
frantumi di marmo fepolti più , o meno nella rena , variare m/ 
intendo nel colore e nella qualità , ed a non grandi diflanze di 
uno fcavo dall'altro. Qualche volta fu trovato uno llrato com^ 
pollo di foli minuti frammenti , o fratture di pietra , o fia di la- 
pidee particelle che da' fafiì fi fiaccano nella grande confricazione 
che forfrono rotolando neir acque veloci , e fimili a quelle che 
veggonfi ne' montani terreni profiìmi a torrenti rapidi . E lo llef- 
fo fondo del lago in più luoghi fé via fi toglie 1' alta polta for- 
mata dal fracidume de* vegetabili , moftra ftrati di fchietta fab- 
bia e di minuta ghiaja fotto quella fepolti . Fuori della Porta Ce- 
refe , a finiftra della via maelìra andando verfo Pìetolo , dove cre- 
dono nato Virgilio, fi trova un tratto fpaziofo e largo tutto are- 
nofo, e tutto inneguale nella lua fuperfizie . Ora fi vede da qu.ftl 
pochi fatti che il piano di quel paefe fu altre volte innondato da 
seque fluviatili grandi cerco e copiofe fé dall'Alpi vi condulTero fo- 
pra le ghiaje e la fabbia . Qual direzione e qual principio aveffero 
quelle correnti che diedero e He re e forma a quelle pianure inantico, 
ora non è il luogo di congetturare, e iòlo olTervar fi può che lo 
fcarfo e pigro Mincio al prefente innondante la palude di Mantova, 
altro non è che unofgolo dell'acque del fuperiore lago di Garda ; e 
pure cominciando buon tratto fopra di quella , ed anche dopo , 
egli un letto moftra così vallo , da così alte fponde chiufo , e 
quelle ad angoli in più volte difpolìe, che ben fa folpettare tutt' al- 
tro e diverfo fiume effervi corfo in altri giorni . È quello largo 
Tomo I. X lét- 



i^2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

letto , troppo abbondante air acque del Mincio, fa che quelle ba- 
gnino appunto ed impaludino , e formino lo ftagno nel quale è 
pofla la Città , fopra un fuolo difuguale , anch' effa e difpoflo a 
motte in alcun fito offervabilmente elevate » Certo la rena ed i 
farli che fopra il fondo efiftono della palude Mantovana il Min- 
cio odierno mai non ve li conduffe , appena egli intorbidan- 
do , fé non fé alquanto , ma poco , per gli fgoli delle circonvici- 
ne campagne, e gonfiando alle volte a caufa del Pò che quando 
è alto non permute a Governolo Tufcita air acque dello fteffo . 
Più volte badai che le notabili eminenze intorno Mantova die- 
dero origine a diverfi racconti del volgo , i quali benché fallaci 
pure fanno conofcere che gli abitatori medefimi ne furono fé m- 
pre colpiti, ed offervabiii fi refero ad elfi . Tutta la Lombardia 
meriterebbe a mio av\ìfo effere efaminata da iflrutto offervatore , 
poiché certo molte parti della medefima fono nella fuperfizie mo- 
dellate di tal maniera che colpifcono di botto , fpecialmente nel 
Lodigiano , Cremafco ec. Vidi a Mei ( picciol fito che 'trovai! 
prima di Pizzighettone ) e in altri luoghi ancora di colà , che 
tutt' in una volta termina il piano orizzontale per cui fi viaggia* 
e fcende all' impruvvifo fenGbilmente per lungo tratto , di manie- 
ra che termina ad altro piano orizzontale come il primo, ma più 
baffo , il quale vedefi apparire fon* occhio itando fui primo iltef- 
fa mente come dalla vetta de* colli fi fuól vedere la fottopoiìa pia- 
nura . Quella altura o xcfla , gira da Tramontana per .Ponente -, 
a Mezzogiorno , molte miglia, e fui pendìo di effa fiatino gì' al- 
beri , e le cafe , ed i campi . Scendendo da quella , fi viaggiano 
alcune miglia ancora , che fi arriva alla feconda fcefa che mette 
nell'altro bailo piano orizzontale , come fé il paefe foffe formato 
a fcaglioni . E quella feconda colta gira pure nella medefima di<* 
rezione della prima , ficchè quel tratto di Cremonefe tiene ad 
Occidente tali cofliere come tante arginature che lo circondano 
a quella parte » So che fui noftro Cremafco ( che reità appunto 
dal Cremonefe circondato ) air Occidente dell' umido e baffo fuo 
terreno vi è un' altura che abbraccialo quafi tutto, detta la Cofta , 
la quale io credo che fi unifea ad alcuna di quelle che offervai 
così in paffando nelLodigiano e Cremonefe. Mi fovviene di fat- 
to che. alcun Scrittore di Crema racconta che la ripa era quella 
di un grande Lago , il quale anticamente occupava quafi tutto 
il paefe . Sarà forfè ; ma vecchie fponde dell' Adda potrebbono 
pur e fiere tali alture , e fé offervate foffero nel loro comincia- 
mento verfo il Bergamasco , e termine verfo il Pò, fi potria for- 
fè comprendere un pò meglio di que' paefi l'antico fiato, e dell' 
acque i lavori affai grandi e verniti . Il Lodigiano celebre gik per 
il pingue fuolo che il copre, pure benché dall'Alpi affai difeofto 

egli 



y 



Parte: Seconda.. $$% 



egli poffiede de' fiumi da alte ripe chini! , il fondo de* quali faffo- 
fò e di ghiaja ingombrato- fi", vede.. Così pure più. (opra,, è offer- 
vabile il letto dell' Adda, nella pianura Bergamaica , non tanto nel 
fito dove ad effo termina la via maeflra di Milano , quanto- ve- 
duto colà, dove sbocca una flrada che viene da Varati Bergama- 
sco . Quella termina ad una- altura coperta da macchie ( che è. 
quella, fieffa ripa ai cui piede è: la Canonica ) ;; ed ivi la larghezza 
del. Ietto ) prefa- da quella, altura o ripa polla ai confine; Vene- 
to ( fino alla oppofta. altezza o ripa; di Vaprio .-)} farà, quafi due 
miglia , correndo ora il fiume affai profondato nelle proprie, de- 
pofizioni- Confimil cofa; anche in Friuli so di; avere offervata , do- 
ve in varj. luoghi polli nella piana parte di effo corrono piccioli; 
mfcellt entro larghiffimi alvei; tortuofi e chiufi da alte ripe. Que- 
lli fiì veggono ora piantati e coltivati nel loro letto, ma un tem- 
po, corfero; per; e(G> abbondanti acque fcefe^ dair Alpi che. diedero^ 
la prefente forma a que' piani '.. 

Pare dunque che la. pianura Italica ,. tra ^Appennino e l'Alpe; 
comprefa. e lino all'' Adriatico' dilatata fia fiata- un tempo per ve- 
rità un vado feno dello fleffo ,, ma. in; un tempo anteriore ad o- 
gni (lorica ricordanza .- Pare- ifteffamente che I? afciugamento o in- 
terrarli della; medefima fia flato prodotto» dall' acque torbide di- 
fcefe da quelli due filari di monti , e ciò fia nato iucceffivamen- 
te con periodo di tempo ,. a pezzi .,, a falti , di modo tale che glL 
{lagni e le- paludi per effa fparfi negl'anni antichi foffero fluviatili 
non. marittime, e tali poi folo più. baffo in. ver Levante efuleffero 
nell'epoche- floricht Etrufche oPelàfge. Chi fi prendeiTe 1! impiccio 
di; fare efatte e locali oilervazioni nelle varie provincie Lombar- 
de; tranfpadane e cifpad;.me 3 forfè troverebbe delle- pianure colà; 
enfienti 1! "origina- montana , cioè d&qiulì acque ora. altrove cor- 
renti', e con quali terre , e da; qual morate rapite furono effe forma- 
te .. I Ciottoli darebbonov molto lume avendo* riguardo alla mate- 
ria loro tanto pei Y acqua o acque conduttrici , quanto, per il mon- 
te produttore -.. In quelli del Mantovano ho detto che frantumi o 
pezzi fiaccati {{ trovano? eli inaimi varj' e coloriti di verde ,. di rof- 
fo. y di giallo , di mifchio d'ogni forte, e di porfido, bafalte ce. 
materie, tutte che ne' inferiori monti Brefciani , Trentini , Vero- 
nefi" certamente efifiono . Ne trovai alcun pezzo che molto forni- 
gliàva al- giallo di Brentonico che 1 fi fcava ne' monti; proffuni; al La,- 
go di G ;< Chi può fapere in prefente qual direzione aveffe la 
piena, d . ' Adige quartata fecoli addietro ? Anzi- lo- fleffo Lago 
di Gara, io- vorrei fóffè' eliminato colà dove termina a Péfchie- 
ra , e vedere la larghezza di effo in tal luogo come corrà 3onda. 
a: quella deli Ietto già defcritto che ha il Mincio , e fc#fer)e per- 
tanto fé mai ih: altro tempo egli non aveffe fervilo di ampio Jet- 

X z. to .. 



i#4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

$o, per cui eforbitanti piene fi fodero verfate nella parte più baf- 
fa , nel centro delia pianura comprefa tra 1' Alpi fuperiori , ed i 
monti inferiori dì Parma e Modona . Per ultimo ben fi vede che 
fole congetture io qui avanzo e non altro, e folo perchè non fem- 
brami fondata afferzione quella che già fu fatta da alcuno che 
fcriffe effere fiata la manama parte della Lombardia e del Vene- 
ziano, ima falfa Laguna ne 5 fecoli Etrufchi ed anche pofteriori , nel- 
la quale fi fcaricava il Pò cento e più miglia addentro e più lon- 
tano dalla odierna fu a foce , e non confiderando 1' effetto che in 
tale fpazio doveano produrre tanti altri fiumi che correvano in 
effo a vuotarfi da ambe le parti , dall' Alpi vegnenti , e dagl" 
Appennini , 

E tal cofa forfè apparirà più vera con T efame , che ora fare- 
mo dello fiato antico de 5 luoghi più a noi vicini , di quelli più 
precifamente compre!! nella antica Venezia marittima che un di- 
fetto /lagno falfo pure fi vogliono, una parte vale a dire, una con- 
tinuazione di quello che fino al Taro arrivava , e che compren- 
deva pure quelle due braccia che formano te pianure in prefente 
oltre Ravenna eftefe ( dove le baffe Ferrare!! e Bologne!! campa* 
gne efiftono , e la baffa Romagna tra il Mare , e 1* Appennino 
comprefa > e quelle ancora dirette incontro a Borea fino a' mon- 
ti delCarfa, dove ora efifte il Pqlefine , Padovano baffo, Trevi- 
fimo , e Friuli, oltre il Dogado (i) 

the quelle due braccia ondofo mare una fiata fiano fiate fipo 
al piede de 3 monti che conterminano la pianura in effe formata 
io non lo niego: ma che una aperta laguna falfa, veleggiatole , 
difetta foffero effe dal Timavo fino al fiume Savio diftefa vici- 
no a Ravenna , e più oltre ancora ne' fecoli iìorici e particolar- 
mente Romani o non molto anteriori, io ne dubito. Pare a me 
che da quando poflìamo fcoprire in elfi tracci^ di abitato (e ciò 
va affai lontano ) ftagni, laghi, paludi è vero fi trovano effervi 
flati 3 ma campi, ed abitazione non picciola ancora. Si può di- 
videre in due porzioni quefto paefe prendendone una da fotto a 
Brondolo , ed eftendendola fino a Ravenna -, Y altra comincian- 
dola fopra di tal luogo e conducendola fino ad Aquileja . Nella 
prima avvennero grandi mutazioni , nella feconda non tanto per 
quel che io penfo . La prima non apparteneva tanto intimamene 
te alla Venezia , quanto la feconda , perciò di effa non dirò mol- 
to : folo fi vegga nel!' Opera pubblicata dall' Amati (2) che in- 
gannaronfi certo coloro che fino a Cefena , ed a' monti di Ro- 
magna 

(1) V. Depof.MSS. al Mag. dell' (a) Amati App. 7. al Rubicone» 
Acque del Sabadino ec. Id, cont. Pallof p. 123* 

Sii veltri Pajudi Amane,* 



Parte Secondila iC% 

inagna -la vollero eftefa . Ella però* avendo moka correiazior 
con quanto dovrò dire dell'altra fuperior* parte , poiché Spina eri 
Adria po{Tedeva ; Città troppo celebri dell'antica marittima Vene- 
zia,, perciò qualche parola fopra la medefima devo fare prima di 
pattare air altra , la quale de' primi Veneti fu il comune a filo 
ìie' tempi d'infelicità per l'Italia. 

Comunemente fi difle che nei tratto comprefo tra Bandolo e 
Ravenna una laguna falfa efifteva priva di abitatoquafi e di ai- 
ciutto terreno . (i) Ma fé le due vecchiffime e rinomate Città 
efiftevano in tali luoghi, Spina Pelafga , ed Adria Etrufca -, e fé 
Tuna e l'altra fopra foci o vicini alle foci di fiumi erano polle ,. 
non poteva di eerto eiTere talefpazio una fola colla marittima la- 
guna , aperta, e veleggiarle da Ravenna ( di fotto a Spina efl- 
flente ) fino ad Aquileja . Si navigava è vero da Ravenna fino* 
ad Aitino* , ma non fino ad Aquileja come vedremo ; e quella- 
navigazione da Aitino fino a Brondolo , potea edere aperta , e, 
libera , ma dopo quello fino a Ravenna per canali , per foiTe lì» 
maciofe e lente ella facevafi , almeno ne' fecoli Romani , e nei 
principio dell' era corrente , e per confeguenza anche molto pri- 
ma dr una tal epoca . In quelli luoghi la Laguna doveva elle- 
re foggetta al mare non lo nego , ma non tanto addietro forfè- 
quanto fi dice , dove ella da fole aque fluviatili io fofpetto che 
folle coperta » Plinio, gii Itinerari , Marziale y Silio Italico ed 
altri pongono di ciò far fede , come pure le amiche foffe , che 
fi sa eifervi fiate, che dal ramo del Pò più auftrale , cioè dallo 
Spinetico , conducevano a Ravenna , come la MeiTanica o Au- 
gnila . Nel citato Amati è da vederfi come il fluiTò non molto 
indentro innoltravali a Ravenna, la quale aveva afciutto territc* 
rio vicino , e campi , e falciate militari vie . Comunque fia pa- 
che miglia fopra di quella flava Spina 2*7ny# , vetuftiffima Città Spi^r 
dalli Pelafgi eretta 32. fecoli prima d' ora fecondo il già detto 
altrove , fopra l'imboccatura , o vicino ai ramo Spinetico' del 
Pò, chiamato anche Eridano, Vatreno , e Padua forfè (2) ài 
Vatreno alcuna volta ebbe il nome , perche correavi dentro un 
fiume Vatreno appunto chiamato 5 cioè il Santerno moderno , 
che fcende dall' Imolefe 3 e fi perde ora nelle valli di Cornac- 
ehio. (3) Già- al tempo diSuabone ella era ridotta ad \xn fem~ 

pi ice 

( 1) V. Amati . Silveflri. Sabati» G) Spina- hoc tempore vkulus , 
HO ec. fe" quondam Graeca ciDìtas . Et qiù- 

(2) Tofi Gallos gens efi Venoso* dem Celebris in De/ph:cis Spìneùcum 
rum omnìfque Eridanus in ipfis. Hu* Thejaurumcommonftratur,Eamuttra^ 
)us autem litoris traclus eft a Spina dìtur fama unda maris abluerat >nun£ 
\urbe s>A m ftadia ec» locus 90. fladìa a mari difians, 

kcilax in Periplo, toab. 1* p 



t.66* Saggio fopra i Veneti Primi . 

plice villaggio ( i ) ed undici miglia flava dentro terra* , ficchè ili 
mare colà, era affai prima che ad Adria fi ritkaffe , e quello per~. 
che. il Pò Spineti co dovea. condurvi delle fabbie; molte , cofa che 
in. Adria non Succedeva perchè polla forfè fopra il Tartaro limpido 
fiume, che da monti non fcende .. Spina fu dillrutta da' Galli Se- 
noni, come dirò altrove ; ma prima qual figura abbia fatto fui 
mare , e quanto per molti anni abbiano pre.valfo gli Spinefl fo- 
pra. le contigue genti ,. e come forfè ella Ila fiata madre di Ra- 
venna , lo abbiamo già accennato altrove . Se fono fondate le 
congetture dello Scrittore Savignanefe , Spina, poteva Ilare vicino 
a?" contorni della, odierna Villa. Rafponi e di Sarar.na- colà verfo 
la« Bagliana ; e il Pò, Spinctico potea. effer quello che ora ckc 
appunto in mare, per quello, luogo .. Correva già ne' baffi; tempi 
quello fiume, vicino aL luogo chiamato PaLizzolo , luogo che T 
autore: citato. ( 2> folpetta pure che lìia vicino al fìto dell' ami- 
chiffimo Eutrio Città o Gattello degl' Umbri ,, fel miglia; fopra 
Ravenna fituato. fecondo, la Tavola. Peutingeriana , e non: lun- 
to/fl?.. gj. ^ a j iriare f eC ondo Plinio.. ( 3 ) A Palazzolo molte anticaglie- 
furono trovate in paffato , ma lommamente que' luoghi mutaro- 
no; afpetto , perchè di eflì con precifione il fito. fi poffa. ora fé- 
gnare . Egli è però certo, che poco da. Ravenna il Pò Spinetico ?> 
Spina 5 e Butrio erano lontani 5 e che llavano verfo Adria, fitua- 
ti 5 , ficchè fotto all' odierno Gomacchio correa quello ramo o- 
colà predo, e poco fopra potevano re 11 a re. le due Città indicate. 
Umbre 5. e Pèlafge abitazioni efiftevano, dunque in quelli luoghi» 
ne* più rimoti , e lontani tempi . 

Plinio non fcriffe che Spina dalli Pelafgi foffe fabbricata,, ma 
bensì dal Greco Diomede ; e. Stefano Bizantino a quefVefule pa- 
rimenti attribuifee l'origine di Adria (4) -Gl'altri antichi però 
fono contrari a tali afierzioni ,, e fembra che di quefli tanto più 
deggia prevalere T aflerzione quanto e più antichi fono ,» e Greci 
che parlano di altri Greci 3 come Strabone- uomo- affai ifìrutto 
nelle florie, Zofimo 5i e Dionifio di Alicarnaffo (5). Quelli' ulti- 
mo.: poi merita Angolarmente rifleffo; poiché, egli è una delle mi- 
gliori. 

( 1 ) V. Strab. I. ?.. ^Athria rivirar TufcidS ve! Tbir- 

(2) V. Amati dei Rubicone Ap*- yej?ia^ Dìomedis adificium.hìemena^ 

pena* 7.. vi ganti s y & pojlquam, incolumis èva- 

( 3 ) T^ec pfoc.ul at man Vmhrarum fijjèr appsJlajfe Etrlam , . te» ! id. polì e a 

%utvio.. Plin. \. 3. cotrupxum fuit apud barkaros voca- 

Ravenna .. Butrio M. P. VL. Tabe butum, JLtbria appallata fuit . 

Peut., Stephan.. Bimani, de Urb.. 

(4) Spina pracua/ens ut creditum (5)) V. Strab. 1. 5. & 12- 

efi Delphi ris- thefauris . . .. i Condì* Zbfiim 1. 5- DionyL 1. i*. 
fa a Diomede. Vlin, 1. $5< 



To\ 



Parte Seconda. i6y 

gliori guide che abbiamo per ^rintracciare le antiche cofe ci' Ita- 
lia , fé detrarre fi vuole il troppo impegno di cui viene tacciato 
per li Tuoi Greci , e quello impegno appunto lo avrebbe fatto 
parlare a modo di Stefano, fé vera foffeitata TalTerzione di que- 
ilo . Sembra che Diomede abbia viffuto dopo la fondazione di 
quelle due Città , e Plinio non parla in tuono affoluto , ma fo- 
lo riporta il detto altrui, e Stefano poi è di troppo polleriore alf 
AlicarnalTeo ed a Strabone , perchè faccia autorità iopra tal pun- 
to; Plinio ilefib colloca Adria tra i Tireni o Tofcani • Comun- 
que fia non era una laguna diferta e folinga quello tratto fé ta- 
li Città efiirevano in elio in fecoli tanto rimoti 3 e diffj gik al- 
trove , ieguendo Dionifio , che i Pelafgi pofero alla nuova Città 
il nome che trovarono avere il fiume nel quale erano entrati (i), 
,e che di ripari cinfero le abitazioni loro per tema di nemico in- 
fulto , cofe tutte che provano V abitato di quelli luoghi anterio- 
re a Ili medefimi Pelafgi <, 

Ma che quella parte dell' antica Venezia marittima , che pur 
fi vuole folamente d'acque ripiena , foife e conofciuta ed abitata ^> 
affai per tempo , ne troveremo altra prova nell' altre volte cita- 
to Mazzocchi (2). QuelY uomo erudito fu forprefo dalla natura 
de' nomi di più luoghi di quella marittima regione , i quali benché 
adottati ed ufati anche dalli Romani pure non hanno nelTun li- 
gnificato nel linguaggio di quelli -, mentre chiaro fenfo e lignifi- 
cazione pajcno avere in un qualche Orientale dialetto . Ciò fup~ 
pollo , fi vede la vecchiaia del Popolo abitatore di quella regio., 
ne , cofa già offervata anche parlando del Timavo . Il ramo del 
Pò detto Eridano, MelTanico , Spinetico, Vatreno , ebbe in par- 
ticolare il nome di Spinetico, perchè il più largo, dice l'Autore 
(3) , il ^ìù profondo, e di più facile (alita degli altri , per gli 
navigli che accendere voleano ^per elfo . La voce Spina , Nave 
fuona in Ebraico; Spinetico perciò , fiume delle navi vorrebbe di- 
re in tal lingua . Egli ancora pretefe provare, che Eridano altro 
che fiume non veglia dire , nome dato appunto a quello ramo 
per eccellenza a cagione forfè della fua capacità e grandezza . Mi 
fa fovvenire tal cofa V ufo degli Orientali anche in prefente co- 
llimato, di dare il femplice nome di fiume , di monte , di acque 
per dilìinzione e per eccellenza a qualch' una di tali cofe fenz s 
altra aggiunta, quando erano {limabili e ragguardevoli nel paefe « 

Con- 
ti ) Condiderunt urhem cognomi- treni dìcìtur , magnitudine Vortusba» 
ne olito fiumints . Dìonyf. 1. 1-. bens .... hoc autem ante Erida- 

(2) bag. deli' Accad. di Cort. T. numd'èlum , aliis Sptntticutn ab ur&t, 
3. -f>atrib. 3. Spina* 1. 35, 

.( ? ) TroTtimum inde oflium V#~ 



i<5§ Saggio fopra i Veneti Primi. 

Conferma di fatto Plinio la capacità di quella foce Spinetica , e 
non vorrei che fi follerò ingannati coloro che riferifeono ad A- 
dria quanto racconta il fuddetto in tal propofito : ma di ciò al- 
trove . Di fopra alla foce Spinetica correa altro ramo .del Pò 
che altra bocca formava Caprafia chiamata . Voce Orientale è que- 
lla pure fecondo il Mazzocchi , ( i ) , Capre fis villa della foce 
o dell'-ufcita volendo dire. Secondo il Oliverio farebbe quella ora 
interrata di occhio Bello . Più fopra ancora altro ramo ed altra 
foce efifte detta di Volano- da Plinio, e da Polibio nominata , e 
più anticamente Olone già dicevafi fecondo il primo di quelli Sto- 
rici ( a ) . Jfcenfus o J alita crede T Autore citato che fuoni tal 
voce , ed ella corrifponde moltiffimo al Greco dv^irKag affai ufa- 
to parlando di canali o fiumi navigabili all'in su: perciò Strabe- 
ne di quelli parlando, avverte fempre fé hanno <xvaiir\u$ e fino a 
quale fidanza . Polibio di fatto nominando quella foce rimarca 
che per effa naviga vali fu per il Pò fino quafi a duecento miglia 
indentro (3) , e fé non sbaglio parmi che Mela pure abbia di 
quella foce , o di' quello ramo fatto più grande navigazione 
,con li paefi medirerranei . (4) Serva tutto ciò per unfemplice faggio 
fenza allungarli di vantaggio ad efaminare gì' altri rami più fupe- 
rìori e più verfo Adria diretti , de' quali qualche cofa dovremo 
dire più avanti . Se le congetture del Mazzocchi fi vogliono me* 
nar buone, provano che quelli paefi furono affai da antico tem- 
' pò frequentati dagli uomini , e che perciò abitazione affai antica 
doveva effervi in effi.. 
l/f./e jyia che dirò io delle celebri I/ole Elletridi tra i rami del Pò 
■ E//etr ^ J -collocate Jagìi antichi Scrittori ? Tali ifole di rimota antichità 
fornite , io però non pretendo foilenere che di certo abbiano in 
quello paefe efiflito , tanto più che Strabone ideilo negò la ve- 
rità di effe, ^ pochi fono, e lontani , e imbrogliati , gli autori 
che ne parlano , perciò chimeriche e favolofe fono fempre fiate 
credute .Comunque fra però egli è certo che troppi cangiamenti 
patì quel paefe e dalia natura e dagl' uomini .. Ultimo termine 
dello fgolo di quant' acqua fccnde da tutta T Italia Settentriona- 
le, e da tutte le montagne che la corteggiano , egli collo feorre- 
redegl' anni non può a meno di non aver fofferto delle flrane 
mutazioni . Gli Etrufchi in tempi ignoti operarono molto, ed in 

gran- 

(1) hai. ant. p. 559. driatìci maris tutijfimum. 

(2) Deìnde, Volane quei antea Polib, 1. 2. 

Olone dìcebatur. Piìn. J. 35. e. 16. (4) Tadus ..... a/ih omnibus 

(5) lAfcendunt in eo*b{aves a ma* adeo auge/eh atque a/ìtur , ut per 

ti per oflium oìanem ad mi/, paffìm feptem oftia ad paflremum effundat .... 

200. prcpemodum isr* quinquagìnta .... unum de ih Magnum Tadum appe/, 

Olamm portum tfficìt inttr omnes K A~ /ant. Mei. 1. «. 



Parte Seconda. xép 

grande fopra quello fpazio , e fopra V acque correnti o vaganti 
per effo ( i ) , e ciò dovette ancora alterare molto le cofe , Ven- 
nero i Galli afpri e rozzi , e penetrati in quefto tratto della Ve. 
nezia marittima abbaffarono Etrufchi e Pelafgi , arrivando colle 
loro fcorrerie fino all' agro Patavino ; perciò fi deve credere che 
egli in gran parte e per molto tempo incolto rima nette e abban- 
donato . L'acque abbondantiffime pertanto che da ogni parte vi 
ingoiavano fopra chi sa mai quali e quante mutazioni vi abbiano 
caufato , e quali modificazioni diverfe , ed oppofte in tempi di- 
verti abbiano dato all'edema fuperfizie di quefto fuolo ? Strabo- 
ne negò perfino che V Eridano avefle mai efiftito in nefluna par- 
te della Terra (2) , e tale negativa pare certo un pò troppo a- 
vanzata . Non avrebbe potuto egli ingannarli anche riguardo all' 
ifole indicate? Ciò è pur troppo affai facile parlando e trattando 
delle cofe quali erano ne' tempi rimoti e non fiorici . Io offervo 
che Ariftotiie rimembrando queft' ifole , pare che dica averle ap- 
punto diftrutte la correntìa del Pò prima del fuo tempo ( 3 ) , e 
di tali avvenimenti quanti efèmpj non abbiamo in quefta fletta 
regione? Spina era fui mare, ed Adria ancora, e pure quella a* 
giorni di Strabone n'era difeofta undici miglia, e quefta al dì d' 
oggi quafi venti . Mille fole difiero gli antichi fopra quefte Ve- 
nete Elettridi è più che vero ; ma lo ripeto le fole non tolgo- 
no fempre di credere veri i principi delle medefime . Fu detto» 
che le fpiagge di queft' ifole producevano l'ambra , per cui ebbe- 
ro il nome di Elettridi (4), e che quefta veniva g'ù per la cor- 
rente del Pò ; e da tale racconto fi dedufle la falfità della loro 
efiftenza 3 perchè ambra le terre noftre e li roflri mari non dan- 
no . Ma chi avefle voglia di fare delle fuppofizioni , non potreb- 
be appunto fupporre totalmente cangiate le qualità locali di quel 
fuolo da un tempo all' altro , a caufa della forza dell' acque , e 
della quantità e natura delle depofizioni ? Se l'ambra è una fpe- 
cie di materia vulcanica , come credono molti ed è probabile , 
fimile ad altre bituminole compofizioni prodotte da acque bollen- 
ti e fulfuree , chi voleffe fantafticare non potrebbe dire che que- 
Tomo I< Y ftam- 

( 1 ) Omnia ea fiumìna fojfafque in Mirab. 

primi a Sacis f ecere Etbrujci. (4) Eridanum bic fertur fucc'tnum 

Plin. 1. 35. puleberrimum . . . . Ò* olim conti* 

(2) Fabulofa omìttenda funt . . . gijfe nonnull't afferunt incendium Vbs<> 

apud Eridanum qui nullìbi terrarum tontis . àcirrn. Chtuf. 

eli, quamquam ab iis vicinum Vado Juxta Vadus efi lacus circa Elee* 

dicittr: item de injulis EkRridibus tridas infulas aquam habens calli- 

ante Vadum fitis . Strab. I. 5. dam , pravi odoris , quam nullum anU 

( * ) Infulde EleHrìdes ab Eridano mal degujiat . 

pr<eter!abe>ite effufa traduntur . Soz. in Frain, ap. Cluver, 



ijo Saggio fopra i Venuti Primi. 

fi' ambra foffe prodotta .e venifle dalle vulcaniche fonti di Aba- 
no , e foffe portata in Pò dall' acque correnti , e poi da quello 
in mare? Abano non è difeofto ; ftà egli-ne* Colli d'Eden per mez- 
zo a quelli paffava un ramo dell' Adige ; 1' Adige fi mefcolava 
con il Pò, e con tutte V altre acque del fuperiore Padovano che 
feendevano a quella parte , e fortivano poi per varie foci in ma- 
re . Se fi aveffe dunque volontà di lavorare fopra congetture, que- 
lle potriano forfè aquillare un qualche grado di probabilità , e 
tanto fiù che Arifiotile, Sozione , Scimno> ecT altri ^dicono effer- 
vi fiato in quelli luoghi un lago fumante dove era caduto V ince- 
nerito Fetonte . Non potrebbe q^éiV Igneo lago putente * effere 
flato uno di quelli ancor fumana colà in Abano , adornato poi 
dalla Favola -e .dalla propenfione al mirabile fempre fiata negl J uo- 
mini , e particolarmente ne* Greci ? Adria che allora certo flava 
fui mare era affai profiìma alle fonti vulcaniche di Abano , e 
preffo ad Adria oravi un qualche ramo del Pò • Le vulcaniche 
apparenze che tutt' ora veggonfi in quella parte de* Colli Euga- 
nei , potrebbono efiere fiate e diverfe, e maggiori trenta , e più 
fecoli indietro . I fenomeni vulcanici di Pozzuolo , d* Ifchia e 
di altri luoghi proffimi al Vefuvio furono certamente ben più 
grandi , e ben diverfi un tempo , da quel che ora fono • Ma li 
tronchino tali voli di pura fantafia fempre pericolofi , perchè non 
mai moderati fé troppo fi innoitrano , Egli è però fatto, che la 
Favola di Fetonte è di antichiffimo conio (i) : che in quella 
parte della Venezia era la floria di coftui difFufa da immemora- 
bile tempo , e la memoria fua fidata e venerata anche fopra il 
margine delia npftra Laguna dove vicino ad Aitino vedremo ef- 
fervi fiata una felva ad elfo dedicata , oltre V efferfi chiamato 
Fetonteo lo fìeflb Pò come dice Marziale . 

Vi Ciano perciò fiale o nò queiT ifole , le favole fteffe raccon- 
tate fopra di effe , le avventure di Fetonte ad effe appropriate , i 
viaggj 3 che dicono avervi fatto Dedalo , (2) i monumenti che 
raccontano avervi coftui innalzato , provano fempre a mio avvi- 
io che la Venezia fu un paefe noto e celebre fino da' giorni mi- 
cologici , e che quello tratto dalla marittima parte di effa fu co- 
nofeiuto , rinomato, e in confluenza abitato, fino da que* gior- 
ni tanto lontani, ed avere perciò detto male coloro che V anti- 
ca Venezia marittima clipiufero come uno ftagno indefinito e fo- 
Jingo , e più male ancora quegF altri che non badando all'unani- 
me cpnfenfo degli antichi, i quale colà pofero il fatto di Feton- 
te, 

( x ) Et Thetontai confila Sylva ro» dì . ld. 
fi. Mart. (2) V. Ariftof. in Mirand. 

Et Thtontdsì qui peth Arva Ta- 



Parte Secondk. tjt 

8»',.- quefl'o fatto, e queir Eroe 3 e V Eridano, e T Elettridi con un 
falro un pòe forzato Importarono iti Pomerania , e full' Ode-- 

Ma che qiiefio fpazio tra Spina ,. ed Adria comprefo r abbia Regìa** 
iempre avute , oltre molt'acque che non e* è dubbio , anche terre Tadàtf** 
Aoàc e coltivate , nuova prova ne diede podi' anni fono antica 5 
lapida difotterrata nel Ferrarefe baffo vicino a Voghenza in luo- 
ghi ora badi, pieni di valli , e non- molto difeoftì dal mare . Il- 
celebre PaiTeri efaminando quefta lapida rilevò che ne'fecolì Ro- 
mani tra i varj rami del' Pò eilleva una Regione coltivata Regio 1 
Padana detta^ appunto per quefto . E quefta Regione dall' antica 
Geografia non deferitta , due Vici fembra che avelie , Vercelìenfi (2) 
ambedue chiamati , de* quali uno egli fuppone , che a Ravenna 
appartenerle , V altro ad Adria . Spina era già diftrutta , perciò* 
quefta- Padana Regione tra quefte due Città poteva eiTere divifa *. 
ed ella comprendeva parte del noftro Polefine 5 tutto il Ferrarofe 
verfo il mare, e le valli di Cornacchie . Ecco l' ifcrizione : 

D. M. 

ATTILIAE 

PRIMITIVAE 

CONIVGI 

INCOMPARABILI 

BERMA. AVGG. (3) 

VERNA. D1SP. (4) 

REGIO. PADÀN, (?) 

VERCELLENSIVM 

RAVEN^ATIVM 

B. M. P, 

Non, è quefta la prima* iscrizione, che et abbia data notizia di 
genti' e di luoghi non ricordati dagli antichi Geografi . Scopri per 
quefta via il Maffei gli Arufnati Etrufchi come ho detto più fo- 
pra, e luoghi molti nel Piacentino ci fece noti la celebre Tavola 
di bronzo ivi trovata anni fono. Se erano due quefti Vercelli , cre- 
de il Pafteri che ftaffero uno di là , 1* altro di qua del ramo 
Spinetico , dal quale pare che folle tratta quella fona che accen- 
nai fopra, Metanica (6) eletta lo prima fecondo Plinio 3 poi Augn* 

Y 2 Jia, 

fi.) Epitre a Voltaire fur V Au (5) Regionis Padanae. 
lantid. ( 6 ) ^Augufia fojfa Ravemam tra- 

( 2 ) Diflertaz. Società Ravennate . hìtur quondam Meffanica appellata » 
T. 1. 1. *5- 

(l) Auguflorum . Vìfcofcqus amnt Tadu£> Marte 

(,4) Verna difpenfator. 



I 7 2 faggio fopra i Veneti Primi, 

Jìa , forfè perchè riattata o ripriftinata da Augurio, la quale pò* 
teva avere il fuo principio fopra l'odierna Ferrara. Non so fé il 
nome di Agonia che ancora conferva una delle valli di Cornacchie 
poffa eflere derivato da quella fofla Angufta . Dovea paffare ella 
certo per que' contorni per arrivare a Ravenna . Crede il Palle- 
ri , che il Vercelli Ravennate fteffe fopra quella fofla , die do- 
veva avere le fponde abitate , per lo frequente andare di barche 
a Ravenna , Città come è noto tanto florida , perciò Stazioni e 
Manfioni eiTervi dovevano per i pafTaggieri e barcajuoli . PrelTo a 
Voghenza avvi tutt' ora villaggio Verznès o Vergine fé chiamato y 
che forfè potrebbe effere quell'antico Vico Vercellefe . V Erida- 
no Spinetico divideva in due parti quefta Regione Padana : in 
quella al di là da edo , e verfo Ravenna flava il fuddetto Pa- 
go ; di qua verfo il Nord poteva Ilare i' altro Vercello Adriano > 
ne' contorni di Migliarino, dove fi trova un canale che dalli più 
vecchi tempi Vergine/e è chiamato , limato verfo il Polefine Ve- 
neziano , e in confeguenza verfo Adria . Forfè di quelli due Ver- 
celli parlò Marziale in un fuo Epigramma mal intelo lino ad- 
ora , nel quale egli dice, tra le g>nti Emilie (lavano gli Apollinei 
Vercelli vicino a' campi del Fetonteo Pò . ( j ) Non pare certo che 
alla Città di Vercelli in Piemonte fi debba attribuire quello epi- 
gramma , poiché egli nomina i Vercelli in parale , e quella nien- 
te avea che fare con Y Emilia Regione che terminava a Piacenza 
di là dal Pò 3 mentre la Città flava di qua, e lontana ancora da 
quello fiume . Si può aggiungere che varj Vercelli furono nelF 
Italia fettentrionale , come infegnò la celebre Tavola di bronzo 
feoperta nel Parmigiano, ed illuftrata da parecchi Eruditi. 

Lafcio tutte Y altre cofe addotte dal PaiTeri , e folo olTervo , 
che la pietra a Voghenza feoperta infogna che gì' Imperatori Ro- 
mani poffedevano in quel tratto poderi e campagne per cui aveva- 
no colà quell'uomo che li governava , e cullodiva : Che quello 
tratto tra Adria , e Ravenna comprefo Regione Padana dicevali , 
per cui fempre più confermafi il mio detto, che non tutt* acqua, 
e non fola Laguna ivi efilleva ne' tempi antichi . Oltre ciò , fé 
T Epigramma di Marziale fi deve attribuire a quelli Vercelli Ra- 
vennati , T epiteto di Apollinei , che ad elfi dona il Poeta , po- 
trebbe far credere che Apollo fingolarmente in elfi e nella Pada- 
na Regione ( 2 ) fi adoraffe . Apollo ed il Sole confufero gli an- 
tichi , e il Sole era il Padre di Fetonte fecondo la Favola: per- 
ciò all'uno e all' altro è ben probabile che fingolar culto fi ren- 

deffe 

( 1 ) jEmilia gentes i& <ApoMneas ( 2 ) Tofi Gallos gens eli Veneto- 
Vercellas , rum amnìfque Eridanus in ipjis . 

Mt Tbetontdeì qui petis itrvaTadì. Scilax in Peupl. 

1. io. Ep. ij. 



Parte Seconda 



lì 



dfefFe iit qtierta Regione, tanto più che nei ramo Elidano oSpf- 
nerico , cheattraverfavala r credevafi precipitato Fetonte , per que- 
fto appunto Fetontea avendolo chiamato il Poeta . Una tale re- 
ligione provinciale e terrigena per così dire, rnoftra fé non la ve- 
rità dell' ifole Eiettridi , che il farro accade a quelle parti, e non 
-ibi Baltico, fi fatto vero m'intendo, che più non fappiamo giù- 
ilo per le aggiunte fattevi dalki Favola . 

Secondo l'ordine che mi fono prendo di feguire in queft* e fa- ^^ r j a 
me dell'antica Venezia marittima, cioè di cominciare dalle efter- " 
ne fue parti auftrali prefTo Ravenna , e di mano in mano falen- 
do verfo il Nord arrivare all'altra eftremità polla vicino ad Aqui- 
feja , dopo Spina, e l'agro Spinate a Regione Padana , dopo i 
rami moltiplici dei Pò , e le varie foci di quello , era pofta la 
vecchifTima ed ancora efiftente colonia de'Tofeani, Atri , Atrìa y 
o Adria chiamata . (j) Elfi la fondarono certo in tempi remo- 
riffìmi , ed ora ignoti , e di molto anteriori al Romano dominio 
in quelli paefi . Livio fchietto dice che il nome ella avea comu- 
nicato al noftro golfo , il che conferma Strabone e i' Abbrevia- 
tore dì Stefano con l'autorità di Ecareo vecchiffimo Storico . Di- 
ce pure Strabone che inclita Città ella era fiata una volta y e 
Plinio che aveva un nobile Porto. A' giorni però di quefti Au- 
tori ella era in ballo flato, per cagione de' p rolli m i Boj , e Lin- 
goni. Ora rimane circa 25. miglia lontana dai Mare, trovandofi 
in preiente in più che mediocre condizione , ed abitata da gen- 
te piena di zelo per l'antico onore della lor patria . Si può ve- 
dere negli autori citati ( 2 ) la ftoria di quella Città , io fer- 
mandomi folo fopra alcuna Memoria di effa lafciataci da.' vec- 
chi che non so fé fia ftata ben ponderata , e che feryirà a for- 
mare idea di quefta antica noflra Regione . 

Scimno Chio e 1' Abbreviatore di Stefano efaltano affai gli Ovili 
dell' Agro Adriano . La fecondità di quefte pecore era così flrana che 
davano annualmente tre, quattro, ed anche cinque Agnelli (3)* 

Sem- 

( 1) jLlterum ^idriaticum ab ot- Bocchi, Dilfertaz. fopra antico Tea» 

àrie Tufcorum colonia. L;v. 1. 5. tro ec. 

jLdriam quidem ìnclytam Civita- ( 3 ) Hatrìa urbs efi , & juxta ea 

tem fuiffe memoria proditum efi . %A finus Hatrìa , amnifque eodem nomi* 

cujus nomine modica tranfpofitione r.e autiere Hecateo . Regio pecoribus 

Jumpta Isr jinus appellatiti efi» efi egregia, ita ut bis pariant in an- 

Mrab. J. 5. no , geminojque fatus edam , fdSpius 

Mobili Tortu eppidum Tufcorum etiam 3. & 4. h<edos > ìnterdum ve- 

tAtria atque Jltrianorum mare ante re 5. ac pluries . Stepb. de Urb, 
appellabatur , nunc ^Adriaticum, Regionem praftantijfimam ac fru* 

Plin. 1. 5. \6. pferam incolenùbus . Scimn. 

(2) V. Siivtftri. Palud. Atriane , 



174 Saggio fopra i Veneti Primi • 

Sembra eccedere ogni credenza tal cofa , ma fempre prova che 
non in mezzo a fole falle paludi flava Adria . 

Scimno già vedemmo che parlando generalmente della marittima 
Venezia diceva che fecondiàìme erano le pecore in efla , raccon- 
tando però folo che gemini parti davano annualmente , cofa non 
impoifibile , e che fu oifervata anche in Egitto ( i ) . Ma che 
qualche cofa di ftrano vi folle nelle greggi che pattavano ne* cam- 
pi Adriani , forfè fi può dedurle dallo fteffo Ariftotile che ne 
fece ricordo (2) . Certo il Filofofo due volte ne parla nella fua 
raccolta di meraviglie , ( fé però è fua ) e dove ne difeorre in 
prima non è ciò idea di me folo , ma di molt' altri ancora co- 
me Caufobono ne' commenti a Plinio, il quale crede che debbafi 
legere Venete ifole dove il tefto dice Ombrkhe , viziato forfè co- 
me fu dettino particolarmente dell'Opere di Ariftotile* Quelle ifo- 
le Venete moftrano in certo modo F ejfere antico del paefe cui ora 
deferiviamo , cioè come io me lo immagino occupato da grandi 
lagune , e da grand' ifole infieme ; da feni di mare , e da bracci 
di fiume; da fondi baffi e paludofi > e da ahi terreni verdeggian- 
ti , il tutto mifto e confufo infieme . Dice Ariftotile che più ri- 
solti ivi dava la terra , e in ciò fi accorda con Scimno che frut- 
tifera ed eccellente chiamolla y e con Dione che ottima pu>r la dif- 
fe , ficcbè uno con V altro fi foftentano quefti veechj Scrittori . 

Dove poi egli parla di nuovo delle Pecore , nell' Opera men- 
tovata , io penfo che ivi pure Ariftotile intenda parlare de' Ve- 
neti e non degli lllirj come porta il tefto Greco (3)3 e ciò per- 
chè di quelle genti incolte e barbare non fi hanno vantaggiofe 
relazioni predo gli antichi, riguardo all'attenzione all'agraria che- 
fuppone per lo più molta civiàizazione , e perchè confufero fpefi* 
fé volte i Greci lontani le varie genti che abitavano quefto inti- 
mo feno dell'Adriatico finiate vicino all'Iilirj, i confini de' qua- 
li affai vaghi furono ed eftefi ; e perchè in fine egli in tal paiTo 
racconta le cofe medefime che poco dopo ripete de' Veneti infu* 
lari . Si può anche aggiungere che Ariftotile vi unifee altra par- 
ticolarità che dirò da qui a poco , la quale a me fembra che 
confermi quefto mio fuppofto* 

Rac- 

(1) Gemino* enim partus edere plerumque terno* enitantur . De mi» 
pecora ajunt . . . . & optimam ter- rab. aud. 

ram circa* *Adrìam » Dio Chryf. ($) Ferunt Ì9" in Ulyrrci* ove* 

(2) In Ombrici* infuiis (five Ve- bis in anno* fingulos , Ì3rplerajque gè* 
iteti* ) djunt pecora anni* finguli* mino* , multas ternos ae quaterne* , 
ternos partus edere , terramque mul- nonnulla* etiamquinque ac plu-res ft- 
tiplìcem ferentibus frugem reddere . mul progìgnere , lafteque diurno tre* 
Sed {?» faeminas f&cundas vehemen- femixtano* ìmplers Gallina* ec* 

Ut j. tu qu<e taro unum x fed bino* > Là* de Mirab. aui» 



Parte Seconda. 175 

Racconta dunque il Greco Filofofo che tré e più Agnelli , ed 
anche cinque , davano all' anno le Pecore nella Venezia , le quali 
ancora fruttavano giornalmente copiofo latte . Succedono alle voi* 
te delle ftrane mutazioni nell'aere , nel fuolo , nell'acque di un 
paefe. Lodò Polibio la bellezza e grandezza de' popoli che abita* 
vano le pianure tranfpadane . Ora è certo che i Lombali tali non fo- 
no , anzi al rovefcio . Non ne farebbe forfè caufa l' umidità aumen- 
tata in que' paefi da un mal intefo intereffe , che viziò tutti i 
prodotti della terra , caricò V aere di numerofi aliti putridi flac- 
catifi di continuo dal marciume d' infiniti corpi , lo refe fempre 
pregno di vapori , fempre in fé contenente un principio di putre- 
fazione, fece peffime Tacque potabili , e cent' altri causò dannoC 
effetti che or non ferve numerare ? Gli animali fi modellano fe- 
condo il clima ed il fuolo che abitano . Le caufe efterne poffono 
molto fopra le loro macchine , i medefìmi vegetabili rifentono 
gli effetti del clima . Il terreno di Adria oggi pure feraciffimo ali- 
menta Buoi che iono de' belli d'Italia. Potea in allora effere dop 
piamente ferace , cioè V erbe e le piante da elfo prodotte poteva- 
no avere una duplicata e triplicata quantità di fucco nutritivo # 
di foftanza craffa , e foftanziofa , atta a tramutare in mollecuie 
organiche ne' corpi de' bruti , e ciò perchè ii fuolo in allora era 
faturato di nitri , folfi , fali ec. due e tre volte più che non in 
prefente . Si può generalmente oflervare che i più fertili terreni 
quelli fono che V effere ripetono o da vulcani o da fluviatili de- 
pofizioni , fpecialmente prodòtte da fiumi grandi e di lungo cor- 
fo . Provano ciò le terre baffe che ftanno preffo le bocche del 
Danubio , del Nilo , del Quilimanci , del Negro , dei Kio delle 
Amazzoni , del Gange ec. Tali terre fono formate , e di conti- 
nuo coperte di tutto ciò che i fiumi rapirono altrove . Effe ad 
una grande umidità vanno fogge t te , che accellera in confeguenza 
lo fviluppo di infiniti germi e di femi , per cui fpontanee e fol- 
lecite copronfi di fpeffi alberi , e d' erbe luffureggianti , quali fé 
la mano dell'uomo non c'entra, pretto formano una denfa felva 
che altamente tutto intorno copre il fuolo • Le foglie ogn' anno 
in quantità immenfa marcite fopra ii terreno, i cefpugli , gli fteG- 
chi , i legni , e tant' altro fracidume che tutto fi accumula e co- 
là rimane , alla belletta fluviatile unito che vi depongono le pie- 
ne, vi aumenta di continuo il concime e 1' ingraffo . Tutto ciò 
produce umidità ed aria vaporofa fempre , chi la fermentazione 
riproduce ancora , e viva fempre mantiene , la quale fi sfoga in 
addentare le piante e le macchie, e coli' accrefeere e invigorire le 
medefime aumenta fé fteffa pure . 

Quella è la ragione per cui la più parte de' fiumi maSìmi dell' 
America , dell' Africa 3 e dell' Alia ne' luoghi da rozze o fcarfe 

gen- 



ij6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

genti abitate , hanno le fponde loro da immenfi bofchi coper* 
te , e fulle quali veggonfi alberi enormi , così groffi ed efpaniì 
che recano ftupore , e così di macchie e di piante quelli fon dcn- 
fi, che penetrarvi talvolta è imponìbile (a) . In America fvelte 
in più luoghi quefle felve e ridotto a coltura il terreno , quanta 
fatica ed arte ufafi altrove per aumentarne la ferocità 3 tanta ivi 
ne dovettero praticare per moderarne il vigore troppo grande , 
poiché per eccello di nutrizione ogni ricolta periva . Incredibili pe- 
rò fono i duplicati prodotti che colà fi raccolgono , così follecite 
effendo le meflì che una appena dà luogo a raccogliere V altra 
in poco fpazio di tempo prodotta . Ma come ogni quantità di 
materia è limitata , così ora in qualche fito comincia a ritroce- 
dere tale copiofa feracità 5 ceffate o minorate le caufe che la prò- 
duffero . 

Ora quella noflra baffa Regione fu formata dalle depofizioni di 
tutti i fiumi che &t ndono dall'Alpi e dall'Appennino, ed effi qui- 
vi portarono e lafciarono la più craffa belletta e la più carica 
di tu^to ciò che avean rapito da tanti paefi . Saffi, ghiaje , grof- 
■ie arene , Aerili corpi infruttiferi più in su rimangono > ognuno 
a proporzione della propria gravità , della velocità , delio fpazio , 
^e del piano per cui corre il fiume conduttore , ed alle eftreme 
parti di elio arrivano folo le più leggiere materie , 5 le più tritn* 
rate , e le più cariche degli olj , de' fati , de' folfi dalle terre rapi- 
ti . Dunque anche quefta Regione io dico , dopo la ritirata del 
mare dovette follecita coprirfi d' ogni pianta al clima ed ai fuo- 
lo adattata 3 ed il tepore dell' aria poiché proffima al mare , ed 
i caldi, umidì, e fpeffi venti fìroccali carichi di elettricità, e di 
faline mollecule che via fcopano dal mare (per cui noi veggiamo 
che fogliono tanto promuovere ed aumentare la putrefazione ) 
molto dovettero ancora follecitare e accrefcere tale vegetazione . 
Tutto quant' è il piano più afciutto che flava frammezzo i varj 
sranrii de' fiumi che da Spina ad Aquile] a fi incontrano , io fon di 
avvilo che una continuata denfiffima felva ei foffe , in principio 
e prima che gl'uomini viveniffero ad abitare. Potrei addurre de' 

dati 

(a) Si legge ne* v'aggj ultimi di vecchiaia , ì quali coperti fono di 
Cook alla N. Zelanda che il fuolo lungh* erba , di denfo mufco $ e di 
colà prello il mare, benché il pae- arbofcelli che fpuntano da ogni par« 
fé non fia fituato in clima tanto te e tolgono il parlo . Così fpugno- 
dolce , è fommamente fenile , per fo e graffo era in confeguenza il 
effere quafi tutto una feiva. La ter- paefe che rovente camminandovi 
ra è un puro concime 4L foglie al fopra fi profondava fino ajla cintu- 
di fopra , e tratto tratto è ingoili • ra . Si può penfare quali ricolte co- 
bra di tronchi nume rifinì mi d'albe- ià darebbe la terra fé (otte coltiva- 
li atterrati dalle procelle e dalla ta# 



Parte Seconda; 



*77 



dati che tal cofa fembrano comprovare , ma quefti già avremo 
occafione di vederli più avanti . Certo è però che nel Polefitie 
noftro, de' mezzi bofchi , per così dire , furono trovati fepolti 
fotto altiflime fluviatili depofizioni . Potè dunque il terreno Adrie- 
fe fubito (a) dopo che fu disbofcato e in principio coltivato o 
da Umbri o da Etrufchi dare quelle ricolte , e que' prodotti che 
ora non fapreffimo nò men comprendere , quelle ricolte che dan- 
no i piani del Rio della Piata , deirOrinoco , e di altri groflì 
fiumi della Terra , falva p^b la dovuta proporzione riguardo ai 
clima ec , e così pure ne' bruti nutriti da quefti prodotti intro- 
durre una fecondità ora affatto perduta , ma proporzionata a 
quelli . 

Io però non pretendo foftenere in tutto m il racconto di Stefa- 
no, e di Ariftotile , egli è efagerato lo veggo : ma bensì credo > 
che T efagerazione abbia avuto origine dalla vera ftraordinaria fe- 
racità di quefto oaefe una volta . Lo ripeto , perdono gli anima- 
li , o acquiftaro dalle locali circostanze del paefe che abitano (4), 
Tomo I. Z L'uo- 



(a) Una parte delle terre intor- 
bo Adria e Spina ed altrove per 
quefto efhiario, qtwnio da prima fu- 
rono coltivate da' primieri coloni § 
forfè ancora non era fcorfo gran 
tempo che fopra di effe eravi (tato 
il mare. Fondo di mare afciugato , 
e depofizioni di belletta fluviatile 
formavano perciò gran parte del 
paefe . Se è vero , che la fai fedi- 
ne marina faciliti affai la vegeta- 
zione , e fé vere fono 1* efperien- 
ze dell* Home che 5. grani d' orzo 
podi in un vafo pieno di terra ver- 
gine inaftìata di quando in quando 
d' acqua di mar*, diedero molto più 
fpiche , che altrettanti feminati in 
terra fimile ma non umettati dall' 
acqua falfa , anche una tale circo- 
ftanza avrebbe potuto dare all'anti- 
ca Venezia quella feracità che or 
più non vede . Mi ricordano tali 
co fé che li feminati che fi fanno 
ne* luoghi di quefta noftra laguna 
fopra il fango cavato dalli canali 
di Venezia e trafportato in quelli 
fono di una feracità affai grande . 
E* però vero che quefto fango con- 
tiene il lezzo ancora delle fogne , 
delle vie ec. ma fempre però è di 



fali ripieno , e delle bituminofe par- 
ti che nell' acqua marina certamen- 
te efiftono. 

(b) Tanto influifcono le locali 
qualità delle terre , dell* aria , dell" 
acque ec. fopra i bruti, che più qua- 
fì non fi riconoscono da un paefe 
all' altro . Mi fece fofpettare alle 
volte tal cofa , che alcuni anima- 
li de* lontani paefi altro non (ìatio 
che quelli mede fi mi che noi abbia- 
mo pure , alterati nella forma , da! 
clima , oda colà qui pattando 3 o 
da qui a quella volta emigrati . I 
ferpi ftrani della Zona torrida , al- 
cuni almeno , paiono affatto fimiiì 
a certe fpezie noftrali • Sono gran- 
dittimi colà , fono variamente colo* 
riti: ma quale alterazione non ino- 
ltrano anche li noftn volatili che 
pur colà vivono ? fpeciali mente in 
grandezza e colorito ? Un cald "> con- 
tinuato , un nutrimento copiofo , 
una maggior fuccolenza ne' cibi, u* 
na libertà maggiore , quafi nettun 
difturbo ec. io credo eh? molto in- 
fluifeano in tali viventi . Intorno 
poi alla alterazione che i vegeta- 
bili fentono pattando da un paefe 
all' altro, poflono operare in quella 

le 



*7$ faggio fopra i Veneti Primi. 

L'uomo folo più di tutti relitte , ma egli pure foffre alterazione 
ne' varj climi; tanto è vero che annerifce del tutto incerti luoghi, 
fi allunga , fi accorcia , infermiccio diventa , o pur vegeto , e 
forte nelle diverfe contrade della Terra . Gemini parti davano in 
Egitto le Pecore annualmente à cioè quattro Agnelli in un anno ; 
e T Egitto è pure umido e fefaciflìmo infieme , perchè formato 
appunto e foggetto alle note annue innondazioni . Dice Ariftotile 
che pur quivi nella Yenezia erano in Arano modo feconde le 
Donne , e doppie erano le ricolte ( i ) , e nell' Egitto ancora era- 
no e fono fecondiffime le femine, e gemelli di fpeffo a* loro ma- 
riti regalano . JLe caufe che in Egitto operavano tali cofe , qui 
pure efiftevano; poffono in confeguenza effervi flati i medefimi 
effetti , detratta però Y efagerazione di effi , e la diverfità di po- 
rzione o latitudine dell'una e dell'altra Regione . Pare che a ciò 
alludeflero Strabone e Plinio, (2) quando l' Italico Egitto dittero 
la Venezia marittima. Anche in Sardegna moderno Scrittore (3) 
offervò giovar moltiflìmo ivi alle Pecore l'aura marina che forfè 
di faline mollecule afperge l'erbe, edoffervòpuregli che uomo in- 
duftre prevalendofi a propofito delle circoftanze del paefe?, avea 
ottenuto gemini doppj parti in un anno. 

La Pecora tra gli animali fecondo il Francefe Naturalità , (4) 
pare la più facile a modellarli o in bene, o in male alla natura 
del paefe . In Islanda ella copre la lana col pelo ; ad A^uamhsi 
in Guinea la perde quafi per intiero ; in altri luoghi tanto in- 
grolla la coda , che forma quafi un quarto di tutto il pefo dell' 
inderò animale. Chi prenderebbe per congeneri de' Buoi , l' Aurok 
ed il Bofsà . Le fpezie cangiano moltiitìmo da luogo a luogo 
non folo nella forma efìeripre , ma nelle tìfiche loro qualità an- 
cora , effendo ciò una necefTaria confeguenza di tale principio . 
Kulla a meno però io lo ripeto , non intendo foftenere in tutta 
la ina tfìerficne i; racconto di Ariftotile , e di Stefano fulla ftra* 
ria leconcità delle Pecore nella Venezia marittima efiftentj, 

Ma 
le caufe fteflfe che nell* altra . Mi Polefine il primo anno riufeì va- 
fov viene aver letto ne'viaggj anti~ rio, bianco in parte, in parte fal- 
chi del Ramufìo, che il Maiz o fia ladro , e .1* anno fecondo^ produce t 
Frumentone portato in Italia , fi? granì tutti gialli e più piccioli, 
forfè prima che altrove feminato (1) Terramque multipli cem fer?n* 

nei noiìro Po ledine vicino ad ^An- tibus jrugem recìdere ec* 
guìllara , e che il grano era o rof- (2) Strab, 1. 12, 
fo o bianco in quel tempo . Il co- Plin. 1. 3* 16* 

Jor giallo dunque loacquiftò in Ita- O) Getti. Quadrup, di Sardegna l 
iia; e di fatto non fono molti an- p. 72. 

ni che fatto venire a Venezia del (4) Buffon. hiltor. des A nim. T. 7. 
Frumentone da Filadelfia , era egli & ?. 
«ilTai greflò e bianco ft Seminato m 



Parte Seconda* tjp 

Ma abbiamo ancora altra meravìglia di quello paefe negli au- 
tori fuddetti ♦ Dice Stefano Bizantino che le Galline deli* Agra 
Adriano erano così feconde e generofe dell/ova loro, che due ne 
davano al giorno . Io credo certo che anche Ariftotile abbia di 
tal cofa fatto ricordo , ( i) appunto nel riportato pano dove diflì , 
che Veneti in luogo di Illirici io leggerei , anche invero per ta- 
le circoftanza delle Galline > la quale certamente agli Adriefi da 
Stefano fuddetto e da Plinio ancora , e dalle medefìme loro anti- 
che monete viene accordata . Ariftotile dunque è probabile che 
pur rammenti di etti tal cofa , e V accrefee poi dicendo che tre 
volte ai dì ivi le Chioccie regalavano gli Ovi . E Plinio come 
dico la conferma col dire che di fomma lode erano quelle Gal- 
line agli Atriani , (2) e di più le antichiiTime monete Etrufche 
a quefta Città frettanti , che trovate furono altre volte in più 
luoghi del Polefme , portano tal ora una Gallina o un Callo per 
impronto . ( 3 ) Avranno dunque avuto qualche cofa di particola- 
re colà quelli uccelli , fé per impronto delle monete ufavanli « 
Fu già coftume delle vecchie genti il porre fulle monete loro al- 
le volte il più fcelto prodotto del proprio paefe * perciò in varie 
Greche monete deirifole, veggiamo effervi figurato un grappolo > 
in altre l'ariete, e in alcune Ebree la fpica e il grappolo infie- 
me « Già lo Hello Buffon (4) non pare lontano dal credere * 
che una Gallina poffa dare in qualche paefe più di un ovo 5 ed 
al prefente ancora fi dice che a Malaca nella Samogizia 3 ed al* 
trove tal cofa fuccede* 

Ora pure polliamo olTervare che quefta parte della Venezia ma* 
rittima è molto favorevole alla Pollerìa non folo per V immenfa 
quantità che ne mantiene il Polefine e tutta granda e bella , ma' 
anche fé non m 5 inganno per una fpezie particolare di Galli , e 
Galline che efìftono in alcune ville del Padovano , ville limitro- 
fe al Polefme jnedeflmo > e poche miglia da Adria difeofte « 
Quefta razza è particolare per la mole ftraordinaria a cui arri* 
va, pel ciufiò vario , e le colorite penne , che adornano gli in- 
dividui. E per verità quefti- uccelli fono colà tanto groffi 3 che in 
Italia non c'è niente di fimile , e con ragione diceva il lepido 
Taffoni (5) che ivi efilleva il Regno de' Galli » In Quella fpezie 
è oflervabile , che traligna fubito quando altrove fi trafporta , 

Z 2 an- 

([1 ) Tres femìxtarìosìmpìère :Gal- Gattina emblema moneta Haitiano* 
linas etiam non femel tantum fed rum * ... in ajfibtts qui ad Hatria* 
bis terve in dies fingulos ova rgd- nenfes pertìnèntGallus ec. Gori . Muf» 
deve, Ariflot. de Mirab. Etruf* T* f. p. 230. 241. 

(2) Uatrianis faus maxima* Plirì. (4) Buffon Ornitologie. T. 3* 

1. 3- <*• 1^» (5) Secch. rsp. p. 6, $€* 

( 3 ) l^ec file mio p rat ere un da efi 



i8o Saggio fopra i Veneti Primi. 

anche ne J paefi vicini non che lontani ; pure in qualche luogo 
refiftette come in Francia dove li celebri Galli di Caux ancora 
fi chiamano Galli di Padova . Si vede pertanto , che in quelli 
luoghi il fuolo dona forza maggiore air erbe , ed a 1 femi , che 
accrefee lo {"viluppo de' corpi organici , più ne nodriffe le parti , 
le ftend^e perciò , e ne fa un tutto maggiore che altrove . Per ve- 
rità le terre fono colà tanto feraci che di più non il può brama- 
re * e refiftono a lungo ad annue replicate produzioni fenza ve- 
dere concime. 

Parmi che tutto ciò provi che le pecore, i polli, le produzio- 
ni antiche df quefli luoghi avellerò beniffimo delie Angolarità , 
pet eui furono fino dalli più rimoti tempi conofeiute e rimarcate 
dagl* Uomini . Chi sa che la prima razza delle Pecore e delle Chioc- 
cie non vi abbiano portato i Primi Afiatici coloni . E fune e V 
altre di quefìe nelle contrade dell' Afia Minore fono belliffime. I 
Galli del Pegà) della Perfia > di Rodi fono affai apprezzati e co* 
ftano molto » Le Pecore di Mileto , di Paflagonia ec. erano pur 
celebri preffo gli antichi * Se gli Argonauti portarono dal Fall il 
Foggiano ne'paefi Occidentali, altri avventurieri o Greci o Afia- 
tici poterono condur feco dall' Oriente nella Venezia gli animali 
proprj de'lor paefi, e quefli trovandovi circoftanze poco diverfe, 
timanere i medefimi o poco variare almeno per molto tempo * 
Sino ne' barbari fecali furono apprezzate le Galline di quefli luo- 
ghi . Si legge nella nota Cronaca dei noftro Dandolo ( i ) che 
dopo una feorìfitta data da' noftri a' Padovani nella celebre guer* 
ra del Caftello di Amore (a) ,, impofero quelli a quefti per rifeat* 

to 



( i ) òlogienfei itaque quòrum Vote» 
fiai erat Jo. 'Badilo qui. a con quer en- 
fi a vittoria viritiìer babuertint à ìfu 
fatto , trium Galli : quai in trlbui 
fter'minii qu<e!ibet jamiiia annuathn 
Duci exbibere tenebantur liberati • 
'Gironi e. Datici, ex Cod. Ambrof. 

jLlii fcrlbum Cingi enfes levatoi 
inere folvendarum Gallìnarum alba- 
fum , quia ih fosdere per tuffo cUrn Ta- 
ti avinis , quod pojì alìquoi annoi fuit 
■fa&um , T-atavinl tonde mn citi funt 
Jolvere fingulas Gallinai albai prò 
tribus quìbufque captlvis . Adnot. in 
Chronic. 

<Anno iiof. Clugienjei quoque à 
tributo Gallìnarum fuerunt àbfoluth 
Chronic. Gratia. p. 51. 

.Anno 1044. ^Amplini gallinai da» 
Té non debelli* 



Privileg. Vit. Faledri. 
(a) La guerra del Cartello di À-' 
more nacque nel 1214. Uri Cartel- 
lo fi erefle in Trevifo , le cui mura 
erano formate di pelli rare, di drap- 
pi di velluto, fcarlato ec. Dentro 
numero grande di Donne avvenen- 
ti e leggiadre Donzelle colle loro 
Ancelle tutte veftite a pompa , è 
con corone d' oro gemmate in teda 
difendevano il Cartello » I giovani 
affali tori erano di vii! in fquadre fé* 
rondo le Nazioni e dovean^o fare I* 
attacco . L' armi deftinate a difela 
ed offefa erano fiori d* ogni forte , 
pomi , noci Mofcate ., dattili 1 cina- 
momo -, pìftacchi > 9 pere , toftelle , 
^ampolle d' acqua -profumata con ga- 
rofani 3 canfora , ambra 3 cardamo- 
sxio , e ballami . Quefte li veriava- 



Parte Secondata 1S1 

ÌO de' prigionieri 3 due bianche Galline per ogni tre -prigioni . Dun ^ 
que di que'paefi le Chioccie così apprezzavano in que* ferrei gior- 
ni, che due valutavano per tré Padovani . Tale notizia l'abbia- 
mo dall'anonimo annotatore in margine del Codice Ambrofrano* 
e nel tefto poi fi legge che in tale occafione il Doge ( quali So- 
prano in que' tempi ) aiTolfe li Chioggioti dal Tributo di tre Gal- 
line bianche che ogn' anno dar dovevano, e ciò per la loro bravu- 
ra in quella giornata. OHcrvo chetai cofa confermali dall'antico 
Cronifta del noftro Monaiìero di S. Salvatore , e Tappiamo che 
ogn' ifola della Laguna dava in quel tempo al Doge , ciò che di 
più raro poiTedeva . Ne rimane forfè pur oggi veftigio ne' tributi 
di pefce , e ne' regali di frutta che fi fanno al Principe in cer- 
ti tempi . Doveano perciò effere particolari le Galline Chioggio» 
te fé degne giudicavano del Fifco , e fi offervi che 1' ifola ài 
Chioggia pofta nell'ultimo termine dell' Eftuario era appunto prof. 
fima al tenere di Adria , come ancor più vicino era Loreo ( i ) 
allora Laiiretnm chiamato > il quale anch' elfo dava al Principe 
ogn' anno alquante Galline per ogni famiglia . Ebbe per conse- 
guenza quello uccello in tal Regione qualche cofa di particolare 
«lai fempre, il che può confermare quanto fi è detto fin' ora in 
tal pròpofito . Di fatto anche Y altra Pollerìa ivi partecipa delle 
locali fifiche caufe , poiché a Polverara , Carrara ec. i Gallinacj } 
che pure ftranieri uccelli fono , arrivano ad una ftraordinaria 
grandezza » 

Può per ultimo fervire quefto racconto e dì Stefano", e di 
Ariftotile a confermare ciò che ho detto altrove , che Scimno 
cioè, non de' paefi Illirici abbia parlato , come vuole il Lucio, 
(2) ma bensì della marittima Venezia come credettero fempre 
gl'Eruditi fin' ora. Scimno Chio concorda con li due fiìddetti in 
molte particolarità aiTegnate a queita Regione . E Stefano ( 3 ) 

poi 

no fui capo àgli aflalitori. Si offer- unirono è dichiararono agi* infulàri 

vi in que l tempi di barbarie il gti« la gueira . I Padovani ebbero la 

(lo de' popoli 3 ed il commercio di peggio e groflTo numero ne rimale 

quelli popoli . Lo fquadroae della prigioniero . Se è vera la circoftan~ 

fiovemù Veneziana moftrò più ar- za delle Galline , quefte proc,u- -aro- 
ore 3egV altri in tal forta di giteti no ad elfi la libertà a poco pez- 
ra e penetrò ben predo lotto le mu- zo . Già tra Veneti e Padovani e' 
ra . 1 Padovani n'ebbero difpUio ; era continua briga per confini e per 
fi ingiuriarono , fi ribaldarono , ed le faline. V, Brunacci in Opufc.Ca* 
il Veneto fìendardo in oltraggiato « Jogeià.T. 45. Verri, degli Eccelini « 
Si accele allora malamente la con- T. 2. 

tela , fi venne alle brutte 3 e Io (1) Zanetti dell'Art. Veaez. p. £4, 
fpettacolo ne fiV interrotto . il dif- (2) Hifì. Dalmat. 
piacer fu fornaio degli gettatori nu- {$) Ancore Heeateo de hifr.Grae 

merofiflimi . Padova e Trevifj fi cìs. 1. 1, $c a. q. i, ec> 

Sé. 



182 Saggio fopra i Veneti Primi . 

poi parla per bocca di Ecatèo vecchiffimo Storico , intorno al 
quale fi può vedere in Voflio 5 che molti furono gli Ecatèi , ma 
tutti vecchi , e il più noto tra elfi vivea al tempo di Dario fuc- 
cefibre di Cambife , vale a dire venti due fecoli prima d' ora . 
Se fu quelli quello che parlò di noilra Regione, Adria era tutt' 
ora in fi >re , né il paefe d'intorno dall' acque era flato fconvol- 
to , o da' Galli rovinato , poiché coftoro {tetterò ancora predo 
a f tte fecoli a fcendere in Italia . Rileviamo in fine da tali co- 
fé quanto folle e feconda e coltivata ¥ afciutta parte di quello 
pezzo all'antica Venezia appartenente, quanto da vecchio tempo 
nota pe* fuoi prodotti , e lino a' Greci Afiatici, ed Europei, per 
cu! credere polliamo che il popolo che l'abitava e ricco foffe , e 
liumerofo, ed effa non tutta palude come fu detto, e come me- 
glio forfè vedremo andando innanzi* 

Più fopra d ili che con il monumento illuftrato dal Pafleri , e 
trovato nel Ferrarefe, fembra che nel tratto detto Padana Regio- 
ne ci foitlro Vici o terre del Principe al tempo de' Romani « 
Un Vico l'Autore ad Adria crede foggetto effervi pure flato, un 
Vico Vercelli Adrefeano chiamato come egli penfa . Siafi però vero 
o non vero quello , io direi che altra prova certo della abitazio- 
ne, e coltivazione di que' luoghi verfo ilFerrarefe podi , fi pof- 
fa trarre dal nome di Ariano , che porta appunto il Ferrarefe Po* 
lefine confinante allo Stato noftro , nome forfè acquiftato dall' an- 
tico Agro Adriano » Già anche un palio di Plinio prova iftefTa- 
mente , per quanto io credo , rantichiffima coltivazione di que' 
luoghi, che producevano uve allora {limate in Italia . Numerando 
egli le varie qualità di quefte che riputazione avevamo a' giorni 
fuoi , dopò la Retica Veronese , dice egli , fi apprezza l* Adriana , 
che nafte nell* intimo feno del mare » ( I;) Il no?ne di eiTa e la pofi- 
zione aflfegnata dall'autore , parmi che moftrino chiaro intender- 
fi dell* uve nafcenti nelle campagne di Adria , non d' altro luogo ; 
e vero ciò eitendo , preifo al mare ed alle Lagune efiftevano (cel- 
ti tralci in antico, e nel tempo de* Romani* 

Gli Adrìefi potfedettero il Mare come accennai ancora , e (i) 
fecondo alcuno poffedettero anche l'ifole Illiriche molto prima che 
i Galli fi ftabililXero in Italia * Molte perciò delle loro monete 

ì por- 

Sìnum ferunt Adrìaiìcum mukitu- (2) Lue. de Regn. Dalman 

dinem ec. Mari autem nomen impojìtum ab- 

Regìónem prdtftanttjfimtim incolen- fthitum & diuturnum ^Atrianenlium 

tìbus* Scimti. domìnìurn indicai , quod abfque Li- 

(1) In feronenfi abiètica Falemìs burnitarum ìnful. pojjejftone r itine 

tantum pòjlbabita a Virgilio . Mox ab ri potulffe a Theopompo fuo loco con- 

ìnihnò 'finu maf'is ^Adriana * 1. 14. fiàbat * 1. u o U 



Parte Seconda. 183 

portano effigiata o un'Ancora, o dc'pefcì , o Nettunno , o un 
Delfino emblema tanto ufato dagli Etrufchi . Con tutto che A- 
dria foffe affai impicciolita al tempo de* Romani, pure ella certo 
in qualche eflere rimafe , poiché fi fono difotterrate Latine lapi- 
di , delle quali alcuna fa ricordo di Collegio di Marinai , e di 
Decurionale Magi Arato . lfteflamente parecchie anticaglie in varj 
tempi fi fono fcavate in que* contorni , come bellillìmi pezzi di 
mofaico che pavimenti erano ; tubr di piombo di firana lunghez- 
za ; flamine di metallo con verte e capello Afiatico ( i ) ; lateri- 
zi d'ignote lettere incifi ; e grotte fondamenta , la più parte for- 
mate di cotto con pochiflìmi marmi . Il cotto fu per avventura 
il più antico fabbricato degli uomini , come lappiamo eflerfi ufa- 
to in Oriente e tra i più vecchi Romani ancora . Scritte erudi- 
tamente il noftro Bocchi fopra quefle materie , e dimoftrò effervi 
colà flato un antico Teatro , ma Teatro Etrufco , non Greco , 
né Romano . Ciò fuppoflo era perciò di fomma vecchiaia quella 
maceria , poiché ne* giorni del Romano Dominio Adria come ho 
detto non facea figura , e folo fu grande e potente molto innan- 
zi a tal epoca. Vafi Etrufchi , amuletti , e (inaili cofe trovarono 
pure, e trcvanfi ivi alle volte. Da Tacito fappiamo (2) che nel 
regno di Vitellio ella flava ancora fui mare , e a tal propofito 
io oflervo che Spina già più non vi flava , e fé dodici miglia era 
ridotta dentro terra conviene dire che foriero corfì degli anni tan- 
ti che da quefta erafi ritirato il mare. 

Cercò già V Amati ( z ) provare con buone rifleflìoni che Raven- 
na un tempo era pofta nel centro di un golfo , o baja direi quafi, 
la cui punta auftrale flava poco fotto di ClaJJe , e la fettentrio- 
naie poteva eflere alla joce dell' ultimo ramo del Pò detto Eri- 
dano, fopra il quale era pofta Spina (,3) . Io poi fon d' avvifo , 
che fopra un fecondo feno o baja Adria pure fi ftafle ; feno che 
cominciava appunto al termine lettentrionale della prima, e ter- 
minava forfè verfo Erondolo dove ufeiva l'Adige , e Tacque tutte 
che feendevano da' campi Padovani. L' antico Ecatèo , citato dall' 
Abbreviatore di Stefano così mi fa credere ; poiché in un feno e- 
gli alloga quefta Città che ifteflamente nomina Atriano (4) . Il 
ramo Spinetico del Pò a Mezzogiorno, V Adige e gi' altri fiumi 

co- 

(1) Trìmum T^umjfma referre cen* (2) Tacit. I. 3. & Piin. 1. 5. 16, 

fui caput l^eptuni Hatrianenftum tu» (?) Appena. 7. ai Rubicone. 

telare numen . ( 4 ) Hatria Vrbs efi , & juxta eam 

Gori Muf. Ec„ P. 2. 24U finus Hadn<e -, cimmfqm eodem no 

DECVRtONVM mine. Alb. Ste P h. 

DECRETO. ^Ltbrìanus fiuviut quoque ab sA« 

COL. NAV1M. tbrh Tufcorum colonia , 

V. Silveftri. Paludi Atriane p. 7% Cat. Orig. 



184 Saggio fopra i Veneti Primi, 

come TogiJbno , Medoaci ec. a Settentrione , colle fabbie loro 
interrarono a poco a poco quella baja , come prima fi era affo- 
data quella di Spina o fia di Ravenna , nella fua parte almeno 
Settentrionale per le depofizioni del Pò . Di fatto al tempo di 
Strabone Spina come ho detto già flava undici miglia dentro ter- 
ra , e con lo {correre degli anni quefte torbide vi pofero anche 
Ravenna . La Sacca di Coro un avanzo io la direi di quefto anti- 
co few Adriano , ed effa pure divenne fodo ed ubertofo terreno , 
dopo che vi fu condotto più direttamente il Pò nello feorfo fe- 
colo con il taglio di Porto Vito . Chi sa che ne' primiffimi tem- 
pi il proprio nome Adria non abbia comunicato a quella fo- 
la baja o ieno , fopra il quale ella flava , nome ftefofi poi 
a tutto l'Adriatico, Giorno ed lllirio ancora , e Pontico ne' giorni 
antichi chiamato ? Se mai verosimile fembralTe tal cofa , forfè 
conciliare fi potriano i vecchj fcrittori che pajono ora contrari , 
ora confufi alle volte nel parlare deli* Adriatico, e conciliare an- 
cora le più moderne contefe in tale propofito . Aggiunge Ecatèo 
che fopra un fiume pur Atriano chiamato flava Adria , e quefto 
fiume anche Frate Ann-io lo nomina . Credono alcuni che foffe 
un ramo dell'Adige, altri il limpido Tartaro (1) che feende dal 
Veronefe cheto e lento , il cui antico nome forfè o Greci Pelaf- 
oj o Veneti li diedero per la nerezza delie fue acque caufata dal- 
le folt' erbe , che ne coprono il fondo . 
Paludi Proffime ad Adria ftavano le note Paludi Atriane , mentovate 
'Striane , &% Plinio (2), e conofeiute dopo con il nome di Sette Mari . 
Fu molto fcritto in pattato fopra le medefime , furono fopra di 
effe più cofe dette , e furono diftefe ed allungate fino ad Aitino 
e fino ad Aquileja . Tal cofa a me non pare vera , e lo vedre- 
mo nella continuazione di querV Opera , e penfo , che non al 
di fopra di Adria verfo Brontolo o Chioggia , ma fotto verfo 
Mezzogiorno quefle paludi fi ftendeffero . Verfo 1* odierno Ferra- 
rle le Atriane lagune o paludi erano dirette , e tutti gli ftagni 
e laghi , e baffi fondi , che largamente ingombravano un tempo 
quel paefe, dolci o falli che foffero , portavano un tal nome, il 
quale fu celebre in antico . Che un tal nome però fino ad Aqui- 
k'ja foife diftefo fu creduto principalmente per un paffo di Ero, 
diano icrittore de* mezzani tempi , il quale dice , che Msffimo ufei- 
to di Ravenna tragittò i guadi , ed arrivò in Aquileja y i quali sì per 
il Pò che in ejji fi verfa , che per le abbondanti acque che vi {lagna- 
ne intorno , ejfendo molto pieni , per fette alvei mettono in mare ; 
perciò i paefani colla natia lingua quella palude chiamano Sette Ma- 

ri 

(1) Maff. Ver. HI. 1. 2. feptem Maria iccantur* Plin. I? 3* 

(2) In sAtrìarmum paludes qua 



Parte Seconda- 185 

ri ( 1 ) . Ne deduffero perciò molti che tutta una laguna naviga' 
bile al tempo de' Ma (Timi ni vi era da Ravenna ad Aquile}* , lun« 
ga almeno duecento miglia , e dentro terra diffufa chi sa mai 
quanto . Ma Erodiano perchè Greco potè con errore defcrivere 
quelli luoghi de' quali non avea pratica , e poi egli fteffo in pri- 
ma fi fpiega in altra foggia , folo fino ad Aitino facendo arrirarc 
la navigazione cominciata a Ravenna , e così di fatto era la cofa » 
e Plinio lo prova . Egli Italiano , ed anteriore di molto ( per cui 
fupporre portiamo che gli fragni follerò più ancora diffufi di quel 
che erano a' giorni di Erodiano) l'acquatico viaggio fa che ter- 
mini ad Aitino venendo da Ravenna . Dice egli , che il Pò ben- 
che deviato in fiumi e canali tra Ravenna , ed Aitino ; dove piti 
copiofamente vomitava la piena delle fue acque ivi Sette Mari fi di* 
ceva formare. (2) Ma dove il Pò la piena fua maggiore fcarica- 
va , fé non fé [otto di Adria, tra cui e Ravenna ftavano le va- 
rie fue foci , come pur ora vi ftanno ? Parmi anche che Plinio 
non bene abbia detto che tra le due Città fuddette egli fi diffon- 
deva , perchè Y Adige d* acque tanto ricco , i non piccioli Medoa- 
ci, e tant* altri fiumi oltre , e fopra il Pò ed Adria pofti , e che 
piene affai grolle certamente feco menavano in quefto fpazio , 
aveano da empirlo elfi foli , ed avevano ragione di pretendervi 
il pofto fopra quelle del Pò perchè inferiori . Quefte anche tendo* 
no verfo Mezzodì più, che a Settentrione , e di fatto verfo tal 
plaga avvennero li mattimi interramenti della marittima Venezia . 
Se confultiamo gli Itinerari antichi , tra i quali quello detto 
di Antonino che è il più vecchio , vedremo deferitta la via da, 
Rimini ad Aquileja diretta in modo tale , che fembra comprovar- 
fi quanto ora io dico . Da Rimini a Ravenna per terra XXXVT. 
miglia conta Y Itinerario : poi , dice egli , fi navigavano li Sette Mari % 
fino ad Aitino v, 3 ) ; e da quefto di nuovo per terra , e non per 
acqua, ricomincia a numerare le miglia che vi erano finora Con* 
cor dia ) e da quefta fino ad Aquileja . Io non intendo per verità t 
come fi abbia voluto foftenere tanta eftenfione delle Atriani Pa- 
ludi o de' Sette Mari , e come tante ftrane cofe fopra le mede» 
Tomo I. A a fune 

( i) ìnjlquile'iam perveniunt tras~ ria ditlus facete . Omnia Rumina (sv» 

mìjfis paludibus , in quas fluvius Eri- I. $. 

da e us ac vicina exundam (lagna (te (5 ) ^Ab jlrimtno rec7o itinere jfc 

ut per ora feptem in mare prfic'ipi- quihjam . 

tentar, ltaque indigeni ec. Ravenna. Ai. V. xxxv't. 

in Maxim. I. 8. • Inde navigantur feptem Maria i' 

( 2 ) Vadus gravis ejì terree quam- \Altinum ufque . 

quarti dedutlus per fiumìna fcjjafque Inde . Concord. M. V. xxxt. 

inter Ravennani & ^Itinum . Ta- aquileja. M. V. xxxi. 

men quo largius vomit feptem Ma» It. Antonini. 



iBtf Saggio fopra i Veneti Primi* 

lime abbiali fcritto. Sino al Timavo ed a' confini dell'Ulna con- 
dotte , fino al di là dal Modonefe innoltrate dentro terra verfo 
Occidente , poco meno che un fecondo Mare fi fecero diventare . 
Anche la Padufa che pare effere fiata ià medefima foffa dé^ta 
Meffanica ed Augufta , della quale feci cenno ancora , fu credula 
via alcuno una palude dilatata e grande, e fu fatta girare insù, 
ed in giù fecondo le varie oppinioni , e filtemi . (i) Forfè da 
effa la foce dell' Eridano Spinetico ne traile il nome di Padua , 
dove pefcavanfi molti Sgombri fecondo Catullo , e fé ella era piena 
di pefce *:ome dice Marziale , pare anche da elfo che una fojfa o 
un canale diretto verfo Ravenna , non uno ftagno dilatato fi fof- 
fe , e mai diretto al di fopra di quella Città , e molto meno ver- 
fo Aitino ed Aquile ja* Parmi che con certezza non fi po(Ta dire 
che tutta Laguna aperta , e veleggiabile come ora è la noftra ri 
fotte tra Ravenna -, ed Aitino , ma in que' tempi pure tale fo- 
lamente folfe queft' ultimo, e Brondolo ( e lo vedremo meglio 
quanto prima ) , fotto al quale fino a Ravenna più da fluviatili , 
che da marine acque ingombrato quello fpazio, per foli canali ma* 
nnfatti in parte, per alvei , e per naturali fijje fi difcendefie alla 
Città fuddetta . Certo que' luoghi come coperti da acque pigre , e 
limacciofe ci vengono deferitti da^li antichi . Marziale dell' acque 
parlando intorno a\Y Eridano VaUeno elidenti , fangose , e poi pi" 
grìffime le ditte (2) ; Stazio in generale flagnante deferive il Ve- 
neto Pò in que' luoghi, (3) e Silio Italico non folo tarde cfcià* 
ir.ò l'acque discendenti verio Ravenna, ma fchietto ditte che in- 
contro a quella lentamente correvano (4). Così pure Sidonio Apol- 
linare parla anch' elfo delle foffe e del ri/lagno dette paludi dolci 
e falfe polle d'intorno alla Città medefima ( 5 ) , per cui forfè non 
male fi crede , luppanendo che le paludi fott' Adria fituate , for- 
iero nqn altramente d' acque coperte , ma ingannevolmente , e con 
interruzioni fpefle di fcanni , di fecche , di doffi , dove e il mare 
entrava , e li fiumi {lagnavano , e dove e' erano canali e foffe 
tratte dallo Spinetico Pò, e condotte fino a Ravenna -, come la 
fuddetta Meflanica ed Augulìa e Padufa . 

In quelle Atriane paludi e lagune , in quelli Sette Mari , fap* 

pia- 

( 1 ) ^Augufla Fojfa Ravenna tra- Mart. 1. 5. $0. 

dì tur quondam Meffanis appellata . {$) Sic Veneto flagnante Vado 1 . 

PI in. Star. 

Tifccfoque amne Tadufa. Mart. (4) Quìppe gravi remo ììmofìs fel 

{ 1 ) Cejjatìs pueris nìbilque noftris gnìter undis 

Vatreno Erìdanoque pigriores 9 Lenta pa/udofff profeindunt flagri* 

Quorum per vada tarde navigan* Ravenna . 

tes y Sìlius. Punic. 1. S. 

Lento s fingiti s ad vehufma remos+ (5) Cum fé fé bine fa/jumTorth 

pe- 



Parta Secoacfo. 1S7 

piamo da Plinio Ci) avervi lavorato gli antichiffimiTofcani y ta^ 
gli, e canali facendovi per rovefciare in. effe la piena del Pò ,, 
che forfè era troppo infetta, all' Agro= Adriano ,,. ovvero per rendere 
colle efcavazioni più afciutto , e pia fano iL paefe . Tutti que* 
fiumi, e folli C dice Plinio ) primi da Sacl fecero gli Etrufchi ,. 
per mandare di traverfo Y acque del Pò nelle Adriane Paludi .. 
Alcuni quefto Sari, -djfagi detto m certe edizioni , per nome ài 
popolo lo. prendono,, di popolo Etrufco o tribù ,, conofciuto^ con 
tal nome proprio di elfo.. Anche la Tavola Teodofiana verfo* que- 
lli luoghi un Sacis. mette (2) ,, forfè, borgo o villaggio in quel: 
tempo . Altri , gli fteffr Adriefi fanno autori ài tali fatture . Ma 
egli è certo ,. che tali operazioni affai vetufte , ci. moflrano 
quanta da antico tempo in tali luoghi vi furono abitazioni d'uo- 
mini,, e. ci moftrano ancora che quefte Arriane paludi fotto , ed. 
a Mezzodì; d'Adria {lavano , non fopra . Sacis nella Tavola & 
fegnato affai di fotto- li Sette Man ', verfo. la foffa /\ugufta. y . ver-- 
lo Butrio, e Pvavenna» Fu. creduto , che intorno Volana.^ o Bell'- 
Occhio verfo Comacchio potefle ftare circa a 25. miglia al Sud- 
di Adria „ Comunque fia panni ,. che tutto moftri che le Pa- 
ludi Adriane o li Sette Mari antichi dove lavorarono in giorni 
ignoti gli Etrufchi ftavano a quella parte, non verfo noi dove ef- 
fi rovesciarono i' acque incoinode troppo alla loro colonia . Forfè* 
Jo prova anche la tendenza, naturale delle medefìme. fempre di- 
rette a Mezzodì ;. cofa anche dagli, antichi offervata ,, e che ora 
pure fi vede colle depofizioni , che verfo la Romagna vanno 
fempre a fermarli . Il celebre taglio di Porto Viro fatto nello 
feorfo fecolò dalla Repubblica pare una ripetizione dell* antiche 
Etrufche. operazioni fatte pure fui Pò per fcaricarne di traverfo» 
le piene nelle paludi inferiori ad Adria , come quefto taglio le 
fearica ora. pur di traverfo e al Mezzodì di Adria . Le Valli di 
Cornacchia; e tutti i paludofì tratti di que : luoghi un avanzo per- 
ciò ia direi che fono di quefte antiche Àtriane lagune tra Adria e 
Ravenna, comprefe , ed occupanti un. tratto ài forfè 50. miglia in 
lungo , fpazio nel quale molto certo operarono gii Etrufchi , fé 
tutti i fiumr e canali! ivi. efiftenti furono; da e (fi. efeavati , come 
racconta Plinio «. 

Io- credo che le diverfe qppinicni fopra quefte lagune , (che di 
fatto col corfo de' tempi: tanto mutarono ) abbiano- molto- con- 
fluito, a. far sì che quanto, fuccedeva a quella parte fi applicaffe 

A a 2 an- 

pilagumtimptngeret, bine cloacali puf- (1) Omnia ga filmina foffafque 
fé f off arum di furfuq uè ventilata {& primi a Sacis f ecere Etbrufci egefte 
ipfe tentati languidi* lapfus kumo* amnis impetu per tranfverfum in 
ris ec. lAshrianorum palude s . I;. y, 

Sid. Apol. 1. 5. Ep. 5^ (2 ). V. Clii.v. Mazzoc.. Amati ce- 



i88 Saggio lòpra i Veneti Primi. 

anche all'altra fuperiore, m'intendo dire al paefe oltre Brondolo 
porto verfo il Nord e fino ad Aquileja eftefo . Avvennero interra- 
menti > ritiri di mare , mutazioni di luoghi nel primo tratto , e 
tuttociò fi credette folle ancora fucceduto nel fecondo , e for- 
fè diede tal cofa origine alle tante oppinioni diverfe fopra l'effere 
antico della Laguna di Venezia , della quale predo devo parlare , 
e che appunto comprende quello fpazio a Brondolo fuperiore . 
Pollo per altro ingannarmi ancor, e prendere abbaglio ; fiali pe- 
rò vera o non vera tal cofa , prima di efaminare l'antico flato di 
quella noftra Laguna , lafciar non devo le antiche FoJJe Fityìine , 
monumento forfè troppo celebre dell'antichità del paefe , e della 
gente abitatrice di elfo . 

Dico ciò perchè il Mazzocchi ( i) kce attenta offervazione fo- x 
??f? P ra tal nome di Fili/lina o Filijìine , e vedendo che non di ra- 
Fìlijwe.fo j p p ii antichi quando fi Affavano in un paefe dai quale 
aveano prima efpulfo altra gente in elfo abitante , traducevano 
in propria lingua i nomi de* luoghi interpretandoli in certo mo- 
do , credette effere anche qui accaduta tal cofa . Efempj abbia- 
mo di tale ufanza ne* Greci riguardo a' nomi Fenicj dell' Alla , 
e di fatto io pure offervo che quelli cosi hanno fatto non folo 
riguardo a quelli , ma agli altri popoli ancora con i quali ebbe- 
ro che fare , come i Perflani per efempio , i cui nomi Greciz- 
zarono f pelle volte , e chi sa , che non abbiano cosi polla molta 
confusone nelle antiche cofe . Nella fteffa Sacra Storia abbiamo 
di tal coflume efempio fpecialmente riguardo a' nomi Cananei 
tradotti in Ebraico . Mutando però fuono non mutavano fpeffe 
volte fignificato, ritenendo il fenfo primiero . Philijìina pertanto 
nulla certo in Latino fignifica , né dal Greco fi può trarre fé 
diamo retta al Mazzocchi . Ma in Orientali lingue tal parola 
Foffa o Fojfores rifuona , ed i Romani non intendendola , e fpie- 
gar volendo la qualità della cofa in lingua loro dilTero Phojfiones 
Philijìinx ritenendo il nome primiero e nativo della medefima . 
Di fatto oflervo io che varj efempj abbiamo di confimili aggiunte 
fatte a nomi di diverfe nazioni , quando quelle ambedue fufìì- 
flettero nello fteiTo Paefe , ed una non diilruiTe , o fcacciò del 
tutto 1' altra . L' Etna per efempio celebre vulcano di Sicilia , 
Mongibello , e Moni i-Gìb elio ora anche vien detto . Quella parola 
altro dir non vuole fé non che Monte-Monte , ed ella nacque 
allora che gl'Arabi Saraceni occuparono queir ifola , Coftoro fe- 
condo F ufo Orientale , da noi altrove accennato , Gibel chiama- 
rono l'Etna in lor favella cioè Monte , perchè ignivomo , e per- 
chè il maggiore ; tt Gli Italiani non intendendo di cotal voce il 

figni- 
(i)IDiatriK 5. T. iv/ Difendi Cort. 



Parte Seconda . 189 

lignificato, e cogl' Arabi vivendo uniti, raggiunsero al nome Ita- 
liano di Monte , come fé foffe di vario fenfo , e ne fecero Moi> 
gibello • Così forfè i Romani non intendendo l'Afìatica, oEtruS 
ca parola di Filiftine , adottandola 1' aggiunfero alla propria di 
Foffe che la natura della cofa fpiegava , e ne fecero Foffe Filifti- 
ne . Fece già il Mazzocchi altre rifleffioni fopra varj nomi di 
quefti luoghi , convalidandole con eftefa erudizione . Avvene di 
zoppicanti tal una 9 come fuol fuccedere in cofe tanto lontane 7 
ed ofcure , ma moltiffime per altro fono affai probabili , e degne 
di effer lette, e ponderate. 

Moftrano però fempre effe re molto probabile 1* origine Orienta- 
le de' primieri abitatori di quefto paefe, fé affaporano l'Orientai 
gufto, e linguaggio i nomi de' luoghi antichi di effo , come ve- 
dremo più volte nel corfo dell' Opera prefente . Quelle Foffe fi- 
no a' tempi Israelitici fembra farle efiftenti il medeiìmo autore , 
forfè fatte da gente, che dalle Fenicie fpiagge traeva l'origine , 
come già degli Etrufchi in particolare credettero dotti Uomini * 
Lafciando però tali fuppofizioni fempre inferme efofpette, fecon- 
do alcuni verfo Adria erano elle finiate, fecondo altri più fopra 
e verfo la noftra Laguna . Io credo che queft 5 oppinione fia più 
certa dell' altra , e che fteffero quefte Foffe ne' contorni dì Loreo 
e di Chioggia , e che veniffero da molto indentro a sboccare nel 
mare ♦ Plinio di certo le fa vicine a Brondclo , e non so fé m J 
ingannanti dicendo che l'odierno lido noftro dì Paleftrina abbia il 
nome ottenuto da effe, e ne confervi ancora la traccia , benché 
alterata . Il Trevilano ( i ) che fcriffe a diffuib fopra la Laguna 
non vuol concedere tal cofa ; ma prima non chiaro Ci fpiega , e 
poi non dico che lungo quel lido correffero tali Foffe ; dico fo- 
lo che da quello non effendo difcofte, ad effo poterono il nome 
loro comunicare, per cui Lido Filijìino folle detto una volta , al- 
teratone poi in feguito come fuol accadere , e come accadde al 
Porto del Medoaco ad effo proffimo , che Metamaaco , poi Mala- 
moco divenne col rivolgerli de' fecoli . Antichi noftri documenti 
Pililìrinst Pele/ìrina dicono quel Littorale , e come dico Plinio (2) 
le Foffe a Brondolo fa vicine , e Brondolo è al lido dì Peleftri- 
na contermino , ed effe coli' Adige , col Togifono , ed altre ac» 
que formavano appunto il Porto di tal nome che ancora efifte . 
Se più non fi veggono, noi ora non lappiamo tutte le mutazio- 
ni in quella Regione avvenute per opera della natura , e degli 

uomi- 

( 1 ) Della Laguna p. 74. f<e nafcentìa ì , auedentìbus Uthefi 

(2) Carbonari a ac Vbojftones Vhì- ex Tridentìnis *Alpìbus & Togifo; 

ItftindS *juod alti Tartarum vocirnt m ex Tatavìnorum agr'u , 

omn, ex abu%dantÌQV$VhU!ììn<sVbof* l.&j. \6* 



i$o Saggio, (òpra i Veneti Primi. 

yoroini «. Anche Cbioggia dall' antica Fofla Clodia pur da Plinio 
mentovata traffe il nome, ma l'antica Folla così detta, ia credo 
impoffibile fia 11 rintracciarla prefen temente . Uno Scrittore del 
XW fecolò conferma quanto io dico, e tanto più che era egli di 
dottrina fornito , ed era originario del luogo . Egli racconta , 
che al fuo, tempo in Polefine , ed appunto vicino a Brondolo fi 
vedevano i veftigj di antichi alvei o Foffe dette P virine o Foffe 
Piftyine , che egli pure credeva avanzi delle antiche Filiftine . ( i ) 
Ecco dunque il nome colà confermato , e da Pi (Irina a Peleftrina 
c'è poca differenza certo . Stavano quefte vecchie Foffe predo a' 
laghi di Venezze , valli così chiamate per un antico Forte colà 
fabbricato da' Veneti fecondi ( ancor qualche mina ne appare ) 
per difefa del Dogado , poco lungi dal moderno canal ài Valle % 
che le barche conduce dall' Adige a Brondolo .. Ù è ivi anche 
Fojfone o fia il Porto così chiamato per cui ora efce l'Adige ftef- 
fo dopo, che la Repubblica il tolfe da Brondolo , e fece ufeire 
per quello la Brenta , ed egli rimane poco affai fotto Brondolo , 
e vicino al canal di Valle . Non fofpettarono però a torto- alcu- 
ni che. dall' antico Foffiones egli tragga il nome, e tal cofa avvalo- 
ra forfè il mio penfiero che a Peleftrina vicine foffero quefte an- 
tichiffime Folle , già tutti li nominati luoghi proffimi effendo , e 
vicini. 

Dirli che ben da lontano, e dall'interna paefe quefte Folle ve- 
nivano a fcarjcarfi nel mare , e ciò perchè nel Mantovano , e 
più. precifamente nel Territorio di Ofliglia efiftono tutt' ora alcu- 
ni alvei antichi , larghi , e capaci , che il nome portano di. Foffe 
Piflrine , e diretti fono verfo il confine Ferrarefe . Chi sa che i 
antiche Filiftine non daffero fgolo all'acque difendenti dalle va- 
ile Verone fi. valli, e non fi uniffero con il Mincio , il. quale una 
yolta correva diretto a Levante , e verfo le Paludi di Adria , e 
del Tartaro, fecondo 1* altrove citato Autore Mantovano (2) ? 
Quefte Foffe Pìftrine Mantovane ben fi vede , che limile nome 
portano di quelle fopra nominate efi&enti in Polefine , e devo 
aggiungere r che effe fono affai note e confiderate per affai an- 
tiche dalli paefani , e che traccia di effe fi trova ancora nel vi- 
cino Ferrarefe verfo Melara. y per credere , che una continuazione 
pollano effere di quelle nel Polefine. fuperiore. efillenti , e verfo 
Brondolo dirette . In tal cafo con ragione avrebbe detto Plinio. , 
che erano abbondanti, poiché certo dell'acque molte doveano fe- 

co 

(1) lApfiarent multi s là eh VhylU mtseft, Vlfìrìnarnvocant » CaeJ. ftho- 

fiìnde Tboffae veflhìa y cu}us efl apud digin* T. 1.. 1. 5. 
Vlìnium msntio ; durar etiam mmen (2) Bertazzollo del Soft- di Ga. 

fed pMìlulwnJuxatum *, qui vstutaftis vernalo. » 



Parte Seconda. ipi 

co condurre ora affai mutate -, e difperfe . Non faprei dire fé 
opera di Natura effe foffero in tutto > ovvero fattura in parte 
de' Tofcani , e de' Veneti , fatta per Io ffeffo iìne , che quella 
delle Atriane paludi più fotto porte. Nella parte più proffima al 
mare potrebbono beniffimo in giorni ignoti aver operato -gl'uomi- 
ni per regolare il corfo dì tant' acque tutte dalle più intera: ter- 
re dirette verfo un tal punto , giacché quefto paefe lo veggiamo 
abitato fino da' più lontani tempi, ed elto fu fempre come lo è 
pur troppo ancora foggetto alla troppa abbondanza dell' acque s 
ed alla mutabilità che fempre cagionano quefte ne' luoghi dove 
troppo abbondano (a)* 

Io qui terminerò la deferizione dell' antica Venezia marittima ed- 
ftenre Jotto di Brondolo, e verfo Ravenna diretta, e che abbrac- 
ciava il paefe particolarmente comprefo e divifo dalle varie cor- 
na del Pò, dove avvennero maffime mutazioni, e grandi interra- 
menti , per cui ora fi miete dove un tempo fi navigava . Il ma- 
re fi ritratte fempre più a Levante, le fluviatili deposizioni alta 
mente coprirono le antiche cole, e quanto fi ritirò il mare, tan- 
to fi allungarono le foci dei Pò . Adria , Spina , Ravenna diven- 
nero col tempo mediterranee , e la Padufa , e li Sette Mari fpa- 
rirono, e fi affodarono . Credo per altro aver detto qualche co- 
fa per poter dubitare della comune oppinione che una falfa la- 
guna fola tutto quefto tratto occupaffe m allora , e credere al 
contrario , che della buona popolazione , e coltivazione ci folle 
anche ne' tempi più lontani . Di fatto Marziale e Plinio ricor- 
dano gli Sparagi , e 1' Uve Ravennati , ( i ) e forfè il fluffo ma- 
rittimo non internavafi molto dietro Spina , e^Hetro Adria co- 
me ho detto , le paludi, e gli (lagni ivi^efiffenti fluviatili effendo 
folo, e non marittimi. Per quello appunto interrarono; lagnan- 
do T acque , e deponendo la belletta , e la fabbia innalzavano il 
fondo , e prolungavano l'alveo del Pò verfo l'Oriente e verfo ii 
mare . Sotto di Adria buon tratto , e verfo il Ferrarefe in va- 
rie praterie furono trovate un tempo molte anticaglie ; molaici > 
ifcrizioni , grolle fondamenta , e monete . Fu detto , che tali 

àvan- 

(a) Si può oflervare che la la- nefe $o. al Padovano 18. al Trevi- 
giana arrivava un tempo al f. Avio fan 15. vicino a Duin 4. te. De» 
fotto di Ravenna ; con 1* altro fo- pof. MSS* 

pra Aquileja . Cadevano in laguna (1) Molli* in equorea qu<e ctevh 

Po, Adige , Tartaro, Bacchiglion 9 ftagna Ravenna 

Brenta, Mufon , Defe, Zero , Sii , t^on eli incult is gratior *Afpara* 

Graflaga, Pedoja > Piavon, Piave , gh , 

Livcnza , Dobba , Timavo * La la- L. $. iS. 

guna vie na a Ravenna era larga Spionia vinea Ravennati agro pi* 

3* miglia > al Ferrarefe 25. al Vero- culìaris» PI in» 1» 14. e. 2* 



192 Saggio fopra i Veneti Primi. 

avanzi appartenevano a Cavetto picciola Città affatto perita , ma 
che fiorì folo ne* baffi tempi , e barbari , e poca figura faceva 
anche in allora . Ma tali anticaglie non poflbno appartenere a 
«uefia Città, poiché fé tali fono quali ci vengono deferitte, mo- 
firano tempi , coftumi , e religion diverfa da quella che ufavano 
gl'uomini quando Gavello efilteva . ( j ) In tempi Remani , ed 
Idolatrici vedevano perciò la luce quelle macerie , e in tali tem- 
pi dunque ben popolato , e colto era ivi il paefe . Così pure al 
di fopra .della medefima Adria nel mezzo flt-flò del noftro Pole- 
fìne , non rare volte trovaronfi anticaglie fotterra , fepolcri, lapi- 
di , ed urne . Ne furono fcavate a Lendinara lungo I' Adige , e 
per ordine di Pellegrino Prifciano allora ivi Podeflà per gli E- 
fienfi trasferite a Ferrara . (2) Alla Badìa in un campo fi tro- 
vò una tomba laterizia; ed altre macerie in varj tempi e luoghi 
di quefta provincia fi trovarono . Unendo ciò a quanto ho det- 
to fin* ora , non fi poffono dunque generalmente chiamare nuo- 
ve terre , fopra una generale laguna antica fondate , ma credere 
fi deve che iempre coltivato e popolato fia fiato colà da per tut- 
to il paefe , il quale però foggetto allo fgolo generale dell' Al- 
pi , e d tir Appennino , fubì metamorfofi varie , e cangiamenti 
ftrani , per cui fino de' bofehi trovaronfi alle volte profondamen- 
te Seppelliti lotto le fabbie de' fiumi, e ne' fecoli di anarchia , e 
barbarie in Italia, ebbe forfè la feoffa maggiore V antico fuolo , 
ora ridotto acquofo dove prima era afeiutto , ed arborato dove 
prima era .dal fango e da' cannucci coperto ( 3 ) . 

A Brondolo io faccio cominciare il tratto fecondo della Vene* 
sia marittima che di mezzo fi potrebbe chiamare, e che fino al* 
le paludi o alle foce della Livenza fi eftende . Fu fcritto da al- 
cuno fopra di ella , e con varietà di oppinioni . La più parte 
vollero , che fommamente ella folle un tempo eftefa , e diffufa , 
e a poto a poco poi ridotta allo flato in cui ora fi trova . Mar- 
co Ccrnaro nefiro Gentiluomo ferrile una Memoria (4) fopra la 
Laguna di Venezia intorno al J44C. provando con femplice ftile 
iì iTjaffimo rifirirgimento ddia medefima , e fu egli forfè la pri- 
ma caufa delle immenfe , e difpendiofiffime opere fopra di ella 
poileriormente praticate . il fuo Scritto , che non fu tx)BÌ ftam- 
pa-to, merita effer letto per la fomma pratica, che dell' Eftuario 
ave* quell'uomo , per le molle locali notizie , ehe fi hanno di 

più 

(1) Palud. Àtriane. p. r<. Diluvium jlwvìaUs aqu<s Brufort* 
(2AUfiì. Stor. d'Erte, p. 9?. de Oig. Rhodigii. 

(2) Sic lAdrìa maxima -quondam (4) Scrittura fopra ibofchi e la La* 
Ext itti is» nulli infgrior , nunc eh* guna 1441» MSS. 

ruit ipfam 



Parte Seconda; 1^3 

più cofe in queflo ora non più efìftenti , e per il patriotlco fpi- 
rito 3 e buon coflume che in effo traluce ad ogni momento. Me- 
rita tanto più fede, quanto più fempiice egli appare ne* fuoi mo- 
di ( 1 ) e nella efpofizione delle cofe , ma fi conofce privo di 
erudizione affatto, cofa in que* tempi non rara . Certo Sabadi- 
no , tra gl'altri, apparve nel fecolo fufTcguente , e molto fi pre- 
valfe delle Memorie lafciate dal Cornaro; e molto fctiflc , e fé' 
molto fpendere alla Repubblica . ( 2 ) . Una frotta poi d' altri 
Scrittori , o Progettine venne in feguito , e fu in tal tempo eh* 
ebbero bando totale i fiumi dalla Laguna. Ogni eccolo nelle So* 
cietà porta una nuova difpofizione di cofe , una nuova tendenza 
a certi dati ; chi ciò conofce ne riporta flima , e ne ritrae utili- 
le ancora, e guadagno. In quell'anni V affare degli Eftuarf met- 
teva in uno ftrano fermento la nazione , ed i varj Scrittori , e 
Progettine facevano fpandere Y Oro a piena mano , e fapevano 
raccoglierlo . Così penfava il Trevifano (3) Nobile noflro , ii 
quale quando era già fatto tutto fi avvisò di contradire a tutto, 
-e pofleffore di rari codici, e documenti , e cronache , nel prin- 
cipio del corrente fecolo fcrilfe un trattato fopra la Laguna , 
pieno per verità di cofe, e di notizie buone, ma indigefte però % 
e confufe il più delle volte . 

Egli principalmente foftenne , che peggio non potevafi fare ,' 
quanto deviare dall' eftuario i fiumi , e fi oppofe a tutti quelli , 
che per Io innanzi aveano fcritto , e foflenuto il contrario . Noni 
(oddisfece però al fuo propofìto, perchè procedette alle volte con 
poca critica , e poi Y affluito che tolfe a provare io credo , che 
troppo fia difficile, intralciato , ed incerto . Comunque fia , egli 
è {limabile per T antica Storia della Laguna medefima , perchè 
come diffi poffedeva rari documenti, ed avea la facilità di fruga* 
re nella Secreta , dove certo una quantità di rare , ma fepolte 
notizie efiftono verfanti intorno allo flato della fuidetta ne' paf- 
fati fecoli . Più a quefti giorni vicino il Silveftri pubblicò altra 
Opera fopra le Atriane paludi , che ebbe incontro , e nella qua- 
le al rovefeio del Trevifano cercò di moft rare la grande antica 
eftenfione non foio di quelle, ma anche dell'altre fuperiori, del- 
le quali ora abbiamo a parlare. Egli diede delle flimabiii notizie 
riguardo al fuo Polefine . Lafcio altri Scrittori , che in brevi 
Opufcoli , o in un tempo , o in un altro trattarono di tal cofa > 
Tomo I. B b ed 

(1) Fio mio , me a dito Metter al Magìftrato dell' acque dal 15*0; 

lo Do fé tocandome la man , ti ti circa al I670. 

ha tocà el tintin de la cafon ec. ( 3 ) Della Laguna di Venezia * 

Scrittura fopra li Bofchi . , 171 8. 

(2)Sabadmo ec. Depofizioni MSS. 



ip4 ' Saggio %> ra 3 Veneti "Primi. 

ed eftefero anch'elfi. al fommo' la Laguna per ogni parte ; e 'ter- 
minerò oflervandoche poco tempo addietro eruditamente fcriffe 
m tale propofito T Amati (i) noto già per altre Opere, brava- 
mente provando che la Romagna non fu mai all' onde marine 
foggeita , né Cervia ,, né Ceiena , ne Y altre Città dì queMuoghi 
In Tacque pofte , ne Ravenna in mezzo ad immenfo ftagno finta- 
ta , come -fu detto da , alcuni „ Intorno però alla Laguna noftra , 
perchè (tramerò , e non al cafo di poter fapere certe locali noti- 
zie y erperfuàfo.da alcuno di quelli che fcrhTero fopra il Pò -, 
parmi che abbia equivocato # volendp che ne* tempi fiorici andie 
l'odierno Dogalo ioSt detto Laguna , editile ii marino fluffo die- 
tro Adria fi ■ ftendèfle fino al Taro ec. To' non fottoferivo certo 
alla oppinione dei Trevifano per intiero, ma fembrami però non 
vera tale , e tanta dilatazione della noftra Laguna : folte onta d ai- 
.li citati Autori, e da altri , che fi lafciano, e dalla comune vol- 
gare credenza . Io non credo (ma pollo ancor ingannarmi ) che 
m quella fiano fucceduti i grandi interramenti , .che eccedettero 
nell'altra tefiè ieferitta. Non credo poi di certo , che ella foffe 
così Sparuta e diferta come difiero gli flranierr Scrittori , e fol© 
per violenza , e per neceflìtà fi ricov rafie ro in effa i Veneti pri- 
mi quando emigrarono dal continente » 

Sopra gli, ftagni Adriefi , e ffopra la più fettentr Fonai foce del 
'&m -?idù lo *;P ò B rondalo efiiteva , ed efifie tilt t'ora,-. 1 Romani Brundulurn lo 
differo ,, o per dir meglio così Jo .chiamavano gli abitatori na- 
zionali 3 ed ivi era la foce dell'Adige , e di quel fiume ora non 
ben cono (ci uto^ che dal Padovano veniva , e Togìfono -eh iam ava- 
fi . Al tempo di Plinio così era 5 e così è pur in prefente: prof- 
fimo al mare era Brondolo in que* tempi % proffimo egli è pure 
in preferite » Solo mutarono le cofe in -ciò che non più T Adige 
ivi efee, ma la Brenta , tale cambiamento avendofi fatto per 
togliere quella dalla Laguna ♦ Anche le Foffe Filiftine ( 2) qua- 
lunque acqua menalTero , ufeivano per quello Porto, che dunque 
un Porto fi era per cui anche ne 1 fecoli di "Roma fonivano in 
mare Fa eque dolci. Jì Togifono , che veniva da' campi Padova- 
ni, fi difputa qua! fiume :fia flato , ma tante mutazioni furono 
fatte fare all' acque di tali luoghi in tempi divertì , che ora rief- 
ce al iommo difficile , fé non imponibile anche , il trovarne Y 
antico corfo, e pofizione . Credono alcuni che correffe per lo ca- 
bale per cui ora paffa il fiume di Carrara verfo Bovolenta , ( 3 ) 

e Vi- . 

( 1) Append. al Rubicone, e cont. fono . c . . pars eornm facìt Bmn» 

Paleofilo « dulum. I. 3. 16. 

(2) Thoftones Tbiliftwa (j) Stor. di Ette p. 271 

àccldwùbw tAthejì <» . . . ac Togu 






Parte- Secondi^ . ig.$: 

^'■VAghìzzono. foiTe chiamato ne' fecoli barbari , ed altro poi nor 
folle che un ramo deli' Adige ; tolto verfo Ette dal maggior iet 
to , e fluente. per mezzo que 5 colli , prima di fcendere. a quella 
parte. 

Sopra di BrondoJo in un 3 ifòla fià ora ChioggLa ( i ) in faccia %e0- 
ad una apertura de 5 lidi 5 che. dividono mare e laguna , e PònaC/^^è^ 
ferma .Per quella «fcivano IL. Medoaco Maggiore e Minore «n& Sfcfift** 
volta , unitamente ad altra acqua detta Fogli Clodia , che ben fyx m: ~~ 
vede avere al fit'o medefimo comunicato ■•- il : ncine \ Qiiefia Foflaj 
di dove veri iffe , qual : acqua, conduceiTe >: fo(Te manufatta o natii, 
xale 3 io .i-credo. -fra in prefente.difrlcii "cofa il £a.perk>- . - Forfè fé 
e.ra artefatta ,gFEtrufchi 5 o li Vèneti Primi >/r edi antichi la fé* 
cero 3 per ■ folle-vare il vicino pacfe ,. Il Porto di Chioggia efiile- 
va dunque ne' giorni di Plinto .-, come ora pure fulfifte v . e prò» 
fondo , ma il nome di Barone a Sor egli portava* .-Alcuno dille 3 
che tal nome non effo , ma un. altro alquanto lupe rio re. aveva > 
chiufo in .paffàto.3 e di <Pafkne q Ptleflrina- detto dal - lido foprs- 
cui era porto , .dove :tutt' ora il luogo Porto Secco perciò fi chia- 
ma . Ma ?non pare , che quella picdola ufcita fofle 1.' Edrone 
mentovato da Plinio capace di dare sfogo a! Medoaco 5 ed alla 
Folla ClodkT, e poi il nome, di quefV ultima rimarlo ancora al 
Porto grande di Chioggia fembra provarlo maggiormente . Né 
Plinio, nò altri perciò di quello , come.dr picciola cofa vi fece- 
ro «mono, perchè egli in particolare non dava ■ ejfi.ro a neiTun fiu- 
me, ,o pure dava sfogo folo. alle più abbondanti piene delli Me- 
doaci 3 ,che ufcivano per il Porto di Chioggia , o per 1' altro di 
Malamocco fuperiore a quel di Paftenc: . Si vede pertanto , che 
quefti luoghi non -fecero grande mutazione dal 3 tempo de* Roma- 
ni ?a quella parte . IL littorale che la laguna difende daimare 5 
e dal Pòrto di Brondolo cominciando, fino a quello di Edrone , 
o Chioggia fi eilende , efifteva. anche allora nel medefimo luo- 
go 5 , ed al medefimo ufo , di feparare cioè quefte due acque , e 
BrondoJo ed , Edrone o Chioggia fé più di venti fecoli addietro 
erano fu nati , .come pur ora fono , fi può ben credere., che or 
sì fodero ancora più addietro 3 e più in antico. • 

Dal Porto di Edrone e di Chioggia altro lido o jìretta zona ■ Mederà 
comincia che di Peleftrina porta il nome , un tempo dj vi fo nel cus ' 
mezzo da un Porto come ho detto ora chiufo . Dòpo varie mi- 
glia quetto lido termina ad altro Porto il più fondo e capace 
ora dì tutti quelli , che il mare ricevono , e introducono den- 
tro , il quale efifteva pure circa a Jgoo. anni addietro, e Medea- 
co era chiamato, al. tempo di Strabene. *, Il nome di. Medoaco fi 

B b 2 al- 

(1) Sicut Edronetn- Mìdoacì dm & Fcjfa Clodia . Pfin. I. $. 



196 Saggio fopra i Veneti Primi. 

alterò con li tempo in Metaniaucco e Malarnocco. Plinio non par- 
la di eflb, terminando a quel di Edrone la defcrizione di quello 
paefe ; ma il Greco Geografo che viveva innanzi grande lo dice , 
e racconta come per effo entravano in Laguna le navi , che fu 
per lo Mfdoaco portavano a Padova le merci . Sì vede che que- 
fto Porto v dal fiume ebbe il nome , ma per meglio ciò compren- 
dere è neceffario il dire alcuna cola fopra il fiume medefìmo ri- 
guardo all' antico fuo eflere ben diverfo dal prefente * 

Due erano li Medoaci antichi, uno detto il Maggiore , l'altra 
il Minore; il i>rimo Brenta (a) fu pofeia chiamato, l'altro Bac- 
chigliene. Il Medoaco Maggiore, che è la vera Brenta vegnente 
da Badano, quando era arrivato full' Agro Patavino vicino al luo- 
go detto FieJJb ( FlexHtn ) divideva la fua piena in due rami , 
de y quali uno correva verfo auftro, e incontro il paefe ora Piove 
ài Sacco chiamato , e di faccia a Chioggia fpandevafi negl' eftua- 
rj , e quando il mare periodicamente ritirava!! pel Porto Edrone 
infieme con la Feda Clodia uiciva a perderli in quello • 

11 Minore , o fia il Bacchigliene pattava per Vicenza , e per 
Padova , correndo alla parte di Bovolenta dove incontrava il ra- 
mo del Medoaco Maggiore diftaccatofi a FielTo , col quale unito 
iifciva per il fuddetto Porto di Edrone come oflervò anche Pli- 
nio . Parmi perciò che tanta copia d' acque dovefle fortire per il 
Porto grande di Chioggia piuttofto , che per il piccolo di Parte- 
ne , e che quello e non quefto pertanto abbia da eflere 1' antico 
Edrone « 

L'altra metà poi , o T altro ramo del Medoaco Maggiore di'- 
fiaccatoli a FieflVcontinuava a correre verfo Oriente , paflando per 
Y odierna Mira ad Oriago , e ne' contorni di Moranzano e Ftifina 
sboccava in Laguna , attraverfata la quale per V apertura di Ma- 
larnocco o di Medoaco fortiva in mare ad efla dando il proprio 
nome . L'antico corfo di'quefti fiumi fu diligentemente trattato 
dal noftro Temanza (i) e pofto in chiaro aliai bene, e da elfo 
traffi quanto ora ho detto. Quando nel ióio. fu fatto il Taglio 
detto Noviflìmo alla Mira , 1' acqua del ramo del Maggiore Me- 
doaco che fortiva a Fufina fu fatta correre verfo Mezzodì aBron- 
dolo , e fenza più toccar Laguna per quel Porto inviata al ma- 
re « Strabone chiama grande quefto Porto Medoaco, ( z ) ed og- 
gi pure è il più capace per Navi da Guerra benché mantenuto 

dalle 

( a ) Ne' fecolì barbari Ci cominciò ( 2 ) ±A Mari furfutn babet navìgatio - 
ad ufars il nome di Brenta. Si può nem flumen per palude* deiato CCC. 
per altro oflervare che anche nella fiadia a magno Vortu . Vortus autem 
Tavola Teodofianà fi trov? legna- per Je habet ; eòdem quo fluvìus no* 
Ho uh fiume chiamato Brintefia . mine vocatur Medoacus . òtrab. 1. 5. 

<i) Diilert. fop. b% Ilario p, 20. L»v. L io» 

/ 



Parte Seconda. i$j 

dalle fole maree, ed egli lo fa (Mante da Padova 250. ftadj 
che quafi equivalgono alla diftanza , che pur oggi fulfiiie tra que- 
lli due luoghi . Pare da Livio che qnefto ramo del Medoa- 
co aveffe il proprio nome tra i Veneti di Prealto , il ramo s' in- Tre alto 
tende , che vedo Fufina entrava in Laguna , e perciò riflette f * 
giufto \\ fuddetto Temanza , che all' Violetta di Rialto pofta nel 
centro dell' Eftuario , ed alla quale egli correva vicino nell' at~ 
traverfare il fuddetto, abbia egli dato il nome. 

Per verità ciò è ben più naturale che non la comune creden- 
za che vuole nato il nome di quefl' i Toletta , che fu la più pic~ 
ciola e la men celebre forfè ne' tempi primevi delli fecondi Ve- 
neti, dall' altezza della medefima , oppinione però vecchia affai, per» 
che offervo averla feguita anche il Greco Portìrogenito . Il Tre- 
vifano (1) rapporta alcun documento, che verfo S. Marta e S. 
Nicolò nelle eftreme parti ài Venezia ( in progreffo fopra Rial- 
to fabbricata ) , moflrano che argini aveano innalzato per difen- 
dere il terreno della corrente di quefto fiume , e poi il Temanza 
fuddetto fi ierve ancora dell' autorità del Dandolo che nella fiu 
Cronaca dà a quefto il nome di Realtum , come pure Lorenzo 
de Monacis vecchio noftro Storico , che Prealto lo chiama come 
Livio . Da Prealto a Rialto è facile il palfaggio . lo o(Tervo che 
forfè tal nome fu proprio ed tifato da' Veneti Primi abitatori dei 
proffimo continente (2) , poiché il medefirno Storico d* Efte ri- 
porta il nome di Realto ( 3 ) oggi pur dato a picciol fiume prof- 
fimo a' colli Euganei che feende da Revolone , ed era pur elfo pro- 
dotto dall'acque dell'Adige ftagnanti un tempo dentro qr.e : monti» 

Se Padova era così ricca e tanto traffico faceva delle proprie 
manifatture come già vedemmo, e fé il commercio fuo marittimo 
fi faceva per il Porto di Malamocco come abbiamo da Strabone , 
Arano non farà il credere che il littorale eflefo da Chioggia fi* 
no a detto Porto folle abitato e non diferro anche allora a cau~ 
fa di un tale paflaggto e commercio . E fé nell' altro littorale pollo 
oltre Chiofgfa e fino a Brondolo continuato ( che ora fi dice 
di [otto Marina ) vediamo non efferfi gran cofa alterata^ Y antica 
cofthuzione di elfo , non veri perciò faranno li tanti 1 cangiamenti 
a que' luoghi fucceduti fecondo alcuni. Se le* vetuftiffimc Foffe Fi- 
tftine comunicarono il nome loro all'altro lido fufleguente 3 que- 
fto oltre il Porto Edrone, e fé lunghi , ftretti e tra il mare e le 
lagune pofti erano quefti lidi ben molto prima di Strabone e dell* 
era corrente , come fappiamo da Livio e vedremo ben preik> , non 

fuc- 

(1) Della Laguna p. $ti Dand. Chronic. I. 1. e. i< 

(2) Laurent, de Monacis Miift. !. (j) Aleni. Stcm d'Elle, 
t. e. 8. 



ipS Saggio, fopra i, Veneti... Primi.. 

focceckrono dunque maffirae mutazioni in effi , né nacquero 
pofleriori, tempi coHie in fermo da certo : Autore-fìraniero . De- 
vo però fermarmi a qucfto puntoceli 5 efame de* Jittorali maritti- 
mi che mare e Laguna di fgkmgono ,, e. i ; Porti pofìèggono 5 , e ri- 
trocedere a Chioggia per efaminare il , paefe proJlimo ad. effa , e 
creduto ondofo lago > anch' ctTo una voha , , il : paeie . poflò verfo 
Loreo , ed all' Occidente che forma ii li t torale interno , il margi- 
ne del continente * oppofto a s lidi marittimi , tra i quali ed efra 
la Città fuddetta è fituata . . Npi lo efamineremo da Mezzodì a 
Settentrione fino a Fufina... 

_ . Che intorno Chioggia e Loredo ci fodero in- vecchi tempi e. 

£wté*x* f c ; tme terre fruttifere ,. e non acque fole e paludi , io credo, che. 

ChìoLia abbiano molte : prove in vecchie carte , tal una delie . quali prece- - 
e ° *dono il mille . Se v'erano allora campi , felve , prati ec. doveva- 

&t!ora!e no effervi anche ■ prima., e prima molto , pò k he .in que 5 fecoli di 
<# confuiione e ferocia, non fi badava che: poco all' agricoltura « Gli 
¥.y£*a* jnvafori , dell' Italia non ne voleaao fapere , . le genti, oppreffe ; po- 
co fé ne euravano ,..;. e di fatto fi , pud ..vedere, nel Muratori (i } 
«juali i bofeaglie; immenfe in Juogo dì fpiche a velerò coperto V Ita- 
lia tutta da un Mare air altro in allora . Molto, meno poi } in ■, 
quefta noftra .regione potevano badare all' agraria , e a. .quella par- 
te di elTa che vezfa full' afqiugare eftefe paludi 3 ritenere o ripulì 
fare groiTi rivi , operazioni tutte d'induilria e di fpefa , alle, qua- 
li fi oppongono direttamente la barbarie ^ il furor dell' armi , il ; 
dominio vario, fevero , e l'ignoranza .Erano dunque i fecali al 
mille .-precedenti -poco o niente modellati per tali lavori /> ; erano 
dunque i terreni alti e fruttiferi colà .efiftenti vecchi e non ritrat- 
ti come noi diciamo ; e poi le felve grandi e folte che ivi pure 
e in tanti altri luoghi della noftra Laguna intorno elìftevano , 
non nafeono certamente né. fi .formano in breve; tratto , e de' fe- 
coli dimandano per tali renderfi; perciò, credo di non errare fé 
le prove, che fono per riferire tratte da documenti., o anteriori, o 
di poco inferiori al mille , io le confiderò come fé fodero di al- 
cun fecolo più antiche per provare 1' afninto già detto delia non 
scolto maggiore eftenfione delia .noftra Laguna ne' tempi paiTati . 
11 noftro Zanetti riporta un pezzo di vecchio documento del 
$92* che è una conceìTione del Doge Pietro Tribuno a' Chiog- 
gioti , neL quale fi dice che fopra i littorali marittimi v e. nel 
margine -ancora interno del continente pollino quefti coltivar $<am~ 
fi j e Vigne , ed Orti- (2) , cofa che moftra eilervi flato terreno 
adattato a talicofe , non folp fopra i lidi ertemi, a marittimi , 

ma 

( i ) DifTertiMéd. Mvi\ Jitlfice per lìttora , & de ^Atbìce 

(2) '-.Et de veftrQ portu ufque in ujque. Babìum , e de Babìo ufque 

Cìxn. 



Parte Seconla • i$$ 

■ma fopra V interno margine ancora -a Conche Fogolana % Bebbe -ed 
altri luoghi , tanto acquofi e diferri in prefente -. E già >ii -Te-man* 
za altra carta del 939. riporta anch' etto (1) , dalk quale rilevali 
che a Fogolana e Conche c'erano in allora Prati ^ Pafcoli , Sei* 
ve ^ e Campi contermini alla Laguna -, e pólli in -quella -parte -del- 
la Terraferma chiufa 'tra 'il Taglio Noviffimo e \* Eftuario , dove 
altro non fi vede ora che fole valli e paludofi tratti . Qiiefti cam- 
pi e ferve furono da una Signora Franca vendute al Doge Piero 
Candiano "HI. ed offervo che colà ancora vi fono pezzi di eleva* 
io terreno, come il Dojjb detto di Fogolana che è un rialzo di 
terra fabioniccio che molila coir altezza e colla divertita del ter- 
reno che non fu tutto uno ftagno colà intorno una volta . Anche 
i nomi di qu e fi i luoghi affioravano alquanto il Latino , Cbon- 
$aè Fogolanae 1 e il primo facilmente potrebbe -effe re derivato .per* 
che ivi ricettacolo o vafo d'acque ci folle , derivate dal Medoa-- 
co Maggiore o da altra proffima fonte . Così pensò anche il Ivi a f- 
fei (l) intorno ad Qtiiglia fui Pò , che Hojìilia era detta, forfè 
rerchè vortkeìlt ivi ftavano per ifearico delle proiCrne paludi del 
Tartaro. Conche è chiamato villaggio in carta del 1105. da Vit- 
ta Orinola che in dono lo diede a' Monaci di S.Cipriano di Ma- 
lamocco come fi vede in FlaminioCornaro (3 ), ed il citato Za- 
netti ha ilmerito di aver dato alla luce vecchio Codice deliooo» 
dal quale lappiamo che eftefa felva eravi a Chicggia vicina, con 
barbaro Latino Clo/ifca oClozi/tca detta -, nome chQ non credo in- 
gannarmi fé da Clodlenfis lo fu ppongo derivato. 

Quefto Codice è un privilegio del Doge Faletro dato a que' di 
Loredo , e la bofeagiia (4 ) in quefto nominata forfè fi ftava al 
Mezzogiorno <di Chioggia ed al Ponente ancora verfo Conche di- 
retta , fu quel terréno ora da' varj tagli della Brenta , Bacchiglie- 
ne , ed Adige divifo . Offervo che in più luoghi del Dogado e 
del Polefine lì trova dato il nome di Forefio a de* vaftì pezzi dì 
terreno , come il Forejia d* Adria ec. il qua! nome potrebbe forfè 
derivare da Forejia , cioè da felva , anticamente efiìtente in que* 
luoghi . Il bofeo Clodienfe dovea effer denfo e grande, poiché in; 
efTo fi pigliavano de' Cignali -, le zampe e la tetta de' quali dóve- 
vanfi preientare al Principe . Anche nel ntfo* trovafi la Selva 

Tud- 

Cboncam babendi {5* adificandi Vi* Terrianz. S. II. p. 17. 
nges five bortos vet campus gc, (2) Ver. 111. 1. 4. 
Papir. Ravenn. p. 2$. (s) De Ecclef. V< net. T. iv, 
( 1) Tgrras aratorìas feu pratis , (4) /» ho/co noftro ad nojhum m* 
pafculis , (3» fylvis 3 pìfeat ioni bus , jìrumque fuccejforem ...» ad vgnatutn 
venatìonibus ac paludibus 5 pofitis femper permanetti .... jì-Cinglarem ali- 
in loco & fundo quod vocatur Fogo- quid cepiritis , caput illius cum peài* 
Una & Concbae , mari adjacens gc* bus nobis ec, ZaCet. Pap, Rav,p* 4<\ 



200 Saggio fopra i Veneti Primi . 

fuddetta ( i ) , e fapendofi d' altronde che Loreo efifteva certo in- 
nanzi al 900. ed era luogo abitato , non fi può dire che ivi in- 
torno ogni cofa foffe dall'acque coperta, e tanto più che leFof- 
fé Finitine in ben più rimota etade correvano per que* luoghi, o 
almeno lì intorno. Altri documenti del 1 147. 1 160. rammentano 
Ortaglie intorno Brondolo e Chioggia ( 2 ) , che vino pomi ed altri 
frutti davano, e di quefte Ortaglie alcune ftavano pofte a Fogolana 
più fopra Chioggia nel lido interno . Parlano di vindemie quelle 
vecchie Memorie e de* torcoli per ifpremere l'uva; cofa chemoftra 
T ufo preffo a noi mantenuto di quello antichiffimo ifìrumento . 

Mi rimembra tal cofa un paflo di Plinio , deve egli deferive una 
forta di vite la quale preffo a Ravenna allignava , ed era Spio* 
nia , o Spine a chiamata, propria e peculiare di quelli noftri Eftua- 
H* (3) Crefceva con fomma prefìezz^i , abbondava di grappoli , 
e l'umido e la nebbia non che nuocergli , pareva anzi che le fom- 
miniftraffero ottimo alimento. Ne fece ricordo anche Strabone ofc 
fervando che in pochi anni periva , e Marziale che fopra ogni eo- 
fa faceva Epigrammi allufe certo alla feracità diquefta vite quan- 
do diceva 5 che acqua pìuttoftochè vino avrebbe voluto vendere 
in Ravenna. (4) 

Se al tempo di Strabone , e di Plinio , intorno Ravenna abbon- 
davano le viti , potevano quelle elfervi pure anche intorno a 
Chioggia, a Brondolo, intorno in fine TEfluario fuperiore , e i' 
ifole da effo contenute . La diftanza era poca , e quel che è più , 
il fuolo , T aria , le tìfiche locali circoilanze erano certo le mede* 
fette . Si può offervare come orgogliose , e felici crefeano pur in 
prefente le viti in mezzo e intorno alla Laguna , per V abbon- 
dante fucco che trovano, per la craffezza del fuolo fpugnofo , e 
per il tepore dell'aria* In certi luoghi 7 come preffo Aitino, che 
è fiutato propriamente fopra rEftuario, e altrove ancora , belliffu 

me 

( 1) sAliquanta tua terra pojita in nofìrum effe dehei , Et fi pomos vel 

Sylva Clofitifca. Id. p. 40. alium fruBum Dominus nobis aedi* 

( 2 ) Tetta terra & vìnea quod efl rit , totum noflrum effe debet ec* 

in Fogolana . . . propter hortos . . . Za net. ut fupr. p. 29. 

pgrfolvere debet is pul/os tres per fin- (5 ) yEflum fert Spionia quem qui* 

fulos annos Vinum mundum dem Spineam dicit , autumnijque ig* 

quantum Dominus ncbis inde dede- imbrìbus pinguefeit ; quin immo ne* 

rit duas dìvìfiones ncbis , tertia vo~ bulis una alitar ob id Ravennati *• 

bis . . . fed fine vos vel zefiro mìj- grò peculiari, 

jo pradiBam vineam vindemiare non PI in. 1. 24» C ». 

debetìs . Ut tota vìndemia cum no» (4) Sit ciflerna mihi quam Finta 

fira nave & vafculo ad veflram ri* malo "Ravenna , 

pam de Cingi a Majori adducere de* Quum pofjim multo vendere pluris 

bemus . Et ibi debemus eam follare aquam . 

ifr dividere .... Totum torculum J, 5, Fpigr. 2$. 



Parte Seconda; 20 r 

me fono le Viti, frondeggianti al fommo, vengono pretto, but- 
tano lunghiffimi capi , e frutto danno copiofo . Lo fteiTo è pure 
dal più al meno neir ifole , ma perifcono predo , infracidendo 
forfè pel foverchio fucco che circola per effe. 

Io direi che il nome di Spionia o Spinea che portala quefta 
vite, forfè lo acqui ftaffe , perchè in prima coltivata vicino all'an- 
tica Spina o ne' terreni allo Spinetico Pò vicini . Certo che gik 
vedemmo effere ftata nota anche la vite di Adria, detta per que- 
llo Adriana ; perciò fi potrebbe credere la fteffa cofa della Spi- 
nea ancora. Tutti quefti luoghi fono affai proflimi a Brondolo , 
ed a Chioggia , per poter credere che colà pure in antico vi fof- 
fero de* terreni coltivati . La prefente coltura di frutta, di erbag- 
gi , di fiori , che per i lidi tutti , e per 1* ifole fi adopera , chi sa 
che anche prima della venuta de' Veneti Secondi neir Eftuario 
non fi fecefle a proporzione . Io non mi poffo adattare a creder- 
lo inofpito e felvatico né meno prima dell' emigrazione . Aitino 
era Città non fpregevole come fpero far vedere a fuo luogo , e 
flava proprio fulla Laguia , e vicino alli marittimi lidi fetten- 
trionali di quefta . Padova non era dittante, e comunicava , ed 
avea navigazione colla fudderta , e così pure altri luoghi e Città 
più interne . Il prodotto delle loro fatiche fapevano dunque ove 
recarlo gli abitatori, o coltivatori antichi dell' ifole, e de* lidi . 
Catullo rammenta gli Sgombri , che pefeavanfi alla (ocq del Pò 
Spinetico, (i) per portarli a vendere dentro terra , e lontano ; 
lo fteffo anche delle frutta, e dell'erbe fi potea fare. 

Anche l'antica Cronica del Monaftero di S. Salvatore all' an- 
no 1185. deferi ve Ortaglie e Vigne intorno a Chioggia efiftenti , 
(2) e fi rammenti il tributo di Galline bianche che quella Cit- 
tà e Loredp eran tenuti pagare al Doge ; cofa che moftra non 
effere il paefe flato privo di prodotti , perciò non inculto , né 
dall' acque intieramente coperto . Più verfo il Nord avanzando , 
lungo-9 margine interno della Laguna fopra di Fogolana , tro- 
vane Leva, LugOy Sondante , Dogale t to , ed alcun altro miferabile 
luogo, e canne, e fango, ed acqua, ed aere maligno : Ma così 
non era altre volte . Per mezzo a quefto tratto dovea corrervi 
anticamente quel ramo del Medoaco maggiore unito al Medoaco 
minore, per il quale ancora fi poteva navigare verfo Padova. A 
Tramontana era poi chiufo dall'altro ramo del maggior Medoa* 
co , che folo verfo Moranzano, e Fufina correa in Laguna , e 
per Malamocco andava al mare , per il quale pure navigazione 

Tomo I. Ce do- 

^~ 

( 1 ) Voluft annali* Vaduée morìen* nìcas . 

tur ad ipfi-n^ (2) V. Chronic. Grati* , S. Sai* 

Et laxas feombris fape dabunt tu. vator . 



202 Saggio fopra i Veneti Primi. 

dovea*farfi dal mare , e dalla Laguna a Padova . Tutte quelle 
acque fcendevano veloci , non pigre , e {lagnanti , perciò il paefe 
non dovea foffrirne intemperie . Di là dal moderno Taglio No- 
vidimo che corre intorno all' Eftuario falfo , ed alle Valli pur 
falfe fi hanno de' dati diverfi per credere che la terra vi fofle , 
e non l'acqua ne* giorni addietro. Vicino a Lugo , e fopra il Do- 
gaietto avvi gran tratto detto le Giare tutto afciutto , e fabbio- 
niccio, che manifefte depofizioni fluviatili fa vedere , circondate 
da baffi, e vallivi fondi in prefente. Anche nelle Valli falle li- 
mate di qua , ed al di fuori del Taglio Noviffimo , fi trovano 
de' canali in mezzo a* paludi così larghi, e profondi , che qualun- 
que grolla barca vi potrebbe girare . Una Romana ifcrizione fu 
difotterrata anche a Lugo, e la riporta lo Scardeone (i) racco- 
glitore delle lapidi Padovane* 

T. PRAEF. T. F. 

V. P. 

A.ANTONiUS. 

A. P. AGAT. ANC. L. I. 

L'antico abitato ella prova di quel luogo , e antico affai , e 
parmi ancora che il provi i! nome fteffo che egli ha di Lugo f 
cioè Lucus , e ne vedremo ben predo probabili congetture . Lu- 
pa da Lup* ancora potrebbe aver tratto il fuo nome forfè , per- 
chè i Lupi non erano rari in que' luoghi, come pure rara non è 
quefla belva al giorno prefente intorno alla Laguna . Alcune an- 
tiche carte del Monaftero di S.Zaccheiia all'anno 963. rammen- 
tano poffcffioni y e terre in Lova . ( 2 ) Il celeb. Ab. Brunacci carta 
riparta del 1150. dove Lova , Curano , Lugo , fon nomina- 
ti come fruttiferi luoghi , e coltivati ; e Lova anzi porta il ti- 
tolo di Terra , o come io credo , Borgata ( 3 ) ; e di più vedere 
fi può nel!' Opera del Sìg. Temanza fopra S. Ilario, che fino dal 
819. Lova fi nomina, in certa Donazione fatta dagli antichi Do* 
gi Partecipaci (4). 

Ma fé vero folle, ehe la Laguna noftra [un tempo da quella 
parte aitai addentro fi foffe dilatata , non fi avrebbono lì dati 
di vecchia coltivazione , ed abitato già riportati , come non fi 
avrebbono né meno Memorie di fimil cofa riguardo alle fertili 

cam- 
Ci) Agr. Patav. 1. 1. e* 4. lì , fa Lugi , ter» ut breviter dica»* 
(2) Trevis . Lagun. p. 11. a buca Curarti furfum u/que ad fof- 
{3 ) Ro/andus de Curano refutavit fam qu* cerrtit feudum ab a/odio • 
fa finern fecit .... Cogalar'tam de Op« Calogerà T. 45. 
buca Curarti > fa Terram Luvds , ter* ( 4 ) Et loco qu* dicitur Luvae . 
Clufarió > fa Campartene 3 fa Bavio- Temanz. p. 25. 



Parte Seconda. 203 

campagne di Piove di Sacco fituate poco lungi dalli luoghi fud- 
detti , e di Jà dal Taglio Noviffimo . Piove è una grofTa Terra 
antica , e Y Orfato nella Storia di Padova riporta un Privilegio 
del 897. dove quefto paefe è deformo , come all' acque falfe vi- 
cino , e con tenente Corti, pojjeffioni , scampi, (i) Così pureilBru- 
nacci pubblicò altra carta del 1055. , nella quale diverfi villaggi 
intorno di Sacco femo nominati , e MalTarie (2) , cofa che il 
può anche vedere r)el Muratori all'anno fi6i.\ dove fi rammen- 
tano fei ville fituate a Levante e Mezzodì di Piove , tra le qua- 
li Rofaria , e Campo lungo , (3) vale si dire dalla parte delle la- 
gune , e non lontano da quefte . Non pare perciò probabile , che 
da quefta parte molto fotte più eltefa la Laguna di quello che 
è in prefente , ed un paffo di Livio , che certamente fi deve ri- 
ferire a quefti luoghi , ed al paefe tra Chioggia , e Fufina po- 
llo , metterà ancor più in chiaro una tal cofa. 

Égli racconta, che l'anno 452. di Roma , vale a dire due mi- 
la, e più anni addietro, una truppa di Greci intraprefe uno sbar- 
co fopra i Veneti lidi , e come Veneto e Padovano era egli, così 
con efat rezza deferire il luogo dove tal cofa iucceffe . Arrivata 
la Greca flotta al lido Veneto sbarcò efploratori , che riferirono ai 
Condottiero edere quegli una lunga e firetta zona di terra , dietro 
a cui largo fìagno appariva al marittimo flujjb /oggetto , oltre il 
quale, e in diflanza vedevanfi coltivati campi 9 e più lungi anco- 
ra apparivano de' colli. (4) Ivi effere la foce del fiume Prealto, 
che un ramo delMedoaco fiera. Soggiunge poi che, entrati den* 
tro i Greci conobbero , che le grolle navi non potevano montare 
il fiume , perciò alla foce di elio lcefero in battelli , ne' quali 
falendo su per lo fteffo , preflo arrivarono a* fpejji "'campi dove fla- 
vano tre marittimi Vici de* Padovani , che coltivavano quella [piag- 
gia , ed ivi d'uomini e di animali fecero copiofa preda : Che tre 
miglia fopra la foce del fiume erano penetrati i Greci , ad un 
luogo detto Stazione de' Navigli 14. miglia da Padova lontano , 
dove fcefero a predare fulla fponda Jimjira del fiume ec. 

Queflo preziofo paffo è il più antico documento che ci refti 
dello flato fruttifero e coltivato del littorale interno e dei luoghi 

C e 2 in 

( 1 ) Curtem <jua mincupatur facco tìas duas ec. Brunac. Op. Cai. 

Juxta maritimos fines adjacens ... ( 3 ) Bvjonem , Cajuolum , Carnpum 

cìm univerfis rebus 3 poffelfionibus , lungum , Rofariam , Curtem 9 *Arge~ 

cafis , campìs , curtis , pratis ec. rem ec. 

Orfat. St. di Pad. 1. 5. Murar. Ant. It. Differì 72. 

(2) Maffaritias duas in villa quéi (4) jld littora Venetorum . • . . 

dicitur Lijfario .... in fini bus autem tenue pratentum litus effe .... fta~ 

Sacci qua dicitur arzera Maffaritias gna ab tergo Jjnt irrigua fftiòus ma* 

quìnque , M „ in villa Curi or qU Maffarì- finis . 



204 Saggi° fopra i Veneti Primi. 

in eflb fituati , come pure del non efferfi niente riilretta colà la 
Laguna come fu detto . Già 1' Orfato in prima , indi il Teman- 
za offervarono , che al paefe porto verfo Qrìago e Fufina , ed alla 
fponda Jiniftra della Brenta , incontro a Lugo , al Sondante , ec. 
il deve riportare la detenzione di Livio , ed io ora m* ingegnerò 
di rendere tal cofa ancora più probabile . Egli è certo che nel 
palio di quello Autore vergiamo a meraviglia defcritto il littorale 
efterno di Peleftrina o di Malamocco fé fi vuole , ftretta zona an- 
che 20. e più fecoli prima d'ora , e ftretta linea di terra pur in 
prefente . Dietro ad ejfa flava imo ftagno marino air acqua del ma- 
re foggetto, cioè la noflra Laguna alli fluffi di quello fottopofla. 
Entrando in efla per il Porto di Malamocco ( per il quale , od 
al più per quello di Edrone , dovettero entrare i Greci fé poi fa- 
iirono fu per lo Prealto o Medoaco ) le coltivate campagne che 
videro di fronte in nelTun altro fito potevano flare fé non che fui 
margine oppoflo , fui lido interno dove ora. fono S. Ilario, il Inondan- 
te ec. lido fìefo da Chioggia fino a Fufina verio Settentrione , 
e che fi prefenta di prof petto ad ognuno che entri per il Porto 
di Malamocco . I Colli diflanti < circoftanza che offervo con pre- 
cintone marcata dallo Storico ) certamente fono i colli d' Elle , 
che da lontano vcggonfi in mare , e di faccia reftano a coloro 
che entrano in Laguna per il Porto indicato . Servono anche in 
prefente alle volte di legnale a'VafceJii, per ritrovare quello baf- 
fo lido flando fuori in alto mare, noto già eiTendo ad ogni uno 
che abbia idea di navigazione, che ogni baffa fpiaggia retta naf^ 
colla fino a tanto che affai da preiTo non fi arriva ad efla • E 
quella particolarità de* colli veduti dagli efploratori Greci, piccio- 
ia in feileffa eiTendo , mi fa quafi credere che Livio 1' abbia ri- 
cordata , perchè premevagli non fi prendeife inganno fopra la par- 
te dell' Éfluario dove fucceiTe il fatto , giacche a gloria de* fuoi 
Padovani la cofa fi ri voi fé , come vedremo a fuo luogo . 

Più oltre ei dice eravi la foce del fiume Prealto, ramo del Me- 
doaco ; e quella lo sbocco fi era del medefimo che flava come 
ho già detto ne' contorni dell' odierna Fufina ; ed il più oltre di 
Livio denota lo fpazio di Laguna porto tra lo ftretto lido , o li- 
do di Malamocco, per cui entrarono y Greci , e il margine del 
continente pofto di faccia; e di fatto la foce di quello ramo del 
Medoaco maggiore flava qùafi di profpetto a' littoraii di Peleftri- 
na e Malamocco . Gli fpeffi campì e le borgate de' Padovani {la- 
vano alla finiflra di quello ramo, come fi vedrà quando ripone- 
rò le circoflanze del fatto nella continuazione della Storia de* Ve- 
neti', vale a dire negli indicati luoghi del Bondante , Lugo , o 
lì da preìTo . 

Tre miglia fopra la foce avendo sbarcato i Greci , in luogo 

detto 



Parte Seconda* 205 

detto Stazion di Navigli , quello poteva efiere ne 9 contorni di O- 
riago o Garnbarare , o poco fopra, da' quali a Padova ci refta 
no ancora dal più al meno li 14. miglia indicati da Livio . Si 
noti che marittimi egli chiama que' Vici appunto perchè poco dal- 
la Laguna marittima difcofti , e foggiungendo che gli abitatori di 
quelli coltivavano la [piaggia , dovea elTere appunto quel margine già 
defcritto e dalla foce del Medoaco in giù diretto verfo Chioggia 
polio di faccia agli efterni lidi del mare . Dicendo poi che preda 
di pecore aveano colà fatta i Greci , c J erano dunque pafcoli e pra- 
ti, e non profondi paduìi come in prefente . 

Come dunque fi può (ottenere che la Laguna fino a Padova 
arrivava un tempo , o almeno lino ad Oriago ed alla Mira , co- 
me fu detto da molti, e che ella occupava tutra l'eftenfione dell' 
odierno Dcgado , e non e' erano i lidi marittimi , formati folo 
poco prima de' baili tempi dei Romano Impero , ed altre fimilr 
afferzioni che a me non fembrano certamente foftenibili ? Ne' tem- 
pi ri moti (fimi ed anteriori ad ogni (lorica memoria, che il mare 
abbia coperto il prefente fuolo , non folamente fino a Padova , e 
Trcvifo, ma fino a' monti ancora io ne fono perfuafo ; ma non 
così dopo che traccie {loriche abbiamo , dopo le quali la Lagu- 
na noftra , quella che di Venezia in particolare vien detta , quel- 
la che ora li de feri ve , non grandi e non molti rifiringimenti io 
credo che abbia foffei ti * 

Cofa fucceile nel J757. che fuor d' ogni quiftione pofe 1' anti- 
ca coltivazione ed abitato di quel paefe del quale parlai fino ad 
ora , e dimofìrò che tanto incolto e baffo non era in altri tem • 
pi . Scavandofi alcuni canali alla finifira appunto della Brenta di 
Fufina , e nelle Valli del Bondante , fi feoperfe affai fotterra un 
pezzo di felci a to di larghi mattoni, un pavimento a mofaico , e 
poco più oltre una grande quantità di Olle cenerarie , con am- 
polle di vetro , lucerne , offa , e ceneri , cofe tutte indicanti ivi 
efìervi fiato un Cimitcrio ri' Idolatri . Si trovarono anche varie 
monete di Claudio, de' pezzi di metallo, degli embrici ben gran» 
di 3 ed altri rottami, da' quali dirima definizione già fece il Te- 
manza nella iua Differtazione di S. Ilario . L' Autore colla folita 
fua diligenza livellato il piano fopra il quale pofavano quelle an- 
ticaglie , trovò che flava fotfo \a conwn* (a) due piedi e mezzo ; 
era dunque quello Y antico fuolo di quel paeie , coperto poi dalle 

flu- 
Ca) Comune f\ chiama in Vene- rino in quel Torà che 1* acqua copre 
zia il punto ordinario al quale ar- i medefimi. Egli è fatto 3 chela La- 
riva l'acqua ne! fluflo, e che evi- guna alza di continuo il proprio 
fibile in quel verde figno che fi ve- fondo ( perciò il piano della Città 
de lungo ì marmi ne' fondamenti fi dovette alzare in più luoghi > , 
delle Cafe» laiciato dal bitume ma- ma in proporzione fi alza anche \\ 

fluf- 



2v6 Saggio fopra i Veneti Primi, 

fluviatili depofizioni , e dal fango ; ed offervo pur egli , che 
non pofavano fopra un terreno palujìre ed avventicelo o mifto di 
corpi marini , ma fopra un fondo duro e compatto , coperto dal- 
l' altro fangofo e molle . Trovate furono anche delle Patere, de' 
vafi tinti a bel color corallino , e di fina terra formati , come 
pure delle radici d' alberi grandi , nere per la vecchiaia come E 
Ebano, e fuppofte effe-re di Quercia • 

Diffi per quello che il non difeofto Lugo , da Lucus o fia da 
bofeo poteva aver dedotto il fuo nome ( i ) , potendovi effere fta* 
te delle felve colà intorno, e forfè la nominata bofeaglia Clofi- 
fca arrivava anche a tal luogo • Era dunque' popolato quel mar- 
gine , e tutto diverfo da quello che in ora fi vede ; e dove le 
anticaglie fuddette furono (cavate , chi la che ivi non foffe uno 
de' marittimi Vici rammentati da Livio. Ma poco lontano certo 
dal Sondante, e dal Moranzano , ne' primordi de' Veneti fecondi 
cravi la celebre Badìa di S. Mario, di cui ora altro non rimane le 
non che un cumulo di rottami (2). Proffima ad effa una Borgata 
ancora efifteva dopo che la Badìa nel 819. fu dalli Dogi Partecipa- 
ci fondata (a), de* quali la Donazione ancora efifle fatta a'Mo- 
naci della picciola ifoletta di S. Servolo colà trasferiti . Quefte 
antico Documento nomina una Capella proffima alla Brenta , e 
tutt' intorno campi , prati , felve limati tra il vecchio Medoaco 
Maggiore o Brenta, le Gambarare , e il Bondante . Erafi dunque 
mantenuto afeiutto quel fuolo fino all' 800. e tale ancora fi man- 
tenne finche Ezzelino ed i Padovani lo mandarono fott' acqua 
per ceree operazioni fatte fuperiormente fulla Brenta, come a dif- 
fido e con precifione viene deferitto dal Temanza nell'Opera fua 
già citata . Offervo che anche il vecchio Cornaro nella fua Scrit- 
tura l'opra l'Efluario fa diftinta menzione di quefta Abazia , ed 
offervo ancora che nella Donazione vkn detto che da S. Servo- 
lo alia Terraferma fi trasferirono i Monaci perchè quell* Ifola 
«ra troppo ri/fretta^ e da paludi circondata (3) , e tale è pur in 
prefente picciola e da velme , come noi diciamo 3 racchiufa ( 4 ) . 

Non 

•iflu/Tb, poiché egli continua a copri- (2) Temanz. S*. II. p. 25- 

re anche 1' odierno piano «eli* ore (a) La ricca e nobil Badìa de SS» 

delle maree. 11. e Benedetto , nel qual luogo è 

(1) Sylvas quas antea glorìofus fepulto cinque Doiì de Venefia & 

Dux lAgnellus gtnìtor meus prò fa* molti Procuratori ec. Cor. MSSt 

Iute ec, ps^petualìter dereìiquit .«.. 144!. 

isr prsnomìnatas urras & fi hai .(*■) quod in loco angufto confi itu- 

cum futi chcumdath latertbus 3 quod ti & infra palude s manente* Beo 

eli in primo latu a fiumìne ec. . . . Cbrìfto defervìrent pojfejftoniàus ca* 

i& loco quod dìcttur a Gambaria . .... rentes ec. 

di loco qua vwatur Luva te {4) Temane, p. 2$. 



Parte Seconda. 207 

Non era dunque profonda di più , novecent' anni indietro colà 
Ja Laguna di quel che ora lo ila ; ma già ben molto prima nel 
citato patto di Livio fi può leggere che i Greci perdettero i loro 
navigli , e i Patavini li predarono nella accennata fcorreria di 
quelli , perchè fi erano impigliati fopra i paludi della Laguna non 
conofcendo forfè i canali. Le cirfcoftanze tìfiche , le locali cofe , 
lo flato delle medefime fembra pertanto che fino da' fecoli più 
lontani fia flato dal più al meno lo fletto in quefti luoghi. 

Poco più alto efifte la grotta villa delle Gambarare nota ne* Camb*. 
tempi lontani col nome difojfa Gambaria; e fé vogliamo dar ret- ria. 
ta al Sigonio ed al Biondo ( i) , fino dal iv. fecolo donata da 
Narfete a certo Vitaliano Patavino che avea fervito vantaggio-» 
famente quel Capitano contro i Goti . Ella era fituata , come lo 
è ancora, alla finiflia del nominato ramo dei Medoaco grande , 
e di certo poi nella Donazione de' Partecipazj la fi trova ricor- 
data (2). Quefti Dati raccolti fin' ora , moflrano per quanto pare 
che il paefe proflìmo ai margine interno della Laguna e traChiog- 
già e Fufina comprefo fu una volta coltivato , e non già dall' 
acque della fuddetta coperto, foirmerfo poi quando molte e va- 
rie operazioni fi fecero fulla Brenta , e dalli Padovani , e dalli 
Veneziani ancora in altri tempi. 

Sempre da Mezzogiorno andando verfo Settentrione , oltre il Lìttora'e 
Medoaco di Fufìna ed alla deftra di quefto , il margine interno interno 
non così baffo , né così ingombro di ftagni e valli fi moftra co- ff fé ra r 
me quello a finiftra già deferitto, forfè perchè non correndo per ^^ 
l'interno e vicino paefe grotti fiumi, non andò fog^etto alle feia- ^/^ # 
gure patite dal primo tratto . Da Oriago , e da Moranzano fi- 
no a Malghera è coltivato il terreno non lungi dalla Laguna , 
e folo lungo il margine dalla parte di quefla , tiene de' terreni 
paluftri ma non dilatati gran cofa . Se però fotte vero che fino 
ad Oriago l'Eftuario una volta fotte innolrrato ( ne' fecoli di po- 
co anteriori all'epoca de' fecondi Veneti ) anche quefto fpazio non 
avrebbe a mofirare alcun dato di vecchia popolazione , ne alcun 
fegno di antica coltivazione. Poco di lotto di Criago, e poco fo- 
pra Moranzano vi è il luogo detto Malcontenta , e in quefto fi 
trovarono diverfe Romane lapidi dieci piedi ft terra fecondo il 
Trevifano ( 3 ) , e murate poi nel Palagio de 1 Marcelli . Ne tra- 
ferivo due:. 



COR- 



(1) Sigotl. 1. 19. ria* fupr. in Tem. 

Biond. I. 5. e. 6. (;) DeiU Lag. p. 8i, 

(i) Et loco qua dicitur Gamba- 



2o8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

CORNELIA. C. F. 

PAVLINA 

OPTIME. DE. SV1S. MERITIS. 

D. D. 

PVBLICE. 

P. MVNAT1VS. 3. L. 

PRIM. SIBI. ET. TVLLAE. 

C. F. TERTVLLAE. 

CONTVBER.N . 

V.F. 

Sarebbe ben fatto P esaminare fopra luogo quefte iscrizioni fc 
più ci fono , che forfè un qualche lume fé ne ritrarrebbe intorno 
quelpaefe. Certo mofìrano effe che ivi fu riguardevole abitato una 
volta . Quella di Munazio è fepolcrale , pofta a fé ed alla fua Con- 
turbernale ( forta di Moglie ) ambedue io direi fervi di qualche 
didima perfona colà abitante. Ma l'altra fé non erro denota per- 
fona di riguardo, poiché le figle D. D. ponno fignificare dono de* 
dity e Decreto Decurionurn . Quefti Decurioni, foffero Padovani o 
Altinati, avrebbero permeffo a quefta Paolina o il jus del fepol- 
cro , o l'innalzare onorifica memoria alla medefima in quel luo- 
go . Quel littorale ne ? tempi Romani apparteneva probabilmente 
all'agro Patavino , ma chi sa che pur Y Altinate non arrivaffe 
anche colà e fino al Medoaco , e folo alia finiftra di quefto co- 
minciaffe il dominio di Padova . Se alcuna di quelle lapidi fe- 
gnaffe la Tribù, Ja cofa farebbe più chiara. Io direi quafi , ( ma 
congetturando ) che onoraria poteffe effere quefta ifcrizione , 
piuttoftochè permiffiva . Veggo nell' Opera celebre del P. Oderico 
( i ) fopra i marmi Pefarefi riferita una lapida , che le medesi- 
me figle riporta D > D. Pubuce . che egli per Decreto . Decurio- 
nurn . Ptiblice fpiega , e che potrebbe forfè far credere , che que- 
lla Paolina avendo fatto dd gran bene colà , ftatua o ifcrizione 
onoraria con Decreto de' Magiftrati , o nella villa fua ivi efiften- 
te, o in groffo Vico, che ivi pure potea effervi , le foffe ftata 
eretta . Ognuno che alquanto conofca V antiquaria sa che nuove 
non fono tali cofe . 

Sia però come fi vuole fu già oflervato, che que' marmi fono 
la più parte di pietra Padovana o Vicentina , cioè di pietra de* 
Colli Euganei o di Vicenza, fcolpiti dunque nella Provincia me- 
defima , Pofi mente alcune volte alla qualità del terreno porto 
tra Oriago e la Malcontenta fino alle Porte di Moranzano , ed 

of- 

(i) P. 14. n. $i. 



Parte Seconda. top 

offervai , che in gran parte alto, arenofo, ed afeiutto fi moltra s 
ma alle Porte viabilmente egli fi abballa , e colà fi corre di fat- 
to per un piano orizzontale e paludofo lungo un miglio circa fino 
a Fufina dove è la Laguna . Per quella baffa terra ( tra la Bren- 
ta e il paludo ) continua la via rotabile fino al margine della 
Laguna condotta . Il primo fuolo pare perciò antico , nuovo il 
fecondo , e di fatto che quello abbia un tempo fervito di cratere 
all'acque , lo prova ciò, che di continuo fi deve fare mantenere 
la via pubblica con rottami condottivi a polla . E* vero che ab- 
biamo Memorie del J182. che ci dicono eflervi fiata una Chiefa 
ed un picciolo Ofpitale a Fufina , ( 1 ) ma colà poteva eflervi un 
pezzo di più fódo ed ifolato terreno, lafciato dalla corrente del- 
la Brenta , e fembra vederne un qualche indizio . Io però fofpet- 
to, che r^ntichiffima foce di quello fiume , o fia del Medoaco 
Maggiore , folle più addentro , forte ne* contorni della Malcon- 
tenta , dove manca il terreno aito ed afeiutto , e tutto il rima- 
nente forte laguna , o un feno di quella , ora divenuto foda pa- 
lude . Se così furono ivi le cofe , tali dovettero edere in tempi 
molto anteriori all'epoca dell' efiftenza di quello Ofpitale , e fo- 
pra T antica , e più interna foce poteva eflervi un grolTo Vico al 
tempo de' Romani , al quale appartenertene le indicate lapidi , 
Vico che perciò rellava ne' contorni della nominata Malcon* ( 
tenta . 

Oriago , trovafi poco lontano dalla fuddetta , ed il fuo nome jintzHé* 
fervi più volte di argomento fortiflìmo alli follenitori della pri- <:*• 
ma eltenfione dell' Eiìuario. Per provare tal cofa Oriago OraUcur 
fi deve dire in latino; dunque colà eravi la fponda della Laguna , 
dicon'ertì. Il Trevi fa no al quale ciò non piaceva f da buon anti- 
quario fi traile d'imbroglio col far venire quello nome da non sa 
quale Capitano dei Galli colà accafatofi egli non dice quando . 
Egli però con più verità oflerva , che ivi efilìevano de 3 laghi d' 
acqua dolce , e che fopra uno detto Dogola del 11 82. vi erano 
ile' Mulini , e riporta ancora , che i Carrarefi ne fecero afeiuga- 
/re cert'uni per fabbricarvi un Villaggio , e tutto ciò con docu- 
menti tratti dalla Secreta, e da alcun Storico Padovano ♦ (2) Io 
oflervo che ilChinazzo ( 3 ) nella fua celebre relazione della guer- 
ra di Chicggia rappreienta ancor egli que' luoghi come afeiutti 
Tomo I. Dà da 

(1) Flam. Cornei, Ecclef. Venet. riago fabbricò Porto nuovo ordinari* 
T. 9> p» 207. do un Mercado Franco... 1371. die* 

(2) Trevis. p. 70. dero Cafe e terreni a tutti quelli , 
Portenarì . Stor. 1. 2. che vi voltfle abitare ec. 
Archiv. Secret. lib. cui Tit. (3) Chinazzo , in Rer. Ita!. T, 

Lunae . xv. 

1555?, Francefco de Carrara ad O r 



2 io Saggio fopra i Veneti Primi. 

da molto tempo , dicendo che Francefco di Carrara cafe e cam- 
pi avea dato agli abitatori di nuova villa colà fabbricata , vicino^ 
ad Ori ago. 

Si deve poi offervare , che mai queflo Borgo Oralacus trovali 
detto nelle antiche Memorie , ma fempre Anreliams , o fia Aure- 
iiaco; e feci rifleflb più volte che quella definenza in aco fu fre- 
quente e quafì propria di moltiffimi luoghi fituati da predo , o 
intorno la Laguna • (i) U acque dolci colà (lagnanti potevano 
venire o da qualche ramo della Brenta , o meglio ancora dal La- 
[or , Cagnaroy Pionca, ed altri fiumicciatoli che fcendono dal Pado- 
vano , ed ivi forfè divallando il terreno potevano flagnare . A me 
balla che non foflero acque falfe, dwi rimanente non pretendo fo- 
flenere che colà non ci foflero anche de' paludi , de' quali certo 
anche Dante fece menzione, benché a fuoi tempi per molte cau- 
le e naturali e politiche molto poteflero eflere diverfe lecofe dil- 
lo flato anteriore, e più antico: 

ad Oriaco 



Corfi al paludo, e le cannucce e } ì braco 
M'impigliar sì che io caddi, e la vid'io 
Dello mio fangue farfi un trillo lrco . (2) 

Ma io lafciavo addietro una prova più forte della affai vecchia 
coltivaziene di quelli luoghi , prova che fi può vedere in un Di- 
ploma del Terzo Ottone, (3) nel quale all'anno 994. campi la- 
vorati , e groffe tenute con prati > ed altro fi nominarono in Aure* 
liaco e Borìiaco, in Oriago cioè e Borbiago villa proflìma air al- 
tra . Già rOrfato credette che ad Oriago foffe il luogo da Li- 
vio chiamato Stazione delle Navi, (4) che navigavano fu per io 
fiume a Padova. In que* contorni certo poteva ilare tal luogo , 
dove quelle fermavano forfè quando tempefla romoreggiava in 
Laguna , giacché non tanto lontano era lo fleffo dalla foce del 
fiume, fé flava quella alla Malcontenta , o lì d' intorno , come 
accenna più fopra . Quella flazione 14. miglia era lungi da Pa- 
dova fecondo Livio , ( 5 ) fulla deflra ripa òcì fiume , cioè di 
faccia al paefe oltre l'acqua pollo dove predavano i Greci, e tre 
miglia più fotto flava ferma la grotta fquadra di quefli. Poco più 
di 15. miglia ora fi contano da Padova ad Oriago , e tre circa 
da quella al Moranzano , perciò può effere che vicino ad effo 

ci 

(1) *Aureftaco . B 'orioli aco . Gatti (2) Purgat. C. V. 
dentiaco.Chìlimaco . Marfiliaco . Mar* ($) Àntiq. Ital. T. 1. Ditfert. 3. 
teliaco . Maffsntiaso $c, ( 4 ) Tat ovini in duas partes ju~ 

Oriago • Borbiago . Godenzago . ventutem dìvidunt, Liv. I. 10. 
Chirignago • Marfago . Martclago ♦ (5) 14. milita ab OppìàQ. 
fylafanzago ec. Id. 1. io. 



Parte Seconda. 211 

ci ftefle queiV antica Stazione, e che predo al Moranzano ci fof- 
fe lo sbocco ì o Ja foce del fiume in laguna, come ho detto. 

Continuando ad innoltrarfi verfo il Nord , il può olTervare , 
che il terreno alto della Malcontenta Tempre continua ad eden, 
derfi verfo tal plaga incontro a Meftre e Malghera ; folo a pie- 
di di elio , per fopra Fufina , trovandoti paludi o barene ( che 
•così non diciamo quelle dall' acque falfa coperte ) tal volta , 
le quali alla laguna finifcono . Sopra il più alto terreno , al- 
quanto indentro flanno i Villaggi di Borbiago , Cbirignago , Spineti 
ed altri, e più verfo le fai fé Bottenigo', terminando quello tratto 
al fattizio canale che da Malghera conduce a Meftre . Intorno 
Bottenigo fi hanno traccie di vagbiflìme felve , che ancora in 
parte eiìftono , e le fuperiori campagne verfo Spinea troppi con- 
traligni moftrano di antico, e fruttifero fuolo , non di diffeccata 
Laguna come efler dovrebbe fé quella le averte una volta coper- 
te . Il Trevifano riporta un documento del noi. che Bottenigo 
nomina ( i ) , dove chiufure fi erano fatte per feparare 1' acque 
fluviatili da quelle dell' Ertuario . Io non voglio però tutto ac- 
cordare al Trevifano, né tutto credergli, potendo gl'uomini tra- 
vedere , e far travedere , fé troppo fi accingono a foftenere una 
cofa; ma credo bene alle alte e buone campagne di Spinea , e 
de' contorni , come pure alle anneile quereie de' bofchi fituati 
vicino alla Laguna, ed alle vecchie Memorie del 1085. che mol- 
te pojfeffioni e majfarìe , e Selve nominano nelle ville efiften- 
ti poco fopra Spinea , e la Laguna, (2) le quali fé fette fecoli 
addietro ci erano, non faranno nate ceno colà poco prima . Pof» 
fono per altro efferfi interrati varj feni , o bracci di Laguna tra 
Fufina , e Malghera , e mutata V antica condizione del margine 
interno in qualche parte ; ma altro è un parziale e poco eftefo 
cangiamento , ed altro il dire che miglia , e miglia dentro terra 
ondeggiava quella ne' giorni antichi della noftra nazione . Mal- 
ghera , Malgaria ( 3 ) fi dice in vecchio Capitolare deli' Avoga- 
ria del J200., per cui non regge il comun detto del volgo, che 
dall'odierno nome deduce l'efiftenza colà del mare una volta. A 
Meftre vicino trovanfi i così detti Sabbioni che ben tutt' altro mo- 
ftrano che letto marino , e farebbono da confiderà rfi , perchè io 
dubito non daflero forfè un qualche indizio di vecchiffimo corfo 

D d 2 della 

(1) Claufura Ltétzdt Vu[ui<x\2fi~Bu» <vi°nanum: in villa M*(fantiago Maf- 

fenici. Trevif. p. 11. farit'tas tres . Opufc. Calogerà T* 

(2)7» villa qua àteitur Marigna* 25. p. 58. 

num Majfaritias quinque : in Marte- (?) Qitod Malgaria Turr ti ftflfua' 

Ugum Mafferitias tres: inTrzvigna. taf, 

num Majfaritias qu'mque .... Sfl- Trevif. p. iS. 
va\n unam intsr Martslagum ipTri» 



2i2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

della Brenta, o di un ramo almeno di quella a quella parte ri- 
volto . Oltre Malghera comincia V altro margine interno della 
Laguna dove 1* antico Aitino efiileva . Troppo di correllazione pe- 
rò avendo quello margine colla Città fuddetta, parlando di que- 
fta anche di quello faremo difeorfo , e meglio credo vedremo 
qual fode quefta Laguna un tempo, e quanto diverto dall'odier- 
no lo flato antico di effa . 
Aitino. Merita troppo Aitino per quanto ora fi può conofcerlo , poiché 
ripetono da effa l'origine quafi tutti que* luoghi una volta fioren- 
ti nella Settentrional nofìra Laguna, e de' quali alcuna cofa di- 
remo parlando de' Veneti fecondi • Abbiamo però la difgrazia , 
che poco ne lafciò detto la Storia , poco favoleggiarono di effa 
anche le antiche Croniche ; poiché affatto diftrutta , fecondo V ordi- 
naria forte delle cofe umane , che dimenticate vengono fubito, 
che non cacjono più fotto i fenfi , fu feordata affatto anche da 
noftri che pur in gran parte tratterò dalla iteffa V origine . Con- 
verrà pertanto ing^gnarfi alla meglio , raccogliendo quel poco , 
che trovar feppi difperfo negli antichi intorno ad Aitino , e for* 
fé ne fortirà tanto, onde comprendere che non fu Città di pie- 
ciol nome in paffato. 

Supponefi in principio di quelle Memorie che i Veneti alloga- 
ti fulla fpiaggia , che al Timavo principia , fino alli Medoaci po- 
co alla volta fi follerò eftefi . Ciò effendo , Aitino in quello fpa* 
zio comprefo , in tempi ignoti potrebbe effere flato fabbricato da 
quelli ; ma vi erano anche Tofchi , e Pelafgi da taì^ luogo non 
difcolti , e Tofchi poffenti , e rinomati , da' quali ancora potreb- 
befi ripetere l'origine di quella Città. Se fi vuole Ilare ai la con- 
venienza di pofizione , quafi direi , che degli Etrufchi , e non d' 
altri ella foffe fattura , giacché elfi ambivano il dominio del mare , 
ed avevano Adria non tanto difcolta . (i)Chi sa che non abbiano 
cercato mantenerli foggetti anche gli flagni , e perciò fulle foce 
d'uno de' mattimi fiumi , che in quelli cadevano, cioè la Piave, 
fabbricaflero a quello fine Aitino , troppo ben fituato per reiter- 
ilo ed iiterno commercio. Si potrebbe anche dire che i nomi de- 
gli antichi luoghi de Veneti pajono più Grechizzare degl'altri da 
Tofchi , o da Umbri provenienti , come vedemmo parlando del- 
le dlrutte Pellaone , Palfazio , Iramjne ec. efiftenti fulla colla del 
Friuli, Tali congetture fono deboliffime per verità , ma non c'iè 
di meglio, o per parlare più giuflo io non so trovarne di mi- 
gliori, Cole tanto rimote fi pollono affomigliare ad un paefe da 
nuovo Offervatore veduto in giorno di nebbia , dove gli obbietti 
fono tutti nafeofti o alterati , e la ragione non può decidere di 

quel- 
CO Dionyf. 1. *. 



Parte Seconda . 



a 13 



quelli fé non che indovinando . Trovo però che il Mazzochi an- 
che fopra Aitino eftefe le fue ricerche , ed Orientale pretefe e£ 
fere un tal nome : Solo mi fi permetta > eidic^^ (1) che un motto fac- 
cia di Aitino , Città altre volte celebre ed illuilre ; >il qual nome 
fenza neffun argomento è lo fìeffo che «3VÌ>>X . ALTIN, il qua- 
le in Caldeo, Abete, fignifica , della qual fpezie ài pianta ejfere fiata 
abbondevole la vicina Regione , altrove fi moflrerà . Non potei fapere 
fé T Autore in altre fue Opere abbia più parlato di tal cofa , e partico- 
larmente intorno air efiftenza degli Abeti ; ma nota effendo la fua 
erudizione , fi può credere non abbia parlato fenza fondamento . A mz 
poi pare che alcuni Dati anche fenza di lui fi trovino, che in qual- 
che modo la fu a opinione confermino, e li vedremo ben predo. 
Il luogo dove ella fu, ora confitte in un tratto di circa a due- 
cento campi affai elevati ed ubertcfi , aventi air Oriente il ma- 
nufatto canale che alle picciole Porte conduce del Sile ; a Setten- 
trione una fpaziofa ma baila pianura, che piegando all'Occiden- 
te e paludosa diventando fepara le alture o campi fuddetti dal 
Continente , che refta di faccia ed è bofchereccio molto in quel 
fito. Il termine o fia il margine di quefto è affai elevato, e ta- 
le mantendofì , per Settentrione circonda e chiude la bada pianu- 
ra fino al manufatto canale . A Mezzogiorno le alture o come 
dicono le motte finifcono ad una falfa Barena che molto fi eflen~ 
de verfo li Borgognoni e Burano . Solo nel mezzo tiene un dot 
fo elevato detto Montirone , che adombrano alcuni alberi . Quella 
barena finifce ad uno ilagno o Laguna falfa detta di Cona , di 
circolare figura e di piacevole afpetto , tutta chiufa tra barene , 
le quali feparano dalle lagune di Burano al Sud , da quelle del- 
li Borgognoni a Levante , da' canali di Defe a Ponente . 

Quelle alte barene , che prefentano una imagine dell' antiche 
Tumbe noftre , vanno coperte dall' acqua folo nelle ftraordinarie 
marèe, e diviie da canali ferpeggianti che danno e tolgono l'ac- 
que alla laguna di Cona ne' fluiti e riflulfi . Dalle alture di Alti» 
no picciol foffo ha principio , che feende e camina attraverso la 
falfuginoia barena a piedi dì quelle pofta , ed allargandofi quanto più 
avanza termina in Cona , che è di poco fondo , e per eflo poi 
monta l'acqua- marina nelle autunnali intumefeenze, ed arriva al- 
le motte . Monta fila pure ed arriva anche al baffo piano o palu- 
de che ho detto circondare le alture all' Occidente e dividerle 
dalla Terraferma , e quella palude , molle e linacciofa in altri 
tempi , è poi mantenuta dall'acque del picciol Defe e Zero, che 
uniti sboccano in quella . Dilli che ad Oriente terminano le at* 
tare al canale delle Porte piccole detto anche Stornello , oltre il 

qua- 
(0 Saggi dell' Accad, di Corto- na< T. iv. Dia tri b t 5. p. ** 

/ 



2i4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

quale baffo è pure il terreno fino a molta diftanza verfo le Por- 
te grandi del Sile ifteflo . Aitino flava fopra le altare fuddette , 
perciò motte di Aitino ancora le dicono , e sì elevate fono che 
fembrano umili collinette , e diedero origine al popolar detto , 
che per fignificare cofa pofta in alto, dice , ella è mejfa in Aiti- 
no . Vedute quelle altezze dal margine fettentrionale della Terra- 
ferma , prefentano un bello afpetto , poiché declinano dolcemen- 
te le loro gibbofità , e adombrate fono da fronzute piante , e da 
viti feraciffime . Mi fono eftefo alquanto fopra T odierno flato e 
configurazione del luogo dove già fu Aitino , perchè confrontan- 
do con effo il poco che gli antichi differo dì quefta Città , più 
facilmente fi intenda V eflere paffato di quella , e de* fuoi con* 
torni . 

La fertilità del terreno in tal luogo è fomma , i tralci orgo- 
gliofi ricordano la Spionia di Plinio e le Adriane viti ; la meffe 
fuol eiTere affai ricca , e fìmile cofa fi trova anche ne' campi fi- 
tuati di faccia alle alture nel prolfimo margine del Continente . Le 
piante di un verde vivace colà fi tingono e luffureggiano affai , 
e crefcono felici . Tutto il terreno poi delle alture mifto è di 
rottami , calcinaci , e pietre , e qua e là pe* campi trovanfi de* 
grotti pezzi di marmo vario, de' mattoni , de* frantumi , e talvol- 
ta vidi T aratro follevare qualche pezzo di Terrazzo rofficcio e 
duro, fimile affatto all'odierno da noi ufato ne' pavimenti . Tro* 
vanfi pure de* pezzi di pavimento commeffo a picciole pietre , ne 
lio veduto alcun avanzo di pietre nere e bianche formato, falda- 
te in dudffimo cemento e dìfpofte a fcacchiera . Dicono que' pai* 
lidi villici , che ricordano gii antichi moribondi Pefarefi di Ca- 
tullo ( i ) , effervi certo flto in quelle alture dove il vomere po- 
co fonda, per le grandi e tante marmoree mine feppellke . Spef- 
fe raccolgono le monete antiche di metallo, per poco che fi vol- 
ti il terreno , e d' oro , e d* argento ne furono trovate alcuna 
volta, ma da gente che non volea farne Mufecu -'Qualche A mu- 
letto- ancora , qualche antica chiave dì bronzo , alcun pregiatici- 
mo Cammeo, ed altre bazzeccoie antiche vidi colà ritrovate . la 
qualche luogo dentano ad allignare le viti per le tante pietre fe- 
polte, o forfè per alcun coperto laftricato , e nel cortile del ru- 
flico Albergo, fola abitazione in prefente di quel luogo , vi fo- 
no alcune grandi caffè marmoree, un tempo contenenti offa uma- 
ne , ed ora acqua per i buoi . Alcun pezzo di groffo corniccione 
di marmo , de' fatti grandinimi con fopra alcuna logora iscrizio- 
ne > ftanno pure nel Cortile fuddetto . Vidi un bel pezzo di fi- 
no 

(i) Tr<tterqu*'n Mìe tutti morì* Rofper inaurala palli dìor Statua. 
kunài a fede Tifauri Cat. Se 



Parte Seconda* 215 

no Patio , ed un altro di verde antico tra lung'erba fepolti , e 
nella parte fettentrionale alcuni doffi affai eftefi , tutti formati 
di fcaglie di marmo, e fpecialmente di Greco. Scendendo in bat- 
tello per il rivolo che a Cona conduce , anche alquanto lungi 
dalle alture, puntando coiremo, fifentono nel fondo pietre efaf- 
fi fott' acqua. Lo fteffo fi trova anche di là del canale delle Por- 
ttfine in quel vallivo piano ; e per verità il canale medefimo fu 
fcavato quando a forza fi volle altrove entro all' antico al- 
veo della Piave condurre il Siie , ed il canale probabilmente 
fu fatto in parte attraverfo le mine Altinati , perchè le barche 
paffaffero con più breve viaggio dal Sile in laguna fenza toccare 
le Porte grandi . Ecco ciò che ora refta £ una Città altre volte 
illuftre in queflo Eftuario. 

Strabone diceva che ella affomigliava a Ravenna, e comequefìa 
nelle paludi era fituata (i) . Forfè era fituata fn parte fopra terre- 
no elevato , che è quello che oggi pur fi vede , ed alture o mot- 
te fi chiama , e in parte fopra il balTo fondo e paludofo , ed ivi 
potea alTomigliare a Ravenna , come quefta avendo canali , e Pon- 
ti , e barche in giro . Le pietre che fi fentono lui fondo del ca- 
nale che dalle motte a Cona conduce , e quelle che efiftono oltre 
il Sioncello nel vallivo piano , pare die tale idea confermino . 
Per verità lo fpazio occupato dalle alture troppo riftretto appa- 
re , e chi sa che la picciola elevazione porta in mezzo alla falfa 
barena di Cona e poco diicofta dalle alture , e Montirone chia- 
mata , non foiTe un tempo alla Città unita , con un continuo fab- 
bricato. In elTa certo fu feoperta un* ifcrizione Romana. Né per» 
che Plinio abbia Oppido ( 2 ) chiamato Aitino fi può dire che 
picciola cofa egli foiTe , poiché fovente gli antichi così differo 
anche di grandi Città , e lo fteffo Livio (3) di Padova fua Pa- 
tria . Ragionevolmente fi può anche credere che una porzione ne 
fia ora fommerfa , poiché patirono fomme alterazioni que' luo- 
ghi , e poi T antiche Città ordinariamente non occupavano gran- 
de fpazio , alloggiando allora , come efferva il Maffei , ( 4 ) 
molta gente in poco {pazio , come ora poca ne vive in mol- 
to , ed alcuna Città fu detta grande non tanto per i' am- 
piezza quanto per la popolazione . Da Vitruvio (5) fappiamo 
che fi fabbricava molto anche fuor delle mura , appunto per E- 
trufea difciplina , a Marte, a Cerere, ed a Vulcano , i Templi 
efteini facendofi , e fu oiTervato che altiffime folea fare la gente 

anti- 

(.1) £/f ì^xAlùnum in palude eo~ (3) L. io. 

dem modo quo Ravenna fitum . 1. 5. (4) Ver. III. p. 41. 

(2) F lumen Silis . Oppid. jlhu (5) Vitruv. 1. 1. e. 7. 
ni. I. j. 



2\6 Saggio fopra i Veneti Primi. 

antica ma flrette le vie , come fi vide ultimamente nelle efca» 
vazioni di Pompej vicino a Napoli , e Tappiamo poi per altri dati. 
Potrei aggiungere 1' efempio di Tiro , troppo celebre Emporio 
dell'Afta , che breve circondario avea di mura , come inoltrano 
ancora le mine , e come Strabone ( i ) avea detto fcrivendo che 
ivi le cafe in più piani divife erano portate ad eftraordinaria al- 
tezza . 

Le motte di Aitino con l'altezza loro che è affai oflervabile , 
inoltrano efferfi in parte accrcfciute colla ruina degli ediflcj : di- 
co in parte, poiché la prima origine potrebbero averla avuta dal- 
le deposizioni fluviatili del fiume rapido e torbido che ad effe 
correva vicino. Offervai che nel mezzo fi avvallano, e relìano co- 
me divife da una baffura che inegualmente camina dal Nord al 
Sud, un capo avendo nella larga pianura Settentrionale ( tra Ai- 
tino ed il continente ) e V altro incontro alla falla barena meri- 
dionale o fia alia Laguna . Pare perciò che ivi foffe un canale 
altre volte, il quale divideffe la Città , oppure un ramo di fiu- 
me , per cui fomigliava a Ravenna fecondo Strabone , ( 2 ) ed a 
Venezia noftra in prefente . Già io fon di avvifo che la manie- 
ra noftra particolare ufata nelle fabbriche e in molte altre cofe 
ancora , non fia che una continuazione di ciò che coftumavafi in 
quelle medefime lagune negli antichi fecoli da' vecchi abitatori di 
effe . Nella Tavola Peutingeriana ( 3 ) , fi vede Aitino delineato 
proffimo ali 1 Efluario , e circondato intorno da un canale . Effa 
però è tanto ftrana nella pofizione e configurazione delle cofe , 
che non fi può farvi molto fondamento . Per altro ficcome Ai- 
tino flava a groffo fiume profììrno f non è improbabile che uri 
ramo di quello la circondaffe , o la divideffe , benché 1' acque che 
avea o d'intorno o nel mezzo, averterò ad effere falfe ancora in 
gran parte , poiché flava fui margine della Laguna . 

Certo Storico (4) racconta, che quando gì' Unni la ftrinfero di 
affedio , i cittadini aprirono le chiufe ed innondarono i campi 
intorno, qualche cofa di fimile dicendo pure il Bonifacio (5) nel- 
la fu a Storia di Trevigi . Ma tali autori lavorarono il più fpek 
fo di fantafia intorno gli antichi fatti, ovvero copiarono da ope- 
re inutili e cattive : nulla a meno certe cofe poffono alle volte 
perpetuarli per via di tradizione , e fi può badarvi fino ad un 
certo fegno , quando fpezialmente le locali circoftanze le rendine 

pro- 
CO Strab. 1. n. ptludibus aer efi innoxius ec. Lf. 
(2) Vrbium maxima efl Ravenna (|) Sez. 3. ufque ad Sarrtos . iti 
ìnpaludtbus ftta y lìgneìs adìficiis con. Berger. de Viif Militar. 
fìans , aquìs perfiua , qnare ponti* (4) Simeoni in Trevif, p. 20. 
bus i& cymbìs ita expediuntur » In (5) Boni fa e. p, £i. 



Parte Seconda. 217 

probabili . Ora fuppofto vero il fatto , fi vede che area acque 
dolci vicine e falfe infieme , delle prime avendoli potuto fervire 
gli Altinati in quella ftretta , e già Tacito ci dice che prefidio 
flava in Aitino al tempo di Vitelio contro la flotta di Raven- 
na , e Plinio che al Sile ella era vicina , per cui fi vede che fiu- 
me e laguna egualmente pofledeva . Finalmente tutt' ora ne' ere* 
/centi, come diciamo, monta il fluflb fino al pie delle alture , e 
penetra nella bajfa occidentale dove sbocca il Zero . E in tal fito 
quefta baffura ( che le motte dal Continente di Defe e Zocarei- 
lo divide ) con la profondità , ineguaglianza , e larga apertura , 
che tiene verfo la Laguna , moftra quali efTere un avanzo di flu- 
viatile alveo , che intorno alla Città corrette dalla parte Boreale , 
e per l'Occidentale fortiffe in laguna . Così pure il piano palu- 
flre Orientale pofto oltre il Sioncello o Taglio delle Portefine , mo- 
ftra edere flato innondato in antico, o da acque dolci o da fal- 
fe , ma il tempo , e gli uomini troppo mutarono la faccia di 
quel terreno , per potete in prefente comprendere il vero antico 
flato di Aitino. Solo pare a me ; che abbia detto una ftrana co- 
fa il vecchio Corn aro, (i) quando fcriffe che Aitino al fuo tem- 
po più non era all'acque falle proflìmo, e dieci miglia n'era fia- 
ta allontanata dal fiume che correa ad effa vicino • Temo quafi 
che lo Scrìtto fia viziato in tal luogo. 

Il fiume corrente proffimo ad Aitino , e fulla foce del quak <pi ave 
dittero tutti efTere fiata quefta Città pofta , era il Sile , limpida 
acqua , che patta per Trevifo, e pare che dubbio di ciò non ab- 
bia a effervi fpecial mente perchè Plinio fleflb così diffe , e colà 
intorno tutt'ora fi vede correre il Sile . Ma ci fu alcuno però , 
che molle dubbio in paflato (opra tal cofa , e diffe che col nome 
di Silis o Sile intefero lempre gli antichi la Piave , la quale tutt' 
altro corfo avea un tempo, e molto diverfo da quello , che tie- 
ne in prefente . Il Candido (2) tenne quefta oppimene , ella pu- 
re nel Bonifacio (3) fi vede portata , il noftro Trevifano (4) 
pensò nella fteffa maniera, ed io pure congetturo Jo fletto , e pro- 
cure! ò porlo in chiaro più che potrò in prefente . Che la Piave 
glande e rovinofo fiume * che poco al di là dal Veneto confine 
nafee nel Vefcovato di Brixen , e non lungi dalle fonti della Dra« 
va foffe il Silis degli antichi , e che il Sile de' moderni , piccio- 
la acqua ed innocente , di breve corfo , e non nata ne* monti , 
Tomo I. E e por- 

( 1 ) Aititi era iti falfo e tutto in quella te lontana mia diefe drio al 

falfo : che cola i* ha «lontana dal fiume . MbS. 

fallo? El5il che ha condotto quello (2) Cand. Comra. di Aqui. 

in Terra ferma , e da ella Cit- (j) Bonif. Stor. di Trevig. 

ude per andar a trovar el falfo > {4) Trevif. della Laguna. 



2 1 8 Saggio fopra i Veneti Primi . 

portaffe un nome ora ignoto una volta, e forfè unita alla prima 
fcendeffe in lacuna , credo che prove ftoriche , e fifichc ancora fi 
abbiano, e non picciole, e poche per dimoftrarlo. 

Per le prime è indubitato, che neffuno Storico, neffun Geogra- 
fo 5 neffun Poeta antico, mai e poi mai nominò la Piave, men- 
tre pur ricordarono i nomi de* fiumi tutti che prima e dopo di 
quella corrono per quefta Regione ancorché poveri d* acque alle 
volte e brevi di corto. Medoaci due, Sile, Livenza , Tagliamene 
to, ed altri fi trovano tutti e nominati , e deferitti, mentre un 
così offeryabile fiume che ad effi corre in mezzo viene obbliato, 
ed il Sile fi conta povero, e breve , che mai non ingroffa e danneg- 
gia. Plinio che didimamente nominò tutte queiV acque, ed il Si- 
le tra elfi, aggiugne che egli tiene le fue fonti ne' Monti Tauri- 
Jìani , (O Or come quefto, fé egli nafee in pianura , e lontano 
da' monti ? e fi noti sbagliare Plinio folo parlando di quefto fiu- 
me, mentre tutti gì' altri giuftamente nomina e fegna . Nafce il 
Sile odierno da alcune fonti finiate in baffe praterie , in certo 
luogo detto Cafa Corba poco da Trevi fo difeofto , né dir fi può 
che per isbaglio de' copifti fia flato pcfto monti per fonti nel ti fio 
ài Plinio, poiché pare impollinile che tutti gli amanuenfi fi fia- 
no accordati in ciò , in tutti i codici che rimangono di tale au- 
tore . Li Monti Taurifiani da effo nominati erano noti all' anti- 
ca Geografia, e meritavano effere nominati; ma le fonti fuddet- 
te fono cesi picciola cofa , che non pare di certo meritafferouna 
tale diftinzione, e tanto più, che origine davano ad un fiume di 
poco conto, come è il Sile. 

Sp che il Cluverio ( 2 ) corregge quefto paffo , mettendo appun- 
to ex fontibtis , per ex montibvis ; ma poco colia a ciò fare, e già. 
per altro oggetto offervò il Mazzocchi (3) che quel dotto uomo 
era tal volta affai facile a correggere gli antichi per acconciare 
le proprie idee, ma fenza l'appoggio di {olide ragioni . Di fatto 
non veggo che a tal propofito apporti egli neffuna fondata autorità , 
oltreché fempre ci refta a chiedere perchè neffuno abbia mai ufa- 
to il nome di Piave , come ci medefimo meraviglia , fé non che 
Venanzio Fortunato (4) e Paolo Diacono (5) ne' barbari tem- 
pi e troppo pofleriori a Plinio. Ma fé vorremo fupporre cheque- 
Ài col nome di Sile abbia intefo la Piave, ei non errò, ma be- 

niffi- 

( I ) Sequìtur x. regio ha mari tnnjus minufque . %Anaffus quo Vara- 
appofita cujus Veneti a . F lumen Siiis nus defluii ^Aja . Ts^atìfo cum Tura 
ex montibus Taurifianis . Qppidum p$rfluente ^Aquilejam ec, 1. s* 
Jiltinum , flumen Liquentia ex mon {2) Clu. It. ant. 1. 1. 

tibus Opitergìnìs i?» portus eodent (j) Mazzocchi. Diat. $. 
nomine . Colonia Concordia 3 fumen (4) M.tr. I, 1. 
è 4 portus Komatinum . Tiiaventus (5) De reb. Lortgok I. 2. 



Parte Seconda. aip 

niffimo da' monti Taurifiani deduiTe tal fiume, come daglf Opi 
tergini traffe la Livenza. Li Taurifci tanto noti anche a Strabo- 
ne , ftavano full' alpi , che coprono al Nord la Venezia ,. e le 
fonti della Piave flanno appunto nell'altra parte della medefìma • 
Perchè mai Plinio dovea fallare così all' ingroffb defcrivendo un 
j>atfe tanto noto ad elfo, ed a tutti i Romani > poiché per que- 
llo paffavano molte delle primarie vie militari , che da Roma con- 
ducevano in Germania , e in Oriente , molte delle quali erano 
tagliate da quelli fiumi ? Differo alcuni , che il fuddetto nomi- 
nò la Piave coi nome àxAnaffUs* ma non può ilare, poiché egli 
mette tal fiume come fluente di là dal Tagliamento , ; e quali 
predo ad Aquileja » Non flava già queiìa Regione al confine de' 
Parti, o degl'ultimi Britanni* Diftinfe di fatto lo ftelTo Cellario 
la Piave dall' Anaifo , benché V Ortelio ( ì ) li confonda inlìeme, 
ed altri più ancora ingarbugliarono la cofa , confondendo Piave , 
Tagliamento , ed altri fiumi di colà , poi nulla fecondo il folito 
concludendo. Già fanno tutti, che la Piave fcaricava le fu? piene 
in laguna prima, che nel 1673. folle con nuovo taglio condotta 
nelle lagune di Gaorle ; e in mare andava per il Porto di Gefu* 
lo, perciò ad Aitino affai vicina. Andrea Mocenigo (2) raccon- 
ta che per fette foci ella ufeiva negli Editar; , perciò poteva quel- 
la Città toccare con un qualche ramo : ma ofTervo , che il vec* 
chio Cornaro racconta anch' elfo cone ai fuo tempo veniva il 
Siie con fette bocche nella Laguna , mentre con una fola ciò fa- 
ceva la Piave; (3) perciò io credo , che autrice di quefti alvei 
folte fiata la mcdefima , ed il Siie li abbia occupati quando più 
a Levante avendo quella diretto il fuo corfo , nuova ilrada , e 
nuova foce fi aveva aperta verfo S. Erafmo . Si può oiTervare 
che al tempo dei Cornaro laddeiro il Siie non faceva piene , 
non portava torbide, perciò egli Hello confetta che non avea po- 
tuto interrare la Laguna, come già avea fatto la Piave» 

E* generale ofTervazione , che i fiumi di lungo corfo , e ricchi 
d'acque, quelli fono che divkionfì in più rami prima di arrivare 
al lor termine, e di verfare per più foci le loro piene in mare^ 
Di tal cofa fpeflb è cagione il maggior ferpeggiare , che fanno 
quanto più alla foce fi accodano, facendo allora più fpefìì gomi- 
ti il loro alveo, e giravolte, e perchè corrono per un piano ori« 

E e t ioti- 

( 1 ) V. Beretta. Geogr* Med» sev» de mezzodì, ma verfo li Man quel* 
p, 130. lo ha fatto 1* officio foo , perchè ei 

(2) De bello Camerac. U 5. mette con fette bocche in la Lagu- 

Sabell. de fit ♦ Urb* 1. |« fla noflra , e fé quello fotte andà 

($) Ma perchè el dito Sii non per una bocca fola come la Piave» 
fgionfa come fa la Piave , quello quello faria conzonto colli tré Por» 
non ha potudo atterrar dalla parte ti. MSS. 1441* 



120 Saggio fopra i Veneti Primi. 

zontale per lo più in tal cafo, e perchè vi concorrono altre cau« 
fé , che qui non ferve efporre . Succede pertanto che tal ora (i) 
nelle maffìme piene fi rompe o fi apre la fponda o 1' argine in 
uno di quelli gomiti , e correndo in tal cafo una parte dell' ac- 
que per la nuova ufcita , forma un fecondo canale , ficchè il fiu- 
me per due foci corre al mare , fé prima per una fola egli vi 
andava. Replicando la cofa, fecondo la rapidità e ricchezza del 
fiume, lo flato delle fponde, la qualità del terreno , la polizio- 
tte del piano ec. fi moltiplicano in tal cafo le corna del fiume , 
o mutano e variano numero , flato, e figura . Ma ne* fiumi di 
breve corfo, di poca rapidità, e non foggetti a montane , non 
mai o di raro fuccede tal cofa ( prefeindendo da locali o ftraor- 
dinarie cagioni che mai però diftruggono le regole generali , e 
ordinarie ) ; perciò il Sile gramo d' acque , di breve viag- 
gio, d'alveo riiìretto, non foggetto a piene, d' onda chiara per 
ordinario , pare a me non abbia potuto formare le fette foci per 
le quali a* giorni del Cornaro fi verfava in Laguna . E fé il Mo- 
cenigo fcrifle che la Piave per fette bocche andava al mareverfo 
S. Erafmo, e li Tre porti ( luoghi prosimi ad Aitino ) , pare 
che quelle occupate poi follerò dal Sile , quando quella mutò 
firada per certp avvenimento , che ora riferire fi deve . 

Prima però ù òffervi , che il Trevifano riferi fee alcuni Docu« 
menti , che fembrano confermare l'antica vicinanza di quello fiu- 
me ad Aitino . Un Privilegio di Ottone IL del o<53. parlando 
di alcune campagne proffime al Sile dice , il Sile o fia la Piave 
(2) . Una Bolla di Urbano III. , che conferma alla Chiefa di 
Torcello la terra che tiene in Aitino fai fiume Piave ( 3 ) . Que- 
llo Papa fu eletto nel 1184. Io poifo anche aggiungere che~ nell' 
cftratto del celebre Codice Trevifano (4) fatto da Apoflolo Ze- 
no vi è una Concezione del gg6. fatta dall' Imperattor Ottone 
al Doge Pietro Orfeolo , dove egli a quello permette di fa- 
re un Porto a S. Michiele del Quarto , luogo poco difeofto da 
Aitino , o fui Sile , dice la carta , fui fiume detto Piave ( 5 ) ♦ 
Non fi creda però , che ivi quella correffe in quel tempo, per- 
chè io credo che ben prima aveffe mutato corio , folo ancora 
duraffe ii contrailo de' due nomi non ancora fiflati . 

Si crede che dentro a* monti fia avvenuta la mutazione di cor- 
fo nella Piave, per cui anche al piano ella dovette correre diver- 
iamente di prima . Vecchia e collante e universale tradizione è 

que- 

( 1 ) Buffon. Theor* de la Terre funt Munì juxta fiuvìum Tlavis . 
T. 2. (4) Trevìf. p. 25. 

( 2 ) Sile five Vlave . ( 5 ) Sive in Sile , five in fium'we 

Ji$) Vr*Àia i& poffe$ones qwe d'189 T/avi. Codex Trevìf. 



Parte Seconda* ut 

quefta in tutte le montane provinole noftre Bellunefe e Cenedefev 
per le quali ella paffa . Moftrano ancora tru que* monti i veftigj 
dell' antico fuo alveo , i quali fé foffero prefi in efaroe colla di- 
rezion loro potriano forfè indicare quella che il fiume teneva al 
piano . A Seravalle fu fatto vedere al celebre Vallifnieri ( i) un 
,pezzo di antico letto di Piave * per cui correva ai mare per via 
più corta, quando dicono i paefani (traordinarie pioggie fecero ro- 
tolare un Monte intiero nel fiume che V alveo chiufe e tolfe ali* 
acque il corfo . Quefte non potendo farfi più ftrada tanto alzaro- 
no , che con retrogrado corfo fluirono di valle in valle , orribil- 
mente danneggiando per tutto , ed aprendoli nuovo e più lungo 
canale , piegarono da Belluno verfo Feltre e per altra parte usci- 
rono da' monti . Tutto dunque 1* alveo del fiume da [otto Belluno 
fino al Bofco del Mantello è nuovo canale , prima la Piave corren- 
do più dritta e breve da Belluno verfo Seravalle , E* non fi può 
dire che nuova fia in que* paefi tale tradizione , poiché veggo che 
da più di tre fecoli addietro il noftro vecchio Gornaro ne fece 
memoria (z); anzi eiTendo egli fiato fopra luogo , quando trat* 
tavafi la generale proferitone de' fiumi dalia Laguna , pare che 
la Repubblica penfafie di rimettere fé vi era cafo il fiume per 1* 
antica via , e di nuovo facendolo ufeire da' monti di Seravalle , 
per il Campardo indrizzarlo verfo la Livenza ed il Mare . Tale 
penfiero moltFa il maifimo potere de' notòri in allora , e il gran- 
de timore che avevafi djìV interramento delle Lagune . 

Negare una tradizione così coftaate e vecchia e trattarla di fai- 
fa parmi che farebbe troppo mal farto , benché s' ignori quando 
fia fucceduto un tale fenomeno . Il Candido niente dice di pre- 
Ci io , rè il Bonifacio, né il Trevisano ; quefto folo in pattando 
racconta di aver veduto un Documento del 913. nel quale fi 
hanno indiai , che tale mina fia accaduta nel finire del quarto y 
o nel cominciare del quinto fecoto . Io però dubito che più vec* 
ehia fia la cola almeno del quinto fecole , Non fono p?rò rari tali 
fenomeni ne* montuofi paefi , e in quefli medefimi luoghi ne ve- 
demmo nuovamente accadere pochi anni addietro, (*) Sopra di 

Ce- 
CKO Orf> de* Fonti, p. et. to rilpofi che (juando e a tempo 

(2) ^i .:<--. va fu fa Mr. Fiorili del che io era Podeilà a Seraval ave- 
Bon , e d'tiìQ che a tempo de Mr. va rntefo queflo medefimo dir ec» 
Zan Corner che era (ih Podeftà a MSS. 1445. 

Cividal coti e) qual lai era ftà A- (a) A' giorni notiti nel 1771» fi 
vicario , lai aveva intefo come al vide dopo grandi pioggie ftaccarfi nel 
tre fiade la Piave venne fuor a a Bellunefe un gran pezzo di Monta* 
Seravalle y e che ner edere cazu- gna , fulle cui falde erano fette pie* 
da certa Montagna quel?» fé ftro- coli villaggi , e rotolare nel Cor- 
po & tolfe la via da Cividal j. . deolo torrente che in Piave fi fca. 

ricava 



222 Saggio fopra i Veneti Primi • 

Ceneda vi fono alcuni piccioli laghi che colà dicono eflerfi for- 
mati allora quando la Piave mutò corfo , e fi rivolfe ver io Fel- 
tre ; dunque fu allora pure , che quello fiume cambiò direzione e 
nome anche in pianura , e da vicino alle Lagune . Ella fortìva 
dagli ftretti del monte a Seravalle , come ho già detto , e di 
fatto nel vafto e nudo piano che porta il nome di Campardo non 
pochi fegni veggonfi di antico corfo * e letto di un rapido fiume, 
nelle ghiaje y ne' ciottoli , ond' è coperto altamente , e nella ari- 
dità , e iterile natura di effo . 

Ognuno che alquanto fia iftrutto nella Storia fifica della Ter- 
ra fa quali e quante mutazioni cagionino i fiumi per i piani 
corfi da elfi, ma quefli proporzionati fempre alla natura del fiu- 
me , grandi perciò dove rapido e groffo è quefto , piccioli dove 
lo fìeìlo magro 5 o lento fi trova . Se il piano dunque il oflerva 
per cui il SUe camina , fi comprende ben predo che per elfo in 
altri giorni correvano acque non chete ma tumultuarie , che al- 
tra via ora hanno intraprefa . Il Sile come fi è detto nafee da 
certe fonti all'occidente di Trevifo , lontano dalle montagne , e 
verfo la b ita pianura di Gadel Franco . Trovanfi quelle in mez- 
zo a prati > e da effe efeono pure il Zero , ed il Deie . Povero 
d* acque il Sile corre alcune miglia in alveo dretto , paifa poi di 
quelle più ricco per Trevifo 3 ed ufeito fuori da queda Città , 
così volteggia , e tali giri e piegature fa egli , che qual altro 
Meandro dove duecento patti in qualche luogo ci vogliono per 
arrivare da filo a iito per terra , per acqua un miglio e più vi 

vuo- 

tfeavà V ^cque Itatt^me formaro* politamente ; la matfìma altezza 
Iìo uri lago e tu a u miglia lun- del paefe colà in tal cafo il trova. 
g>, e n» zzo ìrgo, f 2 7 . piedi prò- Egli ne numera varj di tali luoghi 
fo'io in certi luoghi . A qu ft' ora per ogni pane del Globo» In Euro- 
peo fi dice che tjiiafi la inda per- pa TAIpe^i S.Gottardo negli Sviz- 
dette dì la'e profónditi , 1' écuue zeri dà origine al Danubio che cor- 
fo< e<rà fcappanèt) jper un qualche re ali' EH; : al Reno che va al Nord: 
incognito 'st 'O, peir cui fé così cori- al Rodano che camina all'Ovvefl, 
tlnUa'O a paffafe in porh< anni do- Sarebbe perciò del Veneziano il pun- 
vrebbefi di nuovo prosciugare il la- to più elevato, il paefe Cadorino , 
go > ed apparire il nume chi sa poi poiché fopra Campolungo o Zapa* 
dove . Così in più vecchio tempo la iono le fonti della Piave che 
farà accada o alia Piave. Se é ve- corre ài Sud netl* Adriatico j poco 
ra ToiTervaz oae del Budfon, che fui- lungi vi fono poi quelle d^Jla Dia-, 
la Tèrra Certi punti fi danno pia va che camina all'Eli verfo TEufi- 
elevati di lutti gì* altri polli iritor- no -, come anche il Gsyl che corre 
«o ed a grande di danza , deducen- all' Eit anch'elfo fino a Villach , e 
do quello dal corfo vario de* fiumi quelle in fine del Reyenez che fi dirige 
che ^nafeono molti in uno d» ta- all'Gvveft a fcaricarfi nell'Eifole. 
li lìti 3 poi dividendoli corrono op- 



Parte Seconda. 223 

vuole, ritornando di fronte e da predo , al punto da cui in pri- 
ma fi era partito. Tali ferpeggiamenti e piegature tanto frequen- 
ti fono e raddoppiate, che formano unz/pirale entro acuì raggi- 
rai! il fiume e volteggia . Con tutto ciò a luoghi V acqua lenta 
fi move, e niente corre per molto tratto , poi tutt* in una volta 
precipita veloce e via paffa rapida e vorticofa , e dove quafi (la- 
gna , ivi è profondo il fiume , ma dove corre , 1* occhio vi di- 
scende e vede la fuperfizie del letto . Il letto perciò di quello fiu- 
me all' Oriente, di Trevifo per così dire è fatto a fcaglioni , da' 
quali o fcendono rapide Tacque, o {lagnano a pie di quelli. Là 
dove il fondo è vifibile , lo fi vede tutto coperto di ciottoli varj 
in colore e grandezza , mentre le fponde ( fotto la Fiera ) e le 
campagne intorno prive affatto ne fono , anzi fangofe fi moftrano 
forfè un pò troppo . Offervai più volte che da preffo alle Porte 
Picciole , vale a dire affai vicino ad Aitino ed alla Laguna, vol- 
teggia ancora , e benché appena T acqua colà fi mova , pure in 
certe voltate il Sile è tanto profondo, che noto è il cafo di grof- 
fo Burchio affondatofi in una di quelle , il quale non folo più 
non fi vide , ma niente impedì il paffaggio de' grotti Barconi che 
fogliono navigare fopra quello fiume Carichi di grano . 

11 paefe, dalla Fiera fino ad Aitino, è di/uguale e vario nella 
fua fuperfizie • Qua e là pe' campi veggonfi delle alture più ome- 
ro efpanfe , e de' fondi baffi ed acquofi , e così fino alle falfe . 
Un letto di tal foggia , un alveo volteggiante come quello del Si- 
le , certo dall'acque prefenti di elfo non potè efiere formato ; e 
poi di dove rapirono quelle i fxjffì ed i ciottoli che danno fui fon- 
do del Sile, e perchè non depolero anche fulle fangofe fponde di 
elfo , che menomo legno non danno né pure di fabbie , non che 
di ciottoli? Di fatto Iìmpidiffima l'acqua è fempre, e non intor- 
bida che in flagione affai piovofa per i fgoli de' campi , e più che 
per quelli , perchè riceve dentro in Trevifo un rivolo artifiziale 
che dalla Piave difeende . Ma tanto e tanto le toibide non fono 
arenofe , ma fangofe falò , come fuccede ad ogn' acqua che nafee 
al piano , e corre per graffe campagne . Dunque non egli formò 
il letto vario per cui ora corre, non lofeavò così profondo, non 
depofe i ciottoli , per cui altro fiume è uccellano credere che ab- 
bia in antico fatto tutto quello , ora fpaiito , ed ai quale egli 
fia fubentrato . E devo aggiungere che vidi io fleffo preffo alle 
Portefine ( vicino dunque alle falfe ) fcavare un giorno un fof- 
fo, e trovarfi prima la terra grafia e fpugnofa , terra perciò av- 
ventizia prodotta dalla marcita de' corpi , e dal fango depoflovi 
dal Sile quando difalvea : e fotto quella apparve poi la pura re- 
na fluviatile , mefcolara con qualche minuto rotondo ciottolo , e 
quella fabbia giallaftra la trovai fimiliilìma e la ftefla » che quel» 

la 



224 Saggio fopra i Veneti Primi. 

la che ora pure feco conduce la Piave e depone ne' contorni di 
Foffalta per cui paffa in prefente . Vidi la fteffa cofa in altro 
foffo clie aveano {cavato paraiello ai Sile , e quattro o cinque 
paflì da quello lontano . Parmi pertanto che tutto ciò moftri che 
per colà corfe un tempo tutt' altro fiume , fopra la foce del qua- 
le o da vicino flava l'antica Città della quale ora fi parla. 

Che più da preiTo a Trevifo corrette la Piave e con altra di- 
rezione < perciò per que* luoghi dove ora corre il Sile ) foriè an- 
che lo fi può dedurre dal declivio del fuolo tutt' ora vifibile, dal 
fiume fuddetto alla fuddetta Città , cioè da Tramontana a Mez- 
zogiorno . Anche in Trevifo fteffo vive vecchia memoria o tradi- 
zione che la Piave una volta più da vicino alle fue mura corre- 
va , cioè d^l Nord al Sud , e di fatto fu tolto da effa un ramo 
d' acqua che feende con tal direzione , e dentro in Trevifo fi ver- 
fa nel Sile che corre da Occidente in Oriente . Tutto il paefe 
fuori della Porta di S. Tomafo , e fuperiore al Sile ( in parte 
ora conofeiuto col nome di campagna ) e fino alla Piave eftefo , 
altro non è che un infecondo piano coperto tutto di ciottoli e 
farli d'ogni figura , colore , e grandezza , e fimili a quelli che 
rotola giù a feconda della corrente la Piave fteffa . Se fi cava 
in tale fituazione il terreno, trovanfi denfi Arati di ghiaja e faf- 
fì puri, ed altri di rena fovrapofti gli uni agl'altri, e fpefTo più 
fotto jftanno faffi affai graffi [cantonate e rotti . Tutto il paefe in 
fomma tra la Piave , ed il Sile , è un piano confimile dal più 
al meno nell' efterno , ìm piano vifibilmente formato dalle depo- 
fizioni di groffo torrente , e quefte fimili eflendo a quelle della 
proffima Piave , indicano il corfo vario di quefta in altri tempi . 
Feci offervazione alcuna volta , che fé un cieco fotterraneo fiume 
corre n.afcofto fotto Modena e per occulte vie fi [carica nelle baf* 
fé pianure per le quali il Pò camina , fimile cofa quafi fi offer- 
va ancora ne' contorni di Trevifo , dove tra la Piave e quefta 
-Città nelle vifeere fue contiene il fuolo infinite fontane che fgor- 
gano da ogni lato alla fuperficie , cofa rimarcata anche dallo 
fteffo Vallifnieri ( I ) appunto delle Modonefi forgenti parlando . 
Frequenti fono li piccioli laghetti o paludi erbofi in mezzo alti 
prati, e generalmente fopra Trevifo li due eftremi s'incontrano , 
o di terre aride e feffofe , o di baffi fondi umidiffimi per zam- 
pilli e per getti d'acqua limpida , che dovunque fgorga , anche 
ibpra le vie, intorno S. Artieno , la Fiera , per tutto in fomma , 
tra la Piave e Trevifo , fino a Caftel Franco . Ne' feorfi anni pio- 
vofi aumentaronfi quelle fonti , e di nuove in più luoghi ne ap- 
parvero , e quefte fi offervano anche fulla ripa dello fteffo Sile, 

ma 
(t) De' Poe* ài Mod. p, 76, 



Parte Seconda c 225 

ma tutte dalla parte defira , dalla parte di Tramontana tutte ve- 
gnenti da tal punto, dalla parte della Piave. Scendono fotterra- 
/ia quefV r.cque per tanto da' Monti, ma più dalla fteffa Piave, 
perchè polla più fopra , più alto , e facilitate dalla natura del 
terreno ghiajofo , arenofo , per cui filtrano , e paffano liberamen- 
te da quella alla più bada fituazione di Trevifo e del Sile. Spie» 
^ano una cofa, per quanto a me pare, ed è, che il Sile mena più 
acqua di quello, che fomminiftrar gli poflano Je fue fonti, ed è 
più ricco d'acque in Treviiò, e dopo Trevifo , di quel che pri- 
ma lo fia . Io credo perciò che egli fotterra dalla deftra parte ri- 
ceva moltiffima acqua che dalla Piave difeende , oltre tutti i ri- 
voli che fi tolgono pure da quefta parte, o fono formati da que- 
lle medehme fonti riunite alle volte più fopra , e che fono tan- 
to frequenti fopra Trevifo . Di fatto di qua da quello , e di qua 
dal Sile ancora, alia finilìra fponda verib Mezzogiorno, manca- 
no fubito e ruicelli, e tergenti , e l'acqua eftrafre fi deve da fo- 
li pozzi . 

Ora la Piave quando dentro a' monti mutò camino , e non 
più corfe vello òeravalle , ed il Campardo, al piano; prefe altro 
giro tra quelli, e venne ad ufeire al bofeo del Montelìo , apren- 
dofi il palio in mezzo a que' colli venendo giù da Feltre ( che 
pur in prelente fi poilono vedere in tal luogo quafi a forza divi- 
fi ) e nel piano ancora lì lece un alveo nuovo diretto a Levante, 
dove generalmente declina tutta quella parte della Venezia. Cor- 
fe per queflo alla laguna alquanto lungi dal primo ( dal Cam» 
pardo diretto verlo la fteffa ) e con direzione piùauftrale. Iodi- 
rei che T alveo antico per il Campardo diftefo , fiafi affatto per- 
duto col tempo, e perchè in quel tratto fcarfe effendo T altr' ac- 
que, ( fiumicciatoli cioè, e ruicelli, che vi potevano correre den- 
tro, e que' pochi che vi fono altra direzione , e diverfa avendo 
preia ) egli perciò rimallo a fecco , fi dileguò colio feorrere de' 
lecoli, e di le non laiciò altro fegno , che l'infeconda pianura, 
che colà ora efifte, e fi vede. 

Ma più baffo , più a Mezzodì V antico letto a Trevifo vicino 
potè fuftiftere, e mantenere in parte , p.rchè efiftendo certo an- 
che l'odierno Sile in tale fpazio ( qualunque nome egli poi avef- 
fe in allora ) e correndo elio da Uccidente in Oriente dovea in- 
contrare , e {caricarli nella Piave anche prima , perciò anche do- 
po, nell'alveo di quefta egli dovette correre, nell'alveo abbando- 
nato dalla medefirria . Si aggiunga, che tutte Tacque e rivoli di 
quel tratto, tutti per lo più diretti a Levante effendo (a) ( co- 
Tomo I. F f me 

(a) Il declivo a Levante di tut- alla laguna fuperiore appare e dal 
to il paefe dal Padovano aito fino corfi) de' fiumi , e dal corfo pure 

pfQi 



nò Saggio lopra i Veneti Primi- 

me ho detto quafi generale declivo di quefia parte del Venezia- 
no ) e aventi probabilmente il loro termine anche prima nella 
Piave , corfero infieme , o continuarono a correre nell' alveo pri- 
mo di quella, che perciò fi mantenne in parte , e per eflb arri- 
varono alle Lagune, e ad Aitino , mentre la Piave dopo averli 
aperta nuova uicita da' monti al Montello , piegando poi verfo 
Mezzodì alquanto lungi da quefta Città venne con nuova foce a 
terminare in Laguna , lafciando le antiche moltiplici bocche al 
Sile j Culle quali Aitino fìeffo fi flava . Un* occhiata fé fi vorrà 
dare ad una Carta della Provincia Trevifana , offervando l'odier- 
no corfo della Piave , la fituazione di Belluno , Seravalle , Fel- 
tre, del Sile, e di Trevifo, più probabili , e intelligibili fi rea- 
deranno forfè le addotte cofe. 

Non so per ultimo fé folle Arano il penfare che quello fiume 
-abbia negli antichi tempi avuto due nomi , uno tra monti , T al- 
tro alla pianura , Plavis forfè detto nella prima fituazione , Sìlis 
nella feconda . Non è nuova tal cofa fpecialmerue in luoghi da 
popoli diverfi tenuti. OiTervava il Maffei (i) , che il Li fon fo quan- 
tunque non fpregievole fiume , pure è taciuto dall' antica Geo- 
grafia , e Cafliodoro fu forfè il primo a nominarlo (z). Carni- 



prefo da acque efìraordinarie che in- 
nondarono alle volte quello tratto , 
In una fpezie di Nubifragio acca- 
duto nel 1774. pretto il bofeo del 
Montello , corfero V acque fopra le 
camjpagne, e piegando fotto Trevi- 
gi , innondarono il Terra gì io, e ver- 
fo Levante correndo andarono al Si- 
4e. Così nell'autunno del 1777. co- 
sì fatale alia Tofcana , anche in 
quefto paefe la Natura fu in con* 
vulfionee verfo Caiìei.Franco appar- 
vero acque innondataci che copri- 
rono tutto fino a Meftre in capo al 
Terraglio . Dico apparvero, poiché 
la quantità loro, ririìprovvifo em- 
pito, ed il paflaggio per luoghi do- 
ve ignote fono lei nnondazioni, par- 
ve del tutto nuovo , ed eflraordi. 
nario . Fu il Mufone che ruppe ol- 
tre Cartel Franco . Da tale fenome* 
àio fi potrebbe in qualche modo con- 
fermare quanto ho detto altrove in- 
torno la primeva formazione de* pia- 
ni ; poiché la pianura f tuata tra il 
Mufone , il Sile , e la Laguna , fé 
ora per efla non corrono groffi 6u* 



nava 

mi , poflono efTervi corfi ajtre vol- 
te , o almeno i' acque difarginate ed 
antiche giù da' monti Afolanì preci- 
pitate, appunto come vedemmo ia-r- 
fi di nuovo nel 1777. e quelle aver 
fabbricato quel piano , prima d' in- 
canalarli e dirìgei fi verfo il Pado- 
vano Orientale o altrimenti . Par- 
vemi alcuna volta vedere fopra Me- 
ftre , e verfo Carpeneio degli indi» 
z) di antiche fabbie , e di vetuiìe 
operazioni fluviatili. Certo l'acque 
dolci con i loro fedimenti il ripul- 
farono il mare dal pie de* monti no- 
tiri lontano, ma in giorni affai fon* 
tani ed ignoti alle Morie. Per altro 
il Bonifacio 1. 1. p. 24. pofiti va men- 
te afTìcura che il Sile in vecchi Do- 
cumenti è chiamato per confine dt 
certi luoghi da' quali ora egli è lon* 
tano , e che polì/ fono verfo il Mon« 
te . Il Sile non può certo mutar 
corfo per V indole fiia , fé non cho 
nel corfo di fecoli e fecoli. 

(1) Ver. 111. p. 225. 

(2) Ifontii. 
Var. 1. 1. iS 9 



Parte Seconda 



22 



nava pure quefto fiume alla celebre Aquileja vicino , e tanto e 
tanto tal nome non fi trova. Egli crede che di ciò caufa fia (k- 
ta il non portare eflò un tal nome fino al mare, poiché alla pia- 
nura unendoli al Natifo o Natifone , col nome di^ quefto ne* 
tempi Romani fi perdeva nell'acque di quello, ed ali* incontro ne' 
tempi inferiori e barbari, perduto e difperfo codefto nome diNs- 
jifo, rimafe folo quel dì Lifonzo, o lfontius , che forfè era quello 
ufato folo dentro air Alpi Gamiche, dove egli corre buon tratto . 
Oflervo di fatto che anche il Tirfo in Sardegna , ricordato anche 
da' più vecchi Greci , ora più non ha nome , e dove fiume dì 
Orifi 'ano , dove di Sedilo, dove di Benetuti è detto, (i) e ciò en- 
tro al breve tratto di ottanta miglia circa . Il mifcuglio de' po- 
poli , e delle lingue può caufare delle grandi alterazioni , e can- 
giamenti . Sulle noftre Montagne ftavano popoli diverfi tra loro , 
perchè d' Etrufca , o Celtica razza che Etrufca o Teutonica lin- 
gua parlavano. 4 al piano Frigi e Veneti che ufavano il Greco dia- 
letto o limile al Greco. Correa la Piave poi il paefe di quefti , e 
di quelli, potea pertanto avere un nome diverfo e fopra efotto, 
Plavis entro a* gioghi , Stlis fuori di quefti . I popoli montani 
poco furono difturbati da* barbari ; que' del piano al contrario 
cento rivoluzioni patirono ; doveano in confeguenza confervarfì 
i nomi delle cofe più tra quelli che tra quefti , e perciò forfè , 
quando la Piave mutò corfo , e nuovo alveo fi Ùcq dal primo , 
e dall' antico dittante , e diverfo , a quefto fu imporlo o con- 
tinuato il nome fteflo , che dentro a 5 monti portava , mentre 
all' acque che continuarono ad occupare Y alveo vecchio da efia 
abbandonato , fu dato o a meglio dire continuato il nome an- 
tico di Sile, il nome già ufato in pianura. E' per altro una con- 
gettura quefta, e non più, ma certo io non pollo credere , che 
la difeefa , e l'impero de' barbari in Italia abbiano potuto tal- 
mente rivoltare l'antico fiftema , che fino il nome de' luoghi fi 
mutafle, e fi min afte in quelli che li barbari fteilì imporre vo- 
leano a' luoghi medefimi . E' ben più facile the elfi apprendeflerc 
i nomi, eglirtorpiaflero, e noi così itorpiati gli apprewlemmo pure É 
e gli tifammo dopo* ma l'alterarli è ben diverfo dal mutarli del 
tutto, e per intiero, 

Pochiflime fono le ifcrizioni di Aitino, e rare fono pe' racco* 
glitori , « più rare ancora nel luogo dove Quefto fu un tempo % 
La caufa di ciò furono i Veneti fecondi, i quali disfecero a poco 
a poco quefta Città prima dagli Unni, e da' Longobardi maltrat- 
tata, e dall'acque che fommerfero o impaludarono i fuoi contor* 
ni . Delle pietre , e de' marmi di ella fi fervirono per fabbricar 

Ff ^ Oie- 

(i) Certi Qjaìlruf. ài Sari. Frei, 



228 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Chiefe, e Cafe nell'Ifole dell' Estuario , e in confeguenza le if- 
crizioni fi perdetteno , e diftruffero . Sa il Cielo , quante ne efi- 
ftono nafcofle ne' fondamenti delle fabbriche antiche di Torcetto , 
Mazorbo , e Murano , ed altre che ebbero dagli Altinati 1' origi- 
ne, fenza contare anche quelle che fors' erano nelle diftrutte Am> 
miano , e Coftanziaco . So di aver veduta alcuna antica collezio- 
ne di lapidi o d* ifcrizioni MSS. nella quale molte di quefte 
erano riportate , come efiftenti in Venezia , non in Gallerie di 
Antiquari, ma murate qua e là in muraglie di vecchie Cafe . Pof- 
fono beniffimo effere quefte avanzi dì Aitino , ora fepolte o neir 
acqua, o nelle fondamenta delle fabbriche. So che nel cortile di 
vecchio Palagio in Venezia efiftono ancora alcune Greche ifcri- 
zioni fepolcrali, ed alcuni rozzi baffirilievi , che furono tolti da 
Aitino , e murati in quel luogo . 

Io qui riporterò quelle lapidi appartenenti a tale Città , che 
potei raccorre da varie fonti , e forfè da alcune di quefte fi potrà 
ricavare un qualche lume intorno V effere antico della medefìma. 

SEIAE. NV. P. L 

PHILVMINAI 

PHOS o L . . . . 

Qucfta è fcolpira fopra grande piedeftailo che ora foftiene la- 
Statua di S.Eliodoro dentro ruftica Cappella fabbricata fopra le 
motte di Aitino . Ma il piedeftailo fu fcoperto in quel doffo af- 
ciutto , che diffi già efiftere poco Jungi dalle motte medefime 
dentro la falfa barena Auftrale , e chiamarli Montirone. Appun- 
to per tale anticaglia colà trovata ho detto che forfè anticamen- 
te quel doffo alla Città poteva effere unito o comprefo . Negli 
Opufcoli teftè pubblicati ( i ) veggo che quefta ifcrizione fu nota 
al Silveftri 3 ed al Facciolati , e che vi opinarono fopra altre 
tfolte « 

>.>..... CIAE . MAEVIA 
. . . APICVLA . L 

Efiftè queftà logora ifcrizione fopra grotto marmo femifepolto. 
nelle motte di Aitino, in lettere piuttofto grandi fcolpita], e for- 
fè fu quefto faffo un coperchio di farcofago un tempo . 



TE- 
(i) Opufcoli Ferrara. T. 5. 



Parte Seconda» 22^ 

TEXINI 
MAXIMI 
CAECILIAE . 
IVSTaE 
IN. F. P. LXV. R, 
P. LV. 

L . CETHEGO 
L. F. SECVNDO 

L. CETHEGO 

L. L. PRISCVS. 

IN. F. P. XVI. 

RET . P . XXX . 

Quelle due furono difotterrate poco lungi dalle motte , e eoa 
molte altre porte a rinfufo nel Palazzo Fofcolo vicino alle Por- 
tefine ; e lode ora fono difperfe tutte , ne di effe vi farebbe ri- 
cordo fé delle due riportate il noftro Temanza non avelie tenut» 
memoria . 

D. M. 

Q.. VENQNIO. 

Q_. F. SCAPTI A. 

'" VALENTI. AL 

TINO. MIL. COH, 

Vili. PR. CHA 

RITONlANI. 

MIL. ANN. XV. VIXIT. 

AN. XXXIII. FEC. 

PLAVTON1VS. EX 

ORATVS. MIL. CHO. 

Vili. PR. EADEM. 

ET. CHARISTVS. LIB. (i) 

Q. Venonio cui la Tribù , e la patria che profeffa moftraoo 
Altinate, militava nelle guardie Pretoriane, Corpo di truppa di- 
ftinto, e celebre, da Augufto per guardia, e per ruina degli Im- 
peratori formato , divifo prima in nove , poi in fedeci corpi detti 
Coorti di mille uomini ognuna , che Regimenti noi potreflimo 
chiamare. Stavano fempre in Roma , o ne' contorni , e preten- 
devanfi fuperiori , e più nobili delle guardie Vigili , che la notte 
cuftodivano la Città , ed anche de' medefimi Legionarj . Quello 
Altinate fedeci anni militò nell'ottava Coorte di Caritoniano, e 

l'ami- 

(t ) Extat Rem<e. Grut. 252- S. 



2 3° Saggio fòpra i Veneti Primi. 

l'amico fuo PlaMónio, e il Uberto Carifto gli ereffero il Titolo 
Sepolcrale. Lo Itile è de* buoni tempi * e fi noti che il dire la 
Coorte Vili, di Xkritonìàno , fembra dire come fé ora dicefìfimo 
il Regimento del tale Colonello > forfè di quella egli effendo il 
Comandante. V Exoratus è lo fìeiTo che Svòcatns > titolo di ono- 
re, che fi dava a que* foldati > i quali contornato il tempo dei 
militare ùtvìgìo > o pregati tornavano > o voloatarj rimanevano 
in quello i perciò aveano onori diftinti, ed erano ftimati» Trova* 
fi in Gmtero queftà Lapide . 

RVTILIAE. 

PRJSCILLAE 

DOMO. ALTI NI 

V1X. AH. XXIX, 

M. II. D. XII. 

D. IVNIVS 

AVITVS. 

OPTVMAE, 

CONIUGI. 

CVM. QVÀ. VIXIT* 

ÀN. IX. DVLCITER* 

SINE> VLLO 

DISCRIMINE 



\ &VIC TITOLO 

CEDVNT. QVOCL» 
*> . Q. &IN . ( l) 

Fu probabilmente quello Àltinate Hiitilfa maritata in Roma * 
td il marito le fa un elogio ^ troppo difficile per ordinario all£ 
mogli . L* iscrizione è pure de 1 buoni tempi, del fecol aureo vale 
a dire. L'ultime parole io credo, the dir vogliano : qi4oqttoverfnr . 
pedes . quadrati . bini •. Riputava!! fommarnente facra la dimora 
degli eftinti preiTo gli antichi , e non folo inviolata voleano la 
Tomba , ma anche per un dato fpazio il terreno attorno di quel- 
la, che alle volte fi eftendèva molto, e perciò n* rife Orazio : 
'milk pedes in fronte , trecento* <ippnm in Ugrum » 

Efprimevano per que'fto nel marmo lo fpazio addetto al fepol- 
■ero, é lo legnavano minutamente dalla parte del campo, e delia 
via ( tutti i fepolcri per Io più fulle ftrade effendo pofti ) in 
piedi quadrati > o rettangoli ò e fono co' terzi .■> quarti ec. perchè 

mai 

(ì) Extàt ìlomac fa hort. ap.Aq. Virgìnem Gnu. 4^. -8. 



Parte Seconda. 331 

mai l'aratro non poteffe violarlo, augurando cento malanni con- 
tro i violatori ( x ) ♦ 

Laeferis . bnnc ♦ ttirnulum , fi quìfatiis . r» Tarlata , pergas . 

<<4/<2w* . * #/>?r.f . Tumuli . laeferis , £#»c . Tnmalum , 
Il fatto però fi è, che gli antichi portavano un fommo rifpet- 
to a* loro fratelli eftinti , ed affai più di noi , quantunque ol- 
tre Natura, Religion raddoppi verfo quelli gì* obblighi noftri . Pur 
troppo fi abbandonano affatto , fi negligono , quafi fi odiano come 
fé foffero ancor vivi» Nella prima iscrizione riportata alla pag. 229 
fi offervi che lo fpazio facro alla Tomba, da fronte era palli 6$, 
rftefo, e da dietro 55. Quefta lapide, come ho detto, in Aitino 
fu trovata, e feppellendofi certamente i morti fuori delle Città in 
allora , ed ogni Tomba dal più al meno avendo il terreno fuo 
proprio all' intorno, inviolabile, fi vede che Aitino aveva pure, e 
vicine, e d'attorno, campagne fode , e non paludi folamente 
come dille il vecchio Cornaro nella fua rnfs. Memoria? 

BELLINO 

AVC. SAG. 

. L. 1VNIVS 

SVCCESSVS . 

V. S. L. M. 

DOMV. ALTINAS. (%) 

Votiva è quefta ifcrizione, ed eretta per voto da quefto Alti- 
nate al Dio Belino o Beleno protettore di Aquiieja , come vedre- 
mo parlando degli Dei venerati da Veneti Primi. La parola 00* 
mo fi ufava per efprimere la patria, ed il titolo Augnili . facrum , 
fi dava per lo più a que* Numi a' quali fi profetava fingolar di- 
vozione * 

L . AQVILIVS . NAR 

CISSVS- BELENI. AVGVS 

TI. LIB. V. F. (3) 

Efifte quefla murata in l'alta Torre del Duomo di Torcello , 
trasferita forfè dalle proffime mine di Aitino i Si conofee che gli 
abitatori di quefto veneravano tanto quanto gli Aquilejefi quefto 
tòpico Nume, e ciò forfè per la vicinanza di quelle due Città, 

T. HEL. 

( 1) Huìc, monumento àolus , ma- V. Zaccaria, Ift, Lapid, p. 282. 

lus . babefto . (•) Aquiieja. Setto!, 66.92, Mu« 

l^e calcare . velis • nec , grabh , rat. 1022. 6. 

effe foco. ($) Ext. m Tur, Ecclef. Torce!- 

Ted. vigimioflo femis ec, IT. Rsfert Trevif, p. §4, 



2 3 2 Saggio fopra i Veneti Primi . 

T. HELVIVS. SC A. MARINO. 

mi . VIR . ALTINI . 

T. HELVIVS. T. F. SALINATOR 

LEG. VII. PATRI 

IN. FRONT. P. XXX. 

IN. AGR. P. XXX. (i) 

Non eflendo prefumibile ii trafporto della pietra da Aitino a 
Zara , dove ella efifle , convien dire che colà coflui fìa morto • 
Nel Muratori è fcritto Scamatino tutto unito , ma egli pure ri- 
conobbe lo sbaglio , o dal Lapidario, o dai copifta . Sca . deve 
ilare, cioè Scapita , che era ia Tribù degli Altinati , e colla folita 
frate Scaptia Marino come nella terza alla pag. 229. abbiamo veduto 
Scaptia Valenti . Quando dopa la guerra Italica o Sociale fu elle- 
fa la Romana Cittadinanza a tutti gl'Itali , che giuflamente la 
pretendevano , ogni Città fu aferitta ad una delie Tribù nelle 
quali era divifo , e comprefo il popolo Romano . Il fondo dell' 
autorità di quello confifteva nella generale convocazione di tutti 
i Cittadini , nota col nome di Comizj in Tribù divilì , che con 
il tempo arrivarono al numero di 35. denominate o da famiglie, 
o da luoghi. Gli Italici aferitti alla Cittadinanza votavano ne' 
Comizj in quella Tribù a cui era aferitta la loro Patria . Quelle 
Tribù Romane dividevanfi in Ruftiche , ed Urbane (2), che non 
erano che quattro , ma infinitamente meno flimate delle prime, 
perchè compone della feccia di Roma , e degli artieri . L* anti- 
ca politica considerava ignobili quelle arti , che fono di feconda 
neceffità nella Repubblica ; perciò è facile V. immaginarli cofa avreb- 
be confiderato tante arti non folo di niuna neceffità, nu dannofe 
ancora , e pure flimate , ed onorate in prefente , 

La Scapzia era tra le Ruftiche non folo, ma anche tra le più 
nominate, creata forfè Tanno 421. di Roma , e in efla era af- 
eritta la famiglia Ottavia che dominò Y Impero nella perfona di 
Auguflo . Di fatto Ottaviano foleva difìinguerla fempre come 
abbiamo da Svetonio . ( 3 ) Se tra le Venete Città , Aitino fu 
comprelo in quella Tribù > poffiamo perciò credere , che folTe 
Città di «moderazione . Ufarono per lungo tempo porre nelle 
lapidi la Tribù , perchè ciò ferviva ad onore , e la Patria anche 
così fapevafi. Pivenute dunque Romane unte le Città d'Italia , 

mo- 

(1) Tuderae in Ecclef. S. Michae- [et , defidia prokro. Plin. 1. 1S. 3. 
Vis. Murator. ex Donio. 1027. 7. ($) Tabianis ac Sccipl'noribusTru 

(2) Ruftica Trìbus laudatìjjtma buìibus fuis die Comìtiorum fingula 
eorum qui rura baberent . Urbana ve- tnilìa mwmum dedit . Suet, J. £. e. 
ro in qtms tran sferri ignominia ej- 4r, 



Parte Seconda. 23 j 

modellarono in parte il governo loro fu quello di Roma* quan- 
do però dal più al meno tutti gP Italici veri anche prima non fi 
{ornigli afferò in tal cofa . Generalmente in due ordini i Cittadini 
erano divifì , in ottimati e plebe . Sovente poi Repubblica ( i ) in* 
titolavaiì il Comune, come ne' marmi è vifibile , e gli Ottimati 
o Senatori erano detti Decurioni , per effere de' quali fecondo il 
Sigonio , ed il Pancirolo (2) vi volea un cenfo di 100. mila 
Sefterzj . Da quelli Decurioni in ogni Città fi eleggevano Magi- 
Arati di due, di tre, quattro, e fei perfone, detti perciò Dmm* 
viri , Quartumviri , Seviri, ec. ( e in qualche luogo anche Preto- 
ri, Dittatori, e Confali ) che avevano decoro fé In fegne, Fafcj % 
Littori , Sedia Curule , ed altro . Credette il Maffei ( 3 ) che le 
picciole Città avellerò foio Duumviri, e Quartumviri le grandi 
ma non è vero, ognuno fecondo il proprio particolare fiftema(e 
forfè fecondo la vanità de' Cittadini, come de* Capuani parmi di- 
celle Cicerone (4) ) avendo due, o fei , o quattro , che le go- 
vernavano foflero picciole o grandi . Impariamo dunque dalla if- 
crizìcne fuddetta che in Aitino la Suprema Magiftratura erano li 
Quartumviri ( IIII . VIR . ) de* quali fu V Elvio Marino indi- 
cato . Io non feci , che folamente toccare una materia fulla qua- 
le cento quifticni fecero gli amatori delle Romane anticaglie , e 
folo ne accennai alquanto , onde di Aitino qualche cognizione fi 
faccia , rilpetto all' effere fuo d'una volta. 

T. VETTIDIVS. T. F. 
SCAP. VALENS 
/ UH. VIR. IVRI. DI. 

QVINQ.. PONT. 

SIBI . ET . 

T. VETTIDIO. 

POTENTI . FIL 

EQVO. PVBLICO 

ANN. XX. M. IIII. D, V. 

T. F. I. (y) 



Tomo I. G g Al- 

(1) Re/pub. Veronenftum. Re/pub. viri appellarentur , hi fé Trifore s api 
Tridentina ec. pel/ari vo/ebant nonne arbU 

(2) V. Pancirol. Not. Imp. p.Si. tramini paucis annis fuijfg Confulum 
(5) Maff. Muf. Veronenf. nomen appetti ur os ì Orat. 2. de Leg. 

Odorico Marm. Pef. Agr. 

$ig. Jus hai. ec. (5) Turre Vet. Antiì p. 311. 

(4) Cum in ceteris cohniis Duum* Bertoli Ant. Aquil. 11$. %z€* 



2^4 Saggio fopra i Veneti Primi, 

Alcuno pofe in Cividale qtiefta lapida > che fi vuole 1* antico 
foro JhIìq> altri in Padova (a) , ma fino a tanto che più forti 
ragioni non fi portino , la Tribù Scozia in effa efpreffa ci farà 
eonfiderare quefto T. Vettidio come Alrinate. Io lafcio cento co- 
fe che (opra quefte lapidi dovrebbonfi dire , fpeclalmente riguar- 
do a dignità > ufi « ec* Romani , perch^ fa cofa andrebbe troppo 
in lungo f 



(a) Cividale iti Friuli celebre al 
fetnpo de* .Longobardi e refidenza de' 
Patriarchi Àquile/efi una volta , dal- 
li Scrittori Friulani fortemente fi fo- 
menta l'antico Forum Juliì , che di- 
cono edere (lato Colonia Romana , 
perchè yarie lapidi colla Tribù Sca- 
pzia ivi furono trovate • Ci fu per 
aitrp dello fcifma tra loro, poiché al- 
cuni Udine , e non Cividale volle- 
ro efìfere flato il Foro Julro di Ce- 
lare . Tolomeo è il ìqìq che nomi- 
ni Foro Julio Colonia a quelle par- 
ti. Plinio nulla ne dice 9 folo che l 
Forogiuliefi erano un picciolo popo- 
lo. Tolomeo fecondo i'odervazione 
del Ma dei ed altri 9 colà appunto 
dove nomina quella Colonia ed ì\ 
reflante paefe, è pieno zeppo di er- 
rori . Le ifcrizioni trovate a Civi- 
dale colla Tribù Scapzia potriano 
edere appartenute ad Altinati colà 
dimorami, o podidenti. La diftanza 
era piccola . Vedremo un Altinate 
feppellito a Zara, molti in Aquileja, 
Il Liruti riporta un* ifcrizione po- 
co tempo fa ritrovata a Cividale , 
fpettante ad un Seviro ed \Auguftale 
>k qui/e j e/e , che colà un voto avea 
fciolto. Se tal nome non flava fcol- 
pito , chi non avrebbe creduto che 
Seviri Augurali non fodero in Fo- 
ro Giulio , che fi vuole colà edere 
(lato ? Si vede però che gli Aquile- 
jefi aveano fondi e dimore in que' 
luoghi, a* quali erano tanto vicini» 



., SCA 

lo (ledo perciò fi può dire degli AI-' 
ti nati . Poffibije che di quefta colo- 
nia neduno ne abbia parlato , e Pli- 
nio in particolare che tanto efatta- 
nijente deferi de quella regione ! Ai- 
tino neduno il difende* e ceno che 
io vidi attribuite ad Aquileja flef- 
fa , deile ifcrizioni che danno iti 
Torcello . In Aquileja fi trovarono 
diverfe lapidi ad Altinati Spettanti, 
come è naturale che fia flato , per 
la vicinanza delle, due Città , e per 
la maflìma popolazione della pri- 
ma .Così pure non poche altre 
d'altri ftranieri in eda fi trovarono , 
Perchè mai di C ivi dafejì che così prof- 
fimi erano ad eda non ne furono 
trovate? ( Domu. For. Julii ) Vi fi 
trovano Foraftieri di Città non po- 
che e lontane, di quefta neduno che 
io mi fappia . Eravi poi un altro 
Foro Giulio dentro i monti dove ora 
efifle il Borgo di Zui , come fi cre- 
de nella noftra Carnia , Alcuni con- 
fufero quefti due Fori , chi sa che 
uno non abbia dato origine ali' al- 
tro. Si dice che alla Tribù Scapzia 
era aggregata anche Firenze. In A- 
quileja Ci trova una lapida ad Udi- 
ne por trafportata che di w Preto- 
riano faceva ricordo . Munmius . Af. 
F. Scapt, Etrufcus . Fiorentini** ; el- 
la diceva . Tanto e tanto il Berto- 
li, la vuole Cividaiefe. lo però la- 
fcio il fuo ad ognuno; dico che Ai- 
tino non ha alcuno che lo difenda • 



Parte Seconda « 235 

TI. 

,111. AVG. 
PATRONO. ET- 
P< FABIO. P, L. VERECONDO 
FIL< AVGVST, 
P. FAB1VS, P. F, PHH.ETVS 
III1II. VIR. V. F. ET. 
FABIAE. P. t FESTAE. CONI VOI, 
ADAVGTO. FIL. AN. XX. 

FELICI- FIL. P, LIB. 

FABIAE. P, L. COMPSAE, 

LIB* LIBCL. 

1IB . POSTERISQ^ EORUM - ( I ) 

Quella pure fé fede fi pretta a Moni, del Torre efifte in Civi- 
dale . La Tribù Scaptia nella prima linea corrofa può Altinate 
indicar queda pietra . Ella è fepolcrale di tutta intera una fami- 
glia , fervi, padroni; e quella Altinate famiglia poteva colà ave* 
re o villa, o fondi, ed il proprio fepolcro a Secondo gli illudra- 
tori delle cofe Friulane ella moftra ; che in Cividale , perchè Co- 
lonia , v'era l'ordine degli Augurali; ma fé ad Altinate ella ap- 
partiene ^ quedo v'era in Aitino * Ma in quedo indubitatamente 
doveva eflervi , anche fenza la prova di qued' ifcrizione , poiché 
lo avea ogni Colonia 4 Le lapidi e' infegnano che gli Auguftali 
in Concordia efiftevano, e in Elle, (2), e inOpitergio. (3) la 
Efie infranto fimulacro di metallo trovoflì , che parve folte una 
Statua equedre di Augudo . Quando quelli Padrone di tutto t 
Impeto divenne s V Afia fempre molle , perciò fempre ferva , e 
fempre in confeguenza àduiatnce * erede a lui Tcmpj * ed Alta» 
ri, e qual Dio adorollo* Morto che fu , Roma (chiava diventa* 
ta , imitò 1* Afia * e tra i Numi pofe un uomo . Un Nume flato 
Sovrano > e che lafciava un altro Sovrano di fua famiglia regnan- 
te , predo fi conciliò la divozione univeifale dell'Italia > e delle 
Provincie, e per ogni Città ebbe Tempj e Sacerdoti * tratti dalle 
più didime famiglie, che formarono un Ordine didimo , e di 
mezzo tra la Plehe , e i Decurioni , come gli Equiti in Roma , 
Aveano elfi una Prefidenza di fei perfone , che Seviri Auguftali 
erano detti (4), quafi tutti i corpi ufandò anche in allora que« 
fla forte di Prefidi, o Seviri* o altri Capi» 

C g % M. DIO- 

( 1 ) Turre. Vet. Antii p. 37^ Ber- (? ) Ver. Iti. p. 79. 
toli. (4) Cum Sevhi isr Augurale s k* 

(2) Aleflj p. $2cx £untur t il àtfign&mur , qui frate? 



zjó Saggio fopra i Veneti Primi . 

M, DIOGLES. MILES. COH. 7. MAC. 

MVNICIP. ALTIN. SEVER. 

NIC. OP. FORT, D. S, D. (1) 

Il Grutero, il Reinefio, ed ilBroiiTard portano quefta iscrizio- 
ne che ftà (colpita fotto un mezzo rilievo bene fcolpito , che una 
Donna in piedi e quali nuda preferita , con un picciolo capello 
in tefta fimile del tutto a quelli di paglia , che portano le Con- 
tadine Lombarde, cogl'orli ripiegati al baffo . Elia appoggia la 
iìniftra mano fulla fpalla d'uomo barbuto, che le ftà al fianco , 
«e che fi foftenta fopra una lancia , e fopra uno Scudo . Reinefio 
legge Sevir dove Grutero pone Sever , € quefti non ne dà fpie- 
gazione. Molto meno mi azzarderò io a far tal cofa ; dirò folo , 
che pare alla Coorte dei Centurione Macro , o Macrino , o 
altro nome che fia appartenere quello Diocie . Non so dire fé 
ella rapprefenti la moglie , la contubernale del Soldato , o Vene- 
re e Marte come accenna il Reinefio . (2) In tal cafo votiva 
farebbe T iscrizione, e D. S. D. de fno dedita direbbono V ultime 
, .lìgie-. Municipio fi dice Aitino e non Colonia, ma di ciò efem- 
m a fazietà prefemano le vecchie lapidi . 

D. M. 

CAERIAE. V. S. 

FRVTITIA. TH, £ 

* . MELE . M . STATI. 

. . NODQRI. Cb. 

M. COCCEIO 

NEPOTI . 

BT. FALERE. ANTVSAE, 

ERMES. ANTVSAE. 

* ...... PONEND. 

CVRAVIT. 

ANNIA . VENERIA . 

SOI. ET. 

TROSIO. T. F. SECVNDO 

SAV .... STEPHANI . 

JL. MAGISmO. V. F, 

M.3L, 

Jttigufta/ìtdttmSevìratum in atìfuo ad pariet. hort. Grut. 1072.9. 

torpore feu collegio getter urit . Norrs (2) Reinéf. 1. 25. 

Cenòtaph. Pifan. D. 1. e. 5. Broiffard. T. IV. p. i$6. 
s (i) Rom« Via Ap. ap, S.Sebaft. 



Parte Seconda. 237 

M. L, HILAEUVS. 

L. HILARI. L1B. LIBBRTAB. 

v. E* 

GSSk. C. AVRILI . , . 

SEXTI . F . . . • 

IANVARI . ì . 

L. ARATRIVS. V. 
L'ARATRIO. V. 

. . - LIB . . . . 

CESTIVS. M. F« 
JET.. S VIS. F, 

Tutte quefte fepolcraH , che di vano tempo fono 3 fé non m* 
inganno , furono trovate propriamente in Venezia , fecondo il 
Sanfovino ( 1 ) ed il Trevifano ( 2 ) . Quella che nella .pag. ante- 
cedente è in fr eondo luogo , fu trovata a S. Chiara. La fé* 
guente era fcolpka fopra un grande piedeftalio , od Ara , che 
foffe , dedicata per avventura a un qualche Nume , ^ fi feoprj 
tredici pie fot terra fcavandofi un pozzo all' ufo noftro in Caftel 
Forte . L' ultima poi fi dice trovata a Cartello nei farfi le fon- 
damenta del Campanile della Patriarcale . -Argomentano perciò 
alcuni che molte dell' ifolette noflre fopra le quali Venezia è 
fondata , foffero abitate fino ne* tempi Romani , ma io credo 
che s'ingannino . Son ben periuafo , che il margine interno del» 
la Laguna, ed una parte almeno de' littorali eiterni , o maritti- 
mi foffero abitati in antico, e molto prima., che origine avelle- 
rò li fecondi Veneti.; ma il centro della Laguna, e le poche, e 
riftrette ifoluccie che pot -vano efiftere per effa fparfe , io credo 
certo che neglette , e deferte fi folfero in allora , © al più da 
qualche Pefcareccia famiglia frequentate >, fino ad una tal Epe 
ca , che nuovo ordine di cofe introduffe nella Venezia marittima . 
L* ifole poi , che particolarmente diedero 1' effere a Venezia, ri- 
ftrette , ed elevate paludi erano .folo , allorché i primi Veneti 
fi rifuggiarono neir Eftuario, come pure fchietto dicono le vec- 
chie nofire itorie , che Tnmbe le chiamano , difeofte , e folitarie 
del tutto . Al più fi potrebbero eccettuare Ti fole più ad Aitino 
proffime , come Torcetto ec. , le quali non è improbabile che an- 
che prima de' Veneti fecondi fodero abitate . 
L'ifcrizione ultima della pag. precedente tiene Scolpito il nome 

di 

•( 1 ) Ete Sit* Urbe (2) Della Laguna .. 



238 Saggio fopra i Veneti Primi. 

di Stefano, nome tifato fola dalli Romani ne' tempi inferiori quan* 
do già dominava la Fede , ed era proifima la caduta dell* Impero 
Occidentale. Dunque le ifolette avrebbono avuto abitanti anche non 
molto prima delle irruzioni barbariche che diedero la fuga a* popoli del 
Continente, e l'origine agli ifolani < Se così folte flato, egli è im- 
ponìbile, che ogni memoria ne foflfe perita ; ma troppo aflurda cofa 
è già quella ,- e folo da patriotico entufiafmo prodotta « Come di- 
co il lido efterno, ed interno ebbe abitatori affai da antico, ma 
il centro deli'Eftuario ne fu privo , o almeno ne ebbe di tali , 
che né per il numero , né per altre circoftanze meritano averli in 
Confiderazione , e li medefimi fecondi Veneti in prima non bada- 
rono molto né ad Olivolo , né a Prealto , né a Luprio , né ad 
altre ifolette, che in mezzo alle Lagune Porgevano , e crebbero 
folo quando in effe fi raccolfe il popolo fparfo in prima per tut- 
to T Eftuario , fopra altre ifole affai più celebri innanzi ^ che 
Venezia , o fia la Città così detta fi aumentaffe e dilataffe a 
caufa appunto della decadenza di quelle » Le lapidi pertanto tra- 
vate in quella Città, facilmente poffono effere venute da Aitino, 
e tolte dalle ruine di quello da' Veneziani , come già fecero più 
volte, perciò colle Altinati ifcrizioni fi fono qui riportate* 

Alcune altre rimangono ancora, ma quelle credo bene riportar- 
le in progreffo, perchè fervono effe ad iliuftrare 1' antico -flato di 
alcuni fiti fopra l'interno margine polli, nelle vicinanze di Aitino* 
E' dunque probabile, che quell'antica Città fi flaffe fopra la 
foce di un groffo fiume , e; colla Laguna a lato , e il mare da 
preffo, godeffe d'una vantaggiofa iìtuazione , e di un clima fe- 
lice. Abbiamo di ciò tellimonianza in Vitnwio , che fcriffe incre- 
dibile /alate in tal luogo averfi goduta in allora ; ( 1 ) e meglio 
poi andando innanzi vedremo , che vi fono molti dati , onde 
credere una tal cofa * Vedemmo già altrove come in Italia 3 e nella 
terreflre non folo , ma nella marittima Venezia ancora era uni- 
verfale la coltura del Grege , a Padova , Verona , Adria ec. Lo 
fleffo era nell'agro e httoràle Altinate , che qualche vecchia Cro- 
naca (2) deferive come pieno di pafcoli , e di prati una volta , 
e lo lappiamo da Columella , che fece ricordo de* Buoi di Aiti- 
no , e molto più delle pecore , le cui lane meritarono da quei 
dotto agricoltore effere antepolle alle Pugliefi , eCalabrefi in Ita- 
lia , e fuori di elta alle Milefie medefime ( 3 ) . Come potriafi 
ora credere tal cofa, fé ftat fi voleffe all'odierno afpetto di que' 

Ino- 
( 1 ) Taludes . . . quéi circa JU- tini V accie probantur . 1. 6. 14. 
unum . . . qtiod habent incredibilern Generis eximii exiflìmabant nojlrì 

falubritatem . 1. i 6 e. 16» Mìlefias , Calabras y% Apulajque: nunc 

(2) V. Flam. Corrtel. Eccl. Veri. -Gallio* pretiofiores , precipua ad opus 
(j) Metìus etiam in hoc ufu <Al- *4lììnat4s , icL 1. 7. e. 15* 



Parte Secondai 7^9 

luoghi , di canne , e giunchi in parte coperti in cambio di arbo« 
iVelli, e di erbaggi? E come fi può dar retta a quelli che anche 
da quella parte pretefero eftendereilfalfo ftagno ben addentro nel 
Continente, verfo Trevifo ? Marziale però a quelle lane diede il 
terzo luogo dopo quelle di Puglia e di Parma , ( i ) ma egli era 
Poeta , e V altro Agricoltore , benché però poteffero eflere fcadu- 
te in progreffo , giacché forfè più dall* uomo , che dalla natura 
tale prodotto dipende. Anche Plinio chiamò delie atijjime le Peco. 
re Altinati, ed un prodotto così apprezzato ( quando ignota era 
la feta ) dovea certamente arricchire iipaefe, ed Aitino. Oltre le 
ruine di quello , fopra il proflìmo margine del Continente , ad 
onta delle molte paludi , e dell'aere in gran parte pefante, pure 
generalmente non è fpiacevole il paefe , felice ertendo la vegeta- 
zione, e non dubbj fegni inoltrando del fuo flato primiero. 

Dirti che Plinio loda quefti Altinenfi Ovili, perchè avendo egli 
in quella Città un caro amico di nome Amano Mattina , dotta 
perfona , e ricca , eppure così modella , che niente ambiva gli 
onori, ne mai avea curato di afcendere ad alto grado , nelle Lettere 
a quefti ferine, parmi che ricordo quegli faccia di tal cofa . Co^ 
nolcendo Plinio , dir conviene , che quello Altinate forte un uo« 
mo di fommo merito; poiché niente meno egli attefta che i [noi 
configli dirigevano li proprj affari , ed il [no difeernimento regolavi 
i proprj ftudj . Rilevali tal cofa da una Lettera di Plinio , nella 
quale raccomanda a Maximo il fuddetto Ardano , lettera che mi 
fovviene averla veduta nello Spettatore, dall' Adiflbn propofta co* 
me modello d'ogni commendatizia (2). 

A Maflìmo, 

„ Credo di avere altrettanto diritto di chiederti per gli amici 
3 , miei, ciò che io pronto farei a fare per li tuoi, fé fotti nelle 
„ tue circoftanze, Arriano Maturio tra gli Altinati è il primo , 
„ Non lo chiamo il primo perchè egli fia ricolmo di beni , ma 
„ perchè la giuftizia , la prudenza , Y integrità , e purezza di co* 
„ fiumi lp adornano (3), Li fuoi configli dirigono li miei affari: 
„ il fuo genio i miei ftudj. Egli tanto mi ama ( dir di più non 
,, poffo ) quanto fono da te amato . Siccome egli non conofee 
„ per niente l'ambizione, così rimafe fempre nell'Ordine de'Ca- 
? , valieri , ancorché averte con facilità potuto afcendere alle più 

» fu- 

(1) Velhrìbus primis Apuli* \ Mart. i. 14. 15$. 

Tarma fecundis (2) Speftateur , 

^obilis : jlltinum tenia laudat 0- T. VI. 

y/V, (|) Ahìnatmm ffi prheeps , . . 



5> 



240 Saggio fopra i Veneti Primi. 

fublimi Cariche della fua Patria ( 1 ) . Vorrei però trarlo dalla ofcu> 
3 , rità in cui lo tiene la fua modeftia . Io defidero fommamente 
„ d'innalzarlo a qualche pofto fenza che vi penfì ; fenza che lo 
„ fappia ; e può darfi anche fenza che lo voglia . Vorrei per 
„ altro procurargli molto onore , ma poco imbarazzo • Qiiefta 
,, grazia a te dimando per effo al primo incontro . Ed egli e 
„ io ne avremmo fempre fomm a gratitudine; imperciocché quan- 
„ tunque effo niente defideri tali cofe , Tempre però le accetta 
„ come fé foffe lungo tempo , che le defideraffe . Sta f&- 
„ no - 

Sofpetto mi venne altre volte , che tutte quelle Lettere di Pli- 
nio, che adArriano fi veggono dirette (2), al fuddetto Alunate ap- 
partenefiero, e con piacere trovai, che gli eruditi Annotatori ali* 
edizione di Amfferdam del 1732., la fletta cofa foftennero (3). 
Centrano in quelle Note Caufobono , Gronovio , Cellario, Enri- 
co Stefano, Sirmondo, Scheffer , ed altri . Sono fei o fette , e 
leggendole tutte , mi confermai ancor più nella mia fuppofizio- 
ne, troppo chiaro moftrando ciò il contefto delle medefime . Si 
vede Plinio ricorrere fempre a queft' Arriano per configlio , co- 
municare allo fletto i fuoi penfieri fulle feienze , cofe tutte uni- 
fone a quanto dicea Plinio di quel!' Altinate nella riportata Epi- 
flola . Nella Lettera 12. lib- 2. Plinio fcrive ad Arriano che avea 
precurato trovare un diligente corriero , perchè follecite aveffe egli 
le fue lettere. (4) Dunque flava Arriano lontano da Plinio, ed 
Aitino di fatto non è profTimo a Roma . Si può anche offervare 
che in tutte le epiftoie del FilofofoComafco al fuddetto Arriano dU 
rette, fi fcuopre fempre un carattere uniforme riguardo a quelli, 
e che fempre è fimile a quello dallo fletto Plinio delineato nella 
riportata Ep flola. Si raccoglie anche dalla lettera feconda , lib. 1. 
che Arriano era ammiratore di Demoftene , ed una fiata Plinio 
inviò ad etto un'Opera fua, nella quale avea proccurato imitare 
quel Greco. (5) Tutte finalmente palefano la flima , e l'affetto 

ài 
cum dico princeps . . . • non de fa» epifioldd fidem fervavi , quod ex fpa m 
cuìtatibus . . . /ed de capitate ec. tio tempcris )am recepire te colligo • 

( 1 ) Cum facile poffet afeendere l^am & feftinantì , Ì3r diligenti ta~ 
altijftmum. bellarìo de dì ; ne quid impedimenti 

(2) L. 1. ep. 2. 1. 2. ep. ir. & in via paffiis eat ec. 1. 2.ep. 12. 
12. 1. 4. ep. 8. & ;2. 1. 6. ep. 11. (5) Librum , quod prioribus epifto* 

1. 8. ep. 2i. /// promijfum , exbibeo , nunc rogo ut 

( 3 ) ^Arriano Maturio inquam iAl- legai & emendes . . . tentavi enìm 
tinati, cujus famiiiaritate iy> judicio imitar i Demoflbenem femper tuumcaU 
in litteris y fecundus utebatur ; eo- vum .... l'imam tuam non abhor- 
dem lib, $, mentìonem ad Maximum rere fi modo tu fon affé errori noflra 
/adente. Not. ad Ep. 11. 1. 1. album calculum adiecerii . I. 1. ep. 

, (4) lmplevi prcmijfv.m priorifque 2. 



Parte Seconda. 241 

di Plinio verfo quel Veneto Altinate , il quale perciò deve ere* 
derii di rare doti tflere flato adorno , che I 1 amicizia e la flima 
gli acquiflarono di quel illuflre antico. Perqueflo credei non inu« 
tile T effondermi alquanto fopra una cofa che ridonda in onore 
della diflrutta Aitino, e della Venezia ancora. 

Da una di quefle lettere raccolfi poi che Plinio delicatiffimt dif- 
(e le Pecore Altinati , e nuova prova fé non m'inganno, raccol- 
fi pure della feracità de' contorni di Aitino , e del littorale in 
confeguenza della Laguna . Scrive Plinio ad Arriano che defidera 
fapcr* come vadino li fuoi ruflici affari ; come crefebino li [noi 
arbo[celli\ come fi trovino le fue delie atijjìme Pecorelle ; in che fla- 
to fiano le viti , e le biade ( i ) . Ecco dunque V agro Altinatc 
ferace in prodotti , ftimato per TAgne tenere che nodriva , co- 
me per fimil pregio avea pia lodato I* agro Patavino il Satirico 
Poeta Giovenale (2) . Unendo dunque ciò alla teftimonianza di 
Marziale, e diColumella, ed a quanto abbiamo già detto del lit- 
torale da Chiogeia a Malghera diftefo , parmi che flrano non 
abbia ad effere il mio penfìero, che tal paefe non cosi diferto e 
paludofo fìa flato un tempo e poco (limato , come fu detto al- 
tre volte. 

Marziale in un Aio Epigramma , dove di tutto il littorale in- Ufo* 
terno da Aitino fino al Timavo fa parola , tra l'altre cofe loài******** 
ed efalta una Selva detta Fetontea (3) , che per quanto fi vede 
flava a quefta Città vicina . Se il Poeta dopo di avere lodate le 
ville di Aitino, delle quali parleremo in progreflb , nota partico- 
larmente quefìo bofeo , e lo pone del pari con quelle , con A- 
quileja , con il Timavo , con tutti i luoghi in fomma rimarcabi- 
li del lido Veneto , o dell' Efluario , che imprende a porta a loda- 
re in queir Epigramma , dir conviene che quefla Selva foffe certo 
celebre nella Venezia marittima . Nominandola poi eflb fubito 
dopo Aitino , fi conofee che a quello effa era p re (lima o non lon- 
tana , perciò diflefa lungo quella Laguna , o fopra o fottò alla 
Città fuddetta . Ho detto altrove che in faccia Me alture di Aiti- 
no , di là dal baffo fondo , o paludofo piano occidentale che 
quelle fepara dalla Terraferma , vi fono de' boichi folti , bofehi 
che fi diftendono per il margine interno della Lacuna per Zoca* 
vello , Teffra , Campalto , venendo a finire dirimpetto alle mine 
di Aitino . Chi sa che avanzi non fiano di quefla antica Selva 
Tomo I. H h di 

( 1 ) tìctbi tes Urbana* , invhern ru- Juv. 8. 

flìcas feri he ; quid arbufeuU tu<e , quid ( j ) ALmnla Bajanis sAhìnì lìtto» 

vinate, quidjegstes agant : quidQxes ra vit/h 

deiieat>fTim<e, i. 2. ep. 12. Et Thtton'rt? covfcia Sylva rogi , 

(2) Euganea delicathr «igna* 1 Quòque ^Amenoreo ec. 



14? Saggio fapra i Veneti Primi, 

fii Fetonte , poiché fi dilatano ancora molto dentro terra , non 
folo per li vicini villaggi diGajo y Favro , Defe y ma fino anche a 
^fanone, Zerrnano , Moggi ano , fino al Terraglio ? per nove o die- 
ci miglia in dentro. E un indizio che gran parte di quefto trat- 
to fcfTe una volta una continuata bofcaglia , pare a me che pof- 
fa dedurfi dal modo con cui ora efifteno que* bofchi in tutti 
gli indicati luoghi , a pezzi fparfi qua e là pe' campi, or grandi, 
or piccioli, ora folo da una trentina d'alberi formati, tutti prin- 
(cipio avendo dalla parte della Laguna, e più denfi, e grandi fa- 
cendofi, a mifur^ che a quefta fi accollano. 

Già nell'opera del Trevifano fi poflono vedere alcuni documen- 
ti del ggó. che ricordano Selve di Quercie in TeJJera , e Gap o 
fajo ( 1 ) . Anche un privilegio dei 1177. di Federico I» riporta- 
to dal Muratori , varia bofcaglie rammenta in quefto margine 
della Laguna , tra le quali una ad Aitino proflìma e Sylva Ma- 
gna chiamata (2). Ora pure abbiamo in que* luoghi verfo Cam- 
paltò il Bofco grande , che potrebbe effere la Selva fuddetta «, 
Mi fovviene che in occafione di fcavarfi la terra in Moggiano , 
per feppellire Buoi morti da morbo ftraordinario , vidi trovarli 
delle groffe, e vecchiume radici di Quercia affai fotterra feppelli* 
te . Moggiano fi dice efiere flato così detto per V acque che colà 
vagavano un tempo . Che vi foffero dell' acque ftagnanti , io non 
!o nego > forfè predotte da' piccioli fiumi Defe , e Zero in mez* 
zo alle felve impaludati, ma certo il luogo conta abitato e Chie- 
da , f no dal 9C0. fé il vero dicono li Documenti dal Monaftero 
di S. Tecniftq in Trevifo efiftente , i quali raccontano pure la 
yuira da effo fofferu nelle irruzioni dcgl' Ungari in tali tempi 
accadute . 

Quefta felva Altinate comprendeva forfè un tempo tutti li fud- 
detti bofchi , interrotti ora e fpezzati , e forfè più oltre ancora 
arrivava , paflando li Medoaci , e verfo auftro correndo fino alla 
Foffa Clodia, e più oltre ancora. Abbiamo gi^t veduto che intor- 
no 9 Chiofgia eravi un tempo una Selva Qozifca chiamata , 
che forfè fino a Loreo arrivava : vedemmo pure in allora , 
die più alto , e fopra Chioggia , e verfo li Medoaci , nelle 
ora paluftri campagne di S. Ilario, Bondante , e Fcgolana , e Con- 
che , v* erano bofchi antichiffìmi: finalmente preffo che tutti gli 
Scrittori delle antiche cofe Padovane (3) riportano, che una Sel- 
va affai grande efifteya una volta nelle graffe campagne di Con- 

pi- 

(1) Lifr. Ma gnusTarvi finse in Se- S. Maria Ecclejta , &» Sylva necnon 
<cret. Trevi f. p. 4$. Monajìerìo qui efl lAhinì S. Stepha. 

(2) Et Sylva Magna quds vocatur ni ec. Rer. lui. T« 12. 
Torcetlù, & fahu in quo continetur (3) Y< Qrfat. Pignora & A le (lì ec. 



/ 



Fartc Seconda* 24 j 

.fiì&t ) graffò Borgo che flava al di là del Medoaco Minore , e 
proflimo a quella parte dei Dog&do dove Chioggia fi trova . Con* 
felve di fatto nelle vecchie carte fi trova detto Caput Sylva , e 
barbaramente Confelve , qua fi colà folle il principio di gran felva 5 
la quale perciò -da alcuni fu prefa per la Fetontta da Marziale 
mentovata e ad Aitino elidente , fino al Padovano innoltrata coft 
varie diramazioni , il che non è affatto improbabile , come le ad- 
dotte cofe pare a me che dimoftrino . All' occidente del Terraglio, 
e di Moggiano % «fitìono le ville di Mdrtelago e Trevignano , le 
quali fono pofte verfo il confine del Padovano territorio , e ver- 
fo la Brenta o il Medoaco . In quefte trovafi nominata una Sel- 
va nel J©§5« {*) la quale perciò dimoftra di nuovo la continua* 
zione de* bofehi in antico da Aitino verfo i Medoaci , e verfo 
Chioggia * 

Ma non fi credeffe per altro che un denfo ed ofeuro bofeo 
tutto coprille il terreno da Loredo ad Aitino , e poi continuane 
anche fino al Timavo , giacché antiche traccie di felve vedremo 
anche a quatta parte finiate fopra la fuddetta Città lungo V in* 
terno margina fino ad Aquilina . Ne'vetuftiffimi tempi poteva for- 
fè così eiTere , ne' tempi antecedenti alle prime colonie quivi {tabi* 
lite, ed allora una vafta feriva poteva adombrare la più parte del 
terreno tra le foci del Pò , e quella del Timavo comprefo . Pri- 
ma che gl'uomini fi ftahiliiTero ^ e difperdelTero per li varj paefi 
della Terra , felvofi erano già quefti la più parte , e tale fu pure 
trovata V America dagli Europei , e tale ancor rimane dove quefti 
ancora noti Affarono abitazioni. Multi Eroi della antichità , Numi 
divennero dopo morti , per la venerazione che fi erano conciliata 
vivendo * a catrfa del loro coraggio nella caccia , troppo allora 
pericolosa, e feria ^ e neceflaria , contro le Fiere abbondanti , che 
troppo moltiplicavano in tali immenfe bofeaglie . Ma varj popoli 
effendofi ftabilìtì "nella Venezia marittima , Pelafgi cioè, Umbri 5 
Tofcani , e Veneti , è b-n naturale il credere che abbiano fvelte 
le felve , riducendo à coltura il paefe ficchè quefte non rimanef- 
fero che in parte , ed interrotte 3 fecondo le circoftanze e del 
paefe fieffo^ « di que'trhe lo abitavano. Gli antichi mai non vol- 
lero come tioì movere una guerra {termina trice a' bofehi : per re» 
ligione -5 t per mtereffe amavano coniervarli , e mantenerli per 
tutto > ed in ogni paefe • Vedremo che il fuoJo intorno Aqui-leja 
-avea de' bofehi al tempo delii BLomani , e già altrove abbiamo ofi» 
■ferva to colla feorta di Polibio e di -S trabone , che la Venezia ter- 
fteftre, € tutta la tranfpadana regione, per intervalli , e da can> 

M h a pi 5 

( 1 ) SflvarH uftam ìritér Yrevìgna- Cario Avogado Op* Calagetò . 
■mm , & Mattelacum . ex. Sched, f. %S° 



244 Saggio fopra i Veneti Primi* 

pi , e da felve era coperta ( i ) . Vedemmo finalmente che trop* 
pi dati ci reftano di abitazione , e di coltivazione , fparfa per la 
Venezia marittima , ad onta della copiofa quantità d* acque per 
effa raccolta, per non ammettere in erta, o in gran parte di cf- 
fa , una continuata bofeaglia , ma folo una alternativa di tutte 
quelle cofe , che più fano , più utile , e più ameno poteva ren~ 
dere il paefe * 

Se però ne' tempi antichiffimi e primieri, in que* primi tempi 
che fcefero per la prima volta gl'uomini in quello paefe tutt*una 
felva correva lungo gli Efluarj da Aitino al Pò , fi vede perchè Mar* 
ziale Fetontea diife quella che vicina alla Città fuddetta rimane- 
va y e perchè confapevole chiamolla del rogo decefo a Fetonte ( 2 ) • 
La morte di coflui avvenne fecondo la Favola nell' Eridano o ila 
Pò , non in quello bofeo . Ma la ftoria di effo dovendo certo 
colloearfi in tempi molto lontani e fimoti , in quelli tempi pò* 
teva edere , come ho detto , la marittima Venezia da felve coper* 
ta nelle parti più elevate, le quali arrivaffero fino al Pò 3 e do- 
ve il corpo di quell'Eroe tratto dall'acque avelie avuto e rogo , 
e fepohura , fecondo la volgare opinione de' popoli , la quale avrà 
ieguità il Poeta. In progfelfo più abitata diventando la regione, 
e difvelta perciò in più luoghi quella felva , potè forfè più den- 
fa t più eflefa rimanere folo werfo di Aitino ; e dentro a quella 
jufandofì forfè da' più rimoti tempi celebrare a Fetonte alcuni ri- 
ti , è qualche culto , ( continuato fors' anche con più coftanza o 
pompa vicina alla fteffa Città ) , perciò a queita bofeaglia rima*' 
fé il nome e la faina di Fetontea , perduto altrove * Certo nelle 
vecchie noftre carte più tfcaccie troviamo di folti bofehi verfo Al* 
tino , e nel proffimo littorale > che nei Margine più baffo verfo 
Chioggià é verfo Brondolo diretto • E il rendere onori agli Dei 
ed agli Eroi femro ali* ofeu ri tà delle felve, troppo è noto ad ognu- 
no che l'amiche florie conofea . Secondo perciò l'amico rito, e 
fecóndo la tradizione volgare del cafo di Fetonte , e fecon* 
do pure la venerazione , che fempre avevafi per le félve , for* 
fé dentro al bofeo Altinate una volta un qualche Tempio a queir 
Eroe dedicato vi poteva eflère . Se ne trovano tante delle/ Selve 
per la Grecia, t per l'Italia agli Eroi dei paefe confecrate , co* 
Ime quella alla Ninfa Marcia pre&o a Minturno , 1' altra a Fero* 
nia nel Lazio , e tìella fleffa Venezia a Diomede un bofeo di 
Platani poco lungi da Aquileja , che non è forfè impoffibile che 
anche preiTo ad Aitino ci iòffe un bofeo confacrato per antica 
tofanzà al figlio del Sole . -Accennai già che culto ad Apollo o 

fi a 

(i) Ouit tòtìs ii/h tatopìs per va- il) Et ThtftQfitxi Confcìa Sjfou 
'rì'a intervalla certiuntur « Poi*b» h 2. riti « 



Parte Seconda. 245 

fia al Sole fi rendeva ne' Vercelli Padani , ed a Fetonte infierite * 
nella marittima Venezia colà fott* Adria (i), perciò la fteffa co* 
fa anche a quefV altra parte poteva ufarfi . 

Quella boicaglia Ahinate poteva avere degli Abeti traile fue 
piante , e per quello dilli che il Mazzocchi avea forfè congettura- 
to a dovere Copra V origine del nome di Aitino . L* Abete alli- 
gna anche al piano , e potrei addurre non pochi efempj di paefi 
che poffedettero non folo piante ma anche animali una volta , 
che ora affatto s'ignorano ne'medefimi luoghi . Sappiamo da A- 
rittotele che Leoni c'erano in Tracia un * o , cola rimarcata 
dallo fteffo Buffon nella fua &+* ' >ali ; e le offa di 

Bruti che fi trovane r tfti più non efi- 

ftono • £~~ Tono più modifi- 

o le prove nell* 

he non maneg- 

ta dalli medefì- 

ufata alle voi- 

e la fuperfi- 

il prefente ir* 

' quefta bella 

? poffedeva , 

1 effe efiften- 

:> Teodorica 

Pini e Cu 

\ Satani , e 

P :hi Storici 

dt erofi , co- 

là io effervi 

dei pariti in 

que 

Ci coli Ro- 

jfìarì, 'bri per 

fabbr 1 pian- 

ta , i 1 giar- 

dino.^, era s 

poteva i fti ef- 

ferii pe ì . Il 

ci- 

. w upreffos i& Tfoos rep£rerh in 
,.. AiìctnitAte lìttorts , dato pretto ed.*}* 
cap. 16. 
(2) Itaììam * . . ubi tanta còpia (?) Taktfque , Tìnufqm t *4/tin&* 
lìgnorum fuffrctgaftìr , ut aìits quo- Ujque Ginift* . 
que provi ncììs tranjmktat « . . . Et Grat, 4e Venato 



EtTkA 

Mart.» 



244 Saggio fopra i Veneti Primi* 

pi , e da felve era coperta ( i ) . Vedemmo finalmente che trop* 
pi dati ci reftano di abitazione , e di coltivazione , fparfa per la 
Venezia marittima , ad onta della copiofa quantità d' acque per 
cffa raccolta, per non ammettere in efla, o in gran parte di et 
fa , una continuata bofcaglia , ma (blo una alternativa di tutte 
quelle cofe > che più fano , più utile , e più ameno poteva ren- 
dere il paefe * 

Se però ne' tempi antichiffimi e primieri , in que* primi tempi 
che fcefero per la prima volta gl'uomini in quello paefe tutt*una 
felva correva lungo pIì Eftuari da Aitino al Pò . fi vede oerchèMar* 
ziale Fetontea diff 




ip Opr^f 



J?-- 



va - y e perchè confi 
La morte di coftu 
Pò , non in quei 
colloearfi in tempi 
teva edere, come 
ta nelle parti più 
ve il corpo di que 
e fepoltura , fecon< 
feguità il Poeta » 1 
e difvelta perciò i: 
/a e più eftefa riti 
jufandofi forfè da' i 
ti 9 e qualche cult< 
pompa vicino alla 
fé il nome e la fa) 
vecchie noftre cart 
tino , e nel proffi 
Chioggià e verfo ] 
ed agli Eroi fentrc 
310 <he l'amiche i 
fecondo la tradiz 
do pure la venera 
fé dentro al bofcc 
Eroe dedicato vi } 
per la Grecia , t j 
me quella alla 1*M: 
ìli a nel Lazio , e 

Platani poco lungi % \ _.. t > , - - 

anche prelTo ad Aitino ci foffe un tofco confacrato per antica 
tafanzà al figlio del Sole . -Accennai già che culto ad Apollo o 

fìa 

v* v Qu* * ** s *#« 'tàtofrisp'ervà' il) Et 'PbatóntJci coxfàa Sjlva 

Yik intervalla drriuntur « Poiib» L 2» rttgi » 



Parte Seconda. 245 

fia al Sole fi rendeva ne* Vercelli Padani, ed a Fetonte infiefflc* 
nella marittima Venezia colà fon' Adria (i), perciò la fteffa co* 
fa anche a queft' altra parte poteva ufarfi . 

Quella boicaglia Altinate poteva avere degli Abeti traile fuc 
piante, e per quefto dilli che il Mazzocchi avea forfè congettura- 
to a dovere (opra l'origine del nome di Aitino . L' Abete alli- 
gna anche al piano, e potrei addurre non pochi efempj di paefi 
che poffedettero non folo piante ma anche animali una volta , 
che ora affatto s'ignorano ne'medefimi luoghi . Sappiamo da A- 
rifiotele che Leoni c'erano in Tracia un tempo , cofa rimarcata 
dallo fteffo Buffon nella fua Storia degli animali ; e le offa di 
Bruti che fi trovano fepolte in luoghi dove quefti più non efi- 
ftono , fempre più lo prova . I Vegetabili poffono più modifi- 
carti dall' uomo de' bruti fteiti , e n' abbiamo le prove neh* 
agricoltura • Una volta queftà fioriva affai , perchè non maneg- 
giata folo da mefehini famelici mitici , ma diretta dalli medefi- 
mi Padroni , e non folamente diretta , ma anche tifata alle vol- 
te. Gli antichi Italici furono celebri in tal conto , e la fuperfi- 
zìe d' Italia aveva allora un afpato diverto affai dai prefente iti 
molti luoghi . Offervava jl NLffei che pregio fu di quefta bella 
parte di Europa negl'anni antichi, le belle felve , che poffedeva , 
celebri anche per la nobiltà e diverfìtà delle piante in eHeefiften- 
ti , cofa da Greci e Latini Scrittori notata . Quando Teodorica v 
volea coflruire una fiotta , non fi pagarono che i foli Pini e CU 
preffi (2), l'altre piante effendo affatto comuni ; e Platani , e 
Pini ^ ed Olivi , e Ciprem* troviamo nominati ne' vecchi Storici 
delle Città Lombarde e Venete , come efiftenti , e numerosi , co- 
là dove ora noti trovanfi che foli Salici . Potevano perciò efiervi 
degli Abeti anche nella Selva di Aitino , ora affatto /pariti in 
qué' contorni » 

OfTervo ancora che V antico Poeta Grazio Sabino ne'fecoli Ro- 
mani fece ricordo delle Ginnefire Alùnatì < £ ) , come celebri per 
fabbricar dardi ad ufo è\ caccia . Allignava dunque colà tal pian- 
ta , pianta che fior porta , ama umido fuolo , ed onora il giar- 
dino. Ora certamente ivi è ignota e feonofeiuta; ma fé vi era , 
potevano pur effervi degli A'beri , e come quella ancor quefti ef* 
ferii perduti nella terribile mutazione foffem da quel paefe . Il 

ci- 

(1) Apollinea! Vvfcetlets , feubitupreffos i$* Tinos tepjsrerìs in 
■JltThattntéei qui pétis arvaTaìi. 'tàciniute lìttoris > dato pretto ec A. ^ 

iMart. cap. 16. 

(2) Italiam . . . Ubi tanta còpia (?) Taitifque , Tinufque, Aitine, 
lìgnorum ftiffragat'tìr , ut aìiis quo- tejque Gen'ift* . 

que provine iis tranjmìnat « * . > Et Gnu, -de Venato 



24# Sàggio Còpra i Veneti Primi « 

timo Maffei diceva per altro aggetto che tra varj tndfej mie fi 
può fcoprire fé uni moderno villaggio abbia «fiilito anche ne' rem- 
pi vecchi o Romani, vi è quello di oflervare fé il nome che por- 
ta pofla derivare da una qualche forta di pianta , che forfè co» 
piofa allignaffe in quel luogo una volta. Egli adduce varj efempj e 
prove per la Provincia fua Veronefe (i). Qui pure in quelli luo« 
ghi intorno ad Aitino ed in mezzo a' bofcìii indicati * abbiamo 
Carpeneo^ che Carpine um fi potrebbe credere chiamato da' Carpini 
ivi copiofi altre volte ; abbiam Sambughe , che Sambmetitm farà 
flato da'Sambuchi ; Olmi-, ed Orniano , Comuni della villa di Mog* 
ìgìafìÒrnianHSj edVlmttf , detti forfè per gli Orni ed Olmi , ed altri 
che lafcio. Se Garpini pertanto , ed Olmi , ed Orni erefcevano 
in quo' luoghi , anche Abeti vi potevano eflere , ed il Mazzocchi 
aver ragionato a dovere fopra il nome di Aitino, benché io non 
abbia avuto il tempo ne il comodo di ricercare da quali autori 
abbia egli tratta una tale induzione (a). 

Finalmente menate buone tutte quelle cofe -, poteva la Selva 
Fetontea éffer celebre , è per il culto di quello Eroe «fato den- 
tro quell'alberi, e per l'eflenfione ancora della medefirna, e per 
la diversità delle piante che la formavano , perciò averla mento- 
vata Marziale , e lodata , come un adornamento di quefto margi- 
ne , e di quefto Eftuario . In Grutero ( 8. 40$. ) e' è la feguent^ 
éfcrizrone . 

C. FIRMÌO, C. fi. 

MENENIA . RVTINO. 

ÉQJT. PVB. LAVREN, LAV\ DEC* 

FLAMN. 

PATRONO. COLLEG. FABR. 

CENT. DENDROF. FELTRI AÈ 

ÌTEM. QyAE. BERVENSo 

OOLLEG 

FABR. ALTINATFM, 

PATRONO. 

fife* 

ti ) Ver. 'III. 1. %. p, %6. iramquà T>&dì rìparn potumm ìrrt&. 

(a) Cafììodoro «ella Epift. 17» ci tifai , jubemus abjcìndì ec. . . Mtt* 

moiira , che iti ve fpefle ftavano tatTadus noft^r indigena r pelago 'fta- 

intorno il Pò , e che gli jibétì non *®es : & ^Abigs , qua -fluentìs amni- 

erano rari in effe. E nella feguenre eh nutrita furrexh marinarum Jupe- 

18. egli pur comanda per ordine di rare cumolos dtfeat undarum Ep. 17. 

Teodorico, che fi taglino fulle ripe J. 5. .... Si qua ètìam per rìpam 

del Pò -gt° alberi adattali alla co- Tadi Ugna fabricanda apta Dromo» 

finizione de* Dromoni o Navi da nìbus in pradiìs lìegalìbus ec. id. Ep. 

carico : Si qua tigna fabykts per <u» *S. 4 . . &§r uttamque rìpam Tadi 



Parte Seconda i 347 

Dovea eoftu! effere uomo di grande riputazione tra i Veneti 8 
fé di tanti Corpi era Patrono o Protettore ; era Vicentino di Pa- 
tria fé badiamo alla Tribù , che egli profeffa . Antichitlima è V 
ufanza che l'Arti fiano unite in Corpi, come ora fi coftuma tr* 
noi con il nome di Scuole, ed anche allora aveano quefte e capi, 
e miniftri, e proprj fondi, e leggi, ed ufavano i particolari con- 
fidare ad effe V efecuzione dell' ultime loro volontà , obbli- 
gandole ad annui oneri di lacrificj , di fiori , e cibi ( i ) da 
porli a* fepolcri , di legati in fomma ; poiché fempre fmiili effenda 
flati gl'uomini , nel riandare i loro fatti non fi poflbno incon- 
trare che ripetizioni • Io riporto quefta lapida perchè ella ci fi 
fapere che anche in Aitino e' erano quelli Corpi o Collegi co- 
me allora dicevano , tra i quali quello da' Fabbri avea det- 
to in fuo Patrono il fuddetto C. Firmio . I Fabbri fovente 
erano uniti alli Centonarj , e Denaro fori , come vediamo an- 
che in quefta iscrizione , e pare che quefte tre Arti foffero vici, 
ne una all'altra , come il Ciabattino al Calzolaio , li PanciroJo 
riporta una Legge di Coftantino che vuole i Centonarj uniti a* 
Dendrofori in un folo Corpo (z) , e quelli in fine eflendo taglia* 
tori d'alberi nelle felve, anche quelli probabilmente dovevano effe- 
re qualche cofa di firnile . L'eftefa bofeaglia Fetontea , e V altre 
ftlve che ne' contorni di Aitino potevano effervi , potevano pure 
rendere neceflaij e numerofi infieme co' Fabbri, coftoro in quella 
Città * Vedremo di fatti in altra ifcrizione , che alii Centonarj 
Aitinati Ole , e giardini da cert' uno erano flati lafcistti moren- 
do. Da tutte quelle cofe per ultimo polliamo dedurre che un ce- 
lebre bofeo flava fopra il margine della Laguna , bofeo che for* 
fé avea correlazione con una delle più vecchie favole che riporti 
la Mitologia , perciò non dtflero bene quelli , che tutto fallò ed 
acquofo lbgno vollero anticamente effere flato il paefe , anche 
da quefta parte dell'odierno Doga do . 

Sopra il margine cemprefo tra Malghera , ed Aitino , al- Margina 
tri dati abbiamo di vecchia abitazione , oltre i' efiftenza della di 

de- Campetti* 

reperire Vigna comperimus apta fa- ferri ) tìgnarhs dwìmus , non eos 

br'ìcandis Dromonibus ec id. ep. 19* tantum qui tigna dolarent > fed orn- 

Si vede dunque che alle fponde ne.s qui adìficarent y Tigni ec. . . * 

del Pò vi erano degli Abeti ? per- bos altqui putant qui a C 'onfi amino Fa* 

ciò come a quella parte della ma- bri Centonarii appellantur , quorum 

rittima Venezia ftavano tali piante corp&ri Coftantinus jubet Ùendropbo* 

ora ignorate; così pure vi potevano ros inferi .... bos effe puro quos 

effe' e a quefV altra parte nella Sei- Tatemus Sy-ivas ixftvdere fcribit 9 

va di Aitino. is* cajas arborei ad Centenario! df- 

( 1 ) Vt rofas & efeas ec* ferre ec, 

(3) Fabros ( inqnit Vaulus in L P*mc« Net. Imp, 



24% Saggio fopra i Veneti Primi. 

«lefcrjtta Selva ? e particolarmente di una Romana militare Ara* 
.da * che appunto correva lungo la Laguna per quefto littoralc 
ora detto di Campalto . Quello luogo fìtuato in faccia a Vene- 
zia è antico affai , poiché ne* primordi della Repubblica lo tro- 
viamo nominato $. Martino de Sfrata ( i), appunto perchè la fel- 
data via correa per eflb ; ed il più volte citato 1 emanza (2) 
«rrede che in tal fìto una Fiera o Mercato fi faceffe tra i popoli 
del Continente ed i Veneti fecondi in que' tempi (3). Poco lun- 
gi da Campalto vi è la villa di Defe (a) piena di baffi fondi , 
e in aere non buono fituata ; pure io veggo che V antico Croni- 
ila di 5. Salvatore fegna colà nei 11 86. Ortaglie, Vigne , Selve , 
fliolin?) e Marfi , o fia poffeflìoni fruttifere a quel Monaftero do- 
nate (4)* Un pò più verfo Meftre , eravi un Monaftero fino dei 
805. detto di S. Cipriano da Terra (5) ( per distinguerlo da al- 
tro S.Cipriano che flava nel diitrutto Malamocco ) che fu atter- 
rato nel 1152. dai celebre Tiranno Ezzelino . Àvea colà quefto 
Monaftero poderi ed entrate , e la Cronaca Sagornina ( la mi- 
gliore e la più antica che abbiamo , e dallo fteffò Dandolo fe- 
guita fenza però citarla fecondo Y ufo ) racconta come nel 800. 
circa fi adunarono in eflb alcuni Veneziani malcontenti (6). E- 
ra dunque fedo colà il terreno come vediamo da tali fatti . Tef- 
fera , Pallata , Volpara , Gajo ed altri piccioli luoghi fopra tal 
niargine enfienti o poco in dentro, poffeggono pur eflide' dati di 
antico abitato, e migliore per avventura del prefente . InTeffera, 
luo£o ora sì gramo , eravi un tempo un picciolo Monaftero di 
Benedettini che colà intorno pofledeva alcune tenute , e che era 
feggetto alla celebre Abazia di S. Benedetto di Polirone (7) * 

con 

(i) Strafa Viarum . Urb. III. Se Gregor. Vii, p. $7. 39. 

(2) V. DiiTert. di S. Ilario. (O V. Flam. Cornei. Eccl. Venet. 

(3) V. Della Laguna p. 89. T. VI. 

(a) In Defe fi trovano vatte pra- (6) Fortunatus Vatriarcba cum 

terie e valli tratti incolti per man- Cbrifiopboro Epifcopo de Francia re* 

canza dì agricoltori . c'tprocavit . Cujus cum fas non ejjet 

( 4 ) Domum [uà bona vìrtute prò- Venettam reciprocare , in S. Cypria» 

curante ( M.C.LXXXVL ) V^ob. Viri ni Ecctef T/eb. ^it'tnatis Epifcop. 

leonardus & >Andricetus , filii q. qua fica efi apud Mtftrinam bofpi* 

Gbirardi de Ivgbinuiff prò Dei amo- tati ec Sequenti vero anno 

re y donar unt Monafierio , Manfum u- (8$5.r. ) BaftlìusTìibunus , lsr> Jean* 

ntim , cum Decima, femore, i^Z5o, Mirturint , {?» ceteri ^obtiiores tri» 

nicali , ÌS* unum Molendtnum pofito ginxa numero . . . . Jaan. Ducis fi~ 

in Dejio In Territorio Defe dentate a patria exìentes in S. Mar» 

Manfum unum, cum Ftne's , Syivs, tini Ecde/. qu<e apud Mffirinam lo» 

iy* aiiis (uispertìnenciis . . . Ter ras co fu a qude vocatur Strafa eft ec* 

arotorias quas babetìs in Barbano (9* Crnonic. ^ugorn . p. 19. 28, 

«Pejfo ec. Chronic, Gratià , ubi Buil a (7) Flam. Cornei, fcccl. Ven,T.VL 



Parte Seconda. 24^ 

contigua al Pò nel Mantovano, e così cara alla nota Matilde . 
Quello Monaflero diTeflera ora è affatto diftrutto . Dilli già fo~ 
pra che il Trevifano ( 1 ) cita documenti del ggó. che feive ram- 
mentano di Quercie in Gajo o Cajam , e Teffera ; ed un privile- 
gio conceduto nel 1177. di cui pur feci motto, da Federico Im- 
peratore a* Vefcovi di Torcetto, non folo di lelve fu quefio mar- 
gine fa menzione , ma di campì , praterìe , villaggi , e <enfi per 
tutti gli animali ivi efiftenti da pagarli alla Chiefa Vefcovile - 
(2) Nomina oltre ciò molti villaggi , che tuttora elìftono , e 
tra quelli Terzo che circa a tre miglia rimane difcoflo da Alan© 
verfo Malghera , e che certo traile quefio nome perchè la via 
fuddetta antica pattava per eflb . 

Già è noto Tufo Romano di porre ad ogni miglio una colon* 
na col numero fopra lungo le vie, da cui ne venne la nota fra- 
fe ad Tertintn , ad Quintum , OBafOam lafìàem ec.^ e dopo il no- 
me a que' Villaggi , che proflimi furono , o furono fabbricati in 
progreflb, ne* luoghi dov' erano tali miiliark antiche , Terzo, cioè ? 
Quinto , e fimili , che per tutto s* incontrano dove corfero antiche 
flrade . Di fatto vedremo che un' antica milliaria fu ritrovata a 
Terzo, di cui veggo anche fatto ricordo in carta del 1079, ri- 
portata per altro oggetto dal noftro Zanetti . In quella medefi- 
ma carta ad una tal epoca fono mentovati poderi , mulini , e Ca- 
[e , tutt' intorno a Campalto in varj luoghi , e parmi oiìervabi- 
le , che tra quelli uno fé ne trovi chiamato i Campi degV Vnghe^ 
ri . (3) Io credo che Y origine di un tal nome fia nata nei 
902. , quando per il Friuli fcefero colloro in Italia, dove commi- 
fero tante ftragi per vario tempo, nella terreftre Venezia parti» 
colarmente. Sappiamo da' nolìri Storici che in tale occailone fe- 
cero ogni tentativo per penetrare nell' Efluario , allettati for- 
fè dalla oppinione vantaggiofa , che delle ricchezze de* Veneti 
fecondi avevano gli abitatori della Terraferma . Veramente fecon* 
do il graziofo anedotto riportato dal Bonifacio nella lua fìoria di 
Trevigi , gli Ugri o Ungari erano tanto accaniti addoffo a' noftri 
Tomo I. 1 i Pa- 

( 1 ) Della Lag. p. 89. lam . . » annuatim per/ohi debeant 
(2) Et cum Sylva qu<evocaturT or- • , . . de omnibus beftiis per totam 
cellis , i*r> faltu in quo continetur Ec» ^AltimnfemVarocbiam . . . , fimi/iter 
clefia S. Marine > nec non S. Stepba- annuatim habitantes in Ficis qui di- 
tti Monafterio , qui efi xAhini .... citar Tertio , Calbonico , Moncamo , 
{91 quid quid habet inCampoaìto , i$r> Tu/iacenfis , Gaudentiaco ec, R. h, 
totum allodium de Capatico , Ì3T ip* T* XII. 

fum Moiendinum de Campoalto cum {$) In Tertio , in Quinto >inCorbu!o , 

cava qua firma t in ìpfo campo .... in Momìano , in Campis Ungat -efebi s . 

cum omnibus Juis pratis , pafcuìs , Zanet. Orig. dell'Arti Venez. p, 75. 
jylvis i [aititi s . . . . . [ancimus et* 



250 "Saggio fopra i Veneti Primi. 

Padri , perchè . mangiatori, elTendo di carneyumana , appetivano forn** 
inamente quella de' Veneziani morbida , e faporita com'era fa-- 
msio (1) Il Cielo ci liberi pur fempre da tale prerogativa , iè 
mai tornaflero a. comparire di tali golofi. (a ) 

■GÌ' Ungariun anno intero fecondo il Sagomino andarono ro- 
dendo intorno alla .Laguna 5 e dopo averne, faccheggiata la par- 
re ^ftrema della medefìma tentavano di penetrare nel centro , fin- 
ché furono fugati verfo Peleftrina PolTono perciò quelli Tartari 
dferfi una volta accampati fu quefta ripa preflb a Campalto, di 
dove vagheggiavano Murano , Torcello , Rialto , e T altre ifole in. 
terne , e perciò quel luogo averne acquiftara Ja denominazione 
li Campi Ùngarefchi . Il Liruti (2) riporta una Donazione di 
Corrado IL a Pepo noto Patriarca Aquilejefe del 3072. nella 
, quale, diverfi luoghi rfono nominati intorno ad Aquileja , ed ai 
limavo 3 tra i quali uno più volte , detto Ja via degl* Ungavi** 
Già da quella parte entrarono più fiate i barbari , e nominata- 
mente gl'ultimi che furono li fuddetti ; e perciò da effi il luogo 
1 può aver preio tal nome , e così pure T altro fopra il margine 
di quefla Laguna fituato non lungi da Aitino . 

Ho detto, che una Romana flrada pattava per il luogo teflè 
defcritto 3 e di ella ancora devo dire qualche cofa 3 ma prima 
conviene esaminare alquanto un verfo di Marziale dell* Epigram- 
ma citato in propofito del bofco di Aitino., il quale fu diverfa- 
mente Jntefo da molti eruditi . Egli rammemora le .Ville Al rina- 
ti in prima, poi la felvaFetontea, indi ne* verfì feguenti con 
poetico itile dice , che preiTo a' laghi Euganei , la più bella tra 
le folitarie Driadi erafi fpofata all' Antenoreo Fauno . Alcuni cre- 
dettero che il Poeta avelie intefo parlare di un Rè antichilTimo 
del paefe Fauno chiamato, il quale appunto come il Fauno La- 
tino di Virgilio , che neir agro Laurente fpofata avea la Ninfa 
Marica , 

Jlunc Fauno , iff Himpha genitum Zaurente Marica. 

la 

(1) Ma i barbari invitati dalle pò. Chi sa che dagli Slavi a o Sia- 
molte ricchezze che intendevano ef- voni egli non abbia prefo un tal 
fere in Venezia , ed allettanti dalla nome , poiché molto ed a lungo 
morbidezza della Vinitiana carne 3 coftoro infeftarono il Friuli ne' Te- 
che dicevano eiTere foave e dilica- coli Lombardi. In que* monti ne ri? 
ta , dilettandoti eflì molto di man- ma ngono ancora delle popolazioni, 
giar carne humana , con molti le- Poterono una fiata penetrare nel Tri - 
gni arditamente alTaltarono ec. fìo- vigiano confinante , e profilino al 
nifi p. 118. ediz, 1541. Friuli , alla cui volta è porto que- 

(a) Poco fopra la villa di Mo- ilo luogo . Sino a Caorl^una vol- 
gi iano in Trevigiana e* è un luogo ta giunterò come è noto . 
chiamato Schiavonia da lungo tem- (2) Lirut. Amkh. Friulane. 



Parta Seconda. ££l 

la Ninfa Sola avefle tolta in moglie in quella Regione , o nel!' 
agro Antenoreo . Già tanto vaneggiodl alle voice per dedurre dal- 
le nubi il principio della propria Famiglia , quanto per donare 
una remota origine alla propria nazione , poiché in Puno 5 e in 
l'altro cafo egualmente opera V amor proprio Altri credettero 
fcoprire in que* verfi l'antico confine de* due territori Elle n le , e 
* Patavino, polio al lago di Arquà ne Colli Euganei proflìmi ad. 
Abano. Spinto forfè ancor io da vanità nazionale dico che il 
Poeta intefe parlare folo di quelle Lagune , e delle campagne 
contermini ad eGTe 

Già lo Storico Eilenfe con ragione follenne , che il Sola del 
Poeta dir voglia folitarìa r e non ila nome proprio come credei 
il Pignorfa , ed egli pure crede che Marziale in que'verfi allufion 
facefìe alla bellezza delie Venete campagne. E' noto, che i Fau- 
ni erano Dei , Genj 5 oDimon; , villerecci o campeflri , de' cam- 
pi protettori. ( i ) Le Drìadì Genj pure folirarj , protettrici delle 
piante, ed amanti dell' ombre fìlenziofe de' bofehi . Ora a ine 
fembra che il Poeta con frafe , e modi dalia fua profetTione ufa- 
ti , e da lui poi in particolare, e forfè anche troppo , e li eam- 
pi ubertofi, e le felve eftefe , e folte al margine di quello Eiluario» 
polle, abbia intefo deferiv^re (2) Egli dopo aver detto che era- 
no paragonabili le ville dì Aitino a quelle di Baja , e bella pure 
o filmabile la felva di Fetonte a quelle proffi ma , continua (ftan- 
do fermo allo delio foggetto , o lia alia deferìzione df queilo 
margine, e dì quelli luoghi), che la bella tra le Driadi , (cioè 
la felva o le felve ) col Fauno Antenoreo , ( vale a dire coir 
2gxp Patavino , che arrivava certo agli Elluarj , ed era ferace , 
e dolto anche a queilf da preiTo come vedemmo con Livio ec. ) 
erafi fpofata , ( cioè unita era. e congiunta a quelli campi ) fulle 
ripe dell' Euganeo lago , che Y Efluario dovea efTere o la Lagu- 
na a cui terminavano e le campagne ed i bofehi, e la - circonda- 
vamo intorno, ( particolarmente verfo Aitino, dove tende la den 
feritone di Marziale ) e con tal nome chiamarla poteva , fé Euga- 
nea terra replicata mente fu detta tutta quella Regione , da va- 
li antichi-, fino al Timavo, come accennai ancora. Le Selve, e 

I 1 2 le 

( 1 ) Hìc nemora indìgena Fauni \ cui . 

j^impbrfque tenebant . Et tu Led<so f elite ^Aquileja Ti* 

Virg. mavo , 

(2) AZtnula Bajanis JLltinìlìtura Hìc ubi feptenas Cyllarus baujìt a* 

viìlis quas . 

Et TbéStontei con] eia fyha rogi; Vos eriti s noftr<g portus > requie/* 

Quoque ^Antenoreo Dryadum pul* que jene8<e . 

eberrima Fauno, Si iuns fuerìnt otìa nofira fui* 

TSlupfit ad Euganeos fola puella la* Mart. 1. 4. Ep, 25. 



252 Saggio £opra i Veneti Primi. 

le campagne erano contermine certo e proffime alla Laguna , co- 
me credo aver fatto conoscere più fopra , perciò di quelle io ere- 
do abbia il Poeta parlato, e non di altri luogfei dilgiumr e lon- 
tani . Il Quaque ancora col quale comincia il terzo verlo , fé non 
isbaglio imifee il fornimento di quefto, a quello de' due antece- 
denti; e cofa fieura effendo che in queir Epigramma non fi parla 
del littorale tutto, ma folo del littorale da aitino al Timavoefte- 
fo, non vedo perchè li due primi verfi abbianfi ad applicare aé 
Aitino, ed i feguenti con un fabo uii pò gagliardo , ad un mi* 
ferabile laguccio ignoto e nafeofìo fino ne* Colli di Arqirà verfo 
MontericcO} fondandofi folo fopra il nome di Euganei, già tanto 
cftefo e vago , per celebrare nient' altro , che un confine di due 
Territori , che niente certo contava di rimarcabile nella Storia , 
Io certo non pollo credere, che Marziale in queir Epigramma ab- 
bia voluto correre dalla Laguna, fino a* Colli d* Ette , per poi 
icendere di nuovo a quella j e dcfcriverla fino al Timavo ; e per 
rimarcare un lago ignoto , ed un limite inconcludente , ufeire 
fuor di (oggetto. Mi fono eftefo fopra cola s>ì picciola , perchè 
troppo quello pezzo di antica poefia dimoftra qual foife il no- 
ftfo Eftuarìo una volta, inlìeme colla circoftante Terraferma , che 
non efito Marziale di porla al confronto di una delle pia ame- 
ne fituazionid* Italia, e desiderare di dar fine a' fuoi giorni in que- 
ili lidi. Dunque perchè fcrivere f che ermi fempre furono tali 
luoghi, fé anzi tutto al rovefeio fi preferita la cofa fé efarainaiv 
la vogliamo fenza prevenzione ? ( a ) 

0f- 

(a) Dopo Scritte fé prefentr Me- continuo , fino quali all'acque falfe 

tìiorie ebbi òccailone di vedere in fembra indicare che un groiTo fiu- 

Campiho un'Urna Cinerària trota- me in rimóti tempi ne ila flato il 

fa colà m fàccia all' Ofteria, e af- fabbricatóre di efife , e parvemi Che 

fatto vicino al margine della Lagtu la fabbia gìailaftra che le Copre , 

na . Un 9 a'tra ne fu fcoptfta anco- ed è più pura quanto più lotto fi 

fa pochi p(Ti lontano. La prima La trova alla fuperficre i affai filtrile 

jDoiTieie il Parroco di quei luDgo $ e (otte a quella che trae feco la Pia* 

iti eflfa oltre le ceneri c'era una me- ve verfo Foffalta ed altri luoghi al~ 

daglia ài Tib> r?o , una Lucerna , «d la Laguna protrimi . Sé quefta cor- 

àn uafo lacrimatorio . Vediamo V reva vicina ad Aitino , poche mi* 

abitazione di quel luogo anche al glia .drfco.flo da Gampako j TeiTe- 

tempo de* Romam da tali antica- rà , ec. niente più facile tal cofa * 

gl.e, è g»à fi fóto afpettó di quelle Dietro Campalto verfo Meftre tì 

campagne alte ed afcimte , ed a. JQefe ti terreno fi arvalla i non. ; è 

tenofe , dtànganna chiunque preve- più così alto , e tratto tratto de* 

fiuto forfè delia maggior eflenfkwne baffi fondi s* incontrano , che fem- 

déHa Laguna a quella parte . Dico brano edere ftari ferbatoj d* acque 

h'cnv che l' Ondeggiamento loro i e dolci un tempo , formati forfè dall' 

ii fali-fcèndi de* campi frequente., e ac.gue della l y iave 9 e degf altri fio- 

mi- 






Parte Secondile *jj 

OScrvo che un noftro Scrittore CO ditte che U rriotfvcf per 
cui vedevanfi altre volte , nelle più vecchie fabbriche di Vene- 
zia, le fineftre affai riftrette e picdole , fu perchè 1' aere- nocivo 
delle paludi in allora coftringeva a fabbricare in lai modo «r Dai 
fecolo di Marziale, a' tempi primieri de' Veneti fecondi , che non 
folle accaduto nel littorale interno del cambiamento molto , i# 
noi niego; ma non ancora però quello poteva effere molto gran- 
de . Chi viaggia per quelle Città d' Italia che ancora confervano 
veftiggie di barbara architettura' , avvegnaché fituate' in aere pu~ 
riflìmo e ialubre, vede la ftelTa cofa ordinariamente, e forfè for- 
fè direi, che ne' primordi delti fecondi Veneti, V aria di quefte 
lagune miglior folte di ora , poiché certo il margine inferno era 
in que* tempi molto più afchnto , e men d' acque {lagnanti in- 
gombra, e coperto. 

Ritornando però all' antica Via Romana di Campafto, ditti al- FìeMìIu 
tra volta , che la Venezia terreftre godea il vantaggio d' effere **?* 
attraverfata da diverfe principali flrade che davano comunicazio- ***&*#• 
ne tra Roma , e ¥ Italia con tutta V Ada ed Europa Romana e 
Una delle più celebri imprefe fu quella certamente di formare 
larghe , e dirette flrade , e fekiate la più parte , che mifuravano 
tutto , quant' era lungo e largo T Impero Romano . Opera più 
maefìofa né più utile infieme al commercio , ed alle armate da 
nefluna g me fu mal intraprefa , né avanti , né dopo . 

Io mi immagino un triangolo difuguale o Scaleno , il cui lato 
maggiore fìa una linea avente principio air ultime fpiagge occiden* 
tali «teli' Affrica o di Marocco , fotto allo Stretto di Gibilterra , 
che corra fino all'Eufrate ed oltre ancora, dove il lato fecondo co- 
minci , e vada fino alle vicinanze di Edimbiirg nella Scozia (a), 
attraverfando la Natòlia , l'Eufiao , la Turchia Europea , e la 
Germania tutta . A quello punto abbia principio il lato minore 

de- 

Trncetli che fendevano c*à1 r3aefe fu- dovea rendere affai abitato quel mar*, 
periore . Vicino a Terzo > ed [alla g;ne una volta. Fotrei riportare ai- 
forre antica dell' Abbazia di S. Eie- tri documenti in provi dell' antica 
Ha , errando s* incontrano riè' campi coltivazione del margine intiero del- 
de* quadri di cotto *eJ una grotta colon- la Laguna da Chicggia a Caorle 
na di marmo rotto vidi in ima rttftica quafì da per tutto ; ma come di 
cala , che una lirrizioiie tiene in carat- quelli dovrò fervirmi quando d< nuo- 
teri tv mani, ma troppo rofi per poterli vo parlerò della Laguna ììeiTa ne* 
tì'evare. Poco piò oltre vertala La- prinapj de' Veneti Secondi , così lì 
guna altra pietra s'incontra che mo- taccio in prefente , p.r evitare per 
(Ira purè una rota ifcriziorte ora ro- quanto è potàbile le ripetizioni, 
vefnata in ilo fottb , fopra la (tra- (i) Sanfòv. 

da che a Terzo conduce della qua- <a ) A Rema fatto centro 5 da 
le li parlerà più avanti ■. colà avean principio le flrade con- 
ia Tomaia la vicinanza di Aitino doue imo a'eoniini deh" Impera . Ol- 
tre 



2 54 Saggio fopra i Veneti Primi. 



e correndo Y Inghilterra ed i lidi occidentali del 
e delia Spagna , arrivi a congiungerfi con ii pri- 



degi altri , 

la Francia , 

mo , e maggiore fulle f piagge di Marocco . Un tale triangolo 



con linee tirate 
in molti luoghi 



in ogni direzione , da 



tra loro fi interfecano 



fi tagli per ogni verfo 
un lato all' altro , che , 
ad angoli retti , e fi avrà un'idea della vaftità del Romano liti' 

pero 



tre le maeftre, ne aveano i Roma- 
ni cofrru'te una quantità d'altre fe- 
condarle y o traverfali , che faceva- 
no comunicare Va loro le prime , 
o univano le Città infieme , o da 
quefle conJurevano alle rnaeOre fé 
fuori delle roedtfime erano fabbri- 
care. Rimangono ancora diverfi Iti- 
nerari antichi , o detenzioni delle 
Vie, e delle Manfioni , o pofate che 



erano fu quelle , come pure delle 
mutazioni , o cambiature dì cavalli 
per fervrgto del Principe . Si può 
prendere un'idea dell'arditezza di ta- 
li opere offervando una fola via del- 
le tante in allora enfienti , quella 
cioè che da Roma conduceva a' con- 
fini dell' Egitto e della Nubia. Eccola 
come dà nell* Itinerario d' Antonino . 
Bergsrìus de Viis &c.Tom.II.p, 576. 



M Vrbe . 
Arìmìnum , 

Meàioìanum 
Aquìl • . . 



. . . Mediolanurn 
jLursum Montem 



• • « 

• • • 



M. T. 



161 
481 



\Aur, Monù 


«••'•- Confi antìnop. . * . 


710. 


Conftant. • . 


, . jLnùocbìam . . • . . 


645. 


xAntioch. * . 


♦ • <Ahxanàriam . * « * . 


S21 



\A ? ex* . . • • Hyereficamhoff • 
Trans Tiìlum . . ♦ • Chfmon 



212. 

224. Si poteva per altro far 
a meno di quefto giro* 

Si dice , che da R'mini 
pafTava la via a Ra- 
venna, indi a Mode- 
na , e da quella pei 
a Padova, poi in Aqui- 
leja, un tal g<ro do- 
vendofi fare per le pa- 
ludi del Pò. 

Per tutta I* Ungarìa s 
TraniUvarria, ec. ^ 

Per la Natòlia , Siria , 
Paleftina ec. 

762. Per tutto l'Egitto alto. 

7ic. 



M. P. 48^6. Non badando anche a 
tali numeri nei tota- 
le, perchepo/Hono ef- 
iere alterata, fem pre 
lo fpazio j/ercorlo da 
tutte le vie che unite 
formano la deferitta 
flrada è affai ragguar- 
devole. 

Anche P ifole aveano le loro vie: erano felciate; parte coperte di ma- 
fei in Sardegna ; una in Corfica ; lirico battuto ; parte folo giarate . 
tre in Candia ; tre in Cipro . Parte Tali erano per lo più traverfe . So- 

ven- 



Parte Seconda. 



2 55 



pero 5 dal Triangolo Ifofcele figurato , e delle flrade , che tut- 
to lo fcorrevano , nelle linee tirate da varj , punti de' lati dello 
fleffo . Per fabbricare quelle vie , e per renderle diritte ( co- 
me tifavano collantemente più che potevano ) e per continuarle 
le mille miglia, dovettero forare interi Monti ^uguagliar Colli , 
colmare profonde paludi 3 erigere infiniti Ponti ( e la più parte 

ma- 



vente fi facevano in forma d f argi- 
ne elevato fopra le campagne , e 
fempre dirette a filo . Ad ogni mi- 
glio flava la milliaria fìtta in ter- 
ra . Internamente erano fabbri- 
cate in modo diverfo fecondo i luo- 
ghi . Una disfatta in Francia , 
aveva prima un gretto (Irato di 
calce e rena che pofava fopra il 
piano della campagna. Dopo un fe- 
condo formato di groffe pietre pia- 
ne fovrapofte una all'altra e colle- 
tte con sì duro cemento che dif- 
fìcile riufei va lo fcomporle . Segui* 
va un terzo formato da falli infor- 
mi , rottami , e pietre cotte spez- 
zate , il quale fi conofeeva con li 
battito} tanto addenfato nella calce , 
che attento poteva levarfi una pie- 
tra . Sopra flava una groiTa mano 
di creta tenace rnefcolata con cal- 
ce , indurata e compresa pure col 
battitoio. Veniva poi -l'ultimo (Ira- 
to , che era un laftrico di ciottoli 
fidati nella calcina , e fommamen- 
ie uniti . In Italia molte delle vie 
erano laftricate con pietre polite, e 
polle a fquadra ., tra quelle 1' Apia 
fu celebre preiTo gli ftefiì antichi , 
e tanto più che fu fatta Tanno 422. 
di Roma ., quando quefla non avea 
per ombra il potere eftefo che ebbe 
dappoi . Le grandi pietre che la co- 
privano non erano fmofle ancora 
dopo otto fecoli . Vicino alla Città 
]e vie erano parte per parte ador- 
nate dafepolcri , da ftatue di Mercu- 
rio , da cappellette degli pei ec. Mol- 
te aveano a lato un rialzo per li 
pedoni , e tratto tratto due gradini 
marmorei , per il comodo di falire 
a cavallo. L'efiflenza di quelle flra- 
de per tutto i' Impero ci fa com- 



prendere perchè in allora armate nu- 
merofiflìme, fenza ritardi e difficol- 
tà marciatfero dalla Germania in 
Siria 3 dalla Spagna in Egitto, o ifl 
Italia «Una parola degli Itinerarj . 
Molti ne rimangono , ma quello 
detto di Antonino fi crede il più 
vecchio . Non fi creda però fcritto 
fotto quefto Imperatore, nominando 
Coftantinopoli ed altri luoghi , che 
allora non e* erano, oppure aveano 
altri nomi . La carta da Peutingero 
pubblicata , pare delineata al tem- 
po di Teodofio I. Sembra che tutti 
due legnino folo quelle vie , Tulle 
quali flavano le Tofte per fervìgio 
de' Principi, trafandando perciò mol- 
te vie celebri e note , L' Itinerario 
d'Antonino nomina per lo più i luo- 
ghi in quarto cafo , il Teodofiano 
in feflo con barbarifmi infiniti . Que- 
fla Tavola è tutto ciò che di cat- 
tivo fi può vedere riguardo alla po- 
rzione deMuoghi . L* Autore ebbe V 
idea bizzarra di rendere tra loro pa- 
ralelle le flrade tutte da eflo des- 
critte , mettendole tutte per lungo, 
rinverfando così V ordine naturale 
de* luoghi , e de' paefi , parlando 4 
finiftra le Città e regioni pofle a 
delira , i fiumi che corrono dal Sud 
al Nord , rivoltandoli dall' Ovvefl 
all' Efl , unendo i luoghi più difpe- 
rati ec. L'Itinerario d* Antonino qua- 
fi mai nomina le flrade con il lo- 
ro nome proprio di Valeria , Sala- 
ria , Gabinia , Emilia 'ec. ma dal- 
la Città primaria a cui termina- 
vano , o cominciavano e La Car- 
ta Teodofìana faltà da una via 
all' altra , fenza far cenno di nef* 
furia traverfa che le unifea , ben- 
ché vi fìa , e difeorda al iommo 

dau 



2 5^ Saggio fopra i Veneti Primi. 

magnifici ) fopra torrenti, fiumi , o valli profonde, alzare altiffi- 
me mura « in fomma enormi fpefe e fatiche intraprendere , per 
regolare e modificare la natura in una tanto varia e vafta par- 
ie di Mondo 4 Credefi per altro che a felciare le ftrade fiano 
(lati primi li Cartaginefi ( i ) . 

Tra le varie vie che tagliavano la Venezia , primaria era quel* 
la .che veniva dalle Gallie , e per Milano correva a Bergamo , 
poi per Brefcia ò Verona , Vicenza , e Padova , ed Aitino , ad 
Aquikja terminava . Da Bergamo un' altra andava a Cremona , 
di là a Mantova , avanzo della quale è lo ftradone di Verde! 
Maggiore o di Caravaggio altra volta accennato . Da Verona al- 
tra partiva e conduceva in Germania o nelle Rezie , ed altra op- 
pbfta a quefta retta andava ad Ofliglia fui Pò , dove V imbarco 
flava per Ravenna (2) . Quella di Verde! continuava da Cre- 
mona a Mantova , e fé ne veggono de' pezzi ancora affai dritti 
•ed alti , e comunicava con altre vie die per tutta la Tranfpada- 
-na fi diramavano. Da Vicenza fi fiaccava una via che per la vil- 
la di Quinto Vicentino fcorreva nell'alto Trevifano a Cartel-Fran- 
co, e ad JJderzo . Neil' alto Padovano a Cicogna qualche avanza 
fé ne vedeva al tempo del Palladio . Qtiefla Poflnnjia era detta , 
.ed io fofpetto che un ramo fé ne ilaccaile e correiTe retto in Ai- 
tino . Altri rami pure da quefla tolti per i Monti di Feitre sboc- 
cavano in Gerirsania . Tra Oderzo e Trevifo altra flrada ci fu 3 
l'avanzo della quale ora è detto C allah a , che forfè ad Occiden- 
te era continuata, poiché oltre Trevifo yerfo il Siie offervo ener- 
vi le ville di Quinto e Settimo . Forfè faceva comunicare Opiter- 
gio con Padova . Da Aitino ne partiva alcun' altra come dirò in 
Sreve, e fé è vero che verfo Monte Belluna e il Bareo , fotto i 
Colli Trevifani 7 veggonfi i fegni di antiche vie perdute, fi deve 

cre- 
dali* Itinerario fuddetto . Per i nu- tale fattura , e interna ed eterna ; 
meri poi delle miglia e quefta , e era varia e di veri a fecondo i paefi , 
tutù gV altri Itinerari fono pieni di e ù adattava alla qualità di que- 
sbagli , poiché nulla pia facile che fti , cioè alle materie faflfofe 3 are- 
alterarli, quando da ignoranti o di- nofe ec. in eilì efìitenti. 
fattemi ammanuenil furono tante (1) Trimurti Tceni dicuntur vias 
fiate ricopiati in addietro. Poco per- ftravifle . Ifid. 

ciò fi può contare fopra tali diftan- ( 2 ) *A Verona Hoftìtia m M.P. kxxììì. 
ze , benché alcuni éz tali numeri , ab Hoftilia per Tadvm Ravenne . 
abbiano dedotto cbe un 7 calavano Tab. Theod. fez. 3. 
dalie noftre le miglia Romane. An- Ut in Hofiilienfi foco confittati **- 
che i luoghi poflbno aver mutata eurfum per alveum Todi jaciatis , 
fituazione alle volte , fpezialmente more/olite, cumveredariis , ut divi- 
Borgate, e Villaggi. Deferirti P in- fo labore equ'u publìcis debeat Jufr* 
terna coftruzione d* antica fìrada in venire. 
Francia , ma devo avvertire che Caflio-ii Var. J. a. jij 



Parte Seconda; 



257 



credere che i Romani ne aveflèro condotta alcuna per T alta par- 
te di quella provincia alle falde dell' Alpi , e che per Baffano po- 
teva continuare a Verona . Anche il Friuli conta pi» avanzi di 
vie militari . Da Concordia una era continuata ad Aitino , e dal* 
la prima correva in Aquileja , e da <]uefta fino a Collanti nopoH € 
Da AquiJeja fé. ne fiaccavano varie, alcune dirette verio la Ger- 
mania (a) j altre attraverfando valìe Regioni penetravano fino al 
Mar Nero , altre per la Croazia e Servi a odierne , pattavano in 
Tracia , altre in fine lungo T Iflria , Dalmazia , ed Albania , Ci« 
no al Peloponefo o Morea arrivavano . La nominata Pofìumia 
(M attraverfava forfè il Friuli , poiché col nome di Pojìnmia ne 
elìdevano colà varj pezzi al tempo di Palladio . Forfè per 36, 
miglia dritta e buona ancor rimane da Codroipo a Gorizia . La 
flrada alta che da Udine corre alla Fortezza di Palma fi crede 
anch' effa antica via Romana diretta ad Aquileja venendo dalla 
Germania . Io non faccio che affai leggermente toccare una tale 
materia , che vorrebbe un efame affai lungo . Siccome però per \ì Tre- 
vigiano , e Friuli , fi trovano fparfi alcuni avanzi di Romane an- 
tiche lìrade (i), così pure nell* altre Veneziane Provincie (e ne 
vedriano , fé la pena alcuno fé ne prendeffe di farvi offervazio- 
zie . Accennai tali anticaglie folo perchè fi vegga che diverfe e 
Tomo I. K k mol- 



(a) Neil alto montuofo territo- 
rio delia Carnia nel Monte Croce 
fi dice che vi è un' apertura fatta 
dalli Romani per aprire colà il paf- 
fo alla via che dalla Germania ve- 
niva a Tol mezzo, a Venzone 5 a Ge- 
roona , ad Udine ed Aquileja. 

(b) La via Pofìumia poteva cor- 
rere dritta da Opitergio a Vicenza, 
dopo avere attraverfato il Ftiuli . 
Pattava per Cartel franco fé veri fo- 
lio gli indizj del nome di Voftiorna 
che ancora conferva una Vi il la colà 
fltuata , ed una via dritta quafi Tem- 
pre dall' Olteria della Campana fi- 
no al fuddetto Cartello diretta. Paf- 
fova per 1" alto Padovano a Cico- 
gna , indi a Quinto , come indica 
tal nome di (ito poco da Vicenza 
difcofto, indi a quefta Città fi uni- 
va, con quella che per Verona an- 
dava a Milano. Ma o erano due le 
ftrade Poftumie, ovvero ella, da Ve- 
rona con lo fletto nome a Manto- 
va pattava , indi a Cremona » lo 



veggo che Tacito ricorda la via Po- 
{lumia : Sì fi ere tertiam Legione m i» 
ipfo agere via Toftuim<s jubet : Ann* 
1. 9. parlando delle battaglie fvroci 
feguite pretto querta Città , nelle 
guerre di Vitellio e Vefpafiano. Dun- 
que una via così detta flava vicino 
a Cremona . Da Opitergio a Con- 
cordia fegna rtrada di comunicazioJ 
ne la Tavola di Peutingero , che 
doveva pattare vicino alia Mota Lo» 
rtnzaga ec. e da Opitergio pure li- 
no a Trento altra via è defcritta 
dall' Itinerario d* Antonino . Quella 
pattava per Feltre , perciò fi univa 
forfè dì Jà dal bofco del Montello , 
con una via che veniva da Aitino, 
e che io chiamo *Acuzia. Gli avan- 
zi che fi trovano ne' Colli Tre^Tfa- 
m potrebbon^ appartenere a quefta 
ftrada • 

( 1 ) It. Ant, p. 29. 31. 
Tab. Theod. fez. 3. 
Bergere T, h 344. 



258 Saggio fopra i Veneti Primi . 

molte vie tagliavano T antica Venezia , vie che. andavano in loti-' 
tane Regioni, e Jegavano Jnfieme le ^Occidentali , Settentrionali^ 
ed Orientali Provincie Romane . Era pofta la Venezia in quel 
angolo dell' j Italia , che necefTariamente .dovevafi attraverfare .per 
far viaggio nella più parte de lleconquifte Romane , perciò il com- 
mercio ne doveva di .certo rifentire vantaggio, ed il paefe arric- 

chirfi • 
v Io credo che quattro fìrade r facefiero capo in Aitino . La pri- 

jX\£rt&)F& .fi fiaccava dalla Emilia yerio Modona , e fi deve oflervare 
""che T Emilia non pafsò mai per Sa Venezia , come .prova il Maf- 
fei ( 1 ) , perciò né meno Aitino flava fopra tal via come fu det- 
to , r»a fopra f un'altra fiaccata da .quefta . L' Emilia celebre ftra- 
da cosi detta da Emilio .Lepido Confole che fabbricolla prima 
che Aquile ja.efiftefle., cominciava verfo Rimini dove terminava 
la Flaminia, e per yBologna di là dal Pò , correva fino a Piacen- 
za ( 2 ) . fc Per caufa di ella. quella Regione per noi tranfpadana j, 
ebbe. con il iempo il nome di Emilia ed aveva il fuo termine ap- 
punto a Piacenza . A Modona dall' Emilia fi fiaccava altra via 
che andava a finire , ad .Aitino ., o per dir meglio ad Aquile- 
ja , dalla prima di quefìa Città arrivando a certo luogo fui 
Pò detto Semino , che fi vuole T odierna villa di Sermide Man- 
tovano , da t quello a Variano che dovea ilare di qua dal Pò ver- 
fo l'alto Polefine , indi ad Anelano il quale >dall' Aleffi , e dal Fer- 
rari , fi crede che iblTe la groffa Terra di Montagnana , perciò 
!a ftrada poteva correre per li contorni di C^fleUHnovo'Pcxxzrtk^ 
venendo da Sermide, v di Cajlel Baldo , tra il Polefine ed il Pado- 
vano , e per le odierne valli di Piacenza , prima di arrivare a 
Montagnana. Paffava poi ad Ejh, ìndi a Padova, poi ad Aitino, 
Probabilmente correva .dritta da Padova fino alla bella villa di 
Strà , che da Strafa appunto prefe il nome , e non eflendovi Ve* 
nezia ancora , perciò non come adeffo fi voltava a Levante , ma 
diritta continuando fino al Dolo , da quello fi drizzava verfo Af/- 
rano , o Spinta , e Mefite . U Itinerario detto Gerofolimitano tra 

Pa- 



( 1 ) MafT. Ver. 


IH. 1. * 




Vkus Strninus* 




-20. 


Amati del Caftro 




Mutimt • 




24. 


Mutilo P. 
(2) Itiner. An 


01- 




Bononia. 




18. 


ton* 




Fer. JLex. Geog. 






Aquile ja . 






Aleni Stor. d'Ebe: 






Concordia M, T* 




1*? 


Iter Jerofolym . 






Altìnum . 




**• 


Tatavij . 






Tatavìum , 




k l * 


Mutat. ad duodtcim M. *T. 


12. 


A teff e. 




2J. 


Mutai, ad l^onnm M. 


P. 


11. 


Ancianum . 




2©. 


Civitas Aitino M. P. 




9- 


Ficus VarUnus, 




tf, 









Parte; Seconda £ 1/5^ 

Padova ed Aitino, fegna due Mutazioni '.,. una al Duodecìmo\Y al- 
tra &\ Nono « Il Cluverio (i ) perciò credette che iF primo Vico' 
flefìe dove ora è la -Terra di Mirano , P altro dove^ è quella dr 
Meftre ; V tu:o ad duodecimum lapidem \ venendo da Padova ; V al- 
tro ad nonum ,. venendo da Aitino , da^quali vici abbiano poi avu* 
ta origine quelli due Borghi ( 2 ) . Per verità in quello cafo le 
diflanze antiche preiTochè convengono colle moderne " 9 ma fempre 
fallano tra Mirano e Meftre ' , che cinque miglia , poco più, di- 
cano uno dall' altro , e l'Itinerario ne fegna undici . Ma già lo 
diflì che a' numeri poco fi può badare , poiché troppe alterazioni 
patirono . Il totale da Padova ad Aitino 3 è fegnato per 30. o 
33. miglia dagli Itinerari, ma non fono tante , quando però non 
ti volelTe Ilare air ipotefi del 7. meno riguardo alle miglia anti- 
che paragonate alle noftre , • 

Da Meftre piegava alquanto verfo Malghera , poi correndo lun- 
go il margine della Laguna, attraverfando il bofco di Fetonte o> 
cofleggiandolo , per Campalto , Tederà , e Terzo terminava ad 
Aitino • Vedemmo glk^ come il primo dì quelli luoghi era detto 
S. Martino de Strafa, gik'Strata? o Vìae Stratae , dicendo tali vie 
gli antichi (j) e E come la Cronaca - Sagornina ci dà indizio ba- 
cante di quella cofa , fors' anche il Diploma di Federico III. altre 
volte citato, allude anch'elfo a- tale antico nome (a)-. Mi fov- 
viene aver intefo che verfo ' P allaga vede van fi de' faffi, e delle 
pietre ne' campi, che pctriano ellere un avanzo dell'- antico ma- 
Urico , o falciatura . Terzo a ragione dal Temanza (4) viene creduto 
così terminato , perchè Tertio ab urbe lapide fi flava venendo da 
Aitino, ed ora pure circa a tre miglia rimane difcofto da quel- 
lo . Egli pure olTerva , che anni fono in un podere colà efiflen» 
te fu dilotterrata una colonna infranta , fulla quale flava fcolpi- 
tsr, ma affai corofa la feguente iscrizione.» 



K le 2 ...P. P". 

( 1 ) Ital. Antlq. f. 1. (a ) M pattern Jam àifta Eccfe- 

(2) Tatav. Mtinum Af.P. xkuiiti fide S. Cjprranr, fxtds in loco qui ài- 

It. ant. Tatav. sAltìn. Ai. P. xxxii. citurprivatas .... fortes ftratas . Rer. 

lt . ferofoL Tatav. Mtim M. P. xxx. 1 1; T. X 1 1. ■ 

Tfcb. Peut. Quefto Mona fiero di S. Cipriano 

($) yi* flratde cuhores. flava vicino a Meftre , e la parola 

Grut. 411. j. privata* } io credo che ila alterazio- 

Strataque jam vulgi pedibus de» ne di ftratas $ che deve Ilare per 

vita vìarum e fifa . 
Saxea confpicimus* (4) Di S. Ilario p. }U 

JLucret. 1. 1. 



zòo \Saggio fopra i Veneti Primi. 

1 « e 6 X« X • » » » » é 

. . , MANAR . * !i 
. . . IMO ì ì PA : * c < PI . . . 
. . . I . COSTANTI . FILIO . , 
• . , ONO . RP • NATO . 

Riflette con ragione che una milliaria era qùefta , e die il 
Principe in efTa nominato Coftantino lì folle di CofianZo figliuo- 
lo . Aveano di fatto fomma cura gli Imperatori delle ftrade , e 
vidi altra confinale ifcrizione fopra una milliafia trovata verfo 
Padova , per cui facilmente fi può credere che Cóftdntinc) abbia 
fatto riattare le vie della Venezia antica , o pure che cancellato 
il nome del Tiranno Magnenzfo da effe vinto , il nome di Co* 
{tantino per tutto fi aveite cura di porre ne* pubblici luoghi . Ab- 
biamo di ciò altri efempj , Anche in oggi da Carripaltó verfo 
M&Jghcra , la via è alta ed afeiutta 5 ed affatto dirimile dalle 
interne affai peffmie . Più non rimane però fegno di antico la* 
frrfco , almeno che io fappia ; ma riflettendo che ella era 
parte della ftrada che ad Àquileja ■> e in Oriente conduceva j 
perciò una delle primarie dell' Impero , fi può credere che fé 
non da pietre , da un duro rnaftrico di faffi farà ftata coperta $ 
come altre ancora . Riferiva quella flrada a qualche parte di queU 
la baffa occidentale palude che nominai più fopra ; e che fepara tè 
motte di Aitino dalla Terraferma , colà dove hanno foce comune 
il Zero ed il Defe . Forfè un ponte faceva che fi uniiee aliaCit* 
$à in tal luogo, (a) 

Le Legioni batterono fpeffiifimo quella via per paffare d' O* 

rieri te 



, "(a) Dopo ifcritte le fuddette co- medefTrna al di là di Aitino . Elia 
fé, ebbi òccafione dì ofTervàre in continua oltre Campalto fino a MàU 
Canìpalto e Tetterà quella ilràda ;• ghera ; ma colà non piega altri* 
Ella camina paralella alla Luguna^ menti verfo Meftre corrte fuppone- 
vicirmTjmà a qùefta , e in pia luoghi vo anche affidandomi al /Oliverio * 
cnoftra alcun avanzo di fallì e ghia- Ella pafla oltre il canale di Mal- 
ia , niente però dì la urico , ed alle gherà , fcavàto ih tatti tempi j e 
volte è profondata e fommerfa . L* córre verfò il bofeò e il villaggio 
urne Cinerarie mentovate nell* al- di Bottenigò 9 è da queftó à pezzi 
tra Noia fi trovarono appunto vici* interrotti fi av&nzà. verfo la Brenta 
no a qtieftà via - ? fecondò i* ufo di di Fufinà , perdendoli a quella par» 
feppellire i morti in tali fonazioni; te cioè verfo Oria gó . Ecco nuovo 
perciò un tempo ella dovea eflere datò dell'antica abitazione del mar- 
adornata da Sepolcri * fé J fipjlcri gìne meHefimo d'i Bóttenigo , e del 
adornano , come d,rò 'più avanti limite antico della laguna a quel- 
parlando del Lagòzzo *o via Acu- là parte . Tal c#(a at tettano concor- 
dia , continuazione di quella ftrada di tutti gl'abitanti di ^ue'iuoghi, e 

ciò 



i*arte Secondai 



261 



rìjiiic in Occidente s e ne' baffi tempi eHa era molta frequenta fa 
dagli Imperatori . Traccia non abbiamo del fuo nome antico 5 me 
chi sa che Via Attiriate non fi diceiTe da' Romani? Alcuni Pado* 
vani Scrittori ( 1 ) notarono che in Padova v' era ri Ponte Alt ina 
cioè Altinate> porto verfo la Porta, che ora del Portello fi chia- 
ma, 



ciò efTertdo, 1* antico ^ l^orium 
Zìa il Vico di quefto nome farebbe 
irato più baffo , più verfo la Lagu- 
na di quel che fia V odierno Meftré 
ch'e fi vuole fubentrato a quello , 
farebbe flato verfo Bottenigo , dal 
quale fi dirigeva poi all'indentro in- 
dirizzando?! a Padova , di qua o 
di là dalia Brenta , io non iaprei 
dirlo t perchè in tali cofe più val- 
gono le ©nervazioni locali che cen* 
to autorità unite infieme . Per ve- 
rità io credo che nefTuno potrà mai 
trattare a dovere adi' antico Fflua» 
rio roft.ro , fé cori i proprj cechi 
non efamina una gran parte dello 
fìefib. Così fi fece da nei, per quan- 
to è flato potàbile il farjo^ e in 
pieno fì può dire fi usò' ogni polii- 
bile diligenza per non avanzar» af- 
furdi trattando dello fteiTo . Vedia- 
mo per altro da tali cefe che ferri- 
ere fu culto ed abitato n margine 
della Laguna da Aitino alia Brenta 
dì Fulìna, fuJJa quale trovarono* poi 
le lapidi della Malcontenta , e di 
là dalla quale fi feopnrono ver il 
fiondante i' anticaglie illustrate affai 
bene dal Signor Te man za » Po Ha 
una qualche volta mette fi alcuno 
di cognizioni , di pazienza , e di 
temp© fornito, a trattare V antica 
Storia di quefio noftro paefe t -e he 
certo fono ella non riunirebbe ho- 
jofa , e tutt* altro afpetto le antiche 
cofe no (Ire prenderla no , per verità 
affatto neglette daYioftri , e non in- 
tefe da' Fo'aftieri. Di fc-tto a Terzo 
€ Tederai* e preiTò la ftrada fuddet- 
Va fi trova jq cil* antica colonna, di 
marmo rótto* eq J 1 piedeftallamen- 
tovan nella Nota antecedente, fopra 
i quah curiofe novelle raccontano 
gli abitatori . £ quefto e quella ap- 



partennero ad Orlando che fé ne fer- 
viva per giuocare quando ne avea 
talento ; piccìola cofa -per q\zd ma- 
raviglilo Paladino , che fèppe così 
bene imprimere là memoria delie 
fue imprefe tra i popoli ài Francia 
e d'Italia . Quefta ftrada della qua- 
le ora fi parla è unita con 1' altra, 
detta Lagozzo oltre Aitino fituata » 
Ora ella è curiofacofa che il vecchio 
Storico di Trevigi , il Bonifacio , 
racconti anch* eflo che Rolando per 
ordine di Carlo Magno nettò quefta 
via d«lli malandrini ; racconto che 
ci fa vedere effere atfai vecchia tal 
fola in quelle parti, i villici di Cam- 
paltò e Tetterà dicendo anch' tffi che 
O.lando paflegg'ava quella via con 
q uè' fatti inifpal.'a , e ci fa conofee- 
re anco» a che tra le varie contrade 
d'* Italia la Venezia più dell'altre 
Conferva memoria de* fa volo fi Eroi 
di Carlo , noto effeiìdo come anti- 
che immagini fcòlpite fono nel Duo- 
mo antico di Verona di Orlando, e 
Olivieri , il primo colla fua Terri* 
bil fpada Durindana in mano , dal 
tóaffei mentovate. Forfè la frequen- 
te dimora di Carlo ir» quefti paefi , 
ne' rnedefimi introàulTe tali memo* 
rie , vecchia atfai certamente eiTen- 
do la lì oria di quefti Paladini , poi- 
ché verfo il mille fì vuole ebe fia 
fiato fcritto il Romanzo Turpìnux 
de *vha Caroli Magni O* 1 Ro/andì , 
il quale dalli Poeti Italiani fu p&i 
volgarizzato in progreffo , e la ri- 
pa di Cam paltò e de* luoghi vicini 
fu tempre tenuta da' Franchi , dopo 
1* ingreffo di Cario in Italia , eoa 
molta noja e danno de' Veneziani ri- 
tirati nei centro della Laguna * 
( \ ) V. Orfat. 'Pijgflfrr, c& 



26 2 Saggio ì fopra i Veneti* Primi e 

ma , la quale conduceva ad Aitino * Potea quefio Ponte avere il* 
nome acquietato ,.. perchè effo metteva fopra quella* via che Al ti- 
riate era detta « Riflettendo al lungo giro 5 che* prendeva que- 
lla ftrada ,dopo eflerfi tolta. dall'Emilia per arrivare a Padova , 
differo molti ( I ) che fegnava il confine delie paludi , che tanto 
innoltravanfi allora , e per caufa delle quali dovea prenderli una 
tale giravolta » Sarà vero . Già. dilli che dietro Adria e Spina-, 
grandi adunanze d'acque ci furono s e quelle; avranno impedito il 
rettificare quefta; flrada o . 
Pt** La feconda- via che cominciava ad Aitino , e tutt' ora in par. 
*£****** te efiile, trovafi al Nord di quella Città, e ù può confederare , 
almeno in parte, per una continuazione della già deferitta, per- 
chè ce nduceva in Aquilcja , e fi può confiderare di verfa da ella 
perchè continuava anche retta al Settentrione, (l'altra piegando 
a Levante ) facendo comunicare Aitino colla Germania , fénza 
prendere il giro d* Aquilejà . Dilli che una larga e bajja pianura , , 
in parte fepara le motte, di Aitino verfo Tramontana dal Conti- 
nente che re ila a quelle di profpetto . FolTe uno ftàgno una ; vol- 
ta quella balla pianura* dalla Piave, o dalla Laguna prodotto, i 
antica) via fi vede elTere fiata condotta attraverfo il medefimo 
probabilmente a guifa. d'argine , benché ora feppellita tra le can- 
ne, fia quali ridotta al livello della circondante pianura • Ne ap- 
parirono varj pezzi ,, fopra i quali fi può tragittare dalle mine 
di Aitino alla oppofta Terraferma, {a) , dove ricomincia la ftra- 
da chiufa tra campi , e che fempre rettiffima corre verfo Setten- 
trione , fino al Sile per tre miglia circa . L'ellerna fua faccia, fi 
vede formata di un maftrico duriilìmo , comporlo di frantumi di 
marmo , e calce . Ad un miglio da Aitino ne furono {laccati a 
forza alcuni pezzi che Hanno rovefeiati fulla via fteiTa , e for- 
mano marmoree mafie , lunghe dieci e più piedi , e grolle cin- 
que , e ki . Cinque o fei piedi era dunque groflo quello ma liri- 
co , che il primo ilrato formava . Egli è tanto duro , che con 
fomma difficoltà ; fé ne può togliere una pietra ; e icaglie abbon- 
danti di marmo fino , e rottami di cotto fervirono a- formarlo ° 
Avanzi dunque di fabbricati furono polli in opera, il paefe d'in- 

tor- 
CO V. Silveftr. Paludi Adriane . to rifletto alla ancor vifibile dire- 
na) Si può oflervare che vicino zione della ftrada ftefla , retta fem- 
alle alture, e intorno ad effe , più pre verfo Burea , verfo tal : plaga 
paludofo diventa il fuolo , di canne ella pure doveva ftare rivolta . E 
coperto , ed 1 acqua, che fembrano talecircoftanza , benché picciola , qui 
indizj di larga foffa dove finiva la fi ricorda , perchè lervirà a confer- 
ftrada, e che chiudeva la Città . Al mare altrove , una cofa riportata 
termine della via dovea effervi una dal Dandolo nella fua Cronaca. 
delle Porte di Aitino, la quale a vìi- 



Parte Seconda. 26% 

torno non fomminiftrando né ciottoli , né faffi » Forfè fopra dà 
tale maftrico {lavano le pietre che la falciavano , ma forfè an- 
che n* era priva , come ufarono i Romani di fare alcuna volta > 
ìl celebre Bergerio (i) è d' opinione che le vie, prima rie fodero 
per lo più felciate, e quefta era tale certamente; nulla a meno 
però odervandola bene non pare che fia ftata felciata . * Ella è 
larga , Tempre a filo condotta per lungo fpazio , ma vicino al Si* 
le ora è quafi diftrutta .. Oltre quefto ricomincia vicino a Mufe- 
ftre, ma in modo diverfo dai primo. 

Quivi ella è formata ad argine altidimo, che domina fopra la vi- 
cina campagna , ifolato , ed avente rapido declivo da' la ti-, e lar- 
ga bafe . Sopra è pur larga così che due carra vi padano di fron- 
te comodamente 3 benché le pioggie n s abbiano fcroftato de' pez- 
zi, da una parte, e dall'altra . Non moftra alcun fegno , né di 
iaftrico , né di maftrico come T altra , e corre a dio verfo il 
Nord declinando un poco a Maeiìro . Odervai più fopra , che efa- 
minata l'interna coftruzione d'antica via Romana in Francia fu 
veduta da varj ftrati di materie diverfe formata . Ebbi occa fio- 
ne di vedere vicino a Mufeftre ( dove la via che ora fi deferive 
fu pofta a coltura ) che l'acque e gì' anni , ne avevano corrofo uno 
de' lati j ed aperta profonda fidura , entro alla quale odervai un 
grodo muro comporto di pietre cotte , e di frantumi d' embrici , 
e fcaglie di marmo -, il tutto commetto in calcina bianchidima „ 
Quefto muro fembra edere ìlprimo interno ftrato della via , il 
primo che pofava fulpiano della campagna , fopra il quale do- 
vevano innalzarfi gl'altri, che fi avrebbono icoperti ed odervati, 
fé le circoftanze avedero permedo di togliere i cefpugli egli fter- 
pi che tutto coprono . QuefV argine farà 20. buoni piedi alto , 
ed i pezzi eie fcaglie di pietre, che moftra di quando in quando 
fulla fuperfìzie , fembrano indicare , che forfè un maftrico fteffe 
fulla fuperficie medefima , ora diftrutto , .perchè da fecofi molti 
quefta ftrada è abbandonata . 

L. Vero fratello di M. Aurelio fi sa che tre miglia fuori d' Ai- 
tino fu colpito di apoplefia , e tratto dal cocchio Tulia ftrada, e 
faladato, fu poi condotto in Aitino, dove finì la vita* Tale ac- 
cidente avvenne fopra la via di cui ora parliamo, e probabilmen- 
te vicino ali' odierna villa di Mufeftre » Quanto è lunga quefta 
ftrada , da "per tutto fi chiama il Lagozzo , nome che io credo 
fia l'antico che avea , ora guafto ed alterato. Ogni via Romana 
avea il proprio nome , fpede volte aquiftato dalla perfona , che 
l'avea fabbricata, come l'Emilia, Flaminia , Galeria , Àppia ec, 
e come pur la Poftumia non molto lontana ; Ora la noitra non 

fa- 

( 1) De Viìs milit. T, h 



26 4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

•farebbe forfè fiata chiamata Acuzia , da un Acuzio , fuo fabbrica- 
tore ? E quefto nome di Acuzia non farebbefi forfè con il tempo 
trasformato in Lagozzo ? La gente Acuzia fi: trova mentovata in 
gioite antiche lapidi ^ ed oflervo pure che nella Venezia fpecial- 
mente ne furono trovate alcune che di tal gente fanno memoria 
e gente la qualificano di potere e di diftinzione . Furono trova* 
re in Pendice vicino ad Efte ( 1 ) , ed una ricorda Snra Acuzi* , 
Donna afpritta air Ordine Auguftale . Ma qui pure nella Città 
noftra , nel Palagio Giufliniani , a S. Fantino , marmo trovali 
che cljjna Acuzia Liberta fa memoria . 

ACVTIAE. LL 
BLANDAE 

Come altre anticaglie , quefta pure dalle mine di Aitino può 
effere fiata trasferirà nel Cortile di quefto Palagio ; e ciò eften- 
do farebbe vedere tale famiglia anche colà efiitente • 

Seguita ancor vifibile quefta ftrada fino a Nerbon per fette od 
otto miglia togliendoli da Aitino, ed io crederò che colà fi voi- 
geffe a Levante, e verfo Concordia andafTe come fognano gli iti- 
nerari . Ma ella fegue però a correre verfo Settentrione fino al 
Bofco dei Montdlo, a pezzi però informi, e fiaccati , come f^p- 
pi da dotto amico , che ne vide gli interrotti avanzi, che il no- 
me di Lagozzo fempre portano , ed offervò che tra i villani del 
bofco rimane tradizione, che certi rinuiugli di antica via ivi efi* 
fienti , avanzi fiano del Lagozzo di Aitino . Tal cofa confermali 
poi dalla tradizione de' contadini predo Aitino dimoranti, ìi qua- 
li coftantemente raccontano, che la vecchia ftrada tra loro efuten* 
te , conduceva in Germania . Si deve perciò cr-dere che V Acuzia 
arrivata alle colline del Montello , piegaiTe alquanto verfo Occi- 
dente , indjizzandofi alia volta di Feltre per condurre in Germa- 
nia . Egli è certo che nel Feltrino c'erano delle vie antiche che 
fuori d'Italia conducevano, coinè ofìervò anche il Berger (2), e 
moftrano gli Itinerari (a)\ ed a Ponente del Montello vedo Cor- 
nuda e Covalo , le è vero che efiftàno degli avanzi d y antica ftra- 
da , forfè rimanenze pur effi tono dell' Acuzia , dopo che avea 

ol- 

(1) Alerti .p. 109. 247» Strabone • Quella di monte Croce 

(2) Berger. de Viìs. nella Gamia ferviva per pattare da A- 
(a) Li Romani avevano aperte quileja nell' odierno Vefcovato dì 

moltifiìme ftrade che conducevàno Brixen. Quefta di Feltre ferviva per 

fuori d' Italia di là dall' Alpi «Do- paliate da Aitino neh' odierno Tu 

pò domati gli Alpini Augufto ne le- rolo. 
ce fare moltiflìme, come rileviamo in 



Parte Seconda* 265 

oitrepaffato il bofco , o per dir meglio i Golfi fopra i quali fuc- 
ilo è piantato . 

La Terza fìrada -fu quella che da Aitino andava a Concordia Vìa 
fegnata da tutti gli Itinerari , ma che propriamente non era che Concor* 
una continuazione di quella già defcritta , dall' Emilia fiaccata ; ***** 
e per Padova ad Aitino condotta . Elia era pure in parte la ^ 
fieiTa via Acuzia già defcritta almeno fino ad una data diftanza 
da Aitino . Poco Copra di -quella Città trovafi S. Michele del 
Quarto , che groflb Vico dovette eflere un tempo , porto /opra la 
Venezia , ad qnartum lapiderà venendo da Aitino . Anche nelli pri- 
mordi de' Veneti fecondi , io credo , che luogo ancor foiìè 
di qualche con fide ra zione , poiché come ho detto, nei Codice Tre- 
vifano , compilato da Apoftolo Zeno un Patto fi trova del 995. 
tra Ottone Imperatore , e il Doge Pietro Orfeolo , nel quale fi 
dice ., che a 5. Michiele del Quarto ( 1 ) debbano fare fiala le 
Merci de* Veneziani , nel commercio che facevano con quelli di 
Terraferma . Ora è miferabile luogo , e poco difcoflo altro pic- 
ciolo villaggio di nome Quinto efifìe , che pure un Vico fcpra 
V Acuzia fituato una volta fi era , e che il nome traeva dalla 
quinta milliaria dopo di Aitino . Quinto è nominato anche in 
antico documento del 1079. ( 2) , di cui feci ancora ricordo . Mo* 
Arano tali cofe la popolazione antica di que s luoghi , e lo fiato 
loro ben diverfo dal preiente . 

Sopra Mufeftre e vicino a San Michiele del Quarto la Piave 
dovea tagliare l' Acuzia , come ora ilSile la divide in tal luogo. 
Si deve perciò credere , che ivi un Ponte vi avranno fabbricato 
i Romani; e di fatto tale tradizione vive ancora tra i villani di 
Mufeftre , che raccontano maravigliofe cofe di quello Ponte , 
che era magnificamente coftrutto , e che era di bronzo. Una ta- 
le memoria , e tradizione vive ancora , dove né pur fegno , o 
reliquia rimane di fabbrica , né di ponte „, benché dall' ignoranza 
amplificata ; ciò non oftante mi fa credere , che il Ponte forte 
con felidità , e bellezza coiirutto ; e certo che la rapidità del 
fiume, e la fua larghezza in allora richiedeva una fabbrica maf- 
ficcia . Viene detto che alcuna volta pefeando nel Siìc , fi urtò 
colà in faffi o pietre efiftenti nel fondo di quello; edoiTervo an- 
cora, che in alcuni Atti antichi de* SS. Tabra , e Tabrata , già 
venerati in Aitino, e dopo in Trevifo , fi dice che quefli Santi 
furono uccifi fopra un Ponte di marmo , forto cui , foco lnn°i da 
Tomo I, L 1 AL 

( 1 ) S. Mìchctelis de Quarto five (2) In Tertio , in Quinto 5 in Cor» 
in Si/e , five in flumùe ditto VJa- buio ec, 
ve. Zanet. Orig. dell' Art. p. 75. 



266 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Aitino 3 ( 1 ) pattava il Sile . Anche , ne'JBoliandifti ( i ) riportandoli 
alcun pezzo di vecchio JPaffionario ; intorno ; a quelli Martiri ., fi 
legge in effo 9 che fopra un ramo di quello fiume flava fabbricato 
quel Ponte o Faceva dunque più -rami ..colà, il fiume , ben molto 
prima 3 che il Mocenigo fcrivtffe , ed il Cornaro ancora tal co- 
la ; e dico quefto, perchè forfè appoggia quanto altrove io fcrif* 
fi fopra l'antico corfo della [Piave , un tempo ad Aitino vicina , 
e corrente per 1' alveo odiernoxdel Sile . Sembra dunque che vici- 
no a Mufeftre ci fotteTantico^Ponte della Via Acuzia fopra la 
Piave fabbricato , 

L'Itinerario Gerofol Imitano fegna un luogo detto Sanos , die- 
ci miglia lungi da Aitino fopra la via di Concordia . Quefto fa- 
rebbe forfè flato ne' contorni di Nerbon poco fopra , o fotto., e 
forfè, .colà era la divifione dell' Acuzia , che continuava al Nord > 
come fi è detto, e della flrada di Concordia , che volgevafi air 
^Oriente per andare ad Aquileja , .Arada delineata anche dalla Ta- 
vola di Peutingero . A quefto :Sanot era la mutazione de', cavalli, 
^ forfè, sbagliò il Cluverio mettendolo di là dalla Livenza . Se 
egli flava ne' , contorni. di Nerbon , verfo S. Biagio di (alalia , e 
per la flrada pure Calalta ora chiamata poteva correre quefta 
Via Concordierfe , giacché quella Calalta conferva alcun fegno di 
antica Romana fattura , olrre la tradizione , che tale la confide- 
rà . Dopo Sanos , veniva ^Concordia fecondo il iuddetto .Itinera- 
rio Gerofolimitano, poi Apicilia , dopo Y Vndecimo * e per ultimo 
Aquikja . Di tali luoghi parlerò più avanti . Non ferve replica- 
le , che.quefta via univa Aitino con Roma , e con Aquileja , e 
ie io la chiamo Concordienfe, ciò è per diftinguerla dall'altra , 
non perchè io abbia Dati per crederla in antico così nominata * 
Forfè ella aveva felciato al di fopra fé vogliamo badare ad una 
jfciizions di Concordia « 

ARISTIVS. A. L. 
TERTIVS .. AVGVgTALIS 
TESTAMENTO. VlAM. 
STERNI. IVSSIT. W 
.QVOD. OPVS. EROGATA. SVNT. 
H. S. XXX. (3) 

Alle volte Ji cittadini delle Colonie facevano fare de' pezzi 
di felciatura a proprie fpefe; e chi sa che anche T Acuzia , alme- 
no da Nerbon ad Aitino felciata non folte 5 altrove poi traspor- 
tate 

(1) Fiam, Còrnei. EccL Torce). {2) Boll. A&. Sancì. T. Jù1. 3. 
T. JV» (|) Turre. Mon. Vet. Anni. 363. 



Parte Seconda- %6f I 

tate le pietre particolarmente da' Veneti fecondi -, per : fabbricare 
in Laguna . 

Quella antica Tavola da Peutingero pubblicata s che mo{lr'# , 
cori lìnee la direzione delle vie primarie per tutto T Impero Ro- • K u \ "j* 
mano, una tra l'altre ne fegna, non mai ricordata dagl J altri Iti- rittma 
nerarj, che aveva principio ad Aitino, e terminava a Ravenna <,- 
Pare dalia Tavola fuddetta , che quella folle fempre condotta 
lungo il littorale marittimo da una Città air altra ( i ) . Coloro , 
che in più vecchi tempi parlarono di quelle lagune , non vi po« 
fero attenzione ; folo qualche cenno ne fece il Pignoria , ma 
lenza offervare per qual parte ella correlfe f più modernamente 
ceri' uni ci badarono , e riportandone un pezzo , alcuno la fece 
caminare lungo il margine interno della Laguna , ed altri la con- 
dufiero lungo i lidi eflerni o marittimi, che Laguna e Mare divi- 
dono j& Io credo che penfino meglio quefii che quelli , poiché la 
Tavola fegna veramente quella via lungo il lido^ma^ non diflin- 
gue per niente lido da lido ; e V Autore di quella Tavola fu così 
ignorante , ed in tal guifa ogni cola iconvolfe , che conviene an- 
dare cauti , neir appoggiarli fopra di elfo . Ho già detto , che 
per effetto del bizzarro filìema da elfo fegui tato , tutto fi confon- 
de ; e di fatto fi pena non poco a disbrogliare anche le vie/ 
più note. Oltre ciò come mai poterono i Romani ( fofTero pur 
polenti quanto fi vuole ) innalzare una flrada tanto lunga , per 
luoghi tanto ridondanti d' acque marittime , e fluviatili , e di 
continuo interfecati , e divifi da infiniti rami di fiumi , e foffe , 
e canali , e laghi , e paludi , e foci di fiumare non pìcciole , nel- 
lo fpazio comprefo tra Ravenna ed Aitino ? Tutto quello tratta 
alle maree era fommamente foggetto , ed alle innondazioni non 
brevi, non rare, e non pìcciole del Pò, dell' Adige , delli Me- 
doari, delia Piave , fenza contare i piccioli fiumi, e gli ftagni , 
o laghi tra le foci del Pò comprefi . Qual numero flerminato di 
Ponti non vi avrebbe voluto , ovvero di barche a bella polla 
mantenute per attraverfare tutte le indicate foci ; e quali argini 
altiifimi non farebbero flati necefTarj per pattare fopra gii flagni , 
e le paludi tanto frequenti fotto Chioggia fino a Ravenna ? Per 
quanto io fia prevenuto per credere anche quefto tratto non di- 

L 1 2 fer- 

<i) Ravenna. fojfis. vi # 

Butrìun. VI. Ebron XV I il. 

lAugujìa. Vi. Mi»' Mediar. vi» 

Sacìs . XII. Major. Medoac, vie 

Corniculant. Jld Tortura. in. 

J^eroma. HI. jiltino m xvi* 

liatriani . vi. Sez. %. Mar e ornano s ufaug sfa Ber- 

Septem Maria. vi, £er. de viis miiu. T. Ili. 



itf 8 Saggio fopra i Veneti Primi . 

{erto del tutto in antico , e da fola acqua coperto , pure egli è 
indubitato, e già lo dilli altra volta, che la terra alci iuta- , e la 
palude algofa colà erano infieme confufe ,- e che gli ftagni ab- 
bondavano certo e in nutnero e in eftenfione . Parrai dunque , 
che importabile fi renda una tal via lungo V interno margine per 
tali luoghi condotta ; che fé pur ci fofle mai fiata , io^ credo , 
che tra l'opere d-ella Romana pollanca , una delle maggiori } e 
più celebri farebbe Hata . Fu detto che ella intorno a 1 tempi di 
Tcodofio efifteva , e che poco prima poteva eflere fiata- forma- 
ta , perciò in un tempo che già fortemente declinava la Fortuna 
di &oma, ed i Romani più non potevano, o non fapevano fare 
opere di tale natura. Quando uno Stato è ridotto in condizione 
infermicela, infermi pur fono per così dire gli individui , inferme 
le rifoluzroni , infermo Y erario . Si ftenta in tal cafo a mante* 
nere anche il già fatto . E' poi potàbile , che in tanto tratto di 
paefe da quefta via corfo y più non ne refli un menomo, ve* 
ftigio ? 

Se lungo il margine della noftr a Lacuna ? e nel luogo di Carr> 
paltò , e di Terzo una ftrada antica vedemmo effervi ftata , 
quefta non fi può dire che quella fofle che fino a Ravenna an- 
dava , poiché ed efla veniva da Meftre , o da Padova come ho 
detto | e quel margine elevato ed afeiutto , (cioè quello di Cam- 
paltò ) poteva beni Aimo adattarti a tal eofa . Fu detto , che la 
nominata villa di Terzo fia quel luogo detto Pòrto? , o ad Pot- 
inni , nella Tavola Teodofiana fegnato tre miglia lungi da Aiti- 
no fopra la via della quale ora parliamo. Non fi comprende pe- 
lò perchè Aitino avefie ad avere il proprio Porto tre miglia di- 
feofto , e di fopra , mentre egli ftava pure fopra la Laguna > 
tome fapp'amo da Tacito,- da Stratone , e meglio ancora dalle 
tfue mine . Bi fogna poi oflervare quel pezzo d^lla Tavola Teodo- 
fiana dove ftà legnato quello Porto, per vedere che tra Aitino , 
ed elfo, ella mette fedici miglia ^ non tre; e per ciò comprende- 
re egli è necelTario il cominciare da Ravenna , e contare le fé- 
j;nate diftahze fino ad Aitino . Sé altrimenti fi vuol fare, il rì.xvi.- 
dalla Tavola polio tra Aitino e l* ad Portum nulla lervé * ed è 
di più • Non fenza ragione pertanto il CI uve rio ., il Porto del* 
ìà Tavola credette edere flato Y odierno di 5. Niccolò di Li- 
do 5 o di Venezia , come fi chiama alle volte , il quale fé norì 
■rimane così dift^nte da Aitino, come quella lo mette, egli è dà 
Ticordarfi il già detto più volte , che affatto alterate fon ©perve- 
nute a noi 4e numeriche cifre degli antichi Itinerari . Di fatti 
fi badi pirche air altre diftanze fegnate da quello Itinerario per 
gl'altri luoghi dopo Aitino , e fi vedrà che ancor qiiefte non reg- 
gono quafi mai al vm> 5 anche iup ponendo qualche cangiamento 

di 



Parte Seconda, %6§ 

£{ porzione ne* luoghi . Fu- detta y che- ne' primordi de-llW Re- 
pubblica eravi un qualche traffico* vicino a Terzo y ed à Campai- 
to , ma allora più non efifteva Aitino , e quel commercio feoevafe 
tra gii infulari , o Veneti fecondi , e gli abitatori deHa Terrafer- 
ma , vale a dire in tempi, ed in ckcoftanze ben diverfe , e che 
niente hanno da fare né col fiftema ,- né collo fiata di quefti 
paefi al tempo delli Romani . Aitino efFendo pofto' fopra la La- 
guna , poteva perciò accogliere ne' fuoi canali , o fotto le fuer 
mura le barche, come ora il vede in Venezia ; ed il Porto fuo, 
o fìa quello nominato dalla Tavola , lo avrà avuto ne' lidi ma- 
rittimi , non nel margine interno; e come pur ora quello di Ma- 
lamocco ferve a introdurre in Laguna le navi dirette verfo Ve- 
nezia , così quefto avrà dato paiTaggio a' navigli che in Laguna 
volevano entrare per portare ad Aitino . Sia egli pure flato quel- 
io di S. Niccolò , oppure alcun altro de' fuperiori , cioè di San 
Erafmo, di Lido Maggiore ec. più vicini ad Aitino , come for- 
fè fi potrebbe fupporre, ciò non ferve ; baila folo , che egli fia 
flato fopra i lidi efterni o marittimi, come furono femprei Por- 
ri di quefto Eftuario , non fopra il margine interno o del Coiv* 
iinente, e fopra di Aitino tre miglia vicino a Terzo. 

Non credo per tanto probabile che la via da Aitino a Raven- 
na diretta caminaife lungo V interno margine , e parmi che me- 
glio il Cluverio <i) , e dopo di elfo l'Amati (2) abbiano fofpet- 
tato che ella correile dietro a' lidi marittimi , da una Città ali* 
altra * Ma non mi fembra poi probabil cofa , che quefta via , 
come crede f Amati, in tanto non fi vegga dalli più antichi Iti- 
nerari fegnata , in quanto che anteriormente a Teodofio i lidi 
marittimi o efterni non efiftevano , effendo apparfi poco prima 
del 240. , o dell'Impero de' Mafiìmini , formati poco alla volta 
dalle fluviatili depofizioni * Egli non pofe mente che tanti e tan- 
ti fecoìi prima d'una lai epoca uggiamo pure da Mvio deferit- 
tl, ^ mentovati quefti lidi, edefrrhti per lunghe , eftrette zone (3) 
ifolate , dividenti mare e lagune, in fonma fimili a quelli, che 
pur ora efiftono , e fimili non folo in itato di figura , ma an- 
che di fituazic ne . Se quefti lidi non av.ffero efifìito , entr> alla 
Laguna avrebbe mugfto il mare , in confcguenza quella non ci 
farebbe fiata al tempo della irruzione raccontata dallo Storico 
Padovano , né ci farebbe pure ftata ne' giorni di Strabone , e di 
Varrone* che ne fecero ricordo. (4) Ne vale ri dire che iolo al 
tempo de' Maffmini fi conoice V eiiftenza de' lidi marittimi, per- 
chè 

(1) ttal. antiq, 1. u Lrv. 1. to. 

(a) Ap. 7. al Rubicone* (4) In Maxim. I. & 

( $ ) tènue prótentutn iitus effe 9 



270 Saggio fopra i Veneti Primi. 

che Erodiano racjconta effere paffati folleciti attraverfo gli fta^ 
gni , que* Corrieri che da Aquileja portavano a Ravenna 1 a 
nuova della morte di quelli , poiché egli non dice , che con le 
gambe loro abbiano quelli fatto un tal viaggio , ma che naviga- 
rono , e non da Aquileja , e iblo da Aitino fino a Ravenna . 
Non c'era dunque via pedellre , e già Plinio, (1) e l'Itinerario 
detto di Antonino (2 ) aveano già fegnata una retta navigazione ita 
quelle du^ Città appunto perchè terreltre ftrada non v* era . Io 
perciò credo che la via fegna t a dalla Tavola abbia avuto 1* efi- 
ftenza non tanto, quanto Tufo lungo i littorali noftri , ne* tem- 
pi di decadenza della Potenza Romana * ed i Corrieri , che la 
morte di Maffimino affretta ronfi di rendere nota per breve via a 
Ravenna, abbiano per tal motivo intraprefa ^^navigazione degli 
{Ugni , non effendovi ancora quella, perchè cjsì evitavano il lun- 
go giro di Padova, Elle, Modona ec. che faceva la ftrada mae- 
Ara di terra 1 , come abbiamo veduto, e gli Itinerari c s infegnano . 
Dopo Teodofio la Romana Potenza di giorno in giorno decli- 
nando , ed afforzandoli fempre più i barbari, dalla parte del No- 
rico , e delle Pannonie , in conleguenza dalla parte della Vene-* 
zia quelli più che altrove infolentivano ; neceflìtà per tanto fi a- 
vea di una ftrada breve e fpedìta, per fapere prontamente lo fla- 
to delle cofe a quella parte , dando in Roma f ed anche in Ra- 
venna, dove fpefTo erano gli Imperatori in tali tempi r appunto 
per caufa delle barbariche rivoluzioni . Era antemurale d J Italia 
la Città d' Aquileja , e perciò minacciavanla fempre i barbari , 
ed i Romani erano fempre in movimento in allora , e tempre 
in uno flato di guerra e d'i pericolo , per cui non è ftrano , che 
fi trovaffe una nuova via da Aquileja t o per dir meglio da Ai- 
tino a Ravenna * che però non doveva fervire che ì foli corrieri 
alla Corte indrizzati* Alle aperture o portr 4e' lidi, ed alle foci 
de* fiumi faranno ftate approntate delle barche per tragittarli i mentre 
già fappìamo che sr* era tal tifo in altri luoghi per il pubblico 
fervigio ( 3 ) , £orne ad Oftiglia per efempìo fui Pò > ed altrove . 
La medefima Tavola Teodolìana o Peutingeriana che fegna que- 
lla via littorale , fecondo il Bergerio fu delineata per fervigio e 
per ufo de' pubblici CJffizialì , e perciò morirà come ho detto fo- 
lo le vie dove ftazionì e le occorrenti mutazioni ci erano per ta- 
le oggetto, lafciando fuori non poche delle vie , perchè non fer- 
vi vano al fine fuddetto almeno in allora » Se la Tavola perciò 
fegna la Arada littorale , fegno è quello che affai ufara per pub- 
blico 

(1) V. Plir». 1. 35. , (j) Excurfum per atveum Vadì 

(2) Retto itinere navìgatut . It. facìatis .... divi/o labore cum e- 
Anton. quis publ'ms . Catf.Var. 1. ». §h 



Parte Seconda* 

blico oggetto ella era in quel tempo, per le caufe Indicate, per le 
molle de* barbari cioè , che difturbavano l'Impero . 

Offervò Temati citato , che le armate e le Legioni mai tifa- 
rono tal via , fé non che tardi affai , e folo due volte , ed anche 
per neceffità e con flento . Pattarono per gli Eftuarj Afpare nel 
425. e Narfete nel 552. tutti e due quali per miracolo come no* 
tarono gli Storici d' allora Ma tale circoflanza pur prova, che 
fé batterono la via littorale,, effa non era comoda ed atta al mi- 
litar viaggio come l'altre tutte, ma provifionale per foli corrieri 
e meffì , che cercavano abbreviato follecito viaggio da Aitino a 
Ravenna ed a Roma. Ella fi potrebbe affbmigiiare alla via odier- 
na che folo batte il Cornerò noftro di Roma , la quale dopo 
Chioggia palla attraverfo li tanto incomodi monti di arena , e 
li nojofi rami del Pò, fino in Romagna. 

Coneva dunque V antica ftrada in quiftione lungo li nofìri ma- 
rittimi lidi, da Aitino paffando prima fopra il littorale ora det- 
to del Cavallino o fu quello di S. Erafmo , o principiando forV 
anche folamente < fopra quello di Lido o di S. Niccolò dove flava 
pur forfè il Porto fegnato dalla Tavola ( ad Portum ) . Dopo 
arrivava verfo Malamocco ( Ma;. Medoacum ) t indi correva per 
il lido di ^eie/Irina ( Min. Medoac. ) a Chioggia ( Ebron five E- 
dron ) e .per il littorale di fotto Marina e Frondaio alle FoJJe ( Fot 
fis ) che le Folle Filiftine io credo fi abbiano Intendere, che per- 
ciò nuova prova è quella della loro vicinanza a Peleftrina , co- 
me diffi altra volta in quello Saggio. Dopo arrivava alli Sette 
Mari ( Septem Maria ) che dunque (lavano [otto Chioggia buon 
tratto , e verfo le foci del Pò , come pur congetturai prima d* 
ora , e non perciò il nome loro fi eftendeva a tutto rEftuario . 
PalTava in feguito per Cornicolano , Ratriano , Nero ma , Saci , Au- 
gnila > e Biitrio , dopo cui terminava a Ravenna • Ratriano , io 
credo che polla effere nome corrotto di Adriano , nome che o(- 
fervai dedotto dall'agro Adriano cioè di Adria che veniva ad ef- 
fere verfo il Poleiìne Ferrarefe , Cornicolano-Neroma , poteva fla- 
jc colà ne' contorni delle valli di Comacchio ; e Saci e Butrio , 
il primo dagl' Affagi prifchi abitatori di tali luoghi d' Etrufca 
razza traffe il nome , come pur il fecondo dall'Umbro Vico co- 
là Affato una volta , di cui parlai già in principio di queiìe Me- 
morie . Augufta in fine era luogo così detto forfè perchè la Fof- 
fa Augufta o Meffanica colà parlava , la quale fcendeva a Ra- 
venna . Se tali congetture fuflìiìono , danno nuovo indizio effe 
pure , che mai aperta veleggiabile laguna corfe per tali luoghi , 
come ho già detto , ma fempre ftagni interrotti da terre afciut- 
te , ed abitate . Offervo per ultimo , che il rozzo difegnatore 
di quella ftrada , a differenza di tutte V altre fempre delineate 

eoa 



2 72 Saggio iopra i Veneti Primi. 

con tante rette, quella fegnò ad angoli , ne* fini de* quali pofe li 
nominati luoghi ; il che potrebbe aver fatto per dimoftrare come 
meglio fa pe va , la continua interruzione di quefta ftrada , pe' por- 
rj,e per li fiumi , che ad ogni tratto la intcrfecavano . Perciò 
anche da tal cofa fi può argomentare che fotte diverfa dall'altre 
t tutte, e non come quella formata. 
Vm Tr/t* lo ibfpetto , che oltre le quattro itaade deferiate , altra ve ne 
ver/afe,! fofie ad Aitino diretta , la quale quefta ditta con Vicenza , e 
con altre vie faceffe comunicare . Di là dalla Chiefa di Moglia- 
no c\è una ftrada interna , e di poco ufo .., che diretta corre fi- 
no alla villa di Marcante e da quefla a quella di Gajo , che po- 
so difta dalle paludi , e dal luogo dove fu Aitino . Colà finifee 
#lla palude , e non ha sfogo . In più luoghi efla è più alta del- 
la campagna , è larga , è buona , ed è alTai diverfa dall' indole 
fanp.ofa di quelle terre , e dalle balle , tcrtuofe ., e impraticabili 
vie d'intorno, che a Defili Xiepolo ., e Marcone conducono . Effa 
è larga , e pur* non ferve quafi niente , fuorché a condurre lo 
Ararne tolto da' paludi che (tanno tra Aitino , e Gajo . Si noti 
ancora che Strada alta viene chiamata da' villani dei paefe , ap- 
punto per la fua forma, e natura ., e fé continuaiTe taglierebbe 
l'odièrno Terraglio tra Mogliano , e Marocco , e verfo Ponente, 
correndo per juna retta anderebbe a riferire nella villa di Scorze , 
dove mi ricordo .che eiìfte larga e fpaziofa via . Prolungata que- 
lla retta fino al luogo detto il M ] alc anione , colà piegando un po- 
co entrerebbe nel Padovano , andando poi a riferire a' villaggi 
detti Tavq , e Nono , che pajono nomi coroni di OBavum , e 
Nonum 5 dopo i quali arriverebbe a Cicogna , dove al tempo di 
Paladio avanzi vedevanfi della via Poftumia , alia quale perciò 
quefta iìrada in tal fito fi farebbe unita , continuando poi per 
quella fino a Vicenza * Così forfè Aitino con detta Città avea 
comunicazione , fenza aver da fare il giro di Padova ., certo ef- 
fendo che i Romani non rifparmiarono mai né fatica, né fpefa, 
in fabbricare ftrade, fpecial mente in Italia. Poteva quefla via efc 
fere una di quelle traverfe , che fecondane , o comunicative po- 
trebbonfi chiamare , femplicemente giarate, e fatteapofia per evi- 
lare i lunghi giri , che fi doveano fare alle volte per le maeftre . 
Io non parlai che in riftretto di quefte antiche vie à\ Aitino; 
e non eflendone mai, almen che io fappia , flato di feorfo da al- 
cuno , perciò faticai alquanto per metterle più che potei in chia* 
ro, ma però fenza chiamarmi ficuro da sbagli, e da errori. Co* 
rminque fia , 1' efiftenza di tante vie in quefta bafla parte della Ve- 
nezia moftra quanto frequentato paffaggio ella dovea vedere ne' 
giorni Romani , e perciò quanto di verfo eflere avrà la medefima 
jrj allora avuto , da quello nel quale ella fi trova* in prefente . 

Ufo 



Parte Seconda • 27 j 

Ufo de' Romani effendo flato dì porre le fepolture loro fungale 
ftrade perchè Y uomo cerca d' effere in teatro anche morto , fi 
può ben credere, che Je ftrade Alunati per buona pezza fuori di 
Aitino , parte per parte di quefle trifte fabbriche avellerò , e 
non poche , le quali fpeflb magnifiche effendo , avranno molto 
adornato il paefe . E tanto più dovevano adornare il luogo , 
quanto che gli Architetti nell* ideare i fepolcri non erano così le- 
gati , come nell'altre Fabbriche, (i) e la fantafia loro libera- 
mente sfogayafì , e nella forma , e nell'adornarli di flatue, co- 
lonne, bronzi ec. Ognuno che abbia viaggiato per la campagna 
di Roma può aver idea ài tal cofa . Si aggiunga , che oltre i fe- 
polcri (2) flavano poi lungo le vie polii molti Simulacri di Dei % 
e Cappellette ài quefii , e colonne onorarie , fpecialmente da 
preffo alle Città , perciò è facile l'immaginarli quanto diverfì dai 
prefente faranno flati in allora i contorni di Aitino . In Mura- 
no efifte la feguente lapide. 

L. ACILIVS. P. E. SCAP. 

DECVRIO. SIBI. ET, 

P. ACILIO. M. F. PATRI. 

SEXTILIA. SAENL MATRI. 

P. ACILIO. P. F. FRATRI 

IN. FR. P. CXX. REPR. P. CXX. {3) 

Quefta gente Acilia dovea effere delle più diftinte tra gli Al- 
tinati , poiché poffedeva il Decurionato , e l' ifcrizione flava fopra 
il fepokro, eretto forfè lungo alcuna delle indicate vìe. L'eflen- 
iìone di J20. piedi fegnata per ogni verfo , mi fa ripetere ciò , 
che dilli altra volta ancora , cioè che v* era dello fpazio da per- 
dere , e del terreno afeiutto intorno ad Aitino , che così non 
farebbe flato , fé fole paludi avellerò dominato in que' luoghi . 

Aitino doveva effere adorno di fabbriche ragguardevoli , e for- 
fè gli Imperatori vi avevano Palagio . Io così penfo , e perchè 
Tomo I. M m me 

(i) Bianconi. Lettere Celfiane. 

(z) T. LOLLIVS. T. LOLLK 
MASCVLVS. III1. VIR. 

BONDICO. MENSIS. 

HIC. PROPTER. VIAM 

POSITVS. VT. DICA NT. 

PRAETEREVNTES . 

LOLLI. VALE, 

Grut. 4$i. 5» 

O) Extat. in Baptifterio D. Do*, nati Grute 



274 Saggio (apra i Veneti Primi. 

a e abbiamo un qualche Dato in Cafliodoro , e perchè Marziale 
ì contorni di quella- Città paragonando a quelli di Baja , quelli 
erano ugualmente- celebri per V amenità , e per la magnificenza 
del fabbricato. ( i) Sappiamo y che ne' baffi tempi "fpeffa e lunga 
dimora facevano .gli Imperatori nella Venezia , in Verona , in 
Àquileja, e in Aitino pure (2)'. Abbiamo molte leggi , che la 
Data portano di quella y (?) e, forfè fino da' tempi di M. Aure* 
Ho ebbe principio la frequente dimora de" Principi in quella Cit- 
tà , quando* fi \lde ., e fi provò che li tentativi de* Barbari era- 
no per Io più diretti a quella* volta . Pare perciò che Palagi gli 
Imperatori avellerò in più lueghi delia Venezia , e in Aitino an- 
cora»; Un pezzo di antichiffimo-- Paffionario che efifle nell' Archi- 
vio Capitolare di Àquileja , e che è riportato dal Bertoll , ed 
aiiche dalli Bolfandifti conferma quanto io dico . (4) Egli par- 
lando di 5. Eliodoro , che d' Aitino fu Vefcovo , nota che r/o 
chijfìma ed cp nienti jfima Città ella era Hata tra le Venete ,, d J ar- 
gento e d'oro adorna, e che in effa eravi flato il Scgliordzgi Augn~ 
$r 3 ftimato Iaj più preziofa cofa , che fi trovaffe nella medefi- 
ma , almeno come pare voler dire quel vecchio Scritto ., Io cre- 
do che T autore abbia: intefo fpiegare la grandezza delle Fabbri* 
che pubbliche abbondantemente ornate di que' metalli r e che 
per il Soglio degli Augufli , abbiali a intendere il Palagio degl' 
Imperatori medefìmi , il quale poteva efìere affai ricca,, ed orna- 
to . Può la volgare opinione , che ancora vige tra il nofl.ro po- 
polo, farci credere, che ricco folle Aitino, per le (frane favole, 
che quegli racconta , e crede de' teibri infiniti in Aitino fepolti , 
ina dal Diavolo troppa gelosamente cufloditi • Non fi penfi pe- 
rò , che io m'intenda dire effere flato Aitine» un'altra Àquileja ,* 
ma folo che. fu ben egli ragguardevole Città di quelli Efluarj una 
volta , benché da molto tempo negletta affatto ne fia la fua me- 
moria . 

E troppo chiara appare tal cofa folo che fi rifletta a quante 
jfcle della Laguna egli diede origine al tempo de* fecondi Vene- 
ti y e che quefl'ifole furono tra quelle , che più figurarono ne* 
principi di quelli . La Cronaca del Dandolo , che è uno fpo- 
glio di più vecchie Cronache % accenna, anch' effa i folidi edifizj 

di 

( 1 ) j£mula B&janis *Altìni litora fo mire decorata magni s viribus poh 

villi 's . lebat , atque inter ceteras Fenetifi 

(a) Var. 1. 12. Ep. 22. civìtates nobi/ijjìma dicebatur 9 ubi 

{3} Ghotofrid. Chronorog* Codex ìnfuper *Augv.flì Solium nufquam pre- 

Theod. tjcjìus habebatur . Vrbs piane quon* 

( 4 ) Ex lAltìnate nobUifftma atque dam opibus piena fuit . 

opuhmìflima Vrbe . .... bdec nam- Adì. SS. Boll. 

que CivUas olim m nuro fei argen~. Juh Bertol. p. ior. 



Parte Seconda, 275 

■di quefta Città , e più antico .documento M3S. , che rtravafi uni- 
to al -Codice "Sagomine , rammenta il popolo copiofo , ;e Je mu- 
ra , e le Torni altiffime , e le lei Porte ( anche ,da >altre d'ona- 
che ricordate ) .di quefta antica Città , che diedero poi il nome 5 
fecondo la comune credenza , alle fei Ifole principali popolate ba- 
igli Altinati (1) . Ma non lafcia poi dubbio alcuno .che Aitino 
avelie rifpettabiii fabbriche , J s offervazione ? che .ognuno può fa- 
re fopra la fìrana quantità di rottami tutti di marmo .fino , ,che 
vcggonfi fulla via Acuzia dalle mine di Aitino fino al Sile 3 .ed 
oltre ancora per qualche tratto . E quelli frantumi fono per lo 
più di marmo Greco e Parìa , .tanto ibpra 'le alture , o motte 5 
quanto fopra la itrada fuddetta ; ma egli è poi oiTervabile , che 
tali fcaglie rottami fono , ed avanzi di fcalpeliini , e di Officine 
lapidarie, e che abbondantemente coprono ia .via fino al Sile .per 
tre miglia , meno poi abbondanti di là dal fiume per un gualche 
fpazio . QuefH frantumi furono adoprati con poche altre materie 
per formare il duro rraftrico e , xhe altamente copre quella antica 
ftrada . Parmi perciò ; -che moflri tal còfa l'abbondanza di fino 
e ftraniero marmo in Aitino , perchè certo quantità grande ne fu 
impiegata nelle fabbriche di quéfta Città; le degli avanzi di elio 
imo ftrato così grotto , e così lungo ne formarono i Romani fo- 
pra l' Acuzia o 

Il marmo Greco , ed Orientale fi vede effe re flato ufitatiffimp 
nelle vecchie fabbriche dell 5 ifole noftre tanto pubbliche , che pri- 
vate . Comune oppinione corre che i Veneziani colle Navi loro 
dalla Grecia portatfero gli antichi marmi , coplofi un tempo nell s 
ifole di Torcetto , Burano , Mazorbo , Ammiano ancora , e Co- 
flanziaco ora fommerfe, e nel diftrutto Lido Maggiore . (2 ) Si 
può òflervare , che quèltV ifole fituate nella .Settentrionale Lagu- 
na , ancora abbondano più di marmi. , ; che quelle porte nella Me- 
ridionale , Chioggia , Peleitrina , Malamocco ec. Quefte dalli Pa- 
dovani popolate troppo dittavano /da Padova , e da Efte 3 per 
fervirfi .delle mine di quefte per fabbricare in Laguna . Ma Y al- 
tre aveano Aitino tra i piedi , e comodamente ne potevano tra- 
fportare i materiali .Sino al 1400. circa per afferzione del vec- 
chio .Cornaro erano copiofi nell' ifole Settentrionali x. marmi fini , 

.M m a >■£.&* 

( 1 ) Civita f Magna habens'fexTor* ..pte/degntflfime Giefe -con degniflìme 
tas is* populo copipfa nimìs . co'onn^ de marmalo .... de qua 

Datld. Chrotiic. j. de Lio Mazor otto degniulme Giefe 

ZelìBam Ctvitatis lAltìnenftr'pul- dette i Mari . . . . con quantità de 
ebritudinem , -me non & nubarum degne colonne de -marma.ro... cufsì 
Turrium jubverjiones recn'entes ec. fé vede in Mazorbo , Torcello £X> 
Chronkv Sagor. in fin. MSS, Cornar. 

(2) Lio Mazor nel qual era le- 



2j6 Saggio fopra i Veneti Primi, 

e già eflendo molto decadute queir ifole , e perite anche cert' une ? 
oflervo che antica Ducale del 1429. dimoftra come gli abitatori 
di Venezia , e dell' ifole ancor fiorenti , come Murano ec. anda- 
vano a prendere i marmi , e Je pietre di Torcello , e via fé le 
portavano. (1) Così pure poflfòno aver fatto in più antico tem- 
po riguardo ad Aitino, e dalle mine, di quello aver tolti i mar- 
mi fini abbondanti una volta neli' ifole fuddette , che di fatto 
non fembra probabile, che tutti gì* abbiano portati d'Oriente, e 
di Grecia (a) • 

Aitino canta tra li Vefcovi fuoi , prima che in Torcello tras- 
feriffero la fede, S. Eliodoro amico dei grande Girolamo , che 
a fua richieda traduffe in Latino una parre delle Scritture, indi- 
rizzò ad effo la Prefazione del libro di Tobia , e più lettere ci 
fcriflfe . Eliodoro andò una fiata fino in Siria per trovare il Mae- 
ftro, e T Amico, ed ebbe aflat che fare con gli Ariani tanto pe- 
tulanti in allora . In fine di fua vita fi ritraile in picciola ifolet- 
ta delle Lagune allora Cafiravìum chiamata , con Liberale e Mar- 
celliano Altinati , ed ora il corpo fuo in beli' urna di Pario ri* 
pofa nel vetufto Duomo di Torcello * Si lagnò con ragione il 
Fofcaririi (2^) della perdita fatta d'una antica Cronaca veduta * 
e rimembrata dal Montfaucon , che più cofe raccontava de* pri* 
«ìordj della Repubblica , e molto di Aitino dicea, nominando an» 
che quali e quante famiglie fi avevano tolto da quello al tempo 
de' Longobardi , e nelle Lagune filiate < Dava efatta ferie de* 
Vefcovi precedenti al ójo«, e molto parlando della dilìrutta Cit* 



<i) ìnteìkxrmùs quod ad Ècck» 
fiam Si ^Andrea de forcella qua jam- 
diu ruìt funi nonnulla columna mar- 
merei , cufn fuii lidìs , Ì3r cèrti la- 
pide* marmorei , qui & qua fué 
runt de opere diBa Ecckfia , ht qu&d 
D. Epifcopus veheat iojm atcìpi fa- 
cere isr nndere ec. Flara. Cornei, 
Ere e r * To^cèl. T. 9. 

(a) Li Romani fecero ufo g*3n* 
4e deila Prtra'G'feca, é del marmo 
ratio , e la Vi t'ova molto tifata 
l>e r le vecchie fabbriche . in Torce!- 
Io vi fono due Amboni o palpiti 
alt* antica , Formati di rrurmo Q- 
Stentale i di varj pezzi che Ci cono- 
scono aver lervito ad altri u't pro- 
fani in prima . Anche la Pila deli' 
afàjua Santa' fu un'ara ani Ica ò e sii 
à* e#a veggoafi icolpite alcune lar- 



ve freniche * ed una Fortuna che 
fuf gè cori ali a* piedi e ruota , uno 
che ia piglia pel crine , ed altro 
che piagne pe che fuggita * Altri a* 
va tizi colà elìftorto di pagana fu per- 
dizione, per cui G Vede che irrìpie* 
gate furorio w cjueli' ifola del prof* 
fimo Aitino te ruinèi 

Abbianlo nel. Monaci* Vecchio no* 
il ro Scrittore, chtfd Ile rovine di Ai* 
tino erano IHte tòlte le peire per 
fabbricare tìelli tempi an;aii fopra 
1* ifole . Frammenta vnìm fùbverfa- 
ruin Vrbium , funi teflimoftìa nobili* 
originisi pane omva anttqu'-ffi'na a- 
d'fcia Rìvoahi & aliar um infùla- 
rum , ex taterrbus ^Aitivi xompaBa 
videntur . M&nàcis Chroirc. ufqu. ad 
ann. 1*54, 1. i. 

{2) Letteratura Veneziana p. .38. 



Parte Seconda* tyj 

tà , era perciò conofefuta tal Cronaca con il nome di Àltinate , 
Rapita da ftraniera mano , altro non rimafe che un eftratto fat- 
tone da Apoftolo Zeno , e che forfè dovrebbe effervi ne' MSS. 
del Fofcarini . 

Il Dandolo, ed altri ancora, raccontano che nella mina fofferta 
per caufa degli Unni(i) una parte degFAltinati pausarono a Tre- 
vifo , che in que* tempi cominciava ad effere qualche cofa , e 
così accrebbero la popolazion di quel luogo . Di fatto Trevigi 
nacque probabilmente , o crebbe colla decadenza di Opitergio , 
Concordia , ed Aitino , e da quefto derivò il culto che i Trevi- 
giani rendono ad alcuni Santi Altinati , contrattando a Toreello 
il pofleffo delle loro Reliquie. II fuddetto Dandolo crede che la 
Porta Attilia di Trevifo , che mette al Terraglia , e che guarda 
Aitino , abbia dedotto tal nome da quefto . Se dunque tante Co- 
Ionie potè Aitino formare dalle fue rovine , fegno è quefto che 
ilorida Città e popolata era deffa ; perciò lo Scaligero a tal co- 
fa alludendo così facea parlare Aitino alla noftra Venezia « 
Quanta fui cujur modico ve/ligia tra Sfa 

Obruit infani feda mina Maris , 
Sedi bus egregia doceant illu/ìribus Vrbes 

Oppidaque elapfa condita multa manti . 
Afpice quo faflu tumeat Tarvifia pubes : . " 

Una mei germen flipitis Ma fuit . . * 

Morianum incolumi calo , atque infinti bus auris 

£t quod Afa Jori romen ab orbe tutti* 
Quoque etiam Cceli dièta efl de nomine Turris • t 

Curila haec interilus funt monumenta meis . 
Tu quoque mirìfici complens n/ir acuta mundi , 

Te regina vagi , te *voco magna foli • 
Vifce fovi vhtnte tua , & falkibus orfis . 

Pars mea ; nam totum , quam Jit inane vides * (2) 
Poteva aggiunger*' che probabilmente Lido Maggiore , e certo 
yoiÀmmiano, Coftanziaco, Nerni, S.Lorenzo, grotte popolazio- 
ni era perdute , e stelle quali qualche cofa dirò in altro luogo , 
e Buraro ancora da eflb dimenticato, traiTero tutte dagli Altina- 
ti T origine. 

Se fcj-ra Aitino eravi una ftrada Romana da me Actvzia chia- Margine 
fnata , che diritta correva al Nord, non v'era perciè Laguna, e dot* 
tal cofa T offervazione fteffa la conferma badando alla natura *A im *i 

delle 

(1) deliqui vero e* Chibvs ■» •« . * ^Altbiàwn^ mei jUtiUa nuncupatw* 

incolaium Tadtttf & farvìfii elege- Dand. 

runt , a qu ; bu< il lampi Vorta qu<£. (2) J.C. Scaligeri* 

jdam mi dt&bant j normn tijfumsns Iberna 1574, 



zyS Saggio iòpra i Veneti Primi. 

'delle campagne , che quella via accompagnano da' lati , 'fubhe 
dopo la buffa pianura porta tra le motte di Aitino 3 ed il Conti- 
nente .. Alarne vecchie Cronache dicono, che pingui praterie ave- 
va intorno quefta Città , e di fatto fé celebri erano ne' vecchi 
tempi gli Ovili Altinan , Tefiiìenza di quelli dimanda cenamene 
te anche quella de' prati . Potevano quelli ilare fopra il margine 
fituato al Mezzodì di Aitino e già descritto y ma potevano pure 
efiftere fopra T altro diretto al Settentrione , e del quale ora par- 
liamo . Qaefto tratto ne' tempi più lontani rimaneva divifo , e 
interfecato dalli moltiplici rami della Piave , che umido ren- 
dendolo , anche erbofo dovevano farlo in confeguenza . S. Mr= 
chiele del Quarto lo abbiamo veduto in buon effere anche dei 
novecento. Quinto un altro Vico pur era ^probabilmente di que* 
luoghi una volta , ed oltre il Sile lappiamo dal Savina vecchio 
Storico ( i) 3 che tutto quel pezzo dove i miferabili luoghi ora 
efiftonodi Cigaja, Là Bianca , -Dolce , Bavagnolo et. anticamente 
aveva il nome di Lido Altinate , e vecchi Documenti .citati dai 
Trevisano ( 2 > nominano alcuni poderi ivi iìtuati , ed anche al 
fito detto le Tre Palate ... 

Se la via militare , che da Aitino paffava a Concordia -, vói» 
gevafi verfo quella cioè verfo 1* oriente nelli contorni di Nerbon , 
ella paffava per le vicinanze dì Vallio 4 Meolo , Mufile ec. il che 
fé Laguna ivi foffe -'fiata, e non terreno afeiutto , farebbe fiate 
i m potàbile . -Lo fteffo Marco Cornato benché perfuafo della pri- 
mitiva dilatazione degli Eftuarj anche a quéfta parte,, 'racconta 
nulla di meno 3 che vifitando que' luoghi nel J441. per trovar 
legna , onde provvedere la Città noftra , che affai ne penuria- 
va , vide le fponde de' piccioli fiumi , Meolo e : Vallio , fornite d* 
alte fiepi , e di ho/chi abbondanti d' alberi buoni alla cofiruzione 
di Navi , e Caliere , e la flelfa cofa ofiervò pure vicino a Mufe- 
flre ( 3 ) ■ • - Se Selve ombrofe coprivano que 3 luoghi , fegno , che 
ferace ivi era il fuolo , e che quello più ^addietro aveva forfè 
alimentate le Pecore , ed i Buoi Altinati - 

Neir Opera , che tratta delle Venete Chiefe -, antica carta fi 
trova , nella quale nominate fi veggono nel -i 152. terre o cam~ 

li* 

(1) Savina MS'S. 'fogo , e da Navi e Gallìe . . . . 

(2) In Trevif. p. 5>2. itemel fiume Mufeftreel qual met- 
In he* & furido'CaJafolMaffarì- te mègio de paffa duéfento de le» 

tiastrès. gne in Venezia . .... . .faccio noto 

An. 1085. Sched. Aràg. no aniaflìmo : più inanzi per veder 
(3 ) El fiume Medolo pen de le* molti fiumi , e fotte . piene de le- 
gnami & ciefe v . . . item vifto el gne , per amor delle male ftrade , 
Vallio attorno elqual ze infiniti e per no far la Settimana Santa 
bofchl, e gran quantità de legne da * fora de : Cafa . MSS; 1440. 



Parte Seconda*, 27^ 

pi lavorati , praterie y Ortaglie i 9 e Vigne verfo Mufìle , e lungo te 
P/rfi;* vecchia Y cioè, lungo l'alveo formato da ella dopo abbando- 
nato quello di Aitino: , e vicino; all' antica fu.a foce di Giefulo 
ora occupata dal Siie . Egli è poi oilervabile , che quefto ft.eflb. 
documento rammenta i pafeoh ', che colà nutrivano la greggia del 
Velcovo di Eraclea , e de* cittadini di quella , che fu fabbrica- 
ta in que* luoghi da' Veneti fecondi fuggiti da Oderzo , e da 
Concordia Ci ) . Queiìi prati ,. e quefti pafcoli in più lontani 
tempi dipendere dovevano da Aitino non tanto difeofto, e fervi- 
re al bi fogno degli abitanti di quello. Una Bolla di Urbano II L 
efiftente nell'Archivio di S. Antonio di Torcelio al n85. nomi- 
na villaggi e prati preflb. alla foce dei Sileto , e come pare ne* 
contorni delle valli ora dette, del Dogado , o in altro fico di que 1 
luoghi infelici (2).. 

Anche dove ora efifte una Rifaja novella , non lungi dal Si. 
le, fi vede un Querceto, che non è nato certamente l'altro gior- 
no , e poi colà per tutto quel tratto oilervabile fi rende Y aere 
aperto, vivace, ed allegro benché nocivo a chi v'abita, chefem- 
bra ricordi, 1' eiTere diverfo di una volta . Anche il più volte ci- 
tato Privilegio di Federico Imperator nel 1177. conceduto al Ve- 
feovo Torcevano, parla di quefto paefe fino alla Piave , come 
avanti de' prati , de' bofehi , delle decime , che pagarfi dovevano 
dagli abitanti per le beftie tutte colà efiftenti . (3) In certi ri- 
cordi presentati nel 1551. al Principe , (4) allorché fermentava 
l'affare della efpulfione de' fiumi dalla Laguna , prefa in efame 
il terreno vicino a Baviolo , e Ci Bianca, fu trovato non marci- 
do e vallivo, ma fodo e duro \ per lo che io direi , che a tutta 
quefto fpazio fia fucceduto il danno fteflb % e la feiagura medefi- 
ma , che fecondo il Temanza intravenne al margine fotto Fufi- 
na r e verfo Chioggia pofto y per le difalveazioni procurate fulla 

Bren- 

(ì) Ter ras in ripa Tlavis Juxta Mufi/e ( '$• ) Omnibus pradiìs fuis & fof- 

& prepter foffam qua decurrh in fato quod Jìatutus efl tempore Karoli 

palude . . . domum tibi fimi/iter in eo- inter Veneticos Ì3r> Langobar. unum 

d$m loco, Terram ad laborandum , caput exiens in fiuvio Si/e , (y> aliud 

Hortum 1 , Vineas , i?> Campus , & in fiuvio Tar/o , difeurrente Jairo uf- 

pratos ad pafeendas Over tuas cum que ^Aitino . . . . & plebe S.Dona* 

agms ufque ad exhum Tlavìs . . * ti cum pradiis fuis iy* fylvit , paf~ 

tu vero mibi dare ftngulos annos duos. cuis , decimis , territoriis, . ... ex 

Fajfanos in jeflo Si Laurentii . utraque parte Vlavis .... illud e- 

Flam. Cornei. Suppl. ad Ecclef. tiam jancìmus , annuatim perfolvide- 

Torcellanas. beant ex omnibus frugibus èJi beflìis 

(2) Villas & pafeua )uxta os Sì- per totam jlltinenfemT^arocbìam de* 

ìetis ujque Duxiam • In Trevif* del- gentibus ec. In Rer, Itai. T. 12, 

la Laguna pag. 30. (4) Depoùz* Alberti. MSS. 1552. 



280 Saggio fopra i Veneti Primi* 

Brenta da Ecceiino , e dalli Padovani , e qui dalla mutazione 
in più vecchio tempo feguita nell'alveo della Piave. 4 

Sembra pertanto che male penfaflero quelli che V onda deli* 
Eftuario fpinfero in vecchi giorni fopra quefto tratto , ( i ) e cre- 
dettero che efiftenza allora non avelie ne il Vallio , né il Meo- 
Io , né T altre picciole acque ivi correnti , nate folo dopo il ri- 
tiro della Laguna, come etfi hanno ferino . Quafi per altro io 
credo , che con falfi fuppofti avellerò detto il vero riguardo a 
molti di quefti fiumicciatoli , i quali forfè non efiftevano prima 
che la Piave mutafìe corfo ed alveo , oppure aveano direzione 
diverfa fé anche in allora efiftevano . PolTono elTerfi formati dal- 
le molte fcaturigini provenienti dall' alto Trivigiano . Comunque 
fia lo diflì altra volta , che in tempi feonofeiuti dalla Storia , il 
mare copriva certo tutto il paefe anche da quefta parte fino alle 
falde de' monti , ma interratofi fino ad un dato limite quefto 
fpazio, poco più poco meno egli rirr^fe lo fteflb da quando ab- 
biamo ftoriche traccie fino ad ora . Dico dal più al meno , poi- 
che certo l'otto di Brondolo avvennero delle grandi mutazioni , 
e fopra ancora , e verfo i luoghi de' quali ora fi parla poiTono 
efferne accadute di fimili , ma parzialmente però in dati luoghi 
locali, ma non generali, né tanto eftefe come fi fuol credere uni- 
verfal mente. 

Dilli , che intorno la Foffeta, e verfo Fofs 9 alta vidi fabbiegial- 
laftre , e qualche ghiaggia minuta efiftere in mezzo a vallivi ter- 
reni , che indicanp il corfo di qualche ramo della -Piave in an- 
tico , da tali luoghi affai poco difeofta , ed efcludono 1' efiften- 
za d'acque marine fu d'eilì un tempo : e di htto le motte , e 
le difuguaglianze fparfe p£r quelle campagne , le ulve d' annofe 
Quercie che interrottamentele coprono, lembrano provare tal eo- 
fa. Negli antichi Statuti di Trevifo, fi nomina al 1267. , come 
luoghi fruttiferi, e di pojjejjbni , e bofebi coperti Foffalta , S. Cro* 
ce , e S Donato di Piave ? Villaggi efiftenti appunto in quefto fpa- 
zio ( 2 ) . 
.,. ,. Dove ora a forza fi è fpimo il Sile entro all'alveo della Pia* 
Tiftve àì vt antico , predo all' ultimo fettentrionale confine della noftra 
S. JLrafmo Laguna , e vicino a quel luogo che Cava Zucarina fi chiama , 
* eet, comincia un lido marittimo fimile a quelli di Malamocco , e 
Chioggia , che dall'Adriatico fepara l\ Eftuario , e corre fino al 

Por* 

{1) V. Depofiz. all'Acque ec. cis apud T?lavìm , {?♦ quod redìtus 

(2) Omnes redìtus terrarum & habet in ilio Territorio . . . Fojfalta 

poffeflìonwn S* Donati (9* Curi<eMttf* cum omnì jure quarvfiì , & jure 

fde cum rat ione . . * . ftini l&.duos buj candì , i&* omnì jure decìmarum* 

fi ariorum frumenti * . • invili* Cru- Coiex Ecelin, ex V«rci. p. 44©. 



Parte Seconda. 28 r 

Porto di Piave vecchia, o di Giefulo , per il quale il Sile fuddefr- 
to dovrebbe ufcire in mare . Dopo altro lido fi trova , che fi 
ftende fino ad un' altra apertura , o Pono detto Tre Porti t e 
chiamato Udo del Cavallina, oltre ti qua! porto un altro lido co- 
mincia , che porta il nome di S. Era/me , e termina ad altro 
Porto di tal nome . Una fecca divide quello Porto da quello di 
S. Niccolò del Lido o di Venezia . Con quefti littorali rimane del 
tutto chiufa la Laguna noftra , e divìfa dal mare , e di effi al- 
cuna cofa ora diremo riguardo all' antico loro fiato , come fi 
è detto pure degli altri fotto a quefti fituati , a quelli cioè di 
Chioggia, Pclefìrina , e Malamocco , l'ultimo de' quali termina 
appunto al Porto di S. Niccolò , nel qual Porto ftanno alcune 
picciole ilole dette Vignole , pofte in mezzo al lido di Malamoc- 
co fuddetto, ed a quello di S. Erafmo. 

Chi sa che (opra quefti lidi efterni , che io chiamo fetrentrio- 
nali , non ftaffero una volta quelle Altinatì Ville tanto lodate 
da Marziale? (i) Certo quefti per la vicinanza di Aitino, e più 
abitati , e più culti dovevano effe re de' meridionali . Il Poeta (2) 
non ebbe riguardo di mettere al confronto di Baja , quefte ville; 
di Baja , che fu il più delizicfo , e fruttifero angolo d'Italia, e 
d'ogni voluttà , e d' ogni piacere fede e foggìorno . Egli n' era 
così innamorato , che augura vafi ài finire in tali luoghi i faoi 
giorni . Baja era fui mare , e lungo la {flangia, flava no le cele- 
bri Ville degli oziofi Romani . Le Ville Altinatì > fé a quelle 
dovevano affomigliare, doveano ifteiTamente effere pofte preffo ii 
mare ; ed io perciò congetturo , che ftaffero fopra i lidi fuddet- 
ti non difccfti da Aitino . Anche fopra 1* inferno margine fupe- 
riore a quefta Città , dentro nella Laguna , e del quale abbia- 
mo difeorfo prima di efaminare quefti efterni lidi , potevano pu- 
re efifteie di quefte ville , in mezzo fituate ahi moitiplici rami 
della Piave, e fors'anche in qualciYuna delle if ole t te proflìme ad 
Aitino, ed alli littorali , come Torcello ec. Già tutte quefte fi- 
tuazioni doveano effere ben diverfe in allora da quel che fono 
in prefente , ma non avendo Dati ficuri per parlare delle Ville 
Alenati con qualche certezza, fecondo il folito conviene conget- 
turare , ed è fortuna fé alle congetture fi può dare una qual- 
che tinta di verifimile. 

Cffervo , che Caffodoro nella Lettera 24. alli noftn Tribuni 
diretta , deferivendo la Venezia dice , che quefta godea all' Orienti 
r amenità del lido pofto full'Jònio Mare . ( 3 ) Il Lido della Vene- 
Tomo L N n zia, 

(1) AZmula Bajanis jUùnì lìtora vìt amavìt . Catul. 
vtllis . ( 3 ) *Ab Orienta jucundìtate fonti 

(a) Byas . • . . quicumqut nva litork perfuumur , ubi mdofum 



282 Saggio fopra i Veneti Primi. 

*ia , non fu mai altro , che quello della Laguna ftefo dalla Li» 
venza ., Tino alle foci del Pò; lido divifo dalli Porti in più lit- 
torali feparati V -uno dall' altro come abbiamo veduto .. Era dun- 
que ameno queìio lido , e fé era ameno , f egno è quello che era 
pur coltivato, ed abitato a' giorni di Caffiodoro . In tempo di 
quello benché Aitino avèlie fofferta la grande fcoiTa dagi' Unni, 
pure erano paiTati circa .ottanta quattr'.anni, e perciò aveva avu- 
to tempo ballante per rimetterfi in buono flato infieme con i 
luoghi vicini . Egli non fu incendiato come Aquileja , ma ruba- 
to , e non più , da que' Tartari trovatolo vuoto d' abitatori ; ed 
il lungo e pacifico Regno di Teodorico fi sa quanto avefle rimef- 
fa T Italia tutta in forza ., ed in vigore , ed egli oltre ciò avea 
un genio fommo .per rimettere in piedi le Città defolate ; e fpe- 
fé immenfe fomme in tal cofa , come è noto. ( 1 ) 

Aitino era poi fituato in modo tale , che potea fare commer- 
cio ragguardevole , e pofizioni cosi fatte non fi abbandonano fa- 
cilmente. Il .mare, gli (Ugni, le vie militari , lo rendevano tale, 
e più non efiftendo Città di confiderai io ve negli Eftuarj in tal 
tempo , fuorché Ravenna polla nell'ultimo confine aultrale, già 
perita Aquileja , fi può credere, che Aitino avrà rifiorito di nuo- 
vo ., e fi farà rimefio . Vedremo di fatti , che dio non peri , 
che più tardi , e ne' tempi Longobardi . Potevano per tanto I 
lidi marittimi vicini a quello edere popolati , e coltivati ancora 
ne' giorni di Caffiodoro , e ne' primordi de* Veneti fecondi . E* 
da ofiervarfi , che in -quelli il terreno non è così fabbioniccio , 
ed afeiutto , come negl'altri di Malamocco , e vicini ,, e perciò 
abbondano 4' alberi fruttiferi , che largamente mantengono la 
Capitale d' ogni fona di frutti . Abbondante è pure colà la col- 
tivazione de' fiori, alte, e fronzute vi crefeono le piante, il te- 
pore dei clima , f aere Ialino del mare , la vegetazione , e lo 
/viluppo favorendo, e il fuolo graffo, e profondo largamente pro- 
vederdo di fughi nutritivi . Mutarono forfè condizione in prò- 
greiTo riguardo air aria ( non falubre come in quelli polli nella 
aulìrale Laguna ) per l'interramento della .profiima laguna in pitt 
luoghi , per la mutazione già fatta dalia Piave , e per le opera- 
zioni praticate fu quella, e fopra il Sile . 

Sino però da' tempi più lontani pollano, aver avuto coltivatori 
ed abitanti, appunto per la vicinanza di Aitino. Tacito raccon- 
ta ( 1 ) che guarnigione fu polla in quella Città per timore del- 
la 

mare terrena* concavìtatesìngrediens fabrlcarum isr> refi aur at or C'ivi tatum: 

in facìem decora ftagnì ec. he ^Aquaduèlum Ravenna/ inftaura- 

1. il. 22. <vit ec. Anon. Valef. 

(1) Tbeodmcus-enim erat amator (2) Ann. ì, 2, 



Parte Secondai »% 

£* fiotta di Vltelliev , che teneva 1 F Adriatico t e ciò rnbiìra p 
che Aitino poteva atTaiirfi per la parte def mare , poiché 1 i navi- 
gli da quello pattavano in Laguna per alcuno de' Porti' a quella 
Città vicini . Quelli erano li già nominati di So Erafmo ,» Tre 
Porti, o di S. Niccolò, i quali dovevano certamente anche fervi- 
le al traffico di ella . Dunque a caufa del palTaggio continuo , 
che per effi facevaiì ,. e popolazione , ed abitato elTervi dovea , 
ramo vicino alle aperture , o porti , quanto più addentro fopra, 
i lidi. 

Pingui e valle praterie ora fi veggono intorno al Cavallina ,. 
Crifolera e, Cava-Zucarina , cht fembrano indicare 1' indole antica 
dì que J luoghi . Coramella" rammentò gli Armenti Altinati , ed in 
prelente ancora allevanfi Buoi belliiTimi , ben formati, e vigorofi 
in tali liti , e particolarmente alla Grifolera , che vengono ri- 
cercati anche da lontano • Se fi badzfie un pò più a tale pro- 
dotto , forfè un ramo di commercio fé ne farebbe ragguardevole,, 
oltre ai un fondo neceiTario di troppo allo Stato , che deve ogn' 
anno mandar fuori fomma terminata di foldo fenza concambio . 
E la coltura de* prati fé fi poteffe eft cadere a quafi tutto il cir- 
condario della Laguna , utile per tale oggetto non folo, ma an- 
che per il miglioramento dell'aere forfè farebbe. Checché fia pe- 
rò di un tale defiderio , veggiamo da quanto fi è detto , che il 
terreno colà ferace e buono' fi mofira , perciò quando Aitino efi- 
fìeva, e quando fciolti in Laguna correvano i fiumi, non rivol- 
tati come in prefente per un neceiTario timore , non otturato il 
Porto di Lido Maggiore come fu fatto ne' tempi feorfi, molto mi- 
gliori , e falubri dovevano efiere ; e perciò fenfle forfè Cafiìodo- 
ro di efiì , (e non dell'I Uria) (a) che arricchivano attempi fuoi 
coloro, che li coltivavano, (i) Due Città erefìero i Veneziani 
in quelli' luoghi , Eraclea , e Jefulo ora difinitte , poco lontane 
dal Continente (2), e fopra un lido abbondante di pafcoli e bo~ 
fchi . Sappiamo che Giefulo conteneva moltifiìma gente che vi- 
vea folo dì paitorale induftria alimentando gregge numero fé di 
cavalli, e di grotto, e minuto beftiame (3), per cui dir fi deve> 

Nn j che 

(a) Parla Caffioioro di tal cofa tersr . V»h T» !2. E?. 22. 

nell' Ep. 22. di una precedente la (2) l^on procul a Continenti* 

nota fcritta alli Tribuni de' Veneti B-.-rn.ird. Ja^. 1. 8. 

iecondi . Parmi che vi fìano alcuni Fiam. Cornei, de Et-, Torcell. 

dati per credere che in queir Epi- (3) Taflores eqw-rum & enfiorum 

fìola egli parli della marittima Ve- animai 'mm ed t'itera leniertes £- 

nezia piuttoftochè de) i * iiìrU , e in qtàìium conflruxe->e , v^cvtumque efi 

altro luogo fi diranno :!e congetture hcc nomile ex multhudràé Equo* 

che così fanno fcipettare . rum, cu •■ ibmemfttttrhbantur. 



( 1 ) Et ditant magna ubertate o#/- D^nJ. 



/ 



284 Saggio fopra i Veneti Primi • 

che pafcoìi e prati colà vi foflfero e buoni , e copìofi , aìtrirrìen- 
ti non avrebbero ieielto quel luogo per dimorarvi » Di fatto Gie- 
fulo per tale circoftan-za anche Squillo fu chiamato da* noftri , 
e pare una tradizione di erto il moderno nome di Cavallino . 

Lo flato ubertofo > e verdeggiante dì quelli luoghi fempre in 
antico , pare a ilie che dedurre fi poffa anche da quella affai 
vecchia Cronaca MSS* che unita fi trova al Codice che contiene 
la Sagomina > Ella racconta che «1 tempo de* Longobardi il lido 
di S. Eralino , e delle tignole dovea ogn' anno pagare al Vef« 
covo di iNtrno due palmiti con i loro grappoli per ogni falco , 
ed oltre ciò denaro <, Ova , e Gattini quegli agricoltori erano obbliga^ 
ti a pagare alla medefima Ghiela. (i) Ella dice ancora che del 
denaro fepolto fotterra colà fi -trovò neil' escavare li fondamenti 
d'una C'hi-efa , f^gno anche quello di più antica popolazione -, 
Anche da certe pie favole che la medefima Cronaca racconta for- 
fè fi può raccogliere la prifea fertilità, e coltivazione di que' luo- 
ghi . Il Corsaro, ed il Za-neti riportano un Diploma di Ottone 
Orfeolo Doge alli cittadini di Eraclea , il qtaale parla èi una 
eftefa Selva , la quale arrivava <|ua(i alla Livenza , che fervivi 
alle volte per le caccie de* Dogi i e che Cervi, e Cignali alimene 
tava . Egli è del 1015. quefto- Documento > e fi vede in effo che 
ali occafione di andar colà il Principe a cacciare, per ogni Maf 
farla y cioè mitica, egroffa famiglia, come tale vocabolo fuol ii> 
dicare, una focaccia , un Pollo , ed un denaro di Vino , doveafi da- 
re a quello, e fieno , e paglia , e la tefta , ed i piedi di Cignale 
fé veniva prefo . Se fi prendeva un Cervo , il Fifco contentava^ 
ideile fole corna . (2) Altra Carta del 1044. dallo ileflo autore 

pub- 

(i|) In qui bus Titorìbus ì& mitltes tfam. Cornei. E. Torcel. 

'Jtgrìcolàs fèU Co/onos cónti ituerunt Zaner. Pap. Ravenn. 

'hoc itaque modo , ut nullus in iif- (2) Quantum J nos debemus 'venite 

dem Ihoribur 'vinehs ve/ hiieujus 'ad Liquentiam ad venandum ; debe- 

'■culturds epus agere profumerei fine t'ts nobis r dare prò unumquemque Maf* 

Hpifcopì concezione s . . quod -fingu- jmrium jemel in anno pullum unum,, 

f ìis annis ex unoquoque julco uniufeu* isn una fgaccia , & unum denarium 

jùfque vine<£ palmi te s cuti omnibus de vino , & nobijcum debeati s fia- 

ractmis pr# certfu * . . oclo nummos te uf'que fios ftaterimus ^ & quaHtas 

Ova «fe* Gal ima* tfferebant <ec. vices ibi ftaterimus vos cum nos adi- 

Fifa bobum , ac bubulafum denfif- re debetttìs , & nos vobis dare de- 

ftma weies «... vìdit "campum viti» bemus Mancojos quinque propter '/- 

bus plenum ec, pjiim fanum , qued nos debetis fa- 

Ghronic. VbS. p. 7^. &>. cere OC. pìfees .. "Si paxem -extiterit 

•Incipit poft muitarum urbittm fub* angarias ad fine m & u,que Lauria. 

'mrfionem . zagam nobis dare debetis . ... de 

V. Z net. Orig, delta Moneta . lenatione falvatica, di porco uno in 

Veneziana p. 4^0 anteadebètts nobis adduare ctput 

(y pe- 



Parte Seconda» 285 

Pubblicata Ci fa vedere predo Equiiia , cioè ndh vicinanze ài 
Cava Zucarina , e fopra il contiguo littoraie effervi (lata antica 
Badia, ed una Selva di Pini, che il nome perciò davano di Lido? 
del Pineta a quel luogo , e S. Giorgio di Pineta alla Chiefa . (i) 

Potrebbe tal cofa confermare quello che ho detto più fopra in- 
torno al nome di Aitino, ed alle piante varie r forfè efiftenti ne' 
luoi contorni ora perdute , giacche vediamo da quello documen- 
to, che anche i Pini allignavano intorno all' Elluario noftro una 
volta. Mi fovviene a quello propofito , che il Trevi fa no (2) ri- 
porta antica legge , la quale proibiva il disbofcare i lidi , e 1* ac- 
cendervi de' fuochi nelle Pinete , che (lavano fu quelli . Così pu- 
re il Fofcarini (3) rammenta V antico Statuto di Lido Maggio* 
-re , che proibire nel J240. la Caccia del Falcone (opra quelli 
luoghi 9 tutte cofe che indicano la coltivazione de' medefimi affai 
antica , e perciò rigettano la credenza di alcuno , che luoghi 
nuovi per così dire li confiderà , e folo ne' vecchi giorni dall' ac- 
qua coperti. Nella carta dei 1044., che è una Donazione di Or- 
io Patriarca di Grado del Monafte-ro indicato a certo Vitale Ca- 
rofio da Rialto , fi dice che quefto era da molto tempg diferto , 
e che una volta colà ayea fiorito , benché ridotto folitario \n al- 
lora . Prima dunque del mille efifleva l'abitato colà, e forfè egli 
icemò nelle irruzioni Ungariche nel $00. circa avvenute . Otta? 
glie , Vigne, Mulini, e terreni lavorati il medesimo documento ivi 
rammenta , e tutte le pertinenze iniìne del Moniftero, che in vec- 
chi tempi poffedea , tra Je quali il pafcolo di quel lido , che doveva 
rimanere in comune a* Monaci , ed agli Equilejefi . Tutte quelle 
cofe confermano l'antica efiltenza di coltivazione in tali luoghi „ 
i quali fé cosi erano per .gli Equilejefi , e .per gli Eradeani , af- 
fai prima potevano a fimil ufo fervire agi' Altinati , e meglio 
ancora edere in tal tempo la loro condizione avuto riguardo .al- 
le circoftanze diverte de' diverti tempio 

U 
Isn pedes . . . {$" fi juerh Cervum % tum & effertum exthìt . * . . idefl 
Jo/a Spàtula. terris , vìtieis culti s &> incititi* , due 

( 1 ) Cum per fault as feries anno- ^Aquimolis cum toùs /uh pertinenti- 
rum una nofìra Ecclefia .... defer- bus aqu:s , five cum totis aucupatio- 
ta Ì3r> deflruHa cum jua pertinenza ni bus & p fcationibus fuis , & uno 
.pe r fijhret , ubi edam ohm temvoris fundamznto Ja'ìnarum , -et'mm cum 
Monafle'rium fueràt ., c.uìtis vocabuh totis hortis ., & hertalkìis fuìs , $&> 
■extiterat S. Georgi i M fito in litote vpfo pafeuo de lì ter 8 , tpji communi» 
quod dicitur Tirato -non longe a Ci- ter balere debetis cum populo Equi* 
vitate qu# nunc^patur Equ/o . . . leJenfi. 

damus ighur cun omnibin pertinen- (2.) Liber. Presbyterorum & lib. 
ciis /uh ab intus {9* forti per antJ- Vhraenefì-s in Trevi-f. 
qua tempora : five etjatp qui poffjno- (j) Letteratura Veneziana p» #0. 
dum a popùlo Equìiejenji ibidem da. 



285 Saggia fopra i Veneti Primi. 

Li Monaci del Lido di Pineto dovevano dare al Patriarca ( (t 
in fredda ftagione andava a viTitarli ) cinquanta. Pani, un'Urna di 
vino ^ { Orna ancora diciamo ) cinque paj a & Anitre , ed un Por- 
co* Se quefto però f offe mancato ,. do vea no contare quattro Manco- 
fi per elio. Se la vilìta cadeva in eftate, i pani,, il vino indica- 
to, e dieci Polli , con de* Molloni , i quali fé pur non fi poteva- 
no avere v quattro Maneofi ancora fi esborsavano per effi . ( i ) 
Crede il pubblicatore di quefto Documento , che li fuddetti Mollo- 
ni foriero que' pefci da noi Molli chiamati y pefci abbondanti , 
ma triviali . Potrebbe effere ; ma riflettendo che -Troppo comune è 
tal pefce in quell'acque , non (olito a mancare in eftate , e po- 
co ftimato anche da' men goloft , parmi ftrano che avellerò ad 
apprezzar/! tanto quanto un Porco , e molto più fé quefto era un 
Cignale come portano alcuni elemplari dì quefta carta . Fu mo 
neta de* barbari tempi il Mancofo , che d'argento, e d' oro bat 
tevafi (2), ma il valore predio di effa ora s' ignora . Pefce perciò 
diverfo y e più ftimato, cred* io che foffero que' Molloni , de! 
Mollo odierno di quefte Lagune . Comunque fìa vediamo fempre 
da tali cofe , che grano, vino, ed altro raccoglieva*! in que' li- 
di , che perciò non fterili, e vuoti mai furono , né da fole pa- 
ludi circondati. 

Dalla durata, e dalla fòrza de' venti d' Eft , e Nord-Eft così 
frequenti in quefto clima, ripetono alcuni Y origine di tutti gli fpez- 
zati lidi che argine fanno alia noilra Laguna , contro 1? empito 
del mare: Spirando quefti con empito fopra Y Adriatico , e com 
movendolo affai , follevano dal fondo la fabbia , e quefta fpinta 
verfo T Eftuarìo fi ammucchiò dicono con il tempo , e formò le 
fpiagge indicate . Vera può effere tal cofa , ed offendiamo che ancora 
Jungo i lidi fabbricano e disfanno i monti , o le Dune di fabbia i ven- 
ti alle volte, fpecialmente verfo Sotto Marina , eBrondclo. Un feno- 
meno fimile colà fuccede talvolta a quello , che fuol accadere ne' 
piani arenofi dell' Africa , e dell' Afia , dove uno fterpo , un cefpuglio * 
ferve di punto d'appoggio al vento per innalzare quafi un colle 
di arena , che kiogìic di nuovo , e disfà col tempo . E verfo i 
lidi meridionali battono fortemente i Levanti , ed i Grecali , e 

colà 

( i ) Cum phcuerlt nobìs de tertìo folvere debeatis Mancojos quinque ', 

anno venir* in eodem Monafterio .... fi autem fuerit verni tempori/ , tute 

bonorifice debetìs fufcipere . . . . ta- perfohere debeatis pnfdièìos panes 

men fi erit teftivum tempus de rebus ec l*n Torco uno fi eum potè* 

•vefirì Monaflerii dare debetis panes ritis babere , fin atttem prò eum no- 

50. & unam Vrnam Vini , Ìy> -de bis per/olvere debeatis Mancofos quin- 

lAnadris paria quinque , Tullos de- que ec* 

cem , Muìones . , . . fi ees babere {2) Du Cenge. Lex. 

poteftis , fin autem propter eos pir- 



Parte Seconda. z$j 

colà per quefto altre Dune fi veggono, che fi appianano > o non 
efiftono così alte nel lido fuperiore di Pekftrina , per cui funecef- 
iario erigervi quel marmoreo muro a difcfa dell' interna laguna , 
così folido , e di così efpanfi marmi formato , che non pare cer- 
tamente opera di quefti tempi . E la caufa forfè , che a quefta 
parte non efiftono tali Dune , fi è che il Levante da Peleilrina 
in su, pare a me che non percuota così forte come al di folto, 
potendo ognuno oflervare , che quando quello leggiero fi fente 
in Venezia , 'gagliardo fi prova a quella parte, e tanto, che to- 
glie il poter pattare da Chioggia a Venezia per di fuori . Ma io 
fofpetto, che anche gli Sciroccali convmovino il mare noftro egual- 
mente dal fondo, e forfè più delli Levanti o Grecaci , ed abbia- 
no effi pure molta parte alle variazioni degli fcanni , e delie foci 
o canali occulti che conducono a' Porti . Il mare più ondeggia fé 
da lungi viene il vento , che fé da vicino egli loffia : così fé 
quefti fpira un lungo tratto di mare i' onde fi fanno più lunghe 
e meno fpezzate , e V acqua più fotto refta commoiTa. I Grecali 
benché menino grande rumore, pure non gonfiano tanto il Golfo 
quanto lo Scirocco, perchè lo battono di travcrfo , e nella fua ri* 
Grettezza, mentre quello lo commove quanto è lungo, effen do po- 
llo il noftro mare alla dirittura de' venti Auftrali . Forfè in al- 
lora c'entra anche una qualche efpulfione di elettrico fuoco, o dì 
aliti ignei, dal fondo , poiché nelle tempere chi sa che tanto non 
operino le caufe efterne alla fuperfizie del Globo , quanto le in* 
terne e vegnenti dalle vifcere di quefto , ed il mare nelle procel- 
ie fia gonfio , e mofTo da fotterranee afpirazioni , ed cfplojioni , 
che rrovino in confeguenza anche l'atmosfera al di iopra . Non 
è nuova V oiTervazione de 9 viaggiatori , che muovefi alle volte ftra- 
namente il mare con picciolo o mediocre vento , e nell 1 Oceano 
fu notata tal cofa da molti. Comunque fia, le fciroccali tempefte 
intorbidano (a) certo affai il noftro mare , e gonfiano molto 1* 

acque 

(a) Mi fov viene che Tanno 1775. le a dire era alta e nafcofta dalli 
li 27* Settembre dopo alcuni giorni nugoli inferiori che filivano fem~ 
firoccali umiditimi ed affannofamen- pre dal mare e correvano verfo il 
te caldi , era il cielo annuvolato e monte . Trapelava fclo il chiarore 
nero , fìrepitofo il mugito nel ma» continuo e mai interrotto , che era 
re, e leggerifiìmo il vento . Corre- vifibile anche ad «n* ora e più pri- 
vano dritti e veloci li nebbioni a^ ma della notte , ed era Verticale * 
monti forgendo dal mare , ogni co- Così durò tutta notte fen*a piove- 
fa era molle d' aqua dentro e fuori re > folo alcune volte cadevano po- 
delle cafe , e fpoflava il caldo. Ver- che e brevi goccie , ie quali porta- 
lo fera vidi fenomeno curiofo , ma te contro le vetriate da un fàlfo 
non raro, cioè un muto lampeggio, N . E . che fpirava , fi afciugavano (oi- 
di cui la fede non era vifibile, va- lecitamente • ed ogni ftiiìa, lafciava 

fin 



2 83 Saggio fopra i Veneti Primi. 

acque di effo , perciò pònno anch' effe aver cooperato in antico 
alla formazione de* lidi. Anticamente i fiumi portavano le loro 
torbide in laguna fpingendole al largo verfo il mare ; quello nel- 
le tempeite folievando le proprie arene le fpingeva pure verfo le 
lagune ; dove quelle -due forze oppofte s' incontravano , «ed eraao 
quafi pari , ivi per neceffana legge di «noto dovca farà una qua- 
li reflazione di quefto , una quafi quiete ©eli* acque , e in coufe- 
guenza t una depo/ìzione maggiore di materie: quella continuata , 
e modellata poi in divertì modi dalle locali circoftanze de 3 fiumi, 
dalle piene, gialle ternpefte, da' venti ec. poco alla volta .aumen- 
tandoli , diede TelTere , e la forma a' noitri lidi , e fabbricò le 
naturali barriere che feparano le lagune dal mare* 

Ma quando ciò Ila fucceduto io credo vana cofa il cercarlo , 
certo da affai antico tempo 9 poiché abbiamo veduto , che all' 
anno 421. di Roma (i) efillevano i Jirtorali , e dividevano gli 
ftagni noftri dal mare, come ora pure ciò fanno. 

Ho detto che le ville Altinati lodate da Marziale elidevano 
.forfè nelli deferirti lidi , ma forfè ancora nell* ifole della Laguna 
prodi me ad Aitino. In una di quelle, cioè in Torcello, tro/afi 
la Seguente jfcrizione, che può far fofpettare una tal cofa* 

HORTVM. MVNICIP, 
D. (2) 

Onoraria ifcrizione ferrìfera quella per riconofeenza pofta ad 
alcuno che un Orto avea donato a pubblico benefìzio ad ufo del- 
ia Città, detta Municipio benché Colonia ellafofle, cofa che af- 
fai 

fui vetro tana marchia circolare gìal- aggruppo di fuoco fparfo per V aere 
ladra, che toccata col dito, ed of» in tuoni profondi , e fulmini, e piog- 
fervata con lente , vedeva!! etfere già , che dentto i monti fu tembi- 
minutitTìma polvere impalpabile , le ( fatti centro di tutti li nugoli 
che appannava tutte le fineftre e le forti dal mare ) e causò piene dan- 
Tpfcurara . Era fabbia marina , che nofe ne* fiumi . Nelle Memorie deli* 
fa vedere quanto il mare era com- Acad, di Parigi fi trovano notate 
modo, e quanto veemente e copio- delle piogge mifle di fabbia di ma- 
la-era 1* eiplofu ne del fuoco fotter- re, in luoghi a queflo vicini . Una 
raneo , e l evaporazione in confe- tempefta firoccalc perchè forfè ca ta- 
glienza del mare, lì fuoco o elettri- fata da violenta evaporazione fot» 
co o centrale fpicciava con tal fòr- terranea può maggiormente intorbi- 
la attraverfo l'acqua, che feco por- dar il mare , che una tempefta di- 
lava le molecule non folo di ella rò rósi più aerea e che più fopra 
ridotte m vapori, ma anche le mi- e fuori dell* acqua nell* atmosfera 
nime particelle areno fé, con fu fé nel* fa tumulto, 
l'acqua dalla veemente agitazione (1) Liv. I. io. 
di quéfta . A giorno fi fciolfe tanto (z) Extat in Turre Ecdefoe. 






Parte Seconda. 28^ 

fai di fpeffo fi trova nelle lapidi, e negli Storkr antichi , e che 
qui non ferve fpiegare . Quello che più importa è la memoria , 
che tal cognizione ci conferva d'Orti e Giardini in antico enfien- 
ti in quelli luoghi ; come pure confermane ciò anche .dalla fi- 
guente, che trovafi anch' effa in Torcello. 

CIVS 

PATRQCLVS . 
SECVTVS . 
PIETATEM. 
COL. CENT. 
HORTOS . CVM . 
AEDEFICIO. IVNCTO. 
VIVVM. DON A V IT. 
VT . EX. REDITV . £OR . LARG e 
IVS. ROSAE. ET. ESCAE. 
PATRONO. SUO. ET. 
QVANDOQUE. SIBI. 
PONERENTVR. (1) 

Grutero (2) ebbe anch'elio cognizione di quefto marmo , ed 
il Bertoli (3) ancora, benché lo riporti alterato alquanto. Cert' 
uno viaggiar la kcQ fino a' Monti Friulani , e già lo difli , che 
Aitino ora più non può difendere i fuoi diritti , perciò P ufur- 
parne le fpoglie non fu difficile . Le Ville antiche Altinati ella 
pure conferma, ed il Coletti nelle fue aggiunte airUghellio (4) 
riportandola fu di parere pur elio che degl'Orti efiftenti in Tor- 
cello ella facelTe ricordo • Così il Trevifano (5), come ho detto 
altra volta , da alcuna ifcrizione in queir ifola trovata , e nella 
quale fi ricorda il Dio Beleno , crede che quefti un Tempio avelie 
una volt** colà, quando efifteva Aitino. Ma diilìmulare però non 
devo che tutte quelle fono femplici fuppofizioni , e nient' altro , 
e che nelTuna tradizione , o memoria abbiamo per foftentarle in 
qualche modo . Troppo a Torcello proffime fono le ruine di Al- 
tfno , perchè non abbiafi a credere , che de' materiali abbondanti 
non fi abbiano prevaluto li fecondi Veneti , quando fcapparono in 
queir ifola per evitare il furore de' Longobardi. 

Nulla di meno non è affatto imponibile, che Orti e fabbriche 
non efifteffero in Torcello anche prima di una tal epoca . Certa 
cofa è che gì' Altinati fé queft' ifola fcielfero per fede del loro 
Tomo I. O o Ve. 

(1) Extat in pariete Pratorii. (4) Colletti adnot. ad Ughell. 

(2) Grut. 1021. 4. (5) Trevif. Lag. p. 84 
(*) BertoK 34*' *5°» 



2 pò Saggio fopra i Veneti Primi. 

Vefcovo , e dei faciri Tefori a preferenza delT altre , dir conviene ' 
ch'ella aveffe quelle; circodanze , che alle vicine mancavano ; e 
-.per* verità pare, che il Terreno di Torcello abbia un certo afpet- 
:o dì vecchiaia, che non fi .modra ned' i fole circondanti ."Certo 
più di Burano , che fisa edere flato rifabbricato fopra una Tumba , 
o rialzata palude. Felice molto è la vegetazione di Torcello, fe- 
race il fuolo di frutta , ma la fantafia giuoca alle volte in tali 
cofe, però non faprei dire fé deile antiche Ville Altinati in Tor- 
cello , e Mazorbo vi foffero , o folo fteffero fopra il proffimo 
inargine del Continente,, e fopra li deferitti lidi • 

Sia perciò come più piace , fempre l'ifcrizione fuddetta confer- 
ma il già detto da .Marziale, e ci fa vedere , che quel Patroclo, 
.Cafe, ed Orti avea donati al Collegio de' Centonarj di Aitino , 
perchè del redito di quelli abbondantemente di cibo e rofe for- 
niffero ogn'anrio il fuo Sepolcro , e quello del .fuo Patrono . Ufo 
fu a popoli molti comune , di offerire vivande , fiori ., libazioni 5 
ed altro agli fpiriti de' trapaffati ; ( I ) ed anzi fi può dire , che 
tale ufanza fu quafi generale per tutta la Terra , perchè la cre- 
denza d'una vita anche oltre la Tomba efidente mai non fieftinfe 
tra gli uomini. Abbiamo già veduto chi fodero li Centonarj ,-6 
vediamo poi di nuovo da tutte quefle cofe quali fodero una vol- 
ta i contorni di Aitino. 
. Tra il fiume Piave , e la Livenza danno quei terreni umidi + 

Trh* e Da ®5 i quali dall' acque fai fé dovrebbero eltere fiati coperti , 
Tiave? & anticamente T Efluario di Venezia comunicava con quello di 
vCaorle , al quale ora ci avviciniamo , come fu detto inaltri tenu 
pi. Non so per altro fé ne' tempi fiorici trovar fi poffanoDati fi- 
. curi di tale unione tra li due Eftuarj . Vitruvio che dalli più 
eruditi in tali materie fu prefo per confermatore di tal cofa , 
Vitruvio nulla dice , e niente racconta in tale propofito . Deferi- 
vendo egli , come fi pofiìno dare delle paludi fané , e non noci- 
ve , dice che tali erano quelle , che prejjb sl ^Ravenna , ad Aiti- 
nole ad Aquiieja fi davano , (2 ) ma niente parla della unione 
e libera comunicazione di quede paludi . Abbiamo già detto che 
Plinio pure e gli Jtinerarj, folo da Ravenna , e da Aitino indi- 
cano navigazione, e non più oltre ; ed Erodiano deffo abbiamo 
veduto come fi debba intendere. Dunque oltre Aitino per aperto 
dagno non fi andava fino in Aquiieja , ma per via terredre da 
quedo fi paffava a quella , perciò legno è quefio che tale aperto 

dagno 



e 



( I ) Manibus date lilla phnis ;,'• 
Turpureas fpargam fiores : *rt}» 

mamqus ^{epotìs 
Mh faftem accumufem donis» 



Mtìcìd. 1. ó. 
( 2 ) Ex empi a m bu}us rei poffwit 
$Jfe paludes 3 qn& urea Ravennani 3 
«ilùnum, *A qui It) an* Ape* 



' 



Parte: Secondi* $f& 

iisgno- non- efifleva'. Sì rifletta però che fé io dico , che-' flagri^ 
non^ efiftevano , almeno in- tempi ftòricr', tra V ultimo limite kt- 
tentrionale della noftra Laguna , e gli EAuarj' di" Caoriè ; ftagnij 
m'intendo liberi, aperti, e veleggiatili , appunto come il noftro ; 
Ricettacoli poi d' acque fluviatili ,> feni ancora- di marittime, e fbf- 
le,. e canali, un paefe infomma indecifo come quello fottòChiog- 
già fituato , e fino a Ravenna eftefo, che non fofs' egli , io non 
lo nego , anzi ne fono certo .< Concordia antica Città flava fopra ,« 
ed al Nord delle Lagune di Caorle , e verfo all'Oriente eitivo di 
Aitino. Da quefta a quella condufTero i Romani una via rotabi- 
le , che come di (fi forfè intorno a Nerbone voltava verfo Con- 
cordia , correndo perjuoghi , dove V erigerla farebbe flato impoffU- 
bile fé aperta laguna colà foife fiata .< Da Aitino a Ravenna i 
Romani non condufTero nefluna ftrada (fé non che tardile prò- 
vifionalmente , come abbiamo veduto } appunto perchè la condi- 
zione de 5 luoghi noi permetteva : fé da Aitino dunque a Concor- 
dia ne condufTero una , ciò fa vedere che navigare non fi potea 
dall'una all' altra , oppure ch'era troppo incomodo tal viaggio , 
ma che tanto di afciutto però aveva quefto fpazio , che una via 
militare poteva foftenere, ed una via delle più frequentate dell* 
Impero, poiché da Roma conduceva in Oriente. 

La Piave , e la Livenza grotti fiumi che correvano tra Aitino, 
e le Lagune Caprulenfi , doveano rendere il paefe fimile all'agro 
Adriano,, cioè pieno di terre afciutte , e coltivate, aventi a lato 
adunamenti d'acque, e canali; particolarmente verfo il baffo, o 
fìa vicino all' Efluario . Il vecchio Cornaro benché tanto perfuafo 
intorno l'antica eflenfione della Laguna , racconta però come al 
fuo tempo vicino alla Laguna di Giefalo e interno i piccioli con- 
fluenti , Bedoja e Graffago chiamati c'erano molti bofehi ( j ) . E 
quefli bofehi di' vecchie, e grofle piante dovevano e (Te re forniti, 
poiché egli dice che erano di ragione Pubblica ,. atte in confeguen- 
za alla coftruzione di Navi , e Galere. Vecchio libro efiflente in 
Secreta , e citato dal Trevisano , (2) verfo la Livenza ricorda 
grandi Selve di Querele prima del 1240. ; ma già due fecoli , e 
mezzo prima, cioè nel 101?. vfctno a Lorenzaga ed alia Livenz* 
abbiamo veduto che folta bofeaglia dì Quercie vi era , dove an- 
davano a caccia i Dogi noitri di Cervi e di Cignali . E non fo- 
to Dati abbiamo di tali cole in più luoghi , otto , e più fecoli 

O o 2 pri-c 

(1) Do fofle copioflflime de le» tìtà de legne della noftra Signoria * 

gne che metteinLago da ■ Jefulo, la MSS. Corn. 

qua! fu chiamada la prima Grada- (2) Trevif. p. $. in Lib. Scnp» 

go . . p . r altra el Fiavon ... la Roberti de Camino ad ann. 12.. 
Bedoja nella qual è mia gran quan- 



zp2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

prima d' ora 9 ma anche prima , o ila dieciotto fecoli in- 
nanzi ad ora troviamo nominate e lodate le Qttercie della Liven- 
za dal Principe degl' Epici, da Virgilio , che ne lodò T altezza 5 
* Tornato che davano alle fponde di quel fiume (I ). Tutto ciò 
fa vedere che fodo terreno , non folamente laguna colà efifteva in 
antico. Anche ti Bonifacio (2) porta documenti del 956. che parlano 
di quefti luoghi , e nominano Settimo , e Ghìrano fulìa Livenza , 
altri luoghi folle fponde di quefta fino al mare , e Corti e Campi 
co II nome di Settimo provenne dalla Romana ftrada , che da 
Concordia paffava in Aitino per tali (iti or così trifti . Altro do- 
cumento del 994» riporta lo fteffo ftorico , ( 3 ) che rammenta 
varie poffejfioni a quefta parte fituate , verfo la Livenza , ed il 
mare. E già fino dai 697. fi può offervare (4) che in qtie' con- 
torni furono ftabiii i confini tra li Veneti fecondi , ed i Longo- 
bardi , e in tale occafione fi nominano bensì rami di fiume, ma 
non mai falfi fi agni o Lagune ^ 

Plinio fteffo nominò il Porto che la Livenza formava alla fua 
foce, ed al quale comunicava il proprio nome , (5) come il Me* 
tloaco lo dava a quello di Malamocco . La villa di S. Lorenzo 
fituata poco in dentro fopra quefto fiume , è nominata per tale 
fino dal Ì17?. nel più volte citato Privilegio di Federico Impe- 
ratore, e nella Cronaca di S. Salvatore offervo , che nel 1185. 
poderi -, terre arative , e decime , fono mentovate, in ^uefti mede* 
fimi luoghi con li villaggi vicini , e così pure nel 12^9.(6). Tut- 
to il vallo tratto pertanto che dalle valli di Giefulo , dall'argine 
di S. Marco, e dalla Piave fi eftende fido alla Livenza, non al* 
tri mentì fu dall'acque della Laguna coperto una volta ^ ma lodo 
terreno in gran parte -, ne* tempi più lontani , e forfè migliore 
dì quello che ora fia >, poiché troppe alterazioni patirono li fiumi 
grandi e piccioli per effo correnti, e così pure folo per via d'in* 
terni canali, o di rami di fiumi , per mezzo a quefto fpazio pò- 
teva effervi comunicazione in antico tra l'Eftuario noftro , e quel- 
lo di Gaorle, non per aperta navigazione caufata dall'unione di 

tutti 

( 1 ) Quaììs office Li^uentiie fiumi» bus Ùpitergìnis & *Portum eofom no- 

na circum mine Colonia Concordia I. j. 

€ un fiurgunt gemina Quetcus y inton- (6) Tervas de Liquentia terras de 

faque Calò 'Vlumifello terras de Marfi/iaco . . -. 

Jittollunt capita ÌSfi fubtimi vfr» babuit injuper Ecc/ef. S. Lamentìi de 

tice nutam . Liquentia cum decimìs & quarte fi- 

X 2) Stor. dì Tfevìg. p. 12©. ìs. Chroiiic. Grafia . S. Salvato«is. 

n O) Id. p. 180. 5". Laurentii ronftituta Vlebe jux* 

(4) Chrorifc. Dancl. ita Liquentia cum omni jure ec± 

'{0 {lumen Liquentia *n Monti- >\\rjj* Rer. Ital. T. 13. 



Parte Seconda. %$% 

tutti due che non formavano che una fola Laguna come fu ferii 
to da alcuno . 

Le Lagune Caprulenfi formano il fecondo falfo ftagno della 
marittima Venezia, fimile ( fuorché nella grandezza ) al noftro , L^i™* 
foggetto al fluflb dell' Adriatico , e da lidi o lunghe ifole di- c aù J/ e ; 
v'ito , e feparato da quefto * Gli Concordie!! corfero a falvarfi 
in effo nella decadenza di Roma. La Livenza , ed altri più pie* 
ciolì fiumi , che feendono dal Friuli, fi fpargono per il fuo era* 
tere , ed efeono per li Porti , in fine la fua coftruzione era fimi- 
le a quella dei noftro dal più al meno. Io non farò fu d'elTo ? 
che affai brevi parole , ricercando così alla sfuggita fé fino alla 
mura di Concordia , ed anche ad Opi tergi o egli arrivava una 
volta , rendendo marittime quefte due Città , poi efaminando ^ 
ma pur brevemente , fé quefte lagune furono abitate ne* giorni 
Romani e molto anteriori a quelli de' fecondi Veneti . 

Che il mare arrivaffe fino alle due Città indicate cofa è que- 
fta che da diverfi fu feruta, e da molti tenuta come certiflìma ♦ 
E non folo fino a quefte due Città , ma più alto ancora , e fino 
a Pordenone dicono alcuni, che fi in noi travano Tonde del mare, 
quando poi io 1' ignoro affatto , poiché lo ignorarono anch' effi 
probabilmente . Abbiamo veduto che indizj ci reftano di vecchia 
abitazione , nel paefe comprefo tra la Piave , e la Livenza , il 
quale certo tutto fon' acqua dovea eiTere , (è a Concordia , e 
Oderzo giugnev-a la Laguna 5 e più oltre ancora . De* Romani 
al tempo, cioè de* fecoli tanto prima d' ora y non lo fu certa- 
mente , poiché le vi-e da etti coli rotte irà Aitino , Oderzo , e 
Concordia troppo moftrano il contrario » Anche più in antico , 
vale a dire diecinove fecoli circa innanzi a noi, nelle tante guer- 
re e fpedizioni fatte da elfi contro li Carni , e gì" Iftri , niuna 
traccia dorila ftoria abbiamo, né di mare, né di porti in tali Ino* 
gjki . Jl Silveftri ( i ) per fofienere ii maiTmio riftringi mento delle / 
Lagune, cita Lucano, e Floro come fe^-aveffero deferi tto Oderzo 
per porto di Mare; ma Floro e Lucano mai non fi penfarono tal 
cola. Non è polTibile il credere, che egli non intendeffe il latino * 
perchè ambedue li iuddeui , infieme con l'Epitome Liviana, ( 2) 
parlano di una barca, e non diunPono, di un$ barca di Opiter- 
gini che in Dalmazia feroce e difperata pugna fòftenne contro i 
Pomptjani, effendo elfi del partito diCefare. Il ^atto fi raccon- 
terà 

( 1 ) Pàlud. Amari, p. 40. £mumveuttt . . . . 
(2) Urne Opitergtnìs mali* one* Lue. P^iarfal. 

rata Colorii* Liv. 1. no. 

Confi \ìttt , batic omnì .pupe ftatìong Fior, 1. ^. e, 2* 

Joluta 



2^4 Saggio fopra i Veneti Primi. 

terà a fuo luogo. E* per altro imponibile il credere , che il Sii- 
veltri inteitato della maffìma efpanfione degli Eftuarj tutti , e da 
per tutto; e volonterofo- di ribattere il Trevifano ■, che altrimen- 
ti voleva, e con eccedo anch'elfo, a modo fuo intendente il La- 
tino. Gli autori antichi fono per gli eruditi alle volte , come la 
creta in mano del vafajo . Ella prende oppofte figure fecondo la 
volontà di quella. 

Concordia , ed Oderzo però con il mare , e colle lagune pote- 
vano comunicare, ed aver navigazione , per via di canali , e di 
fiumi , appunto come Padova . Opitergio forfè era vicino- alla 
Piave in allora ,, fé quefta ufeiva dal monte verfo Seravalle , è 
correva per il Campardo .In tal cafo egli per mezzo di quefta 
comunicava conia Laguna Altinatc . Si dice che una volta fuori d'i 
Oderzo furono difotterrati grandi marmi, con anelli dì bronzo>fit- 
ti in effi; poteva colà elTere, il fluviatile Porto di quella Città . 
Si offervi la pofizione di Seravalle , del Campardo , e di Oder- 
zo, e ricordandoli della antica foce della Piave verfo Aitino, po- 
fta , fi vedrà non effere forfè tanto ftrana una tale congettura . 
Anche la Livenza poteva dare comunicazione ad Oderzo colle 
lagune, non da eflo tanto difcofle . Alla Livenza un Porto met- 
te Plinio (i), pare perciò- che per quello navigazione fi : fa cede 
dentro terra • Anche il Porto dei Medoaco , o fia Malamocco 
alla navigazione ferviva di Padova . Cosi Concordia con gli E- 
ftuarj di Caorle forfè comunicava per via di canali manufatti , 
o per via de s piccioli fiumi Locane , e Lemene , o altri che corre- 
vano vicino ad eiTa , e che fi verfano in quelle Lagune . Porto 
Gmaro, in cui ora rifiede il Vefcpvo , per un canale manufatto 
navigazione tiene colla Laguna . ( 2 ) Un Diploma di Corrado 
IL dato nel 1015. al noto Pepone inquieto Patriarca d' Aquileja , 
deferive una Selva affai grande , la quale cominciando al Lifon- 
zo, piegava al mare , e poi con varj giri arrivava a Concordia, 
indi da Sello , che dalla via Romana ebbe il nome , e fu Badìa 
celebre ne' barbari fecoli , innohravafi fino alla Livenza , e ter- 
minava alla foce di quefta . Delle felve di colà fece ricordo an- 
che Marca Cornaro (3), felve grandi ed eftefe, ma che per ve- 
rità 

(1) Et Tortur eodem nomini, condada de bofehi a Porro 

Plin. Gruer .... al Lemene , al fiume 

(2) Liruti . Ant. Friul. de Regena i quali hanno molti bo- 
($) 1440. fot to Concordia in ban- fchi .... fìmJi alla Badìa de Se- 
da una fotta chiamada el Rafcio, la fio . . . itero gran Quantità de bo- 
qual mette per bofehi della Signo- fchi del Vefcovado de Concordia e< . 

ria item ne fu moflrà una MSS. Com. Scrii- fopra l« 4e- 

foffa che fé chiama el Molon cir- gne. 



Parte Seconda • 2p^ 

rità poffono effère moltiplicate dopo le irruzioni, e devaiiamentì 
de'. barbari, e la lunga anarchia forTerta dal paefe » Ma feoffer- 
vare fi voglia il Letto del fiume Medwa 3 preffo il quale la fud- 
detta carta del 1015. fegna il bofeo indicato , io credo che fi 
crederà fempre più facilmente , che mai la Laguna fino a quel 
tarmine non fi etìefe» 

Alquante miglia lotto di Pordenone, e per confeguenza poche 
miglia lungi da Oderzo, e ver fo le Lagune , corre per un pro- 
fondo letto quello fiume , che ad ognuno il quale abbia qualche 
idea delle operazioni deli* acque , appare Cubito da antichi (fimo 
tempo (cavato nelle proprie depofizioni del fiume fteffo . La cam- 
pagna intorno fi vede formata dalla Meduna medefima, che va- 
riò il fuo corfo fucceffivamente per quella , ma chi può dire per 
quanti fecoli prima d'ora ? Depofizioni arenofe , depofizioni di 
ghiaja affai vafte, e d ifugual mente ne* Jlrati difpofle efcludono ogni 
idea di laguna, e di mare da que' luoghi almeno per una ferie 
d'anni che fu pera ogni ftorica memoria . Per quefto non so co- 
me abbia potuto dire il Sabatino che il medefimo Pordenone era 
Porto di Mare ( Portus Naonis ) fondandofi femplicemente fo- 
pra un gioco di parole moderno . Se al fuo tempo fi avelie avu- 
tala fiefTa curiofità, che la moda oggi ci fa avere , di (piare 
gl'antichi modi , ed il vecchio flato de' fiumi , non fi avrebbe 
creduto alle fue atTerzioni così facilmente. Que' luoghi ad Oder- 
zo, e Concordia fuperiori hanno molta fomigiianza con le pia- 
nure Veronefi , e Milanefi , come quefte formate , e variate da 
tempo immemorabile da turbolenti acque , fcefe dalla fuperiorc 
Montagna , che efpulfero è vero il Mare , ( non la Laguna ) 
probàbilmente da quel piano , ma in un' epoca aliai più antica 
di quello, <:he immaginare potettero coloro , che nel cinquecen- 
to fenderò, ed opinarono fopra 'tali cofe , 

Capraia , o Ila Caorle fu da 1 fecondi Veneti fabbricato fopra <Capru/a f 
un lido fimile a quello di Malamocco , nel quale effendofi tro- 
vate alcune lapidi Romane, ciò fa credere , che anche prima af- 
fai di una tal epoca elfo folle abitato . E* vero che dir fi po- 
trebbe che d' altronde furono colà portate , cioè dalle mine di 
Concordia , come abbiamo detto efTerfi fatto delle ^Urinati . Ma 
Aitino flava mila fponda medefima dell' Efluario , mentre Con- 
cordia n'era circa 14. miglia lontana . Non è prefumibiie perciò 
il trafportarle a tale diftanza , e più ancora fé fi riflette al con- 
tinuo pericolo al quale da quella parte erano efpofli i Venezia- 
ni , occupando il paefe or Longobardi , or Franchi , ora fudditi 
degli Aquilejefi Patriarchi , nemici fempre di eiTi • Genio di an- 
tiquaria non credo certo che fi vorrà ammettere negl' avoli noftri 
d'allora , per cui amaflero far viaggiare pe fanti pietre > come fi 

vide 



2$ó Saggio fopra i Veneti Primi. 

vide a' giorni noftri alle volte , mentre fé leggere fapevano 9 e 
fcrivere era più che badante in que' giorni tenebro!! , e ferrei . 
Io per verità non feppi mai comprendere come aveffero po- 
tuto fuffiftere i noftri antichi in quefti Eftuarj, fé quefti così di- 
serti ed abbandonati foffero flati in principio • Non vennero poche 
perfone o famiglie , ma intere popolazioni a ricovrarvifi ; dunque 
qualche abitato, ed un ricovero fufficiente trovare vi dovettero , 
per fuffiftere e durarvi . Pare perciò che le ifcrizioni di Caorle 
prima credo dal Palladio, poi dal Bertoli riportate, colà fempre 
abbiano efiftito , e chi sa che il lido Caprulenfe , non foffe di vil- 
laggi adorno come V Altinate , dipendenti da Concordia , alla 
quale per avventura ferviva di Porto . Vedemmo , che i Padova- 
ni de' vici , e delle abitazioni aveano in lontani tempi alla la* 
guna , e verfo le foci delli Medoaci , a caufa appunto del com- 
mercio che per mezzo di quella, e di quefto facevano con il Ma- 
re . Concordia era nelle fteffe circoftanze di Padova , e finalmen- 
te parmi che fiano rifleflìbili le parole dell' antico Dandolo , il 
quale dice che fuggendo dalli barbari gli abitanti di Concordia 
paffarono ne' lidi Caprulenfi che erano di loro ginrifàizione ( x ) . 

LICOVIA. CI. L. SPERATA. 

LICOVIAE. L. VENVSTAE 

Q. LICOVIVS. L. IANVARIVS. 

ANN . XH . 

Q^. LICOVIO. L. ADAVCTO 

VIV. FECIT. SIBI. ET. SVIS. 

<£. LICOVIVS- ET. OVIAE. RVFF. CONIV. CARIS. (2) 

OLIMPIVS . LEONICVS 

SIBI . ET. CORPORIS. 

VRSAE. IVLLAE. 

Ve ne fono dell'altre ancora, ma baftino quefte due per pro- 
va di quanto fi è detto . Forfè 1 loro Sepolcri avevano fopra il 
lido di Caorle alcune famiglie di Concordia , alle quali appar- 
tengono quefte, e l'altre ifcrizioni. Pattiamo ora all' ultimo , o 
fia al terzo noftro Eftuario , fecondo la divifione che accennai 
in principio , con effo ponendo fine alla deferizione dell' antica 
marittima Venezia . 

Se f Eftuario Caprulenfe era difgiunto da quello di Aitino, o 

di 

{O Et bis (Imi/iter ad Inus fu<e (2) Pallad. p, 6. 
jurifdift'tonìs a mari ec* Bertol. p. 244. 

Dand, Chronìc, 



Parte Seconda • 297 

di Venezia, anche da -quello di Grado probabilmente età divifó, lagune 
né una fola laguna tutti tre formavamo ne* tempi Romani come di 
li crede. La Gradenfe laguna l'ultima parte della Venezia marit- Grado, 
tima fi può dire in ver l'Oriente , e vicina ad effa flava la ce- 
lebre Aquileja. Il rapido Tagliamento, Tiliaventam dagli antichi 
chiamato, corre in mezzo tra le due lagune di Capitila, e di Gra- 
do , ed egli fino da' più rimoti tempi le avrà divife , e feparate 
una dall' altra . Colle molte ., e fpeffe torbide die feco porta in 
quella di Grado egli però può avere caufate molte alterazioni « 
L'antica Selva (O donata a Pepone Patriarca nel 1028. , che' 
paflava al Nord di quefte lagune , e da effe affai poco lontano 
fopra la Tifana , moftra che fodo terreno in tal (ito vi era , e non 
acqua . Ma meglio ancora tal cofa fi conferma dalla via milita- 
re , che da Aitino , per Concordia, veniva ad Aquileja, via pri- 
maria d' Italia , come più volte fi è detto . U antico Itinerario 
dopo Concordia fegna un luogo Apicilia chiamato , poi V Undeci- 
ma , dopo il quale Aquileja fi trovava . Ora quefta via retta cor- 
reva da una in V altra Città , perciò veniva a pattare per la 77- 
fana o poco fotto , per Maranuto , e per tutte quelle bade cam- 
pagne; ed è per quello che il Oliverio (2) credette, che V Api- 
cilia fuddetta foffe l'odierna Tifana , e V Undecime il villaggio di 
Maranuto , poco da Marano , e dalla laguna Gradenfe lontano <. 
{a) Ne' fecali Romani non paffavano dunque di certo tali limiti 
Tacque falfe , anzi chi sa che non fodero meno innoltrate di 
quello , che ora fono , particolarmente vicino ad Aquileja . Ho 
detto replica tamente , che la navigazione fegnata da Plinio tra 
Ravenna , ed Aitino , e non più oltre ^ prova che da quefto a 
Concordia , e da effa ad Aquileja , per acqua , e per laguna , non 
era poffibile il tragittare , e che non efifleva un aperto (lagno in 
tali luoghi , ma fole paludi , e fluviatili acque {lagnanti , e luo- 
ghi coltivati ancora , ed abitati . In que' tempi lontani potevano 
forfè le lagune di Caorle , e di Grado , eflenderfi parzialmente 
con un qualche braccio più dentro terra , e quefto efferfi interra- 
to , e perduto con il tempo, ma altra cofa è il dire così, ed al- 
tra lo fpingere quefte lagune fino alla metà del Friuli, e l'unir- 
le ambedue in una fola . 

Tomo I. P P 0£ 

(1) Lirut. Ant. Frinì. fai grotte che moftravano effere fta- 

(2) Iu ant. 1. 3. te tagliate dagP uomini , avendo 
(a) Pochi anni fono che due mi- moke incifioni ec. qualche meda- 
glia lotto la Tifana tfeavandofi al- glia fu pure trovata in quel luogo, 
cuni foffi in terreno paludofo e mar- e de' va fi di terra, delle lucerne an- 
cio , fotterra moltofurono trovati tiche, che l'antico flato dimoftrano 
circa deciotto tronchi di querele af- di que 1 fui diverfo affai dal predente . 



2p8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Offervò il Candido ,, ed altri ancora , ( i ) che moltiffimi vii* 
laggi pofti tra Concordia , ed Aquileja portano nomi Romani , 
per cui fi conofcono dipendenti un tempo da Romane Famiglie 
Aquilejcfi , o Concordienfi . Come avrebbono quelli efiftito, fé l* 
onde ,del mare avellerò bagnato quel fuolo? Dirò di più, che non 
iaprei decidere fé le an^ichifTime Città già dittante fino dal tem- 
po di Plinio ., che ftavano >*[ oram come egli dice (2), ed abbia- 
mo accennato in principio di quello Capitolo , non potettero ef« 
iere fiate in quefti contorni, cioè verfo iJGradenfe Eftuario . Se 
mai qualche probabilità aveffe tale penfiero, Y abitato di colà fa- 
rebbe ben antico . Ma già Y offervazione medefima della natura 
del fuolo Friulano , rapidamente inclinato fino a poca diftanza dal- 
la Tifana , per cui fiumi precipitano veloci , e danneggiano di 
continuo., ci fa ronofeere che troppo è lontano quel tempo nel 
quale il mare movevafi fopra quefto medefimo fuolo, e che que* 
ili ne fu efpulfo affai prefto dalle immenfe torbide condotte da 
quelli. Sappiamola Livio , (3) che una Gallica popolazione , 
J96o.,annixirca prima d'ora venne a fidar fi nel luogo dove dopo fu ereU 
ta Aquile^ , e che coftoro da' profiìmi villaggi , egli racconta , a 
forza fi erano provveduti d' armi . Stavano dunque que* villaggi po- 
co affai lontani dalle lagune di Grado , le quali perciò non era- 
no più innoltrate in allora colà, come fu fcritto per defìderio di 
cftendere più che potevafi Tacque del mare. JLo fteffoStorico al- 
tre prove ci fomminiftra della efiftenza di afeiutto, e coltivabile 
terreno jn que' luoghi , nella quantità di quefto alTegnato alli co- 
ioni Latini ivi condotti , il quale certamente non farà flato né 
limacciofo tutto , né occupato da quelle acque {alfe , che in così 
fatto modo non trattavano li Romani i loro coloni. 

Le Gradenti Lagune fono fiorili alle noftre , fparfe d'Ifole , e 
da Zone divife dal mare • Li fuggitivi di Aquileja fopra uno di 
quefti fahbricaronoGrado, ma io però rredoche egli vi folte an* 
che prima. Il Candido, il Paladio ., il Bertoli fofpettarono che 
quel lido foffe già flato abitato in antico per le varie anticaglie 
efiftenti in quel luogo , o in effo Scoperte . Il primo di quefti , 
dotto certo e giudiziofo Scrittore , racconta che fopra un marmo 
bianco flava colà fcolpita Y ifcrizione feguente , e come pare an- 
che da lui veduta . 



HV1VS 



( t ) Comm. di Aquil. r. 
Paliad. 1. 16. 
Bertol. p. ix. 



(2) ìrtimmé 'PellttM te* 

PI in. 

(3) Liv. 1. 39. 



Parte Seconda i$$ 

HVIVS . NIMPHA f LOCI $ SACRI - CVSTODJÀ * FONtì . 

DORMIO. DVM. BLADAE. SENTIO. MVRMVR . AQ.VAE . 

fARCE . MEVM « QVISQVIS .- TANGIS . SACRA . MARMORA . SOMNVM r 

RVMPERE. SIVE. BIBAS. SIVE . LAVARE. TACES . 

Oltre il Palladio riflette il Canonico Bertoli, che quella lapida 
fu ufata o ricopiata in più luoghi , e più volte polla dagli anti- 
chi alle fonti celebri , poiché efifleva in Roma, in Sicilia , ed an- 
che di là dall' Alpi . Se la rifleflìone è giuda , forfè che prima iti 
Roma fu fcolpita , e piacciuta elTendo divenne per così dire cir- 
colare , e venne polla in più luoghi . C erano dunque delle [or- 
genti nel littorale di Grado , ora perdute e dileguate. La Naja- 
de che precedeva a quelle , e non volea che li profanalTero , 
fembra indicare che foffero (limate , o per la purezza , e potabi- 
lità loro, o per qualche medica virtù ad effe attribuita. Forfè la 
circoilanza di trovarfi una fonte , in tiretto lido , e in mezzo al 
mare, ed alla laguna , 1' avrà refa celebre pretfo gli Aquilejefi > 
Ne abbiamo però di quelle forgenti d' acqua dolce alcuna anche 
qui in Venezia . 

Efiftevano di certo fui lido Gradenfe , poiché quefto lido dove 
corfero in falvo i Veneti fecondi , lo troviamo dal noftro antico 
Dandolo, detto Acque Gradate , ( ad aquas Gradata* ). (i) Così 
pure nelle vecchie Memorie Aquilejefi 1' Acque Gradate , fi nomi- 
nano come da Aquileja poco difcolle , e di fatti Grado otto mi- 
glia circa può effere da quella lontano . Ecco dunque un Dato di 
abitazione affai antico per quelli luoghi, che giammai diferti po- 
tevano effere, perchè troppo alla rinomata Aquileja vicini . Da 
Paolo Diacono (2) fappiamo, che un'antica viafelciata, proba- 
bilmente a guifa d'argine, efifteva ina volta in mezzo alle lagu- 
ne, fatta da' Romani per unire Aquileia a Grado . Sappiamo 
da elio tal cofa raccontando la fpedizione futa dal Longobardo 
Duca del Friuli per faccheggiare i Veneziani di Grado , adoiTò 
a' quali arrivò per quella via ( Stratam ) , che e fili va , 
come fi vede anche nel fettimo fecolo . Ora farà profondata , e 
coperta dall'acque. Simil cofa già appare anche nella Via Acuzia 
di Aitino. Il noltro Dandolo (3) raccontando, anch'elio quello 
fatto dice, che con un corpo di cavalleria il Longobardo arrivò 
a Grado, che farebbe (lato di troppo impiccio 1' imbarcarla , ed 

P p 2 an- 

( 1 ) ^Aquile}* proceres ad aquas ( 2 ) Lupus . . . cum exercitu per 

venìunt Gradatas , & in litore Ca- ftratam 9 qu<e antìquìtusfaclafueratptr 

fi rum fpeclabile condìderum , quod mare, de reb. Longob. I. 5. ij. 
ttb ^Aquarum mmìne Cradttm appeU (?) Lupus cum equeliri exercitu 

iatur , 1. i. ~ìn Gradum tranfuns. Dand. i. 4, 



goo Saggio fopra i Veneti Primi, 

anche inutile, in luoghi tutti aequofr, e paludofi, fé quella vm 
non ci foffe fiata per dar paffaggio a' cavalli . Il Bertoli ( t ) ri- 
porta alcuni Atti de* Santi Canziano, e Gom-p. Martiri Aquileje-* 
fi, ne' quali fi dice che furono arredati all' Acque Gradate , dove 
erano iti fupcr Rheda , cioè in cocchio. Nel 1737» in una Valle 
da pefce proffima al canale, che da Aquileja conduce a Grado , 
tre miglia lungi da quefto , e affai fotterra nel pallido furono- 
trovale te due lapidi feguenti* 

ARIA. 7. L 

AMaRILLIS. ^ 
VIVENS. FECIT. ET, 
L. CATTENNIO, 
TERTVLLO. 

LOG» MONIVM, 
:C. 1VLI. AVCT. 
IN, FRONT.- P. XXlf, 
IN. AGR. P, LXXII. (a> 

ÌUftetee berle il Bertoli (3), che piibblicofte * elfen^o degli' an* 
lichi cortame l'erigere i fepolcri lungo, e pretto le vie, forfè per 
eolà paffava quefta fìrada di cui ora fi paria . Rifletto' io poi che' 
lo fpazio di 72*. piedi addetto al fepolcro nella tepida feconda dalla 
parte del campo, fernbra indicare, che dote ora ba$a palude efi- 
fte , afeiutta campagna foffe una volta . Per ahro l'antichità ài 
tali luoghi e l'antico abitato di erti, non credo d'ingannarmi fé 
lo trovo nello ftefTo nome di Grado- 

Il dotto Bergerio oflerva , che Gradas diflVro i Romani una 
forte di fcalinate erette fopra le ripe de' fiumi reali ef navigabili 
per comodo del traffico 3 e per facilitare lo sbarco delle merci * 
(4) Il buon fenib ed il penfare granaiolo di quel popolo fi eften* 
deva ad ogni oggetto ; ed un efeitìpio di quanto io dico fi può 
vedere ne il' Liner rio che ricorda il Grado Marfigliefé , appunto 
alla foce del Rodano fituato ^ come il noflro Aquilejefe fui ma* 
re . Stava il primo 12. miglia da Afles lontano, come fappiamo 
da Arnmiano Marcellino ( 3 ) , il quale offerva che il fiume colà 
j?er vaili 9 e paludi fi fpandeva prima di arrivare al Mare 5 ed 

ivi 

{ 1 ) Bertol. p. io. vtogiorg ingrtffu confeendereniur ad 

{2) Bertol. io, 7, Si navgandttin, & ad quos appellerent , 

li'.) De Viis Milit. T. 3. Samta in Ber*. T. II. 

i{ 4 ) Tontes ad liìus aut fumitnim ( 5 ) Rkoddnuì finitur iìtter valUs 
r'ijpas <onfirm t tn quìkts naws>c*m- , » , . mari con corporati'.? per imw- 

lum 



Parte Seconda; |$f 

ivi era il Grado Marfigliefe , perciò m fonazione molto fimik 
al nollro . Io perciò congetturo che a Grado fi faceffe lo sbarco' 
delle merci dirette ad Aquileja che il più celebre Emporio era» 
dell' Italia Settentrionale . Strabone e Plrnio collocano quella Gir* 
fa alquante miglia lungi dal mare, preffo al Natifone, perciò vi- 
cino al mare doveva effervi un luogo dove fermi aveiTero a ilare 
5 navigli groffì , che fu per lo fiume non poteavano afeendere « 
Farmi di non {sbagliare per tanto, fé F origine di Grado e il no- 
me di elio, a tal ufo de* Romani attribuisco, e ciò effendo fi ve- 
de la probabilità della via lallricata che andava da quello in A- 
quileja , neceffitando tal cola la pofizione di Aquileja medefima , 
le paludi vicine , ed il fuo traffico . Non mi pare per eonfeguen- 
za che abbia coti ragione il Maffei ( I ) dubitato di quefta lira- 
da , ma forfè il dotto uomo non fi pensò mai che Grado potei- 
fé effere la rada di Aquileja * 

Si vede anche da tal cofa che Opitergio e Concordia- poteva- 
no avere le frale loro marittime a'JidiCaprnlenfi , particolarmen* 
te 1' ultima , fenza che bifogno vi fta di (tendere le lagune fino- 
a quelle . A quelli lidi o Gradi potevano fermarli li navigli ioli* 
ti al mare , e fu per i fiumi o canali faiire i più leggieri , ira 
quella guifa ileffa che da Strabone fappiamo, al lido del Medoa- 
co effere flato il Porto di Padova , e da Livio che fluviatili na« 
vi aveano i Patavini fui Medoaco medefimo non buone al ma- 
re , poiché con effe non poterono infeltrire fuori d*' Porti i ne~ 
mici corfali che avevano sbarcato ne* campi loro - Tutto ciò fa 
vedere che affai da antico ebbe abitatori anche quella parte del- 
la marittima Venezia , non fu perciò diferta affatto , e in una 
folitudine feivaggia non vennero a porli 1 Veneti fecondi priva 
d'ogni fuflìilenza ; e così pure che l'acque falfe non occupavano 
tutto quello fpazio che forie fi crede , negli feorf! fecoli . 

Altre antiche Memorie furono trovate in Grado che tralafcia- 
re non poffo . Sopra una larga pietra giacente al Molo, fopra la 
quale eranvi anche fcolpiti due Soldati ? aventi in mano un mi- 
litare Veffidlo, leggefi la qui trafciitta iscrizione: 

d. m; 

Ava . souvs . 
v. l. un. f> 

V . F* S . ET . 
ÌVL /VALENTI.' (lu- 



pare 



lum finum quem wcttvt Graàus * ab {i) Vèr» IH» p. ico. 
iAr elate XII. ferme hpìdum dijpara- (2) Turre. f. $ \. 
tum. Amra, 1. 15, Sortole -p 4J4, 



302 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Pare appartenghi ad un Veterano nella Quarta Legione mili- 
tante . Oltre quella , altra pure ivi elìdeva ; 

LAVRENTIVS. MILES . DE. NVMERO 
TARVISIANO. (i) 

Numeri differo tal volta i Romani le Coorti , e pare fino dal 
tempo di Tacito. (2) Ne' baffi tempi tal nome fu applicato al- 
le medefime Legioni ♦ (3) Offervo , che il Maffei (4) pretefe 
dimoftrare efferfi introdotto fotto li Greci Imperatori il coftume 
di denominare quefti numeri dalle Città , e dai popoli , di dove 
probabilmente traevanfi quelli . Così in antico Ravennate docu- 
mento trovò il numero Armeno, e il Veronefe , e in altro luo- 
go vedremo altro numero di foldati Afiatici efiftente in più 
baffi tempi ifteffamente in Grado. I Taurifiani erano montagnuo- 
la gente della Venezia, da' quali t rafie forfè Trevifo i' edere e il 
nome. Ora fé non isbaglio quefte due lapidi ci inoltrano un cor- 
po di truppe regolate efiftente in Grado , una guardia poftavi 
appunto perchè luogo abitato , e dove sbarcavano le marittime 
merci di Aquileja . Parmi ancora che Y ifcrizione di Soffio fegni 
un tempo più vecchio affai dell'altra di Lorenzo, la prima quan- 
do vigeva il fide ma vecchio delle legioni, la feconda quando erafi 
già introdotta la Fede , e divifo V Impero . Quando riporteremo 
altra ifcrizione in tal luogo anch' effa trovata, e che di Numero 
militare come ho detto fa motco , vedremo che quefta tempi 
ancora più baffi ci moftra , tempi di Greco , ma baffo Impero , 
perciò ¥ abitazione di quel luogo fi vede confermarli da tutte que- 
fte Memorie, e dall'altre pure che ora fono per dire* 

SILVANO. 

SACRVM, 

C. PETRONIVS. 

ANDRONiC. 
EX. VISO. (5) 

GlLDpr Silvani erano Numi campeftri (5), e altari e firmila.- 
cri ¥ antica gente ad elfi dedicava fovente ne' campi , perchè 

da' 

(1) Turre. Vet. ant. p. $4. {5) Extat. in Capieter. Turr. de 
Bertol. p. 434. Diif. Aquil. $0. 

(2) Romanorum fparfi per proviti- Bertol. 10. 102. 

cìam Totoneri. (6) Sunt mibi Semidei funt ru- 

Tacit. in vit. Agric. ftica Rumina Fauni 

( 3 ) Romanorum Le^iones qua jam Et IS^impha Satyriguc ÌS* Montica 

weetntur numeri. Sozom. 1. 5. /<£ Silvani. 

(4) Ver. Ili. 1. ic. Ovid. Met. I. 1. 






Parte Seconda- 303 

da* ladri, e da altri malanni difendettero i raccolti. Frequente la 
formola, ex vifo> s'incontra ne' marmi, quando una vifione o fo- 
gno pretendevaso aver avuta che ammoniva tal uno a confc- 
grare ad una Deità un dato luogo • Da una lapida Gruteriana 
( 1 ) pare che particolar Nume Silvano fofle delli Dendrofori , 
o tagliatori delle fdve , perchè Dendroforo quella lo dice . Nek 
la Miscellanea dello Spon fi riporta una elegantiffima votiva ifcri- 
zione pofta da cert* uno a quefto Nume , a cui promette tra V al- 
tre cofe dedicare mille grandi -alberi * 

Silvane [aera femiclufe in Fraxino . 

Et bujus alti fumme cuftos Hortuli . 

Ti hi hafee grates dedìcamus muficas . 

Qiiod nos per arva per montes alpìcos . 

Tuique luci [nave olenti* hofpites . 

Dum jus gtiberno remque fungor C&jfarum* 

Tuo favore prof per antì fofpitas . 

Tu me meofque reduce s Romani fffiito* 

Daque Itala rura te colamus pr afide , 

Ego ]am dica ho mille magna s arborei, 

7\ Pomponii . Vittori*. Proc. jiugujì. (2) 

Per altro ancorché a Grado dalla proffima Terraferma iia fia- 
ta trafportata la fuddetta ifcrizione , pure ella moftra che colti- 
vate campagne colà efiftevano ; e finalmente altra lapida ideila- 
mente in quell' ifola ritrovata ci fa vedere della rnedefima V an- 
tica abitazione. 

TVLLIAE. SEPTIMIAE 

AN1MAE. 1NOCENT1SSIMAE. QVAE 

VIXIT. ANNIS. VI. 

MEN . Vili . DIEB. Vili . 

TVLLIA. PRIVATA 

JMATER. INFELICISSIMA. (3) 

Moftra certo quefta Aite de' buoni tempi , e moftra ancora ciò 
che più volte mi venne in mente leggendo alcuna antica lapida , 
cioè che le vecchie genti ufavano nelle loro pubbliche Memorie 
una forza di efpreflìone , una femplicità , un buon fenfo , un gu- 
fto delicato ma vero , che manca per lo più alle moderne . Un 

lun* 

(1) Silvano Dendrophoro , Grut. (*) Turre. Vet. Ant. p. $97* 
$4. 7. Bertolie ?,<fo # $15, 

(2) Spon. Mifcel. ant. 84. 



304 Saggio fopra i Veneti Primi, 

lungo filare di titoli nojofi, e nojofamente ripetuti , formano le 
lungWffime ifcrizioni de 1 Grandi . Elogj eternit così gonfj ìq al- 
tre fi leggono, che il morto per poco una Divinità non diventa . 
Non trovanfi poi quafi mai nelle uoftre quelle patetiche e forti 
frafi dagli antichi impiegate per efprimere il loro affetto -verfo gli 
amici e parenti defunti ( a ) . Sono frequenti di tal forca le ifcri- 
zioni antiche , e per lo più fono fommameme tenere * Convien 
dire che fia perduto Tufo di farne di fimili , poiché non crederei 
certo che f affetto di Figlio, di Padre , di Spofa , o di Amico * 
^iafi tanto impicciolito a' giorni noftri , che più non fi trovino 
le frafi adattate per efprimerlo aii'.occafioae ., 

Gra- 

(a) Eccone per via di efempio nel Zaccaria , e nel Mufeo Verone*»' 
alcune che fi trovano .nei Fabretti , fé del Maffei . 

Quandoque. levis. Telus* mia., conteget . offa. 

Incijo & duro nomen erti . lapide . 
Si qua ubi fuerit . fatorum cura meorum 

He grave fit tumulum vifere f<spe meum* 
Et quicumque tuis humor labetur ocellis 

Twtìnus* inde meos, dejiuap in cinens* 

MiJmbrarum f ecura quies , animaeque piorum 

Infontes . coliti s . qua . loca Jan fi* Èrebi 
Sedes mfontem . MagnMlam ducite . veliras . 

Ver nemora &» campus protinus E/ifios • 
Rapta e fl oliavo Fatis infiantibus anno 

Carpebat vitae tempora dum tenerae 
formofa iy fenfu mirabilis & fuper annoi 

DoBa, decens. dulcis . grataque . blandititi, 
'perpetuo talis gemitu lacrimifque colenda . 

htfelix aevo tam cito quae caruit. 
*An felix aegrae potiuf fubducla fé ne ci ae 

Sic Hecuba fievit Tentbefilea m'mus . 

Hofpes. quod* deico. pullum. efl ajla ac pellege 
Heic eli fepulcrum. beic. pulcrum. pulcrai. 
F eminai, 

Romeni parente* nominarant . Clmàiam 
Sovo , Mareitum . corde dilexit , fovo , 
Cnatos . Àuos . creavit . horum , alterum . 
In terra . linquit . alium . fub , terra locai ; 
JDornum . fervavit . lanam . fecit . dixi . abe$ . 

La terza dì quefte ifcrizroni èan- gufto certo . Ella ù chiude con un 

che (limabile per la iua antichità eJogio } cheinprefenteil darlo alleDon- 

come fi raccoglie dalie latice frali ne fenza rimorfo di cofcienza fareb» 

antiquate > e non del fecolo di Au- be difficile. 



Parte Seconda. 



3°5 



Grado fece grande figura ne' primordi de' Veneti fecondi , diven- 
tato effondo T Ecclefiaftica Metropoli delia feconda Venezia . In una 
feconda occhiata che fuccintamente altrove daremo alle noftre La- 
gune, fi avrà occafione di riportare alcun' altra cofa fopra di elfo * 

Siamo al termine di quefta qualunque fiafi deferizione dell'an- 
tica Venezia marittima , nel cui confine Orientale flava Aquileja i*f«w&- 
poco dalle lagune di feofla . Di ella non dirò molto perchè gli ;a ' 
molto ne fu detto da altri . Fabbricata da' Romani dopo avere 
afToggettata l' Italia Settentrionale , e in dedizione ricevuti i Veneti , 
crebbe così in popolazione e ricchezze, chela primaria divenne tra 
le Venete Città , e tra le prime fu ancor pofta di tutto V Impe- 
ro . Fondaronla i Romani per imbrigliare i Carni , gp Iftri , gp 
Illirj vicini , e rattenere tintele barbare genti , che per quella aperta 
parte della Venezia voleflero penetrare in Italia . Strabone dice 
che 60. fiadj lontana dal mare ella fi era , e Plinio dodici mi- 
glia . ( J ) Correva vicino ad efTa il Natifone , che il Maffei (2) 
iofpetta avelie forfè il nome ài Aquila, per cui anch' effaAquileja 
folte detta. Il Pignoria cita autore , che la voleva fondata da 
Aquilo Trojano, e Scrittore moderno pofe pure in que' luoghi i 
compagni di Antenore . Già fé non fi viene da Troja non fi 
conta niente , ciò efTendo P apice della nobiltà di nazione. La- 
feiando tali Amplici tà , fi deve offervare , che moltiilìme vie di- 
rettamente, o indirettamente facevano centro in efTa, vie che da 
Occidente in Oriente andavano, o da Mezzodì a Settentrione, co- 
me fi vede negli Itinerari . E' perciò facile P immaginari! quale 
continuo grandiffimo paffaggio era colà , e quale e quanto traf- 
fico doveva tal cofa attraervi . Non poteva P Oriente Romano 
comunicare con P Italia , e con Roma per terra , fé non palTan- 
do per Aquileja . Per queflo ella fu celebrata moltifììmo dagli 
antichi fiorici, chi felice, chi illuftre , chi grande, o ricchijjim^ o 
popolatijffìma avendola chiamata. (3) Sino dal tempo di Strabone 
grande mercato vi facevano gli Illirj , ed i popoli fituati verfo il 
Danubio di Vino , di Olio condotto in Carri , e racchiufo in 
Botti, di fchiavi ancora, di pelli, e di lane, e d'ogni forta di 
marittime merci. (4) Intorno ad ella erano copiofe le viti, ap- 
punto per il grande fpaccio che faceva di vino ne' paefi polli al 
Tomo I. Qq Da- 

( 1 ) lAquileja XII. m. p. a metri Jvlcenìhus & Vortu celeberrima. 

jita. PI in. Aufon. 48. 

(2) Ver. III. p. 33. Ingens Urbis magnitudo popul$ <r«I 

(3) Felix oiquileict. Mart. bundabat . Italia emporium. 
J^ova inter claras ^Aquile) a cele- Er. 1. 8. 

brts Vrbes Cìvitas pradivts ....ìmmenfa. 

Itala ad lllyricos objecla colonia Procop. I. 3, 

monte s (4) Vatet hoc Emporium Iflris ae 



^00 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Danubio che ne penuriavano . Avea d' intorno Acqnedotti , Ville ^ 
giardini, vigneti , e piccioli lofcbi , ottimo territorio in fine , cofe 
unte non confiderate da coloro che vollero eflendere le lagune fi- 
no ad effa, ed intorno ad effa . Dicono gli antichi , che affai pia- 
cevole afpetto avea il paefe d'intorno, per la varietà de' bofchi, 
e de* campi coltivati ,' e Vitruvio aflicurava , che ottimo era i' 
aere in allora . Differo molti che Vitruvio ci dà a conofcere che 
mal fané paludi circondavano Aquileja , e che quelle furono af- 
ciugate da Romani ; ma Vitruvio non parla ài tal cofa , di cui 
nèStrabone, né altri neppure fanno motto, e poi i Romani non 
facilmente sonducevano in luoghi incolti , e malfani le loro co- 
lonie . Offervo xhe Livio dice effere fiata debole , e in poco 
buono flato quella colonia ne'fuoi principi , (i) ma non per aria 
infalubre, e per dimora cattiva , ma per le moleflie deV barbari 
confinanti , che troppo arrabbiavano veggendofi tolta la libertà di 
predare . Egli pure racconta , che ella fu fondata fopra un terreno 
dianzi occupato da una truppa" di Galli , ivi difceli , e dimoranti 
qualch'anno prima^ perchè fufliftere non potevano nel loro iterile 
nativo paefe. Avrebbero dunque fcelte paludi per rifarfi della fof- 
ferta penuria ? Si sa pure che i Galli pafeevano armenti, ma po- 
co aravano , e che le emigrazioni tra loro erano per lo più pro- 
dotte da neceffità di pane , e che colà fi fiffavano dove il paefe 
poteva promettere ..ad eflì vitto , e fufliftenza facile, e non (ten- 
tata + Dunque fé Galli fi pofero nel fuolo dove fu poi eretta 
Aquileja , .(.2) quello fuolo -non era una palude , poiché fé tale 
ella folle fiata, coloro altrove farebbero andati, poiché rozzi co- 
in' erano ignoravano Y arte , ed i mezzi di afciugarla . Di fatti 
peggiorò , come pare , la Lombardia , dopo che i Galli n' ebbero 
Scacciati gi* Etrufchi . 

Offervava il Candido (3 ) che moltiffimi fono i villaggi intor- 
no Aquileja , e yerfo Concordia ancora , e fino da preffo alle 
paludi , il nome de' quali termina in jano , ed egli ne deduce , 
che foflero ville, e fondi fpettanti a famiglie Aquilejefì, da' no- 
mi delle quali il nome ne venne di quelli. Così Laberiano, Mu- 
oiano , Muriano , Gelliano , Cajano, Titiano, e tant* altri che co- 
là fi trovano, dalli Laberj , Mutj , Celli, Caj ec. provengono pof- 
feffori di que' fondi . Confermano tal cofa le Lapidi Aquileje- 
fì . Marano, che fu ne' fecoli barbari luogo nominato, e ne 1 prin- 

ci- 
ìlhricis Iftruni accokntìbus : hi affé» ( 1 ) TSlon fata munitam. 
runt mar mas merce s ac vìnum in 1. 25?. 

lignei s doliis impofitum curri bus , ls> (2) In -agro ubi nunc aquileja 
oleum . Vii mancipia , pecora , pel- eft. 
les .... ad eam ex adverfo ^atsjone Lìv, 1. 25?. 

amne fubvebuntjir plurìm. LX. ftad. ($) Cerni. d'Aquilej. p. n. 



Parte Seconda v ^f 

cipj de* Veneti fecondi luogo celebre ,- che reiìa appunto" affai Vi- 
cino, anzi circondato dalle Lagune Gradenfi , e dove un Concilio 
fu tenuto in tempo dello Scifnia Aquilejefe , egli pur crede che 
da un fondo Muriano o Mariano detto, abbia il nome defunto „ A 
tempi noftri il Mazzocchi, il Targioni,- l'Amati ( i } meglio an- 
cora provarono , che gran parte de' villaggi Italiani ,> che tale 
definenza tengono : , fono per lo più di Romana origine , e fopra 
antichi fondi di antiche Romane Famiglie efifrenti . Dimoftrò 
pure il Muratori , (2) che ne s fecoli pofteriori a Carlo Magno , per le 
peripezìe caudate all'Italia dagli Oltramontani, ella in gran par- 
te rimafe diferta , e folo occupata dabofchi, e da fpine . Perciò 
li numerofi Caftelli, e Terre forte dappoi , nacquero folo dopo 
il tempo de* Franchi , e per lo più prefero il nome , fecondo li 
citati autori , dal nome antico che portava quel fondo fui quale 
furono eretti, nome provenuto da antica Romana Famiglia, che 
in più lontani tempi quello poffedeva . 

I Villaggi pertanto numerofi intorno ad Aquileja , che definen. 
za Romana confervano, moftrano la quantità di ricche famiglie in 
effa vigenti una volta , e tutti que' villaggi , che ora circorìdati 
fono da baffi fondi e paludi , moftrano che tale vicinanza non 
aveano altre volte , e cHq forfè non a torto opinarono alcuni , 
che le falfe paludi più ora fi avvicinano ad Aquileja di quel che 
faceffero anticamente . Il fommergimento della (tracia di Grado , 
e le lapidi in vallivi terreni trovate fepohe , fembrano indicare 
che colà il mare piuttoftochè perdere guadagni terreno . Certa co* 
fa fi è , che anche a Caorle con fatica egli fi tiene lontano , per- 
chè non termini di disfare quella miserabile Città , e che anni 
fono vedevanfi delie antiche muraglie lungi da terra, e circonda» 
te dall'onde, che ora più quafi non fono vifibili. A Malamocco 
pure il mare minaccia fempre il lido . Si offerva cotta ntemente , 
che le foci dei Pò fi prolungano affai d' anno in anno , ed il Con- 
tinente fi avanza colà in ftrano modo, e fempre perde il mare . 
La foce del Tagliamento dall' altra parte fi allunga pure , ed 
eftefi fcanni nel mare introduce . La cofta di profpetto alle foci 
del Pò montuofa effendo, alta, e faflbfa non può dal mare fer- 
mentarli ; ma dopo quefta , verfo Grado ed Aquileja , ella baf- 
fa , e piana , come la noftra diventa 5 e dopo viene del Taglia- 
mento la punta prolungata , che V acque chiude in certo modo , e 
un feno forma tra quefta punta comprefo , e la cofta de! Timavo * 
Non potrebbe pertanto a poco a poco ivi rifarli il mare di quei 
che perde altrove , e formontare perciò il baffo lido fotto Aqui- 

Q^q 2 lc- 

( 1) Mazzocchi de Cadrò Lucul- Amati del Caftro Mutilo p. %j$ 
lano. Diat. 1. (2) Med. iEv. Differt. 21. 

Targ, Viag. in Tofcana T. 6, 



/ 



308 Saggio (opra i Veneti Primi . 

leja fituato ? Così dopo la punta del Tagliamcnto baffe fpiagg" 
trovandofi, che fono le noftre , fino alla prolungata punta del 
Pò, che feno forma con quella nei cui antro è la noftra Laguna , 
qui parimenti fuccedere lo fleffo fenomeno , e F acque marine in- 
golfarfi ed alzarfi a danno diCaorle, e di Malamocco? Se è ve- 
ra l'offervazione , che il fondo del noftro mare fi alza di conti- 
nuo , ma la ftefta rimane fempre la malfa , o la quantità deli* 
acqua da elfo contenuta , quella certo deve efpanderfi da' lati * 
Un fluido contenuto in un vafo , fé uno de' lati dì quello più fi 
avvicina agl'altri, più preme il fluido , lo innalza , lo fa riflui- 
re verfo quelli, e cercare fpazio . Certo è che la Città noftra de^ 
ve di continuo alzare il proprio fuclo, per garantirli dalle innon- 
dazioni annue, e che fcavando trovanfi gii antichi pavimenti af- 
fai al di fotto della comune , o fia dell'ordinaria altezza del fluf- 
fo* E pure tanto e tanto quello entra liberamente in laguna, la 
riempie, e la innonda. Se è vera l'offervazione di moderno Rxh 
magnuolo Scrittore , (1) Ravenna tiene oggidì il fuo terreno più 
ballo del mare vicino alcuni piedi * Chi sa dunque quali muta* 
zioni e cangiamenti la natura, ed il tempo non preparino a que- 
lli luoghi ? Non farebbero forfepiùda temerla allagamenti nuovi , 
piuttoflochè aberrazioni , e che il mare non fi riprenda quel fuolo , 
che ad elfo tollero i fiumi , oppure non li rifaccia da una parte 
di ciò, di cui dall' altra rimafe privo? Ma torniamo ad Aquileja 4 
In effa fpeffiffimo dimoravano gl'Imperatori particolarmente ne' 
baffi fecoli ; vi finanziavano le Legioni , altilTime mura , e 1 orni 
«levate la circondavano , ficchè più volte refe vani glPsforzi di 
chi voleva prenderla . Vi fu polla una Zecca , ed una flotta vi 
-dimorava ancora come abbiamo dalla Notizia , che il Prefetto no- 
mina della Claffe iiquilejefe « Io però credo , che folo ne' baffi 
ìempi quella fquadra flaffe in Aquileja , poiché ne' tempi più vec- 
chj dell' Impero Romano, la fquadra che guardava 1' Adriatico di- 
morava in Ravenna. Aquileja però non era fui mare , perciò io non 
credo dir male , dicendo che quella navale armata dimorava in 
Grado , che abbiamo veduto edere flato come il Porto di Aqui- 
leja , ed ecco perciò nuovo Dato intorno l'antica popolazione di 
quel lido , fuppoflo però che probabile fia una tale congettura - 
{a) Aquileja fino all' ultimo fi mantenne florida , e ricca , e 
quando già quali tutta l'Italia era in ruina ridotta . Curiofa ifcri- 
sione fu nelle fue mine feoperta , polla acert'uno, che ne' tempi 
taffi dell'Impero, come dinotano i caratteri con i quali è fcolpi- 
£a, fi tolfe a polla dall'Affrica per vedere^una Città così celebre* 

Hic 

(i) V. Amati del Rubicone. 7 ^delia vecchia eftetiGcme di quefti £- 

(a) 11 Sii veltri troppo perfuafo iluarj in prova cita Straberne dove 

.dice •" 



Parte Seconda. 



309 



UIC . lACfiT . REsTyTvS • J>EVECEPv . IN . PACE . FIDELXS . 
EX . AFRICA . VENlT . VT . IsTaM . VRBE . VIDERET . 
HEC INVISA. TeAAVS. IsTvM . VOLVIT. CoRPVS . HABE 

RE^Hic.Qyj. naTv. s fverat. optans . eraT. uào 

KEVERTI * ID . MACIS. CRVDEL1VS. vT . NVAAVM . SVO 
RVMQyE. VIDEReT ¥ INVENERaT . SA1IS. AMPL1VS. 
QVAM . SV'jS. IPSE. PARENTES * NEC • IAM . ERAT . EXTER SI 
CVT. PROVENiT. vT. ESSeT. AB.IPSlSvSED. QVo. FATA VoCAftT 
NVAÀVS . RESISTERE. POSSI T . HVIC . SODALICII. MEI. OREN 
SIW.L . CONTRA . VOTVM . FECERVNT . ( I ) 

Rovinata dagl'Unni, languì ancora alcun tempo, fi eftinfe del 
tutto , e .per tempre • Ella diede origine ad una gran parte della popo- 
lazione Affata in feguito negli Eftuarj , vale a dire a* Veneti fecondi « 

Poco dittante da efTa flava il Timavo , del quale altrove abbia- 
mo parlato , ed a quell'ultimo termine della marittima Venezia 
racconta Polibio ( e Strabone ancora per detto dì quello ) che 
ne 5 Monti proffimi al Timavo e erano delie miniere d' oro pu- 
rifiimo , che trovavafi quafi a fior di terra (2) .Di effe fi im- 
padronirono li Romani , e ne approfittarono alcun tempo . Forfè 
i Monti afpri del Carfo avevano tali miniere, e quefti monti ne* 
tempi più lontani poifono effere flati pofleduti da' Veneti fcaccia- 
ti in feguito da' barbari . Que' contorni per verità moilrano uri 
orrido afpetto , Aerili greppi ed arfi colà vedendofi , e ruine tali 
<he meritano offervazione . Tutto ciò fembra indicare un interno 
principio .vulcanico de' metalli appunto fabbricatore, e che vie più 
fi manifefta dalle calde fonti del Timavo 5 dalle voragini , dall' 

ac- 



ìSice: deinde ^Jntijo non longe arna~ 
ri ditem attingit oiquìlejam : come 
fé dicefle che fui mare flava efifa , 
mentre ciò non poteva dire fé non 
contradicendofi , e poi dice che il 
fiume non la laguna o il mare toc- 
cava quella Città * Così pure il 



bili, fu aflalita 'daterreftre efercito, 
come a diffufo racconta Erodiano ; 
il quale dice di più, che guafto gran- 
de "fu fatto allora de' bofehi, e del» 
le viti che avea d'intorno. 
(1 ) Bertoiì pag. 522. 52 



(2) Traterea Tolibius eft au&or 



s eft 



fuddetto oflerva che quando Attila fua estate apud JLquileìam & in 

affediò Aquileja , come pure Con- Tauri/cìs , precipue in l^oricis ami 

trordia , ed Aitino non fi fervi di folum ita ferax fuijje repertum , ut 

barche , e ciò fa vedere egli dice, exbaufta duum peduitm altitudine 

<he interrate fi erano le paludi . terra ftatìm occurreret aurum fojftle 

Ma fi dimenticò che tanf anni pn- .... fi urte ìfta omnia èuri metallo 

ina Aquileja affediata da Mattimi- <8&m#ìiì fùfftàent'.* 

no j fu battuta con macchine nota- 1. 4* 



\ 



3 io Saggio fopra i Veneti Primi, 

acque occulte ,. e da- molt' altri fegni d'antica rovina provata dà 
quel paefe . Mi fa fovvenire tal cofa che il favolofo Berofo feri- 
ve in giorni ofeuri e lontani, aver arfo l'Italia in tre luoghi, tra 
i quali nomina gl'Iftri o Tlftiia ( x ) . Si vede che feppe fingere 
bene l'autore di quei libro , fingere cioè fopra Dati veri. Sareb 
be anche da vedere fé è vero ciò che racconta il Candido, ed il 
Paladio pure, eiìervi ancora vicino a Gradifca un Monte ofeuro 
e cavernoio , pggi pure dalli paefani chiamato Monte di Medea . 
L'antico viaggio degli Argonauti a quella parte da noi già ac- 
cennato potrebbe aver dato origine ad un tal nome , ed uno di 
quefti autori foggiunge , correre opinione tra il popolo di que' luo- 
ghi che fu quei monte alberghino perverfi e fufurranti Spiriti . 
Ma tali cofe però fempre confermano l'antica celebrità della Ve- 
nezia , e moftrano la vecchia fama di quella regione ne' tempi 
più lontani e quali ignoti . Quanto filmati follerò que'paefi ne' 
giorni lontani che oro pofTedevano, lo inoltrano le tante favole fo- 
pra di ellì inventate . L'oro feoffe pur troppa fempre la fantafia 
ed il cuore degl'uomini, e quanto più raro effo era un tempo , 
e tanto più rendeva celebri i luoghi che ne fomminiftravano . Chi 
sa per tanto che i Veneti primi y innanzi di efTer dalli Romani 
afloggettati, non traeffero e fama ed utile da quefte miniere che 
avevano vicine? Potevano ritrarre il metallo da' barbari pofTeditc- 
ri delle roccie dove nafeondevafi quella , prevalendofi della felice 
ignoranza che quelli avevano intorno al valore delF oro;* e fem- 
brami che Strabone accenni tal cofa nella fua Geografia (2). 

Da tutto ciò che fin' ora ho detto panni che raccogliere fi pof~ 
fa V antichiffimo abitato della Venezia Marittima preifochè in tur» 
ta la fua eftenfione.- Non fu ella diferta ne s giorni Etrufchi quan- 
do Adria e Spina fiorivano ; e non. ne' tempi fuffeguenti fé non 
contemporanei de' Veneti ; non nelle età Romane . Strabone di 
fatti , e Plinio la paragonarono all' Egitto , ed al Delta Egizia- 
no, (3)eVitruvio ne fececircoftanziatadefcrizione. Se intorno all' 
Eftuario ftavano fode , e fertili campagne , e prati , e felve 
come abbiamo veduto, fé Città ragguardevoli avea vicine, o po- 
co lontane , fé grotti e navigabili fiumi facevano comunicar que- 
fte tra loro e con elio (4); fé quefte aveano marittimo traffico, 
^^^ eo- 

( 1 ) Italia trìbus locis arjit mùhis d,m ubi Taurifci fenferunt 9 ejeHis 

diebus circa Iftros , Cymeos, Ì5* Ve- adjutonbus foli venundeden . 
fuvium . . . .vocataque Ma loca Re- Strab. 1. 4. 

gio conflagrata . ( 3 ) His Tadus Je mìfeet , per bac 

(2) lAdjuvantibus autem barba» dìffunditur , plerique ut in jEgypto 

ros Italìs bimeftri tempore , e vefti* J^ilus , quod vocant Dsltham trique- 

gio auri pretium tenia parte carius tram figuram ec. PI in. 1. 5. 

veniffe totam per Italiam. Quod qui* fc (4) Omnis h*c regio flumsnibus 

*c 



Parte Seconda* 311 

come lo avevano di certo , e quello farfi non poteva fé non che 
attraverfando , e navigando TEfluario fletto , V Èftua rio certa men« 
te non poteva effere diferto, e fenza abitazioni in antico. Tutti 
i fiumi più grandi dell' Italia fcendevano in quelli (lagni , e ve- 
nendo per lo più da lontano , attraverfavano o vicini pattavano 
a Città floride che commerciavano in mare, avevano proprie ma- 
nifatture , e traffico eflefo . Il continuo paffaggio fé non altro 
dovea far sì che alle foci de' fiumi , fopra i lidi marittimi dove 
{lavano i Porti per comodo , per utile, per neceflìtà, vi foffe deli- 
abitato . Lungo all'Eiìuario correva per un tratto una delle pri- 
marie vie Romane , ed attraverfo di etto fi veleggiava da Alti* 
no alla Fojja Clodia per pattare a Ravenna : quefta flava da un 
capo, ed Aquileja dall'altro, e Aitino in mezzo, tutte celebri è 
ricche : poco in dentro Padova , Opitergio , Concordia: tutte que- 
lle circóflanze per confeguenza doveano certo influire fopra la con- 
dizione degli Eftuar; , da elfi allontanando la folitudine , e per- 
ciò nello fcioglierfi dell' Impero corfero in elfi i Veneti a fai- 
varfi , conofeendo che ficuri non folo vi farebbero flati , ma an- 
che bafìantemente comodi (i) . Non furono né pure ignoti a 1 
ghiotti di Roma varj pefei di quelle Lagune , avendo già Catul- 
lo fatto ricordo degli Sgombri noflri copiofi alle foci del Pò (2), 
e Marziale de* Lupi che pefeavanfi alla foce del Timavo ( 3 ) , e 
de* Gobbj pure (4) , Gò volgarmente chiamati , de' quali erano 
ghiotti i Veneti e faporiti pefeanfi in Laguna , e Plinio finalmente 
avendo lodato molto i Pettini nericanti , ottimi in Efiate e gu« 
flofi che pigliavanfi intorno Aitino (5) . Io credo che li Pettini 
di Plinio poflìno effere quelli croflacei comuniffimi fopra le pa- 
ludi di Burano , di gufeio nereggiante, e lifeio , detti volgarmen- 
te Calcinelli , de' quali ghiotti fono gì' efieri , e niente i noflri . 

For- 
car paludìbus abundat , maxime Ve- aliaque in ejufmodì locìs Municìpio 
netorum , qua etiam aftus mariti- funt prcxìma paludìbus , quod bis 
mos patì tur , unde magni campi pars babent incredibilem falubritatem . 
marìtima palus efficitur : fojftfque Vitruv. 1. 1. 

te» aggerìbus aclìs quemadmodum in ( 2 ) Volufi annate s Vadua morìen- 
inferiorì JEgypto , atque bine inde tur ad ìpfam> 

deducitur , aliaque partes ficcata agri» Et laxas Scombris /ape dabunt Tu* 
cultural experiuntur : alia naviga* nicas . Catul. 

biles exìftunt : urbefque inibì alia in- ( $ ) Laneus Euganei Lupus excì- 
fularum rìtu cinguntur aquis :alia ex cìpit era Ttmavì 

parte aquis alluuntur : in mediterra> Cum fale ec* Mart. 
neo fttpra paludes qua fita funt ad bos (4) ìit Venetìs .... 
fluminibus adverfis mira Junt fubve* Trincipium coena Gobius effe folet . 
elione s , maxime Vado e e. Strab. 1. 5. Mart. 

( 1 ) Gallica paludes qua circa JLU ( 5 ) TecHnes maxìmì ac nìgerrìmi , 
unum y Ravennani , jlquih famque 3 afiate laudaìijftmi ^Altini . Plin.?2.£« 



3 r 2 Saggio fopra i Veneti Primi. 

Forfè anche in allora a* Roaiani piacevano , ma non a* Veneti , 
già il capriccio, e non altro decidendo per lo più de' cibi in ogni 
tempo la fcelta . Finalmente potrebbe fard un' offervazione , che il 
più volte citato Epigramma di Marziale ( I ) , che in qualche co- 
dice antico porta il titolo ( ad loca decelerata ) , tutto il littorale 
loda comprefo tra aitino ed Aqmleja , e in un qualche luogo di 
quello egli defiderava terminare in pace la fila vecchiaia . Sem- 
bra perciò che tutto quello tratto dal più almeno, deJiziofo fof- 
fe e buono , non mifero ed infalubre come ora egli efifte , per 
colpa o de' fiumi, o degl'uomini, o del tempo come più piace. 

Ho detto poi che forfè c'era dell'inganno anche nell'altro fup- 
pofto della grande efienlìone in antico dell'acque falfe, e de'maf- 
fimi interramenti accaduti negli Eftuarj , M' intendo però che fi 
diftinguano i tempi, l'epoche, e le Umazioni ancora in tal prò- 
pofito, e folo procurai far vedere che quelli i quali tali cofe fup- 
pofero in altri tempi, le fu p pò fero troppo facilmente e fenza Da- 
ti ficuri e fiorici . Sotto Chioggia e fino a Ravenna avvennero le 
più grandi mutazioni , ma da fopra quefta fino al Timavo non 
tanto come fu detto, forfè full'efempio di quelle . Conviene ri- 
correre a tempi troppo lontani, per trovar l'epoca di que J giorni , 
ne' quali il mare anche da quefta parte fino al piede dell' Alpi 
fi innoltrava . Quando ne fu fpinto lontanò , egli dal più al meno 
confervò il limite da immemorabil epoca pofto tra effo , eia ter- 
ra in quelli luoghi . Non voglio per altro dire , che aflblutamen- 
te ora fia quello il limite dove i flutti dell' Adriatico fparfi per 
-- ^qnefio cratere generalmente arrivavano anche due mila anni pri- 
ma d'ora. In più luoghi devono certo eiTerfi mutate, ed altera- 
te le cofe , ma localmente fempre , non generalmente , e da per 
tutto. In fine il troppo eiTcndo viziofo in ogni cofa , troppo fi 
volle eftendere non c'è dubbio la Laguna in paiTato , ma forfe 
troppo io la riftrinfi in prefente, e fé un mezzo è ne cella rio per 
la prima opinione , la feconda pure ne ricerca , e ne vuole . Co- 
munque fia, i fatti , e le cofe qui raccolte fervirannofe non al- 
tro a dare un qualche lume fopra lo flato antico della Venezia 
marittima, paefe non ignoto né meno ne' fecoli più lontani, ed 
illuftre ancor più divenuto ne' fecoli a noi più vicini, quando ac~ 
colfe, e per anni molti protefle , e mantenne la parte più fcel- 
la forfe di coloro che la Terreftre Venezia abitarono ec. 



CA- 

( i ) JEmula Bajanh lAltini Lìtora Quaque 'tAntenoreo Dryadum pul* 

l'tllis cherrima Fauno 

Et Thatontei confcìa Sylva Rogi ; Njupftt ad Euganeos fola pmlla focus. 



Parte Seconda* 313 

C A P I T O L O HI. 

epitome della Storia de'Peneti Primi dalla fcefa del Galli In Italia 
fino a quando divennero Cittadini di Roma . 



V male vivinìs hac mcenia condita Caliti , 
trijli damnata loto? Lucati 



ABBIAMO Iafciato il compendio dorico del noftro ,paefe a* tem- 
pi ne' quali i Celti modero d 1 Oltremoate per cercare foro 
fortuna ne* campi ubertofi d' Italia • Quefta nuova rivoluzione 
dovette certamente fconvolgere V antico fiftema politico degl' 
Itali, ed introdurre un nuovo ordine di cofe . 

I Celti o fi a i Galli furono il più vecchio , ed il più celebre 
popolo tra quelli che abitarono 1' Europa Settentrionale . Alcuni cre- 
dono che il Nord in antico da due fole genti forfè tenuto , dà' Celti 
cioè e dagli Sciti , i quali i medefimi altri conflagravano con i 
Ceti o Coti o Scandinavi. Quefti T Ifole Brittaniche , (i) le Gal- 
lie, le Spagne in parte abitarono, ed oltre il Reno anche fi dif- 
fusero; quelli, la Germania, la Svezia, la Polonia , e le vicine 
Regioni tennero , ma già e gP uni , e gì' altri in origine non fu» 
rono che un iolo popolo dall' Afia antica venuto a ftabilirfi nell' 
Europa .fettentrionale ■• Curiofi furono i cofìumi de' Celti , ne** 
quali alcuno credette fcoprire molta fomiglianza con quelli degli 
Ebrei; celebri i loro Cantori £ Poeti , ,(z) -ed autorevoli i Sacerdo* 
li.; celebri le loro poefie ; rinomate le felve facre ed orribili per urna* 
ne vittime, delirio per altro comune a qua fi tutte le genti ; V 
adorazione degl'alberi antichi ; gli onori divini refi all'acque, il 
rifpetto alle Donne, l'odio alla agricoltura , la mania guerrefea ; 
Ja leggerezza, il tumulto, V allegria , e tant' altre co ftumanze , 
che ora non è il tempo, né il luogo diefporre. 

Quando elTi intraprefero la conquifta dell' Italia , fecondo alcuni 
le Gallie fole poiTedevano i Celti, e V Ifole Brittaniche; ma ab- 
bondavano però di genti., e /capeggiavano d'induftria , per cui 
doveano di quando in quando emigrare altrove a grofle partite 
Tomo I. R r in 

( 1 ) V. Hiftoire de la Danemar- ùtìs <evum , 

ke . Mallet. Plurima fecuti fecijli carmina Bar- 

( 2 ) Voi quoque qui fortes affinai di . 

b.elloque peremptas Lucati, 

Laudi bus in longum vatei demìt- 



3 14 S a ggi° fopra i Veneti Primi, 

in ; bufca di pane , e , di fuftiftenza . Guai a' paefi per cui paflava- 
no; ed una fiata fino in Grecia , e fino neh" Afia pervennero 3 
dove fi ftabilirono con il nome di Galati . Innanzi però a tali emi- 
grazioni paflarono in Italia , fecondo Polibio , perchè, commerciando 
tal volta cogli Etrufchi addocchiarono la ricchezza di coftoro, e 
Ja morbidezza e voluttà loro s , e guftati.i vini , ed i frutti di 
quefta Regione ; fi invogliarono di farne conquifta , e cambiarla 
coli' inculta iloro , patria ( i ) . Colto pertanto un leggiero pretefto 
d', improvvifo sbuccarono dall' Alpi con numerofo eiercito , e tac- 
ciarono dal paefe gli Etrufchi che non fi afpettavano un tale af- 
fa Ito • Secondo però Livio tal fatto fuccefTe perchè regnando Am- 
higato fopra una .parte de* Celti , .e vedendo foverchiamente co- 
piofo il fuo popolo, {pìnk Segovis^ e Bellovis fuoi nipoti alla te- 
ita di numerofe fquadre di Galli a cercarli altrove ricovero . Il 
primo pertanto fi avviò verfo la Germania , ed arrivò à fiffarfi 
in Boemia, l'altro prefa Ja marcia ver r Italia giunfe al piede 
dell'Alpi Piemontesi , che fi pofe a falire x:on ribrezzo, fcoiìb da 
fuperftizione , .o dalla novità dell' oggetto . (2) Superate però 
Infubrì. .queir, Alpi fcefero i .Celti impetuolì ne' piani di Turino , e via 
jl rvemi •f U ga r ono ;li non avvertiti Etrufchi . Adunate però le loro forze fi 
^.^'azzuffarono con i Galli al .fiume Ticino , ma vinti ed oppreftì ., 
fr * .tutto il paefe di qua dal Pò , da Torino a Milano rimafe preda 
.degli aggreffori. Quefta Citta (3) però da. effi fu fabbricata do- 
po tali eventi, e forfè per giattanza aiTunfero il nome .di Jnfih 
hri, nome che portavano le genti ivi prima fiflate... 

I popoli Settentrionali più lungamente degl' altri confermarono 
il genio .emigra torio, e più degiV al tri {turbarono le genti alloga- 
te in altre Regioni , e ciò perchè vivendo in afpri paefi, ed in- 
grati , e rigidi , poca pratica avendo di coltivare le terre , im- 
poffibile molte volte fi .rendeva ad elfi il potervi fufliftere, e per- 
ciò erano coftretti ad emigrare per vivere . Così li Tartari Afiati- 
ci, di quando jn quando fi pittarono fopra la fertile , e molle 
Afia meridionale^ rovinando li difpotici e crudeli Regni di quel- 
la , da' giorni di Madyas ( che fi crede V Oguf-kan degli Orien- 
tali ) fino a quelli di T amerlano . L'inquietudine perciò continua 
de' Barbari fettentrionali proveniva dalle , tìfiche qualità de' paefi, 
w ciie abitavano 5 e dalle morali ancora de' Joro coftumi . 

Spar- 
(1) Deinde cupiditateoeulis in puf- affanno. 

cherrimam planìtìem ejeclis ..... Arioft. C. 4. 

traJìtur fama dulcedine jrugum ma» (2) „dlpes in fuper abile s vifas»*.* 
xìmeque vini ec. Polib. 2. .religio etiam tenuità 

. . « . l'almo licor . . .. Liv. I. 5. 

Che a' Celti e Boi . ... (j) Mediolanum pa?us olim . 

fé* paflar 1' Alpi , e non fentir V Strab. I. 12, 



, Parte" Seconda , gì 5; 

Sparia- per te Francia la' nuova di così 4 fortunata intraprèfay Cenema: 
una feconda irruzione preparò di Galli , che da certo Elitovìf* di- *f\ > Or0 
retta 3 e foccorfi traendo da' primi , efpulfe gli Italici dal Crèmc= w l ' J * Ct 
nefe (i) , Brefciano 5 e Bergamafco odierno , cioè dalia piana 1 
parte di quelli «Edi fabbricarono in tali luoghi Brefcia 9 ed' 
eiano in parte Cenomani venuti da' contorni della Sena»- Una tè&*~£*#ef, 
za armata di Celli in progreffo verme ancora ', la quale favorita *Am*m^ 
probabilmente da' primi , ancor più paefe rapì agl'Itali tra il Pò' ec ' 
e l'Alpi , e quefta fu feguitata da ancor più terribili {quadre di 
barbari Boi detti e Litigoni , i quali più non trovando luogo al ài 
qua del Pò 3 ofarono i primf con barche tragittare quel fiume (2), Boj 9 Lin'«' 
e fcacciar gli Etrufchi e gì' Umbri dal preferite Parmeggiano , & om ; 
Modonefe, e Bolognefe piano, e prendere Feljìna che da elfi Bo- Senoni * 
nonio, fu poi chiamata .Finalmente aperto eilendo il camino fur- 
fero dalla Francia i Senonì che abitavano intorno a Parigi , che 
valicato il Pò ancor elfi , e paffato il paefe da'Boj occupato , di 
fotto alla Venezia fi pofero , nei piano paefe verfo il mare , nell p 
odierno Ferrarefe cioè , ( almeno in parte ) ver T Adriatico , e 
nella baila Romagna fino qua fi al di là di Sinigaglia o Seno-Gal- 
lica appunto per caufa d' erti chiamata . Io credo che la cagione 
primaria per cui" efpulfi furono gli Itali da tanto paefe fia fiata 
la mollizie loro ed il lulTo , e l'amor del piacere nei quale era- 
no immerfi da gran tempo (3) . Certo che Teofrafto , Platone 
ed altri fparlano molto de' vizj , e della oziofità degli antichi Tofca- 
ni ', ed .'Ih Strabone fi può vedere come i fieri Sabini , eSamniti 
tolfero ad effi l' Agro Campano , appunto perchè inviliti dalla 
voluttà, e dall' ozio (4). Quelle due eofe furono e faranno fem- 
pre là mina delle nazioni 3 come il foftentamento delie nazioni 
confifle nel non conofcerle» T ji % iu 

Tali eventi riportati tutti in un fiato accadere per altro fuc- $ 6 8 4. 
ceilivamente nel cariò di due fecoli , dalla prima fcefa de' Galli' ^ jma j* 
avvenuta quando regnava in Roma Tarquinio Priico ,- e l' ultima G%c , 
irruzione ddli Senoni , fucceouta forfè duecent' anni dopo . Benché 522. 
la Storia niente ci dica intorno alle circostanze che accompagna-^ . » 
rono tali fatti, 11 può per altro credere , che guai grandi avrà 

R r 2 prò- 

( 1 ) libi nane Brtxìa ac Cremona „ luptatem Ò* deìicìas comparatavi . 

Liv. 5?. 1. 9. 

(2) Ratibus traìeclo . Id. (4) CumUrbes \2 y popu!oj<eforent 

( 1 ) Sumptuofa iero ac delicato vi- Capuani caput &C. . . . ei proinde cum 

clui ajfueta erat Etrufcorum gens > pervoluptatememoHitiJeconvertìfJent 

tum domi , tum milìtitf . Cìrcumfe- ficut te» circumpadana fugati demi- 

rens fecum pr<ster necejfarium com- grarunt 3 fic ex hoc agro ce/fere Sa- 

meatum variam , & tam arte quam mnhìbus . 
pretto infivnem fupeikèlìkm ad vo- 1. 8. 



ora 

2401 



%i6 Saggio fopra £ Veneti Primi. 

provato T Italia Settentrionale in allora , riflettendo alla ferocia 
e brutal valore degli invafori , ed alla forza anche degli Etrufchi . 
Quefti poffedevano diciotto belle , e popolate Città in quefto trat- 
to fecondo Plutarco, O) , e fé è vero che ignoravano i Galli 
l'arte degli afledj , quefte non faranno cadute che fucceffiva men- 
te , e per via di blocco e di fame . Livio ricorda che fpeffè vol- 
te l'Etrufche. Legioni furono alle mani con i Galli tanto di qua 
che di là dal Pò, (2) e chi sa che quefti non {pian afferò molte 
delle Città Tofcane, poiché quando i Romani li fòmmifero abi- 
tavano per lo- più in borgate e villaggi , né fi legge che duri a f* 
fedj abbiano dovuto intraprendere ne' paefi di coftoro . In tali 
feompigii una parte degli Itali Etrufchi pafsòT Appennino , e ri- 
tiroffi in Tofcana , altri fi ridiilTero ne' luoghi forti per natura , 
altri forfè fi- ritirarono -ne' Veneti , altri in fine da certo Reta 
condotti fi ritirarono ne' monti Brefciani , Trentini , Veronefi ec. 
parte dal Duce loro Reti dicendoli, parte Arufnati , Camunni ,. 
ec. come ancora fi è oiTervato . Né meno i Liguri bellico!! furo- 
no fcacciati via dalle lor balze . 

Non ferve replicare ciò , che diffi altra vòlta , cioè" nella Ve- 
nezia effervi flati in que' tempi popoli diverfi Umbri , Tofcani f 
Pelafgo-Greci , Frigi, e Veneti. Forfè tutti coftoro alla compar- 
fa di nuovo terribile nemico, celiarono ài ruzzare infierire*, e co- 
rnun lega fecero contro di effo per poter reirftere , e non rima- 
nere al di fotto, avvantaggiati dalla natura fteiTa del loro paefe y 
da fiumi , e da immenfì ftagni coperto . Ci furono de' popoli 
colà nella Pruffia , che per fecoli fi mantennero immuni da ogni 
giogo ftraniero, benché piccioli , e non dr molta forza, appunto 
perchè circondati da ogni lato da profonde paludi . Vero è però 
che il paefe de' Veneti , è più che probabile fia (tato invaio in 
nunlche parte dalli Galli , il paefe m' fn tendo che ebbe in feguito 
il nome di Venezia . Mantova pare che in un qualche tempo fia 
Hata poffeduta da quelli , e nella totale ofeurità in cui fiamode' 
fatti d'allora, niente fappiamo di certo, folo congetturando pof- 
fiamo dire , che intraprendenti effendo i Celti , forti i Veneri , 
< poiché foli fuffiftettero in quefti luoghi , ) le contefe faranno 
(late continue tra tutti due i popoli , e varj gli eventi fecondo 
le circoftanze degl'uni, e degl'altri. 
Nei corfo di due fecoli di guerra continua probabilmente fi 

' eftin- 

'-{ 1 ) jlrbotihus regio pafcttìfque l<£- traque , Legione* Etrufcoru>n fujas 

ta . . . . decerti , & odio Ctvhates .... cum iis qui inter jLpennmum 

. • . . Galli Thyrrenis ejeclis ^occu- ^tlpefque ìrtcohbant [<epeexercìtuGal- 

pavere . Plutarc. li pugnavere. v 

(2) Scepe ab hìs cis 1>adum uh Liv. J. 5. 






Parte Seconda^ 317 

eiìinfero aifatto i nomi degi 5 altri popoli che oltre i Veneti abii 
tavano la Venezia , e quefH effendo i più foni prevalfero a» quel- 
li anche nel nome. Troppo erano fyenturati iTofchi, e gì- Uni* 
bri 3 e ben prefto fparirono anche i Pelafgi di Spina , e gl'avan- 
zi perciò di quefii , e di quelli fi confufero ,, e commi fcfiiarono 
con i Veneti . Io però credo cìiq li maggiori difturbi foffriffe la 
Venezia folo dopo che i Boj , ed i Senoni furono difeefi in Ita- 
lia , ed ebbero paffato il Pò . Li primi Celti forfè troppo conte- 
fero con li Tofcani ftabiliti colà nel Milanefe , innanzi di arri- 
vare agl J ultimi occidentali confini della Venezia ; e di effi quello 
Tribù che preffb a 3 Veneti fi pofero , come Orobj , Cenomani ec* 
non erano né delle più forti, nò delle più numerofe. Ma li Boj ^ 
Lingoni , e Senoni vennero quando già annodato de' primi il do- 
minio , da quelli potevano etìere affiditi , e poi furono numerofi y 
come fi vede dal paefe , che occuparono. Le lunghe, ed oftina- 
te guerre , che fecero a 3 Romani fanno conofeere , che era- 
no poffenti y cofa che de' Cenomani non fi può rimarcare. Que- 
lli pertanto dalla parte di Verona non fecero progreffi 3 ma quel- 
li della parte di Adria ad onta delie qualità locali del paefe 
pieno d* acque cannarono danni notabili . Chi sa , che a que- 
ila parte abitando in poco fpazio genti diverfe , Umbri cioè 5 
Tofcani, e Greci , fpefio in difeordia tra loro non folTero , e con 
ciò facilitale ro a' Galli i^ paffaggio nelle loro Terre , e la rovi- 
na del loro paefe ? Sappiamo da Strabone ohe i Tofcani tanto 
molefiarono i Pelafgi di Ravenna , che gli obbligarono a partire 9 > 
e abbandonar la Città in mano degli Umbri . Con quefti dunque 
andavano d'accordo, ma non con quelli . Conofcendo pertanto i 
Galli le ricchezze di Spina, acquifìate con il traffico fui mare 5 
unite numerofe fquadre , fecondo Dionifio , ( 1 ) corfero ad affa- 
lirla con tanto furore, che impauriti i Pelafgi 1* abbandonarono 3 
lafciandola in preda a' Barbari. 

Queftà mina, egli dice, avvenne per caufa de' con/manti bar* 
bari , i quali perciò non potevano effer altro che li Boj o Seno, 
ni , che come altrove offervai non erano lontani . Il Cluverio , ed 
il Lucio (2) anch'elfi così opinarono, e queir antichiffima Città 
fi riduffe in picciola borgata , come diceva Strabone , al tempo 
del quale era anche allontanata undici miglia dal mare , per 
caufa delle torbide , che il Pò avea condotto in que' luoghi . 
Adria non fappiamo precifamente y che fia fiata diftrutta da' Gal- 
li, ma la gloria di effa offervando affatto fpenta al tempo delle 

pri- 

(1) Quum magni* copìis finitìmìs Dionyf. 1. 1. 

barbari expeditionem adverfus zam (2) Ital. ant. I. $. 
fteerunt ec* De Reg. Dalmat. I. u 



318 Saggia fopra £ Veneti Primi. 

*4.M« prime rr.cffe delibarmi Romane verfa l'Italia Tra nfpad aria , pcf 

3 9 ! *• fi&rro ìupporre che non diflardo gran cofa da Spina , dopo di 

Tr'rma ^/'quella efla pure csdtffe in povero flato . La ricchezza di quefta 

G. C» Città, e l'ubertolo dio territorio, troppo dovea folleticare V ava- 

> S> 0. re V og]fe de 3 Barbari, che di continuo forfè molellandone gli abi~ 

Trhna Statori, ( j) obbligarono li medefimi per la più parte a fuggirle : 

ora ne altrove, e la Città per quello a poco a poco languendo , fi 

a l 7 o» riduiTe in mifera , e balta condizione .- 

Annio racconta che anche Sari Città degl'Umbri- perì per cali- 
la de' Galli , fictfiè quella parte delia Venezia ebbe molto a fol- 
frire y e per effa y già abbandonata, pattavano poi i Barbari a de- 
predare l'Agro Patavino poco difeofto come fi è detto altra vol- 
ta. Celso* pure in tale incontro l'Impero fopra ilGolfo degli Spi- 
nel! y e Adriani ( 2 ) , e forfè anche i Vèneti poco vi badavano 
perchè in terra troppo inquietati da 3 Galli fempre in moto , e 
fempre nemici . Egli perciò rimafe in balìa de' corfali Illirici e 
Liburni j e noto lì refe per i perigli che incontravano fu quello 
i naviganti , fecondo il Lucio (3 ) ,. che così fcrifTe colla feoru 
di Teopompo , e Strabene-.- In tal guifa nella terreflre Venezia- 
terminarono di efillere le Coionie in effa da tanto- tempo filTate 
dagl'Umbri, e da'Pelafgi, e da' Tofcani , rimanendo tutto il pelo 
dell'bftile furore adòlTo a' Veneti foli ... Un paflb di Plinio (4) ci fa 
conofeere che unitamente operavano gì' Infubri alle volte con ìi 
Senoni , e Boj , perciò polliamo ben credere che guerre lunghe e 
crudelr contro i Veneti , quefii tré pofìenti Gallici popoli avran- 
no avuto r ma il tempo cancellò ogni memoria di tali cofe . Lo 
flelTo palio di Plinio quafr accenna il tempo della mina degli 
Spineti, e quali dà a conofeere ( fé non m'inganno ) che la dis- 
grazia di Spina , e d'Adria, e la mina in fine di quella parte della 
Venezia, fia fucceduta pretto poco nel tempo che i Romani fa- 
cevano il celebre attedio di Vejo , vale a dire circa. 230. anni 
dopo delia prima difeefa de'Galli in Italia •• 

Se i Veneti e temevano ed odiavano quelli per lo innanzi , 
molto più dovettero averli in avversione dopo tali iìragi ; e di 
fatto ben preflo ne diedero prove y poiché feorfi pochi anni , vo-- 
gliofi liSenonr di acquili i , forfè bifognofi di' terra ( *> ) , palparo- 
no in Tofcana ed attediarono Chiufi . Spaventati i Clufini ricor- 

fero 
( 1 ) Eas in atmis jemper accolaf pum opul'entìa prdscìpuum , quod ab 
Calli tenebant . Liv. lib. io. Infubrìbus , Senonìbus , & Bois deh- 

(2) Inter ut Saga Oppìdum Utru- tum effe eo die in quo C amìllus Vejos 
feorum ut i^ <Adria . caepìt , ut !<{epos Comeìius tradidit , 

O) Stor. Daimat. Chr. I. 1. Plin. 1. ?. 19. 

(4) Interiore Caturiges Infubrum (5) Gr//is egeutibus agro. 

Jtcut & Spina fupra ditta. Ite in Mei- Liv. i. 5. 






Parte Seconda. 



3 l 9 



fero a 5 Romani, e quelli ^Brenno Capo de" Galli mandarono am* 
bafeiatori , i quali con sì poca prudenza operarono , che prefi da 
furore i Barbari, abbandonato T attedio , marciarono contro Ro- 
ma, disfecero le Legioni, prefero quella .già abbandonata da tut- 
ti, e la diedero .alle fiamme ( 1) , Là fola Rupe Tarpea o fia il 
Campidoglio. fece refiftenza , ma erettamente attediato , per la jLM. 
fame, era vicino a vederfi l'ultimo fatto di Roma , quando ven- 1 9 * '■• 
ne avvifo a Brenno che i Veneti aveano fatta un'irruzione nelle Vritm Si 
fue terre, e le mettevano a fuoco ed a rubba • II Gallico Djce G.C. 
che già vedeva perire la fua .gente per il caldo , e per la fcar* 3 8 ?. 
fezza di vitto, fentendo malmenate ancora le proprie terre rima- Vrìmi à % 
Ile fenza difefa , patteggiò con li Romani , i quali per trarfi d' era 
imbroglio sborfarono grotta fomm a d'oro, ed i Galli rivolfero il 11^4. 
piede a ripulfare dal loro paefe i Veneti . 

Roma dunque a quefti fu debitrice della fua falvezza , e tale 
onorevole notizia per gì' antichi noflri ci fu lafciata da Polibio -, 
Non faprei dire fei Veneti abbiano affalito il paefe de' Galli o 
per brama di preda e di vendetta , giacché la gioventù era lon- 
tana , o perchè a tal cofa follerò f pinti da' Romani , come ve- 
dremo fuccedere altra volta . Comunque fia egli è ben ftrano < 
che Livio benché Veneto abbia taciuto un evento così onorevo- 
le per la fua nazione .'Egli tutta e fola attribuire a' Romani la 
gloria d 7 efferfi tratti da un tale pericolo , ed a Camillo concede 
la fortuna di aver battuto così interamente i Galli affediatori 
che né pur uno quali rimafe in vita per recarne a fuoi compa- 
trioti la nuova . Or come conciliare così oppofti racconti ? Poli- 
bio fi sa che per lo più è veritiero ed efatto e non cercava di 
adulare neffuno . Livio non so fé tale fi moflri , e non so fé 
polla fuggire la taccia di aver adulato i fuoi Padroni . Non fi 
potrebbe perciò credere che egli facrificaffe la verità al timore , 
e da buon politico non voleffe difguftare i Romani , T orgoglio 
de' quali troppo aveva fofferto nel fatto de' Galli , e non amava 
vedere fcritto un avvenimento ignominiofo per la più altera delle 
nazioni ? Leggendo Livio (2) ben fi cono ice quanto in pericolo 
erano fiati i Romani in allora , quanto brutta T aveano pattata, 
e quafi pare che alquanto del rneravigliofo egli abbia mifchiato 
ne' fatti d'allora, per diminuire lo feorno da quefli fofferto. All' 
oppofto leggendo Polibio niente s'incontra di Arano , ed un pof. 
libile e femplice vi fi feorge che più perfuade . Livio medefimo 
però troppo .chiaro Jefcrive Y avvilimento , in cui ftavano i Ro- 
mani 

(1) Polib. lib. 2. Dìique Isrhomìms probìbuere reden- 

si) JLuditaque ìntoìleranda Ho- ptos vivere Romano*, 
manis vox , V* vìtfis effe . -, . fed 



320 Saggio fopra i Veneti Primi. 

mani dopo la rotta d' Alila , e T incendio della lor Capitale , e 
così opprefli li dipinge , che ben fi vede che un folo impenfato 
avvenimento, e non il loro valore poteva trarli dal precipizio in 
cui erano caduti . Ma la nazione invilita, e folo a prezzo d'oro 
lalvata , troppo difpiaceva e ributtava , perciò chi sa che per cor- 
reggerla fiafi rinvenuta la ftoria di -Gamillo freddamente arri- 
vato nel tempo che a' Galli fi numerava il denaro , il quale 
ruppe il contratto, -sfidò a battaglia i Barbari , e tutti li fece in 
pezzi , e riparò al difonore politamente in tal guifa . Livio forfè 
copiò la ftoria e tirò dritto .. 

E' poi notabile che lo Storico "Greco ( i) non fa moto di que- 
lla orribile disfatta de* Galli con fomma eloquenza deferitta dal 
noftro Scrittore ; ed è notabile ancora il dirfi <la Giuftino che ar- 
rivata a Marfiglia la nuova della prefa di Roma , que' cittadini 
ne moftrarono pubblico cordoglio, e mi/ero infìeme aro ed argento , 
tratto dalli privati, e dal Pubblico , per fapplire al pagamento do- 
vuto a* Galli per la venduta pace a' Romani . Livio confetta di 
jion fapere fé tutti i Galli Italici foflero uniti contro Roma iti 
allora , e dice che l'orrore, e lo fpavento avea invafo ogni gen- 
te deli' Etruria , e dei Lazio . Strabone racconta che in un co* 
Senoni erano a queir imprefa anche i Geffati Gallico popolo ti* 
falpino , ferocifTimo e che ferviva prezzolato alla guerra (2) , e 
Silio Italico vi annovera anche i Boj (3) . Si vede da ciò che 
un fatto ftrepitofo fu quefto , e ben vedremo come avea im- 
-preffo tanto dimore in tutti i popoli Italici che tutti fi unirono 
,&' Romani , ( anche effendo a quefti contrarj ) , in altro Gallico 
tumulto fucceduto dapoi , per frenare una nazione a tutti nemi- 
ca, e troppo pofifente. Pare dunque imponibile che Polibio igno- 
rale o rivoltale un fatto tanto grande , e tanto noto , e volef- 
fe fcrivere una circoftanza di quefto falla e bugiarda in faccia a 
tutta T Italia e Roma ^ -egli che procurava tanto di informarli 
,delle cofe accadute con preciiìone , egli che converfava con li 
più illuftri e dotti -Romani del fuo tempo , -egli che non aveva 
neffuna ragione di efaltare i Veneti ^ egli finalmente che delle 
cofe d'allora ci trafmife ottime notizie, e che fcriveva il più del- 
le volte con uno fpirko filofofico , e libero da fervile foggezione. 

Se fopra i Galli Boj e Senoni , o fopra i Cenomani fia caduta 
V irruzione de' Veneti , è affatto ignoto , e nulla dir poffiamo di pre- 
cito . Nulla poi fi sa intomo la noftra gente per lungo tratto d' 

an- 

< 1 ) Gitili. !. 44. tumultu exterrìta Urbes .... /«£"- 

( 1) ld parum cwtum efl folamne que agreflium ec* 

an omnibus Cifalpìnorum Gal forum et. Liv. 1. 5. 

* , . . Tratereuntìbus Galli s raptìm £3) Bq?s. 



Parte Seconda. 32* 

anni , fino a quando che nuovi e non attefi nemici vennero ad 
all'alidi dalla parte del mare . Era la Laconia e Sparta fevera e 
fommofla da interne dHèordie , quando certo Cleonimo della fa- 
miglia reale rifolfe cercare altrove forte più buona . Unite infie- 
me alcune truppe di Lacedemoni zOfecì «, imbarcolie e veleggiò 
verfo l'Italia, dove diede il facccTad alcune Greche Città fìtuace 
nella meridional parte di quefta . Accorfi però i Romani egli fu 
coftretto a fuggire., e girato il -capo di Brindifi, temendo fé più u M 
terra toccava alla fiaiftra il valore di quelli , e fé alla deftra la 4 003. 
fierezza brutale degl' Iftri ed Illirj celebri anche allora per le pi-- . 
raterie , rivolfe al Nord il fuo viaggio , ed approdò a que' ìidiQ*^' 
della marittima Venezia dietro a' quali ne refta V Eltuario collo- s 4 
cato . Sbarcò fopra la fpiaggia di Malamocco o Peleftrina , q~ . ' 
fia del Medoaco e delie l'ili/line, alcune fpie per efplorare gli fco- a *' 
nofciuti luoghi, e feppe da quelli che quello firetto lido teneva al % q£ ■* 
ài dietro .un largo Qagao /oggetto 2? ftaffi del mare , oltre il quale 
ftavanQ coltivate terre , xhe già vedemmo etfere fiate quelle del 
fiondante o fia il margine fotto Fufìna fituato. Colà differo che 
v'era la foce del fiume Prealto, ramo del Medoaco, e credendo 
i Greci poter quella circondare con i loro navigli , ed ivi fermar 
quelli full' .ancore , fpinfero la flotta ( forfè era V ora deli' alta 
marea che tutto 1' Eltuario xopriva ) dentro la Laguna ed arriva- 
ti alla fuddetta foce ( intorno Fufina ) su per lo fiume cercaro- 
no fpingere le Navi , ma non lo permife il poco fondo delia 
Brenta . 

Srefe allora una parte ne' palifchelmi , e vogando arrivarono 
tre miglia fopra ne' contorni di Oriago , dove coltivato e di fpef- 
fi campi vedendo adorno il paefe , sbarcarono fuiia finiftra fpon- 
da del fiume, pochi foldati lafciando a cuftodire i battelli . Tre 
Borgate de Padovani ftavano in quel luogo , che aflalfero cP im- 
provvido e Taccheggiarono . Fatta preda abbondante d' uomini e 
di beliiame, la diedero alle fiamme . Più oltre fi fpinfero, tratti 
dalla facilità della preda, ma mentre che rubando fi allontanava- 
no fernpxe più dal fiume , li fuggitivi villani portarono a Padova 
la nuova della nemica irruzione, e del facco che. fi dava al pae- 
fe dalla parte del mare . Corfe a tale avvifo la gioventù air ar- 
mi , e tanto più facilmente quanto che flava fempre pronta per 
timore de' Galli vicini; e -di vi fa in due corpi, uno prefe la mar- 
da a quella parte d'onde venivano li {uggitivi^ cioè alla finiftra 
della Brenta, l'altra per non ifeontrarfi con li Predatori prefe la 
deftra del fiume .. Quefta caminando fempre lungo il fiume arri- 
vò alla Stazione delle navi , luogo forfè fituaro ne' contorni di 
Oriago , e giunfe ( nonattefa ) fopra la guardia degli fchiffi che 
cagliò a pezzi 3 forzando poi li marinari colla fpada alla gola a tra- 
Tomo L S f gft- 



322 Saggio fopra i Veneti Primi, 

pittarli oltre il fiume .. Intanto l'altro corpo di Veneti con cele- 
re marcia era arrivato dove i Greci fenz* ordine e difperfi Tac- 
cheggiavano il paefe , i quali non credendo di avere ad incontrar 
pericoli , fi riunirono con pena e poterono per poco refiftere , ri- 
tirandofi prefto verfo il luogo Jove avevano lafciati i battelli .. 
Diedero però dentro nell'altra {quadra ,che avea paffata la firen. 
ta, e chiufi in mezzo furono fuperati ed uccifi la più parte. 

Dalli prigioni intefa la patria dì elfi, il nome del loro Duce., 
e che quefti flava più baffo fui l'ancora, i Veneti rifolfero di co- 
là portarli ad affa] irlo . Dati i prigionieri pariamo in cuftodia 
agl'abitanti del proffimo Vico, una parte fi pofe ne' battelli tol- 
ti al nemico , 1' altra fopra le Navi fluviatili colà efiftenti % le 
quali per ejfere à} patto fondo 3 erano, dice lo Storico, adattate a 
correre fopra i vadi , o fiano le paludi della Laguna . C erano 
dunque quelle paludi anche venti fecoli , e più innanzi a noi , che 
fuperar .non potevanfi fé non che da leggieri navigli 3 dovendo i 
grandi e groffi caminare per li canali , e perciò una forma ftef- 
fa, un medefimo .afpetto ebbe fempre il noftro Eftuario. 

Scefi a feconda del fiume arrivarono non attefi alla Greca Flot- 
tiglia, ancorata intorno la foce di quello, e circondandola ratta- 
mente da ogni parte , diedero i Veneti un furiofo affalto , di 
modo che /paventati i Lacedemoni più ancora dalla ignoranza de 9 
luoghi, che dall'ardire degli affalitori , male fi difefero , e fola 
tentarono di trarfi d'impaccio , col metterli al largo , e guada- 
gnare il Porto . Ma la continua opofizione de' Veneti non lo 
permife 4 anzi coflrinfe a difperderfi i navigli qua e là per 1' E- 
ftuario, dove non ronoicendo li tortuofi , ed intralciati occulti 
canali, danno in fecco la più parte ^ e fi impigliano nel fango . 
.Circondati allora da ogni lato fono ,coftretti ad arrenderai . Quel- 
li che al Porto Ai .Malamocco poterono arrivare, benché malme- 
nati , pure fi mifero in falvo , perchè le barche de' Veneti non 
fi azzardarono di nfcire fuori di quello* 

Cleonimo in tal guifa potè fuggire appena con la quinta par- 
te della fua fquadra , lutto il rimanente effendo rimaito in pre- 
da de' vincitori , die fpogliate le prefe navi de* roflri , con que- 
lli , e con li prigionieri fé ne tornarono a Padova , Le Navi 
furono abbruciate, e le prefe fpoglie fi appefero nel Tempio vec- 
chio di Giunone . Parve tanto grande, quella vittoria a' Padova- 
ni , che ogn'anno decretarono di folenne ridurre il giorno nel 
quale era fucceffa , dando lo fpettacolo fopra il fiume , che paf- 
fava per mezzo alla Città P di una finta pugna navale , che forfè 
rapprefentava de' Veneti , e degli Spartani l'incontro fegmto in 
Laguna . Quello fatto lo abbiamo per diftefo da Livio , inferito 
nella fua Storia Romana . Egli racconta , che a' giorni fuoi vi- 
ve- 



Parte Seconda. gi^ 

ve vano ancora perfone , che nel Tempia avevano vedute le fpo 
glie de 1 Lacedemoni . Egli pure riportollo con minutezza, perchè 
Padovano, e perchè niente c J era in tale avvenimento , che pa- 
telle offendere la bona di coloro, de* quali fcriveva la Storia . 

Niente più Tappiamo de* noftri antichi per vario tempo . Ma 
che avellerò Tempre l'armi in mano , e poca quiete ? e la cofti- 
tuzione de* tempi , e le circoftanze in cui erano ce lo deve far 
credere. Erano feorfi degl'anni tanti , che fu V Alpi ftavano gì' 
Etrufchi, e tagliati fuori com'erano da ogn' altro popolo Italico , 
commifehiati con barbari di Celtica e Teutonica Origine , fatti 
abitatori d'afpro fuolo , e rigido Cielo, non è Arano il fuppor- 
re che perdelTero la prifea dolcezza , o mollizie , e 1' afperità co- 
mune a' montagnuoli afTumefTero .- Livio di fatto diceva che ap- 
pena avevano confervata F antica favella , e quefta ancora mol- 
to corrotta (i). I Reti ,Genauni,.Breuni ,Camunni , Carni , Tau- 
rifei , Sapidi , e Liburni ,, e tutti quelli che ftavano alle' fpallc 
della Venezia inquieti , depredatori , crudeli , li vediamo concor- 
demente dipinti dalla Storia . I Montani odiano fovente gli abi- 
tatori delle pianure , perchè invidiano la vita agiata , ed i como- 
di che quefti per lo più godono . E' perciò probabile , che mai 
non fletterò a lungo in pace i noftri Veneti con le feroci genti, 
che Ir circondavano. Si aggiunga, che dalla parte Orientale ave- 
vano gl'Illri, e gì' Illirj terribili per ftragi , e per rapine , che 
per lungo 4 tempo difturbarono gli fteffi Romani . Già i popoli fo- 
no più o meno temerari fecondo la natura , e lo flato del paefe 
che abitano . Era perciò poco buona la fituazione de' Veneti chiudi 
in mezzo tra tanti nemici Alpini e Calli , e fé fi mantennero , 
pare a me ch^ ciò moftri la forza che avevano , e iti confeguen- 
za che non erano picciola focietà , e debole . Già ancora accen- 
nai le guerre loro con gli Alpini parlando di quelle Città , che 
Plinio racconta elTere perite in antico, e che ft avario nell'odier- 
no Friuli , come pure che Aquileja fui tenere de 5 Carni era fia- 
ta edificata da 5 Romani, mentre a' Veneti per lo innanzi appar* 
teneva quel fuolo . Tali mutazioni faranno accadute in una qual- 
che guerra nella quale i noftri avranna avuta la peggio . Vedre- 
mo in feguito di nuovo tal cofa , ma ora altra non abbiamo , 
che ofeure congetture riguardo a tali eventi , dal tempo affatto 
diftrutti, e tolti dagl'annali del mondo r Felici que* popoli, che 
delle proprie cofe ebbero celebri Scrittori , le cui opere poterono 
fuperare fa forza diffruggitrice di quello. Tucidide rifparmfato dal 
tempo refe immortali , e celebri i poveri Regni del Peloponefo , men- 
tre ofeuri, ed ignoti ora giacciono celebri , e ben più grandi Imperj, 

S f z Era- 

( i ) 7{on alluci prxter fonum Uri' gu<g me ipfum ìncorruptum . I. f . 



324 Saggio fopra I Veneti Primi. 

\A* M. Erano i Galli itmpre alle prefe con i Romani , che però &V 
4 e 8 6. giorno in giorno primeggiavano in Italia. Si odiavano troppo gì' 
Trìma d/'uni, e gl'altri ( 1 ) perchè quelli conoscevano la potenza dì que- 
G. C. fli, e qnefìi a troppo brutto pericolo erano fiati pofti da quelli . 
2 2 °- Ma le perdite erano continue dalla parte de' Galli , ed i Roma- 
Trima d' ni avendo già battuti i Cartagine!! , anche fuori d'Italia avevano 
ora innoltrate le conquide , e fottomeffa la Sicilia , la Sardegna , e 
**3 9 9' la Gorfica . Rifolfero i Galli di fare uno sforzo Ara ordinario con- 
tro i loro inveterati nemici , ed uniti li Bo; agi 1 Infubri Milane- 
fi , invitarono anche i loro compatrioti dimoranti oltramonte y 
de* quali fi moffero grolle fquadre , e fcefero in Italia in lorofoc* 
corfo . Quelle erano formate di Geffati, lì più indomiti trai Gal- 
li , fempre nella guerra occupati, e che come gli Svizzeri' di due 
fecoli fa andavano prezzolati a pugnare per il più offerente. Av- 
venne tal cofa ott'anni circa dopo l'irruzione de' Greci , e cen- 
to feffanta dopo T incendio di Roma , fecondo la Cronologia da 
noi feguita . 

Tanti preparativi fpaventarono Roma Benché pofTente e tlitt* 
l'Italia . Polibio aflìcura che maggior apparato di guerra non erafi 
fatto in que' paefi , e tutti gl'Itali per fé temendo fi unirono a r 
Romani benché odiati, contro il comune nemico. Fu allora, che 
apparve la forza dell' Italia , con tutto che sì bella , ed eftefa 
parte ne occupaffero i Galli, poiché' ella mife in armi più di 8od. 
mila foldati , In tale tumulto, dice Polibio (2), i Veneti furono 
addolciti dalle Ambafcierie de 3 Romani, ed armati 20. mila uomi- 
ni infieme con li Cenomani fi prepararono a fare un'irruzione ne* 
campi de'Boj . In Tofcana fi azzuffarono con i Barbari le Legio- 
ni , e ne fsguì orrendo conflitto , che terminò in danno totale 
di quelli , per lo che il paefe de' Boj ne andò a fantue 3 ed z> 
fuoco , e cehò il timore , che avea feofla T Italia .- 

Forfè i Romani fpinfero i Veneti a penetrare nel paefe Galli- 
co , ricordandoti che così facendo altra volta avevano falvata Ro- 
ma . Le parole però dello Storico fembrano indicare che i noftfi 
foiTero titubanti in prima , ferie perchè malcontenti o paurofi 
della Romana fortuna . Il Maffei riflettendo a Vuelta unione de' 
Galli Cenomani con i Veneti , crede che ne folle cauta la pic- 
colezza , e poca forza de' primi, che av^rrdo confinanti ii freon- 
di, queftr li coitringeifero ad agire -con loro contro gl'altri Gal- 
li, per non vederfi derubato il paefe '. Per verità li Cenomani 
non fecero mai r grande figura nelle Galliche imprefe , ed altre 
volte fi veggono combattere- per Roma contro i loro compatrio- 
ti » 

(1) Troprìo atqus *«jfro^J#— ^0- ÈJv. L igi 

man os odio. (2) Poiib. i ; . 2. 



faite Seconda §x$ 

ri. Pure io crederei , che qualch' altro più forte motivo potefli 
fpingere i Ce no ma ni ad unlrfi a' Veneti in tale incontro, 

Erano i Galli brava gente , ma che non fapevano regolarci s 
operavano più per impeto di paffione , che per rifultato di fred* 
do configlio . Si può vedere in Polibio come da quando fcefero j 
in Italia fino a* tempi ne' quali ora fi-amo, fempre , e di fpeflb 
furono involti in guerre e tumulti edemi non folo ,. ma anche 
dimettici* Difcordié frequenti aveano fpecialmente per caufe de- 
gl'altri Galli , i quali erano rimarti di là dall'Alpi, che invidia- 
vano li paefi poflediùi dalli Cifalpini , e calavano alle volte a 
moleftarli . Spello pure V ubriachezza , e le crapule alle quali 
erano fommamente dediti , fufeitavano tra loro fanguinofe riiTe , 
che erano accompagnate da mokfte confeguenze • Poco- prima 
della guerra ? che abbiamo accennata , vennero i Galli tra lo- 
ro alle mani per divifione di preda ( i ) , e la battaglia fu 
cosi feroce , che perderono gran parte delle truppe , che aveva- 
no fatte venire da oltramonte, ed il paefe rimafe defedato . Do- 
po alcun tempo chiamarono i Tranfalpini in Italia, e queui fce~ 
fero numerofì di nuovo, ma meiii in folletto i- Galli Italici, gli 
affalfero, trucidando due de 5 loro Re , e fugarono il rimanente, 
Parmi perciò probabile, che dalli Boj, e dagl'Infubri più poffen- 
ti, foffero fiati offe fi ',.. ed opprefiì in qualche occafione i più de- 
boli Cenomani , e fpogliati per avventura di qualche porzione di 
paefe , ficchè per odio , e per tema , ora che li vedevano uniti 
a' fieri GefTati, fi gittaffero nel partito de' Romani . E' cofa cer- 
ta che quando odio civile entra in una nazione, piuttofto fi vuo- 
le , e fi feieglie la fuggezione di uno fìraniero dominio , che af- 
foggettarfi al nemico dòmeftico; e poi li piccioli Principi , e po- 
poli non fi regolano mai per ordinario , che fulle circoiìaii* 
ze prefenti , e fu quelle di (pongono la fempre timida , e fofpet- 
tofa loro politica . Del retto offerVo , che anche Strabene notò 
la colleganza che più volte ci fu tra li Romani , ed i Veneti , e 
Cenomani, prima e dopo , egli dice, la guerra di Annibale (2.)» 
Non mai però domi i Galli fi difendevano oftinati , ma òi 
giorno in giorno cedevano. I Boj furono coftretti ad abbandona- 
re l'Italia (3)5 ed andarfene ne' Taurini ad abitare colà predo 
il Danubio, dove in progreflb furono diftrtitti dalli Daci . I Re- 
nani valicato per la prima volta il Pò aifalfero gf Infubri , ed 

eb~ 

(r) V.. Polib. I. 2. (3) Senov.es . . . .delevervnt Rh?- 

(2) Ce'nomani autem a e Veneti £?> mani .... Bojos autem fuis domi* 

ante *Annibalicum bellum ^Auxiliafìo- ciliis ejecerunt > qui deinde adl$tw* 

manis tuìerunt contra Bojos & Sfm* ec. 

brìos Ì7 1 deinde . . . «- Strab. I. $.• 



326 Saggio fopra i Veneti Primi* 

ebbero anche in tale occafione foccorfi da'' Cenoni ani , e proba- 
bilmente anche da' Veneti, poiché al paefe di quefti una voltai 
avvicinarono le Legioni per rimetterà* da una' fcofla foftèrta pre(~ 
fo l'Adda. (1) Finalmente preffo Milano f dovettero li Galli pie- 
gare il collo quattrocent'anni dopo il loro ftabilimento irr Italia . 
Così la Venezia rfmafe libera dalli fuoi piiV infefti nemici"" , ma 
forfè già libera più non era del tutto, poiché l'ubbidienza o vo- 
lontaria o neceflaria a Roma era probabiimeute cominciata . 
^ M Pochi anni pattarono che fi accefe la feconda Punica guerra , 
4 oo 2«, e l'Italia- fempre deftinata alle fciagure y ed alle offefe efterne 
. ^- V1 ^ e Annibale dal fondo dell' Affrica trarre i Numidi, i Mori , i 
t1 qq 'Gettili a divorare le fue foftanze , ed a diftruggere le fue Città « 
j ', V Era già del tempo che tra le due Repubbliche rivali correvano 
* . ..fofpetti, gelofie, rancori, dopo la prima guerra Cartaginefe non 
"ora ma * ce ff at * • Stettero quetr i Romana finché durò la guerra Gal- 
*9 9 4* * ica > rna quella finita fi accefe la collera loro per V imprefe di 
Annibale nella Spagna , e quefti cheodiavali a morte avea già fat- 
to tentare V animo de* foggiogati Galli Itali , che ben fapeva 
quanto era ad elTi inforYribile l'ubbidire a' Romaui . Quefti prò- 
mifero fubito ogni affiftenza r ed egli dalle Spagne prefe il cami- 
no verfo l'Italia, pafsò l'Alpi , e nel Panneggiano infieme con 
lì- follevati Galli battè i Romani , e di vittoria in vittoria paf- 
£ando pofe in fommo pericolò il loro Impero . L' accorto Affo- 
cano procurava far credere agi' Itali che folo per toglierli dalla 
Romana fuggezione , di cui gran parte non erano certamente con- 
tenti y r egli era padato in Italia . Molti popoli perciò fi follevaro- 
noj, molti rimafero incerti, tutti erano in confufione, e Livio af- 
ficura che in due partiti era divifa rutta- (I* Italia; , e durando 
feroce e dìfolatrice la guerra per molto tempo ,, gli fteffi Latini 
tumultuarono una volta , e quel che è più alcune Romane colo- 
nie, a Roma proffime, negarono foccorfo; cofa inaudita, e che 
di terrore oppreffe il Senato, ed il Popolo. (2) 

Pure in quello generale fcompiglio e fermento, e nella univer- 
fale confufione dell'Italia , non fi sa che i Veneti mutalTero par- 
tito , e lafciaiTero 1 Romani , prevalendoli dell' occafione . Dopo 
1^ prima feonfitta alla Trebbia, fucceffe quella più fatale al Tra- 
fifrieno y e per due anni continui non finì mai Roma di perdere 

ed 

( 1 ) V. Liv. Liv. 1. 27. 

(2) Vremitus enim inter Latino* Vnus ve/ut morbus invaferat om» 

fociofque incolas ortum .. • . . duode- nes lt alide Civitates , ut plebs ab 0. 

cim colonia negaverunt Confu/ibus ef- ptimaùbus diffentiret : Senatus Ro- 

fe unde militum , pecunìamque da- manis f aver et > plebs ad Trfnos rem 

rem nova re tantus pavor traberet \ 

animi s minibus injetlus ec, Liv. 1. 24. 



Parte Seconda. 327 

ed Annibale di vincere ; nulla di meno pugnarono i Veneti co* 
ftantemente per quella., e fomminiitrarono uomini e foccorfi albi- 
fogno . Silio italico nomina efprefifamente e Verona e Padova e 
Mantova, tra le Venete Città che truppe diedero a' Confoli , e 
tutte in fine le Venete genti ^egli dice , fecero lo fletto (i) . 
Nella più fatale pugna di Canne fi trovarono i Veneti , e per ve- 
rità fembra offervabile tal cofa , poiché come ho detto in fer- 
mento era tutta l'Italia , o per li Cartagine*! offendo i popoli, 
oppure operando per fé medefimi ed a proprio vantaggio . Da 
quefta parte i Galli ritornati liberi , facevano ognisforzo per con- 
iervaffi tali; folo i noftri rimanendo immutabili, a' Romani con- 
tinuavano ad effere fedeli .. 

Dopo la qual rotta orribile di Canne tali pure rìmafero , tal 
cofa potendoli raccogliere da un paffo di Livio giudiziofamente 
offervato dallo Storico Eftenfe - Racconta quegli , che due anni 
dopo quella funefta giornata , furono da divertì luoghi d' Italia 
fatti fapere a Roma varj prodigi , tra i quali che in Adria, tì 
-erano vedute armate fchiere nell'aria veftite di bianco combatte- 
re tra loro, ed a Mantova lo ftagno eflendo crefeiuto -, ed effen- *>£. M. 
dofi fparfo per que' baffi fondi , il Mincio fi era tinto di color 4 ° 9 *• 
di fangue .( 2 ) . Quefte due Città Venete eflendo , fé nemiche Vrhm di 
foffero ftate, tali nuove, allora affai importanti, non fi farebbe- G.C. 
ro fatte fapere a Roma , né in tal cafo colà fi avrebbono accol- 2 ' °« 
te come minaccianti la nazione, né efpiati gli augurj con lokn-Trìma d* 
ni facrificj . Piuttofto fi avriano creduti trifti prefagi contro i om 
ribelli , e contro gli Affricani . Forfè un'aurora Boreale causò tali * 9 & 9- 
effetti in un luogo., poi perfoneggiati dalle fantafie fuperftiziofe e 
ignare di un fenomeno , non fempre frequente per avventura , 
e nell' altro non creduti provenienti dal rubicondo colore -che pur 
il Cielo tingeva . Sembra pertanto che fempre a Roma fedeli ri- 
maneffeio i Veneti , o perecftanza , o per timore, o per neceffità 
ancora . Io oflervo che Annibale vinti i Romani alla Trebbia , fu- 
bito marciò verio il centro d' Italia , né più ritornò a quefta parte, 
E' vero che a quefta parte ancora erano in arme i Galli , ma 
quefti non avendo mai avuto buon'animo con li noftri , da fé 
foli fenza il foccorfo de' Cartaginefi non potevano gran cofa . Di 

più 

(1) Tutte Veiona ee. Sii. Ital. vocio fpecìefque hominum cìrcum ea 
Venet<eque ex ordine gentes cum candida vejfe vifas effe .... 
vitque sporto gaudens populo . b<ec prodig. boftiis majoribus procu- 

Lue. ?<**<* fi*Pt , & fuppUcatio omnibus 

(2) Vrod'rgìa in eo anno ..... Man- £>'"? quorum pulvinarìa Rornt funt , 
tufi flagnum effufum . Mincio amni indici r i efi* 

cruento vi/o . . « . oidrìó arma i»\" Liv. I. 24. 



tt$ Sa^b fopra ì Veneti Primi. 

più quantunque i Galli non ubbidiflero a Roma , Roma però ferra* 
pre poffedeva ancora buon tratto di paefe a' confini de' Veneti ^ 
nel quale aveva collocate floride colonie, comeModona, Cremo- 
na , Piacenza non tocche da' Cartaginesi , che vegliar dovevano 
fopra i movimenti de' Veneti , e de' Galli Sollevati . Sicché óltre 
l'antica amicizia , poteva come dico anche il timore tener quie- 
te la noftra gente ., e far si che non penfaffe a disturbare i Ro- 
mani . 

Dopo più anni di ftragi continue Annibale cominciò aperdere 9 
e l'Italia fi accorfe che Roma più da coftui non poteva ricevere 
•i' ultimo fatto . 1 Galli però oftinati fi confervavano nella loro 
rivolta , e foccorfi da nuovo efercito Affricano diedero il Tac- 
co a Piacenza , minacciarono Cremona ., ficchè fi può cre- 
dere , che la Venezia avendo la guerra così vicina avrà foffer- 
* ^ to molto , almeno colle continue quote ài truppe , .e di viveri 
4 i i a. che avrà dovuto fomminiftrare , fecondo l'obbligo di tutti li So- 
. ' cj del Popolo Romano . Durò alcuni anni il contendere con va- 
fTc. * f * a ^ orte 3 ^ una ^ ata l Gàììì fi attendarono al confine della 
, ' 9 2. Venezia fopra il Mincio ( I ) . Marciarono a quefta volta anche 
_, . ,,i Romani, e fi pofero al fiume fuddetto pur effi , ma dopo bat- 
Irima a ^j j^enomani , poi" gì* Infuori , le cofe de' Galli andarono fem- 



ore 



j 9 7 2, P re P^ 1 in decadenza , finché furono affatto domati , e refi ubbi- 
dienti per fempre . 

Avevano i Romani già prima molto affoggettato in parte l' Illi- 
rico, ed a varie riprefe lunga e nojofa guerra avuta con gli Iili- 
rj medefimi , e con gl'Iftri , Giapigi , ed altre ferine genti abi- 
tanti all' altro confine della Venezia . Quefìa perciò da ogni par- 
ate avea tumulti e guerre , e perciò da ogni parte avrà dovuto 
provvedere alli -bifogni de' Romani e comandi . Dico perchè pro- 
babilmente a quelli da qualche tempo ella non era più alleata 
ma fuddita , benché affatto fi ignori il tempo ed il modo di tal 
cofa . Per guerra non pare certo che ciò fia accaduto , perchè 
neffuno Storico ne parla, e ne' Fa fti Capitolini niente fi dice . Non 
picciolo era il paefe , non mediocri le Città , non fcarfo il po- 
polo , -non pregevole la nazione , per credere che fé guerra ci 
ìoffe fiata, gli Storici Faveffero negletta come affare di poca im- 
portanza . Crede il Sigonio (2) che prima alleati , in feguito co- 
stretti foffero i Veneti a farfi fudditi de' Romani; ed il Pignori* 
< 3 ) crede che a poco a poco ed infenfibilmente diventaffero ta- 
li, da Socj che erano in prima, appunto come era fucceduto al- 
li 

{-1 ) ìnfubres cum Cenomanis fu* (2) I. 1. e. 25. 
pgr *>nn* Mincii confederu-m . £3) L* 8. p. 6o> 

hìv. 1. $%* 



Parte Seconda. 3?p 

li Rodioti fecondo Sedo Ruffo ( i ) . Il Maffei (-2 ) troppo forfè 
de* Romani innamorato fuppofe che per volontaria e contenta rifo- 
luzione la Venezia voJefle effe re Soggetta a Roma , ma io credo 
che altrimenti andafle la faccenda . Erano alleati e Toc/ de' Ro- 
mani li Veneti fintantoché ftranamente accresciuta la potenza 
di quefti , rimafero compagni di nome e non di fatti ; poiché T 
effere di un Potente compagno ,è lofteflbchel' eiTerli fervo , e la 
Venezia in paragone della Romana grandezza a' tempi della de- 
preflìone de' Galli era come una picciola pianta vicina ad una 
Quercia , fmifurata , che la copre in /prima ., ma le toglie il Sole 
ed il fucco in progreflb e la fa perire. 

Molriffimi fono gli efempj che i Socj di Roma infenfibilmen- 
te ne diventavano fervi, e chiufa da ogni parte la Venezia dalie 
Romane. colonie e provincie , ella pure per neceifità una provin- 
vincia di Roma divenne, e forfè quefta fu quella più prefto cer- 
cò effondere il Tuo dominio , perchè la Titolazione del paefe <de' 
Veneti, era troppo gelofa e neceffaria , riguardo alle conquide ed 
alle. guerre che la ftefTa aveva già cominciate di là dal Golfo , 
e di là da' monti . Foffero pur. buoni quanto fi vuole i Romani, 
erano però uomini come gl'altri e uomini in fortuna , perciò io 
credo xhe raccomodarle o nò a' Veneti eiTere foggetti , eglino ad 
eflì , e per politica e per ingordigia di impero avranno voluto 
comandare, ed elfi .chi sa che cooperando alla depreffione de' Gal- 
li non fi tiraiTero adoffo un tale malanno. Il tempo di tale even- 
to come dico è però ignoto , il Maffei credendo che fuccedeffe 
poco prima della guerra di Annibale., altri congetturando diver- 
iamente» 

La fuggezione però a' Romani per lo più non toglieva né le 
proprie leggi, né li nazionali Magiftrati , fé pur non aveano for- 
te motivo di operare diverfamente. Perciò tra il Maffei che vuo- 
le i Veneti fol per amore ubbidienti a' Romani , e in confeguen- 
za liberi da Prefide , : ed altri che li vogliono fpogli d'ogni liber- 
tà e ligj del <tutto a quelli , io non faprei decidere <> Una cofa fem- 
bra certa , che li Romani così trattavano folo que' popoli rivol- 
tofi e contumaci che troppo ad efli davano di fturbo , o quelli feon* 
cettati e vili, come per efem pio furono gli Egiziani(3), che ìion 
meritavano miglior condizione ; ma le genti pacifiche e ragguar- 
Tomo I. T t de- 

( i ) Vrimum Ubere agebant , pò- mani obtinent loco Regum . Ita vl- 

Jìea in confuetudinem parendi Roma- fum expedijfe provinciam aditi* dif- 

nis ckmenter provocantibus pervene- ficiìem , annua felicitati fyeundam } 

runt, Sext. R. fuperflitione ac lafcivia difcorJem te* 

(2) Ver. 111. lìb. 8. mobilem , injcìam ìegum , tgnararn 

(3) &&iptum . . * « equites Ho- Magìftratuum^T&Qiu 1. a. 



33° Saggio ^°P ra * Veneti Primi. 

devoli in qualche modo , fi trattavano affatto diverfamente . Ora 
li Veneti li vedemmo fempre buoni verfo di Roma , guerra con 
quella non, Tappiamo che mai abbiano avuta , perciò non vedia- 
mo, ragione per /crederli rigorofamente trattati , e portiamo ere» 
dere che come tant' altri dentro e fuori d' Italia manteneffero le 
proprie Magiftrature ed ufanze, e folo contribuzioni e truppe fom- 
miniflraflero al bifogno. Comunque però fia furono però regolati 
da un Prefide Romano, che ad effi ed a' Galli dava legge, e che 
iu fempre uno, de' più diftinti Perfonaggi della Repubblica .Se- 
condo che offervò il Maffei ( i ) quefli non faceva fede ftabilc e 
fififa in una fola Città , non dandofi propriamente Capitale nelle 
Romane Provincie , ogni Città perciò fofle piccbla o grande fa. 
cendo i proprj fatti da fé fola , e non dipendendo fé non che 
da Roma ; regolamento che tutte doveva contentare non folo , 
ma anche far sì che tutte fioritfero come è facile il conofeere 
fenza fatica . Cofltnnavafi folamente deftiname una nella quale 
di quando in quando fi tenevano li Conventi Provinciali ., o Die- 
te come noi diciamo , dove il Prefiede definiva le querele , ed i 
litigj, afcqltavaje accufe contro li Magiftrati inferiori , e termi- 
nava gli affari generali . Girava poi di Città in Città per tutto 
X anno , come vedere fi può negli autori (2) che di proposto 
lungamente trattarono tali cofe , non fenza però queftionare tra 
loro, poiché non bene ora iì fanno le ufanze d'allora. 

In quefii tempi preffo gli /Scrittori Romani la Venezia acqui (lo 
il nome ài Gallia , perchè riguardo al governo era con quefta 
unita. Mela perciò diceva che i Veneti coltivavano la Gallia To~ 
gata , (3) e Gallici Armenti que' di Aitino chiamava Colamela, 
,come pure Galliche paludi (4) li noflri Efttiarj Vitruvio . Trans- 
padana Gallia fu pur detta riguardo, a Roma, e Cif alpina rifpetto 
all'altra di là dall' Alpi pofta .. In feguito due foli popoli fi no- 
minarono in quefla Regione , Veneti, cioè eàlnfabri, e dopo an- 
cora variamente fi usò denominare tutto il paefe da Torino al 
Mare fecondo le varie epoche della Romana gente, ma di ciò fi 
è già detto quanto balla . 

La guerra non gìk bene era eflinta con i Galli., e feroce poi 
continuava con gli Ulirj , e con gì' Iftri , quando una truppa di 
quelli, la quale abitava fecondo Livio (5) oltre l'Alpi, che all' 

Orien- 

( 1 ) Ver. 111. I. 8. ignota antea vì<e ..... quo incul* 

( 2 ) Sigoru de Jur. Ita!. Panvin. tas per folitudìnem viderent , ibi fine 

MafF. Pi gnor. ec. nullìus jnjuria fed>jje , ibique Oppi* 

( 3 ) Colunt Veneti Togatam Gal* dum ódijicare caepiffe .... Galli 

fjarn. Melh tranfgreft in Venetiam baud 

(4) Gallica paludi s. Vì'^uy. procul ubi nunc ^Aquile] a efl , locum 

( 5 ) Galli tran/ah ini [pjr Jaltus Oppi do condendo cóperunt .... pie» 

ri que 



Parte Seconda, 



3&F 



Oriente circondano , ed a Greco la Venezia 3 per le golene 
monti , e per ielvofe , o difufate vie kefe nel piano Friuli 5 -e 
fi pofe verfo il mare, e ne* contorni del Lifonzo «Trovarono i 
Galli quefto luogo fé nza abitanti 5 e di/erto , perciò cominciarono' 
a fabbricare delle abitazióni in etto , ed un- Forte « Pro Mirro a! 
Timavo era tal ilto , vale a dire a que' luoghi dove ne* più lon- 
tani tempi vedemmo eilervi fiata popolazione , ed uno de' San- 
tuari più celebri nel Gentilelimo de' Veneti . Egli è però da ere- 
cu /fi 5 come offervai ancora , che difertato rimanefle il paefe in 
qualche vecchia guerra avuta da' noft'ri con le feroci geiui Alpi- 
ne» Forfè fino al Tagliamelo avevano i Veneti perduto il pof~ 
feiTo dei paefe fuddetto , o almeno era effó rimafio inabitabile 
per le feorrerie , e perciò diceva Strabone , che ad un fiume di 
qua da Aquileja era il confine delia Venezia , (i) e Plinio che 
quella fopra C amico terreno fi flava . Che però eftinta non foffe 
la memoria degli antichi padroni di que 5 luoghi lo moftra Livio 1 
dicendo che nella Venezia ex & difeefa la fuddetta truppa di Galli * 
Non farà forfè piaciuta tal j novità a 5 Vèneti , che ne avvifaro-- 
no probabilmente i Romani, e quelli prefo l'affare in confiderà- 
zione mandarono di là dall'Alpi Legati a' popoli da' quali erano' 
partiti li Galli, a lagnarfi di tate intraprefa <, Quelli rifpòfero 5 
che non fapevàno niente cofa fi faceffero quefti in Italia, perchè 
di proprio capriccio avevano pafTati i mónti ; e intanto i Galli 
vedendofi fcarfi d'armi , a forza ne rapirono agli abitatori de 5 
preffimi villaggi.. Finalmente feorfo alquanto tempo ordinò il Se- 
nato che o colie buone, o con la forza fofTcro cacciati que' Bar- 
bante diverfe Legioni per quefto marciarono a quella volta. Li 
Celti fi arrefero fubito in numerò di 12.- mila armati , folo pre- 
gando , che fi lafciaffero abitare un terreno incolto, e folingo 3 < 
e che lenza ingiuria altrui avevano occupato , coferetti dall' ino- 
pia che nella patria provavano. Roma non velie afcolrarli , ma 
volle che partuTero fubito , reilituendo T armi a' Veneti tolte , e 
ciò che di più avevano eftratto dalli circonvicini abitatori , rim- 
proverandoli , che aveiTero ardito ftabilirfi in que' luòghi fenza 
il permeilo di alcun Romano Magiftrato . (2) Tal cofa ci mo- 
ftra , che perfettamente era fuddita la Venezia; e fi ofTervi ave- 
re il Senato fatto dire a que' Barbari , che non piaceva ad elfo 
che fopra i campi altrui avellerò ardito fabbricare un Forte , e 

T t 2 che 

ri que arma ex agris capta h ab ebani ('2) lS(eque ìllos reèle fecìjfe cura 
.... quòque alia aut populantes a» in Italìam venerint , Opptdumque in 
gros rapuerunt ec. Liv. 1. 59. & 40. alieno agre > , nullius Magiflratus , qui 
( 1 ) ^Aquileja fita eft extra Vene- et provincia pr<eeffet , permiffu <sài* 
torum fines , prò limite eli jìuvìus ab ficari conati jint : neiue Secatiti pia- 
lAfyibus de/apfus. Strab. 1. 5. cere deditos fpolìari ec* ld. 1. 39* 



33 2 Saggio fopra i< Veneti Primi. 

che egli, i /additi non volea fpoglt 'are , per concedere terreni agi" 
eftranei ; il. che ci fa vedere, che de' Veneti confideravafi , ben- 
ché difahirato , ii paefe per antico jus di dominio c ~ 

Efpulfi i Galli il Confole Claudio pensò marciare a danni dell 1 
Jftria »,.. ma« coniìderarrdo il paefe dove quelli fi erano porti uber- 
tofo e comodo , aperto ancora perchè le montagne alte per tut- 
to 3 colà fi appianano e lafciano libero il paffo per discendere in 
Italia, coli' approvazione del Senato < ri folfè ivi fabbricare una 
Città e condurvi una Colonia ( i). Si difcufle nelSenato> fé que- 
lla di Romani o di Latini avelie a formarli , e rifolto in fine 
.AiMi p er ^ qttefti r tré Triumviri fi eleffero per condurvela , P. Scipione 
y* ^Nflfica, C* Flaminio , e L. Manlio Addino . Qtrefti dal Lazio fcel- 
T'tìma ^'fero i coloni tre mila- di numero , e li condùffero nella Venezia 
G * Co adeguando 50. jugeri di terreno ad ogni pedone ,150; per ogni 
1 7 ° Cavalière s , e 100. per ogni Centurione . La quantità perciò di 
'Prima d' terreno occupato in tale incontro è maffima ,. per cui dir convie- 
cra ne che affai diferto fpazio vi folte 3 che da' Romani per quello , 
T \* ^ ° 9 e per averne fcacciati i Galli fi confiderava come proprio e non 
de' Veneti . Ma offérvando io dirli da Livio che quefti Galli dal- 
li vicini villaggi avevanfi prefè Tarmi di cui abbisognavano, tan- 
ta- folitudine non so comprendere, e fé alla quantità di piedi af- 
fegnata da Plinio e Columela- ( 2) per ognr Jùgero* vogliamo 
ilare, lo fpazio in tale incontro occupato è affai grande, ed egli 
perciò mi fa fofpettare , che le paludi a- quella parte fi fiano af- 
fai dilatate ». Poco lungi; verfo Oriente -, e Settentrione ii pae- 
fe era occupato da popoli non foggettr ancora a* Romani , 
a Settentrione puree non» difcofta ftavano i Monti ,, a Mezzodì 
TEfluario di Grado anche queftò non lontano ,. all' Occidente i 
Vèneti Goncordienfi 3 a' quali non crederei , che foffero fiate tol- 
te- ,.. o dimezzate le terre : perciò come dico io quali dubito , 
che delle mutazioni non picciole fiano fucceffe nelia^ efterna fac- 
cia di que' luoghi ; 

Nacque così la celebre Aquileja , ed in- tal' modo nella Vene- 
zia marittima venne a porfi una Colonia di Latini . Il Berteli 
nella fùa> raccolta , riferifce una* ifcrizione che ricorda, uno de* 
Triumviri^ Conduttori di quelli» 



L . MAN- 

(1) ^Àqutleì* colonia Latina eo an* petti juflo " r hìc erat 120. ped. du- 
no in agro Gal/orum deduBa , 1. 40. plicatufque in longitudine m jugerum 

(2) Jugerum vocabanr quod uno faciebat . 

jugo bottm in uno die exarari poffet ; Pi in. 1. i8\ 

aìlus in quo boves agerentur unotm* Colum. I. 5. 



Parte Seconda > 333 

L. MÀNLIVS. L.F. 
AGIDINVS. TRXV. V1R, 
AQVILEIAE. COLONIAE 
DÉDVCEND'AE. co- 
sì sa che le lapidi del tempo della R -pubblica , che fiano ve- 
re , fono affai rare . Dice che quefla affai maltrattata 1 flava hi 
Vicenza portatavi da Padova , ed anche il Gruferò la riporta. Se 
non è falfa farebbe (limabile 3 ma in pattato- il fàlfarj fi diverti- 
rono molto ad incannare gli amatori ddlc anticaglie 3 perchè 
dalla paffione di quelli erano, ficuri ritrame utile , e guadagno e 

Griflri, gl'Illirj, ed i Carni vedendo^ fabbricare al lor confi- j£.m: 
ne una Città che toglieva ad e dì il patto fopra la Venezia 3 fece-^ ?$ k 
ro il poffibile per impedirne la fondazione , e tanto moleflarono^,. " j~ 
li nuovi coloni che per lungo tempo' Aquileja rimale languente 5 - q , c 
ed inferma (2)'. Non potendo più reggere alle loro ■ incurfioni , f 7 e . 
fecero fapére al Senato ii loro pericolo, e intanto colà marciò Y . ,, 
armata Romana , e più oltre fi pofe vicino alTimavo. Due flot- ora 
te o fquadre Romane veleggiavano per il Golfo a difefa de' no- x ^ 4 8*- 
Ari, e degli Italici lidf da Corfali Iftriani ed Illirj s una^ delle 
quali avvicinandoli alla- Veneta fpiaggia , pafsò più oltre , e fi 
ancorò in un feno proffimo al Timavo r dal quale cinque miglia 
era fi allontanato il Campo de' Romanie In breve fi' fece un gran- 
de concorfo di' molta gente da quello alla- fpiaggia v tutti 1 Le- 
gionari correndo al mercato che fu quella fi faceva , così che ogni 
guerrefea attenzione fu fpenta r ed^ il vallo riniafe mal difefo , e 
vuoto. La terza Legione fola fotta Tarmi fi flava , lungo la via 
che ad Aquileja conduceva , ed una Coorte di Parmeggiani per 
tutelare i foraggieri .-In- uno di que* dirùppati Monti del Garfo 
erano appiatati gì' litri folo mille paffi lungi dal campo , e cre- 
dono alcuni (?) in quei luogo ora detto il Vallone poco lonta- 
no dà Duino ,, tra il fiume Freddo , e il ! Timavo . Spiavano ogni 
cofa gl J Iftri ",, ed" i Galli , e vedendo- il difordine 5 con il favore 
di* denfa nebbia iorfe dal Timavo ufeita , feendono, fuggano le 
deboli guardie , fufeitano fommo fpavento , entrano nel vallo » 
Tanto* terrore occupa gl'animi , che le Legionf fenz s armi frap- 
pano^ per T altra parte , fenza che né preghiere, n è minacele ^ 
valevoli' fiano a ratrenerle , e fuggono a< precipizio al mare * Il 
Confole fùo malgrado deve feguirle , un folo Tribuno raccolte 
avendo tre Infegnc, circondò il Pretorio , e cosi difperatamente 

lo 

(1) Bertot. 549. 28}. tiv. I. 40. 

(2) Iftrìs probìbentìbus \ C cloni am- O) V, Gravifi . A poi, in Opufc» 
■jiquilejam deduci. Mandelli . T. 17. 



334 Saggio, fcpra i Veneti Primi. 

lo diftfe , che vi làfcio con tutti i fuoi la vita , ma non fenza 
nemica ftrage . 

Preda de 5 Barbari in tal guifa eiTendo rimafto il campo , que- 
fti trovatolo pieno di vittuaria, e {penalmente di vino , fopra 2 
vuoti letti fi fdrajano , e ù mettono a bere , e bordeliare fenza - 
curarfi d'infeguire i Romani . I fuggitivi arrivati alla- fpiaggia vol- 
lero falire fulle navi, e non permettendolo i marina) , fi batto- 
no y . e fi uccidono a vicenda . Quando il Confole potè fa rfr in- 
tendere fece allontanare i navigli , e vedendo i fuoi difarmati 
quali tutti , alla Terza Legione fece fa pere T avvenuto ,. e rac~ 
colti que' pochi s che avean armi , verfoquelfa rivolle i paffi . La 
Legione a tal nuova data in furore , gettò via il foraggio , e 
correndo al prefo Campo ,. ne occupò le porte fenza che gli u!>- 
briachi Barbari fé ne avvedeiTero , indi alzando forte grido entra 



dentro , e furiofamente aliale grlftri difperfi . Gli infermi uden- 
do le Arida de s compagni danno anch' eflì dr piglio all'armi, ed 
aumentano la ftrage 3 che crefce ancora all' arrivo del Confole . 
Ottomila Barbari rimafero eilinti , ed in tal guifa fu ricuperato 
ben pretto il prefo vallo , ed il perduto onore . In Livio fi può 
vedere alTai lungamente deferi tto un tal fatto . (i) 

Ma intanto che il campo, era prefo, due Aquilejefi detti Cneo 
e Lucio Gavilj con molta comitiva arrivarono a f quello per falli- 
tare il Confole , e trovatolo in preda al nemico ben di fretti 
frapparono indietro r e fparfero per Aquiieja che il tutto era per- 
duto . (2) Con forprendente celerità tal nuova fi 1 diffufe per 
tutta la Venezia , e prefto ancor più accrefeiuta arrivò fino a 
Roma ■• ScofTe così i Romani , che leve forzo/e fi ordinarono per 
tutta T Italia , e l'altro Confole corfe a precipizio in Aquiieja , 
da tutte le Città della Venezia raccogliendo foccorfi di foidati .- 
Arrivato colà vide effer vano il timore , e lo fece fubito fapere 
a Roma, dove flraordfnarj preparativi fi facevano ,, e tutto era 
in tumulto . Benché non fi l'appiano intere le circoftanze della 
guerra Iftriana , pure ella certo dovette eflere di confeguenza ;\ 
ofTervando io citarli da Macrobio un Latino Poema da vecchio 
Autore comporto fopra di effa - Li due Confoli licenziati gli aufi- 
liarj* Veneti.,, fecero fvernare in Aquiieja le Legioni, e nella Ve- 
nezia , e dopo 1' inverno uno di elfi marciando di nuovo nel!' 
Iftria prefe Caftel Nuovo ( NefTatium ) 3 e Medollino (, Me- 

dul- 
( j) Liv. I. 41» tum quòque pojfit Confiti milìtum exi- 

( 2 ) Terditas res T deletumque e* gere jujfus . . -'. auxiliis protinus per 
xercitum : itaque ut in tumultibus Cìvitates Gallio ec. 
fieri fo/et dehclus extra crdinem non Liv* 1. 41. 

in urbe tantum , [ed tota Italia in- Ennius & Hoftius poetar de Bell. 
ditti . . . Civitatibus provincia auan» Hidrico , in Macrob. J. 6, 






Parte Seconda . 335 

dullium ) commife molta -ftrage., e per allora diede fine alla 
guerra . 

Ma pochi anni però -pattarono xht .-gì* litri , e gì* altri Barbari 
tornarono a moleftare Ja Venezia , e gli Aquile/eli furono co- 
ftretti a fpedire Legati al Senato per chiedere foccorfi . (i) Que- 
fti. inviò tre Soggetti in Aquileja che videro affai bifognofa di 
riparo , tanto più che il Confole L . -Canio I' avea capricciosa- 
mente abbandonata per andarfene a guerreggiare in Macedonia . 
Gli Aquilejefì avevano ciò detto al Senato , che fìupiva che folTe< 
ro in pericolo mentrecolà fi flava con T efercito il Confolo , 
perciò -egli fpedì li iuddetti Legati per trattenerlo , e ricordargli il 
fuo dovere 3 e quefti con foUecitudine la mi-fero in iftato di di- 
fefa. Poco dopo però impetrarono nuova aggiuntaci coloni gli 
Aquilejefì-, ed i Romani vi mandarono 1500. famiglie da tre 
Triumviri condotte, T. Annio . Lufco . Patte Decìo . Subuh , e M. 
Cornelio .Cetego , che non so fé Latine foflero o Romane . A 
quefti nuovi coloni probabilmente fi faranno allegnati nuovi ter- 
reni , chi sa poi tolti 1 fé agi' litri, o alli Veneti. 

Scorfi. alcuni anni fenza niente nella Storia di particolore alla 
Venezia, fappiamo fuccintamente da Livio , che gravi difeordie , 
ed inteftine gare agirarono quella Regione , fpecialmente in Pa- 
dova-, dove tant' oltre arrivarono le contefe , che una interna guer- 
ra ne venne, tutta la Città divi fa elTendo in fazioni . (2) Non 
fapendo come -rimediarvi , ricorfero i Patavini al Senato s che 
diede ordine al Confolo Emilio Lepido di portarfi colà per pro- 
vedere al male. La venuta di elfo , dice lo Storico , fu la falute 
. di Padova: ma niente di più egli dicendo, nulla polliamo fapere 
intorno la caufa di tali fcompigli .. Vediamo però da tale even- 
to , che I Veneti non erano intieramente Soggetti , e che ordina- 
riamente da loro fteiTi regolavano le proprie cofe . Poco prima di 
quefto fatto una rara Jfcrrzione ci fa vedere , che anche tra li 
Vicentini, e gli Eftenfi ci erano fiate delie contefe, forfè per li 
confini d' ambi [li territori , avendo il Proconfole Serto Atilio 
Sarano per ordine del Senato fegnati i termini delle due Pro- 
vincie, come pare vicino a Lonigo , perchè l' ifcrizione , che tal co- 
fa racconta , fu colà trovata. Ella è una grolla mezza colonna fo« 
pra la quale flava fcolpita quella memoria , 

SEX, 

(0 Querèntei Coìonìam Juam no* dediti utVatavinorum inVenetia Je- 

vam ac infirmam nec fatis munitam ditiones componeret , quos ceri amine 

Inter ìnfeftas ìflrìorum & lllirycorum faBionum ad intefììnum bellum exar* 

ec, Liv. 1. 4?. ffle > ipforum Legati attefiabant. isid- 

(2) M. Emilio Senatus negotìum ventus Confuti s fatus Vatavinis futi * 



3g5 Saggio ippra i Veneti Primi. 

SEX . ATILIVS . M . 'F . S ARANVS . PROCQNS .. 

EX. SENATI. CONSVLTO. 

INTER . ATESTINOS . ET . VEICETINOS . 

FINIS. TERMINOSQV E . STATVI . IV.SIT (i). 

Non pafsò molto che altro ÌProconfole L.'Cecilio dovette impor- 
tarli ad^Efle periftabilire il confine di quefta -Città anche con 
Padova , forfè indecifo tra loro effendo il poifeiTo di alcuniCoI- 
li Euganei . Sul più alto di tutti ti Colli , fopra quello di IVenda > 
fece il Proconfòle fcolpire in un Ciglione il fuo decreto , che fu 
fcoperto dall' Orfato, io credo il primo, (2) , poi fé ne perdette 
; la r memoria <, fin tanto che lo Storico d'Efte (3 ) , con fatica 
fcoprì ? di nuovo la rupe pofta in un,bofchetto alla metà dei 
monte /verfo Oriente ... Xe pioggie del 1767. profondar fecero il 
; bofco , e lo Scoglio t e feppéjlirfi A' uno e T altro , ( finché con fatica 
fu fcoperta di nuovo T ifcrizione , e fiaccato il mafTo fopra il 
juale fi flava , fu trafportato in Erte ,. 

i . o . . . . S. P. Q/E. PROCOS. . . . 

TERMINOS. FINISQVE. EX 

SENATI. CONSVLTO. STATV. . . 

IOVSIT. INTER. ATESTINOS 

ET. PATAVINQS. 

L. CAECILIVS. Q. E. PR 
OCOS. EX • (4) TERMINOS 

FINISQVE. EX. SENATI 

CONSVLTO. STATVI. IVSIT. 

INTER. ATEST. ... 

PATAVINOSQVE, 

Ella è doppia, e fu da antico fcolpita di nuovo :fopra .la rupe 
io non so perchè. Molt'anni paffarono fenza alcun fatto notabi- 
le de' Veneti o della Venezia , almeno che fi iappiano., tfìno alla 
difcefa de' Cimbri in Italia , e nella Venezia particolarmente. Più 
grandi fono i corpi politici , e più violenti fono :le crifi a cui 
vanno foggetti; la noflra Regione pertanto nel vaftVRomano impero 
comprefa doveva partecipare a tutto quello che la propria grandez- 
za faceva a quello foffrire.. Neil 5 odierno Jutland ., nelYifole Dane- 
fi , e nelle proffime fpiagge .del Baltico , .abitala una gente Scita 
o Celtica , chiamata Cimbra Cimhrìca , che cert'uni non diftin- 

guono 

(1) Mufae. Veron. ic8. O) Stor. d'Efte. p. ao. 

(2) Stor. di Padov. (4) Rafo da antico. 



Parte Seconda. 337 

guano AUÌìvCitffm&j . dn vecchia età quello popolo avea intraprefe- 
diverfe emigrazioni; finalmente in quelli tempi fi unì con [[Teu- 
toni celebri nel Nord ancor erti , corfe varie regioni; e ingrortati 
per via da altre barbare genti fi apprortìmarono all'Alpi Venete, 
vicine al Norico , ed a' Carnifopra Aquileja . Colà il Confole 
Papirio Carbone gli aliali proditoriamente , ma il fito felvofo , 
ed una procella improvvifa che feoppiò nel tempo delia pugna , 
refe in deci [a quefta , ed a' .Romani forfè i-mpedi Y edere battuti 
(i). L'oppofizione incontrata fece abbandonare a' Barbari la va- . 
glia di penetrare per allora in Italia , attraverfareno la Germa- . ,' ' 
nia , e l'Elvezia ^rubarono le Gallie , e penetrarono nella Spa- 
gna, Si- unirono ad cfli molte genti Elvetiohe e Galliche , e fatta Vr% Tt dt 
una mafia enorme di gente, eccoli di nuovo rifluire verfo I* Ita- , ,' ' 
lia , deiìofi fi dice di prendere e Taccheggiare non iblo quelìa , 
ma anche Roma . Batterono due volte i Romani , ed una voha' Pr!ma ^ 
preflb al Rodano <ne uccifero un numero incredibile , poi veden- t g™ „ 
dofi troppo nurnerofi , fi di vi fero in dwt corpi, uno di Teutoni, 
T altro di Cimbri formato , e con erti fi di vi fero anche gli Allea- 
ti. ..Li primi per venire in Italia prefero la via della Savoja , e 
Roma fpaventata richiamò dalla guerra che faceva alla Numidia 
il celebre Mario per opporle a tanta imminente rovina . Li fe- 
condi poi prefero più alto il viaggio per gli Elvezj , e per li Re- 
ti, e li approdi ma rono a' Veneti monti -porti fopra Verona, die- 
ci o dodici anni dopo che avevano tentato il parto dall' altra par- 
te. verfo il Friuli. Intanto Mario verfo Marfiglia affali li Teuto- 
ni ed i Galli , e gli feonfirte con tale uccifione che fembra quali 
esagerata , e così a quella parte pofe in ficuro l'Italia . 

Ma li Cimbri ignari dell'accaduto impetuofamente artalirono T 
altro Confole Catulo che rtava fecondo il MafYei (2) , trincie- 
rato nelle gole di -Val Poli e eli a micino air Adige ^ e ne 3 moderni 
luoghi di Rivale e Canale , dove in più vicini tempi Ci aperfe il 
parto in Italia il celebre Eugenio . Intimorite le Legioni fi ri* 
tirarono indietro , e lafciarono parta re i Barbari nella Vene- 
zia , dove pofero a facco le campagne , ritirandoli probabil- 
mente i Romani per li monti nell' odierno Brefciano . Di- 
ceva Floro , che fé i Cimbri marciavano a dirittura verfo Ro- 
ma , quefta non avrebbe corfo leggier pericolo , Mario ertendo 
lontano; ma prefi effi , continua, dalla bellezza del paefe , dall'ab- 
bondanza del vino , e dall' ufo delle carni cotte , nella Venezia , dove 
più che altrove , morbida e deliziofa è •/' Italia , il tot vigore fi fpen- 
fé (3). Pare che per tutto 1* inverno feor reitero impunemente per 
Tomo I. V v il 

( 1 ) V. Strab. 1. 5. (3 ) Sed in Verntia quo fere tra- 

(2) Ver. 111. 1. ?. clu Italia moUiJftma eft , ipfa foli cer- 

ti. 



j j8 Saggio fopra i Veneti Primi. 

il paefe de' Veneti , ma non lì legge che -prenci effe ro neiTuna 'Cit- 
tà di quelli ,<o perche erano tutte ben munite , o perchè ignora- 
vano l'arte degli stile dj . Ben per tempo Mario diede la marcia 
alle Legioni verfo la Venezia, e fi unì a quelle di Cattilo ., av- 
viandoli contro i Cimbri che ilavano Tempre affettando 1' arrivo 
delli Teutoni. Quando videro i Romani , chiefero nuove de* loro 
fratelli , come li chiamavano , proponendo anche pace , fé terre 
foffero concedute ad effi per vivere . Il Confolo Mario con di* 
leggio rifpofe loro che già per fempre avevano li Teutoni .avuta 
la terra , e fece vedere ad effi. li Capi e Regoli di quelli incate* 
^•M-nati ; per lo che. adirati i Barbari lì attaccarono con li 'Romani 

3 2 ° 5- nella valla e petrofa Campagna dì Verona (i) , e ne feguì fierif. 

Trìma dìùma. battaglia nel mefe di Luglio . Dovevano Ji Cimbri edere 

G. C numerofilTimi , poiché un quadrato formava 1' infanteria fola che 

1 ° -'v-da.ogni lato .occupava tre. miglia di paefe . La Cavalleria era ve- 

Trìma i'flitadi loriche lucicanti , ed aveva forbiti feudi , e larghe fpade, 
ora e lancie di doppia punta, armate . Ogni -foldato portava pure in 

i S So^capo un ? eimo formato a tetta d'Orlo o di Lupo con bocca ap- 
perta.in iftrana figura , e con alte piume fvolazzanti fopra . Si 
vede. da ciò che coftoro poffedevano Y arti , e di fatto nel loro 
Campo fu trovato un Toro di metallo 5 che adoravano e conclu- 
devano feco da per tutto . 

i-Li Romani con gl'itali e Veneti erano foli 54. mila :uomini , 
ed il Sole cocente , la .polvere follevata in Urano modo da tante 
migliaja d J uomini colà raccolti per ifcannarfì a vicenda , favorì af- 
fai quelli, perchè mai non fi accorfero. con quanti nemici avevano da 
fare. La difciplina ben preflo fuperò la ferocia incolta, ed i Bar- 
bari dopo fiera refiftenza cederono , e poi in precipitofa fuga fi 
volfero , orrida flrage empiendo tutto queir aperto fpazio . Due 
Re ..veduta la irreparabile difgrazia fi uccifero jfcamhievoimen- 
te ; altri due , Beorix e Ludvviche , ( che lo Hello .nome fi è 
di Klovis o fia .Lovis) furono prefi ( 2) , e le Donne quando vi- 
dero ^volti in fuga i mariti , impugnate 1 armi fi oppofero ad effi , 
indi prefe da diffrazione , fi pofero a ftrozzare i figli , e ferire 
gli fpofi e. congiunti , pofeia ,fi uccifero quali tutte , piuttoilochè 
cadere nel difonore che feco portava la fchiavitù , dando raro e- 
fempio di oneftà (rf) alli Romani , che già troppo depravati nel 
mollume , più non erano capaci ne men Ai lodarlo, non che imi- 
tar- 
lique clemeutia t rohur e/anguh . *Ad Plin. J. 22. £. 

hoc pani s ufu,.carnis cofitf > & dui- ^Cimbri prtfl'n vielì in quo cafa 
cedine vini mitigato s ec. Fior. 5. traduntur koflium 40. milìia> capta 

(1) In patenti jjimo quem Raudìnm .60. mllié* Epit. .Li>. 

vocant campum . Fior. (a) Le Donne delli Teutoni a- 

(2) Fior. 1. j.. vevai o fatto quali fatto> lo fleflfo 

in 



Pài ce Seconda; jgp 

ratio . Una femina Cimbrica fu trovata fofpefa ad un laccio col; 
due bambini legati a' piedi e ilrozzati « Le Donne per lo più dan- 
no negli eitremi in ogni cofa, ma meglio è che diano- così" nel- 
la virtù che nel vizio . Plinio racconta che una moltitudine di 
grotti Alanr difendevano con furore le Tende de* barbari pian» 
tate fopra de s Carri. Poniamo oiTervare che tutt* ora affai grandi 
fono i Cani di Danimarca, (a) 

Si crede che in tale incontro un groffo corpo di Cimbri , e dì 
Taurini fcapati dalla battaglia correderò a falvarft ne' monti Ve- 
ronefì (i) e Vicentini, e colà iì ftabiliffero , tifando ancora que ; 
montagnuoli loro difendenti la lingua 1 Allemanna , Saffone , o 
Da ne fé , che tra li varj dialetti Tcdefchi è la più anrica epura, 
e non ufata nel Tirolo , e nella vicina Germania . Qiiefte genti 
formano una parte de' così detti Sette Comuni . Certo che ivi po- 
tevano vivere ficuri que' Barbari , poiché le terre Alpine ancora 
non ubbidivano- a' Romani „ 

Era già fcorfo qualche tempo innanzi alle accennate cofe , che la 
Repubblica fatta troppo potente , e da troppo potenti cittadini 
regolata piena era di torbidi , e di discordie . Roma era ebbria 
in mezzo alle prede dell' Afta, dell' Africa , e dell' Europa ; il Se- 
nato di continuo avea contraili con il popolo capricciofo e raggi- 
rato da' proprj Tribuni > e gì 1 Itali erano fianchi di fpargere per 
ella il proprio fangue continuamente , e fpendere le proprie fo- 
ftanze r e andare a morire ora fulle ripe deli' Eufrate , ora su 
quelle del Tago . Erano le Romane armate in que 5 tempi ancora 
formate d' Italiani , e Romani , perciò riflettevano quelli , che 
quefti tanto grandi erano diventati folo per loro mezzo .- ( 2 > 

V v 2 Beri- 

in Francia ,- fé pur non e' e confu- tal cofa che gl'Arabi Cogliono; c'tiia- 
fione negli Storici che tali fati rac- mare Gaurì , o al-Gaurì le pianure 
contano . Con la feure alla mano Iterili, vuote, e petrofe. Così tutt" 
cercarono rifpi'ngere gl'uomini alla óra chiamano la vada edanticapia- 
battaglia , dopo Ci riftrinfero in un nura d' tfdrelon in Paleftìna . Gaurì 
corpo mettendoti in difefa , indi fé- fuona lo fteflfò che pianura. Certo il 
cero dire a Mario che nient 1 altro piano Veronefe era affai vaflo e fte- 
chiedevano chel'onor Calvo, efiben- rile una volta. Abbiamo anche G<?- 
dofi di fervire alle Vedali . Mario ro preffo le foci del Pò, che Gaurnm 
fempfe brutale rifpofe Con dileggio , lo trovo detto dalli Documenti an- 
ed ette inferocite fi uccifero feam- tichi intorno al mille fcrittì . Dellì 
bievolmente di modo tale che poche vaiti tratti arenofì colà efiltono certo . 
poterono cfTere falvate. ( 1 ) Ver. 111. p. óS. 

(a) Il Maffei parlando di quella (2) Oabat civitatem omnibus Ita» 
battaglia dice che li campi ìlaudi Ih : extendebat eam pene ufque ad 
o Cuudi erano la campagna di Ve- jllpes . Veli. Pat. I. 2. 
rona . Ce in quella un luogo Cauri Tetebant civitatem enìtn , cu}us 
ancora chiamato . Mi fa fov venire Lnpsrìtim irmi: lucbamur. là* 



34^ Saggio fopra i Veneti Primi'. 

Benché lo fpcciofo nome di Socj portafTero, pine lì Romani efsfr 
no li foli padroni, e fuperbi padroni , poiché il più rifpettabile 
Italico, era fempre inferiore al più vile Romano , fafìofo dall<t 
fua condizione, ed altero della propria origine. Il celebre Gracco 
per private fue mire fecondava la lagnanza degl'Itali, e fino all' 
Alpi meditava eflendere il nome , e la condizione di Romano , 
ma la fuperba Roma lo fece perciò perire , e ruppe agni proget- 
to . Livio Orafo ottimo uomo riaffunfe però r idee- di quel Tribuno , 
ma egli pure vi la fero la vita, ed allora perduta affatto la pa~ 
zienza gl'Itali popoli uno dopo Y altro àkdcro di mano air ar- 
mi , ed accefero la pai fervida guerra-, che abbia veduta ¥ Italia . 
Ella è già nota negli Storici lòtto il nome di guerra Sociale , 
a Italica , e primi furono i Marfi , ed i Peligni vicino a Roma- 
con altri a follevarfi , e formare una nuova: Repubblica , indi gì' 
Umbri , e gi J Etmfchi in> parte fecero lo fleffo , foli i Veneti , 
ed i Galli non fi mollerò, e fom mini Ararono a Roma hr tanta 
procella foccorfi d'uomini, e di denaro. Orribile contefa fu que- 
lla poiché batte/anfi tra loro uomini che confimile guerriera dì- 
fciplina ufavano , armi , lingua, ed ufi flmli avevano dal più al 
meno, ed infìeme avevano pugnato ed oppreflò ii Settentrione , 
r Oriente, e l'Occidente Europeo, ed Àfiatico . Perirono in tre 
anni per quello più ài 300. mila Itali , e Romani , Confoli , 
Senatori t e Generali celebri , e rinomati . 

Io credo che forfè i Veneti, ed i Galli troppo lontani trovan- 
doli dal maggior fuoco della ribellione , confideraiTero , che trop- 
po fi efponevano , fé a quella anch' effi rifolvevana di unire le 
proprie forze. Così pure nella pallata guerra de' Cimbri poteva 
la Venezia aver patito molto , e circondata da ogni lato da pof- 
fenti Romane colonie, un freno anche quefle mettevano a' popo- 
li di quella , e finalmente ne' Galli non potevano contare i no- 
flri , troppo già legati , e da molto tempo refi incapaci a tenta- 
le nuove cofe . Sia però fiata debolezza , o virtù , i Veneti non 
fi mollerò; ma crefeendo l'incendio, Roma prefe il favio parti- 
to di concedere la Cittadinanza a quelle genti Italiche che ferme 
erano rimafle , e fedeli nella Alleanza Romana. Quefto politico 
palio rallentò molto l'ardore de' confederati, trattenne que' popo- 
li che erano dubbiofi , e molti ancora dalla Lega Sociale divife . 
Non feorfe gran tempo, che nuovamente fu decretato che untai 
privilegio eflendere fi dovette a' Veneti ed a' Galli , ( 1 ) che non 
più foffero chiamati fé non che Italiani 3 e Romani , come diceva 

S tra- 
Ci ) Tandem veto ~ y at<?ue ex quo falpìnìs {91 Vemtis . . . . tonerem 
Rom ani in Hegni focìetatem Italo s impartire . 
weavere, decretum eft àn GattisCì- Strab. 1. $.] 



Parte Seconda. 24& 

Sii abone , il qua 1 parto moftra pure che Galli, -e- Veneti due dU *A.M* 
verfe Comunanze fi confederavano , Non ferve il dire che il nome 4 2 1 7°- 
d' Italia , a qtieite parti non tifavano ancora dare li Romani . Pà-p r ìma di 
re però che da prima i noftri avellerò la Cittadinanza fenza il G. C. 
jus de* votò ? e fu Pompeo Strabone , Padre del celebre Pompeo, &?• 
che Latine colonie non Romane dichiarò le Venete Città , e di-prìma i* 
quefle que' cittadini che gli onori avevano della propria patria ora 
eférrìtati , Romani cittadini venivano confiderati . i 8 6S.' 

Appiano che tal cofa racconta, riflette che le noftre Città eb- 
bero il vantaggio di percepire un tale privilegio, (i) fenza fof- *A*M. 
frire il pefo di eftranei coloni dedotti in effe , come erafi ufató 4 2 2 *• 
in altri luoghi . Non ebbero dunque allora i Veneti Te non cheTrima di 
ih parte ri privilegio della Romana cittadinanza , gì' aiteri Ro- G.C. 
mani avendo ciò fatto folo dà neceffità còftretti , e forfè perchè 77- 
i noftri, ed i Galli non riaccendeffero la non ancora eftinta guer- Vrìma^ 
là, e non accréfeeffero i guai della Repubblica fieramente agitata ori 
da inteftine difeordie . Io non faccio che toccare leggiermente ta- x s 5 °* 
fi cofe , che vorrebbono un'eterna difa-mina . Se a fazietà fi de- 
fidei'a effernè ilirutti , fi veggano Sigonio , Panvinio , Maffei , e 
tant' altri che ne trattarono a lungo. (2) Nella rteffa condizio- 
ne di Aquileja le Venete Città furono allora porte , e ne' privi- 
legj , ed onori de' Latini entrarono i Veneti . 

Ad ónta però che ancora in parte ardeffe 1 J Italica guerra ? più 
crudeli avvamparono le difeordie , ed i tumulti civili di Roma , 
e Mario feroce, Siila, Cìnna , Carbone, tutti affatati di cittadi- **•#• 
no fangue , tnttildefidercfi di comando, e tutti incapaci di quie- 4 2 4 v- 
te, e dì pace, Verfarono per l'Italia torrenti d 5 umano fangue y Vrima dì 
e caufarono alla Repubblica orribili danni . Pare che i Veneti G.C, 
inclinafTero più a Mario che a Siila, e nello rteffo tempo efien- 5 7- 
dovi la guerra accefa anche contro li nemici ertemi , ogni cofaTrima a* 
era in tumulto , e gY alleati , e focj , e perciò anche i Veneti , ora 
faranno flati In qualche modo involti nelle peripezie di que' ten> x • ^ 6i 
pi . Dopo lungo e crudele litigio apparve falla tetra feena del 
Mondo , Cefare , il quale non così avido di fangue come Siila , 
o Mario , ma quanto effi bramofo d' Impero , feppe catti varfi il 
popolo , e così bene dirigerli , che ottenne il governo affai im- 
portante in quelle circoftanza della Venezia , e della Gallia cifal- 
fina o Italica , come pure della Tranfalpina » Guerreggiava in 
querta durante fertate , e nelf inverno paffava in quella , e ne 3 
Veneti a celebrare i Conventi provinciali y e rendere ragione * 

Trae- 

(1) Sed veteribus ìrtcolis mamn* (2) V. Maff. Ver. 111. 1. 4. 
tibus, jus dedìt Latti . - Sig. de jur. Ital. 

in Pifon. 1. 43. Panv. ec 



542 Saggio fopra i Veneti Primi-. 

Traeva da' Veneti , e da' Galli tal volta foldati , per la- guerra' 
gloriofa che faceva a' Galli Transalpini , ed a' Germani ,( r) e 
cosi amabile era nelle fue maniere, e nella fua condotta , che li 
Tranfpadani erangli fommamente affezionati, e pronti fempre ad 
ogni fuo volere . 

Quando Scorreva le Città della Venezia , ufeivano ad incontrar- 
lo li cittadini , {verificando per elio folennemente , e con allori , 
e con fedoni di fiori ornando i Templi e le Gafe . La dolcez- 
za, e la popolarità tanto neceffarie in governi Repubblicani , do- 
ve tutti partecipano o credono partecipare al governo dello Stato , 
ancorché Toppinione, e non la verità fpefTo vi entri 5 a Cefare 
poco alla vòlta procurarono ? Impero fopra di Roma , e forfè 
per opera in gran parte de' Veneti , e de' tranfpadani. Uno de* 
motivi per cui i' amavano tanto , era l'impegno fommo che egli di- 
moftrava verfo di loro, acciocché oiteneffero perfettamente la Cit- 
tadinanza Romana, ingratamente, ed impudentemente negata ad 
effi dal Senato. Per verità" fi può vedere in Cicerone ( 2) T im- 
pegno de' Veneti, e de 1 Gallo-Itali per Cefare , e di fatto fece- 
ro male i Romani negando , o protraendo ad efifi una cofa , che 
tanto defideravano , e che già qtiafi tutti gì' Itali compiutamente 
godevano . Soleva alloggiare Cefare fpefle volte nella villa di Ca- 
tullo , quando paffava per il Veronefe , villa pofta fopra il Lago- 
di Garda . 
-'jL.M. Intanto gli affari fempre più diventavano fcabrofi : Pompeo 
425^ fatto rivale a Cefare, cercava folo primeggiare , ma apparente- 
Trima d/ mente con P 1 '" m °def1:ia , folo agindo per il bene della Repub- 
QC. Mica , e non per il fno intereiTe. Finalmente Cefare valicò Ìl^ fa- 
50. tale Rubicone, e fugati gli avverfarj , Roma fece fua , ed in fé 
Trina d'^° riuni * a f° mma delle cofe . Egli allora a' Veneti , ed agi' 
cra altri Tranfpadani conceffe la fofpirata civilità Romana , benché 
1 8 2 5?. forfè per il breve, e tumultuario Impero di eflb la cofa del tut- 
to non fi ultimalte , ma ella certo allora ebbe fodo principio , e 
non molto dopo fu ultimata. Parlando di Aitino ho detto, che 
il fondo della Repubblica Romana confiileva nelle generali adu- 
nanze del Popolo divifo per Tribù , perciò le Città Venete furono 
aggregate ad una di quelle > ognuna votando nella Tribù propria, 
come Mantova nella Sabatina , Verona nella Poblilia , Vicenza e 
Feltre nella Menenia > Efte nella Romilìa , Padova nella Fabia , 
Aitino nella Scapzia t Aquileja nella Mezia , Concordia nella Clau- 
dia , Belluno nella Papiria ec. 

Pompeo fuggito dall'Italia in Oriente colà adunò forze pode- 
rofe, e Cefare molle a quella volta per combatterlo . Li Veneti 

mo- 
ti) V. Svet. in Ju!. Csef. (2) Famil, I. e, ep. 11. 



Parte Seconda. 343 

mostrarono a quefto la loro. affezione , e forfè di £iTi principal- 
mente era .fornita una flotta , che egli aveva polla nell'Adriatico 
fotto il comando di C. -Antonio ..fuo Legato . (i) Cosi conget* 
turo perchè li Galli Tranfaìpini non erano punto del ino parti- 
to, e li Gallo-Italici o tranfpadani , benché io fodero, non era- 
no genti atte, al mare, e gl'Illirici {lavano per Pompeo , o per 
per la Repubblica come allora dicevoli. Da vecchio tempo i no- 
flriefercitati al mare , ed aventi più luoghi al mare lì tua ti , e 
per il mare trafficanti , come Adria, Aitino, Aquileja ec. parmi 
perciò poter dire. che la flotta Cefariana in tale incontro , la più 
parte almeno da legni Veneti foJOTe formata .„ Anche Pompeo ne 
aveva una 5 a cui quella di.Cefare procurò chiudere TingreiTo dell' 
Adriatico, fituandofi per quefto tra Cor fu , e le code dell'odierna 
Albania.; ma atlalita da forze fuperiori , fu battuta , e circonda- 
ta da ogni parte dovette arrenderà* per non perire di fame . Le 
Navi di Cefare pare che follerò fiate fpinte a terra , e colà cir- 
condate, (2 ) perchè li Pompeiani fi fervirono d' uno ftratagemma 
per prenderle , cioè con nafeondere -e difporre fott' acqua certe 
funi forfè per incepparle. Due però fcapparona, una delle quali 
li ritirò in un feno o di Corei ra , o dell' Illirico , e colà fu chiù- 
fa dalli Pompejani erettamente fenza più fperanza di fuga . 

Quella era equipaggiata da circa mille Veneti Opitergini , i 
quali efortati dal loro Tribuno Valtejo , con .memorando efempio 
foftennero un giorno Jntero, fenza volerfi arrendere , lo fcarico 
delle freccie , e de' dardi di tutta la nemica armata , fenza che 
all' abordo neffuno ardifTe di venire , e quando fatto ofeuro il 
giorno , ^ videro tnfperata la loro forte , piuttoflochè effere infe- 
deli a Cefare , eleilero di ucciderfi fcambievolmeme tra loro , 
Lucano, Floro , e Y Epitome Liviana riportano con ammirazio- 
ne un tal fatto . (3) 

Fi- 

(1) Fior. I. 4. e. 2. niret , bortante Tribuno Vultejo mu- 
"Epjt. Liv. 1. no. tuis iclibus in fé corruìt . F!o r . 

(2) Quìppe cum Hadriatìcis mare (j) C. intonila legatus Cafaris 
jujjì occupare Dolabella l&tAntonius, male in lllyrico rebus geftis contra 
UH lllyrico , bic Coronai Ut ore caflra Tompejanos . ... in quo bello Opi. 
pefuerunt .... repente Caflra . . . tergini Tran/padani C<e 'fari s auxi/ia- 
circumvenh . . . • fame deditionem restate fua ab boftilibus navibus clau- 
exterfit . . . • duas tamen <e(ìus ex- fa, potius quam in poteflatem boflium 
plicuit \ una qua Opherginos fere* venìrent , inter fé concurrentes occu» 
bat in vadis hrf/tt > memorandumque buerunt-* 

pofìeris exemplum dedh : quippe vbe 'Epft. Liv. 1. no. 

M. juvenum manu circumjufi undi- Hìc Opherginos moles onerata co- 
que exzrchus , per totam diem tela lonìs 

fuflinuit , & cum eshus vìrtus non Confthh , hanc omni puppgs flatio* 
haberet , tamen ne in deditionem ve- ne foluta 

Cìr . 



244 Saggfo fopra i Veneti Primi. 

Finalmente i in > terra vennero a decifiva giornata .ne 5 vaili piani 
di Farfaglia prefTo a Tebe li due Partiti , e Pompeo rimafto 
perdente., fuggì ili Egitto, dove quel vile Regnante il fece prodi- 
toriamente uccidere, e Celare abbattuto -un tal rivale, della Re» 
pubblica rimafe folo Padrone . 

Non poflb . lafciar d' offervare, che fé a Labieno vogliamo dar 
retta, Y efercito di Cefare era la più parte formato di Tra nf pada- 
ni , cioè di Veneti e di Galli , (i) perciò quelli furono quelli 
che Ce fa re eondiuTero al trionfo, ed -effi ebbero la gloria di vin- 
■ cere il numerofo Efercito di Pampeo benché loccorfo da tutti i 
Rè d'Oriente, 25. mila nemici uccidendo, ed otto Aquile , e 180. 
ilendardi prendendo , con 20. mila prigioni . Eglino non erano 
v$nù di 22. mila .«uomini,, ma -tutti veterani, da lungo tempo al- 
la milizia ufati, da lungo tempo ufi a fervi re fot to Cefare che 
ienza contrailo fu uno <ie ; migliori Generali di Roma . Al con- 
trario i Romani di -Pompeo erano Enervati -nelle Jafcivie , molli 
dall'ozio, e vien detto che avendo Celare, appunto per quello 
ordinato a' ; fuoi di drizzare i loro colpi contro la faccia de* Ca- 
valieri nemici , quelli temendo rimanere deformi dalle ferite 
: aon fo (tennero la carica, e volfero le Spalle ben predo. 

Viveva in quelli -tempi un Veneto celebre per fantità di còlta- 
mi come dicea Gellio (2) , ed era quelli Cornelio Padovano , che Au- 
gure eflendo pretefe flandofene a Padova vedere eftat rèamente la 
pugna di Farfaglia , e predirne anticipatamente rovento a' fuoi 
Cittadini. Egli qualunque ragione aveife di fingere tal cofa , da- 
gli antichi viene certo lodato molto, e Lucano deknffe a l'ungo 
un tale avvenimento nel fuo Poema comporto fppra le guerre di 
allora . 
*A M- ^eùre dopo varie imprefe , in Roma finì di vivere , trucidato 
4 2 6 2, dagli amatori della fpirante libertà Romana ^ che altro però 
'non fecero fé non che dar moto a nuovi difordini ed a nuove 
Triwa^di^zJL . La .Repubblica era ridotta a tale fiato che imponibile li 
' • era il raddrizzarla . Fra tutti i corpi Politici non e' è il più 
ftiagurato del Repubblicano quando è corrotto, e fé Ja corruzione 
Trima d'% fan avanzata, il rimediarvi è fuori delia forz.a umana . lì vi- 
j s™.. ziofoM- Antonio brigava in Roma, per fottentrare a Cefare nel 
~ ^'comando,, mentre gli uccifori di quello procuravano refiftergli 
e4. vino de' più illullri tra loro, cioè Bruto venne nella Venezia* 

Cìrcumeunt : alti rupes ifr litora deleftìbus anmrum in citeriore GaU 

compievi. liafunt refett*, &pl er *que funt ex 

Vulujus jenjit tacitai fub gurgtte tranjpadanis coloniis . 

fraudes ec. De Bel. civ. I. 3. e. 27. 

Lucan. (2 ) Caftitate rite fanBus . 

( 1 ) H* copjas quas vldetis , ex Gali. 



Parte Seconda. 345 



e nella Galìia con tre Legioni acciocché neffuno di così gelofo 
parte d'Italia fi faceffe padrone. Quivi eflendo marciò a caftiga- 
*e alcuni Alpini , i quali forfè avranno fatte delle fcorrerie al 
piano , ad onta che altre volte addietro foflero per tal caufa fla- 
ti battuti e caftigati dalli Romani , fpecialmente li Camanni ed i 
loro vicini . Proteffe anche li Vicentini per certa briga che ave- 
vano forfè per gabelle od altro ( i ) , e che il Senato aveva a 
uccidere , ma intanto acquiftavafi grido , e nel Teatro di Roma 
cominciava a brillare il giovane Ottaviano 5 pronipote , figliuolo 
adottivo , ed erede di Cefare - Egli faceva il zelante per la Re- 
pubblica , ed i veterani antichi foldati di fuo Zio corfero a lui 
da ogni parte , coficchè ben pretto cominciò a ferii rjfpettare e 
temere • 

Marcantonio turbolento ed inquieto voleva ad ogni patto avere 
la Venezia e laGallia(2); Provincia deftinata, « come ditti retta 
da Bruto . Fu allora che il Senato cominciò a penfare di rende* 
re quefta libera e non foggetta" a MagiuVato Romano , perchè 
troppo florida , e troppo ricca Contrada eflendo , in que' critici 
tempi dava gelofia e timore , quando in mano di un folo ella 
iìava . Mi fa credere tal cofa , che V efempio recente di quanto 
la Gallia , e la Venezia avevano operato per Cefare , e la frefca 
ricordanza che egli tant' alto era falito anche per la fedeltà , ed 
affifienza che da quelle aveva ritratto , fodero pur motivi che il 
Senato fpinfero ad una tal rifoluzione . Ma Antonio rifoluto di 
«fare la forza , radunate alcune Legioni corfe nella Tranfpadana 
per ifcacciarne Bruto, dicendo a' Soldati che volea condurgli nella 
aflegnatagli Gallia Felice * Bruto fi pofe in difefa , feguì il noto 
aifedio di Modena , Antonio venne dichiarato pubblico nemico , 
fu vinto da' Confoli Irzio ePanfa, e dovette fuggire verfo l'Alpi. 

La Venezia fofferfe infinitamente in quelle circoftanze, e fi di- 
(linfe molto in quefta guerra . Odiavano al fommo Antonio i Ve- 
neti , ed è particolare la cofa , riflettendo all' affetto che aveva- 
no avuto verfo Cefare, di cui egli profeffava venerare la memo- 
ria , e vendicare la morte . Forfè egli fperava appunto per quello 
trovarli amici, ed avverfi a Bruto, ma s'ingannò di molto* Pro- 
babilmente egli non avea le maniere di Cefare , e poi era trop- 
po feoncettato • Il primo , oltre il proteggere le pretefe de* Veneti , 
fapeva anche palliare la propria ambizione ; ma il fecondo , per 
ogni luogo d'Italia, fecondo il detto di Cicerone, (3) era cono- 
Tomo L X x feiu- 

(1) Cicer. Fami!. 4. 19» 1. il. dtofiflimamReipubrtcc. ,tuosetiamclien* 

(2) Epit. Liv. I. 117. Us Traufpadanos mirifice cum cauf- 
Appian, 1. 3. fa conjunclos habebatmu , Cicer. in 

(3) TotamCaUiam tenebamus fin* Famil. Ep. 5. 1, 12, 



%$£ 'Saggio fopra i Veneti Primi. 

lciuto . ? e ;pcrò ..odiato... Abbracciarono in eonfeguenza i Ve- 
neti la caufa -della Repubblica ^ e la difefa di Bruto , e fi efpo- 
fero ad ogni fcìagura per quello . Viva mantennero la guerra eoa 
le proprie foftanze <> e con li proprj, cittadini armati ., ed illuftre te- 
ilìmonianza abbiamo di tal cofa nella 4. Filippica di Cicerone (j) .. 
Alcuni. Senatori opinavano ■ per la pace con Antonio, al che op- 
ponendoti con forzaCicerone, tra l'altre cofe dice va : Con qual dif. 
gufio udirà la >Gallia( già diffi , che la Venezia era comprefa in 
tal nome ) una tal cofa ^ e jf a che è prima ad affrontare , foflenere , 
e mantenere la guerra ? ; LaGallìa ci ajficurò le intraprefe feguendo 
non dirò i .comandi , ma i cenni .di D. Bruto , e dando armi , uomini 5 
, denaro . . , EJJa fi ? efpofe pienamente . alla crudeltà di M. . Antonio . E' 
rovinata ^ bruciata , pefla a rubba , e pur tollera tutto purché pof* 
fa ributtare \ -la, minacciata fervi tu .E per omettere P altre parti del- 
JaGalliay giacche tutte vanno del pari; li Padovani altri hanno ef- 
tclufi.) altri /cacciati mandati loro da Antonio . Eglino di denari , di 
faldati , -. ( e quello the più . ci abbi fognava -ed eravamo fenza $) dì ar- 
mi foccorfero li .noflri Comandanti . Fecero anche gì 3 altri lo: jleffo in 
quelli incontro , benché per il torto di molti anni fi teme ffero avverfi al 
Senato . Non è però maraviglia fé accomunata , con effi la Repubblica 
fedeli fi moflrino , mentre \ tali furono anche prima. di avervi parte ( 2 ) . 

Il Senato, di* Roma ordinò pertanto folenne ringraziamento a que- 
lle due provincie , per il zelo dimoitrato nèlf opporfi ad Antonio 
(3) 5 e poffiamo oflervare chiaramente in Cicerone accennata la 
noja de' Veneti , e de' Galli per la contraftata cittadinanza , » che a- 
vevagli raffreddati ; nell' amore verfo la Repubblica , come al contra- 
rio gli avea fommamente refi al morto Cefare attaccati e fedeli . 
Non lappiamo per altro fé allora o più tardi , otteneflero ? ulti- 
mato in tal» cola , il jus cioè degli onori 3 e T adito alle cariche 
ed . agli uffizj della Repubblica . Circa ad ottanta :anni dopo im- 
perando .Claudio -fi lagnavano alcuni Senatori , che avevano i Ve- 
neti , e -gì' /Infubri , invafa la Curia ( 4 ) , e Claudio rispondeva lo- 
ro j .che mai {labile non era fiata V interna quiete , né mai le forze con* 
tro gì* efierni ben valide , fé non quando li Tranfpadani , ccioè li 
Galli ed i «Veneti , granfi ammeffi .alla Xittadinanza(*$) ., Farmi 
dunque che chiaro moftrino tali parole , che prima di allora ave- 
vano li noftri ottenuto l'intero compimento della Romana ^civili- 
sta, 

( 1 ) Horum fagtitorum ifle <vefti* t ampli ffnnij , quod Antonio refifteret* 
gtis omnia Municìpia , Tr<efec7uras , * Philip. 4. 

Colonias , totam Jenique Itaiiam .im- (4) Quod Veneti & Infubri Cu* 
prejftt. Philip. 5. rìam irruperint . Tacrt. 

( 2) Philip. 4. (5) 'ti 'un e fioruimus rum franfpa» 

( 5 ) Senat . cottf. laudatur Trovìtt- danis in Civitattm recepii* &c* 
eia Gallia , meritoque yornatur verbi* Jd. 



Pkrte* Seconda 



mi 



ib r cioè il gius degli onori , cofa che le fteiTe parole di Cicerone 
di efTere ftata con ejjì accomunata la- Repubblica ,- feconda me con- 
fermano ; perciò io direi che non al tempo di Àugufto odi Tibe- 
rio, come diflero alcuni , ma prima ed innanzi alla guerra civile 
contro Antonio i Veneti otteneffero per intiero un tal onore . 
Le efpreffioni dì Claudio ci moftrano poi qual era la forza ed il 
buon edere di quefta parte d'Italia , e quanto rifpettabile ella- 
folte a* Romani medefimi , il che lo fteffo Oratore Romano con- 
fermava dicendo in una delle fue Filippiche, che il fiore dell' Ita* 
Ha y V ornamento , ed il foflegno dell' impero Romano elfo fi era. (i)c 
Non difli pertanto cofa tanto ftrana , che Cefare cioè de' Veneti 
fi fervide principalmente, e degl'altri Tranfpadani ancora, nella 
guerra contro Pompeo , echi sa, che in quegli avvenimenti che tanto 
agitarono la Repubblica dopo la morte di quello, non abbiano ef- 
fi fatto una brillante figura (a). 

Benché però Antonio foffe fiato coiìretto a fuggire verfo FAI- 
pi, la Venezia non rimafe libera né quieta , poiché Afinio Pol- 
lione fi fece dalla parte di quello , e con fette Legioni oppreffe 
malamente quefta regione . Se badiamo alle efpreffioni di Pater- 
colo- (2)^ vi fucceffero de fatti firepitofi y poiché egli ferine che 
grandi e celebri cofe operò quello Duce intorno Aitino , ed altri 
luoghi della Venezia • Poffiamo Congetturare da quefte parole che 
la. guerra ardeffe anche molto intorno a quefta Laguna , e forfè 

X x 2 Al- 



( 1 ) Uh fos Italia' , ilhà firma^ 
mentum imperli populi Romani , iU 
lud ornamentum ec» 
Philip. 4. 

(a)Svetonio parmì che confer- 
mi avere i nollri ottenuto il gius 
degli onori forfè al tempo di Cefa- 
re innanzi alfo ftabilimento dell'Im- 
pero fatto da Ottaviano, e non re- 
gnando Tiberio o Claudio fucceffori 
di quello . Teregrinis civitates dona- 
tas . . . > & quofdam e Jemibarbaris 
Gallorum recepii inCuriam , dice que- 
fto Storico parlando di Cefare . Se- 
mi-barbari con dileggio chiamavano 
ì Tranfpadani ( Veneti, cioè e Gal- 
li ), perchè aveano adottata la fog- 
gia di veftire Romana , per curGal- 
lia Togata era detto il loro paefe . 
Egli pure racconta che il popolo Ro- 
mano fempre fatirico, la Satira fe- 
guente in tale occafione contro Ce- 
lare avea compatta; 



Galles Caefar in triumpbum du* 
xit: iidgm in Curia 

Galli bracar depojuerunt , latum 
clavum ajfumpferunt . 

Troppo è nota l'alterezza Roma- 
na r e di fatto vediamo che i Sena- 
tori non avevano ottant* anni dopo 
deporto ancora il difpiacere di tal 
cofa regnando Claudio. Si vede an- 
che da ciò la caufa per cui tanto 
affetto i Veneti e Gallo Itali dimo- 
ftrarono per Cefare, e ù comprende 
perchè Cicerone diceffe che temeva» 
il Senato non follerò ad efTo avverfì 
per 1* intempefliva e feiocca reni- 
tenza dimoftrata dallo fteflb in quell' 
incontro. 

Svet. in Jul. Caefar. 

( 2 ) ^4. To//io din retenta in potè- 

fiate Veneti a , magni s fpecioftfque re* 

bus circa lAìtinum Ì3r alias ejus re* 

gìonìs urbes editis , jintonium petit • 

V. Pat. 1. 11. 



34§ Saggio Sopra i Veneti Primi. 

Aitino In tal congiuntura veniiTe attediato , la fituazione di effe 
rendendone coraggiofi i cittadini . Poffiamo pur congetturare che 
maffima oppofizione faceffero i Veneti , ma che poi rimanefTero 
oppreffi dalla forza foperiore , poiché lo Storico dice , che a lnn~ 
go in fuo potere ritenne Pollione la Venezia , e Y avervi impie- 
gate fette Legioni in tal guerra indica certo che la rcfìftenza fu 
gagliarda per parte de* Veneti . Ci mancano del tutto le notizie 
de' fatti d'allora, perciò non poffiamo far altro che indovinare. 

Macrobio però in qualche modo conferma quanto io dico , rac- 
contando che Àfinio Pollione marciò una volta verfo Padova > 
e colla forza , e con auftero trattamento volle obbligare que' Cit- 
tadini a dargli armi e denaro . Non potendo refiftere frapparono 
e fi nafcofero , in luogo , come egli dice , dove quello non poteva 
trovarli . Cofa fuceeffe allora di fomma lode per li Padovani * 
Pollione irritato fece arreftare i fervi de' fuggitivi , e promife a 
tutti k libertà , fé avellerò fcoperto Y a filo de 5 loro Padroni. Ad 
onta ài una promeiTa cosi feducente per ogni uomo che non 6» 
uno flupido , non ve ne fìt alcuno che voleffe tradire il proprio Si- 
gnore (i) : il che ci mofira una fedeltà troppo rara ne' fervi , e ci fa 
ideare una morigeratezza e bontà non troppo comune ne' Padroni , 
Leggendo tal cofa mi venne in penfìero più volte , che il luo- 
go dove fi nafcofero i Padovani , e dove trovarli non poteva il 
Generale Romano y foffe la noftra Laguna. Ne monti ardui, né 
felve ftrane aveva il Padovano dove poteffero celarli e toglierli 
fìcuramente da ogni nemica ricerca . Chi sa pertanto che ne' ma- 
rittimi Eftuarj , ad eSi ben noti e vicini , non fi foffero afcofi , i 
quali perciò fino da allora avrebbero cominciato 2id ellere un afi« 
io ficuro contro la prepotenza , ed il furore tirannico e difpotieo . 
Dopo diverfe fanguinofe fcene che non appartengono alla no- 
ftra ftoria j e perciò fi lafciano 3 Ottaviano fi pensò d' unirfi ad 
Antonio f e così accrebbe al fommo le forze de' diftruttori della 
Repubblica i e molto pie quando fi aggiunfe al loro partito Far* 
mata di Lepido * Nacque allora il troppo celebre Triumvirato ^ 
che fopra cumuli di cadaveri , fiatili fanguinofo Impero . Vinti 
Caffio e Bruto , pia non ebbero oppofitofi , ed allora fi diyifero 
tra loro la Repubblica lacerata , e promulgarono la nota Profcri- 
xione , che invoMe un numero fterminato d' infelici nell' ultima 
forte, perché temuti ovver odiati da' tré Tiranni. La fanguinofa 
condanna non folo per Roma fi diffufe , ma per l' Italia ancora , 

ptr- 

(t) *A. Toflio averte cogenti Ta. ie proposto , qui domìms futi trade- 

favìnos t ut pecuniam & arma con- reni ; confidi fervorum nulium vi* 

ferrent : domìms quoque ob hoc U» Bum premio domìnum prodidijje • 

Untibus, pramh fervi s cum tifarla» Macr* lib* i* 



Parte Seconda, 34$ 

perciò è credibile che anche la Venezia ne provaffe i trifii effet- 
ti . Li Triumviri avevano neceffità di denaro , per tenerli fedeli 
coloro che il foftegno fogliono effere e la mina infieme degli Im~ 
perj cioè i militari , perciò non folo delle vite ma anche delle 
foftanze andarono a caccia de' più illuftri Soggetti d' Italia . La 
Venezia che ad elfi fieramoflrata affai contraria, avrà molto fof- 
ferto in tale incontro . 

Poco però mantennero la pace i Triumviri ; e gelofia ed invi- ^ ^ 
dia come dovea tra loro fi introduce, così che dopo diverfieven- ^ 2 y "^ 
ti, la guerra più che mai fieramente fi accefe • Antonio in ftra- , *~ 
na maniera impazzito per la diffoluta Regina d' Egitto , era un q ^ 
uomo che più non fapeva regolarti, ed operava contro il proprio 3 ' u 
interefle . Ottaviano guadagnò fopra di eflb la celebre battaglia . », 
d'Azio; poi effendofi uccifo da fefkflo il fuo emulo, e vilmente '^ 
avendo ceduto anche Lepido , egli fi trovò folo Signore della Ro- , g j , 
mana Repubblica , a cui diede fine foftituendone una mifta Mo- 
narchia , che tramandò a' fuoi fucceflfori . Ritornato che fu in I* 
talia difperfe per quella li fuoi Legionari in 32. colonie , perciò 
alla Venezia ancora toccò il difagio, e la pena di dover divide- 
re o cedere le proprie campagne a quelli ofpiti inquieti ed avvez- 
zi alle rapine , e agli infulti . Già prima Mantova avea veduto 
prenderli le proprie terre , e darle a* foldati ; il celebre Virgilio 
in tale occafione avendo perduti i fuoi campi , che però riebbe 
per mezzo del nominato Pollione ( 1 ) . Furono trovate varie is- 
crizioni nella Venezia che ricordano Soldati venuti a ftabilirfi in 
effa , dedotti dal Divo Angujìo dopo la vittoria d* Azio già da per 
tutto vinti li nemici ; come efprimono que* marmi (2) . Ma qui 
poniamo terminare per ora quefta Storica Epitome de' primi Ve- 
neti 5 e ciò perchè Romani intieramente effendo effi diventati , 
giuda cofa è V oilervare , per quanto la fterilità delle Memorie an- 
tiche potrà permetterlo , quali ufi , qual lingua eglino consuma- 
vano prima di una tal epoca - Come adottarono interamente la 
favella Romana , così pure anche in gran parte avranno abbrac* 
ciato i Romani cofiumi , e perduto o alterato le proprie e vec- 
chie ufanze, fempre gl'inferiori copiando ed imitando ifuperiorij 
e regolandoli in ogni cofa full'efempio di quelli * 



Il Fine del Tomo Primo 



IN- 

(i)Mantua *u* mìferésmmmmvU (2) V. Marn^ Ancir. & Alefli : 
fina Cremona» Yìrg. p. 215» Grut. 1020. 5. ce» 



35 



o 



INDICE 

©ELLE COSE PIÙ* NOTABILI CONTENUTE: IN QUESTO Pr IMO TOMO . 
PARTE PRIMA. 

CAP. L y\ EL ^i P r imi Itali venuti dall'Oriente, e non dal Settentrione. 
*Lf 7. Cele brità di effi prima de* Romani * 8. Li Veneti vanno 
comprefi con efli . 9. Efame dell* opinione di alcuni che vogliono fiano 
quefti venuti in Italia dal Nord dalle Gallie. io. e feg. 

CAP. IL Rifleflìonr fopra il racconto di Livio della venuta di Antenore 
infieme con i Veneti . 21. Probabilmente quefti efiftevano in Italia pri- 
ma di un tale Eroe . 27. Degli Euganei * 28. Erano forfè unaiLucumo- 
nia Etrufca . 28. e feguent. 

CAP. III. Varie congetture fopra V origine de* Veneti . 32. Efame di due 
pam* di Strabone , e di Ariano. 58. Forfè derivano in prima origine da 
Medi . 39. Abitarono V Illirico ,. e la Tracia prima di fidarli in Italia . 
40. e feguent. 

PARTE SECONDA. 

CAP, I. Storia della Venezia dalli primi tempi fino ali* irruzione de* Galli- 
in Italia • 49. Primi abitatori di effa forfè Umbri r poi Tofcani , indi 
Pelafgi > e Veneti. Sbarchi degli Argonauti. 67. Arrivo de' Frigi Trojani. 
69. Pofìzione di tutti quelli Popoli. 74. Guerre tra eflì. 75. e feg. 

CAP. IL Eftenfione e limiti dell* antico paefe che Venezia poi fu detto . 
757. e fegu. Feracità, prodotti ec. della medefima . 98. e fegu. Città ce- 
lebri. 100. e fegu. Colli Euganei^ ioS.Timavo. 127. Città perite prima 
del dominio Romano. 140. Venezia marittima. i4$.Primitva eftenfìone 
della medefima , e ftato antico della piana parte dell* Italia fettentrio- 
naie , 742. e fegu. Defcrizione della Venezia marittima audrale . 164. 
Città di Spina. ivi.Butrio. ivi. Foci del Pò . 167. Ifole Elettridi » 168. 
Regione Padana. 171. Adria. 175. Prodotti e feracità antica del fuo ter- 
ritorio, ivi. Pecore e Galline Adriane. ivi. e feg. Paludi Addane . 184. 
Fotte Filiftine . 188. Venezia marittima Settentrionale . 194. Brondolo . 
Fotta Clodia. Porto di Medoaco . 195. e fegu* Fiume Prealto. 1^7. Pae- 
fe intorno Chioggia fino a Fufina odierna . 200. e fegu. Margine inter- 
no fino ad Aitino. 207. Aitino. 2i2.Corfo antico della Piave. 2i7.Bof- 
co di Fetonte. 241. Iscrizioni Altinati. Vie militari Romane intorno al- 
la Laguna. 25$. Ville Altinati. 288. Margine interno fino alla Livenza. 
29C. Lagune Caprulenfi. 29;. Lagune Graden fi . 297. Aquileja . 505. 

CAP. III. Epitome Storico della Venezia dalla venuta de* Galli fino alla 
Romana Cittadinanza conceduta alli Veneti. 515. I Galli diftruggono Spi- 
na ed Adria. 317. I Galli attediano Roma , e fono coftretti a ritirarfi per 
caufa de* Veneti. 31$» Sbarchi de* Lacedemoni fulle fpiagge Venete. 521. 
Li Veneti fanno irruzione nel paefe de* Galli. 525. Rimangono nella Ro- 
mana alleanza in tempo della guerra di Annibale. 527. Diventano fud- 
diti di Roma. 330. Fondazione di Aquileja . 333. Dittenfioni tra Pado- 
vani, e vicini. 336. Irruzione de > Cimbri nella Venezia. 558. Li Veneti 
fono del Partito di Cefare . 541. Ottengono da quefto la Cittadinanza 
di Roma. ivi. Refiftono a Marcantonio. 345. e feguent* 

ERf 



E R R O R I . 



351 
CORREZIONI. 



;. in Viti* 


3- 


13, 


*7- 




28. 


35. 




35>. 




40. 


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44. 


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120. 




-I 2 1. 




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129. 



140. 
141* 

159. 
178. 
381. 

182. 
184. 
219. 

322. 

*4*- 
*75- 

*75- 
276. 

308. 
311. 
323. 

191. 
Quella 



verità 

Veneti 
2$. Veneti 

not. (i)<.cavernì 
verf. vainqueurs 

Latino 

not. (1) Infide 
con C/Voro 
GREOE 
not. (1) Vite* 



Autorità 

Venedi 

Veneli 

Cauconis 

fi Ies vainqueurs 

Sabino 
Thyrfide 
come il Cfrw# 
GREGE 
Vrbes . 
not. (4) Confuluit natura fibi i ne mer/a faterei ) 

*Xmìfttque oculos quo vetat ire calori 
Turbìdus impulfu venti cum fpargitur aer 

Glaucaque fwnìger* terga ferenat aqu»l 
Tunc omnem liquidi vaìlem mir abere funài , 
Tunc veteres hafla Regia dona micant 
Quos inter nigra , tenebra* obfcurus arenje 
Dì f color abruptum fiumen hiatus babet • 
qual fiume della Pa- Qual fiume della Padovana Provili. 

eia nafee da rupe ? Anzi qual 
grotto fiume nafee nella Pado- 
vana Provincia > 
dell'Orientale che del Greco. 
Iramine 

dal Carfo al Piemonte . 
Iramine 

dell'acque dell'Alpi e degli Appennini 

jlquamboe 

il gufto ed H commercio -de' popoli 



dovana Provin- 
cia ? 



4. del Greco 
23. Tramine 

not. (a) ai Carfo 
7. Tramini 
io. dellVAIpi 
22. lAquambsì 

not. (a)ilguflo 

de* popoli 

19. lAdrefeano 

10. Torto Vito 

not. (3) li Mari 
not. (a) Eifole 
Conjehe 
onorarie 



4- 



^Adriano 
Torto Viro 
\\ Mani 
Eifok 
Caufelve 
migliane 



not;($)extat inBaptift* extat Mariani in BaptifL 



1 Mani 
Caflratium 
centro . 
aqua 
Giapidi 

ottantanni circa 
not. (a) Depof. MSS. Depof. MSS. Sabadino ." 

Nota va polla a pag. 15?;. n. 2. ed è del Sabadino fuddetto» 



not.(2) i Mari 
16. Caftravium 
3. antro 

not. (4) atque 
16. Sapidi 
15. ott'anni 



N O I 



35 2 

NOI RIFORMATORI 

DELLO STUDIO DI PADOVA. 



Avendo veduto per la Fede drRevifione, ed Approvazione del 
P. F. Ciò: Tommaso Maccheroni Inquifitor Generale del Santo 
Offizio ài Venezia s nel Libro intitolato Saggio /opra i Veneti Pri- 
mi, Tomi IL MS. non vi effer cofa alcuna contro la Santa Fede 
Cattolica , e parimente per Atteflato del Segretario Noflro , nien- 
te contro Principi , e Buoni Cofturni , concediamo Licenza a Pie- 
tro Savj'oni Stampa tor di Venezia , che podi eflere ftampato , of- 
ferendo gli ordini in materia di Stampe , e prefentando le foli- 
ce Copie alle Pubbliche Librerie di Venezia 3 e di Padova . 

Dat* li 14- Marzo 1781. 



( Alvise Vallaresso Rif. 

< Andrea Trqn Kav. Proo Rif. 

( ClROLAMO ASCANIO GlUSTINIAN KAV. RlF. 

Regìflrato in Libro a Carte 2. al Num. 9. 

Davidde MaYcheJini Segr. 

178 u 15. Marzo. 

Re giftrato nel Magistrato Eccell contro alla Beftemmia a C. 100 1. 

Andrea Sanfermo Segr. 



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